Grecia, faremo la stessa fine?

Leggendo il drammatico articolo di Ida Magli sulla Grecia che annienta se stessa per vie parlamentari consegnandosi alla dittatura, vien fatto di chiedersi: “Faremo la stessa fine?”.
Il Parlamento sta per approvare, infatti, una norma che, riassumendone in poche parole il senso, punisce con la reclusione per almeno sei mesi chiunque violi le decisioni del “regolamento UE”. A questo punto di sottomissione sono giunti, dunque, i governanti greci?
 
Aggiungo però a detto articolo, che ci vuole poco a manipolare i popoli e le persone a far loro credere quel che fa più comodo. A indurli ad agire contro i loro stessi interessi. A fare sì che diano retta ai loro nemici pensando che siano amici. Ma questo ci riconduce dritto dritto al concetto di che cos’è oggi veramente la democrazia, una delle parole più screditate che ci sia. Chi rappresenta?  A cosa servono i parlamenti, se poi le decisioni da prendere vengono prese in quelle consorterie di cui questo blog si è già occupato e delle quali il popolo ne è completamente all’oscuro? A cosa serve il voto? Quando il tavolo del gioco è truccato a priori, quando le carte sono truccate, a che serve pensare di far vincere una forza politica piuttosto che l’altra? Esaminiamo bene chi siede negli scranni dei parlamenti dei singoli stati facente parte della Ue: quelle forze politiche che devono già presentare il certificato di purezza garantita pro Ue. Non importa che siano di centro, di destra o di sinistra.
I despoti di Bruxelles pretendono a priori il certificato di arianesimo eurocratico dei parlamenti degli stati sudditi e non sovrani. In pratica fatti salvi i pochi casi come Orban in Ungheria, abbiamo dei governi-fantoccio, dei parlamenti-fantoccio e dei politici pupazzi. Così, ad esempio, abbiamo uno Zapatero omologato in Spagna, e in alternativa a lui,  un Rajoy altrettanto omologato.
Un Sarkozy omologato a cui fa da contraltare un altro omiciattolo legato ai poteri finanziari ed eurocratici come Hollande. In Germania la Merkel succede a Schroeder entrambi eurocrati di ferro. Per non parlare del precedente Helmut Kohl, uno dei padri fondatori di questa cloaca di Ue. Ricordiamoci della sua famosa battuta: “Voi avrete sempre paura dei Tedeschi… soltanto se legherete la Germania come i Lillipuziani hanno legato Gulliver , vi sentirete al sicuro dalla sua forza… la Germania è il vostro destino”.
Con la differenza che nel romanzo di Swift furono i Lillipuziani a legare Gulliver, mentre secondo il Kohlpensiero è la Germania che ambisce a legarci, offrendoci pure cordami e ceppi a piedi per non muoverci più (il famoso 3% oltre il quale non si sfora).
Con ciò, non voglio giustificare il sonno della Ragione della Grecia e come si sta adattando alla svendita del suo meraviglioso territorio. E’ di questi giorni, infatti, la notizia che l’emiro del Qatar si sta comprando 6 isole greche nello Ionio:
 
Hamad bin Khalifa al Thani, 61 anni, si è comprato sei isolette greche nello Ionio. L’arcipelago delle Echinadi, situato di fronte a Itaca, è stato acquistato per 8,5 milioni di euro, il più ingente investimento privato in Grecia dall’inizio della crisi del debito. L’emiro, uno degli uomini più ricchi del mondo e che in Italia ha già investito nella maison Valentino e in Costa Smeralda, si era innamorato delle isole quattro anni fa…. (fonte: il Sole 24 ore)
 
 Mi preme  solo ricordare che il governo di Samaras è una sorta di cabina di regia della Troika stessa e che al suo interno vi si trovano pure uomini del FMI. Pertanto,  i piani di devastazione della democrazia  e i durissimi meccanismi di coercizione del popolo greco (e non solo) sono stati  ben congegnati e studiati fino al millesimo.

Omogeneizzare i popoli che saranno governati da un unico centro di comando, riducendoli a singoli individui tutti uguali perché privi di ogni bene che li differenzi (senza sesso, senza parenti, senza patria) e sono tutte provviste della stessa pena per chi non le osservi: il carcere. Lo è la legge sull’omofobia e nessuno, sebbene si tratti di reati d’opinione, se ne è meravigliato. L’idea che “Europa” e “carcere” siano un tutt’uno è già stata introiettata, o meglio: tutti sanno che soltanto con la dittatura e il carcere sarà possibile tenere unito l’impero europeo (Ida Magli – art. cit).

