9 dicembre: riprendiamoci la dignità calpestata

Mentre scrivo questo breve post non ho alcuna idea su come evolverà la protesta  del coordinamento 9 dicembre, protesta che da ieri sera  alle 22  sta bloccando l’Italia e che i media si sono ostinati fino all’ultimo a sottovalutare e a  silenziare. Non credo che l’abbiano fatto solo perché temevano le razzie nei supermercati. Più semplicemente non volevano offrire “cassa di risonanza” a categorie che si stanno sostituendo ai sindacati. Chiamiamola una semplice azione di pompieraggio preventivo.

La “guerra mediatica” (poiché trattasi anche questa di guerra) la conosciamo già a priori, prevedibilissima del resto : lo sputtanamento nei confronti dei cosiddetti “infiltrati”, “terroristi”, “fascisti”, ” facinorosi”.
L’insistenza con la quale ci hanno stordito con la sceneggiata parahollywoodiana delle primarie con il trio Renzi, Cuperlo, Civati (scontato l’esito), fa pensare che questa gente è scollegata dalla realtà, non ha né vuole avere il polso della situazione del paese. Non vuole sapere quando il troppo è troppo. Non sa sondare l’esasperazione che ormai serpeggia per tutte le regioni d’Italia. Ogni categoria sociale, ha la sua da ridire, ha molti motivi per protestare e per ribellarsi: i lavoratori autonomi, il popolo delle partite IVA, gli artigiani, gli agricoltori, gli operai, i disoccupati, i sottoccupati, gli impiegati in fase di proletarizzazione, i lavoratori del pubblico che sta diventando privato, i lavoratori del privato che perderanno il lavoro e diventeranno precari a 50 anni, i commercianti che hanno negozi vuoti e la GdF alle calcagna che fa loro le pulci, mentre lascia correre gli abusivi cinesi; gli studenti senza futuro, i giovani senza belle speranze, gli anziani senza la sicurezza di una vecchiaia serena, i bambini senza servizi educativi qualificati., ai quali però l’OMS e le organizzazioni onusiane predicano nelle circolari ad uso delle scuole,  che masturbarsi è bello. Gente italiana del Nord, del Centro e del Sud di questa disgraziata penisola che vuole tornare ad essere nazione che rinasce.

Che altro scrivere? Alzi la mano chi se la sta passando bene in questo periodo.

Letta minaccia sfracelli e parla con toni allarmati,  di nazionalismi e populismi che ridurranno l’Europa in “macerie”. 
Macerie? Ci vuole un bel coraggio… Più macerie di quelle create dal suo governo e da quello precedente del suo maestro di consorterie massoniche Mario Monti, cos’ altro deve ancora arrivare? Perciò è ora di riprenderci in mano il destino e la dignità che ci stanno calpestando di giorno in giorno,  di ora in ora. Il  9 dicembre sarà una data spartiacque, da ricordare.  

http://piovegovernoladro.altervista.org/blog/2013/12/09/diretta-nazionale-della-manifestazione-9-dicembre/

Primarie pd

Polli, imbecilli e farabutti alle primarie di Eugenio Orso

Domenica 8 dicembre, dalla mattina alle venti di sera, su tutto il territorio nazionale si ordirà l’ennesima truffa del potere sub-politico (il vero potere politico è rappresentato dai “mercati” e dall’eurozona) a danno degli italiani. La truffa si chiama primarie ed è parte del rito elettorale. Più precisamente, è una sorta di condicio sine qua non per andare al voto, in futuro, simulando democrazia, rispetto della volontà popolare, partecipazione. Fumo negli occhi da parte dei venditori di fumo. Con le primarie, si prepara adeguatamente il terreno per il rito elettorale liberaldemocratico, che equivale a una truffa elitista nei confronti del popolo, delle masse, delle classi subalterne (chiamatele come volete). In questo, cioè nel truffare il popolo, i piddini hanno dimostrato di essere piuttosto bravi. E’ la loro principale abilità, che li fa apprezzare dai padroni sovranazionali, che li rende utili ai mercati e all’eurozona. Questa abilità l’hanno coltivata e affinata per anni, lungo la catena involutiva pci-pds-ds-pd. Al punto tale che hanno allevato una nuova generazione di imbroglioni sub-politici del calibro di Matteo Renzi, in potenza ancor più pericolosi dei D’Alema, dei Bassolino, dei Fassino e dei Bersani. Ciò che gli importa di più, adesso, sono i numeri di partecipazione alla simulazione elettorale, essendo il vincitore predeterminato, nella persona dell’emergente ultraliberista Renzi.

