E li andiamo a prendere in mare aperto…

Scoppia la rivolta degli immigrati Distrutti il Cie di Capo Rizzuto. I 51 immigrati ospiti in quel momento hanno distrutto la struttura: sono stati completamente sventrati gli arredamenti, il sistema di videosorveglianza e nelle pareti dei muri sono stati praticati dei grossi fori di Fabio Franchini

La morte di un immigrato, una rivolta furibonda e il Cie di Capo Rizzuto distrutto. Il centro di identificazione e di espulsione dell’isola è fermo da una decina di giorni perchè è stato devastato durante le proteste scaturite dopo la morte di un marocchino, avvenuta il 10 agosto scorso, a causa di un malore. Una guerriglia durante la quale i 51 immigrati ospiti in quel momento hanno distrutto la struttura: sono stati completamente sventrati gli arredamenti, il sistema di videosorveglianza e nelle pareti dei muri sono stati praticati dei grossi fori. Al termine degli scontri la Prefettura di Crotone ha deciso di chiudere la struttura perché non più agibile e gli immigrati sono stati trasferiti in altri centri nel territorio italiano. Per accertare le cause della morte dell’immigrato marocchino è stata eseguita anche l’autopsia. Dai primi accertamenti sembrerebbe che il giovane soffrisse di una cardiopatia.

Immigrazione:uno sbarco nel siracusano. Arrivati in 150, individuati i tre scafisti

NOTO (SIRACUSA), 19 AGO – Un barcone con circa 150 migranti a bordo e’ approdato alla spiaggia di San Lorenzo, a Noto. Le forze dell’ordine hanno rintracciato fino ad ora 126 extracomunitari, tra i quali una quarantina di bambini ed altrettante donne. Hanno detto di essere di nazionalita’ siriana. Il gruppo interforze per il contrasto all’immigrazione clandestina istituito presso la Procura della Repubblica avrebbe individuato i tre scafisti, tutti egiziani.

Uno stadio per verginelle

Leggo che la Federcalcio, dopo la partita di Supercoppa di ieri,  ha sanzionato i cosiddetti “cori razzisti”  inibendo la presenza dei tifosi nella curva laziale alla prossima partita interna.
Ieri ho guardato la partita, purtroppo vinta dalla Juventus e se non fosse stato per i cronisti non avrei distinto il solito tifo dai cosiddetti “cori razzisti”.
Forse vogliono aprire gli stadi alle sole dame di San Vincenzo, escludendo i tifosi, ma a me sembra una ormai stucchevole litania quella dei “cori razzisti”.
Ormai sui negri e gli omosessuali non si possono più fare battute e neppure fischiare.
E io che ero rimasto che non si potesse dire nulla di male solo dei morti …





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La suicida omologazione della Carfagna

Mara Carfagna ha dichiarato che è necessario ripensare alla
legge Bossi Fini
ed alla immigrazione non considerando sostenibili i costi
sociali della sola repressione (
quale ? io non la vedo affatto).
Mi domando a cosa pensi Mara Carfagna quando esterna certe
opinioni che, normali sulla bocca di una Boldrini o di una Chienge, stridono e
irritano se a pronunciarle è un esponente del Centro Destra
, con l’unico risultato di NON ottenere i voti del tradizionale nemico e di alienarsi quelli del proprio elettorato.
Se il Centro Destra pensa di omologarsi alla sinistra
cavalcando la legge contro l’omofobia e il “matrimonio” degli omosessuali o
sostenendo il diritto all’accoglienza per chi proverà a tagliarci la gola
,
magari dopo aver ottenuto cittadinanza e voto, sarà
sempre meno diverso e
alternativo ai comunisti
, restando, come unico e insufficiente discrimine, le
tasse.
Alla signora Carfagna suggerisco io come ripensare alla
Bossi Fini
rispettando i desiderata del Popolo di Centro Destra:
1) respingimento attivo, utilizzando le risorse che adesso si
sprecano per agganciare i barconi degli illegali in acque extraterritoriali per
poi portarli a casa nostra, per agganciare i barconi dei clandestini e
riportarli nei porti da cui sono partiti (e affondare il barcone perché non
venga più utilizzato);
2) bonifica interna con una azione di polizia e delle Forze
Armate per individuare i clandestini e rispedirli, senza sosta in carcere, a
casa loro;
3) bonifica delle carceri (così si risolve anche il problema del
sovrappopolamento delle prigioni nazionali) 
spedendo per direttissima tutti gli stranieri incarcerati a casa loro e revocando
la cittadinanza concessa agli stranieri che delinquono;

4)  revisione di tutte le cittadinanze concesse negli ultimi
venticinque anni.





