Lampedusa sconfitta Cattolica. Ed Italiana

“Io penso positivo ma non vuol dire che non ci vedo io penso positivo in quanto credo, non credo nelle divise né tanto meno negli abiti sacri che più di una volta furono pronti a benedire massacri………….
……..Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa che parte da CHE GUEVARA e arriva fino a MADRE TERESA
passando da MALCOM X attraverso GANDHI e SAN PATRIGNANO arriva da un prete in periferia che va avanti nonostante il Vaticano.” 

E buon Ramadàn a tutti, ipse dixit…

Perchè limitarsi a cancellare le provincie ?

Per stornare l’attenzione dall’ “aiutino” che gli organismi predatori internazionali stanno cercando di dare ai gabellieri italiani sull’imu, l’iva e le tasse, Letta ha inventato la priorità delle priorità: il disegno di legge costituzionale per l’abolizione delle provincie.
Grazie all’ennesima, costosa, invasione di campo della corte costituzionale che ha respinto la via breve al risparmio timidamente introdotta da Monti, ecco che è necessario mettere in campo una riforma costituzionale ad hoc, con tutte le liturgie, i tempi lunghi, i costi, la retorica che essa comporta.
Intanto i nostri risparmi sono sempre più a rischio e i nostri redditi falcidiati dalle tasse, con un Saccomanni ministro dell’economia (supportato dal suo vice Fassina che cerca ogni alchimia in politichese per conservare l’imu)  che sembra ricoprire lo stesso ruolo dei non rimpianti Ruggiero (agli esteri nel secondo governo Berlusconi) e Monti: tutelare gli interessi degli organismi internazionali anche contro quelli dell’Italia e degli Italiani.
Ma se proprio vogliamo stare all’organizzazione dello stato, perchè non cogliere l’occasione per abolire questa, pessima, costituzione e questo stesso stato italiano ?
In effetti che senso ha voler tenere uniti quelli che, venduti agli stranieri, propongono solo leggi finalizzate alla distruzione della Identità Italiana ?
Cosa mai abbiamo in comune con chi vorrebbe lo ius soli che ha come corollario cittadinanza e voto per gli immigrati, chi vorrebbe abolire il reato di clandestinità, chi vorrebbe sostituirci con gli illegali, chi vorrebbe elevare a diritto i capricci degli omosessuali, chi vorrebbe trattare le proprietà come un furto, tassarle anche se non producono reddito e sottrarle ai legittimi proprietari per regalarle agli stranieri ?
Cosa abbiamo in comune con chi, non riuscendo ad essere credibile in proprio, corre a  piagnucolare dagli organismi internazionali perchè lo aiutino a mantenere in vigore le tasse predatorie sulla casa ?
Nulla, abbiamo in comune e, personalmente, credo che un’Italia che dovesse introdurre nel proprio diritto tali norme, meriterebbe solo di finire in cenere.
Allora perchè non cogliere l’occasione per dividerci ?
Da una parte quelli che accoglieranno a braccia aperte gli immigrati, concedendo loro casa, terre e il ricavato delle tasse che deprederanno a quanti avranno l’incoscienza di aderire a quell’Italia con il “matrimonio” omosessuale in costituzione e, magari, con l’introduzione dell’esame (pratico …) di omosessualità per conseguire la maturità.
Dall’altra noi, che vorremmo restaurare l’Italia che abbiamo amato.
L’Italia degli Italiani.
L’Italia che lavora.
L’Italia che tutela il risparmio e la casa.
L’Italia fondata su solidi principi morali.
Perchè limitarsi a cancellare le provincie, quando è tutto lo stato che andrebbe cancellato, ripensato e ricostruito ?





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La Misericordia e la Pazienza. I Brutti, Sporchi e Cattivi.

