Riflessioni sul caso Berlusconi

Copio pari pari il post di Nessie che vale la pena di leggerlo con attenzione
Maramaldi all’assalto di Nessie

Non mi piacciono le maramalderie. Sono fatta così, non infierisco mai sull’uomo morto, come sta facendo quel buffone di Grillo in queste ore mentre strombazza scempiaggini dal suo blog. Questa sentenza dei 4 anni a Silvio Berlusconi non mi va, perché se anche fosse vera l’accusa di frode fiscale, ritengo che in galera deve andarci (e rimanerci) in primis chi ammazza, stupra e procura stragi o affama i popoli mediante lo strozzinaggio e l’usura bancaria. Non mi risulta che questo avvenga. I fatti di cronaca ci mostrano conclamati criminali in libera uscita. La magistratura ha usato l’arma (tipicamente anglosassone) dell’ “evasione fiscale” (effetto Al Capone) su un uomo che all’Erario italiano versa molto, perfino troppo denaro. Ritengo che in galera deve andarci chi ci sta procurando una crisi devastante come quella che viviamo. Nutro molti dubbi che i banksters finiscano in galera. Che una magistratura di un qualche paese indaghi su quei derivati che stanno mandando in cancrena la nostra economia. Del resto JP Morgan in Usa è uscita indenne con una sanatoria da 410 milioni., che per gente di quel calibro, sono noccioline
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/30/usa-maxi-multa-a-jp-morgan-paghera-410-milioni-per-manipolazioni-di-mercato/672059/
JP Morgan verserà nelle casse degli Stati Uniti d’America 410 milioni di dollari per porre fine alle accuse di aver manipolato il mercato dell’elettricità in alcune aree della California e del Midwest. Il colosso di Wall Street ha patteggiato la somma con la Ferc, l’autorità di vigilanza e di regolamentazione del settore elettrico negli Usa. Chi ha le leve monetarie del mondo in mano, può strangolare un popolo ma anche patteggiare per uscirne pulito. I Kabobo  pluriomicida col piccone non andranno in galera. (“Vorrei la pelle nera”, cantava Nino Ferrer).  Non andranno in galera serial killer e stupratori.

Andrà invece in galera Berlusconi, grazie alla ben nota via giudiziaria al totalitarismo sostenuta dai talebani di casa nostra. Con l’appoggio di un pallido Epifani del Pd, dei vendoliani del Sel e ovviamente di un cialtrone decerebrato come il Grillo esultante. In questo momento gli sciacalli si accaniscono contro il suo cadavere. In primis, l’omicida Beppe Grillo dal suo blog. Curioso che nessun giornale ricordi come Grillo ha distrutto una famiglia durante una gita a Limone Piemonte, mentre faceva smargiassate sulla sua auto. Eppure Vito Crimi (nomen/omen) del M5S dichiara di  vergognarsi di sedere in un parlamento che non espelle Berlusconi dai pubblici poteri. Fossi in lui, mi vergognerei di far parte di un movimento con a capo un omicida, ancorché omicida colposo. Come si vede, nessuno è perfetto.  Tranquillo Crimi: Grillo è un burattino che serve i poteri forti. Quando non servirà più, un bell’avviso di garanzia e una bella istruttoria appiccicata addosso non gliela leverà nessuno. Va da sé, che finirà la sua folle quanto futile corsa. La sottoscritta ha criticato Berlusconi in molte circostanze (in primis in politica estera, quando non seppe opporsi alla guerra libica contro il suo “amico” Gheddafi). Ma ciò non toglie che questa sentenza gridi vendetta sul piano giuridico. Un altro degli obbrobri giuridici che fanno male al nostro paese. Si vuole sconfiggere un avversario politico? Lo si faccia politicamente, non a colpo di Procure. Ora il Pdl decapitato se ha ancora un minimo di attributi, esca da questo governo affamatore di popolo che altro non è se non la continuazione del precedente governo Monti, abusivo e messo in piedi con un colpo di mano. In caso contrario, chi è causa del suo mal….