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L’ennesima provocazione di Kyenge

Prima un passaggio, nel blog di Nessie, post dal titolo eloquente:Italiani bravi fessi“. Poi, Salvini contro Napolitano. Salvini specifica che i “migranti” aiutati dai bagnanti, non sono profughi ma clandestini… tuttavia, continua il pietismo peloso cattocomunista. Inoltre, qui, le leggi del Congo. Luogo da dove proviene la ministra provocatrice. E di sicuro, a casa sua non avrebbe potuto (o voluto) provocare nessuno… ma ha preferito provocare in casa d’altri.

Salvini a Kyenge: «Perché non vai a fare il ministro in Egitto?». Nuovi attacchi della Lega al ministro dell’Integrazione che aveva commentato gli scontri al Cairo

È di nuovo polemica tra la Lega e il ministro dell’Integrazione. E i toni sono ancora quelli dei precedenti attacchi. Questa volta a lanciare gli anatemi è Matteo Salvini. Scrive il vicesegretario del Carroccio su Facebook: «Perché la sciura Kyenge non va a fare la Ministra in Egitto?».

IMMIGRAZIONE – L’attacco arriva dopo che il ministro dell’Integrazione è intervenuta sulle conseguenze della situazione in Egitto. Continua Salvini, sempre con lo stesso tono: «La sciura Kyenge – ha scritto – dice che la crisi in Egitto porterà un’impennata di immigrazione in Italia (un genio!) e che una legge sullo ius soli va fatta e si farà, come dire avanti, in Italia c’è posto per tutti! Ma perchè la sciura Kyenge non va a fare la Ministra in Egitto?». In giornata il ministro Kyenge aveva annunciato nuovi provvedimenti sull’immigrazione «A settembre avvieremo un tavolo per avviare un confronto sulla riforma della legge sull’immigrazione», ha detto il ministro in un’intervista alla Gazzetta del Sud. E poi ha aggiunto: «La legge va rivista, ma seguendo un metodo fondato sulla condivisione e sul coinvolgimento di tutti gli attori sociali, senza preclusioni e ascoltando anche chi ha idee alternative».

Ma che, davero?

Napolitano: “Europa malata di mancato sviluppo”. “Non riesce a crescere, sta perdendo velocità e competitività”

“L’Europa non sta bene. E’ malata di mancato sviluppo economico e sociale”. Al meeting di Comunione e Liberazione di Rimini Giorgio Napolitano parla della situazione del nostro continente. “Non riesce a crescere, sta perdendo velocità, competitività – spiega – e questo è senza dubbio uno dei fattori fondamentali di crisi”. Già, la crisi. Per il Capo dello Stato il periodo negativo che stiamo attraversando è partito da lontano: “E’ cominciato già parecchi anni fa, più o meno alle soglie del nuovo millennio – dice – Naturalmente la moneta unica non è stata responsabile di ciò, ma non ha potuto dare tutto l’impulso che era chiamata a dare, in quanto sono mancati altri elementi fondamentali per garantire un nuovo dinamismo alla crescita economica e sociale in Europa”. E ancora: “Siamo in difficoltà – afferma – anche perché le classi dirigenti non hanno capito che il mondo stava cambiando e l’Europa non poteva rimanere ferma”. Il Presidente della Repubblica parla quindi dei giovani: “Penso – aggiunge – che costruiscano l’Europa, oggi, tutti i giovani che si incontrano, quelli che si riconoscono come europei e non più soltanto come italiani, tedeschi, spagnoli e così via”.