Continua la Fiera degli Orrori: Body Worlds di Gunther von Hagens

Stavolta tocca a Bologna. Fino al 16 febbraio nel quartiere fieristico esposti oltre 200 orridi esempi di plastinazione, compresi anche animali di grandi dimensioni oltre ai soliti bestiali corpi umani.

La mostra si tiene presso la Sala Maggiore – Ex GAM.
Il nuovo allestimento, si dice nella presentazione, è focalizzato sul cuore, interpretato come “motore dell’esistenza”, e sul sistema cardiovascolare: nel percorso messi in mostra anche 20 corpi interi.  Come che il cuore della nostra esistenza fosse un organo fisico e basta.

La plastinazione è un processo che permette di conservare tessuti e organi anche umani sostituendo ai liquidi corporei dei polimeri di silicone.

Alcuni cadaveri sono forzatamente mostrati in attività quotidiane ricostruite come giocare a calcio o suonare una chitarra, così da evidenziare movimento e fasce muscolari, “attrarre” lo stupore e suscitare curiosità malsane.

Una sezione verterà addirittura sull’origine della vita, sulla maternità e sullo sviluppo prenatale, per demitizzare anche quell’ultimo brandello di sacro che potrebbe esserci rimasto.


Body Worlds riesce ad accumulare cadaveri veri da mostrare rinsecchiti basandosi su un programma di donazione dei corpi curato dall’Institute for Plastination tedesco di Heidelberg, che conta più di 13000 donatori registrati, tra cui nove italiani, che desiderano essere esibiti in tour una volta morti.

Alla fine di agosto – in un commento intitolato ‘La pornografia di quelle persone scarnificate’, comparso su ‘Bologna Sette’, supplemento domenicale di ‘Avvenire’ – l’Arcidiocesi guidata dal cardinale Carlo Caffarra aveva attaccato ‘Body Worlds’, sottolineando come “questa esposizione non sia una mostra d’arte. E abbiamo molti dubbi che abbia un carattere scientifico”, tanto che, aveva argomentato ancora la Curia, “ci sono tutti gli ingredienti per la visita di un’esposizione di infimo livello, sensazionalistica, offensiva della sensibilita’ umana. Un’inutile provocazione”.

Quale altro ultimo confine della decenza, della sacralità della vita, del decoro, dovrà essere oltrepassato? E con quale pretesto, arte o scienza? 
Siamo allo scempio della dignità umana.

Ma anche il resto dell’arte non se la passa bene, quando organizzano delle kermesse da queste parti.

La sola idea che la carne umana, sottratta al decoro della morte,
sia da esibire ad un pubblico pagante dopo averla composta in pose insolite, 
o sia una “carne collettiva”, o casuale, 
e non che ad ogni corpo corrisponda una persona, anche se defunta, un’anima e una storia, è francamente ributtante e una stortura, che va sempre in direzione dell’annullamento e azzeramento dell’uomo.  

Incredibile che l’ufficio della mostra parli specificamente di appuntamenti per visite scolastiche, e che si voglia sottolineare che ben 400.000 persone sono già accorse a queste mostre orripilanti e dissacratorie del mistero della nostra stessa vita. 

E’ proprio vero che l’arte (vera) non è amata, e che la supposta culturalizzazione degli ultimi 70 anni è assolutamente fittizia e fuorviante.

Josh

p.s. non sono state aggiunte molte immagini per non urtare la sensibilità dei lettori, e per non disturbare troppo chi passasse per il blog ore pasti.

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Le cicale della sinistra che si credono tanto furbe

Quando guido tengo accesa la radio, sempre sulla prima rete radiofonica.

