Opinioni

Ci concederanno l’ora d’aria? di Gabriele Adinolfi

In Grecia una forza politicamente scorretta conta 18 deputati, è terza nei sondaggi, non si riesce a contenere. Nessun problema: la si scioglie per legge arrestando tutti i dirigenti. In Italia un industriale non è disposto a fare pubblicità per i matrimoni gay? Nessun problema: si boicottano i suoi prodotti in attesa che la legge contro l’omofobia vieti a chiunque di esprimere anche solo un parere contrario all’adozione dei bambini da parte di coppie omosessuali. In Italia. Sempre in Italia, dove con la collaborazione della Bce si è fatto un colpo di Stato mediante la manipolazione dello spread e le ingerenze delle agenzie di rating, si mette fuorilegge il capo della coalizione populista mentre si strangolano le sue imprese per impedirgli di agire. In Italia, come in gran parte d’Europa, si sta scrivendo una legge sulla storia. Una legge che, prevedendo condanne pesantissime, vieta a chiunque di indagare sulla fondatezza anche solo parziale dell’Olocausto e che, guarda guarda, si estende talmente da minacciare di arresto e di condanna chiunque esalti un semplice fatto di guerra commesso dalla “parte sbagliata”. Insomma anche chi si permetta di andare in visita a El Alamein o di commemorare le vittime di un bombardamento angloamericano. E, perché no, quelle delle foibe. Sempre in Italia si chiudono d’arbitrio le curve di calcio per punire indiscriminatamente le tifoserie per eventuali cori di qualcuno giudicati razzisti. In Europa. In tutta Europa, dove ormai è vietato fumare e mangiare in modo non insipido né asettico, è proibito anche solo pretendere di battere sovranamente moneta, di difendere lingua, identità e cultura. L’Ungheria che va controcorrente ha una stampa occidentale che la tratta molto peggio dei pedofili. I quali, del resto, da tempo non sono inquietati. In Italia. In Italia i diktat politicamente corretti vengono particolarmente accentuati da un’allegra coppia femminile. Da una parte abbiamo la ministra dell’integrazione, Kyenge, che anziché trattarci con educazione e con modestia come avviene da che mondo e mondo da parte di chi è cittadino acquisito di una nazione che si ritiene ami e rispetti, passa invece il suo tempo a dare pagelle agli italiani, bocciandoli quasi regolarmente sui suoi metri di giudizio. Vuole cambiarci la ministra. E lo stesso fa la presidentessa della Camera. Che, quando riesce a trovare un minuto tra una segnalazione e l’altra alla polizia postale degli utenti di facebook che lei ritiene si debbano reprimere per le loro opinioni scorrette, ci spiega come si deve vivere in famiglia, come le donne devono evitare di servire a tavola (a lei non deve costare molto perché quando non è al ristorante userà la servitù) e soprattutto come siamo arretrati rispetto agli inglesi. Cambiate, italiani, cambiate. Per amore o per forza. La memoria torna al proclama che accompagnò lo sbarco del liberale Dom Pedro nel Portogallo “oscurantista” del 1832: “Portoghesi non costringetemi a liberarvi con la forza!” Italiani, Europei: cambiate tutti e subito, altrimenti, ci dicono questi qui, usiamo la forza. Qualcuno ha capito qualcosa? Oramai siamo in piena dittatura, una dittatura che si fonda sul terrorismo psicologico e giudiziario e che non ha più alcun limite. Men che meno quello del buon senso. Come avevano annunciato da tempo una serie di dissidenti sovietici, la mentalità comunista che lì è stata debellata si è impadronita totalmente dell’Europa occidentale e la sta paralizzando. L’impressione è che nessuno abbia colto esattamente la portata di questo liberticidio e di questa sovversione antropologica ed esistenziale che non si riesce a comparare con nulla del passato; a stento, forse, con il pieno del Terrore giacobino e di quello sovietico. Che però furono forse più brutali ma alla fin fine meno totali e persino meno deliranti di questo a cui siamo confrontati oggi. Che non se ne abbia percezione lo attestano le reazioni generali contrassegnate dalla contrapposizione tra chi tiene le parti dei criminalizzati e chi quelle dei criminalizzatori. Per tutti, per gli uni e per gli altri, la scelta di campo dipende da quello che essi dicono o rappresentano. Sicché se per esempio ho antipatia per i gay sto dalla parte di Barilla e se mi sono simpatici sto contro. Nulla di più sbagliato e demenziale. Non ha alcuna importanza se si è favorevoli o contrari al matrimonio gay, se si è per o contro la reazione all’immigrazione di Alba Dorata, se si ritiene necessaria o meno la libera investigazione sull’Olocausto, se si pensa o no che le donne debbano servire a tavola o meno. Non ha importanza se si ami fumare o meno, né se si ritiene essenziale o irrilevante stampare autonomamente valuta. Tutto questo, nella contingenza, ha valore relativo. Quello che invece ha un valore assoluto è che si permetta a chiunque di affermare quello che pensa senza che sia perseguitato per il suo pensiero, qualunque esso sia. Nel mondo. L’Europa – e l’Italia con una celerità particolare – sprofonda nel terrorismo dittatoriale e nella follia mutazionista. La libertà intanto si trasla altrove, in regioni, nazioni, paesi che prima avevano logiche satrapiche e autocratiche e che oggi godono di più ampie garanzie e partecipazioni di quante ne rimangano a noi. Intanto una lezione ci viene dal presidente somalo che ci ricorda come laggiù si stesse meglio al tempo del fascismo. Anche l’Africa – dove persino da papà Kyenge è venuto un messaggio molto più autentico e rispettabile di quelli che c’invia sua figlia – palesa più buon senso e amor della libertà di quello che mostriamo noi. Non è una primizia. Rammento negli anni settanta quando una delle tante riforme della scuola ispirate dalla libido sovvertitrice tolse praticamente di mezzo l’apprendimento del greco e del latino: nello stesso giorno un paese centrafricano li rese invece obbligatori nelle proprie scuole. Buon fin settimana italiani ed europei. Io non so che fine farà Alba Dorata ma so perfettamente che se non cambiate i vostri riflessi condizionati e la vostra passività psicologica e mentale per voi sarà molto peggio che un cupo tramonto. Poi non prendetevela con i cinesi o con i marziani: se non avete cervello né palle i responsabili siete voi.

