Cosa votare: non abbiate paura di aver coraggio, se volete il cambiamento.

Spero nelle Elezioni, ora. Subito. 
Chi mi conosce bene, sa che mi piace Berlusconi, ma non l’ ho mai votato. 
Tantomeno adesso. Avrebbe dovuto capire da subito che l’ Italia non può essere cambiata tramite la democrazia, perchè questa è una dittatura spartita, e che gli italiani tengono famiglia, altrimenti mafia, camorra, ‘ndrangeta e sacra corona sarebbero sconfitte. E, con USA e Russia suoi amici ai tempi, avrebbe dovuto usare le maniere forti. Fortissime, instaurando una Salsa Cilena liberalnazionale (molto differente dal liberalismo selvaggio, calmierato dalla presenza dello Stato tramite le Corporazioni) o, meglio, nazionalcristiana. Invece ha creduto fino in fondo nella democrazia, che in italia, almeno come l’ intendeva Tocqueville, non è mai esistita. Sbagliando, facendosi incastrare ed infilzare al fine come un tordo, dall’ insana alleanza poteri forti/sinistra/toghe rosse. 
Ed ora, chi votare.
La Destra, per coerenza, dopo la pannellite pre-elettorale che mi ha fatto abbandonare partito e vecchio account personale, non posso. 
La Lega, neanche. Pur sognando una Vera Europa Confederale su basi Italo/Austro/Tedesche (mondate da merkeliti acute…), e piacendomi per questo Gianfranco Miglio, non posso, perchè non amo certe sparate antimeridionaliste (come non sopporto certe fanfaronate neo-borboniche…). 
Di Amo l’ Italia non mi sono piaciute le prese di posizione contro Benedetto XVI.
Ed allora ? Che fare, chi votare ?
Turandomi il naso, non amando le posizioni in politica estera di Fiore, turandomi molto il naso, voterò Forza Nuova, sperando che facciate altrettanto, dimostrando quel coraggio che Guido Barilla, da me ieri difeso ed assolto, non ha potuto mostrare, per salvaguardare anche i propri dipendenti. 
Che poi non ci si lamenti se dopo il voto ci sarà lo stallo nuovamente.
Avanti, se avete coraggio, non solo a parole, quando scrivete ammirazione per l’ Ungheria che lo ha avuto. Votate l’ unico cambiamento possibile. 
Non abbiate paura di aver coraggio, come ci ammonì Giorgio Almirante.
Ma sono pure sicuro che non lo farete. Governare gli italiani è sempre più inutile ed impossibile…

Impariamo l’arabo…

Nel regno leghista. Corso di arabo alle elementari Il Marocco colonizza Treviso. Finanziati dal governo nordafricano, insegneranno la lingua, la cultura e la storia musulmana. Cedimento all’Islam in nome dell’integrazione

L’insegnamento della lingua araba nella scuola italiana parte inaspettatamente dalla fortezza del Nordest, la dura e pura Treviso. Proprio gli abitanti della Marca gioiosa, che agognavano al dialetto veneto come lingua ufficiale, manderanno i figli a imparare l’arabo. Infatti, la scuola elementare Coletti inserirà nell’orario scolastico le lezioni di «corso lingua e cultura araba». L’istituto trevigiano è il primo in Italia a implementare un corso di arabo totalmente gratuito, perché pagato dal governo del Marocco. «Un traguardo clamoroso per l’associazione Intermedia» commenta il professore marocchino residente a Treviso ZinounBouchra «…i bambini dalla terza alla quinta avranno la possibilità di imparare l’alfabeto arabo, la storia e la cultura da cui provengono tanti loro compagni. E tutto durante l’orario scolastico. Treviso batte un colpo nel campo dell’integrazione e l’iniziativa è assolutamente gratuita». 

