Tre notizie

Ma come sono cari i professionisti dell’accoglienza. L’emergenza sbarchi comporta un giro vorticoso di denaro pubblico. Che si ripete senza soluzione di Stefano Filippi

Dietro l’orrore, la pietà, lo scandalo, il buonismo, le tragedie del mare nascondono il business che non t’aspetti. Il giro d’affari del primo soccorso e dell’accoglienza. Da una parte i milioni di euro stanziati dall’Europa e dall’Italia, dall’altra la pletora di personaggi in attesa di incassare. Un migrante dorme nel Centro di prima accoglienza di LampedusaOnlus, patronati, cooperative, professionisti dell’emergenza, noleggiatori di aerei e traghetti, perfino i poveri operatori turistici di Lampedusa: abbandonati dai vacanzieri si rassegnano a riempire camere d’albergo, appartamenti e ristoranti con agenti, volontari, giornalisti, personale delle organizzazioni non governative, della Protezione civile, della Croce rossa. L’emergenza sbarchi comporta un giro vorticoso di denaro pubblico. Nel 2011, l’anno più drammatico, gli sbarchi provocati dalle sanguinose rivolte nordafricane sono costati all’Italia un miliardo di euro. Ogni giorno le carrette del mare da Libia e Tunisia hanno scaricato in media 1.500 persone. Il governo dovette aumentare le accise sui carburanti per coprire parte di queste spese. E a qualcuno che sborsa corrisponde sempre qualcun altro che incassa.

Bisogna gestire la prima accoglienza: acqua, cibo, vestiti, coperte, farmaci. Vanno organizzati i trasferimenti sul continente ed eventualmente i rimpatri; si aggiungono spese legali, l’ordine pubblico, l’assistenza (medici, psicologi, interpreti, mediatori culturali). Ma questo è soltanto l’inizio, perché moltissimi rifugiati chiedono asilo all’Italia. E l’Italia se ne fa carico, a differenza della Spagna che ordina di cannoneggiare i barconi e di Malta che semplicemente abbandona i disperati al loro destino. Nel triennio 2011/13 le casse pubbliche (ministero dell’Interno ed enti locali) hanno stanziato quasi 50 milioni di euro per integrare 3000 persone attraverso il Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati. A testa fanno più di 5.000 euro l’anno. L’Europa soccorre soltanto in parte. Il finanziamento più cospicuo arriva dal Fondo europeo per le frontiere esterne destinato alle forze di sicurezza di confine (capitanerie di porto, marina militare, guardia di finanza): 30 milioni annui. Altri 14,7 milioni arrivano dal Fondo per l’integrazione, non riservato all’emergenza. Dal Fondo per i rimpatri piovono 7 milioni di euro. Poi c’è il Fondo per i rifugiati, che nel 2012 ha stanziato 7 milioni in via ordinaria più altri 5 per misure di emergenza. Tutti questi denari vanno considerati come co-finanziamento: si aggiungono cioè ai soldi che l’Italia deve erogare. Il fondo più interessante è quello per i rifugiati, che è tale soltanto di nome perché i veri destinatari dei 12 milioni di euro (sono stati 10 milioni nel 2008, 4,5 nel 2009, 7,2 nel 2010 e addirittura 20 nel fatidico 2011) sono Onlus, Ong, cooperative, patronati sindacali e le varie associazioni umanitarie che si muovono nel settore dell’immigrazione. Dal 2008, infatti, l’Europa ha stabilito che quel fiume di contributi vada «non più all’attività istituzionale per l’accoglienza, ma ad azioni complementari, integrative e rafforzative di essa». Anche queste, naturalmente, co-finanziate dal governo italiano.

Le organizzazioni operano alla luce del sole, sono autorizzate dal ministero dell’Interno che deve approvare progetti selezionati attraverso concorsi pubblici. I soldi finiscono in fondi spese destinati non ai disperati ma a vitto e alloggio delle truppe di volontari e professionisti. Per la felicità degli albergatori lampedusani. Gli operatori sociali spiegano ai nuovi arrivati i loro diritti. Li mettono in contatto con interpreti, avvocati, mediatori da essi retribuiti. Organizzano la permanenza, li aiutano a restare in Italia o a capire come proseguire il loro viaggio della speranza. Fanno compilare agli sbarcati, che per la legge sono clandestini, un pacco di moduli per avere assistenza legale d’ufficio. Pochissime organizzazioni, e tra queste Terre des hommes e Medici senza frontiere, si fanno bastare i denari privati. A tutte le altre i soldi italo-europei servono anche a sostenere i rispettivi apparati, come gli uffici stampa, gli avvocati e gli attivisti per i diritti umani, per i quali martellare i governi finanziatori è una vera professione. E magari usano l’emergenza immigrazione come trampolino verso la politica.

