De intellighenzia parlamentare, legge (nuova) sullo stalking

Stalker liberi: così crescerà la voglia del dente per dente. I femminicidi sono ormai all’ordine del giorno ma la sensazione è che la Giutsizia non tuteli nessuno di Annamaria Bernardini de Pace

Stalking o non stalking, il problema è che in Italia le istituzioni non funzionano. La sensazione di ogni cittadino è che da parte dei responsabili dell’amministrazione, delle forze dell’ordine, della giustizia, della sanità e di chiunque abbia il dovere della tutela, vi sia ignavia, trascuratezza, ignoranza e persino supponenza. La certezza del diritto è una chimera che si è sperduta nel tempo e che insulta i padri costituenti e soprattutto la convinzione antistorica che l’Italia sia la patria del diritto. Ormai, un giorno sì un giorno no, una ex o una donna che si rifiuta, vengono uccise dalla cattiveria e dal narcisismo presuntuoso di uomini che esercitano il possesso. La vergogna è che queste povere vittime avevano tutte denunciato il carnefice, rivolgendosi disperatamente e inutilmente a chi avrebbe dovuto prendersi cura di loro. Purtroppo i tutori dell’ordine e della giustizia preferiscono interessarsi a questioni di risonanza mediatica, spesso anche clamorosamente infondate, invece di prendersi cura della vita di un semplice cittadino. Centinaia di guardie del corpo proteggono inutilmente il potere di politici profumatamente pagati da noi, come le guardie del corpo del resto, invece di fermare il predatore che ha già annunciato di volersi abbeverare del sangue della sua prossima vittima.

Quando non c’è la certezza del diritto, il popolo ha voglia di vendetta. La giustizia si deteriora in giustizialismo, il bisogno di fermare i criminali in desiderio di ghigliottina. Ecco perché l’ipotesi di emendamento procedurale del numero 2 dell’articolo 280 del codice di procedura penale ha innescato una polemica sia tra i politici sia tra i cittadini. Con questa modifica si vuole elevare a cinque anni il limite minimo di pena massima, in forza della quale può essere disposta la custodia preventiva in carcere del presunto colpevole del reato. Prima questo limite era di quattro anni, cioè, ove il reato prevedesse una pena massima di quattro anni, già l’indagato poteva subire il carcere preventivo. Non è sbagliato aumentare questo limite a cinque: non si sbatte in galera uno, prima che venga dichiarata la sua colpevolezza, se accusato di un reato che neppure arriva a cinque anni di pena massima (massima non minima!). Per quanto riguarda lo stalking, il problema non è questa modifica procedurale, ma la norma sostanziale dell’articolo 612bis codice penale, che prevede solo la pena massima di quattro anni per chi è dichiarato colpevole di questo reato. Con la modifica procedurale del 280, l’indagato non sarà più soggetto al carcere preventivo. La logica della popolazione si chiede: ma com’è possibile che Giulia Ligresti, che non ha minacciato di uccidere nessuno, debba essere messa in carcere in attesa del processo e invece chi scrive o urla alla moglie «ucciderò te e i tuoi bambini» debba circolare spensieratamente? Com’è possibile che i giudici non facciano differenze, e se le fanno le sbagliano, tra il valore della vita e il valore del denaro? Nel caso dello stalking per esempio, sarebbe più giusto elevare a cinque anni la pena del 612bis codice penale (come da proposta del Pdl), invece di criticare la riforma che limita per tutti la galera preventiva. Questa riforma, d’altra parte, incide solo sul carcere preventivo e non su tutte le altre misure di prevenzione e repressione del reato, che rimangono, ivi compresi gli arresti domiciliari. In Italia, in effetti, si abusa in modo sconcertante del carcere preventivo, e non è neppure il caso di elencare tutti coloro che l’hanno dovuto subire per l’umorale interpretazione della legge da parte di pm e gip, per poi essere clamorosamente prosciolti. Invece in Italia c’è un mondo di ladri e assassini che annunciano e attuano nella massima tranquillità i loro delittuosi obiettivi, senza che né l’occhio né la mano della legge adempiano alle loro funzioni. Di fatto il carcere preventivo, in attesa della promessa pena di morte, viene imposto, dai rappresentanti della legge, a quelle povere donne che attendono l’annunciata esecuzione capitale tra le mura della prigione domestica; ciò è inevitabile, se i cosiddetti tutori della legge appaiono più vogliosi di individuare pomposi, e spesso inconsistenti, reati dal buco della serratura delle camere da letto dei ricchi e dei potenti.

