Dio stramaledica Luca Romagnoli…

No, tranquilli, non sono impazzito (come certi mentecatti mi scrivono…), non parlo certo di Luca Romagnoli leader della Fiamma Tricolore, ma di quel simpatico cantante del gruppuscolo rock “Management del Dolore Post-Operatorio” che, durante il concerto del 1 maggio a Roma, prima di essere portato via di peso dalle forze dell’ ordine per essersi spogliato nudo, ha esibito un preservativo come fosse una Particola, con mimica e commenti blasfemi. 
Non basta che gli organizzatori (sindacati ? andate in nord corea !) si siano dissociati, non basta che lui stesso sul proprio sito si definisca “idiota”. Come ho fatto per la Bonino nel recente passato, mi auguro che Dio lo stramaledica.
Tanto per lui Dio non esiste…
PS: e che Dio stramaledica anche i dementi che lo hanno applaudito… 
 Dies Irae, dies illa
solvet saeclum in favilla:

teste David cum Sybilla.

Quantus tremor est futurus,
Quando judex est venturus,

Cuncta stricte discussurus.

Tasse, immigrazione, omosessualità

Su questi tre punti cadrà Letta.
Il Centro Destra non potrà mai accettare non solo l’aumento, ma neppure il mantenimento dell’attuale pressione fiscale, a cominciare dalla tassa sulla casa che è una aberrazione priva di sottostante giustificativo che non sia l’avidità delle clientele di stato.
Un vero Italiano non potrà mai accettare di passare dal nostra tradizionale ius sanguinis di derivazione Romana, al barbaro ius soli di derivazione germanica per regalare la nostra terra agli ultimi venuti che trasformerebbe in cittadini tutti coloro che nascessero sul nostro suolo.
Qualsiasi persona civile e sensata non potrebbe accettare che si trasformi il matrimonio in un giochino di ruolo destinato (tra l’altro con costi pubblici non indifferenti quali la reversibilità della pensione e l’assistenza sanitaria) persino a persone del medesimo sesso.
E su questi temi non c’è una “via di mezzo”.
O si tassa la casa o non la si tassa.
O si concede la cittadinanza a chiunque oppure restano le regole esistenti.
O il matrimonio è cosa seria da celebrarsi rigorosamente tra un Uomo e una Donna, oppure diventa una barzelletta.





Entra ne

Nostra signora dello Ius soli (priorità degli italiani)

Missione: legge per la cittadinanza. Il neo ministro Cecile Kyenge e’ tornata a Modena, città dove arrivò alcuni anni fa dal Congo e dove, prima di essere eletta in Parlamento, praticava la professione di oculista. Proprio dalla cittadina emiliana, la titolare dell’Integrazione ha ribadito la priorità del suo incarico, il riconoscimento dello ius soli. Per farlo, però, è necessario intavolare un dibattito con il Pdl. “Un governo – ha sottolineato il ministro – è come una squadra, e quindi bisogna lavorare insieme. Mi piacerebbe, però, che partisse un percorso di dialogo fra le diverse parti politiche sul punto dello ius soli. Il mio compito è dare a chi ha scelto questo paese la possibilità di fare fino in fondo il suo percorso migratorio”. Le cifre sono alte. “Dobbiamo riuscire a dare identità ai molti figli, sono un milione di bambini, di origini straniere, che ancora oggi attendono di avere la cittananza italiana”. Per questo per il neoministro “sarebbe giusto” che chi nasce in Italia potesse essere considerato cittadino italiano. Per quanto riguarda il tema caldo dell’accoglienza, Kyenge ha detto di non amare la parola ‘filtro’: “E’ un termine – ha spiegato – che mi spaventa. Il mio compito è dare a chi ha scelto questo paese la possibilità di fare fino in fondo il suo percorso migratorio”.
BOLDRINI: “AUSPICABILE” – La neo ministro ha subito incassato il sostegno della presidente della Camera Laura Boldrini, che si è dichiarata apertamente a favore: “In Italia sarebbe veramente auspicabile rivedere la legge sulla cittadinanza – ha detto – e da lì sviluppare una normativa che sia all’altezza delle nuove sfide”.
PDL: “SCELTA DEMAGOGICA” – Dal Pdl, invece, è arrivata una pioggia di critiche. “Non sono accettabili colpi di mano o scelte demagogiche“, è il commento del vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri. “Dico anche ai ministri che il passaggio allo ius soli non è ipotizzabile. La concessione automatica della cittadinanza a chiunque nasca in Italia sarebbe un errore”, ha proseguito Gasparri.
PD: “PRINCIPIO DI CIVILTA’” – “Non accettiamo diktat sullo ius soli – ribadiscono in una nota congiunta un gruppo di senatori e deputati Pd – La legge sulla cittadinanza a chi nasce nel nostro Paese va approvata. Lo ha rammentato spesso il capo dello Stato ed è materia che ci avvicina all’Europa“. E la replica a Gasparri è arrivata dal deputato del Pd Khalid Chaouki: “Gasparri eviti di fare di un principio di civiltà, più volte richiamato dal presidente Napolitano, una battaglia ideologica sulla pelle dei bambini”. La polemica si è fatta poi più aspra con il vicepresidente del Senato a mantenere il punto. “Lo ius soli non sarà mai legge della Repubblica italiana”.
PROPOSTA DI LEGGE PD – All’inizio delle legislatura il Pd ha presentato alla Camera una proposta di legge che rende più semplice diventare italiani per i figli degli immigrati: ottiene la cittadinanza chi nasce in Italia con almeno un genitore residente da cinque anni e il minore che arriva nel paese e conclude almeno un ciclo scolastico (elementari, medie, superiori o formazione professionale). I firmatari sono Bersani, il ministro Kyenge, il capogruppo Roberto Speranza e il responsabile per i ‘nuovi italiani’ Khalid Chaouki (italo-marocchino).
LA PROPOSTA DI SCELTA CIVICA -Lunedì anche Scelta civica presenterà una sua proposta di riforma della legge di cittadinanza, firmata dal deputato Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio.

