Ritorno all’antico

 
Cari amici, scusate se mi sono assentato dal blog. La verità è che sono stato attirato nel vortice di Facebook. Ma oggi ho deciso di estraniarmene un poco, tornando al sempre caro e vecchio blog. Su FB ieri è successo un fatto. In molti avevamo condiviso un articolo, che poi ci è stato bannato (cancellato/oscurato). Erano commenti su un reportage francese che, con documentazione fotografica, riportava di atrocità che vengono compiute su donne congolesi. I signori di FB, dopo tutta la fatica che avevamo fatta per scriverli, mediante condivisione, o mediante commenti, ce li hanno bannati, cancellandoceli od oscurandoceli. Oggi, altro fatto, non mi venivano accettati tanti “mi piace” ed alcune condivisioni, tra cui, da ultimo, l’atto di protesta verso la Rai, la quale non può permettersi di fare tutto ciò che vuole (in riferimento ai super/super ingaggi pagati a vari personaggi, tra cui, in primo luogo, Fazio e Litizzetto), dato che ci obbligano a pagare una tassa/canone, che va a loro esclusivo beneficio. Un pò di rispetto verso gli utenti, anche quelli che NON ADERISCONO A PENSIERO UNICO, e che magari faticano ad arrivare a fine mese, credo sia loro dovuto. Detto ciò, me ne torno ai miei blog, e ai miei cari amici di blog, coltivati in 7 anni di assidua presenza,  e che ultimamente ho un tantino trascurati. E se Facebook continua coi suoi divieti, che se ne resti pure con la sua tecnologia avanzata, non farò che da spettatore per carpire notizie. 

Pierrot Ferdinando Casini e i sassolini di Monti

pierrot-casini

E comunque rassegnati, anche senza Casini (che lì per lì ti è convenuto imbarcare) avresti fatto poca strada perché per me, per noi, sei, e sei sempre stato, una persona indecente che ha voluto fare, consapevolmente, il nazista contro i lavoratori italiani, in compagnia dei rappresentanti della Casta intera: i tuoi ministri, Berlusconi, Bersani, Casini, Fini.

Sposati e sii sottomessa reloaded

Ribloggato da Il blog di Costanza Miriano: di Costanza Miriano Esce oggi la nuova edizione aggiornata del mio primo libro, con delle appendici alla fine di ogni capitolo, un “come è andata a finire, tre anni dopo” “Ma alla fine le tue amiche si sono sposate e sottomesse?” – mi ha chiesto Patricia, la editor […]

La stangata fiscale c’è, eccome !