Con soddisfazione estrema degli anonimi aguzzini che, per attuare i loro sanguinari scopi, contano sulla complicità di chi li rende liberi di uccidere. Alla faccia degli emendamenti, delle norme del codice e della non responsabilità di chi è pagato per essere responsabile. Anche della vita altrui.

Ancora sul colpo di stato della troika

Colpo di stato lampante e stato di colpa evidente di Gianni Petrosillo

L’ex ministro della Repubblica Giulio Tremonti ritorna sulla famosa lettera degli apostoli della Torre di guardia (Eurotower) ai conti comunitari, il duo Draghi-Trichet, i quali, il 5 agosto del 2011, scrissero all’allora Primo Ministro Berlusconi “intimandogli” di anticipare il pareggio di bilancio dal 2014, così com’era stato pianificato dal governo, al 2013. Quella nota produrrà effetti devastanti nei mesi successivi, tanto che nel novembre dello stesso anno Berlusconi sarà costretto a salire al Colle per rimettere il mandato nelle mani di Napolitano, il quale, con finta afflizione e falsa preoccupazione per le sorti della patria, accetterà le sue dimissioni.

Lettere simili furono mandate anche ad altri Paesi (vedi la Spagna) ma questi si fecero scivolare addosso le minacce e continuarono per la loro strada. Per noi, invece, quel ricatto in forma di epistola si rivelò devastante, sia sotto il profilo della tenuta della compagine ministeriale che sotto quello economico generale. L’accelerazione delle politiche d’austerità, per rendere il bilancio pubblico sostenibile, si voltò in rapina ai danni dei contribuenti ed in uno scossone agli assetti finanziari e produttivi del Paese dal quale non ci saremmo più ripresi. Ora Tremonti, tornando sulla faccenda, parla di vero e proprio Golpe, seppur dolce o morbido, come si usa in questa fase post-democratica e post-moderna (sono definizioni sue) e, tra le righe, lascia intendere che Draghi, in quell’occasione, si fosse fatto latore consapevole di terze parti, interne ed esterne, le quali, con un piano ben congegnato, intendevano costringere il Cav alla resa politica per imbrigliare Roma e modificare i suoi indirizzi di politica economica

Il fiscalista di Sondrio accenna poi, più esplicitamente, ad un connubio tra forze straniere e quinte colonne interne. Atteniamoci all’evidenza e cerchiamo di essere meno vaghi di lui per capirci qualcosa. Seguiamo l’odore degli affari strategici nostrani che attirano gli sciacalli mondiali su una preda sempre più isolata e sguarnita di difese come l’Italia. Il messaggio di cui sopra porta la firma di un nostro connazionale, italiano di nome e allogeno di fatto, che tempi addietro Cossiga definì “Un vile, un vile affarista.. socio della Goldman & Sachs, grande banca d’affari americana… il liquidatore, dopo la famosa crociera sul Britannia, dell’industria pubblica, la svendita dell’industria pubblica italiana, quand’era Direttore Generale del Tesoro”, colui che svenderebbe quel che rimane di questa povera patria (Finmeccanica, l’Enel, l’Eni) “ai suoi comparuzzi di Goldman Sachs”. Cossiga non è mai stato denunciato da Draghi, evidentemente perché in quelle frasi, pronunciate dal Senatore a vita, non c’erano gli estremi della diffamazione, essendo tutto vero o almeno verosimile. Il progetto dell’ex governatore della Banca d’Italia resta quello di ieri, fare in modo che alla debolezza politica e al caos istituzionale italiano consegua la liquidazione industriale ed economica del patrimonio statale. Per conto di chi agisce Draghi? I macchinatori sono molti, ma possiamo immaginare che dietro a tutto ci siano gli stessi ambienti internazionali per i quali egli ha lavorato in passato e le cricche europee (francesi, inglesi e tedesche) legate a doppio filo alla finanza statunitense. Questo branco di predatori sta separando l’esemplare più debole dagli altri, al fine di immobilizzarlo e spartirsi la ciccia. Abbiamo visto la strana alleanza già all’opera durante il conflitto in Libia, laddove, con il pretesto di abbattere l’ennesimo dittatore sanguinario, si è, innanzitutto, spodestato un potere amico dell’Italia per soffiare ad essa contratti e commesse ed impedire qualsiasi ulteriore sua “espansione” sulla quarta sponda del Mediterraneo.