Non sono ricco, ma non ho mai avuto invidia o rancore per i tanti ricchi che si sono costruiti il benessere con onestà. Ma sappiamo che per tante anime candide un ricco non entrerà mai nel Regno dei Cieli, anzi sarà buttato nella Genna con stridor di denti. Peste e corna, e via andare.
Ma sfatiamo la leggenda rossa che tutti i poveri siano Santi per il fatto di essere poveri.
Pinzillacchere, chiacchere, facezie. Come per i ricchi, ci sono tanti poveri onesti, ma anche tanti poveri infami ed abbietti, come mostrato dal film “Brutti, Sporchi e Cattivi” di Ettore Scola. O nei Miserabili e nell’ Opera da Tre Soldi. Peccatori infami, stupratori di parenti, tagliagole ed altre figure orripilanti.
Per i quali, continuare a parlare solo di Misericordia e Perdono può essere un discorso fuorviante e pericoloso. Dio Padre ci ama tutti, ed ha sacrificato Se’ Stesso per la nostra salvezza. Ma la Sua Infinita Pazienza non può essere scambiata per un via libera a 360° gradi. Per secoli Santi magnifici come San Giovanni Bosco, San Pio da Pietrelcina, sono stati inflessibili verso chi abusava della Misericordia. Bastava un loro sguardo, per condannare. Oggi, come allora, in certe zone d’ Italia e del mondo assistiamo quotidianamente ad abomini incredibili. Inenarrabili e sui quali sorvolo, per decenza. Logicanente, esultiamo quando un Figliol Prodigo si pente, ma sono casi rari, in un mondo dove il neo-materialismo ha messo in soffittà ogni umile Spiritualità, quella della Maestrina di Don Camillo o dei personaggi di “Cuore” (e chi lo legge più ????). Spiritualità delle piccole cose, il Crocefisso, il Velo, il Rosario, di quelle Preghiere fatte in Latino di cui, nonostante i mammalucchi odierni ed i Cattolici Adulti dicano il contrario, erano non solo capite dal Popolo, ma erano un vero viatico, insieme alla Liturgia, i Fioretti ed alle Vite dei Santi, per chi era umile, povero, ma soprattutto Timorato di Dio. Già, il Timor di Dio: chi lo insegna più, nè a scuola nè a dottrina. Con insegnanti e catechisti preparatissimi su accoglienza, ecumenismo e ciarpame vario. Meno sui Diritti di Dio (Giovanni Nigro, SUGARCO). E quasi nulla sulla Tradizione, sulla Liturgia, sul Sacro. Cose per la comprensione delle quali non ci vuole certo una Laurea Teologica, ma solo AMORE per quell’ Unico e Vero Dio, che i nostri vecchi possedevano. A dimostrazione che se allevati nella povertà veramente umile ma immensamente Nobile d’ Animo alla base della Famiglia Cattolica non minata alle fondamenta dal materialismo comunista e libertario, con solidi piedistalli nella Divina Provvidenza di manzoniana memoria (e chi lo insegna più, il Don Lisander, nelle scuole…), il seme genera sempre frutti. Ora ci vengono invece a dire che i ragazzi li terrorizziamo, con l’ Inferno, e che già hanno tanti compiti da fare, ed il tennis, la piscina, il calcetto, la gita a Londra. Gita per la quale i Brutti,Sporchi e Cattivi si indebitano, e pure l’ Ipad glielo devono prennere ar pupo. Magari facendo prostituire la sorella, o facendo spacciare il nonno. Tanto anche per i delinquenti c’è il perdono, ed un Don Gallo o Don Vitaliano pronto a colpevolizzare la società…
Siamo in momenti difficili, da anni ogni persona è violentata da immagini e messaggi allucinanti: per la strada dalle pubblicità ed a casa dalla televisione. Il sesso non è più un atto di solenne amore (volete farlo ? Fatelo nel Matrimonio, anche 10 volte al giorno, nessuno dice nulla, non siamo Protestanti sessuofobi, ecchècaspita !), ma qualcosa da consumare come un kebabbino volante. Ma sappiate che il sesso comporta il rischio (che splendido rischio !) di procreare. E che un bimbo di un giorno non si cancella con le mammane, i professori svizzeri e le boninate. Sappiate che l’ infedeltà è pura vigliaccheria, negazione della parola data. E comporta rischi peggiori, dall’ herpes al sifiloma. Arrivando all’ AIDS che ha ripreso a crescere, non solo in Africa.
Momenti pesanti: i Cattolici sono attaccati nei loro Valori in tutto il mondo, non credo che la Misericordia possa sempre portare Pazienza verso coloro che vogliano riconoscersi nella Unica Verità che è il Cristo. Il quale ci ricorda, anche le parole di recentissimi Pontefici, che la Nostra Fede ci lascia liberi, di aderire o meno. Non è un Dio della sottomissione che però promette vergini. Non è un Dio dell’ annullamento come Siddharta. Non è un Dio terrorizzante come quello propinatoci da Confucio o dalla Triade Indù. Ma è il Dio dell’ Amore che ha generato il Mondo. Ma che però incomincia ad averne le tasche piene. Ma piene piene. Dei ricchi e dei poveri Brutti, Sporchi e Cattivi. Sia che risiedano allo Sheraton sia che affollino Lampedusa, magari mischiati con gli sfruttati, ma con in saccoccia i loro dollari carpiti. E la Remissione è per MOLTI, non per TUTTI….

