Dopo Gente, parliamo di “CHI”…

Dunque. L’ abbonamento a Gente è terminato, ma me lo mandano ancora.
Fatti loro. Mi ero già espresso sul settimanale, per nulla lontano parente del Gente di Rusconiana memoria. 
Vodaphone mi ha regalato 6 mesi di “CHI” di Alfonso Signorini.
Se questo ex-insegnante (cosa già grave…perdippiù al Liceo Leone XIII, Scuola Cattolica) osa dichiararsi di centroDestra e Cattolico mi vien da piangere… Tra l’ altro dopo una lunga convivenza con il Senatore Galimberti del PdL…per dire come siamo messi.
Invertiti, coppie di fatto, famiglie allargate. Questa la scelta editoriale sugli argomenti. 
Così, insieme all’ aiuto dei pubblicitari, grazie a certi giornalisti e direttori, giorno dopo giorno, cambia la Famiglia. Insinuando, invertendo i ruoli. 
Manipolando col buonismo le menti; brainstorm, si firmava un mio vecchissimo antagonista nei blog…
Stanno vincendo, destra/sinistra accomunati, laicisti indefessi in salsa zuccherosa lattemiele. Cattofobi che da anni vogliono una Chiesa Moderna, aperta, a modo loro, che trovavano in Giovanni Paolo II e Benedetto XVI due oppositori tenaci del “volemmossebbene” e “siamo tutti nella stessa barca”. 
Pinocchietti spigolosi dalle mezze braghe, con l’ eterna sacca di Prada a mezzocorpo…
Pelatini in sandaletti o infradito dalle mezzebarbe, eunuchi delle idee. Trionfanti con il loro pensiero debolissimo. Stanno oggi godendo per il successo che vedono vicino. Una società di peccatori dimentichi del Peccato, perdonati a priori dopo mezzo secondo, senza il Peso della Colpa e l’ Onta della Confessione, luteranamente arroganti. Avanzano mentre le Mura di Gondor vacillano sotto gli assalti del Male: anche chi si proclama tra le nostre file, come Saruman, è schiavo dell’ Oscuro Signore…
Sauron sembra ormai trionfare…
Ma non vedo all’ orizzonte nè Gandalf il Bianco nè Aragorn a portare nuovi eserciti. 
Occorre davvero pregare, perchè i momenti sono gravi, tempi di Vermilinguo, Shelob e Gollum.
Le nuove generazioni piano piano vengono plasmate dal fango, le menti subiscono pesanti condizionamenti, brainstorm. Ma ora non è più il popolo di sinistra, ormai già schierato col nemico da sempre. Ora è il popolo degli Elfi, degli Hobbit e degli Uomini ad essere cangiato. 
La disfatta sembra assai vicina, conviene pregare…
Se questo è un giornale popolare, tutto il popolo sarà perso.

Paga e TASI ! (ovvero La danza degli acronimi)

Confesso che nel valzer degli acronimi propinati dalla nuova legge finanziaria di Letta, non ci ho capito nulla. Parlo di Tares, Tarsu, Trise, Tari e Tasi. Ci capite qualcosa? Ogni quotidiano fa a gara nel pubblicare quadri riassuntivi, specchietti sinottici dove si tenta di spiegare le varie sigle con relative aliquote, ciascuno in modo diverso dall’altro.    Personalmente, capisco solo che hanno fatto finta di toglierci l’IMU sulla prima casa, per poi metterci di colpo tre o quattro altre tasse alla volta. Con buona pace per la campagna elettorale del PdL sull’Imu che è stata una beffa atroce. Esattamente il contrario del gioco dei fustini della lavatrice. Ricordate? Paghi uno e porti via due. Qui invece,  fingono di scontartene una (l’IMU) per poi rifilartene ben quattro o cinque alla volta. Leggere qui  e anche qui.
 
Ci prendono  brutalmente per la pelle del fondo schiena, ma nessuno si ribella. Perfino il Sole 24 ore è costretto ad ammettere che la tassazione sulla casa, non lascia, ma raddoppia. Anzi, triplica pure.
La tassazione immobiliare non lascia, ma raddoppia. Anzi triplica. Con la nascita del nuovo tributo sui servizi (Trise), a sua volta suddiviso in due parti: la Tari sui rifiuti e la Tasi sui servizi indivisibili. Che sostituiranno la Tares e l’Imu sulle prime case non di lusso. Imu che invece resterebbe sull’abitazione principale di pregio e sulle seconde case. Tari e Tasi non differiranno solo per una consonante, ma per l’intera struttura. La prima sarà una tariffa e sarà commisurata alla superficie calpestabile già utilizzata per pagare fin qui Tarsu, Tia 1 e Tia 2. Per poi trasformarsi più avanti in Tarip, una tariffa puntuale e commisurata alla quantità e qualità di rifiuti prodotti. La Tasi invece sarà un tributo con un’aliquota di partenza dell’1 per mille che utilizzerà la stessa base imponibile dell’Imu. Fermo restando che il tetto massimo del prelievo non potrà superare le aliquote massime Imu: 6 per mille sulla prima casa 10,6 sulla seconda.