Sabato avevo evidenziato il ridicolo di chi, in ossequio agli ordini di scuderia, si arrampicava sugli specchi pur di confermare la favoLETTA della riduzione delle tasse .
Ieri, però, lo stesso quotidiano ha cambiato prospettiva, giudicando con ogni evidenza impossibile sostenere il contrario e, con ciò, rispettando l’intelligenza dei suoi lettori.
Il Resto del Carlino infatti, come da riproduzione a margine, titola: la stangata c’è.
Eccome se c’è !
Ormai solo Letta, Zanonato e, impudicamente, i ministri alfiniani osano sostenere, in totale sprezzo del ridicolo e in modo offensivo per le capacità cognitive degli Italiani, che quella della settimana scorsa sarebbe la “prima” (sic !) manovra che riduce le tasse.
Un doppio falso perchè anche se volessimo limitarci alle aliquote irpef, le manovre di Berlusconi nel 2002 e nel 2005 furono molto più incisive e consentirono una riduzione delle tasse effettiva e ben maggiore.
Un doppio falso perchè togliendo con l’altra mano il doppio o il triplo di quel che si restituisce con grande pompa e rullo di tamburi, il saldo diventa passivo per tutti gli Italiani.
Stupisce il silenzio di Brunetta grazie al quale, alla sua ostinazione, alla sua caparbietà, abbiamo ottenuto di non pagare l’imu prima rata del 2013.
Stupisce l’ebete litania degli alfiniani che ripetono quanto sia bella questa manovra, incuranti dei voti che scompaiono e, soprattutto, che scompariranno quando avremo i primi impatti con le nuove tasse di Letta.
Stupisce che Berlusconi non abbia ancora tratto il dado e sfiduciato il governo, lasciando gli alfiniani al loro destino ed alla compagnia dei Casini e dei Mauro.
Berlusconi, sicuramente, spera ancora che l’essere sotto traccia possa consentirgli di ottenere agibilità politica e salvacondotto dall’accanimento giudiziario nei suoi confronti.
Tutto, però, anche la sentenza di sabato e il preannuncio di un nuovo processo, il Ruby ter, addirittura contro i suoi legali e i testimoni a suo favore, dimostrano come non si faranno prigionieri e, quindi, dovrebbe trovare il coraggio di ribaltare il tavolo, andare in prigione da dove lanciare i suoi proclami, ancor più significativi in quanto del tutto paragonabili a quelli di tanti che furono martirizzati dai regimi che hanno combattuto (e che poi, spesso, sono riusciti a rovesciare).
La prudenza, la moderazione non paga.
Lo vediamo in Francia dove Marine Le Pen guida tutti i sondaggi, anche contro l’unione tra socialisti e moderati, tanto che il nuovo capo gollista, Copè, ha cominciato a rivedere il precedente “mai” con il Fronte Nazionale.
Dirsi “moderato” appare tanto equilibrato, quanto moscio, privo di nerbo, privo di prospettive e, soprattutto, come abbiamo visto dalla stangata fiscale di Letta, assolutamente inutile a difendere il proprio elettorato.
Forza Italia rompa gli indugi e si metta a capo di un Centro Destra combattivo e arrabbiato, diversamente rischia di regalare voti a Grillo, non perchè si abbia fiducia in Grillo, ma perchè Grillo distruggerebbe tutto e dopo sarà inevitabile ricostruire su basi nuove.
Ma distruggere tutto sarebbe molto più doloroso che cambiare sulla base di un progetto che preveda, semplicemente, più Libertà:
Libertà di opinione contro leggi repressive (omofobia, negazionismo, “discriminazione territoriale” …)
Libertà di stampa
Libertà di Mercato
Libertà dalle tasse
Libertà dall’europa, quindi Sovranità e Indipendenza Nazionale
Libertà Identitaria di un Popolo che è Nazione: una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor.




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Disinformazione di regime ridicola e dalle gambe corte

Il Resto del Carlino è il quotidiano che, da sempre, entra in casa mia.
Lo comprava mio padre, ho continuato a comprarlo io e, nonostante tutto, continuerò a farlo per la cronaca di Bologna e del Bologna, visto che le alternative con cronaca locale (Repubblica e Corsera) sono addirittura peggio.
Il quotidiano con la lettura del quale sono cresciuto aveva la direzione di un Grande come Girolamo Modesti che rappresentava la vera alternativa e opposizione alla giunta comunista di Bologna, oggi, però, è veramente caduto in basso.
Prima ad attaccare Berlusconi non appena i poteri finanziari internazionali lo hanno voluto rimuovere per gli ostacoli che frapponeva ai loro disegni.
Poi asservito alla politica di rapina fiscale eterodiretta da Berlino di Monti, quindi apologeta del nulla lettiano continuatore delle rapine fiscali eterodirette (infatti ottiene consensi all’estero).
Oggi, però, leggo una risposta del vicedirettore Massimo Gagliardi, che è assordante, tanto si sente il raspare sui vetri per una arrampicata senza prospettive, che tenta di giustificare una sua risposta-marchetta (a Letta) di ieri.


IERI:


Bologna, 18 ottobre 2013 – Non credo sia possibile avere una buona considerazione di un Governo che pensa di risolvere i problemi gravissimi dell’Italia con interventi di cosmesi senza intervenire pesantemente con la ristrutturazione di tutta la pubblica amministrazione unica vera causa di un costo che non possiamo più permetterci e con una efficienza vergognosa.

