Il calcio è evasione

Devo dire che le inchieste estive sul calcio mi hanno stancato (eufemismo).
Se vi sono degli evasori, tanti evasori, vuol dire che è sbagliato il sistema fiscale, sono sbagliate le leggi fiscali, sono sbagliati i controlli, sono sbagliate le inique sanzioni.
E’ il fisco da indagare, non il calcio.
Sono le tasse da diminuire, non le società e i procuratori di calcio da multare o ingabbiare.
Se le tasse fossero limitate ad una percentuale sopportabile e legittima (diciamo un 10% del reddito complessivo senza toccare i risparmi e le proprietà che non producono reddito) non ci sarebbero evasori.
Ogni estate il nostro calcio viene devastato da magistrati alla ricerca del loro quarto d’ora di notorietà e che possono avvalersi delle contorte normative lunari del nostro fisco.
E’ ora di smetterla di inseguire queste periodiche savonarolate e di pensare solo a divertirsi.
In fondo il calcio è, da sempre , pura … evasione.





Entra ne

La rovina delle nazioni

Sembra che i magistrati, in Italia come negli Stati Uniti, siano in preda ad un cupio dissolvi con le loro decisioni che vanno ben oltre il loro compito che sarebbe quello di applicare le leggi decise dai rappresentanti del Popolo.
Se in Italia viene condannato il Leader del 50% degli Italiani, negli Stati Uniti viene soppressa la legge che dichiara, e non ve ne sarebbe stato alcun bisogno !, che il matrimonio è SOLO tra un Uomo e una Donna.
Tutte le civiltà crollano prima di tutto per la debolezza morale e la degenerazione dei costumi.
Mi sembra che gli Stati Uniti non facciano eccezione.
E c’è pure il loro presidente che esulta, a dimostrazione che lui stesso è un corpo estraneo ad una Nazione che fu grande.