Per forzare l’Italia a privatizzare le compagnie strategiche non c’è altra via che quella di affrettare la sua caduta nel baratro o, per lo meno, di far percepire l’irreversibilità della situazione di crisi, anche se  la contingenza non è così disperata, in modo che la vendita dei gioielli di famiglia appaia come una necessità ineludibile per salvare il salvabilie. Del resto, anche quest’ultimo Esecutivo di larghe intese, ristrette idee e medesime cattive intenzioni degli altri che lo hanno preceduto ha già annunciato di voler riaprire il dossier dismissioni. Rebus sic stantibus, anziché denunciare tardivamente il putsch di palazzo, Tremonti e Berlusconi, il cui vittimismo è stucchevole al pari dell’ingiustificata considerazione che hanno di se stessi, dovrebbero spiegare agli italiani perché non opposero nessuna resistenza ai banditi “multinazionali” e finirono per consegnarsi, con le mani legate e senza batter ciglio, al nemico. I registi anti-italiani – se ci sono e, secondo me, ci sono certamente perché questa è un’epoca storica che oggettivamente favorisce il complotto e la diserzione dei singoli e dei gruppi – hanno avuto la meglio perché sulla loro strada hanno incontrano personaggi meschini e arrendevoli che si dichiarano retti statisti durante la bella stagione ma diventano uomini ad angolo retto appena principia la cattiva. Presupposto per la riuscita di un colpo di Stato è lo stato di colpa di chi non lo ha fermato quando doveva e poteva.

Reato di depistaggio?

Pd, ddl per prevedere reato depistaggio. Alla Camera testo promosso da Paolo Bolognesi

ROMA, 31 LUG -”Oggi ho depositato in Senato un disegno di legge di istituzione del nuovo reato di depistaggio che riprende nelle linee generali quella gia’ depositata alla Camera dei Deputati da Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980”. A renderlo noto e’ Sergio Lo Giudice, senatore del Partito democratico e membro della Commissione Giustizia.

Omofobia : Censuriamo anche Kant, Seneca e Platone?

”l’omosessualità è una perversione responsabile di incalcolabili sciagure, non solo per la vita privata dei singoli, ma anche per l’intera società” Platone (Leggi, 836, B) Platone, Seneca, Kant. Che ne sarebbe di questi «pensatori né cristiani né tantomeno cattolici», se passasse la legge sull’omofobia? Se lo chiede oggi, su Libero, Pino Morandini (magistrato e consigliere … continua

Intervallo

Mentre i magistrati di cassazione sfogliano la margherita
per decidere se assolvere o condannare il Cavaliere, assistiamo al nervosismo della Chienge che chiede a Maroni di mettere il bavaglio ai suoi iscritti,
“minacciando” di non partecipare alla festa della Lega.
Se fossi un leghista sarei annichilito da tale “minaccia” …
Intanto Grillo difende le partecipazioni statali, intimando
lo stop alle privatizzazioni annunciate da Letta.

Siparietti in attesa dell’evento che potrebbe spazzare via
tutto
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Se non è stata messa lì apposta…

Qualche commento: “I giornali continuano a fuorviare i lettori proponendo gli insulti verso la Kyenge invece che inquadrare l’unico vero ineludibile dramma di emergenza epocale: l’immigrazione ed i danni irreparabili che ne conseguono. La Kyenge e’ inesperta ed inadatta alla carica che ricopre; giusto che le si chiedano le dimissioni! Inoltre si e’ proposta con politiche vergognose, controproducenti e lesive al bene comune degli italiani storici, oltre che contrarie al manifesto volere della stragrande maggioranza del pubblico. La Kyenge e’ stata messa in quella carica con chissa’ quali presupposti di merito, pero’ ha fortemente disatteso qualunque aspettativa…. molto grave che gli organi di informazione fuorvino l’attenzione dalla gravita’ del problema immigrazione per focalizzarsi sulla noiosa, antipatica ma pursempre sterile scusa vigliacca del razzismo rivolto al ministro!”
 