La prima preoccupazione dell’infame pd, infatti, è la partecipazione popolare alla kermesse di domenica. Per tutti, anche per quell’imbroglione di Civati in corsa alle primarie con Renzi e Cuperlo, che si finge un “alternativo” senza macchia e senza paura. Tuttavia, i numeri della partecipazione a questa specie di pre-voto si possono sempre manipolare. La volta precedente, infatti, avendo già predeterminato il vincitore – il clownesco Bersani – hanno millantato ben quattro milioni di voti, ridottisi a poco più di tre milioni appena ventiquattr’ore dopo lo spoglio delle schede, poi a tre milioni, poi a due milioni e ottocentomila, eccetera. Se per “incoronare” Veltroni – mediocre critico cinematografico, affondatore dell’Unità e del comune di Roma e fondatore del pd – hanno votato a suo tempo oltre tre milioni e mezzo di polli e imbecilli, nonché un certo numero di farabutti, mentre per Bersani due milioni e ottocentomila, domenica si dovrà tenere a tutti i costi la “linea del Piave” della partecipazione. Il bottino ideale sarebbe, per quel che riusciamo a comprendere, a occhio e croce almeno due milioni di schede, superficialmente identificate con il numero di votanti.

In passato, abbiamo scritto molto sulle primarie cercando di analizzare questo fenomeno, importato dall’America. Vedi, ad esempio, Effetto primarie di Eugenio Orso in occasione delle precedenti primarie, quelle bersaniane. Il riferimento è al celebre film di François Truffaut Effetto notte (in lingua originale La nuit amércaine) del lontano 1973. Il titolo del film richiama una tecnica cinematografica, squisitamente hollywoodiana, che grazie ad un filtro davanti all’obiettivo consente di trasformare il giorno nella notte, ossia una scena ripresa in piena luce in una scena notturna. La metafora dovrebbe essere chiara a tutti. Trasformare il giorno nella notte, magari manipolando a dovere dati elettorali e partecipazione, con la complicità dei farabutti e il futuro scorno per polli e imbecilli (che erano e sono la maggioranza). Solo che domenica 8 dicembre nel “cast” non avremo il grande Truffaut, l’indimenticabile Jacqueline Bisset e altri attori francesi di razza, ma i guitti nostrani della politica minore Renzi, Cuperlo, Civati.

Fondamentale sarà la manipolazione dei voti e del numero dei partecipanti. Le primarie, è necessario precisare, non sono ufficialmente elezioni regolate dalla legge, previste dalla costituzione. Qui non c’è un Viminale che deve intervenire, che deve fare la conta dei voti. Le primarie sono assimilabili a una “festa privata”. Si può fare tutto ciò che si desidera, si può organizzare a talento, sempre che non si commettano reati e si violino le leggi, facendosi beccare con le mani nel sacco. Esemplificando per assurdo, gli organizzatori piddini non possono far sequestrare una corriera piena di passeggeri, tenendoli sotto sequestro per un paio d’ore e costringendoli a votare (non importa se per Renzi, Cuperlo o Civati), ma possono far votare i loro adepti più fidati cinque o sei volte, gonfiando il dato della partecipazione. Possono raccattare partecipazione al voto dalla criminalità organizzata, in certe aree del paese, dove il territorio è controllato dalla camorra, dalla mafia, dalla ‘ndrangheta. Possono far votare gli immigrati – anche quelli senza cittadinanza, com’è accaduto in passato – facendogli promesse che non manterranno mai. Tanto, come abbiamo detto è una specie di “festa privata” e, in quanto tale, le regole le dettano loro e il funzionamento lo controllano come gli pare. I regolamenti si lasciano scrivere. Si possono liberamente aggiungere beffe alle beffe, facendo pagare qualche euro (due o addirittura due e mezzo, se non ci sbagliamo) agli sprovveduti che vogliono votare e non hanno la tessera di partito. Almeno per ora, non si utilizza la drink card. Soltanto una sorta di biglietto d’ingresso per accedere alla “festa privata”, destinata a rivelarsi un bidone molto presto. Smaniosi come sono di privatizzare l’Italia, per conto dei loro potenti “datori di lavoro” europoidi e elitisti, si trovano perfettamente a loro agio nel “fai da te” delle primarie, festa privata per eccellenza. E’ evidente, però, che “biglietto d’ingresso” a parte, i costi della festa sono coperti con il finanziamento pubblico (rimborsi elettorali, chiamateli come cavolo volete), cioè con i miseri averi del popolo italiano gabbato. Il nostro appello, rivolto alle teste ancora pensanti, a tutti coloro che non intendono darsi la classica e infausta martellata sui coglioni, è di tenersi lontano dai seggi piddini, domenica 8 dicembre 2013. Non solo per non mettere qualche euro in più nelle tasche di chi, saldamente al governo, vi riduce i redditi e le opportunità di lavoro, ma per la consapevolezza che le primarie sono una truffa, un espediente per legittimare, prima delle elezioni effettive, i servi sub-politici delle eurocrazie globaliste e ultraliberiste. Lontano dalle urne, domenica prossima, e … stateci bene.