Aiutiamo gli immigrati a rimanere nel loro paese. Il miglior alleato del razzismo è il buonismo isterico che produce chiacchiere e non soluzioni. L’unica strada è il realismo solidale di Angelo Mellone

Noi meridionali, di qualunque parte del Sud, siamo abituati a vivere sul confine d’acqua del Mediterraneo. Da quando l’Italia è diventata terra di immigrazione, abbiamo visto quel confine continuamente attraversato, giorno dopo giorno, da migliaia di disperati alla ricerca di pane e lavoro. L’arrivo degli albanesi sulle coste di Puglia, che mi vide giovanissimo volontario, ormai è archeologia dei flussi migratori. Sappiamo accogliere, a Meridione, noi che siamo multirazziali per storie e per definizione, meticci che nel sangue abbiamo i normanni e i saraceni, i celti e le genti di Bisanzio. Dunque, dare del razzista a un italiano di Meridione è ridicolo, e se esiste un qualche meridionale razzista (razzista, dico, non uomo spaventato dalle invasioni) è un pover’uomo che non ha coscienza delle proprie radici, e non sa da dove viene. Personalmente, da destra sono sempre stato un sostenitore dell’idea di un’Italia e di specialmente di un Sud multiculturale, sapendo che l’italianità è un concetto culturale e non biologico o razziale, anzi l’esatto contrario, perché è l’incrocio di razze, popoli e culture che ha reso grandissima ed enormemente ricca la nostra storia patria, e così variopinto il nostro popolo. In poco più di vent’anni abbiamo accolto una quantità enorme di immigrati, caso unico continentale. Ma proprio noi italiani di Sud, più di altri, che ovunque andiamo troviamo subito fratellanza con i popoli del Sud del mondo, sappiamo che i confini sono importanti, e la sovranità di una nazione si misura sulla capacità di presidiarli, di decidere chi sta dentro e chi sta fuori, chi è cittadino e chi no, chi sta dentro le maglie della solidarietà e chi non ha diritto di stare sul suolo nazionale come un fantasma privo di identità.

L’esistenza del confine è il presupposto della solidarietà vera. Per questo trovo imbarazzante, autolesionista, surreale, la piega che il dibattito pubblico avviene ogni qual volta si abbatte sulle coste e, come pugno, sui nostri stomaci occidentali l’ennesima tragedia del mare che inghiotte decina, e stavolta centinaia di clandestini. Solo un animo bestiale può rimanere impassibile di fronte ai cadaveri, ai corpi e corpicini ripescati davanti a Lampedusa, è naturale che la Chiesa e il volontariato, oltre alle strutture pubbliche, si mobilitino per risolvere l’ennesima, drammatica, emergenza. Ma tutto questo non c’entra niente con il dopo, con il «che fare», con l’assurdità di una nazione sovrana lasciata da sola a gestire gli sbarchi, l’accoglienza, le espulsioni, a fare da porta scorrevole per l’ingresso in Europa. Tutto questo non c’entra nulla con la verità che anche e soprattutto di fronte alle tragedie va raccontata: se esiste l’Occidente, se ancora resistono le nazioni occidentali, il problema dei flussi migratori illegali deve essere affrontato e gestito dove partono le rotte dei disperati, non al punto d’arrivo. Gli scafisti non devono solo essere arrestati: non devono partire. Tornare in Africa, e rimediare ai danni che una gestione dissennata e poco lungimirante degli accordi transfrontalieri continua a provocare alle nazioni dell’Europa meridionale, è l’unica strada per evitare morte e illegalità, per impedire che l’industria dello sfruttamento continui a mietere vittime e depositare sulle nostre coste un’umanità che solo in piccola parte riuscirà a trovare reali strumenti di integrazione, e in gran parte finirà nelle mani del caporalato o delle reti di commercio illegale. Intolleranza? No, realismo solidale. Il miglior alleato del razzismo è l’utopismo umanitarista che produce chiacchiere, e non soluzioni. Noi, come italiani e come meridionali, non abbiamo proprio nulla di cui vergognarci.

