Qui c’è Dio!

CHI ACCOGLIE QUESTI MIEI FRATELLI PIÙ PICCOLI ACCOGLIE ME Domenica  16 dicembre scorso, con i miei familiari, ho partecipato al Family Day del nostro Movimento che si è svolto a Verona. È stata una giornata ricca di emozioni, sia perché abbiamo incontrato i padri, le suore e gli amici che non vedevamo da tempo, ma […]

Convegno generale Famiglia del Cuore Immacolato di Maria

Cari amici, pubblico questa lettera in modo che possiate conoscere il loro impegno e pregare per le loro intenzioni. Troverete in fondo le immagini dell’invito al convegno (basta cliccare sull’immagine e si ingrandisce) da leggere e da far conoscere il più possible, è  importante, diamoci da fare!  Gent.ma Karin, ho per caso trovato il suo blog […]

Assalto alla caserma

Erano stati fermati per un furto di rame. Taranto, in 50 assediano la caserma. Volevano liberare gli amici arrestati. Assalto alla stazione del quartiere popolare Paolo VI. I carabinieri «salvati» da polizia e guardia di finanza

TARANTO – Sembrano scene da stadio con il classico assedio alle tifoserie della squadra avversaria. Ma il luogo delle intemperanze questa volta è la cancellata di una caserma dei carabinieri. Una cinquantina di persone nella serata di ieri ha tentato di assaltare la stazione al quartiere Paolo VI di Taranto per ostacolare le operazioni di arresto di cinque giovani che erano stati sorpresi nel pomeriggio a rubare rame in un deposito del vecchio supermercato «Mongolfiera». I ladri erano stati bloccati a bordo di un furgone nel quale era stata nascosta la refurtiva. Un uomo, in particolare, avrebbe tentato di fare irruzione nella caserma entrando dal garage, ma è stato bloccato. In aiuto dei carabinieri sono intervenute pattuglie di polizia e guardia di finanza per riportare la calma tra le persone che avevano nel frattempo circondato la caserma. Ci sono stati momenti di grande tensione e la situazione è tornata alla normalità solo dopo un po’ di tempo. I protagonisti del tentato assalto alla caserma sono stati tutti identificati; per alcuni di loro è scattata la denuncia.

E l’italia chiese scusa…

Un commento: “3500 la settimana scorsa. A questo punto è lecito pensare che nell’arco di un mese ne possono arrivare in tutto 14.000 con il valido aiuto dei nostri mezzi navali. Dato che estrapolato ad un anno arriva agevolmente a 160.000 persone. E siccome questo “esodo” non si interromperà mai si andrà avanti così anche per gli anni futuri. Non avete ancora capito cosa stanno combinando? Trattasi in prospettiva di una vera e propria estinzione, a mezzo sostituzione scientificamente predeterminata, degli autoctoni, i quali tendono a fare sempre meno figli per motivi economici, mentre dal canto loro i nuovi arrivati non hanno certo di questi problemi, vuoi per loro costume (avere molti figli è per loro una vera e propria forma di status simbol) vuoi perché appaiono sempre come nullatenenti e dunque ottengono alloggi e asili nido gratis, per non parlare dell’assistenza sanitaria, a discapito degli italiani che ovviamente pagando le tasse foraggiano questo incredibile sistema con il loro lavoro e sudore. Interrogatevi su chi sta causando questo sfacelo, e per favore, la prossima volta che andate a votare, fatelo senza il paraocchi ideologico: è il futuro dei vostri figli in gioco! Ma anche la vostra vecchiaia, che di questo passo da quella decorosa che i più ipotizzano potrebbe tramutarsi in un supplizio per le innumerevoli difficoltà che uno Stato destrutturato e caotico, com’è facile prevedere, l’Italia di questo passo diventerà.”
Strage di lampedusa. Arrestato somalo che organizzò la traversata: «Stupri di massa e torture prima della tragedia». Le testimonianze dei sopravvissuti : «Prelevati nel deserto libico e sequestrati per un mese»

Quando i superstiti, oltre 100, del naufragio a Lampedusa del 3 ottobre scorso (366 vittime) lo hanno visto arrivare al centro di accoglienza di Lampedusa non riuscivano a credere ai loro occhi: si sono ritrovati l’uomo che aveva organizzato la traversata, che li aveva sequestrati, torturati, che aveva stuprato delle donne. Così hanno provato ad aggredirlo ma sono stati fermati dai responsabili del centro di accoglienza. Così è stato identificato e arrestato un giovane somalo di 24 anni, ritenuto uno degli organizzatori della traversata del barcone naufragato il 3 ottobre scorso davanti alle coste di Lampedusa. L’operazione è stata condotta dalle Squadre Mobili di Palermo ed Agrigento e dal Servizio Centrale Operativo di Roma, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia nell’ambito di un’inchiesta sulla tratta di migranti tra l’Africa e la Sicilia.