Priorità italiana

Omesso controllo per tutte le testate online e anche per i commenti dei lettori ad ogni singolo articolo o post. E’ questo il contenuto di un disegno di legge presentato il 2 luglio scorso dal deputato del Pdl Salvo Torrisi e che si è immediatamente guadagnato il nomignolo di “legge ammazza-blog”. Qualora la normatvia dovesse essere approvata, tutti i blog subirebbero serie ripercussioni, primo fra tutti quello di Beppe Grillo, di gran lunga il più letto in Italia. Ed è proprio dall’house organ del M5S che partono le accuse contro la norma. “Che la nuova legge Ammazza blog sia pensata in primis per il blog di Beppe Grillo lo fa pensare lo stesso firmatario del disegno di legge, Salvo Torrisi del Pdl, quando spiega che ‘non c’è nessuna censura nei confronti dei 5 stelle. Ma internet non può continuare a essere il luogo virtuale dell’impunità” si legge sul sito dell’ex comico genovese. “Il reato di omesso controllo, fino a questo momento limitato alle testate giornalistiche e al loro direttore (o vicedirettore) responsabile – è scritto sul blog – sarebbe esteso a tutte le testate online, prendendo in considerazione anche i commenti a piede di ogni articolo o post. Proprio questo esplicito riferimento ai commenti fa pensare al blog di Grillo”. La spiegazione è assai semplice: “Secondo il ddl, la responsabilità penale sarebbe a carico del gestore del sito o blog che non cancella entro 24 ore i commenti che possono ‘configurare la commissione di reati’ – è il pensiero del leader M5S – Ovviamente, soprattutto per i siti molto seguiti è un lavoro praticamente impossibile. Basti pensare che, ogni giorno, ogni singolo post che appare sul blog di Beppe Grillo ha centinaia se non migliaia di commenti. Ma quali sono i reati che si possono compiere solo scrivendo un commento? Fondamentalmente due: diffamazione e vilipendio. Punire il titolare di un sito per quanto scritto nei commenti è concepibile solo da chi il web non lo conosce”.

Lo spartito a 4 mani: Lumen Fidei

Cosi dicono che sia, la prima Lettera enciclica Lumen Fidei di Papa Francesco, le due mani di Benedetto XVI e le due di Papa Francesco, ed è vero! La continuità fra il pontificato di Benedetto XVI e quello del pontefice Francesco si conferma e si consolida in Lumen Fidei. Chi ha letto gli scritti del Papa […]

La felicità è aprire una nuova moschea

Noi, supinamente e felicemente, costruiamo e inauguriamo le moschee (finanziate da chi?) e avalliamo l’integralismo islamico più che l’integrazione (sapendo che certi popoli rifiutano di integrarsi), mentre altrove succede questo e questo.
TORINO, 6 LUG – Anche Torino ha una moschea: e’ stata inaugurata nella zona del Lingotto, presenti rappresentanti dei Comuni di Torino, Nichelino e Moncalieri, il console del Marocco, Abdel Aziz Ashak, e decine di associazioni islamiche attive in Piemonte. “Oltre ad essere luogo di culto-ha detto Elrhalmi Abdelrhani, della Federazione Islamica-vuole essere occasione di integrazione e di incontro tra culture diverse”. Simpatizzanti della Lega hanno manifestato all’esterno contro l’apertura della moschea.