Kyenge: “Triplicare i posti letto per l’accoglienza”

Dopo l’ecatombe, è il giorno della visita: Cécile Kyenge a Lampedusa, dove è arrivata intorno alle 11 di domenica mattina. Il ministro dell’Interno, poche ore prima, rilascia un’intervista al Corriere della Sera. Scontato l’attacco alla Bossi-Fini: “La legge sull’immigrazione non può essere punitiva”. Quindi, in scia al premier Enrico Letta, l’appello all’Europa: “Serve l’intervento della comunità interazionale”.  

“Triplicare i posti letto” – Poi Kyenge snocciola la sua personale ricetta. Premette: “Questo flusso migratorio mette in ginocchio l’accoglienza. Occorre rafforzarla”. Come? “Ho in programma – spiega – di portare prima a 16mila e poi 24mila gli attuali posti letto per l’accoglienza degli immigrati (oggi sono 8mila). Dobbiamo renderci conto di quanto sia difficile la vita per chi fugge da un inferno”. Quindi Kyenge ribadisce: “Le leggi italiane si devono adeguare decidendo di mettere al centro la persona e non basandosi sulla punizione”.

Pensiero condiviso

Di Maria Giovanna Maglie
 
Il secondo

Dagli alla Bossi Fini, dagli ai provvedimenti di Maroni, dagli a tutto quello che ha fatto Silvio Berlusconi , che viene pure meglio nel giorno della ghigliottina al Senato, e per gli slogan da utilizzare biecamente in politica va bene tutto, anche l’ecatombe di Lampedusa, anche lo sfruttamento di quei poveri morti. Forza con l’asilo per tutti, l’accoglienza indiscriminata, lo ius soli, la lacrimuccia tirata fuori ad arte, giuro che non avevo mai visto tanto sfruttamento cinico di una strage. Valgono le ragioni di tutti tranne quelle degli italiani, bisognerà pur dirlo, se non al ministro Kyengè che italiana non si sente, se non al presidente della Camera Boldrini, che si è subito fatta elogiare dai suoi compagnucci del Commissariato per i rifugiati, se non alla defilatissima ministro degli Esteri, Bonino, che è diventata un emulo di de La Palisse e dichiara che non si possono fare miracoli, ma va!, almeno al ministro dell’Interno e vice premier in grande spolvero di quid trovato, Angelino Alfano. Non si faccia tirare per la giacchetta stavolta, neanche dal Quirinale, che continua a fare dichiarazioni sul diritto d’asilo, dimenticando che di quelli che sbarcano vivi, e sono tanti per fortuna, l’asilo in Italia lo vogliono ormai solo in pochi, ma i Paesi ambiti d’Europa non ne vogliono sentir parlare, meglio fregare l’Italia pure sugli immigrati oltre che sul salasso economico. Tenga duro almeno su questo punto.
Lo sbarco dei clandestini è un gigantesco affare della criminalità organizzata in traffico di esseri umani; è tornato ad essere un traffico lucroso perché Africa e medio Oriente sono poveri ma soprattutto coinvolti in guerre sbagliate, delle quali ben più che l’Italia recano responsabilità la Francia, l’Inghilterra, gli Stati Uniti inetti di Obama; più si garantisce accoglienza più intenso sarà il traffico, figurarsi se dovesse passare uno ius soli; la verità è che se ci fosse stato uno ius soli quella carcassa al fondo del mare sarebbe piena di cadaveri di donne incinta; qualunque politica di accoglienza, anche di rifugiati politici autentici e non sedicenti tali, deve essere condivisa per il numero dei Paesi che compongono l’Unione Europea, visto che quello italiano è un confine continentale; servono quattrini, e tanti, per organizzare l’accoglienza, non pater noster e ave maria, e di quei soldi non c’è traccia. Mi fermo nel memorandum, il ministro Alfano non dovrebbe averne bisogno, ma noi tutti si, dovremmo metterci davanti come un compito per non rimbambirci l’analisi della realtà Per esempi dovremmo chiederci come mai i critici furibondi delle attuali leggi sull’immigrazione, tutte riformabili per carità, si siano ben guardati dall’andare a firmare l’apposito referendum radicale, che infatti non ha raggiunto la quota necessaria di 500mila firme. L’hanno raggiunta quelli della giustizia, per essere espliciti quelli cari agli elettori di centro destra, ma i buonisti della sinistra nazionale chiacchierano e basta. Ipocriti.