Dell’auspicare la riforma della giustizia…

Mediaset, monito di Napolitano: “L’Italia ha bisogno di coesione Ora auspico riforma giustizia”. Il capo dello Stato: “Per uscire dalla crisi in cui si trova e per darsi una nuova prospettiva di sviluppo, il paese ha bisogno di ritrovare serenità e coesione su temi istituzionali di cruciale importanza” di Luca Romano

“La strada maestra da seguire è sempre stata quella della fiducia e del rispetto verso la magistratura, che è chiamata a indagare e giudicare in piena autonomia e indipendenza alla luce di principi costituzionali e secondo le procedure di legge”. A dichiararlo pochi minuti dopo la sentenza della Cassazione in merito al processo sui diritti Mediaset è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Che poi aggiunge: “In questa occasione attorno al processo in Cassazione per il caso Mediaset e all’attesa della sentenza, il clima è stato più rispettoso e disteso che in occasione di altri procedimenti in cui era coinvolto l’on. Berlusconi. E penso che ciò sia stato positivo per tutti. Ritengo ed auspico che possano ora aprirsi condizioni più favorevoli per l’esame, in Parlamento, di quei problemi relativi all’amministrazione della giustizia, già efficacemente prospettati nella relazione del gruppo di lavoro da me istituito il 30 marzo scorso. Per uscire dalla crisi in cui si trova e per darsi una nuova prospettiva di sviluppo, il paese ha bisogno di ritrovare serenità e coesione su temi istituzionali di cruciale importanza che lo hanno visto per troppi anni aspramente diviso e impotente a riformarsi”.

Maramaldi all’assalto

Non mi piacciono le maramalderie. Sono fatta così, non infierisco mai sull’uomo morto, come sta facendo quel buffone di Grillo in queste ore mentre strombazza scempiaggini dal suo blog. Questa sentenza dei 4 anni a Silvio Berlusconi non mi va, perché se anche fosse vera l’accusa di frode fiscale, ritengo che in galera deve andarci (e rimanerci) in primis chi ammazza, stupra e procura stragi o affama i popoli mediante lo strozzinaggio e l’usura bancaria. Non mi risulta che questo avvenga. I fatti di cronaca ci mostrano conclamati criminali in libera uscita. La magistratura ha usato l’arma (tipicamente anglosassone) dell'”evasione fiscale” (effetto Al Capone) su un uomo che all’Erario italiano versa molto, perfino troppo denaro. Ritengo che in galera deve andarci chi ci sta procurando una crisi devastante come quella che viviamo. Nutro molti dubbi che i banksters finiscano in galera. Che una magistratura di un qualche paese indaghi su quei derivati che stanno mandando in cancrena la nostra economia. Del resto JP Morgan in Usa è uscita indenne con una sanatoria da 410 milioni., che per gente di quel calibro, sono noccioline
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/30/usa-maxi-multa-a-jp-morgan-paghera-410-milioni-per-manipolazioni-di-mercato/672059/
JP Morgan verserà nelle casse degli Stati Uniti d’America 410 milioni di dollari per porre fine alle accuse di aver manipolato il mercato dell’elettricità in alcune aree della California e del Midwest. Il colosso di Wall Street ha patteggiato la somma con la Ferc, l’autorità di vigilanza e di regolamentazione del settore elettrico negli Usa.

Chi ha le leve monetarie del mondo in mano, può strangolare un popolo ma anche patteggiare per uscirne pulito. I Kabobo  pluriomicida col piccone non andranno in galera. (“Vorrei la pelle nera”, cantava Nino Ferrer).  Non andranno in galera serial killer e stupratori.

Andrà invece in galera Berlusconi, grazie alla ben nota via giudiziaria al totalitarismo sostenuta dai talebani di casa nostra. Con l’appoggio di un opaco Epifani del Pd, dei vendoliani del Sel e ovviamente di un cialtrone decerebrato come il Grillo esultante. In questo momento gli sciacalli si accaniscono contro il suo cadavere. In primis, l’omicida Beppe Grillo dal suo blogCurioso che nessun giornale ricordi come Grillo ha distrutto una famiglia durante una gita a Limone Piemonte, mentre faceva smargiassate sulla sua auto. Eppure Vito Crimi (nomen/omen) del M5S dichiara di  vergognarsi di sedere in un parlamento che non espelle Berlusconi dai pubblici poteri. Fossi in lui, mi vergognerei di far parte di un movimento con a capo un omicida, ancorché omicida colposo. Come si vede, nessuno è perfetto.  Tranquillo Crimi: Grillo è un burattino che serve ai poteri forti. Quando non servirà più, un bell’avviso di garanzia e una bella istruttoria appiccicata addosso non gliela leverà nessuno. Va da sé, che finirà la sua folle quanto futile corsa.  