“Premesso il fatto che a Cantù i consiglieri leghisti hanno abbandonato la riunione perché non hanno avuto il diritto di replica alle osservazioni del ministro, lo stesso ministro non può pretendere che liberi cittadini, anche se iscritti ad un movimento o partito, non possano manifestare il loro pensiero. Cosa facciamo, chiudiamo la bocca a tutti così abbiamo sempre ragione? Si faccia invece un esamino su tutte le esternazioni, anche forzate, del suo pensiero in un momento che ha ben altri problemi che devono essere risolti.”

“Senza volere offendere la sig.ra Kyenge, penso che sia al posto sbagliato perchè per il suo vissuto personale è troppo coinvolta nel problema e quindi non può essere ne obiettiva nè equilibrata. Forse poteva dare il meglio di se alla sanità dato che è medico. Ma questo è il solito problema della sinistra che ragiona per ideologia e non per competenza. In realtà la Kyenge- con lo jus suoli- persegue la strategia di sinistra che è quella di distruggere la famiglia, l’identità nazionale e la differenza sessuale in modo che svuotandoci da tutti i valori possono dominarci meglio. Per questo motivo non sono d’accordo con la Kyenge, per il suo fanatismo ideologico.”

“Vorrei ricordare ai benpensanti che la Lega ha messo sulla poltrona di Primo Cittadino l’afroamericana Sandy Cane, una donna di 48 anni nata a Springfield nel Massachusetts da padre militare americano e madre originaria del varesotto e ha candidato Tony Iwobi, un nero, già assessore Lega Nord, in Regione Lombardia 2013. Cacciatevi in testa che la Kienge viene contestata per la sua follia e provocazione sinistroide, non per la sua etnia.”

“Mi sembra evidente che il Paese Italia non è ancora pronto ad accettare un Ministro di colore e comunque uno straniero. E’ sotto gli occhi di tutti che da quando il Ministro Kyenge è al Governo sono aumentati gli episodi di razzismo quindi è chiaro che è un elemento destabilizzante per il Paese. Magari cambierà, ma oggi l’Italia non ancora pronta ad un cambiamento del genere.”

Kyenge avvisa il Carroccio: “Cessino gli insulti e gli attacchi o non andrò a festa della Lega”. Il ministro per l’integrazione: “I continui e reiterati attacchi da parte di esponenti della Lega Nord li considero oramai intollerabili”. Maroni: “Lo ius soli è sbagliatissimo” di Luca Romano

“I continui e reiterati attacchi da parte di esponenti della Lega Nord li considero oramai intollerabili”. Il ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, risponde a muso duro dopo le contestazioni da parte di esponenti del Carroccio. “Pur avendo idee diverse, le persone e le forze politiche si devono confrontare sulle idee e non attraverso insulti o pure e semplici sceneggiate come quella avvenuta ieri presso l’area consiliare del Comune di Cantù. La mia disponibilità al dialogo è sempre stata piena e convinta, non rifuggendo a nessun confronto, anche aspro, ma sempre nel pieno rispetto dell’altro. Con questo spirito ho accettato volentieri di confrontarmi con il governatore Zaia alla Festa della Lega Nord dell’Emilia Romagna a Milano Marittima il prossimo 3 agosto. Ma ritengo che io possa mantenere questo impegno solo se fin da subito il segretario nazionale della Lega Nord, Roberto Maroni, faccia appello ai suoi militanti, ai suoi dirigenti affinché cessino immediatamente questi continui attacchi alla mia persona, attacchi che oltre a ferire la sottoscritta, feriscono la coscienza civile della maggioranza di questo Paese”.  Il tutto all’indomani dell’ultimo attacco leghista quando a Cantù dove i due consiglieri del Carroccio hanno abbandonato l’aula. Nel frattempo, Andrea Draghi, il consigliere comunale della Lega Nord di Montagnana (Padova) che aveva pubblicato su Facebook una foto del ministro Cècile Kyenge con lo slogan “Dino, dammi un crodino” è indagato per diffamazione aggravata, ai sensi della legge Mancino. Il leader della Lega, Roberto Maroni, non ha però accolto l’appello della Kyenge e, anzi, ha in parte rincarato la dose: “La Lega non fa mai questioni personali, noi combattiamo idee e proposte sbagliate: lo ius soli è una proposta sbagliatissima”.