Comprendiamo la gioia del prof marocchino per il traguardo raggiunto, ma ci permettiamo di dubitare dell’utilità didattica dello studio dell’arabo per ragazzi in tenera età. Anche se, a dirla tutta, l’innovazione appare un avvicinamento, o più maliziosamente un indirizzamento alla cultura islamica più che un corso finalizzato all’apprendimento di un idioma.  Così i fioi de Treviso conosceranno poco o nulla della Repubblica Serenissima, delle mutilazioni e del martirio eroico di Marcantonio Bragadin, generale della Repubblica veneta, torturato e trucidato in nome dell’Islam, il cui cadavere fu issato sul pennone di una galea ottomana e portato a  Costantinopoli, dopo giorni di prigionia con naso e orecchie mozzate. Poitiers, Lepanto, millenni di storia e battaglie spazzati via dai sussidiari di scuola in cambio del Corano e della Mecca. Non essendo riuscita la conquista con le armi, oggi, in nome del falso mito dell’integrazione razziale, la colonizzazione araba parte dalla scuola elementare. Complimenti alla lungimiranza del governo marocchino che, dopo aver favorito lo sbarco clandestino di migliaia di marocchini in Italia, riesce a istituire e sovvenzionare corsi di cultura araba nella roccaforte del leghismo e della razza Piave. E noi che facciamo? Subiamo sempre.

Miopi e ipocriti  Siamo abbindolati da questa barzelletta dell’integrazione razziale senza renderci conto che avviene sempre e solo a senso unico. In Alto Adige sta sparendo l’italiano per far largo al tedesco e il Veneto vuole andare oltre: marocchino gratuito a 7 anni. Così formiamo le classi dirigenti del futuro capaci di competere sul mercato globale, insegnando alla nostra gioventù come si rivolge il tappetino alla Mecca e i dogmi maomettani. Rifinanziamo la missione dei militari italiani per proteggerci da Al Qaeda, all’Onu discutiamo sulla guerra alla Siria, ma a Treviso blandiamo l’Islam che così s’insinua subdolamente nel nostro tessuto sociale. E non voglio immaginare l’espressione del viso di quei genitori che un giorno, in luogo del Pater noster, sentiranno recitare la preghierina dell’ora di pranzo dal proprio figlio: Allah Akbar!

I vermi e il letta-bis

Le trame. Letta-Bis, e la cena a casa Scalfari

Una cena a casa di Eugenio Scalfari per “apparecchiare” il Letta-bis. Un secondo mandato che dovrebbe vedere la luce a metà della prossima settimana grazie ai senatori “responsabili” e ai senatori a vita appositamente nominati da Napolitano. D’altronde sono molti i senatori azzurri che stanno via via prendendo le distanza da Berlusconi e a dimostrarsi disponibili a dare la fiducia a un Letta o a un Letta-bis. Un governo sostenuto da Pd-Scelta civica-autonomie con il sostengo dei quattro senatori a vita we dei dissidenti grillini, potrebbe contare su 150 voti. Dieci in meno per arrivare alla maggioranza ma centrodestra cominciano i malumori, non tutti hanno preso bene la decisione delle dimissioni di massa, non tutti sono pronti a sacrificarsi nel nome di Silvio e così il Letta-Bis non è più solo un’ipotesi.  Secondo Dagospia la possibilità di un Letta-bis si sarebbe configurata proprio a casa di Eugenio Scalfari con gli invitati eccellenti: il premier Enrico Letta, il presidente della Bce Mario Draghi e niente meno che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che avrebbe benedetto l’accordo. Secondo il sito Dagospia il Letta due ci propinerà altre tasse che saranno tutte ricondotte alla politica di Berlusconi che ha preferito “staccare la spina” al governo piuttosto che accettare la decadenza. “Se il banchiere Draghi non ha sbagliato i propri calcoli, ci aspettano un paio di settimane di turbolenza politica, ma i mercati ci risparmieranno perché Francoforte è con noi ed è pronta ad aiutare il Letta-bis sul fronte dello spread”, scrive Dagospia.