Il picconatore era lucido

Uccise tre persone a picconate. “Kabobo era capace di intendere”. I risultati della perizia hanno confermato che il 31enne ghanese Mada Kabobo potrà essere processato di Lucio Di Marzo

Mada Kabobo, il ghanese che lo scorso 11 maggio uccise tre persone a Milano, aggredendole armato di un piccone, sarà processato. È infatti caduta, con i risultati della perizia ordinata dal Giudice per le indagini preliminari, la tesi della difesa, che puntava a salvare l’uomo dal carcere sostenendo che al momento dell’aggressione non era in grado di intendere e di volere. I periti nominati dal gip Andrea Ghinetti hanno parzialmente dato ragione ai legali del 31enne ghanese, riconoscendo che al momento dell’aggressione “la capacità di intendere” di Kabobo “era grandemente scemata”, ma hanno anche sottolineato che non era “totalmente assente”. Viene dunque smentita l’anticipazione riportata a luglio dal quotidiano Il Giorno, che sosteneva gli psichiatri avrebbero confermato l’incapacità di intendere dell’immigrato. Attualmente, secondo i periti, Kabobo “è capace coscientemente di partecipare al procedimento”. Rimane “la pericolosità sociale psichiatrica”. Domenico Musicco, il legale di Cristian Carella, fratello di una delle vittime, ha espresso “soddisfazione” per i risultati della perizia, spiegando che sulla base di questa si “arriverà ad una sentenza e ad una pena certa”.

Non basterebbe votare contro?

Il M5S denuncia: «Nel decreto anti femminicidio c’è la misura salva province». Il consigliere comunale dei Cinque Stelle Bugani: «Il Pd ha presentato emendamento per annullare la riforma»

La denuncia arriva dal blog di Grillo. Ed è firmata dal consigliere comunale del M5S di Bologna Massimo Bugani. Nel decreto che contiene le misure in materia di prevenzione e contrasto della violenza di genere, oltre ad altri provvedimenti, al Capitolo IV vengono affrontate le norme in tema di gestioni commissariali delle province e viene confermata l’intenzione di abolirle . Ma il Pd ha introdotto un emendamento firmato da Gianclaudio Bressa (PD) che vanifica l’ultima proroga, bloccandola al 31 dicembre 2013.

