L’ultima di Grillo:il reddito di cittadinanza

Il titolo andrebbe integrato con quella parola che significa, in termini popolari: corbelleria.
Come infatti chiamare in altro modo il “reddito di cittadinanza” a 600 euro ?
E se tutti gli Italiani si “accontentassero” di seicento euro, chi produrrebbe per racimolare i miliardi necessari a corrispondere la “paghetta” ai cittadini ?
Grillo (o i suoi grillini) dimostra di non capire nulla di economia, come se i soldi si producessero da soli propone di distribuirli a pioggia anche a lavativi e fannulloni.
In miniera !
Come avrebbe detto il Grillo di una volta, quando faceva anche ridere.



Entra ne

Disordini etnici a Stoccolma:

Disordini etnici a Stoccolma: centinaia di auto ed edifici dati alle fiamme.

Gravi disordini etnici nel nord di Stoccolma nel quartiere abitato da stranieri di Husby. Bande di immigrati si sono scontrate con la polizia e hanno dato alle fiamme edifici e oltre 100 automobili. Gli scontri con la polizia sono cominciati domenica sera e si sono subito fatti violenti.
Ai disordini hanno partecipato un centinaio di giovani del quartiere – ormai un enclave – che è per quasi il 90% abitato da immigrati. Tre poliziotti sono rimasti feriti. Nessuno dei partecipanti è stato arrestato.
Alla base delle proteste, come già accaduto in Francia, l’uccisione di un criminale da parte della polizia.
L’organizzazione Megafonen, che garantisce gli interessi degli immigrati dei dintorni settentrionali di Stoccolma, per bocca del suo portavoce, Rami Al-Khamisi, ha incitato a alla rivolta contro gli agenti.
Per inciso. In Svezia i vari ministri dell’integrazione – anche abbronzati – ce li hanno da molti anni. Perché lì, sono avanti. Con questi risultati.

BORGHEZIO : PERICOLO DI INFILTRAZIONE DI CLANDESTINI DALLA CROAZIA

L’On. Borghezio, nella sua interrogazione alla Commissione Europea, riporta che “l’agenzia di stampa croata Hina riferisce che la polizia croata ha arrestato 25 persone sospettate di appartenere a un’organizzazione internazionale di trafficanti croati che trasferiva migranti illegali provenienti prevalentemente dal Kosovo e dalla Turchia verso l’Unione europea. Tali organizzazioni dall’inizio dell’anno avrebbero organizzato il trasferimento illegale di almeno 133 migranti per un compenso tra i 1.000 e i 1.200 euro a persona. I migranti attraversavano il confine da soli, a piedi o su barche via mare. Nei giorni scorsi in Bosnia erano state arrestate altre 13 persone che farebbero parte della medesima organizzazione”.
 L’On. Borghezio chiede: “la Commissione Europea come intende intervenire per contrastare questo fenomeno?
 La Commissione Europea non ritiene che dal primo luglio, data d’ingresso della Croazia nell’UE, ci si può attendere che molti migranti saranno interessati a raggiungere proprio il territorio croato per chiedervi asilo?”

Si, si, certo, come no

Un commento: “Come era facile intuire, ecco che la difesa (incredibile che possa pure essercene una, per un delinquente simile…) cerca di farlo passare per un infermo di mente, diagnosi che gli permetterebbe di avere una pena sicuramente meno pesante di quella che gli spetterebbe per gli efferati delitti commessi. La pazzia invece e’ stata di quelli che gli hanno permesso di restare qua, visto che aveva gia’ dato chiari segni di insofferenza e di incapacita’ a seguire le regole della nostra legge, che purtroppo ormai mostra molta piu’ comprensione per certi soggetti che non per chi la infrange in maniera molto piu’ blanda. Io sarei per imbarcarlo di nuovo, ma su una barchetta lasciata nei paraggi delle coste da dove e’ arrivato…”
Sono passati dieci giorni da quando, quell’11 maggio all’alba, il ghanese Mada Kabobo uscì per strada e diede sfogo ad una lucida follia: colpendo a picconate cinque persone, tre delle quali rimaste uccise. Sull’episodio, molto discusso, ancora si spacca l’opinione pubblica: colpa dell’immigrazione clandestina. Kabobo, interrogato dagli uomini del Nucleo radiomobile di Milano, subito dopo la strage si giustificò così: “Quando fumo droga e bevo alcol le voci che sento nella mia testa sono molto più forti, molto più nitide e mi dicono cosa devo fare”. Da qui la teoria che, il ghanese, non fosse pienamente lucido nel compiere il massacro. A sconfessare la testimonianza dell’omicida però i risultati negativi degli esami tossicologici: nessun stupefacente era presente nel suo sangue. Oggi dalla documentazione medica trasmessa dalla casa circondariale di Milano e in seguito alle dichiarazioni di Kabobo durante l’interrogatorio emerge invece che l’imputato porti “Segni inequivocabili di una situazione di infermità mentale”: così, per lo meno, illustra il pm milanese Isidoro Palma che ha richiesto una perizia psichiatrica per il 31enne. Ora si attende il responso del gip Andrea Ghinetti che deciderà se concedere, o meno, l’esame psichico.