Poteri forti e nuovo pd…

I poteri forti hanno trovato il nuovo Berlusconi di Giulio Sapelli

Mentre scrivo queste note si svolgono le primarie del Pd. Un fenomeno solo italiano. Voteranno per i tre candidati in corsa tutti coloro che vorranno, dopo aver versato una piccola somma. È la prima volta nella storia mondiale dei partiti in cui un segretario di partito viene eletto da iscritti e non iscritti, financo da persone che non condividono le idee dei candidati. Ciò nonostante votano, certi di dare in questo modo un contributo alla visione che hanno della dislocazione delle forze politiche in campo a livello nazionale. È il voto non per qualcuno ma contro qualcun altro. Fenomeno che di solito accade nelle votazioni politiche, ma che non è mai avvenuto nella dinamica interna alla definizione delle cariche  di un partito. Altro primato italiano.

Naturalmente questo fenomeno disvela qualcosa del rapporto tra istituzioni e macchina dei partiti. La scienza politica classica, ossia quella che inizia con Vilfredo Pareto e Gaetano Mosca e raggiunge poi i suoi vertici con i lavori di Roberto Michels e di Moisei Ostrogorsky, poneva al centro della delineazione del sistema e della società politica le macchine dei partiti. Per comprendere il funzionamento sia della partecipazione politica sia dei meccanismi decisionali, secondo questa scuola bisognava e bisogna partire dai partiti. La politologia che invece si è affermata dopo gli anni Cinquanta del Novecento, con poche eccezioni, tra cui ricordo il compianto Paolo Farneti, Theodor Lowy e Mauro Calise, pone invece al centro i sistemi elettorali. Sono questi ultimi a determinare la meccanica dei sistemi istituzionali e della stessa partecipazione politica. Aristotelicamente, per la politologia moderna, i partiti sono accidente e non sostanza. Che invece i partiti siano sostanza e non accidente lo dimostra quanto sta capitando in Italia. Il Pd è diventato il punto archetipale della vita istituzionale. Anche qui un primato italiano alla faccia di qualsivoglia Costituzione. Il presidente della Repubblica convoca il primo ministro Letta per prender visione della situazione creatasi con la scissione e la scomparsa di Forza Italia e Popolo delle Libertà. Il presidente della Repubblica avrebbe dovuto chiamare subito il primo ministro seguendo le pratiche istituzionali. Ciò non è stato fatto. Si è atteso che si disvelasse l’esito delle primarie del Pd. Questo non ha suscitato nessuno scandalo e soprattutto non lo ha suscitato nell’establishment, piccolo (come lo chiama Ludovico Festa) o grande che dir si voglia (come non lo chiama più nessuno perché l’establishment grande non è più).