QUARAQQUAQUA – Una mossa che non è piaciuta ai Cinque Stelle, sensibili in materia di costi della politica. Scrive Bugani: «E fu così che nel decreto sul femminicidio i furbacchioni di PD e PDL inserirono l’emendamento che annulla la riforma delle Province. Anni ed anni a riempirsi la bocca di paroloni sulla riduzione dei costi e sulla abolizione delle province e poi, come sempre, la dura realtà: fanno tutto il contrario di quello che dicono. Sono solo dei quaqquaraquà, tutti chiacchiere e distintivo, solo chiacchiere e distintivo. In un solo colpo hanno sporcato l’importantissima legge sul femminicidio e hanno rilanciato enormi costi che graveranno ovviamente sulle tasche degli italiani. L’Iva al 22%, l’Imu la pagheremo con una salata service-tax, la Tares a cifre da capogiro, la benzina a costi mostruosi, luce acqua e gas sempre in aumento e la disoccupazione a livelli drammatici»

IL GOVERNO MONTI – Con il governo Monti era stato stabilito il commissariamento dei consigli provinciali in scadenza nel 2012; venne poi un secondo decreto, che prorogò il commissariamento nel 2013. Venne infine l’articolo 12 del decreto legge 14 agosto 2013, che propagò ulteriormente tale regime fino a giugno 2014. Ma l’emendamento blocca a fine 2013 la proroga. La mossa era già stata denunciata dal M5S (per voce di Danilo Toninelli) e da Sel (per voce di Nazzareno Pilozzi).

Anniversario della Battaglia di Lepanto

La Battaglia di Lepanto si tenne il 7 Ottobre 1571.
Fu una tappa della Guerra di Cipro (1570-1573), e vide schierate le flotte musulmane dell’Impero Ottomano contro le flotte cristiane della Lega Santa, composta da navi della Repubblica di Venezia, dell’Impero Spagnolo con il Regno di Napoli e Sicilia, dello Stato Pontificio, 
della Repubblica di Genova, dei Cavalieri di Malta, del Ducato di

Il valore dell’unità

Silvio Berlusconi, mettendoci la faccia (perdendola) e sacrificando la propria dignità e il consenso del suo Popolo, nel
nome dell’unità del PdL /Forza Italia ha votato la fiducia a
Letta.
A ruota sua figlia Marina, la più
probabile candidata alla successione, ha innalzato un canto al valore
dell’unità.
L’unità, di un partito, di un
popolo, di una nazione, di una squadra, ha un valore intrinseco
perché può realizzare, con la forza che ne deriva, obiettivi che
diversamente sarebbero molto più ardui da raggiungere.
Ma l’unità è un valore solo se è
fondata su un “idem sentire”
, come disse una volta Bossi, che
consenta a tutti di remare verso un obiettivo, almeno di massima,
comune.
Quale unità può esserci in una
nazione in cui una parte incassa l’assistenzialismo pagato con il
lavoro dell’altra parte
e, pur tuttavia, la parte assistita occupa
tutte le massime cariche ?
Quale unità può esservi se un popolo
viene calpesto e deriso nei suoi valori tradizionali
da nuovi
arrivati (non invitati) e da pulsioni finalizzate unicamente al
perverso piacere di pochi ?
Quale unità può esservi tra chi vuole
rapinare i risparmi e le proprietà private con tasse e regolamenti
,
unicamente per favorire le proprie clientele finendo con l’impoverire
tutti tranne una classe di inetti burocrati ?
E quale unità, venendo alle recenti
vicende politiche, può essere considerata un valore se provoca:
  • la permanenza di un governo con i
    comunisti
    in cui vi sono ministri indecenti come la Bonino (molto
    tiepida nel difendere i Marò sequestrati in India
    ), Saccomanni
    (fedele esecutore degli ordini di Berlino) e la Chienge (che è
    italiana solo per cittadinanza e non per nazionalità e vorrebbe
    importare milioni di suoi simili per espellere gli Italiani veri
    dal’Italia
    ) ?
  • l’aumento dell’iva ?
  • il probabile ripristino almeno
    della seconda rata dell’imu ?
  • la permanenza nell’unione
    europea
    e nell’euro?
  • la realizzazione di leggi che
    violentano la libertà di opinione come la legge che potrebbe
    istituire il reato di omofobia e quella analoga per il negazionismo
    ?
  • l’approvazione di una legge (che
    è anche di spesa per le conseguenze che potrebbe produrre) per il
    “matrimonio” tra chi pratica l’omosessualità ?
  • la prosecuzione dell’intervento
    dei magistrati nella politica ?
  • una revisione della legge
    sull’immigrazione addirittura meno restrittiva della già
    colabrodo Bossi Fini, magari con la cancellazione del reato di
    clandestinità
    ?
Una unità per tali risultati è una
unità totalmente priva di valore e di interesse.
Berlusconi ha sbagliato nel votare la
fiducia a Letta “pro bono pacis” perché ha impedito la
fuoriuscita di vecchi tromboni della politica ansiosi di conservare
le poltrone o di acquisire benemerenze, anche come ombrello
giudiziario, con i comunisti.
Se Alfini e compagni fossero usciti con
una scissione, sarebbero stati solamente dei traditori senza seguito
popolare.
Adesso che hanno ottenuto la
benedizione di un Berlusconi la cui credibilità è precipitata a
terra anche tra il suo Popolo, a dover assumere l’iniziativa di
rompere, con le conseguenze negative che ciò comporta, saranno i
cosiddetti “falchi”
.
Lascino pure il PdL alla Merkel ed ai
suoi agenti italiani.
Sarebbe stato meglio, anche per la
percezione pubblica dell’accaduto, che ad andarsene fossero stati
Alfini e compagni, ma restare uniti, facendo dell’unità fine a se
stessa l’unico motivo di tale unione, sarebbe un nuovo tradimento
verso l’Italia, gli Italiani e tutto il Popolo di Centro Destra
.