Claudio Orsi

Risponde il vice direttore de ‘il Resto del Carlino’, Massimo Gagliardi  
Da quando è stata presentata la legge di stabilità (la vecchia Finanziaria), ne abbiamo sentite e lette di tutti i colori. Certo, le misure previste non sembrano coraggiose. Due cose però bisogna dirle. La prima: non è previsto un aumento delle tasse. La seconda: dopo 12 anni non sono previsti tagli ai Comuni. E non è poco già che il debito continua a correre.
Ma il vero banco di prova di questo governo è un altro e riguarda proprio i tagli alla spesa.
È esattamente il compito affidato a Carlo Cottarelli, un signore che viene dal Fondo monetario, da Letta. Vedremo cosa farà ma soprattutto come il governo darà seguito ai suoi consigli. Giavazzi ci aveva già provato con Monti ma quando gli disse come tagliare dieci miliardi di incentivi alle imprese il professore chiuse la cartellina.

OGGI:

Bologna, 19 ottobre 2013 – Nel Carlino di ieri Lei scriveva che “non è previsto un aumento delle tasse”. Mi permetto di dissentire. Della Tares non conosciamo l’importo, ma sappiamo che ci toglierà soldi che con l’abolizione dell’Imu avevamo recuperato. L’imposta sul conto titoli dall’1,5 arriverà al 2 per mille. Sulle detrazioni fiscali del 19% è prevista una sforbiciata. 
Cesare Nisi.

Risponde il vice direttore de ‘il Resto del Carlino’, Massimo Gagliardi (tra parentesi in corsivo i miei commenti)

La frase “non aumenteranno le tasse” era ovviamente riferita alle aliquote di reddito. (“ovviamente” se il governo mette le mani su un’altra parte dei nostri risparmi per il vicedirettore del Carlino non è un aumento di tasse …) Ciò detto, Lei pensava davvero che le avrebbero regalato l’Imu ? Quello che si caccia dalla porta rientra dalla finestra, si sa. (“si sa” solo se ci sono quelli che si prestano a difendere chi lo fa) In Francia di tasse sulla casa se ne pagano di due tipi. ( E allora ? In Francia hanno anche una pubblica amministrazione efficiente. E comunque noi, sulla casa, di tasse ne paghiamo a decine: rifiuti, infrastrutture, bonifiche, utenze … senza neppure avere un ritorno adeguato) Ma il punto su cui occorre misurare l’efficacia di questo governo è un altro: i tagli alla spesa pubblica. Per questo ho parlato di Cottarelli, citando anche l’inutile lavoro di Giavazzi per il governo Monti. (Sicuramente inutile e così ne paghiamo un altro per farci dire le stesse cose ?) Giavazzi l’ha detto chiaramente: per tagliare la selva di incentivi (10-15 miliardi) bisogna colpire i burosauri dei ministeri, coloro che hanno le chiavi del forziere. Altri 10-15 miliardi verrebbero dalle detrazioni fiscali, altri 5-6 dai tagli ai costi della politica. Allora, forse, caleranno le tasse. (E se invece invertissimo i termini: prima caliamo le tasse togliendo il carburante alla spesa pubblica, così i brontosauri ministeriali dovranno fare con quello che rimane).

Tanto per parlare di tagli alla spesa pubblica.
Visto il genere di informazione che abbiamo, non sarebbe il caso di cominciare a risparmiare azzerando qualsivoglia contributo, agevolazione, favor legis ai giornali  ?



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L’incontro con il re!

Padre Giovanni Taulero racconta che dopo aver pregato per molti anni il Signore, chiedendogli di mandargli chi gli insegnasse la vera vita spirituale, un giorno udì una voce che gli disse: «Va’ in quella chiesa, e troverai la tua risposta!» Il padre andò in quella chiesa, e sulla porta trovò un mendicante, scalzo e tutto […]

Ciao, Ferro, Fascistone di Predappio, mi mancherai !

