E’ la loro cultura…

Coppia di afghani. Sequestra la moglie e le fa bere detersivo. Bologna, la donna in fuga è stata ripresa e pestata dal marito. Liberata dall’intervento di un tenente dei carabinieri

Da un mese e mezzo era arrivata in Italia e da allora viveva segregata in casa a Bologna, dove il marito, sposato con nozze combinate in patria, la teneva chiusa a chiave, maltrattandola, picchiandola, fino a farle bere detersivo per piatti per punirla. È la storia raccontata ai carabinieri da una giovane afghana che venerdì era quasi riuscita a fuggire, con il desiderio di raggiungere in treno una parente all’estero. L’uomo però, un connazionale di 37 anni, ha capito dov’era e l’ha raggiunta di notte in stazione. Le ha strappato il biglietto e ha iniziato a malmenarla in strada, tra viale Pietramellara e via Amendola, dove li ha visti un tenente della Compagnia Bologna Centro che stava rientrando dopo il servizio: ha bloccato lo straniero, mentre la ragazza è stata portata all’ospedale Sant’Orsola e dimessa con 4 giorni di prognosi. Sull’età di lei sono in corso accertamenti. Ha sostenuto di avere 16 anni, pur spiegando di non sapere con esattezza quale fosse la propria data di nascita. Un esame auxologico cui è stata sottoposta la colloca tra i 18 e i 19 anni. C’è poi il fatto che il passaporto con il quale era arrivata in Italia, pur riportando una sua foto, era intestato ad un’altra donna nata nel 1981. L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni. Incensurato, è stato processato in direttissima: ha patteggiato un anno senza sospensione della pena e ora si trova in carcere.

Digiuno e penitenza per la pace in Siria

All’Angelus di domenica 1° settembre 2013, preceduto dal vertice sulla Siria di sabato 31 agosto tra i capi della diplomazia vaticana e il Papa, il Pontefice ha lanciato «un forte appello per la pace», condannando insieme ogni ricorso alla guerra in Medio Oriente e l’uso delle armi chimiche, e ha indotto una giornata di digiuno […]

L’abbraccio di Pannella è mortale

Comprendo la volontà di Berlusconi di continuare la guerra
contro le toghe rosse militanti
che, tracimando dal loro ruolo per assumerne
uno ideologico e politico, hanno deteriorato l’immagine di tutta la
magistratura
, rendendo inaffidabili le loro pronunce e non credibili anche i loro
colleghi la cui colpa è di non averli contrastati.
Alcuni referendum, quindi, corrispondono ad una autentica
necessità
finalizzata alla restaurazione di una immagine positiva e accettabile
della giustizia italiana
, come non c’è da una ventina di anni.
Ma i compagni di viaggio che si è scelto il Cavaliere sono
assolutamente da evitare.
Oltre ad essere coloro che maggiormente hanno spinto
l’Italia verso la dissoluzione morale
, a cominciare dalla legge su divorzio e aborto, ogni
loro abbraccio si è risolto con la fine di chi lo ha praticato.
Ricordiamo, per tutti, l’alleanza stretta per le elezioni
europee nel nome del laicismo liberale, con PRI e PLI, ora scomparsi
, mentre la
stessa candidatura della Bonino a tutto, è solo servita come cavallo di Troia
per la presenza radicale con esclusione di chi l’ha sostenuta.
Berlusconi ha ammesso di aver firmato, con il suo solito
impeto di generosità, anche i referendum che non condivide per dare
l’opportunità al Popolo di pronunciarsi su temi di interesse generale.
Ma se così dovessimo interpretare la democrazia, allora non
passerebbe domenica che, invece di andare fuori città per il fine settimana, si
debba andare ai seggi
a pronunciarsi su questo o quell’ argomento.
Tra l’altro con l’obbligo di contorsionismi verbali degni
del peggior bizantinismo e con il rischio di farsi venire il mal di testa per comprendere quale sia il reale significato della domanda referendaria, perché il referendum è solo abrogativo.
Oltre ai referendum sulla giustizia (incluso tra
l’altro quello sull’abolizione dell’ergastolo e se con questa magistratura da
abrogare sarebbe l’intero sistema sanzionatorio non potendoci affidare a questo tipo di sentenze e condanne
, possiamo ragionevolmente sperare
che, se non una legge, almeno il tempo e gli Dei consentano un naturale
ricambio e miglioramento
 tali da ripristinare fiducia nella istituzione e addidabilità nelle pene …) ci sono referendum che perseverano nell’errore:
–        
ridurre il tempo intercorrente tra separazione e divorzio
–        
ammettere l’uso parziale delle droghe (il primo passo per il dilagare
delle droghe)
–        
accettare l’invasione degli immigrati
tutti provvedimenti che accelererebbero la deriva morale dell’Italia.
Timeo Danaos et dona
ferentes
.
Berlusconi non si fidi di Pannella e delle sue insinuanti parole.
L’abbraccio con Pannella sarebbe mortale.
Ha firmato, bene.
Adesso ricominci a tenere il fiato sul collo di Letta e Napolitano, per azzannarli alla prima occasione utile.