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Ipocrisie

Lampedusa, recuperati dal mare altri 84 corpi. Kyenge: «Rivedere il reato di clandestinità». Migliorate le condizioni meteo-marine. I sub tornano in azione. Marazziti (Sant’Egidio): «Migranti in condizioni disumane»

LAMPEDUSA – Recuperati dal mare i corpi di altri 74 migranti. Salgono così a 195 le vittime accertate nel naufragio di Lampedusa. Le ricerche dei cadaveri intrappolati nel relitto del barcone carico di eritrei e somali affondato davanti all’Isola dei Conigli sono riprese domenica mattina. Verso le 13 sono arrivate le prime motovedette con i corpi. Ad attenderle sul molo, il ministro per l’integrazione Cecile Kyenge e il sindaco Nicolini, che per l’occasione hanno annullato la conferenza stampa che era stata prevista in precedenza. Il ministro ha affrontato il tema caldo della riforma della Bossi Fini: «Ora metteremo sul tavolo di lavoro – ha aggiunto la ministra – strumenti per rivedere le norme sull’immigrazione e il reato di clandestinità. Spero che questa strage ci possa far riflettere sulla nostra posizione, sulle nostre frontiere, il nostro mare e soprattutto chiedere che questo dramma non deve essere affrontato da soli ma insieme all’Europa».

IL RECUPERO DEL BARCONE – I sommozzatori sono stati coadiuvati nelle ricerche in mare da robot che in acqua hanno fatto rilievi sull’assetto della barca. Inoltre si sta valutando se la struttura del barcone di legno possa reggere la risalita in superficie. L’imbarcazione dovrebbe essere sollevato e riportato in superficie da palloni gonfi d’aria. La barca, infatti, è colata a picco in posizione di navigazione. A terra sono stati messi in posizione due tir frigoriferi vuoti che serviranno per conservare i corpi che il mare sta restituendo. «Questi camion sono necessari perché prima di mettere i corpi nelle bare vanno compiuti i rilievi della polizia scientifica e occorre quindi conservare le salme, già in fase di decomposizione, in un ambiente refrigerato», spiega il sindaco Giusi Nicolini. Il primo cittadino conferma anche la strategia scelta per il recupero del relitto: «Se tutto andrà bene, già oggi il barcone sarà portato in superficie con il suo carico di morte».