Ma ce n’è un’altra. Pare che il botto siano le seconde case tenute sfitte nello stesso comune di residenza della prima casa,  e magari date in comodato a figli o nipoti, a giustificare aumenti da capogiro. In particolare in grandi città come Milano e Roma. Aumenti a carattere espropriativo come spesso si è puntualizzato in questo blog. Non più tardi di ierisera (giovedi 24) a Porta a Porta salta fuori dal cappello del cilindro del Pd, il nuovo che avanza: Gianni Cuperlo, l’esile biondino reclamizzato dal Pd come il “bello e democratico”, che afferma serafico di doversi occupare anche degli inquilini sfrattati e non solo dei rentiers. Avete sentito bene? Rentiers, pronunciato alla francese (proprietari fondiari, latifondisti , titolari di rendite),  un termine usato dai giacobini durante la Rivoluzione Francese e successivamente dai comunardi.
Dirò subito che è un termine (usato anche da Barnard in alcuni suoi scritti) che non mi piace, in quanto crea confusione. Quando in Italia era possibile, poiché il fisco non era ancora così vorace come oggi, non sono stati pochi quegli Italiani che hanno investito nel mattone, in quanto sapevano benissimo che in banca, i loro risparmi sarebbero stati polverizzati (se metti 1000 euro, alla fine dell’anno te ne trovi 700). E allora più che titolari di “rendite parassitarie”,  trattasi della semplice e contadinesca norma del “mettere il fieno in cascina. “.

Cuperlo, il “bello e democratico”

 

Se proprio Cuperlo (nella foto)  deve parlare di rentiers, è il caso che si ricordi che il vero “latifondo”,  le vere rendite di posizione, ce le ha sempre avute storicamente il suo partito, a partire da EdilCoop e da altre cooperative rosse immobiliari presso i loro feudi regionali, vere e proprie holding di autofinanziamento del suo partito nonché importanti centri di clientele. E’ il caso di dire che non capisce un cuperlo.
Cuperlo non capisce, ma si adegua al Dio Mercato: fuori gli Italiani e i loro figli “in comodato“, e dentro, le agevolazioni di “edilizia popolare” per gli stranieri. Ecco cosa, come e a chi serve l’alluvione demografica in atto nel nostro Paese e gli sbarchi senza fine di questi giorni.  A creare “nuova edilizia” cosiddetta “popolare”, con gravi conseguenze ambientali e idrogeologiche per il nostro territorio, già fortemente provato.
Intanto per gli autoctoni vale il  detto “paga e TASI“, che in veneto vuol dire taci.
La danza macabra col resto degli acronimi basati sulla più assoluta nebulosità e totale mancanza di trasparenza (voluta)  nei confronti dei contribuenti, continua…
Per  inciso, questa “finanziaria” è stata fatta sotto dettatura di Olli Rehn e dell’Eurocrazia di Bruxelles. As usual.

Che senso ha continuare a sostenere Letta ?

Berlusconi di nuovo indagato, a Napoli, per una presunta corruzione.
La notizia non varrebbe neppure la pena di richiamarla (tanto la persecuzione finirà – forse – solo con la morte del Cavaliere) se non fosse l’ennesima dimostrazione che è INUTILE restare al governo con i comunisti.
Le TASSE aumentano.
I RISPARMI sono depredati con l’aumento dei bolli sui depositi.
Le CASE sono a rischio esproprio con l’aumento esponenziale delle voci che le colpiscono.
Gli IMMIGRATI arrivano a legioni e dobbiamo persino pagare loro vitto, alloggio, cure e istruzione.
La LIBERTA’ di OPINIONE è sempre più limitata da leggi staliniste.
I SINDACATI continuano a proclamare4 scioperi per difendere le clientele stataliste.
Tutto questo poteva avere un senso solo a fronte di un completo salvacondotto per SILVIO BERLUSCONI, perchè potesse occuparsi a tempo pieno del Centro Destra.
Ma il Cavaliere è sempre più sotto attacco e, allora, mi e Gli domando: che senso ha continuare a sostenere Letta ?


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Italia indegna ma altrove si fa ciò che si vuole

L’Ue boccia la Bossi-Fini senza leggerla. Nel mirino una norma inesistente che punirebbe chi salva i clandestini. Silenzio sui respingimenti di Spagna e Francia di Gian Micalessin