Entra ne

I criminali sono altri

Berlusconi è un criminale di Antonio Stragapede
Il socio pugliese dell’ARS ha scritto questo brillante articolo sulla “questione Berlusconi”:
Caro amico piddino scusami ma non intendo parlare di B.; sì lo so il titolo dell’articolo faceva presagire il contrario ma se ti avessi detto che intendevo parlarti dell’ultima follia avvenuta a Bruxelles tu nemmeno avresti iniziato a leggere! Ho dovuto ricorrere all’unico argomento al quale dimostri un inossidabile attaccamento. E anche tu caro amico pidiellino che forse ora ti stai chiedendo chi è questo pericoloso comunista che parla male di B.… anche a te voglio dire che non sono comunista e che in questa storia B. non c’entra per nulla.
Però entrambi piddino e pidiellino regalatemi cinque minuti del vostro tempo e continuate a leggere perché sto per raccontarvi una storia anzi una storiaccia di quelle che se l’Italia fosse un Paese normale riempirebbero le prime pagine dei giornali (altro che le trombate vere o presunte di B); di quelle che riempirebbero le piazze di gente incazzata e per le quali varrebbe davvero la pena di far dimettere in massa 200 deputati dal Parlamento (ogni riferimento a persone e/o cose reali è puramente voluto).  Alcuni giorni fa quella manica di fanatici, bigotti, fondamentalisti che reggono le sorti dell’Eurozona e che con troppa benevolenza ci limitiamo a definire “tecnocrati” ha redatto un documento ufficiale nel quale si mette nero su bianco che il salvataggio delle Banche private europee sarà pagato dai Governi e dai contribuenti europei. Qualcuno obietterà… bella novità è dall’inizio della crisi che i contribuenti europei stanno pagando per salvare il culo alle Banche cosa c’è di nuovo? Beh di nuovo c’è che questa volta sono stati compiutamente descritti regole, metodi, cifre, vincoli che regolamenteranno l’intero processo, lasciando poco spazio all’improvvisazione e all’immaginazione.
Il tutto avverrà tramite il MES ovvero il Meccanismo Europeo di Stabilità detto anche Fondo Salva Stati ovvero quel meccanismo infernale e assurdo partorito dalle obnubilate menti di qualche banchiere per “salvare” gli Stati europei dal rischio di default. Semplificato ai massimi livelli il Fondo Salva Stati non è che un gigantesco Istituto di Credito sovranazionale dai poteri illimitati nel quale gli Stati Europei hanno deciso di versare soldi in gran parte prelevati dalla tasse dei loro cittadini (l’Italia si è obbligata per il momento a pagare la somma di € 125.000.000.000 – leggasi centoventicinque miliardi in 10 anni) ma tale somma potrebbe essere aumentata a giudizio insindacabile del MES. Tra il 2012 e il 2013 l’Italia avrà versato al MES la somma di € 35.000.000.000 (leggasi trentacinque miliardi). Se uno Stato si trova in difficoltà e non riesce a piazzare sul Mercato i titoli del debito pubblico che gli consentono di pagare stipendi, pensioni e quant’altro chiede aiuto al MES che gli “presta” i soldi che lo stesso Stato vi ha già depositato, in cambio di qualche ulteriore cessione di sovranità. Avevo già fatto notare che i soldi che “generosamente” il MES presta agli Stati per “salvarli” in realtà servivano in larga misura, come nel caso della Grecia, a salvare i crediti che le Banche private avevano nei confronti dello Stato in difficoltà in quanto possessori dei titoli del debito pubblico di quel Paese. E cioè in realtà il “salvataggio” degli Stati non era altro che il “salvataggio” delle banche private, spesso straniere, rispetto allo Stato da salvare. Ma qui si è andati ben oltre.
Adesso si è messo nero su bianco che il cd. Fondo Salva Stati non servirà solo a “salvare” gli Stati ma servirà direttamente a ricapitalizzare le banche private a rischio di fallimento. Ops… scusami amico piddino forse questi concetti sono troppo tecnici e lontani dalla tua sensibilità per cui tengo alta la tua attenzione con un concetto che sicuramente condividerai: BERLUSCONI È UN PEDOFILO! Contento? Ora, per favore, continua a leggere ancora per un po’. C’è un gigantesco bubbone che sta minando alle fondamenta la sostenibilità di tutto il sistema economico occidentale ed in particolare nei Paesi dell’Eurozona: è costituito dai crediti in sofferenza delle banche (in inglese NPL Non Performing Loan).
Secondo alcune stime il totale dei crediti in sofferenza nelle banche private della zona Euro ammonterebbe alla considerevole cifra di € 720.000.000.000 (720 miliardi) dei quali ben 500 sarebbero concentrati nei Paesi periferici; queste stime tuttavia non possono che essere approssimate per difetto vista l’oramai consolidata abitudine delle banche private di “truccare” i propri bilanci nascondendo sotto il tappeto la polvere tramite il massiccio ricorso a prodotti derivati che “aggiustano” fittiziamente i bilanci (Monte dei Paschi di Siena docet). E non è tutto: le aberranti politiche di austerity imposte dalla Germania all’Eurozona stanno rapidamente facendo aggravare la situazione specie nei Paesi periferici dove la percentuale dei crediti in sofferenza sta rapidamente aumentando. In Italia il NPL ha recentemente raggiunto la percentuale del 13,4 % del totale degli attivi bancari più o meno come la Spagna e il Portogallo ma ancora al di sotto dell’Irlanda 19% e della Grecia 25%. Per il momento la ricapitalizzazione diretta delle Banche private da parte del MES è limitata alla somma di 50-70 miliardi di euro, ben poca cosa rispetto alle dimensioni del bubbone che sta per scoppiare, ma è il principio quello che spaventa e che dovrebbe indignarci, sdegnarci e farci incazzare come iene.