IL GIORNO DEL LUTTO – Sabato era stato il giorno del lutto. Le bare dei 111 migranti scomparsi giovedì tra le onde al largo di Lampedusa sono state allineate nell’hangar dell’aeroporto per una cerimonia di commemorazione a cui ha preso parte il presidente della Camera Laura Boldrini e molti dei superstiti al naufragio. Nel frattempo è divampata la polemica. Da un lato sui soccorsi, che per alcuni testimoni, sono stati ritardati da burocrazia e dall’eccessiva cautela della Capitaneria di Porto. Dall’altro per le indagini, condotte dalla Procura di Agrigento. È infatti stato confermato che saranno presto iscritti sul registro degli indagati i 152 immigrati sopravvissuti al naufragio. Un atto dovuto secondo i magistrati, per via della modifica alla legge Bossi-Fini del 2009 che impone certi provvedimenti. Ma non di meno suscita clamore e proteste nel mondo politico di fronte una simile strage. Per il presidente del Senato, Piero Grasso, si tratta di «conseguenze inumane». Secondo il leader di Sel, Nichi Vendola è invece «una vergogna».

LA VISITA DI MARAZZITI – La notte dei profughi l’hanno invece raccontata i tweet di Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio. Tra sabato e domenica sull’isola si è abbattuto un forte temporale, la temperatura è scesa sensibilmente. Ma le condizioni sono ulteriormente peggiorate poco prima dell’alba. «Ore 5 e 20. Grande pioggia, fulmini vicini. Mille profughi nel centro di accoglienza: da polvere e caldo al fango. Non si può può», ha scritto Marazziti in tempo reale. Più tardi, quando il nubifragio è ormai iniziato, la situazione è precipitata: «Pioggia torrenziale nella notte. Impossibile ripararsi. Materassi fracidi e persone ammucchiate». Marazziti, sabato è entrato nel centro di accoglienza. Per «parlare con i sopravvissuti eritrei indagati per immigrazione clandestina. Vergogna! Cambiamo la legge subito», ha scritto sempre su Twitter. E così ha descritto le condizioni in cui sono costretti a «sopravvivere» le mille persone, uomini, donne e bambini: «materassi di gommapiuma nuda nel sudore e nella polvere e’ una vergogna. Perché?».

Italia delenda est

L’occasione della tragedia di Lampedusa è stata troppo ghiotta per i media, per non trarne vantaggi propagandistici e cambiare “canale” rispetto allo scenario da incubo che ci attende con l’imminente legge finanziaria chiamata eufemisticamente “legge di stabilità”. I tre canali della tv generalista Rai si sono affrettati a offrire una versione a senso unico dei fatti, e altrettanto ha fatto Mediaset che ha fatto dirette su dirette con Lampedusa. Vergognoso poi questo PENSIERO UNICO censorio che arriva perfino a programmare alle 21 di sera, sfruttando a botta calda la tragedia, un film sul tema  “immigrazione” come “Lamerica”  (1994) di Gianni Amelio, storia dei primi esodi di massa provenienti dall’Albania. Per fortuna, la risposta di massa dei telespettatori è stata chiara: un’audience che sta al di sotto dei prefissi telefonici. Lamerica è sprofondata nel canale d’Otranto.  Come dire: ci avete rotto le palle con ‘sta sòla degli immigrati con diritto di invasione ininterrotta notte e giorno sulle nostre coste, fino allo sfinimento; fino a non farci rilassare neppure a sera davanti a un film d’evasione!
Per chi divesse fare una ricerca su questo blog per etichette, coglierà il fatto che la sottoscritta ha dedicato al tag “immigrazione” il più elevato numero di post (oltre una cinquantina). Prima di scrivere la mia su quanto è accaduto a Lampedusa, ho pertanto aspettato che diminuisse la pressione mediatica intorno all’argomento. Sono stufa di vedere la Maria Addolorata presidente della Camera, andare in giro a predicare che è tutta colpa della Legge Bossi-Fini, la quale legge  non consentirebbe ai pescatori di prestare aiuto. La Bossi-Fini, è una fragilissima diga di cartone, rispetto all’alluvione demografica che sta per abbattersi sulle nostre coste. Perciò semmai dovesse essere rivista, va rivista in senso restrittivo. Sono arrabbiata di vedere quanto la Kyenge cerchi di trarre profitto da questo dramma, per accelerare lo ius soli e l’abolizione della Bossi-Fini. Per non dire di Napolitano, incapace di tagliarsi i suoi appannaggi quirinalizi da monarca, ma che però urla “Vergogna” ex aequo con  Bergoglio dai pesanti scarponi. Vergogna a chi?!?
Tutto quello che dovevo dire sull’Italia che non può permettersi di essere terra da pascolo di chicchessia, l’ho già detto in numerosi precedenti post, di cui all’archivio. Perciò ora mi limito a condividere e sottoscrivere il Manifesto antimmigrazionista di Massimo dal titolo “L’Italia non ha posto per gli immigrati“.