La sottoscritta ha criticato Berlusconi in molte circostanze (in primis in politica estera, quando non seppe opporsi alla guerra libica contro il suo “amico” Gheddafi). Ma ciò non toglie che questa sentenza gridi vendetta sul piano giuridico. Un altro degli obbrobri giuridici che fanno male al nostro paese. Si vuole sconfiggere un avversario politico? Lo si faccia politicamente, non a colpo di faldoni di Procure.

Ora il Pdl decapitato se ha ancora un minimo di attributi, esca da questo governo affamatore di popolo che altro non è se non la continuazione del precedente governo Monti, abusivo e messo in piedi con un colpo di mano. In caso contrario, chi è causa del suo mal….

Spirito farisaico e sincerità

Sincerità e lucidità — «Ti amo» dice quell’uomo a quella donna. «Sarà sincero?», si domanda lei, ingenuamente. Anche se è sincero, il vero problema sta nel sapere se vede chiaro in sé stesso. Poiché si può esser sinceri senza essere veridici: sinceri con gli altri e bugiardi con sé stessi. L’anima popolata di miraggi crede […]

Dal circo mediatico alla realtà

E daje e daje, alla fine l’hanno condannato. Ora ci credono per davvero che lui, come Mussolini e come Craxi, è il male assoluto… però… altrove è successo anche questo e nessuno se n’è accorto:
“Ieri, in Parlamento, approfittando del totale disinteresse della cupola mediatica, hanno bocciato la proposta di M5s per garantire incentivi a chi assume giovani disoccupati, e hanno immesso nel decreto del fare il dispositivo che autorizza a pagare le imprese: invece che 40 miliardi subito come garantito e assicurato lo scorso marzo, 25 miliardi a partire dal 2014 entro e non oltre il 31 dicembre del prossimo anno…” [l’articolo intero lo si può leggere qui]

Siamo tutti Berlusconi

Come facilmente prevedibile i
magistrati della cassazione non hanno smentito (ma solo corretto)  i loro colleghi
milanesi
.
Questo conferma la sfiducia nella
giustizia in Italia
e pone a tutti noi un grosso problema nel caso in
cui avessimo
qualche diritto da far valere o da difendere, come, ad
esempio, il nostro
diritto ad esprimere e diffondere libere opinioni,
vieppiù minacciato da nuove leggi liberticide – come se non fosse
già sufficiente la Mancino – che vorrebbero approvare
contro l’omofobia, il negazionismo e chi più ne ha, più ne metta … stalinianamente.
Che fare se non possiamo fidarci della
giustizia ?
La condanna di Berlusconi apre questa
problematica, perchè se hanno condannato Berlusconi, ognuno di noi
sarebbe di gran lunga maggiormente in balia dei teoremi togati
.
Pone anche il problema della reazione
politica che mi auguro feroce e devastante non attribuendo alcun
pregio a comportamenti “responsabili” che perpetuerebbero
l’attuale pessimo e inaffidabile andamento
.

Ovviamente totale solidarietà a
Berlusconi, che non molli e, anzi, raddoppi le energie in politica.





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Ci DOBBIAMO adeguare, parole di Kyenge

La Kyenge chiude alla Lega: “Non andrò alla loro festa”. Maroni tenta la mediazione, ma Bossi lo attacca. Kyenge non va alla kermesse leghista e salta il confronto con Zaia. Il governatore: “Disponibile a venire io alla festa piddì” di Sergio Rame

Cecile Kyenge non parteciperà alla festa della Lega Nord. “Rimane aperta la sua disponibilità al dialogo ed al confronto, ammesso però che si creino le adeguate condizioni”, ha spiegato il ministro all’Intergrazione. Una chiusura che estremizza lo scontro che si sta consumando da giorni all’interno del Carroccio. I lumbard sono fibrillazione. Gli insulti e gli scontri con il ministro all’Integrazione Cecile Kyenge non sono cessati nemmeno dopo l’intervento distensivo del segretario Roberto Maroni. Tanto che dal Carroccio arrivano nuove bordate. Ci pensa Umberto Bossi che non perde l’occasione per attaccare Maroni: “È lei che fa di tutto per non essere amata. Io non l’avrei invitata alla nostra festa”.