Il problema è proprio questo: si svolgono le primarie di un partito i cui candidati a segretario hanno piattaforme sostanzialmente o indistinte o sovrapponentesi oppure che si differenziano per differenti opinioni su segmenti specifici dell’agenda politica, oppure ancora per l’evocazione mitologica di un passato che alcuni vorrebbero conservare (Cuperlo) (1) altri vorrebbero rinnovare senza rinnegarlo (Civati) (2) altri ancora lo rinnegano decisamente e a esso sostituiscono la vulgata neoliberista in salsa moderata (Renzi) (3). Il vincitore delle primarie sarà senza dubbio quest’ultimo. Il perché è chiaro. Eredita i morfemi, ossia la sintassi semantica, del ventennio berlusconiano: leader, invece che élite, decisionismo invece che tattica e compromesso, medializzazione e sondaggizzazione invece che pedagogia, competizione invece che comunione, etc. etc. E poi ha soprattutto l’appoggio dell’establishment, con forti agganci e sostegni nella finanza internazionale, nei ceti medio-colti, nell’alta burocrazia dello Stato la quale sa bene che can che abbaia non morde. La mia previsione è che difficilmente la vittoria che si profila non avrà ripercussioni nel partito. Infatti nel sistema politico italiano è iniziata un’era di disintegrazione, come già è stato reso evidente nelle vicende del Pdl. Credo che tale disgregazione continuerà pure nel Pd, anche se con forme meno eclatanti e sostanzialmente avversate dall’establishment a differenza di quanto è avvenuto nel Pdl. Perché l’establishment da tempo vuol farla finita con Berlusconi. Per questo non si può fare una nuova legge elettorale e deve pronunciarsi la Corte costituzionale, intervenendo persino sulle preferenze! Infatti, sono i partiti a dar vita alle leggi che li preformano e non viceversa. Se non vogliono farlo, non ci sarà nessuna legge elettorale, come hanno dimostrato questi anni di porcellum. Una bella conferma della scuola classica della scienza politica, non c’è che dire. È il colmo per un rottamatore!

Attacco a tre punte

L’elezione di Matteo Salvini a segretario della Lega, con le chiarissime dichiarazioni di un soggetto che ha sempre improntato la sua azione politica ad una tenace militanza, riportano sulla giusta carreggiata un partito che ha rappresentato un perno fondamentale per le alleanze di Centro Destra.
Il “basta euro” ripetuto subito dopo l’elezione da Salvini, si unisce alle analoghe prese di posizione di Grillo e di Berlusconi che, probabilmente, fu rovesciato nel novembre 2011 proprio perché cercava di mettere in pratica una visione più nazionale con un recupero della nostra Sovranità e Indipendenza da Bruxelles e dalle consorterie finanziarie internazionali.
In questo quadro manca purtroppo la Destra, divisa tra l’Officina dei Fratelli d’Italia e la nuova Alleanza Nazionale dei sogni di Storace e Alemanno.
Senza contare quanti sono rimasti in Forza Italia come la Santanchè, Gasparri e Matteoli.
La Lega di Salvini ha espressamente individuato nella uscita dall’euro un caposaldo della sua nuova politica, ma sono certo che non abbandonerà la posizione del “basta immigrati” e “basta perversioni sessuali” che ha ugualmente caratterizzato la politica migliore della Lega.
Forza Italia rappresenta il “basta tasse” e il “basta magistrati” , elementi ugualmente rappresentativi del sentimento degli elettori di Centro Destra.
E la Destra ?
La Lega ha “scippato” alcuni temi centrali della politica di Destra (Sovranità, Indipendenza, immigrazione, moralità) mentre Forza Italia ha occupato la barricata contro le tasse e i magistrati.
Per vincere le prossime elezioni sarà necessario avere anche una ala destra forte e rappresentativa che può nascere solo accantonando i personalismi che ancora dividono le anime del vecchio Msi.
E per rendere forte questa ala si dovrà non solo riprendere i temi che altri hanno abbracciato (Nazione, Sovranità, immigrazione, devianze sessuali, riduzione delle tasse, giustizia) ma anche caratterizzare la alleanza di Centro Destra con tematiche sociali quali la Solidarietà (che non è assistenzialismo) e la meritocrazia nell’istruzione, tematiche istituzionali (presidenzialismo) e tematiche ideali (anticomunismo senza se e senza ma).
Berlusconi, Presidente e Allenatore del Centro Destra, ha saputo, con la rinascita di Forza Italia, riprendere un cammino che sembrava compromesso dalle troppe colombe cinguettanti con i comunisti, dando corpo ad una nuova edizione del partito attorno al quale potranno radunarsi du forze elettoralmente minori, ma ugualmente importanti, per ciò che rappresentano.
La Lega ha trovato in Salvini l’uomo nuovo che può riportarla ai fasti passati.
La Destra, come Diogene, cerca ancora l’Uomo.