Bravi

Consumi a minimi storici, tagli sulla spesa al supermercato e sulle vacanze, risparmio forzato sulla benzina. Mentre il Paese “conquista” un altro primato per i livelli stratosferici raggiunti dalla pressione fiscale, le famiglie italiane tirano la cinghia. Dall’inizio delle crisi economica alla fine del 2012 l’indebitamento delle famiglie è infatti cresciuto di 134 miliardi, pari a un aumento percentuale del 36,5. Secondo quanto emerge dallo studio pubblicato dalla Cgia di Mestre, in termini assoluti ha toccato quota 501,58 miliardi di euro, anche se va evidenziato che la punta massima registrata in questi ultimi anni è stata raggiunta alla fine del 2011, con 506,2 miliardi di euro. L’indebitamento medio delle famiglie italiane è di 19.387 euro. Le province più esposte con il sistema bancario sono quelle lombarde: al primo posto troviamo Lodi che segna un indebitamento medio di 27.831 euro a famiglia. Una vera e propria spada di Damocle che pende sul futuro di ogni nucleo familiare che si vede costretto, quotidianamente, a fare i conti con i propri pesantissimi debiti contratti negli anni della crisi economica. E, se si scorgono i dati, la maggior parte delle province della Lombardia e del Belpaese. Nella classifica stilata dagli artigiani di Mestre seguono infatti Monza-Brianza (27.628 euro), Milano (27.407 euro) e Varese (25.968 euro). Niente a che vedere con gli importi che caratterizzano le realtà provinciali meno esposte con il sistema bancario: Vibo Valentia (9.094 euro), Enna (8.551 euro) e l’Ogliastra (8.408 euro). Per indebitamento medio delle famiglie consumatrici italiane s’intende quello originato dall’accensione di mutui per l’acquisto di una abitazione, dai prestiti per l’acquisto di auto o moto e in generale di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili.
“Ho l’impressione – sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – che nell’ultimo anno molte famiglie abbiano deciso di saldare i propri creditori a scapito dei risparmi e dei consumi. L’insicurezza legata alla crisi economica, al timore di una impennata dei tassi di interesse e, in particolar modo, alla paura di perdere il posto di lavoro ha indotto moltissime persone a concentrare le proprie entrate e una parte consistente dei risparmi al pagamento dei debiti”. Questo comportamento, legato anche all’aumento indiscriminato della pressione fiscale e del tasso sulla disoccupazione avvenuti negli ultimi anni, ha concorso a contrarre il reddito disponibile delle famiglie che, nel 2012, ha provocato un vero e proprio tracollo dei consumi che sono appunto scesi del 4,3%. Niente a che vedere con quanto era successo negli anni precedenti: +0,1% nel 2011; +1,5% nel 2010 e -1,5% toccato nel 2009. “Premesso che le province più indebitate sono anche quelle che presentano i livelli di reddito più elevati – prosegue Bortolussi – è evidente che tra queste realtà in difficoltà vi sono anche molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, le forti esposizioni bancarie di questi territori, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci devono preoccupare relativamente”. Non solo Per gli artigiani di Mestre, si sta facendo strada un fenomeno molto pericoloso. “La maggiore incidenza del debito sul reddito – conclude Bortolussi – la riscontriamo nelle famiglie economicamente più deboli: è chiaro che con il progressivo aumento della disoccupazione e la conseguente riduzione del reddito disponibile questa situazione è destinata a peggiorare. Non dimentichiamo, inoltre, che in Italia esiste un ampio mercato del prestito informale che non transita per i canali ufficiali. Vista la forte contrazione degli impieghi bancari avvenuta in questi ultimi anni, non è a escludere che questo fenomeno sia in espansione, con il pericolo che la piaga dell’usura si diffonda a macchia d’olio”.

Reati che passano ai domiciliari (lista)