Intrattenimento, informazione, notiziari.
Intorno alle 9 del mattino, trasmettono Radio anch’io, in cui viene affrontato un argomento con vari ospiti, che preferirei fossero dosati con il Manuale Cancelli, invece sono sempre sbilanciati a favore della sinistra.
Ma questo aiuta a non dimenticare la reale natura dei comunisti.
Sfumature a parte, quando parlano Bonanni e Damiano e una certa “Titti” di sel, arrivano sempre al solito punto: come meglio sottrarre i risparmi degli Italiani per le loro clientele.
Certo, il tutto è ammantato da iperboli buoniste e costoro appaiono, meglio, si dipingono, con l’aureola che neppure i santi possono vantare, perché è tutto un florilegio di aiutare i più deboli, favorire i redditi più bassi, colpire chi guadagna senza sudare, ridistribuire equamente, tagliare la spesa improduttiva (sempre quella che è a beneficio delle clientele altrui, naturalmente).
Così venerdì 8 novembre, in trasmissione si parlava della decisione di Draghi di ridurre il costo del denaro e della legge di stabilità che Palle d’Acciaio e il suo Golem all’Economia avevano licenziato e stavano modificando tanto è pessima.
Bonanni, lei, il sindacato, siete soddisfatti ?
Neanche per idea.
La rivalutazione delle pensioni la vogliono almeno fino ai 3000 euro lordi (che sarebbero poi 2000 euro netti: annotiamoci questo importo perché è il crinale che divide, secondo la mentalità della sinistra alla Bonanni il “ricco” dal “povero”).
Io credo che sia una vergogna rifiutare ai nostri Vecchi la rivalutazione delle loro pensioni, indipendentemente dal loro importo.
Ma Bonanni non se ne cura e impavido sostiene la rivalutazione ma SOLO fino ai 3000 euro lordi, gli altri sono “ricchi”, possono arrangiarsi.
Bonanni, i soldi dove li trova ?
Qui Bonanni dà il meglio di se, neanche fosse la Camusso: aumentando le rendite finanziarie, perché bisogna colpire chi guadagna senza sudare.
L’immagine che affiora è di un crapulone grasso e sudaticcio, che, circondato da servitori, senza fare nulla, incassa denaro sonante.
Un ascoltatore interviene e dice: attenzione, perché le rendite finanziarie sono il frutto dei risparmi di pensionati e lavoratori dipendenti.
Qui interviene Damiano, già ministro del lavoro con Prodi (e questo solo trascorso dovrebbe costringerlo a nascondersi dalla vergogna)  che dice: sì, ci sono rendite e rendite, bisogna trovare il sistema per differenziare la tassazione a seconda dei soggetti.
La legge è uguale per tutti, come si vede.
Damiano (e Bonanni e la Camuso e tutti coloro che vogliono “tassare le rendite finanziarie”) dimenticano , ignorano stolidamente, che queste sono esclusivamente i frutti, gli interessi degli investimenti che ogni cittadino ha compiuto nella sua vita CON IL DENARO RISPARMIATO  !
Fondi, quindi, già tassati e che non è vero che rendono senza sudore, perché un buon investimento richiede intelligenza e studio, oltre ad una dose di coraggio per il rischio che ci si assume.
Tassare le “rendite finanziare”, come dicono loro, significa RAPINARE I RISPARMI DEGLI ITALIANI !
Non val la pena riportare l’intervento della “Titti” che ha solo elencato una serie di provvedimenti di pura demagogia e costosi (sbloccare i contratti degli statali, rifinanziare la cassa integrazione, risolvere il problema degli esodati …) sempre attingendo alle “rendite finanziarie” o alle “banche” e neppure la debolissima replica di Sacconi, una colomba del PdL che è probabilmente in procinto di spiccare il volo lontano da Berlusconi (buon viaggio !) che non ha saputo in modo incisivo dire perché il Centro Destra è contro le tasse (sarebbe meglio se venissero mandati in trasmissione i lealisti, non i governativi che non si oppongono certo ai loro sodali di sinistra).
Ai Bonanni e ai Damiano, forse, non è stata raccontata correttamente la favola della cicala e della formica e così la interpretano nel senso che loro, cicale, continuano a spendere sottraendo i mezzi di sostentamento che la parsimoniosa formica ha messo da parte e cercando così di cambiare il finale della favola, in cui la cicala, giustamente, muore al freddo e di fame.
Ma ai Bonanni e ai Damiano sarebbe opportuno ricordare anche un librettino di alcuni anni fa: anche le formiche, nel loro piccolo, si incazzano.
E allora saranno dolori per tutti.
Nel frattempo, ogni pagamento per contanti all’artigiano che ripara la porta o al meccanico che vi rimette in funzione l’automobile, è un calcio a Palle d’Acciaio e al suo Golem.




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