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Il governo Letta e le sanatorie

Francesco Corallo, dopo 14 mesi di latitanza e una condanna della sua società davanti alla Corte dei Conti, potrebbe lasciare la scena italiana con 200 milioni di euro in tasca. É questo l’epilogo più probabile della partita nella quale si inseriscono il condono per le penali miliardarie previsto dal decreto Imu del governo Letta e le trattative per la cessione della società leader nel settore delle slot machine in Italia.

Francesco Corallo è il figlio di Gaetano Corallo, (un amico del boss mafioso Nitto Santapaola, condannato negli anni ottanta per associazione a delinquere nel processo per la scalata dei catanesi ai casinò del nord Italia) ma sostiene di non avere nulla a che fare con il padre da decenni. Tornato in Italia nel 2004, Corallo Jr ha messo in piedi la principale concessionaria italiana del settore slot. E ora – grazie al condono di Letta – potrebbe venderla. Le due offerte per Bplus, la prima di 420 milioni di euro della multinazionale spagnola Codere e l’altra – circa 500 milioni – del fondo inglese Eaton Gate, erano ostacolate dal contenzioso miliardario che vede contrapposta Bplus e altre 9 concessionarie del gioco, alla Corte dei Conti. Il condono che prevede la possibilità di sanare le penali per i disservizi del 2004-2007 con il 25 per cento del dovuto potrebbe sbloccare la partita: lo Stato incasserebbe 211 milioni di euro utili per coprire l’intervento sull’Imu, l’acquirente (Codere?) entrerebbe nel mercato più redditizio d’Europa dalla porta principale pagando poco più di 250 milioni (la differenza tra la valutazione della società e le penali scontate da pagare). E Francesco Corallo potrebbe tornare ai suoi casinò delle Antille con 200 milioni in tasca, anche se sarebbe costretto ad abbandonare la sua gallina dalle uova d’oro in mano ai concorrenti più graditi alle autorità italiane. Ma solo dopo avere risolto i suoi problemi con la giustizia milanese che lo tiene agli arresti domiciliari per il caso dei prestiti facili della Bpm. Secondo l’accusa, Bpm avrebbe elargito un prestito di 148 milioni di euro alla Atlantis, in cambio, ci sarebbe stata una presunta mazzetta da oltre un milione di euro girata all’ex presidente Bpm Massimo Ponzellini oltre che la promessa, da dimostrare, di 3,5 milioni di sterline. Nei confronti di Corallo inoltre la Procura aveva contestato anche il reato di corruzione che tuttavia è decaduto perchè la Bpm ha ritirato la querela. Il 4 agosto Corallo è tornato in Italia dopo 14 mesi di latitanza. Era scappato a Santo Domingo dopo che la Procura di Milano aveva emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere.

La prefettura di Roma, il 26 luglio, ha sospeso temporaneamente la validità dell’informativa antimafia interdittiva del 24 settembre 2012, che aveva causato l’esclusione di Bplus dalla gara per le concessioni. Lo Stato non può fare a meno degli 800 milioni di euro di imposte versate ogni anno grazie alle macchinette di Bplus e quindi si era trovata una soluzione all’italiana: l’attribuzione del controllo a ‘Bplus Trust’, guidata dall’amministratore fiduciario, l’avvocato olandese Jeroen Veen, gradito alla proprietà. Entro il 15 novembre prossimo i giochi dovrebbero essere fatti su entrambi i tavoli: il condono e la cessione. Oltre a Bplus potrebbero scegliere di sanare la propria posizione altre grandi società concessionarie come Sisal Slot o Lottomatica mentre incontreranno maggiore difficoltà a pagare le penali, nonostante lo sconto dei tre quarti, quelle più piccole. Lo Stato spera di incassare 611 milioni di euro, anche se la contestazione iniziale del Gat della Guardia di Finanza alle società del settore era di tutt’altro ordine di grandezza, oltre 90 miliardi di euro. Eppure non è scontato che i concorrenti di Corallo siano in grado di pagare. Sisal Slot potrebbe sanare la propria posizione con una multa di 61, 2 milioni di euro. Un ammontare comunque pesante per una società che ha chiuso il bilancio 2012 con 823 milioni di euro di fatturato ma 40 milioni di perdite. La piccola Gamenet dovrebbe dare allo stato 58, 7 milioni di euro, un esborso piuttosto pesante. Avrebbero problemi anche società come HBG che deve 50 milioni o la Snai che dovrebbe pagare 52 milioni di euro. E se al Tesoro non arriverà il gettito sperato dalla sanatoria, per il governo Letta sarà un grosso problema.

L’imbecillità senza limiti del politicamente corretto

Leggo che in Germania la Ferrero è stata costretta a ritirare la pubblicità per la sua cioccolata bianca perchè ritenuta “razzista”.
Gli slogan pubblicitari tipo “La Germania preferisce il bianco” o “Yes, weiss can” sono stati ritenuti razzisti.
SI PARLA DI CIOCCOLATA !!!
L’imbecillità di chi tira fuori simili scempiaggini è pari a quella di coloro che le valutano seriamente, ma anche di chi cala troppo prontamente le braghe davanti a richieste palesemente dettate da contorsioni mentali degne più di cure che di ascolto.





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