Segnali di allarme – Come dicevamo, i numeri ci sono tutti per un altro Letta. Ci sono già alcune prese di posizine pubbliche come quella di Paolo Naccarato di Gal che ha messo in guardia Berlusconi annunciando tradimenti insospettabili (Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi non hanno firmato le dimissioni e non hanno alcuna intenzione di farlo adesso). E poi altre ai quattro senatori grillini che hanno lasciato Beppe ci sono quelli che davanti a un governo che abbia la posibilità di riscrivere l’odiata legge elettorale potrebbero anche accettare di votare la fiducia. Ci sono poi i sette senatori Sel, con Nichi Vendola che ha parlato della necessità di “cancellare il Porcellum e avviare l’Italia verso la ripresa”.

Io, Vecchio Ribelle, assolvo Guido Barilla.

Come ho scritto, Guido Barilla, improvvisamente proiettato nell’ immaginario collettivo come San Michele pronto a sguainare la spada per difendere la Vera Famiglia, nell’ italietta di Piazza Loreto crolla ora nella polvere, per aver chiesto scusa. Ma io lo assolvo. Io che ho vissuto negli anni ’70 il livore dei comunisti ma anche l’ abbandono dei moderati, lo assolvo. Le Tre Guerre Civili italiane furono combattuto da due minoranze, con la maggioranza degli italiani a guardare. 
Vi racconto un lontano episodio, vissuto in prima persona, un milione di anni fa…
Ultimo anno del Liceo. Gita scolastica, nel primo quadrimestre avevo preso 6 in Condotta per aver parlato di Codreanu, per i volantinaggi e per il mio attivismo. 
Mi si avvicina la Prof di Matematica, giovane, avrà avuto 25 anni, non l’ ho mai saputo. 
A differenza degli altri professori, tutti rossi, anzi, rossissimi, non era di ruolo.
Mi prese sottobraccio e mi confessò: “Io la penso come te, ma non lo posso dire, non ne ho il coraggio”.
Io, ancora oggi, la assolvo. Teneva famiglia, come Guido Barilla.

A lottare contro i Mulini a Vento e la canaglia, lasciate noi inguaribili pazzi…

Buon Compleanno, Silvio e grazie !

Il ricatto proposto da Letta e dalla sinistra dell’aumento dell’iva sulla pelle degli Italiani in cambio dell’acquiescenza del Centro Destra a politiche giustizialiste e tassatrici, è stato respinto.
Costerà molto a Berlusconi che rischia la sua ricchezza e anche la sua libertà personale, ma se un uomo non è disposto a sacrificare la sua vita per le sue idee, o non valgono nulla le sue idee o non vale nulla lui.
Le dimissioni dal governo Letta dimostrano che nel Centro Destra ci sono Uomini che valgono, con Idee che valgono.
Adesso avanti con l’ostruzionismo parlamentare finchè il rosso antico non getterà la spugna e ci chiamerà al voto.
Con questa legge elettorale !
Il Cavaliere si e ci regala, nel giorno del suo compleanno, la fine dell’alleanza indecente con i comunisti.





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L’hanno fatto!

Mentre qualcuno ha finalmente avuto le palle di dimettersi, il nipote dello zio accusa gli avversari di essere folli… la verità è che folli siamo stati noi italiani ad aver sopportato tutto ciò. L’arrivo di Monti, la stracciatura della costituzione e l’arrivo di Letta e tutto lo schifo della criminale Ue che non sto ad elencare ora. Nel frattempo, si vocifera che la nazista si sia invaghita di Fonzie-Renzi e lo vorrebbe a capo del governo… (l’ennesimo mezzo democristiano e mezzo comunista) E, in tutto questo, c’è il fantasma della troika direttamente in casa (finora era travestita da Monti prima e da Letta poi) o di un Letta bis. E dopo questo ennesimo completo fallimento ideato dal rincoglionito Re Giorgio, che, per vergogna dovrebbe indire subito nuove elezioni e successivamente, togliersi dai coglioni e ritirarsi nelle proprie tenute a giocare coi nipotini. Invece, che fa? Ha la faccia come il didietro a dire che bisognerebbe fare una amnistia mentre parla di fiducia. E’ proprio vero che ad una certa età, il cervello non funziona più come dovrebbe. E Re Giorgio ne è la prova lampante.
Napolitano a Napoli: “Il futuro è incerto ma bisogna avere fiducia”. Il Colle, a Napoli per l’anniversario delle Quattro Giornate: “Futuro incerto, ma ci sia fiducia” di Lucio Di Marzo