RICONOSCIUTO DAI SOPRAVVISSUTI – Secondo quanto spiegato dagli inquirenti, il 24enne è stato riconosciuto dai profughi eritrei sopravvissuti al naufragio . L’uomo è arrivato a Lampedusa lo scorso 25 ottobre a bordo di un barcone con circa 90 profughi subsahariani. I superstiti del naufragio del 3 ottobre lo hanno subito riconosciuto e hanno tentato di aggredirlo. Gli investigatori hanno cercato di capire cosa aveva scatenato l’attacco e hanno così ricostruito la vicenda,mostrato ai superstiti le foto segnaletiche per il riconoscimento che è avvenuto quasi subito e per l’uomo sono così scattate le manette. È accusato idi sequestro di persona, tratta di esseri umani, associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violenza sessuale.

ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE– Si tratta di una delle prime occasioni in cui gli investigatori sono riusciti a risalire alla identità di uno dei capi della organizzazione criminale transnazionale che gestisce i flussi migratori illegali tra il corno d’Africa, il Sahara e la Libia verso le coste della Sicilia. Le vittime erano tutte eritree ed erano partite dalla Libia, dove ha base l’organizzazione di cui faceva parte, secondo gli inquirenti, il somalo. Secondo gli inquirenti, questa organizzazione lavorava secondo una schema ben preciso. I migranti venivano intercettati nel deserto e, sotto la minaccia di armi, venivano caricati su pick up e portati in un luogo di detenzione a Sebha, nel Sud della Libia. «Ciascuno di loro -hanno ricostruito i magistrati- doveva contattare i familiari all’estero e far versare su dei conti correnti, attraverso i circuiti di money transfer, una cifra tra i 3.300 e i 3.500 euro». A pagamento avvenuto i profughi venivano trasferiti sulla costa libica dove veniva preteso un’ulteriore pagamento di 1.000/1.500 dollari per il “biglietto” della traversata. Dopo il questo saldo, si attendeva di imbarcarsi su uno degli scafi in partenza verso le coste siciliane.

STUPRI DI GRUPPO – Gli inquirenti hanno ricostruito gli orrori del viaggio, le violenze dei trafficanti e gli abusi sulle donne grazie alle testimonianze dei superstiti della strage. «Siamo stati torturati e maltrattati per giorni dopo essere stati sequestrati al confine tra il Sudan e la Libia da un gruppo di somali a bordo di pick up sotto le minacce delle mitragliatrici. Arrivati in una specie di campo, alcuni di noi sono stati picchiati con manganelli e sono stati sottoposti a scariche elettriche», hanno raccontato i sopravvissuto al naufragio. Gli eritrei superstiti sono rimasti per circa un mese nel «campo di concentramento». Secondo le testimonianze 20 donne sono state violentate e stuprate . «E in alcune occasioni sono state offerte in dono -hanno detto gli inquirenti- a gruppi di paramilitari armati di mitragliatori AK-47 Kalashnikov». «Ogni sera i miliziani portavano fuori due ragazze – racconta ancora un superstite – le picchiavano e le violentavano. Una sera ne è tornata una sola, l’altra l’avevano uccisa».

Aria di rivolta popolare

UN SINDACO SCRIVE A ENRICO LETTA: “SIAMO A UN SOLO PASSO DALLA RIVOLTA POPOLARE”.

Mede, 7 novembre 2013.