Don Camillo, i dubbi ed il Vescovo di Roma.

Chi conosce il mio Blog sa che ho la fortuna di aver incontrato un grande Sacerdote. Che ho rinominato Don Camillo, per le sue somiglianze con quello di Guareschi.
Si definisce “Prete di Campagna”, ma ha due Lauree. Scomodissimo, inviso alla Curia per via del suo essere politicamente scorrettissimo. Ha bacchettato i partigiani, i comunisti, i mussulmani, i pretini sinistri. Amatissimo dai parrocchiani, ha più volte subito trasferimenti per le sue posizioni controcorrente. Purtroppo ora non è più a condurre la mia Parrocchia, e la mia colpevole pigrizia domenicale non mi consente di andare sempre alle sue Funzioni, che distano qualche chilometro rispetto alla mia Chiesa. Ma appena posso, corro a trovarlo, per respirare aria buona.
Non ero ancora andato dopo l’ elezione di Bergoglio. Ebbene, qualche giorno addietro sono riuscito a spingermi da lui, e l’ho trovato sulle mie posizioni dubbiose. Lui, che da sempre mi invita a dargli del “tu”, cosa che non mi riuscirà mai, pur conoscendolo da vent’anni ed essendo il mio Confessore, Parroco di Campagna che rifugge cariche, prebende e simpatie, ma che ha SEMPRE ricostruito o rimesso in ordine le sue Parrocchie, spesso disastrate, grazie ai soldi dei matrimoni (la mia Parrocchia dove stava, prima dell’ ultimo trasferimento, è un noto luogo turistico, dove celebrò anche matrimoni di “VIPSSSSSS”), mi ha espresso i miei stessi dubbi. Chi fa del bene, spesso, rifugge dalla notorietà, mi ha detto, e la pubblicità non piaceva a San Pio da Pietrelcina. Non capisce e non si adegua al nuovo corso, lui che i poveri ha sempre aiutato. Ma lui è un parroco di Campagna, con auto scassata, scarpe grosse e spesso parla in dialetto. Ma ha due Lauree, ha scritto libri, crede poco alla troppa Misericordia per i peccatori ostinati ed orgogliosi. Spero di incontrarlo in Purgatorio, un giorno. Ma continuerò a dargli del “Lei”…

Quello che Francesco ha detto e quello che i media asserviti al politicamente corretto hanno riportato ed ampliato a vanvera.

 Come blogger che è spesso stato a contatto in sala stampa coi giornalisti anche alla fondazione di un partito, e come reduce degli anni ’70, non amo i giornalisti, nemmeno quelli che dovrebbero essere vicini alle mie idee politiche. Alcuni episodi li raccontai nel mio precedente account di Faccialibro, che ho abbandonato perchè voglio essere svincolato da partiti.
Ieri, ne ho avuto l’ ennesima conferma, per quello che ho letto e visto nei vari Tg a proposito dell’ intervista rilasciata in aereo dal Vescovo di Roma, tornando dalla carnevalata carioca. Non sono mai stato tenero, con Francisco, fin da subito, arrivando per questo a perdere amicizie di anni, meritando pure un posticino all’ inferno, con l’ Anima ormai giocata…ma non ho mai avuto preconcetti su di lui. Per questo voglio far chiarezza sugli INFAMI giornalari da strapazzo e farlocchi reduci da troppi festini a base di peyote o pennivendoli di regime eredi dell’ eskimo redazionale d’ordinanza degli anni di piombo.