Si stabilisce infatti che sarà compito degli Stati ricapitalizzare la banche private in difficoltà e che, nel caso in cui questi non riescano a farvi fronte, interverrà il MES. In altri termini o tramite l’intervento diretto dello Stato o tramite quello in seconda battuta del MES (finanziato dagli stessi Stati) saranno sempre i cittadini a pagare il conto, che si prevede salatissimo, del “salvataggio” delle banche private in difficoltà. Secondo alcuni ciò che sta avvenendo in Europa in questo periodo è il più grande trasferimento di ricchezza dall’economia reale alla finanza che sia mai avvenuto nel corso della storia. Perchè se è vero che tutto il sistema economico e finanziario occidentale è “bancocentrico” e cioè per funzionare ha bisogno delle banche qui in Europa, dove non ci vogliamo mai far mancare nulla, il rapporto tra Stati e banche è diventato patologico.
Gli Stati infatti dopo aver ceduto la loro sovranità monetaria alla BCE per potersi finanziare e quindi sopravvivere hanno bisogno che le banche private acquistino sul Mercato i loro titoli del debito pubblico; sino a quando le cose vanno bene le Banche realizzano grandi profitti ma nel momento in cui per politiche sbagliate, per propria inettitudine, o per semplici ruberie le cose vanno male chiedono aiuto allo Stato che usa le tasse dei cittadini per ricapitalizzarle ed evitare il loro fallimento secondo il più classico dei principi dell’integralismo liberista… privatizzare i guadagni, socializzare le perdite! Ora, qualche sapientone che scrive sui giornali di regime ci verrà a raccontare che anche negli Stati Uniti tra il 2008 e il 2010 la FED ha ricapitalizzato le Banche private “too big to fail” e questo ha impedito l’implosione di tutto il sistema e ora sta consentendo all’economia americana di uscire dalla crisi tanto che recentemente il Governatore della FED, Bernanke, ha dichiarato che smetterà di iniettare liquidità nel sistema perché l’economia può consolidare la sua ripresa da sola. Se l’hanno fatto gli Stati Uniti e ora stanno uscendo dalla crisi dobbiamo farlo anche noi. Ma proprio qui casca l’asino!
Perché negli Stati Uniti le Banche private sono state salvate senza troppo clamore dalla FED tramite una massiccia e oceanica iniezione di liquidità creata dal nulla! Tra il 2008 e il 2010 la FED ha creato con un semplice click del computer una quantità enorme di liquidità (parliamo di una cifra prossima ai 7.700 miliardi di dollari) che è servita a sostenere il corso dei titoli finanziari e a ricapitalizzare direttamente il capitale sociale delle Banche private. Nessun cittadino americano ha pagato né direttamente né indirettamente un solo centesimo di dollaro per ricapitalizzare le Banche private americane responsabili della crisi finanziaria sistemica verificatasi nel 2008. E come se non bastasse il Governatore Bernanke ha deciso di dare ulteriori stimoli all’economia americana decidendo di far acquistare dalla FED a partire dal 2008 e a tutt’oggi ottantacinque miliardi di titoli del debito pubblico al mese. Secondo le teorie monetariste alla Milton Friedman così accreditate e fideisticamente seguite in Europa una iniezione così massiccia di liquidità creata dal nulla (parliamo di una quantità enorme pari a circa 3 volte il PIL dell’Italia) avrebbe dovuto avere effetti devastanti sull’economia americana determinando un aumento esponenziale dell’inflazione e una svalutazione enorme del dollaro.
In realtà è successo questo: impatto sull’inflazione pressocchè ininfluente; economia americana che cresce del 2,3% con prospettive per l’anno prossimo di aumentare la crescita sino al 3,5%; tasso di disoccupazione in calo al 7.5% livello più basso dal 2008. Pensate che questo abbia incrinato le inossidabili certezze degli euro-tecnocrati di Bruxelles? No cari amici piddini e pidiellini, non c’è nulla che possa incrinare le granitiche e inossidabili certezze dei tecnocrati di Bruxelles; il loro fanatismo ideologico liberista ha permeato dalla sua costituzione questa Europa delle banche e della finanza che non diventerà MAI un’Europa dei popoli. E anche quello che tra qualche giorno il nostro primo Ministro Letta si appresta a festeggiare come un successo personale (aver ottenuto che l’Europa sostenesse le politiche per l’occupazione giovanile con un impegno di spesa di 3 miliardi di euro da dividere per i 27 Stati dell’Eurozona) è talmente risibile, considerata l’entità della crisi in atto, che equivale a provare a spegnere l’incendio di una foresta con un secchiello di acqua. Ormai dobbiamo prendere atto con dolore e con dispiacere ma con realismo che la bella nave sulla quale abbiamo voluto a tutti i costi imbarcarci inseguendo il sogno europeo, come il Titanic, si sta andando a schiantare contro un iceberg. Dobbiamo scendere dalla nave prima possibile e provare a metterci in salvo: non è detto che riusciremo comunque ad evitare l’impatto con l’iceberg ma, se non altro, quando avremo riacquistato la nostra sovranità, ridiventeremo arbitri e padroni del nostro destino.