NOI NON ABBIAMO RESPONSABILITA’ VERSO GLI IMMIGRATI.
Se centinaia, migliaia di persone intraprendono, senza essere invitate, un viaggio rischioso per diventare clandestini in Italia, noi non abbiamo alcuna responsabilità.
La “vergogna” di cui qualcuno si è riempito la bocca, è tutta di chi, per disegni personalistici, illude ed istiga quei poveracci a venire in una terra che non appartiene loro ed i cui legittimi proprietari non li vogliono.
Anche i sopravvissuti al disastro di Lampedusa sono clandestini, cioè entrati illegalmente in Italia e dovranno essere espulsi appena curati.
NON DOBBIAMO AVERE PAURA DI CONTRASTARE LA PROPAGANDA IMMIGRAZIONISTA (post cit.).
Aggiungo a quanto scritto, una notizia che suscita davvero raccapriccio. Si tratta di un antefatto prima della tragedia del Niguarda. Mada  Kabobo (il pluriomicida picconatore del Niguarda che ha ucciso a picconate tre persone, e ferito altre due) era stato inviato in Svizzera a Losanna a curarsi:

Come saprete, Kabobo, giunto clandestinamente in Italia, era stato ospitato in un centro d’accoglienza a Bari, dove si era segnalato per i suoi comportamenti violenti. Lì, mentre attendeva l’esito dell’appello per la richiesta di asilo respinta, soffriva di un problema alla gamba e doveva quindi subire un intervento chirurgico. Ma in Italia c’era da mettersi in lista d’attesa per diverse settimane. Così, consigliato dalle solite associazioni ‘umanitarie’ che si occupavano del suo appello, il ghanese è saltato su un treno e ha raggiunto la Svizzera francese, dove venne accolto come rifugiato e, nel mese di novembre dello scorso anno, sottoposto ad intervento chirurgico in un ospedale svizzero, a Losanna.
Sì,  un antefatto importante, che sta a  dimostrare di quante licenze-premio vanno beneficiando  gli allogeni, rispetto a noi autoctoni sempre più sulla via dell’estinzione. Da ultimo, una nota sull’inettitudine e la malafede della nostra classe politica che arriva a invocare PIU’ EUROPA, di fronte alla tragedia di Lampedusa.
Cari  Politici scellerati, forse non avete ancora capito (o fate finta di non capire) che quando la Ue non esisteva, noi questi lutti in casa, queste rovine, queste emergenze continue, questi assalti ai Centri di accoglienza,  tutti questi quattrini a palate che se ne finiscono a mare insieme ai corpi di questi sventurati, non li avevamo. Forse non avete capito (o non volete capire) che è la Ue, il vero problema e non la soluzione.

Italia delenda est. Lutto Nazionale per il popolo Italiano vessato, umiliato, suicidato da una cricca di banditi travestiti da politici


Berlusconi:guardati da chi ti consiglia

Ma chi consiglia Berlusconi ?
Chi gli ha consigliato l’esiziale voltafaccia sulla fiducia a Letta ?
Chi gli consiglia di chiedere l’affidamento ai lavori sociali come se dovesse essere “recuperato” ?
Con la prima scelta si è giocato venti anni per lo più da leader riconosciuto del Centro Destra per entrare in un papocchio irricevibile per il nostro elettorato.
Con il secondo si mette nelle mani di persone che sfrutteranno solo la sua presenza per fare un affare e lo ridurranno al silenzio per sempre.
Eppure poteva, votando la sfiducia a Letta e scegliendo di andare in prigione, diventare la Bandiera del Centro Destra, lustrata anche dal Martirio





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