1)Tanto per incominciare,una bella mazzolata ai Santosubitisti (uno dei miei tanti neologismi da me inventati e che amo particolarmente; l’ altro che amo è Giovanitristi riferito a certi arrampicatori politici, giovinastri senza vera militanza ed amor delle mani sozze di ciclostile…risale alle mie litigate sull’ aggregablogger Tocqueville…) e fideisti bergogliosi. Non sono io a darla, ma Bergoglio in persona:

A me piace la gente che mi dice: “Io non sono d’accordo”. Questi sono i collaboratori leali. Poi ci sono quelli che davanti a te dicono su tutto “che bello”, e poi magari quando escono dicono il contrario.”
Dunque, con questo lasciapassare, continuerò ad avere i miei dubbi. Anche perchè una delle Parabole che preferisco è quella del figlio che dice a parole di andare a curar la Vigna del Padre, ma poi se ne va al Nepentha (nota discoteca milanese), con l’altro figlio che sulle prime dice no, boffonchia, grugnisce, borbotta, ma poi alla fine si presenta…e cura la Vigna.

Chi tra santosubitisti e fideisti voglia ancora sbattermi senza senso tra i sedevacantisti, è sistemato. Cattolico Papista sono e rimango, con i miei dubbi.
Come sempre, Hic Manebimus Optime…

2)Sui pederasti, lesbicoveterofemministe,transkek, bikek e c…, nella prima parte dell’ intervista Francesco è stato d’una chiarezza senza pari:
DOMANDA:

“Perché in Brasile non si è pronunciato su aborto e nozze gay ?”

RISPOSTA:

La Chiesa si è già espressa su questi argomenti, la Chiesa ha già una posizione chiara.”.

Capito, giornalisti babbaloni e vendolini trepidanti ? La Chiesa NON cambia per farvi fare la Comunione se siete ORGOGLIOSAMENTE invertiti. C’è il Catechismo che parla chiaro !

3)Ha poi detto chiaramente di non pensare assolutamente che essere Vescovo di Roma significhi essere primus inter pares.  Schiaffone ai cattocomunisti e cattoprogressisti, la Gerarchia è sempre rispettata ed il Vaticano è sempre una Monarchia. ASSOLUTA.

4)Le Donne nella Chiesa: suorine tremebonde e neo-Ipazia con voglie di celebrare o diventar papesse: TRANVATA in faccia ! Ha detto: “Per quanto riguarda l’ordinazione delle donne, la Chiesa ha parlato e ha detto no. Giovanni Paolo II si è pronunciato con una formulazione definitiva, quella porta è chiusa“. E nel ribadire il ruolo della Donna, ha parlato di SPOSA e MADRE, mica di lavoratrice. Arrivando a parlare delle donne del Paraguay che, con il paese in guerra, scelsero di “avere figli, salvare la Patria, la Cultura, la Fede.. Più Reazionario di così (nel 130esimo anniversario della nascita di un caro amico, poi…!!! ). Inoltre, esaltando la Figura della Madonna, ha ricordato a certi teologisti da osteria (niente contro le osterie, però…) che NON siamo protestanti, e che Maria Santissima viene appena dopo la Santissima Trinità.

5)Divorziati e Matrimoni. Anche qui, poche ciance, ha ribadito il Catechismo. Anzi è andato pesante, citando il Cardinale Quarracino, uno che non le mandava certo a dire *, che affermava che per lui la metà dei Matrimoni sono nulli, perchè i giovanitristissimi di oggi si sposano come bere una birra al bar, senza sapere che il matrimonio è per sempre. Reazionario alquanto, come dire, piuttosto che l’ignoranza, andate sul pero…

6)Reazionario pure il suo riferimento agli Ortodossi ! “Le Chiese Ortodosse hanno conservato la liturgia che è tanto bella. Noi abbiamo perso un po’ il senso dell’adorazione. Loro adorano Dio e lo cantano, non contano il tempo. Una volta parlando dell’Europa occidentale e della sua Chiesa mi hanno detto che “ex Oriente lux”, “ex Occidente luxus”, cioè dall’Oriente la luce, dall’Occidente il consumismo e il benessere che hanno fatto tanto male. Invece gli ortodossi conservano questa bellezza di Dio al centro. Quando si legge Dostoevsky si percepisce qual è l’anima russa e orientale. Abbiamo tanto bisogno di questa aria fresca dell’Oriente, di questa luce”.
Quasi quasi stappo uno Champagne, io ho detto più volte le stesse cose, ammiratore della Liturgia ortodossa (ma anche di quella Cattolica uniata o di Rito orientale…).
Ma dove sono i giornalari, su questo Elogio della Liturgia ? 