Dal consiglio dei ministri, genialità…

«Vogliamo aiutare il lavoro vero, di qualità». Così il presidente del Consiglio Enrico Letta ha presentato il dl occupazione. Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio dei ministri, insieme al decreto carceri e al rinvio per tre mesi dell’aumento dell’Iva. Sull’occupazione, Letta ha annunciato: «È un intervento significativo, coperto in parte con fondi nazionali e in parte con fondi europei. Servirà ad assumere in 18 mesi 200 mila giovani con un’intensità maggiore nel centro Sud. Ma è un provvedimento che riguarda tutto il Paese. Vogliamo dare un colpo duro alla piaga della disoccupazione giovanile».
GLI INCENTIVI – Previsti «in via sperimentale» incentivi all’assunzione stabile di giovani tra i 18 ed i 29 anni. Così come anticipato, le risorse andranno per lo più alle Regioni del Sud. Il via libera del dl dal Consiglio dei ministri è il primo pacchetto di misure per il rilancio dell’occupazione. Sono previste anche agevolazioni per chi ha più di cinquant’anni di età e per i disoccupati da oltre dodici mesi. Un pacchetto definito un primo passo, «in attesa dell’adozione di ulteriori misure da realizzare anche attraverso il ricorso alle risorse della nuova programmazione comunitaria 2014-2020».
IL MEZZOGIORNO – Nel dettaglio, 500 dei 794 milioni messi a disposizione per i giovani, andranno alle Regioni del mezzogiorno (100 mln per il 2013, 150 per il 2014, 150 per il 2015 e 100 pe ril 2016). «Il pacchetto – ha precisato il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini – coinvolgerà circa 200.000 persone, 100.000 saranno quelle che potranno beneficiare degli sgravi contributivi mentre altre 100.000 sono coinvolte nelle altre misure di inclusione». «Profonda soddisfazione» è stata espressa dal vicepremier Angelino Alfano: «Altri due gol del governo su tasse e lavoro: l’Iva doveva aumentare e non aumenterà e il Parlamento potrà allungare questo termine».
CAMUSSO – «È sicuramente un segnale positivo – il commento di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil – che il provvedimento degli incentivi si rivolga ad assunzioni a tempo indeterminato, a trasformazioni di contratti precari in contratti a tempo indeterminato». Il decreto lavoro, ha aggiunto il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, prevede «la defiscalizzazione totale, per una durata di diciotto mesi, per le imprese che assumeranno un giovane a tempo indeterminato».
SVUOTA CARCERI – Il consiglio dei ministri ha anche approvato il decreto proposto dal ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, contro il sovraffollamento carcerario. «Non è un provvedimento svuotacarceri in senso classico» ha spiegato. Il testo apre l’accesso ai lavori socialmente utili anche ai recidivi ma non nel caso di reati come l’associazione mafiosa, lo stalking e il maltrattamento di minori. Bloccato il fenomeno delle cosiddette “porte girevoli”, ossia il transito in carcere di soggetti per un breve lasso di tempo, 3/5 giorni. Nelle intenzioni del governo, il provvedimento dovrebbe portare alla diminuzione della detenzione in carcere di circa 6.000 persone nei prossimi due anni.