Italiani bravi fessi

Fine della ricreazione. Il più delle volte di fronte a simili notizie,  siamo costretti a chiudere gli occhi e a tapparci le orecchie per non farci venire il travaso di bile. Come la sparata di Napolitano all’insegna della solita retorica di “Italiani brava gente”. Lui in Alto Adige con gentile consorte tra gli abeti, o a Capri tra le zagare profumate, predica accoglienza. Quella, i cui costi economici, logistici e di sicurezza, ricadono fatalmente sugli Italiani.
Gli immigrati sono diventati  pezzi e core  da salvare al punto tale che la nostra gloriosa Marina Militare si è trasformata nella Grande Badante del Mediterraneo. Che umiliazione!
 I bagnanti e i turisti abbandonano maschere e pinne per trasformarsi in bagnini salva vite e, come diceva la buonanima della Fallaci, il Nemico (ovvero l’invasore) è colui che trattiamo da Amico. Le anime belle di casa nostra, criticano Malta perché rifiuta di accoglierli. E perché mai un glorioso bastione che ha una storia di strenua resistenza agli assalti dei Mori della Mezza Luna, dovrebbe condannarsi all’estinzione? Fortunati loro che godono dello sponsor inglese, il quale protegge i loro interessi sul Mediterraneo. Noi, invece non abbiamo santi in paradiso né demoni all’inferno che ci proteggano. Tanto meno papi. Basta pensare, alla benedizione a Lampedusa di Bergoglio nonché al suo recente incontro con Balotelli ! United colors of the world? Oh Yes! Ora abbiamo anche i testimonial per l’uopo.
L’unica novità al riguardo è che da Lampedusa, gli sbarchi si sono diffusi a macchia d’olio sulle coste della Calabria, Sicilia, Puglia. Insomma piano piano ogni lembo di penisola è buono per sbarcare. E chi denuncia l’emergenza demografica si becca l’epiteto di “razzista” o di uno che dà i numeri  sotto il solleone agostano, come il povero Sartori nel suo discusso articolo “Previsioni del tempo“.
 A questo punto, tutto viene predisposto perché il piano Kyenge riesca appieno. Come si evince da questo post del blog Identità.com.

Ditemi voi, al punto in cui siamo,  che importanza  assume la disputa giuridica ius sanguinis contra ius soli, se poi i numeri danno de facto ragione a chi ci invade.
Se a conti fatti, le cifre degli allogeni diventano esorbitanti, la  temuta clausola giuridica si farà da sé, che venga approvata o che venga bocciata dal Parlamento. Plaude alla retorica di “Italiani brava gente” (secondo la sottoscritta, “bravi fessi”) perfino l’Erinne svedese Cecilia Malmstrom, commissaria agli Affari Interni della Ue. Sono lontani i giorni in cui se la prendeva con la Lega durante la crisi tunisina.
Ma quando i nemici di questa nostra Patria che si vuole con tanta determinazione distruggere, ci adulano, significa che siamo nel torto. Torto marcio. Questo l’abbiamo imparato a nostre spese.

Comunisti,maestri di spesa e di tasse

Aumentano le tasse, ma aumenta anche il debito pubblico.
Nelle aziende private si taglia, a cominciare dal personale.
Nello stato invece basta affidare ad un comunista un ministero e la spesa aumenta, a cominciare dal personale.
Così al richiamo della cgil il ministro per la “cultura” annuncia nuove assunzioni, soprattutto al sud nella migliore tradizione clientelare e spendacciona.
Se c’è bisogno di personale in siti archeologici, musei etc., perchè invece non utilizzare gli statali che già ci sono in abbondanza, trasferendoli ai nuovi incarichi per coprire con gli esuberi in certi settori i vuoti di altri ?
No, a sinistra preferiscono spendere i nostri soldi, aumentare le tasse e aumentare il debito pubblico, in compenso non vogliono abolire la tassa sulla prima casa.



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Francesco, la favoletta Mariana e le Clarisse….

Qualche precisazione dovuta sulla favoletta Mariana di Francesco del 15 agosto alle Clarisse… postata da Vatican News:

Il Papa alle Clarisse:se Pietro chiude le porte del Paradiso, Maria le apre.
Prima della Messa a Castel Gandolfo, Papa Francesco, ha incontrato le Clarisse del Monastero di clausura di Albano, ad un mese dalla sua prima visita in questo istituto. L’incontro è durato circa tre quarti d’ora. Sergio Centofanti ha intervistato la Madre abbadessa, Maria Assunta Fuoco, e la Madre vicaria, suor Maria Concetta Sfregola:D. – Madre Maria Assunta, come è andato l’incontro con il Papa?