7)Su Monsignor Ricca, lo avrei voluto meno morbido, vabbè, sappiamo che Bergoglio ama la Misericordia, speriamo che la Misericordia si ricordi di me, un giorno.

8)Ed infine, il ritorno sugli omosessuali. Dopo che sopra ha ricordato il Catechismo al proposito, ecco che di nuovo ribadisce che bisogna fare distinguo tra chi abbia tale tendenza e chi tenda a fare lobby. Come fanno le associazioni cattofobe che hanno in passato avuto parole di sterco sulla Chiesa e Benedetto XVI. Distinguo tra PECCATORE (con buona volontà) e PECCATO. Comprensione ed aiuto per il PECCATORE che voglia o curarsi o vivere la Castità come una Croce regalata da Dio come prova. Buona Volontà. Sapete, giornalari, cosa sia la Buona Volontà di NON peccare ? Di non essere ORGOGLIOSAMENTE (Pride ? Pride de che ????) peccatori, di voler ostentare questa tendenza, parificandola alla Famiglia Naturale, con tanto di Figli ?

9)Ed alla fine, mazzolata pure sulla Massoneria….

Questa Mia Nota è doverosa, prendendetela con il beneficio d’inventario, tanto i miei dubbi rimangono, a cominciare del clamoroso nuovo autogoal sul Commissariamento dei Francescani dell’ Immacolata. Ma questa è un’ altra storia…….

* Cardinale Antonio Quarracino, Vescovo di Buenos Ayres tra il  1990 ed il 1998: “En 1994, en su segmento de TV en ATC, Quarracino habló en contra de la homosexualidad diciendo que lesbianas y gay deberían ser “encerrados en un ghetto” y que “Los homosexuales son una sucia mancha en el rostro de la Nación”. Esto causó una acusación de discriminación, que no fue considerada por la justicia debido a que la ley antidiscriminación 23592 no cubría la orientación sexual. Quarracino volvió a discriminar tres años más tarde, cuando expresó que el término homosexualidad es “una desviación de la naturaleza humana, como la bestialidad“.

“in 1994, during his TV segment in ATC, Quarracino spoke against homosexuality saying that lesbians and gay men should be “locked up in a ghetto“. This caused an accusation of discrimination, which was not considered by justice because anti-discrimination Law 23592 did not cover sexual orientation. Three years before he had termed homosexuality “a deviation of human nature, like bestiality“.

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Governo inglese avvisa clandestini: “Andate via, o vi arrestiamo”

Londra – Mentre il cane da riporto della Kyenge accorre in riva all’Africa per non perdere la ‘priorità acquisita’ nel recupero di merce umana, il governo del Regno Unito ha scatenato una campagna pubblicitaria anti-clandestini invitandoli ad “andare a casa o ad affrontare l’arresto”.Due camion, ciascuno con un enorme poster sono stati trainati in sei … continua

La prova del nove

Se la cassazione oggi dovesse condannare Berlusconi, “si
parrà” la “nobilitate” dei dirigenti del Centro Destra.
Una reazione che, pilatescamente, tenesse “distinto il
governo dalle sentenze contro singole persone”
, mostrerebbe viltà e mancanza di
attributi
.
Viceversa una reazione che ribalti il tavolo dimostrerebbe
che ci si può affidare anche in futuro a questa dirigenza.
Le dimissioni in massa, l’Aventino, non bastano, anzi
darebbero alla sinistra l’opportunità di legiferare senza opposizione,
approvando il peggio del peggio dal quale tornare indietro risulterebbe
pressoché impossibile.
Meglio, molto meglio, l’ostruzionismo su ogni singolo
provvedimento arrivasse in aula e in commissione
, fino a costringere allo
scioglimento delle camere ed a
nuove elezioni che diverrebbero un autentico
“giudizio di Dio”, il redde rationem finale e definitivo, dove chi vince,
prende tutto e chi perde, perde tutto.
Noi Italiani veri abbiamo poche possibilità, singolarmente,
di influire, dobbiamo quindi rimetterci alle scelte che faranno coloro che
abbiamo eletto.

L’importante è che alla fine, l’Italia torni ad essere
Nazione Sovrana, Indipendente, “
una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di
sangue e di cor”
.





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