Eurodittatura, migrazione e integrazione

Nell’Europa della crisi, democrazia, diritti e immigrazione sono temi sempre più spinosi da affrontare nel confronto politico a tutti i livelli. A Firenze, all’interno del Festival d’Europa (7-12 maggio), la Conferenza sullo Stato dell’Unione ha visto numerosi politici e rappresentanti delle istituzioni europee chiedere a cittadini e rappresentanti dei singoli paesi membri di affrontare il tema guardando al futuro. Le misure di austerità, adottate da molti stati europei sotto l’attenta vigilanza di Ue e Bce sembrano avere fornito nuovi argomenti a quella parte di Europa xenofoba e miope presente soprattutto nei paesi più provati dalla crisi. Non succede solo in Italia: la pericolosa “mancanza di trasparenza e legittimità” — come la chiamano il ministro dello sviluppo regionale portoghese Miguel Maduro e l’ex ministro degli esteri britannico David Miliband — sta creando un forte deficit democratico, accompagnato da risultati economici e sociali preoccupanti. L’Europa chiede ai suoi cittadini di non stare a guardare, ma al contrario di cogliere l’occasione delle elezioni europee del 2014 come un momento di grande partecipazione democratica. La scelta di chi ci rappresenterà, ha detto il Presidente Barroso, è cruciale per ristabilire la fiducia nel processo di integrazione economica e sociale. Ci chiede di non dimenticare che la solidarietà deve essere un valore fondante delle relazioni tra stati membri e tra i suoi cittadini. Istruzione, formazione, ricerca e sviluppo sono necessarie per evitare che le future generazioni siano stritolate dai vincoli fiscali. Investire negli stati membri più deboli, sottolinea Emma Marcegaglia (Presidente di Business Europe, la Confindustria d’Europa), rafforza l’integrazione e l’intesa politica all’interno dell’Unione.
L’Europa ci chiede di non utilizzare l’argomento dell’immigrazione nel dibattito politico e nei media in modo strumentale alla competizione elettorale, fomentando sentimenti xenofobi e razzisti. E ci chiede di non disconoscere il ruolo fondamentale dei migranti per la demografia e l’economia europea: “dire la verità” è il primo passo per rendere l’Unione Europea un posto attraente per i migranti — qualcosa di cui abbiamo davvero bisogno. L’Europa ci chiede di non continuare a demonizzare richiedenti asilo e migranti irregolari. Un tempo combattevamo le cause della migrazione (povertà e guerre), adesso combattiamo le persone. Ma, come ricorda la commissaria UE agli Interni Malmström, i trattati e le convenzioni sottoscritte dall’Europa sanciscono e proteggono i diritti umani di tutti, a prescindere dalla cittadinanza. In tema d’immigrazione, integrazione e asilo trovare un accordo condiviso da tutti gli stati membri è un percorso lento e niente affatto scontato. Nonostante ciò, nel giorno della Festa dell’Europa, la voce di istituzioni e politica si è unita a quella di accademici ed esperti per riconoscere che non si può fare a meno della migrazione nel territorio europeo, e che le politiche di difesa dei diritti e d’integrazione pagano più di quelle di sicurezza e repressione. Le politiche d’integrazione per i gruppi più vulnerabili della società (donne, bambini, disabili, migranti, rifugiati, ecc.) servono a confrontarsi e a costruire un’Unione Europea più sociale e solidale, che oggi manca e che darebbe legittimità anche al processo integrazione economica e finanziaria.
di Caterina Francesca Guidi e Laura Bartolini