Contrordine compagni!

Dopo la polemica arriva la rettifica. Sempre attraverso la tanto contestata rete. Laura Boldrini ha cambiato idea: nessun giro di vite al mondo del web. E nessuna anarchia. A ventiquattro ore di distanza dall’intervista rilasciata a Repubblica il presidente della Camera torna a parlare delle minacce ricevute via internet. “Grazie per la solidarietà. Mai parlato di anarchia o nuova legge per web. Obiettivo è arginare la violenza contro le donne, anche in rete”, ha cinguettato su Twitter. Poco dopo su Facebook arriva una precisazione più corposa: “Vorrei ringraziare tutte e tutti per i tanti attestati di solidarietà arrivati da parte di cittadini, associazioni, esponenti politici, sindacali, religiosi e rappresentanti istituzionali. Desidero anche ribadire il senso dell’intervista con Concita De Gregorio, uscita ieri su Repubblica, in merito alle diffamazioni, alle minacce, alle intimidazioni che mi riguardano diffuse attraverso il web. Nell’intervista non parlo mai né di anarchia, né di censura, né della necessità di una nuova legge”. “Anzi, proprio perchè credo nel potenziale partecipativo e democratico della rete – prosegue la presidente della Camera -, ho voluto attivare ed utilizzo quotidianamente, da presidente della Camera, una pagina Facebook ed un profilo Twitter, che considero strumenti utili al confronto e al dialogo. Ci tengo, anche con questi mezzi, ad accorciare le distanze tra le istituzioni ed i cittadini. Ma le minacce, gli insulti, le intimidazioni, la violenza non sono mai accettabili, nè dentro il web nè fuori. Nell’intervista, dunque, intendevo aprire un confronto sulla violenza contro le donne, che si manifesta anche attraverso internet. Un raffronto può servire. La pedopornografia, in rete, viene seguita e perseguita con attenzione e preoccupazione. Quello che di sconcio accade contro le donne viene, invece, spesso sottovalutato e ridotto a goliardata machista. È un problema che deve riguardare tutti, non solo noi donne. L’obiettivo è arginare la violenza. Sono certa che saprà condividerlo anche chi ha giustamente a cuore la libertà della rete”. Le dichiarazioni pubblicate dal giornale di Ezio Mauro avevano scatenato un pioggia bipartisan di dichiarazioni di solidarietà nei confronti dell’esponente di Sel, ma anche molte critiche per l’ipotesi – ieri ventilata e oggi smentita – di regolamentare il far west di insulti e minacce che spesso esplode in rete.