Sentite le parole del ministro dell’Integrazione Cècile Kyenge e capirete che è un ministero inutile anzi dannoso.”Quanto accaduto mi spinge ad accelerare sulle norme sull’immigrazione l’integrazione. Lo ius soli deve entrare in agenda di governo come anche nuove norme che possano risolvere l’insostenibile situazione dei Cpt italiani. Su quel barcone potevo esserci anch’io”. Non è vero, Il ministro dell’Integrazione è arrivato in Italia con tanto di passaporto, all’aeroporto di Fiumicino, con una borsa di studio e con un visto.
Sentitevi pure le parole del presidente della Camera, Laura Boldrini, che quale sia il suo ruolo super partes proprio non lo sa: “La Bossi-Fini va abolita al più presto, perché condanna anche chi salva la vita ai naufraghi”. Servito espresso è subito arrivato un elogio per Boldrini e Kynege dall’Onu, ovvero un’istituzione famosa per non fare niente: “Accogliamo con favore gli sforzi delle autorita’ italiane per affrontare la questione in linea con le norme internazionali sui diritti umani e il rispetto della dignita’ di ogni essere umano ed in particolare la giornata di lutto dichiarata dal Governo ed il minuto di silenzio che si terra’ in tutte le scuola italiane. E’ significativo. Segna un grande e apprezzato cambiamento nell’atteggiamento delle autorita’ italiane”, ha affermato l’Alto Commissario Rupert Colville. Ascoltate e diffidate, è tutta bassa politica, non gliene frega niente né dei morti né di noi vivi, siamo terra di conquista.
 

Da oggi Rolando Rivi, trucidato dai partigiani comunisti, è Beato.

Di Rolando Rivi scrissi fin dal 2005, quando ben pochi conoscevano la storia di questo quattordicenne seminarista, barbaramente ucciso dai partigiani rossi. Ritornai poi a parlarne quest’anno, ricordando a RAI 3 che gli assassini erano i partigiani comunisti. 
Da oggi è finalmente Beato, nella Gloria del Signore. 

http://santosepolcro1.blogspot.it/2007/10/rolando-rivi.html

http://santosepolcro1.blogspot.it/2013/03/ricordiamo-rai-3-che-rolando-rivi-e.html 

I comunisti dell’ Unità celebrano il criminale vietnamita Giap. Non cambieranno mai…

Ieri è piombato all’ Inferno (constatazione, non giudizio…) uno dei più efferati criminali delle Guerre d’ Indocina, il Generale Vo Nguyen Giap. Comunista convinto, già contro l’ Esercito Giapponese incominciò ad attuare le tecniche di guerriglia, perfezionate poi contro i francesi; ma le sue tecniche raggiunsero un grado altissimo di macelleria contro gli Americani. Bambini e donne che accoglievano i soldati USA con bombe nascoste nei cesti di frutta, trabocchetti micidiali nella giungla, taglio di teste non solo di Soldati dell’ Esercito Regolare del Vietnam del Sud, ma anche di popolazioni inermi. Tortura dei prigionieri. Fino alla criminale offensiva del Tet del 1968, durante il Capodanno Vietnamita ove le tregue erano assoluta consuetudine, in cui non solo fece uccidere anche nemici che osservavano la tregua tradizionale, ma sacrificò oltre 45.000 propri soldati per cercare una vittoria che non ottenne…
Ma l’ Unità lo celebra in prima pagina, come mito.
Sono sempre i soliti comunisti….