Ricordando che Berlusconi, in teoria si sarebbe beccato 7 anni…
Ieri in aula sono stati votati gli emendamenti sul “Decreto svuota carceri” che prevede “domiciliari ai reati con pena fino a 6 anni“. Un decreto vergognoso se si pensa che tra questi ci sono reati come “Atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi”. In sostanza, rimettiamo in libertà (perchè gli arresti domiciliari non sono altro che questo) gente potenzialmente pericolosa per la società. Ma la cosa ancor più grave e francamente più ridicola è che tra questi reati è presente anche quello di prostituzione minorile, per intenderci, quello per cui è stato recentemente condannato Silvio Berlusconi. Dunque, il decreto svuota carceri non è altro che l’ennesimo “Decreto Salva Silvio“. Come al solito, nell’indifferenza dei media, il governo e il parlamento tengono a galla l’ormai pluricondannato e delinquente Silvio Berlusconi. Gli unici ad opporsi sono stati i parlamentari del Movimento 5 Stelle, che con un emendamento, hanno cercato di eliminare la prostituzione minorile dalla lista dei reati per cui sono previsti i domiciliari. Ovviamente l’emendamento non è passato. Gli unici a votarlo, insieme ai 5 Stelle, sono stati i leghisti. Ecco la lista dei reati che rientrano nel “Decreto Salva Silvio”:
Atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi
Attentato contro la costituzione dello Stato
Attentato contro organi costituzionali e contro le assemblee regionali
Cospirazione politica mediante accordo
Corruzione per un atto d’ufficio
Abuso d’ufficio
Violenza o minaccia a pubblico ufficiale
Resistenza a pubblico ufficiale
Oltraggio a magistrato in udienza
Turbata libertà degli incanti
Frode nelle pubbliche forniture
Calunnia
Falsa testimonianza
Falsa perizia o interpretazione
False dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria
Istigazione a delinquere
Incendio boschivo per colpa
Danneggiamento seguito a naufragio
Pericolo di disastro ferroviario causato da danneggiamento
Attentati alla sicurezza dei trasporti
Attentati alla sicurezza degli impianti di energia elettrica e del gas ovvero delle pubbliche amministrazioni
Crollo di costruzioni o altri disastri dolosi
Fabbricazione o detenzione di materiali esplodenti
Commercio prodotti con segni falsi
Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici
Bigamia
Incesto
Maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli
Prostituzione minorile
Pornografia minorile
Impiego di minori nell’accattonaggio
Violenza privata
Atti persecutori (stalking)
Furto in abitazione e furto con strappo (scippo)
Danneggiamento di sistemi informatici o telematici
Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche
Ricettazione