Caro Presidente del Consiglio, questa volta abbiamo toccato il fondo, tanti Sindaci e, sono convinto, tutti i cittadini italiani si stanno chiedendo dove pensate di arrivare. Cosa pensate di ottenere massacrando di tasse cittadini e imprese? Vi siete ridotto le risorse ai Comuni, vi siete inventati la TARES che ha impegnato per mesi gli uffici dei Comuni ad inseguire i vostri “capricci governativi” con il solo risultato di aver imposto, anzi fatto imporre, dai Comuni una “Tassa Statale” su un servizio comunale di raccolta rifiuti esattamente uguale agli anni precedenti ma, grazie a voi, molto più caro degli anni precedenti. Con un Decreto legge di fine ottobre, avete tagliato ulteriormente la quota di IMU sulla seconda casa spettante ai Comuni, stravolgendo i bilanci di Comuni virtuosi per finanziare quelli in dissesto (quasi tutti in particolari aree del Paese), senza chieder conto a quelle Amministrazioni del pessimo lavoro svolto! Con il “Patto di stabilità” impedite ai Comuni di spendere le risorse previste a bilancio per mantenere l’ordine e il decoro dei beni comunali: strade, viali, cimiteri, parchi pubblici, senza le necessarie manutenzioni presto non saranno più fruibili! Vi siete già inventati il nome della prossima tassa sui servizi, TRISE, che obbligherà i Comuni a rifare tutto il lavoro eseguito quest’anno e i cittadini a nuove imposizioni fiscali sempre più impegnative! Nonostante tale pressione fiscale ormai insostenibile per tutti ed un Debito pubblico che non accenna a diminuire, voi fingete di non vedere il baratro: mentite dicendo ai cittadini che la ripresa è vicina, mentite dicendo al Paese che la crisi sta per finire. Perlomeno spero che sappiate di mentire, altrimenti dovrei pensare che continuerete anche nei prossimi mesi, imperterriti a “suonare sul ponte” mentre la nave, guidata da incapaci affonderà inesorabilmente! Quante famiglie dovranno essere ridotte sul lastrico, quante attività dovranno chiudere ancora, quanti suicidi per la crisi, che ormai non fanno più notizia, dovranno ripetersi, perché vi rendiate conto che il piano A: tassare cittadini ed imprese, è fallito ed occorre una nuova proposta? Occorre una classe politica, non succube di una Merkel sempre più forte, che ridia dignità a questo Paese, che rinneghi i trattati di questa Europa che ci sta portando al fallimento: le tasse che stiamo pagando non riducono il debito, ma servono a finanziare gli interessi su di un debito impossibile da ripianare senza una nostra moneta! Non è vero che siamo un popolo di fannulloni, non è vero che abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità, nella sola Lombardia avevamo circa 850.000 imprese che hanno mantenuto tutto il Paese per anni: ora in Europa hanno deciso di eliminare la concorrenza! Questo Lei, Presidente del Consiglio, non può non saperlo e a Lei mi rivolgo, prima che i tanti cittadini perbene umiliati dalla crisi e che noi sindaci a differenza vostra, incontriamo tutti i giorni, insieme ad un popolo esausto ed inviperito, decidano di fare da soli!
Lorenzo Demartini Sindaco di Mede.

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Palle d’acciaio

Se nessuno lo dice, se lo dice da solo.
Così Letta, monsignore ma non troppo, mostra i muscoli onirici raccontando di essere definito “palle d’acciaio” dai sodali europei per aver costretto il Cavaliere a votargli la fiducia il 2 ottobre.
Io vorrei vedere quanto durerebbero quelle “palle d’acciaio” se:
– Letta fosse condannato da una magistratura ostile dopo aver subito assalti giudiziari per venti anni;
– Letta fosse condannato a pagare a Renzi duemila miliardi di lire (cinquecento milioni di euro)
– Letta fosse pugnalato alle spalle da coloro che, grazie ai voti da lui solo conquistati sul campo, sono stati messi su una comoda poltrona.
Palle d’acciaio o palle di coccio ?


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Berlusconi e gli ebrei

Berlusconi ha rilasciato una intervista a Bruno Vespa per il libro di attualità in uscita, ne sono stati pubblicati stralci e così non è mancata l’occasione per una polemica tanto sciocca, quanto inutile.
Il Cavaliere vede le sue aziende attaccate, i suoi stessi figli criticati perchè lo sostengono invece di dissociarsi da lui, lui stesso pesantemente condannato dalla magistratura schierata e a rischio decadenza per volontà degli stalinisti che non riescono a vincere con regolari elezioni, viene condannato a pagare al suo nemico storico 500 milioni di euro (mille miliardi delle vecchie lire) e così sbotta: i miei figli si sentono come gli ebrei perseguitati dai nazisti.
Apriti cielo !
Il primo a prendere la parola (non perde occasione !) è il capo degli ebrei romani, a seguire è un coro della sinistra.
Ha così buon gioco il Giornale a ricordare che simili iperboli sono abituali nel nostro linguaggio.
Sarà capitato a tutti, infatti, di dire “mi hanno messo in croce“, ma mica ci paragoniamo aGesù Cristo !
E quando il Bologna ha perso cinque a zero con la Roma cos’è stato se non “una Caporetto“, senza ovviamente alcuna offesa verso i seicentomila morti della Grande Guerra.
Allora perchè tutta questa canea sulla frase di Berlusconi ?
E smettiamola anche di farci dettare codici di comportamento da persone che, per il solo fatto di essere ebree, si arrogano un ruolo che la loro personale situazione non giustifica.
Non si accreditino gli ebrei italiani di oggi di quella autorevolezza morale che non hanno in quanto ebrei, ma, semmai, per le doti personali del singolo, come possono averla cristiani, musulmani, atei e agnostici.


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