Troika, cina e grecia

Ferrovie cinesi già al lavoro per strutturare le nuove reti di trasposto locali, multinazionali interessate agli scali aeroportuali regionali in un’ottica di trasporti aerei rapidi ed economici come negli Usa, l’idea di realizzare in Grecia una nuova vetrina informatica “europea” delle dimensioni della Hewlett Packard e la presenza della cinese Cosco nei cinque nuovissimi moli container nel porto di Pireo, oltre a cento battelli di ultima generazione che Atene acquisterà da Pechino. Sono i primi risultati del viaggio di affari intrapreso in oriente dal premier ellenico Antonis Samaras. Nella settimana dedicata a Pechino e a Baku a caccia di investitori, i numeri spiegano meglio di analisi e di commenti cosa ci guadagna la Grecia da una colonizzazione cinese e quanto i cittadini. Il Die Welt, dopo la Bild, si è addirittura spinto a definire Samaras l’uomo che ha condotto la Grecia del “Grexit” dall’euro a una permanenza più tranquilla. Ma a quale prezzo? Il primo ministro ha assicurato che la Cina investirà oltre 250 miliardi di euro in Grecia, per via di un’economia finalmente estroversa e tarata su un programma di 28 privatizzazioni. “Il nostro mondo sta cambiando – ha detto lasciando Pechino e atterrando a Baku per la seconda tappa di questo tour commerciale – la Cina esporta in tutto il mondo, la Grecia è un membro dell’Ue e può diventare la porta d’ingresso per promuovere i prodotti cinesi in Europa”. Aggiungendo che la Grecia è la prima potenza marittima del mondo, tra l’altro proprio più di 100 navi sono greche attualmente in costruzione nei cantieri navali della Cina a costi non ancora quantificati. Ma al di là delle affinità tra Socrate e Confucio (“vissero all’incirca nello stesso tempo” ha detto Samaras presentandosi al meeting di sviluppo elleno-cinese, promosso dal governo di Pechino), incoraggiano i 400 milioni di turisti cinesi nel mondo di cui il 5% è previsto che farà tappa in Grecia. Su questa consapevolezza il governo di Atene ha studiato delle misure ad hoc, come una app per gli i-pad in lingua cinese disponibile per crocieristi e per i visitatori orientali, oltre a facilitazioni per quanto concerne i visti.
Ma il piatto forte degli accordi siglati si ritrovano nel campo delle infrastrutture e dell’informatica. Pechino si inserirà con prepotenza nel sistema ferroviario e aeroportuale greco. In prima battuta parteciperà, con l’intenzione di vincere, alle gare per l’aggiudicazione della privatizzazione delle ferrovie greche, in secondo luogo, come una sorta di operazione a tenaglia, investirà sugli aeroporti. Ma non solo su quello internazionale di Atene, il cui 33% è stato appena ceduto alla multinazionale canadese Hochtief, bensì rilevando i tredici scali regionali presenti su tutto il territorio greco e utilizzandoli (almeno queste sarebbero le intenzioni secondo fondi ministeriali) come gli scali statunitensi, con costi bassi e rapidità di spostamento e in un’ottica tarata sull’attrattività turistica destagionalizzata. Il punto di domanda è quanta percentuale di questo benessere ricadrà sui cittadini, dal momento che le nuove leggi sul costo del lavoro previste dal memorandum della troika hanno abbassato salari e welfare: di fatto un incentivo solo per chi investe. Si aggiunga che la cinese Cosco ha già in mano i cinque nuovissimi moli containers che saranno sviluppati nell’imponente porto del Pireo, utilizzandolo come l’hub cinese verso il mercato europeo. Capitolo informatica: la Huawei e la ZTE sono due delle maggiori realtà high-tech del pianeta e sono cinesi. La prima ha un giro di affari di 35 miliardi di dollari e che in tre anni lieviterà fino a 70. Entrambe punterebbero a creare in Grecia un centro logistico come la Hewlett Packard. Rilevante il margine esistente nel settore marittimo, con opportunità che si aprono al 60% nel campo petrolifero e al 50% delle importazioni cinesi gestite da navi di proprietà greca. In parallelo, ben 146 sono le navi greche costruite in questo momento nei cantieri cinesi. Sotto l’Acropoli e nelle isole Cicladi quest’anno sono attesi migliaia di cinesi, ma non saranno solo turisti in cerca di souvenirs o di spiagge mozzafiato. Molti i magnati cinesi che ormai guardano all’Egeo come piattaforma di investimenti e di logistica verso l’Europa.

Buuuu

Sono allibito nel vedere pagine di giornali e articoli pomposi, scritti per un semplice “buuu” all’indirizzo di un calciatore.
Balotelli non è l’unico negro che gioca nel nostro campionato e neppure nel Milan, eppure è solo lui ad essere fischiato.
Qualcuno sa spiegarmi quale “razzismo” sarebbe quello che si indirizza unicamente verso una sola persona ed ignora le altre decine come lui ?
Non sarà che questa persona ne metta del suo (e tanto !) per attirare simili attenzioni dai tifosi ?





Entra ne