O la Donna.   



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Un po’ di numeri del Comunismo

Questo blog non si occupa direttamente di politica, anche se come chiave di lettura è costretto ad accorgersene quando scoviamo pesanti strumentalizzazioni in ambito artistico, letterario, cinematografico, vulgata generale e simili, o in storture  nella lettura del presente o della Storia.

Stavolta mi sento obbligato a soffermarmi e fare il punto brevemente su qualcosa di basilare che davo

Cartoline da Pretoria.

Pretoria, 20 maggio 1983. Queste sono alcune immagini (ce ne sono molte altre ben peggiori, con cadaveri fatti a pezzi) della strage che uccise 19 persone e ne ferì oltre 200 effettuata dal famigerato UwS, braccio armato dell’ African National Congress del comunista Nelson Mandela, in Church Street, in pieno centro della città sudafricana. 

Raffigurazione dell’Immacolata secondo Bartolomeo Cesi

Bartolomeo Cesi (1556-1629), Incarnazione della Vergine in sant’Anna come Immacolata Concezione, 1593/1595, Bologna, dipinto in origine per la Cappella Desideri nella Chiesa di San Francesco, ora alla Pinacoteca Nazionale, inv. 504.

Il dipinto ha importanza anche per l’epoca: alla fine del 1500 l’artista tenta di rappresentare il Dogma (peraltro allora non completamente e ufficialmente promulgato, ma già presente nella Tradizione)
per illustrare una verità di fede.
Gran parte dell’arte di oggi, spontaneista, e nella rottura di forma e contenuto, di vero e bello, non è nemmeno paragonabile, nè negli esiti nè negli intenti, a queste calibrate costruzioni.

da un punto di vista dottrinale:

PIO IX INEFFABILIS DEUS

Dal catechismo

Catechismus 

Articolo di Cristina Siccardi 

Dell’Immacolata Concezione di S. Alfonso Maria de’ Liguori 

San Luigi Maria Grignon de Montfort, Trattato della vera devozione a Maria, cap. I 

S. Tommaso e l’Immacolata Concezione (Don Curzio Nitoglia)

nell’arte

Josh

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Festa dell’Immacolata

Auguro a tutti una gioiosa Festa dell’Immacolata! Tota pulchra es, Maria. Et macula originalis non est in Te. Tu gloria Ierusalem. Tu laetitia Israel. Tu honorificentia populi nostri. Tu advocata peccatorum. O Maria, O Maria. Virgo prudentissima. Mater clementissima. Ora pro nobis. Intercede pro nobis. Ad Dominum Iesum Christum. L’articolo sulla festa dell’Immacolata Concezione si […]

Legalità a doppia velocità


Quando si è trattato di aggredire e far decadere Silvio Berlusconi, hanno tutti corso, accantonando ogni altra questione, per “fare presto” nel nome della “legalità”.

I magistrati hanno tagliato centinaia di testimoni della difesa, hanno affidato la sentenza di cassazione alla sezione feriale, mentre il senato ha rifiutato ogni approfondimento sulla applicazione retroattiva della legge Severino.
Questo per Berlusconi.
Invece sulla illegittimità dei parlamenti eletti dal 2006 (quindi compreso l’attuale) e di tutte le nomine (compresa la doppia elezione di Napolitano), leggi e disposizioni prese, ci si penserà a gennaio (forse).
Appare evidente come la “legalità” di cui a sinistra si riempiono la bocca ogni tre per due, ha due velocità a seconda che riguardino Berlusconi e il Centro Destra, allora la rapidità di esecuzione è sinonimo di legalità, oppure per Napolitano e compagni, allora i tempi sono quelli della giustizia ordinaria, lunghi, lunghi, lunghi e la legalità è solo un optional.



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