La goccia che ha fatto traboccare l’acqua dal vaso è stata la protesta di tre conisiglieri leghisti di Cantù che all’arrivo del ministro hanno lasciato il Consiglio comunale. Così, dopo gli insulti dell’europarlamentare Mario Borghezio e la battutaccia dell’ex ministro Roberto Calderoli, la Kyenge ha lanciato un vero e proprio ultimatum a Maroni mettendo in forse la partecipazione alla kermesse leghista. “In questo momento – aveva spiegato la Kyenge ieri ai giornalisti presenti in Transatlantico – io aspetto una risposta del segretario. Ho fatto una richiesta e aspetto una risposta”. Dopo aver risposto al question time alla Camera, il ministro dell’Integrazione si era intrattenuta a parlare per qualche minuto con l’esponente del Carroccio Gianluca Pini, organizzatore della festa a cui è stata invitata. Nonostante la richiesta fatta al segretario del Carroccio, ieri mattina la Padania ha accusato la Kyenge di schermirsi dietro a un “alibi” per evitare di partecipare alla Festa della Lega Nord di Milano Marittima. Nell’editoriale dal titolo L’alibi canturino, il direttore del quotidiano leghista, Aurora Lussana, ha infatti espresso perplessità per l’atteggiamento dimostrato dal ministro: “Non sarà mica un alibi per sottrarsi al confronto con Zaia? Cantù è famosa per il merletto, i mobili e il basket… ora mi sa anche per l’alibi della Kyenge”. “Sono liberi di commentare quello che vogliono – ha replicato la Kyenge – siamo in un momento di cambiamento culturale, credo che ognuno di noi si debba adeguare”.

La partecipazione del ministro alla festa del Carroccio era programmata per dopodomani. Ma, aldilà degli articoli della Padania, continuano a piovere critiche. Il primo a non apprezzare i tentativi di Maroni di riappacificarsi con la Kyenge è sicuramente il Senatùr. “La Bossi-Fini… La Bossi-Fini… Questo governo vuole aprire ai clandestini ma per noi, per i leghisti, la Bossi-Fini non si tocca”, ha spiegato Bossi. Come riporta il Corriere della Sera, l’ex leader del Carroccio attacca duramente il ministro: “Quella signora fa di tutto per non essere amata. Sulla Bossi-Fini non si dialoga. I nostri non vogliono. Non deve venire alla nostra festa chi vuole distruggere la mia legge”. Proprio per questo Bossi è convinto che Maroni stia sbagliando strategia: “Io non le telefonerei…”. Il Senatùr non è l’unico a pensarla così. L’ex ministro della Giustizia Roberto Castelli ha accusato Maroni di dare “troppa importanza” alla Kyenge: “È una nullità politica”. Affondi che probabilmente hanno contribuito a mandare in fumo la missione di Pini e Marantelli. In serata, infatti, la Kyenge ha deciso di chiudere definitivamente alla possibilità di partecipare alla kermesse leghista. “Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna – ha commentato il governatore del Veneto Luca Zaia – Kyenge non viene alla nostra festa? Vado io alla festa del Pd, sono disponibilissimo a confrontarmi con lei in quella sede sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione”.

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

Alfonso Maria de’ Liguori, uomo di ampia cultura, missionario, fondatore, vescovo, scrittore fecondo, pittore, poeta, musicista (ben noto è il “Tu scendi dalle stelle”), è senza dubbio un grande protagonista della storia della Chiesa e della storia tout court. Nasce a Marianella (NA) il 27/09/1696 da una nobile famiglia. Il papà, Giuseppe, era comandante della nave Capitana della […]

Dies irae

A quanto pare oggi sarà il giorno del giudizio, davanti al
quale tutto passa in secondo piano.
Non avendo alcuna fiducia nella magistratura immagino che
Berlusconi sarà condannato, allora vedremo quale strategia adotterà il Centro
Destra
.
Più che il verdetto, infatti, mi interessa quale sarà la
reazione dell’area politica cui faccio riferimento.
Se sarà adeguata alle mie aspettative, allora potrei anche
fare un pensierino ad iscrivermi alla nuova  Forza Italia per
partecipare alla formazione di una linea che sia
in netto contrasto con la sinistra
, ben consapevole che la deriva si può
rallentare o anche frenare solo all’interno di un
partito dal rilevante
consenso elettorale
e non chiudendosi nel perimetro delle proprie, legittime,
onorevoli, ma,
senza voti, ininfluenti petizioni di principio.





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