Tasse, tasse, tasse

Iva bloccata e congelata per 3 mesi (se lo sarà fino a dicembre, come vuole Silvio Berlusconi, si vedrà), e pacchetto da 1,5 miliardi per il lavoro. Il CdM vara un blocco di interventi importanti, ma dietro c’è lo scherzetto: per trovare la copertura (di cui l’Unione europea non era convinta) il governo piazza un aumento dell’acconto Irpef al 100%. Quando a novembre dovremo versare l’anticipo dell’acconto sulle persone fisiche, dunque, non si pagherà più solo il 96 per cento. Nel 2011 Mario Monti aveva ridotto l’acconto all’82 per cento. Ma l’Irpef, da sola, non basta. Ecco dunque due finezze da azzeccagarbugli: l’acconto sull’imposta sul reddito delle società è aumentata dal 100 al 101%, cioè con un leggerissimo anticipo delle tasse, mentre aumenta al 110% anche l’acconto dei versamenti di acconto che spettano a aziende e istituti di credito. Infine, e questo era già previsto da molti, arriveranno rincari sulle sigarette elettroniche, su cui graverà un’imposta del 58,5 per cento, mentre agli esercizi verrà richiesta una cauzione a garanzia delle imposte da versare.
La crestaUna beffa, insomma: per rinviare l’Iva, il premier Letta anticipa le tasse. Qualche calcolo lo ha fatto, subito, la Cgia di Mestre, che sottolinea come le decisioni dell’esecutivo costringono le imprese ed i lavoratori autonomi ad anticipare all’Erario 2,6 miliardi di euro. Una vera a propria stangata. L’importo copre abbondantemente lo slittamento fino a fine anno dell’aumento Iva, che secondo le fonti di governo dovrebbe costare 2 miliardi di euro. Di fatto, Letta anticipa le tasse e ci fa anche una cresta di 600 milioni di euro. Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, commenta tranchant: “E’ una vera e propria beffa. E’ vero che si tratta solo di un aumento degli acconti di fine anno che sarà sottratto dai saldi che gli imprenditori pagheranno nel 2014; tuttavia, incrementare dal 99 al 100% l’acconto dell’Irpef, dal 100 al 101% quello dell’Ires e dal 100 al 110% quello dell’Irap contribuirà a peggiorare la situazione finanziaria di artigiani, commercianti, liberi professionisti e piccoli imprenditori che da tempo denunciano a gran voce di non disporre della liquidità necessaria per mantenere in piedi l’attività”.

UK: ingresso a pagamento per ‘dissuadere’ clandestini

LONDRA – Dopo essere divenuta la latrina di Africa e Asia, il Regno Unito corre ai ripari.I cittadini di alcuni paesi africani e asiatici – Nigeria e India in primis – dovranno versare una cauzione di 3.500 euro, per avere il visto d’ingresso.Si sa infatti che la maggior parte dei clandestini entra nei paesi europei … continua

La morte di Colombo inguaia Napolitano

Emilio Colombo, politico democristiano, è morto ieri (R.I.P.) e adesso i senatori a vita sono rimasti solamente due: Ciampi (ultranovantenne) e Monti (con un laticlavio – che somiglia più ad un vitalizio –  ottenuto per quei meriti futuri che, poi, non ha dimostrato di avere).
Ma la morte di Colombo che segue quella di Andreotti inguaia Napolitano, perchè adesso non ha più scuse per nominare nuovi senatori a vita, equilibrando uomini di Centro Destra a quelli di sinistra.
Così Silvio Berlusconi diventa il principale candidato al laticlavio, alla faccia di Grillo e dei magistrati, perchè non esiste nessuno, in Italia, che per la sua attività imprenditoriale, unita a quella politica dove rappresenta mezza Italia, possa vantare i titoli per essere nominato.
L’alternativa sarebbe scegliere di abolire, finalmente !, i senatori a vita e rappresenterebbe un ulteriore merito per Berlusconi, la cui candidatura avrebbe fatto preferire la cancellazione di un istituto preistorico, inutile e dannoso.





Entra ne

Siria: con i terroristi oltre 50 immigrati di seconda generazione “italiani”

Sono oltre cinquanta gli immigrati di seconda generazione partiti dall’Italia per combattere con i terroristi islamici in Siria.Lo conferma il portavoce della Comai- Comunità del Mondo arabo in Italia – : gli “italiani” si troverebbero soprattutto nel Nord della Siria e tra questi ci sarebbe anche una donna.“Non credo proprio che si sia di fronte … continua

Spero che la Ilda almeno abbia goduto

ruby-rubacuori-festa-maggiore-et

Anni di indagini, di udienze, di testimoni ascoltati e partilese non ascoltate, stipendi di lusso a magistrati, parcelle per avvocati, per arrivare a sentenziare (in 1° grado) che Berlusconi è un puttaniere!