Apprendo con tristezza che lunedì scorso è mancato, dopo una lunga malattia, Benizzi Ferrini, storico fondatore del negozio di Predappio “Ferlandia”. Tutta la variegata umanità, migliaia e migliaia tra Fascisti, turisti giapponesi, curiosi ed anche antifassisti, che ogni anno si reca in visita (col benestare degli amministratori sinistri, che gongolano per i soldini che si spendono nel paesello romagnolo), conosce questo negozio all’ entrata di Predappio (sulla sinistra, diffidare dalle imitazioni… ). 
Dove si può trovare veramente di tutto, dai manifesti su Codreanu ai busti del Nonno, dalle bandiere con Celtica alle magliette con Odino. Tutto il materiale possibile ed immaginabile della Galassia Destra. 
Pensare ora ad una Ferlandia senza di lui, è triste ed impensabile; lui che subito ti veniva incontro, cercava di ricordare se eri già cliente e ti metteva a tuo agio.
E che soprattutto ci teneva a far sapere la Sua Fede Fassista Romagnola, magari aiutata da un buon Sangiovese che vendeva col Benito in etichetta, il “Nero di Predappio”; persona venuta dal popolo e che sprizzava simpatia da tutti i pori.
Ora starà giocando a Tresette in Purgatorio col “Suo” Duzze…
Ciao, Ferro, CI mancherai ! Ciao, Fascistone

(x la conoscenza del termine Fascistone rimando al libro di Lanna e Rossi “Fascisti Immaginari”…)

http://www.secoloditalia.it/2013/10/morto-a-predappio-benizzi-ferrini-fu-il-pioniere-delle-memorabilia-del-fascismo/

Sociologia delle Religioni, criptomarxismo a tonnellate…

Signor Salvatore Abruzzese, lei che critica Gnocchi e Palmaro, sarà pure Sociologo delle Religioni a Trento (Università che mi ricorda la nascita delle BR…), ma se definisce Gesù semplicemente il “falegname di Nazareth” si autorelega nel limbo pauperista. Eppure dovrebbe conoscere che Giuseppe non era un semplice falegname, ma un imprenditore benestante come Pietro. E che se è possibile (ma non provato) che Gesù diede una mano al padre in bottega, è invece vero che il Cristo fosse un profondo conoscitore della Torah, e che parlasse, oltra all’ Aramaico popolare, anche l’ Ebraico, lingua difficile e riservata a Notabili, Scribi, Sacerdoti e Nobiltà. 
Ebbasta, con certo criptomarxismo !




http://www.ilgiornale.it/news/cultura/i-teologi-papisti-scomunicano-atei-devoti-e-tradizionalisti-959736.html

Le fantasie di Letta

” E’ una legge di stabilità che per la prima volta abbassa il debito, abbassa il deficit, abbassa la spesa primaria e abbassa un pò di tasse …”.
Peccato che aumenti, molto di più, altre tasse.
Molti ricordano Prodi che, vinte (?) le elezioni del 2006, come primo provvedimento mise le sue mani adunche sulle aliquote di Berlusconi che ci avevano realmente abbassato le tasse senza aumentare altre tipologie di imposte e a gennaio 2007 ci trovammo tutti con qualche decina di euro in meno.
Anche allora (Letta credo fosse ministro in quel governo se non il “braccio destro” di Prodi) ci raccontarono che le tasse erano state ridotte.
Quel che è certo è che Letta ha compensato la “riduzione” (tutta da verificare) delle imposte sui redditi e il lavoro (“cuneo fiscale) con l’ennesima rapina ai danni dei nostri risparmi aumentando il bollo sui depositi al 2 per mille dall’1,5 cui lo aveva portato Monti (con Berlusconi, pur sotto imposizione europea, era dell’1 per mille con un tetto a 1200 euro e con esenzione su una serie di tipologie).
Questo significa che per ogni 10mila euro di risparmi, Letta ce ne sottrae 20, cinque in più di prima.
Un risparmiatore che abbia centomila euro salvati da spese e tasse, pagherà 200 euro, 50 in più di prima, quasi quattro volte i 14 euro promessi con la “riduzione” dell’irpef.
Ognuno dovrebbe essere in grado di fare i suoi conti e giudicare le parole di Letta.  



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