In un parallelismo tra le Quattro giornate di Napoli, di cui oggi si celebra il 70esimo anniversario e l’attuale situazione italiana, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricordato oggi “l’esempio e l’impulso offerti alla riconquista dell’unità e dell’indipendenza nazionale” dall’insurrezione avvenuta durante la seconda guerra mondiale, episodio che deve “dare convinta fiducia in quello che di qui può ancora avvenire”. Il ricordo del Capo di Stato pensa al futuro della “causa comune dell’Italia e dell’Europa”, ma anche a Napoli, che ha “necessità di un incoraggiamento, ma anche necessità di riconoscimento e di attenzione sul piano nazionale”. Un allarme bomba è scattato al carcere di Poggio Reale, dove il Presidente era atteso. A preoccupare la presenza di un’auto sospetta a lato della prigione. L’allarme è cessato dopo un intervento tempestivo degli artificieri. Durante la sua visita alla prigione il Capo di Stato ha detto di avere pronto un messaggio per chiedere al Parlamento di valutare la possibilità di un indulto o un’amnistia, non soltanto per rispettare “la sentenza di Strasburgo”, ma per “un imperativo umano e morale”. A chi chiedeva se il provvedimento svelenirà il clima delle Camere, ha risposto di augurarsi che “il clima sia già sufficientemente svelenito affinchè la mia richiesta possa avere un’accoglienza serena”.

E noi bocottiamo l’ Althea.

Come si sapeva, Guido Barilla ha dovuto fare marcia indietro, dopo gli attacchi portati dalla lobby omofila, con Dario Fo in testa. Chiedendo pubblicamente scusa delle proprie dichiarazioni a favore della Famiglia Normale. 
Dimostrando, ancora una volta, dove stiano i VERI intolleranti.
Ma la figura peggiore, in tutta questa faccenda la fa una ditta di sughi pronti, l’ Althea, sempre di Parma. Raggiunse una certa notorietà a cavallo degli anni ’60/’70, tanto da suscitare l’ interesse della multinazionale UNILEVER, che l’ acquistò, facendola poi cadere nel semianonimato. Ricomprata da una società napoletana nel 1990, ha pensato bene di ritagliarsi un angolino di notorietà postando in Faccialibro una foto politicamente corretta con due pederasti che si baciano e la scritta: “Dove c’è Althea c’è famiglia”. Guadagnandosi subito il consenso degli italioti (“bravi !” “evviva !”)
Veramente viene da dire cosa non si faccia per il marketing !
Che spariscano di nuovo nell’ anonimato, per quanto mi riguarda !

E noi boicottiamo l’ Althea.

Come si sapeva, Guido Barilla ha dovuto fare marcia indietro, dopo gli attacchi portati dalla lobby omofila, con Dario Fo in testa. Chiedendo pubblicamente scusa delle proprie dichiarazioni a favore della Famiglia Normale. 
Dimostrando, ancora una volta, dove stiano i VERI intolleranti.
Ma la figura peggiore, in tutta questa faccenda la fa una ditta di sughi pronti, l’ Althea, sempre di Parma. Raggiunse una certa notorietà a cavallo degli anni ’60/’70, tanto da suscitare l’ interesse della multinazionale UNILEVER, che l’ acquistò, facendola poi cadere nel semianonimato. Ricomprata da una società napoletana nel 1990, ha pensato bene di ritagliarsi un angolino di notorietà postando in Faccialibro una foto politicamente corretta con due pederasti che si baciano e la scritta: “Dove c’è Althea c’è famiglia”. Guadagnandosi subito il consenso degli italioti (“bravi !” “evviva !”)
Veramente viene da dire cosa non si faccia per il marketing !
Che spariscano di nuovo nell’ anonimato, per quanto mi riguarda !






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