L’Italia non ha posto per gli immigrati

In questi giorni in cui, sfruttando squallidamente una tragedia del mare, la sinistra e gli immigrazionisti in genere sferrano un attacco propagandistico per far crollare ogni resistenza all’invasione degli immigrati, è bene ricordare e rilanciare con tutte le nostre (scarse) possibilità mediatiche alcuni principi.
IN ITALIA NON C’E’ POSTO PER GLI IMMIGRATI.
L’Italia è una nazione ad alta densità di popolazione, in crisi economica, con una disoccupazione al 13% e al 41% tra i giovani, senza materie prime, con un alto costo del lavoro e tasse a livelli infami.
Non c’è posto per nuovi arrivi.
Se arrivano altri milioni di affamati l’unico sbocco è una violenza sociale per arrivare alla scelta: o noi o loro.
Perchè dove ci saranno loro, non potrà più esserci posto per noi.
La sinistra e gli immigrazionisti vogliono snaturare l’Italia, imbastardendone etnie e costumi, per renderla una serva ancor più docile ai voleri dei poteri finanziari internazionali.
NOI NON ABBIAMO RESPONSABILITA’ VERSO GLI IMMIGRATI.
Se centinaia, migliaia di persone intraprendono, senza essere invitate, un viaggio per diventare clandestini in Italia, noi non abbiamo alcuna responsabilità.
La “vergogna” di cui qualcuno si è riempito la bocca, è tutta di chi, per disegni personalistici, illude ed istiga quei poveracci a venire in una terra che non appartiene loro ed i cui legittimi proprietari non li vogliono.
Anche i sopravvissuti al disastro di Lampedusa sono clandestini, cioè entrati illegalmente in Italia e dovranno essere espulsi appena curati.
NON DOBBIAMO AVERE PAURA DI CONTRASTARE LA PROPAGANDA IMMIGRAZIONISTA.
Anche se la stampa, le istituzioni per bocca dei loro rappresentanti pro tempore, la televisione ci stano martellando da giorni con la giornata di lutto nazionale, la processione a Lampedusa, le dichiarazioni  e le storie strappalacrime, dobbiamo ricordarci di quello che possiamo fare.
Dobbiamo pensare a cosa faremmo se fosse una questione di famiglia.
Toglieremmo forse il pane di bocca ai nostri figli per dar da mangiare ad un estraneo ?
Faremmo dormire i nostri figli sul divano per far dormire nel loro letto un estraneo ?
Allora perchè dovremmo accettare di dividere quel che non abbiamo con nuovi arrivati, estranei alla nostra Storia, Cultura, Religione, Civiltà ?
Perchè dovremmo dare un salario minimo garantito a degli immigrati ?
Perchè dovremmo dare loro le case popolari costruite con i risparmi degli Italiani ?
Perchè dovremmo considerarli alla pari nelle graduatorie per un lavoro ?
Torniamo al punto di partenza.
L’ITALIA NON HA LE RISORSE PER NUOVI IMMIGRATI (e neanche per quelli già presenti).
Chi spinge per il contrario, per allargare addirittura i termini della Bossi Fini invece di renderla più filtrante, è contro l’Italia e contro gli Italiani, contro l’Interesse Nazionale.
Prima di tutto l’Italia e gli Italiani non deve essere un’espressione utile solo a ricattare per ottenere i voti parlamentari ed evitare crisi di governo, deve essere un principio applicato in ogni momento della vita nazionale.
Anche verso gli immigrati, a maggior ragione se clandestini, anche dopo le tragedie come quelle di Lampedusa che, per quanto possano commuovere e intristire,  non giustificano e non rendono legittimo l’ingresso illegale in Italia, soprattutto perchè noi Italiani non siamo minimamente responsabili di quelle scelte che portano a simili disgrazie.



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C’è che può e chi non può

Amburgo, 300 profughi inviati dall’Italia. Ma la Germania vuole rimandarli indietro. I migranti arrivati con un pass e 500 euro concessi da Roma per lasciare la Sicilia. Berlino: «Treni gratis per tornare nella penisola»

Sbarchi e stragi continuano a funestare le coste italiane, ma un altro dramma si sta consumando apparentemente lontano da noi, ma che ci riguarda invece da vicino. Trecento profughi, esuli da Libia, Togo e Ghana sono giunti ad Amburgo con un pass e 500 euro a testa concessi dall’Italia a chi avesse lasciato l’isola siciliana, ormai sovraffollata. Ora attendono in Germania una soluzione alla loro situazione precaria .