R. – Esprimere i sentimenti che abbiamo vissuto in questo breve ma intenso incontro è difficile, però quello che il Santo Padre ci ha lasciato è questo: ci ha esortato a vivere fino in fondo la nostra vocazione, rimanendo fedeli al nostro carisma, quindi in quella semplicità, in quella ricerca di essenzialità, in quella povertà che ci fa sentire tutte sorelle. Quindi, questa ricerca forte di vivere una relazione fondata nell’amore del Signore. È un po’ se vuole quello che esprime la persona del Santo Padre: un’umanità molto ricca, un’umanità che non si ferma all’accessorio, ma va in profondità, creando relazione. Sono parole che lui ci ha detto, il suo stare in mezzo a noi, molto semplice, ma quella semplicità che rivela una profondità molto forte. Quindi è stato un momento che è difficile esprimere veramente! Però è stata una gioia e una forza che richiama ancora di più ad una responsabilità autentica, vera, della nostra risposta al Signore per la Chiesa e per il Santo Padre.
D. – Suor Maria Concetta, cosa l’ha colpita dell’incontro con il Papa?
R. – Lui era tranquillo, disteso come se non avesse alcun pensiero o nulla da fare. Ci ha parlato – in un modo che ci ha colpito tanto – di Maria, in questa Solennità dell’Assunta. La donna consacrata è un po’ come Maria. Ha raccontato una cosa simpatica, bella che ha fatto sorridere tutti, lui compreso: Maria sta all’interno della porta del Paradiso; San Pietro non sempre apre la porta quando arrivano i peccatori e allora Maria soffre un po’, però rimane lì. E la notte, quando si chiudono le porte del Paradiso, quando nessuno vede e nessuno sente, Maria apre la porta del Paradiso e fa entrare tutti. Ecco, abbiamo rivisto in questo, la nostra missione, la nostra vocazione. Questa vocazione alla vita contemplativa, in clausura, oggi non è compresa per niente, ma non importa! Qual è l’essenzialità? Qual è lo scopo di questa vita, di questa vocazione? Credo sia proprio questo. E oggi il Papa in poche parole ce lo ha ridetto. Nel silenzio, nel buio, nella notte, quando nessuno vede, nessuno sa, nessuno sente, quanta gente passa davanti ai monasteri di vita contemplativa e non sa neanche chi c’è lì dentro e perché stanno lì! Ecco, in questo silenzio, in questa notte, si svolge la nostra missione, cioè poter aprire le porte del Paradiso per far entrare tutta l’umanità, tutti gli uomini, fratelli e sorelle che forse neanche conoscono, neanche sanno e forse non hanno il dono della fede. Come Maria, aprire quella porta; ridare fiducia, speranza. Nessuno sa… ma non ci importa. Però lo sa Dio, lo sa Maria!


Dunque, conoscendo già io la storiella (vecchia, ripeto…), ho di primo acchitto cercato di difendere Bergoglio. Poi, ripensandoci ed analizzando bene ogni frase, sono rimasto basito.
Mia Moglie stessa, cresciuta in un ambiente ateizzato in tutto dal Regime comunista, ma con reminescenze Ortodosse, fin dall’ inizio di questo pontificato mi ha spesso fatto notare questa facilità del perdono a tutti i costi, impensabile per gli Ortodossi, appunto. Naturalmente, prima ho controllato il link in questione, e dunque:

1)Il link è di news.Va. Ufficiale, dunque. Ho cercato notizie confermatrici in Vatican.Va ma non ho trovato le parole esatte. Ma, e c’è un MA ENORME: da anni lamentiamo un grave problema, cioè la mancanza di una buona gestione della comunicazione e dei rapporti coi Media da parte della santa Sede. Ergo, se le simpatiche suorine (e quante votano PD,tra certe suorine alla Rosy Bindi che conosco !) avessero riportato malamente le parole di Francesco, subito la Santa Sede avrebbe dovuto smentire, correggendo. A questo momento, non è così. Silenzio assenso. 