Gli assassini extracomunitari li teniamo…

… ora, non ci è dato di sapere se il presidente kazako sia davvero un sanguinario dittatore ma certo, fa specie più che altro la velocità del rimpatrio quando, pare impossibile non poter rimpatriare extracomunitari (anche e soprattutto delinquenti) clandestini che vivono in territorio italiano senza peraltro averne alcun diritto.
Ora una sentenza del tribunale di Roma lo dice chiaramente: non c’era nessuna irregolarità nel passaporto della moglie di Mukhtar Ablyazov, principale oppositore del regime dittatoriale di Nursultan Nazarbayev in Kazakistan, paese ricco di materie prime e strategico per gli interessi dell’Eni. Eppure la donna, come raccontato il 5 giugno scorso da ilfattoquotidiano.it, è stata estradata dall’Italia. In tutta fretta, senza attendere verifiche sul documento. Tanto da far gridare gli avvocati difensori “alla extraordinary rendition, ossia cattura illegale”. Le ultime novità sulla vicenda dell’estradizione di una donna e di una bambina di sei anni, prelevate contro la loro volontà nella loro residenza di Casal Palocco (Roma) e rispedite in tutta fretta il 31 maggio in quel Kazakistan dove Ablyazov è il principale oppositore del regime, aprono risvolti politici che toccano direttamente il governo. Anche perché nella sentenza i giudici scrivono che la “velocità con cui si è provveduto al rimpatrio”, in una situazione così delicata, “lascia perplessi”. Tra i vari documenti visionati da ilfattoquotidiano.it c’è anche la nota verbale dell’ambasciata kazaka, in cui si avvisava della presenza dell’oppositore politico Ablyazov a Roma. Questa nota, il 28 maggio è stata inoltrata direttamente alla Questura di Roma (che fa capo al ministero degli Interni), e non al dicastero degli Esteri o, a livello procedurale, a quello della Giustizia. E proprio dalla questura è partito il blitz notturno della Digos (una cinquantina di uomini armati, raccontano gli avvocati), che la notte del 29 maggio ha prelevato Alma Shalabayeva, moglie di Ablyazov. A dimostrazione di uno scontro in atto tra il dicastero degli Esteri, che avrebbe dovuto non solo essere informato ma anche occuparsi della vicenda, e il Viminale, che – raccontano alcune fonti – dalla Farnesina accusano di aver gestito in proprio la vicenda. Se in Senato l’unico a parlare in aula è stato il senatore del M5S Giarrussoalla Camera l’interrogazione parlamentare dell’11 giugno di Alessandro Zan e di altri esponenti di Sel sottolinea questa discrasia.
All’epoca dei fatti, le prime dichiarazioni furono del ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri: “Mi sono subito informata, le procedure sono state perfette, tutto in regola e secondo legge” (cosa che come vedremo il 25 giugno il Tribunale del riesame ha smentito) e poi del ministro degli Interni Angelino Alfano, che “ha preso atto della vicenda”. Assordante è stato invece il silenzio sulla vicenda del ministro degli Esteri Bonino, che solo giorni dopo in un’intervista a Il Messaggero definì l’incidente “anomalo”. A quanto risulta a ilfattoquotidiano.it infatti, alla Farnesina ritengono infatti essere di essere stati scavalcati nella vicenda dal ministero degli Interni, guidato da Angelino Alfano, vicepremier, segretario del Pdl e uomo fidato di Silvio Berlusconi, grande amico del dittatore kazako. Tutto nel silenzio del premier Enrico Letta, che questa mattina non ha risposto al nostro cronista che gli chiedeva informazioni in merito, salvo poi, in serata, pubblicare uno scarno comunicato: “Rispetto a quanto apparso sulla stampa circa la vicenda della cittadina kazaka Alma Shalabayeva, il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha immediatamente chiesto di avviare una verifica interna agli organi di Governo che ricostruisca i fatti ed evidenzi eventuali profili di criticità”.
Inoltre, tra i vari documenti visionati, il fattoquotidiano.it ha potuto vedere l’ordinanza del Tribunale del riesame di Roma del 25 giugno che ha stabilito l’immediata la restituzione alla famiglia dei beni sequestrati nelle perquisizioni avvenute a fine maggio nella villa di Casal Palocco. Tra questi il passaporto della Repubblica Centroafricana mostrato dalla donna agli inquirenti e ritenuto falso – il casus belli della deportazione – 50mila euro in contanti, una memory card e altri beni. A proposito del passaporto, il Tribunale del riesame scrive che, a seguito dei documenti presentati dagli avvocati di difesa dello studio legale Olivo-Vassalli, “il passaporto in possesso dell’indagata non è falso”. E aggiunge poi una considerazione: “lascia perplessi la velocità con cui si è proceduto al rimpatrio in Kazakistan della indagata e della bambina, congiunti di un rifugiato politico, in presenza di atti dai quali emergevano quantomeno seri dubbi sulla falsità del documento”.
E a sottolineare l’aspetto politico della vicenda ci ha pensato lo stesso Ablyazov in un’intervista al quotidiano La Stampa . “Mi appello a Enrico Letta affinché faccia piena luce sulla deportazione di mia moglie e figlia da Roma in Kazakhstan, dove ora sono in ostaggio di Nursultan Nazarbayev”, ha detto Ablyazov, aggiungendo poi “E’ un fatto senza precedenti, avvenuto perché il dittatore del Kazakistan voleva due ostaggi contro il suo maggiore oppositore politico. (…) Ciò che abbiamo compreso ci porta a credere che sia stato un blitz del ministero dell’Interno in collaborazione con agenti di una dittatura ex sovietica. Quelli che in Italia avrebbero potuto bloccare il rapimento sono stati esclusi dall’operazione. Il governo italiano deve spingere il ministero dell’Interno a svelare la verità ponendo fine alla protezione dei responsabili di questa vicenda”. L’intera vicenda era stata raccontata da ilfattoquotidiano.it, che aveva anche riportato un vecchio articolo del Daily Telegraph del 2010 dove era spiegato come il Kazakistan avesse minacciato la Gran Bretagna che, nel caso fosse stato concesso asilo politico ad Ablyazov, da anni rifugiato a Londra, avrebbero chiuso i contratti con le compagnie britanniche. Da qui non era stato difficile ipotizzare perché l’Italia avesse deciso di consegnare la moglie la figlia di Ablyazov, facendo sì che fossero esposte, a detta degli avvocati, “all’elevatissimo rischio trattamenti disumani, analoghi a quelli cui fu sottoposto il marito in patria”. Il Kazakistan è una terra ricchissima di risorse naturali, e uno dei principali partner commerciali del regime è l’azienda parastatale italiana Eni. Attiva nel paese dal 1992, Eni ha stretto accordi di cooperazione. Gli ultimi sono del 2012. Si tratta delle estrazioni di gas e petrolio nell’immenso giacimento di Karachaganak (5 miliardi di barili di riserve) e le trivellazioni a Kashagan (dove s’ipotizzano 13 miliardi di barili).