SOSPESI – La legittimità dell’operazione è stata messa in dubbio dalle autorità tedesche e dal quotidiano Die Welt, che giudica irresponsabile il comportamento dell’Italia. Il nostro Ministero dell’Interno Angelino Alfano ha ribadito la regolarità dell’intervento, ma il ministro tedesco Detlef Scheele sottolinea: «Non hanno nessun diritto legale a un alloggio né a un’assistenza economica, sarebbe folle dar loro false speranze di un futuro lavorativo qui» . Scaduti i permessi temporanei, gli immigrati dovrebbero tornare in Italia, e le autorità tedesche hanno già messo a disposizione biglietti del treno gratis per riportarli nella penisola. In questo palleggiarsi le responsabilità tra i due Paesi, in trecento ad Amburgo attendono una risposta dalla Cancelliera Merkel.

Vergogna !!!!

Agli scafisti e basisti che fanno entrare ILLEGALMENTE in Italia i clandestini: VERGOGNA !
Ai mafiosi che proteggono la categoria dei basisti e scafisti: VERGOGNA !
Ai politici che vorrebbero aumentare il proprio consenso elettorale, con lo Ius Soli ed il Voto agli stranieri, aprendo ai clandestini: VERGOGNA !
Ai troppi italiani che pubblicamente piangono i morti, ma poi affittano in nero o danno lavoro in nero ai clandestini: VERGOGNA !
Ai pretini tipo Don Abbondio ed a Famiglia Cristiana che vorrebbe abolire il REATO di Immigrazione Clandestina: VERGOGNA !
A coloro che si lavano la coscienza reagalando un eurino al questuante insistente sapendo che così incoraggiano l’ accattonaggio e non la Carità Cristiana: VERGOGNA !
A coloro che finanziano i Rrom quando non ne hanno bisogno: VERGOGNA !
A quelli che “sono di sinistra” ma comprano borse farlocchevuitton, sapendo che è merce illegale: VERGOGNA ! 
Ai troppi silenzi della Kiengy, Boldry & compagnucci sulle condizioni degli italiani cassintegrati, disoccupati e pensionati o senza casa ridotti alla fame o quasi: VERGOGNA !
Agli autori di striscioni come quello in foto: VERGOGNA !

Queste sono le vere VERGOGNE ! 

Ex cavaliere Berlusconi… se ne vada ad Hammamet

berlusconi-hammamet

Basta per favore, se ne vada ad Hammamet come Craxi, o in Kenia. Amici ne ha dappertutto. Si rassegni, la vita Le ha dato tanto, ex cavaliere, e Lei ha arraffato a piene mani da noi Italiani. E quando la ruota si mette a girare al contrario è ridicolo mettersi a pestare i piedi e urlare che non vale.

Pena di Morte per gli scafisti e basisti: sono come i pirati.

Mentre i buonisti cattosinistri si stracciano le vesti per la tragedia di Lampedusa, nessuno o quasi riesce a capire che, invece che abolire la Legge Bossi-Fini come i bamboccioni auspicano, l’ unico modo per estirpare questo cancro che continua a mietere vittime, è varare una Legge che colpisca duramente scafisti e basisti in Italia ed all’ Estero, ripristinando la Pena di Morte per questi autentici PIRATI del 2000. Magari appendendoli bene in vista come si faceva un tempo, lasciandoli ai corvi. 

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Ma vergogna per chi ?

All’unisono Bergoglio e Napolitano urlano “vergogna” per la tragedia al largo di Lampedusa.
Commozione sì, comunque, perchè chiunque muoia ha figli, mogli, madri, padri, fratelli, amici che lo piangono.
Ma Bergoglio e Napolitano dovrebbero spiegare a chi sia rivolto il loro “vergogna”.
A vergognarsi dovrebbe essere (ed ognuno può facilmente pronunciare tre nomi senza starci tanto a pensare !)  chi ha illuso e istigato, con la scusa dell’accoglienza, migliaia, milioni di persone perchè venissero da noi quando non c’è posto e non ci sono le risorse per accoglierli e diventano solo un costo, eccitando gli animi contro di loro.
Certamente nessuna “vergogna” per chi ha da sempre sostenuto che l’immigrazione andava (e va) fermata alla partenza, perchè qui, in Italia, non ci sono più spazi e altri arrivi, altre accoglienze porterebbero solo disordini sociali, catastrofi economiche e tanta, tanta sofferenza.



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