2)Se confermate, le parole risultano epocali, a smentire pure il Catechismo vigente. Nei suoi punti 210, Purgatorio, 211, Anime del Purgatorio, 212 e seguenti, Inferno. Inoltre NON vedo pentimento alcuno tra le Anime che bussano a Pietro in questa favoletta, nè invocazioni di Salvezza e Perdono rivolte a Maria Ausiliatrice. 

3)Sono fresco della mia nota di ieri, su Innocenza e Bellezza: trovo dunque inaccettabili ed in contrasto, se VERE, le parole della favoletta: “quando si chiudono le porte del Paradiso, quando nessuno vede e nessuno sente, Maria apre la porta del Paradiso e fa entrare tutti.”. Che, Dio mi perdoni se sbaglio, parole che mi rammentano sia Caino che Giuda, ma anche Adamo ed Eva, che sperano di farla sempre franca, pensando di non esserer visti da nessuno, Dio compreso. E mi rammentano, da ex-suddito dell’ Impero Austriaco, l’ italianità più deleteria che ho sempre detestato, e cioè il voler fregare tutto e tutti. Aumma aumma. 

4)Il tutto ben si lega al buonismo imperante, che porta la stragrande maggioranza delle Omelie Funebri a porre in Paradiso il caro estinto, pure se si tratta di Don Vito Corleone in persona. Con contorno dell’ altra abbiezione, gli applausi. Chi sono io per giudicare ? Nessuno, certo, ma constato. Tanto da ribadire ogni volta che parlo di Mio Padre di sperare e pregare che sia in Purgatorio. O ci siamo dimenticati proprio le Parole volute da Maria e che recitiamo nel Rosario ?
Ci siamo forse dimenticati la Visione dell’ Inferno avuta dai Veggenti A Fatima il 13 luglio del 1917 per volere della Madonna ? “ vedemmo come un oceano di fuoco. Immersi in quel fuoco [vedevamo] i demoni e le anime [dannate]. [Queste] erano come bragia trasparente, nera o bronzea, e avevano forma umana. Erano come sospese in questo incendio, sollevate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nubi di fumo. [E poi ] ricadevano da ogni parte, come le scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, in mezzo a grida e gemiti di dolore e di disperazione che facevano orrore e tremare di paura. (È alla vista di questo spettacolo che devo aver lanciato quel grido “Ahi” che si dice aver inteso da parte mia). I demoni si distinguevano [dalle anime dannate] per le forme orribili e ripugnanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti, come dei neri carboni trasformati in bragia….“. 

In conclusione, la favoletta di ieri, SE CONFERMATA, resta, al di la’ di ogni cosa detta o fatta da Bergoglio da marzo ad oggi, il fatto più sconvolgente (e grave, che Dio mi perdoni se sbaglio…Chi sono io per giudicare, direte voi a questo punto…), insieme al mancato rimbrottamento al lanciatore del Rosario, per il quale molti Martiri sono morti.

Vi lascio infine con quanto scritto da Cristina Siccardi nell’ ottimo libro “Fatima e la Passione della Chiesa” in tempi non sospetti , 2012(pag. 100 e 101):

“La paura dell’ Inferno è, insieme al desiderio del paradiso, la principale forza naturale di elevazione delle Anime. Il SOTTACERE l’ aspetto punitivo della Giustizia di Dio, nel desiderio di esaltarne la MISERICORDIA, finisce per dare un’immagine distorta e blasfema dello stesso amore di Dio per l’ uomo.

L’esistenza dell’ Inferno e la concreta e reale possibilità di finirci sono PARTE INTEGRANTE dell’ Amore di Dio verso l’ Uomo; se al contrario avessimo la salvezza assicurata, indipendentemente dalle nostre opere o anche solo a costo di sacrifici non eroici, noi verremmo trattati dall’ Onnipotente come il padrone tratta un animale d’affezione, quando lo nutre e lo mantiene indipendentemente da ciò che lo stesso animale fa o si astiene dal fare. Bisogna anche dire che se Dio portasse in Paradiso alcune Anime senza loro merito, mentirebbe, perchè accrediterebbe della medesima qualifica coloro che tali meriti hanno e coloro che ne sono privi. E visto che Dio, per definizione, è Verità Assoluta, la concretezza dell’ Inferno – ed il fatto che eternamente vi patiscano il giusto castigo alcune Anime – è Verità razionalmente comprensibile prima ancora che Dogma di fede. “.