A Ceuta la giornata di ieri inizia con un assalto dei migranti africani alle recinzioni che dividono il suolo marocchino dall’enclave spagnola. È il quinto assalto da agosto e tutto fila come di consueto. Un centinaio di disperati in fuga dai vari regni del caos africano si lanciano contro i gendarmi marocchini che presidiano le reti. Come sempre vengono respinti senza complimenti e ricacciati negli accampamenti dove marciscono da mesi. Dall’altra parte della barriera la Guarda Civile spagnola è pronta a «respingere» gli eventuali intrusi penetrati in territorio europeo. Ma di quel che succede a Ceuta, di quei disgraziati ricacciati a suon di botte, al Parlamento di Bruxelles interessa poco. Sul fronte dell’immigrazione ci son altre nazioni da sanzionare, altre condotte da censurare. Ad esempio l’Italia colpevole, a detta dei nostri partner europei, di mantenere in vigore una legge Bossi-Fini che consentirebbe azioni penali contro chi soccorre i clandestini vittime del mare. E così i parlamentari europei chiamati a discutere di flussi migratori nel Mediterraneo si affidano a una risoluzione bipartisan in cui si chiede, tra l’altro, di «modificare o rivedere eventuali normative che infliggono sanzioni a chi presta assistenza in mare». Il malcelato riferimento alla Bossi-Fini è tanto ovvio quanto cannato. Il comma 2 articolo 2 del testo di legge precisa infatti che le operazioni di soccorso non vanno considerate favoreggiamento. «Abbiamo votato senza impuntarci su quell’errore perché nella sua completezza la mozione parla per la prima volta di condivisione della responsabilità fra stati membri nella gestione degli immigrati e questo per l’Italia è molto importante» – chiarisce Carlo Fidanza eurodeputato tra le fila del Partito Popolare Europeo.

L’Italia bersaglio resta comunque un comodo paravento per chi a Bruxelles preferisce ignorare i «respingimenti» di Ceuta, il muro «anti migranti» eretto in Grecia e quello in costruzione in Bulgaria. Ovvero tutti i tappabuchi che trasformano il Mediterraneo e le sponde italiane in un punto di passaggio obbligato. Ma volendo affrontare l’argomento leggi «discutibili» si potrebbe spendere qualche parola anche sul decreto con cui Madrid ha sospeso l’assistenza sanitaria gratuita a 150mila immigrati irregolari. O dar un’occhiata alla Francia socialista del presidente François Hollande dove, ancor prima di rispedire a casa la zingarella Leonarda, si sbandieravano con orgoglio le espulsioni di 18mila sans papiers nei primi otto mesi dell’anno promettendo di cacciarne 21mila in tutto entro il 31 dicembre. E per capire le prossime tendenze sull’argomento gli eurodeputati potrebbero andare a vedere quel che si muove in Inghilterra. Lì il premier David Cameron e il fido ministro degli interni Theresa May hanno già pronta una legge studiata ad hoc, hanno spiegato, per trasformare la Gran Bretagna in un «terreno ostile» per gli immigrati non in regola. Gli strumenti principali del nuovo progetto di legge a «tolleranza zero» saranno l’individuazione e la caccia serrata ai clandestini seguite da provvedimenti d’immediata espulsione. Per favorire la denuncia dei residenti illegali Cameron e i suoi punteranno sulle delazioni dei padroni di casa. E nella grande caccia al clandestino saranno coinvolte pure le banche costrette a pretendere un certificato di soggiorno prima di concedere l’apertura di nuovo conti correnti agli stranieri. Quanto alle espulsioni saranno immediate e senza troppe possibilità d’appello. La regola principale sarà «prima deportare e poi ascoltare». Per prima cosa dunque gli illegali saranno caricati su un aereo e rimandati in patria. Poi, con comodo, le autorità si riserveranno di valutare le buone ragioni dei respinti e l’eventuale diritto a venir riaccolti sul territorio di Sua Maestà.

L’equa ripartizione di responsabilità

Immigrazione: Ue segue linea Italia. Solidarieta’ ed equa ripartizione responsabilita’

BRUXELLES, 24 OTT – Dare al problema dell’immigrazione una risposta europea guidata dal principio di “solidarieta’” e di un’ “equa ripartizione delle responsabilita’”. E’ quanto si legge nell’ultima versione della bozza di conclusioni del vertice Ue che, a quanto si e’ appreso, accoglie sostanzialmente le richieste dell’Italia.

Quagliariello si ricordi di Scognamiglio

Se il buon Al-Fini ha messo la faccia sull’ala governista e inciucista del PdL, il ministro Gaetano Quagliariello (chiedo scusa se il cognome è scritto in modo non corretto, ma non è questo che conta) ne rappresenta il Suslov (ai tempi dell’Unione Sovietica era il garante dell’ortodossia comunista nel Politburo).
Non passa giorno che, dopo il liturgico “Padre Nostro” in difesa di Berlusconi, rilasci interviste che contraddicono la volontà reale di sostenere il Cavaliere.
In ognuna Quagliariello minaccia la costituzione di un gruppo autonomo al senato.
Probabile che l’essere stato insignito del ruolo di “saggio” e poi di ministro, lo abbia inorgoglito al punto da avergli fatto perdere la capacità di riconoscere che tali riconoscimenti sono stati indotti grazie a Berlusconi e non grazie alla sua illustre figura di illustre sconosciuto.
Gli suggerirei di ripassare la storia politica recente e riguardarsi l’ascesa e scomparsa di Carlo Scognamiglio, elevato dal Cav a presidente del senato nel 1994, irretito dai predicozzi di Scalfaro e quindi scomparso dalla scena politica nazionale.
Aveva creduto di essere presidente del senato per suoi meriti e di poter navigare da solo e si è ritrovato nuovamente su una (sia pur dorata) cattedra universitaria.
A buon intenditor …



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