Biancofiore simbolo di Libertà

La canea montata dalle associazioni omosessuali contro Michaela Biancofiore ha intimidito Enrico Letta che, dimostrandosi privo di quegli attributi che contraddistinguono un Uomo, ha cambiato le deleghe alla sottosegretaria del PdL.
I comunisti gongolano e ci riprovano con la Lorenzin.
Che terrà duro, visto che sarebbe molto difficile spostarla in altro dicastero come è stato fatto per le deleghe della Biancofiore.
Leggendo i commenti agli articoli dei quotidiani online ho constatato con piacere come sia unanime, tra i lettori del Centro Destra, lo sdegno verso gli omosessuali e questo significa che a livello popolare si sta prendendo consapevolezza di quanto le associazioni omo abbiano tracimato pur di vedere accolti i loro capricci.
Il nostro limite è che la questione omosessuale è sempre stata residuale.
Forse, adesso, grazie all’aggressione subita dalla Biancofiore – alla quale va ovviamente la mia totale solidarietà anche se non ho apprezzato certe sue interviste difensive – si potranno adottare più efficaci contromisure.
Intanto Biancofiore, da “simbol d’amore” nell’inno della defunta Democrazia Cristiana ed incarnandosi in Michaela Biancofiore è diventata simbolo della Libertà, di pensiero, di opinione e di manifestarli.



Entra ne

Il Governo Letta cala subito le braghe davanti ai pederasti.

 La debolezza del governo Letta si manifesta al primo intoppo, calando letteralmente le braghe (occhio !!!) davanti alle isteriche proteste della comunità LGBT, arrivando a levare le deleghe a Michela Biancofiore come segretario delle pari opportunità e spostandola alla pubblica amministrazione e semplificazione. Come volevasi dimostrare, ovvero quanto l’ intolleranza delle lobbies gay sia diventata ormai palese a tutti.

Entra ne

Berlusconi Padre della Patria

Violante, Renzi, Cacciari, Fassina.
Vecchi e nuovi, comunisti trinariciuti e in doppio petto sono insorti contro l’autocandidatura di Berlusconi a presiedere la commissione che dovrebbe cambiare una ormai obsoleta costituzione.
Credo che la reazione abbia divertito il Cavaliere che ha posto la sua candidatura per presiedere tale commissione, posto che, con tutte le cariche istituzionali (presidenza della repubblica, senato, camera, governo, corte costituzionale) in mano alla sinistra non può che essere attribuita al Centro Destra.
E chi meglio di Berlusconi potrebbe rappresentare il Centro Destra del suo indiscusso Leader ?
Ma se Berlusconi volesse veramente di occuparsi di articoli e commi, avrebbe spifferato ai quattro venti questa sua candidatura o, piuttosto, non avrebbe mandato lo zio Letta Gianni a parlare con il nipote Letta Enrico per far trovare la tavola imbandita ai commensali ?
Berlusconi è Padre della Patria a prescindere dalla presidenza della commissione ed in funzione dei suoi venti anni di attività politica, venti anni (che possono aumentare …) che passeranno alla storia come gli anni di Berlusconi.
E i signori che sono insorti hanno avuto la stessa reazione del cane di Pavlov, dimostrandosi non tanto più evoluti della famosa bestiola.





Entra ne

Vorrei ma non posso (i moralisti)

Doveva essere abolita, cancellata con un rapido tratto di penna dal bilancio sparagnino della Regione Sicilia. E invece la Tabella H, il capitolo di bilancio simbolo di Mamma Regione che ogni anno elargisce fondi a pioggia a enti e associazioni, è rimasta saldamente al suo posto. “L’hanno voluta i deputati, io volevo cambiare le regole” si è difeso il governatore Rosario Crocetta, che aveva annunciato la morte definitiva di quel capitolo di spesa dalle mille indiscriminate mance. Secondo i piani del presidente le associazioni meritevoli del contributo regionale dovevano essere individuate dal governo dopo un’attenta istruttoria. Il Parlamento però ha storto il naso. “Onorevoli colleghi, ve la sentite voi di togliere i contributi a queste associazioni?” apostrofava l’aula Totò Cordaro del Cantiere Popolare. Nossignore. Gli onorevoli colleghi dell’onorevole Cordaro ovviamente non se la sono sentita. E l’onorevole mancia da 25 milioni di euro (8 in meno rispetto agli anni passati) è rimasta al suo posto. “Hanno diminuito i contributi alle associazioni che si occupano del sociale mantenendo mance ad una serie di enti di cui non si scorge l’utilità” denuncia Giancarlo Cancelleri del Movimento Cinque Stelle. “Abbiamo deciso – continua Cancelleri – di istituire un osservatorio sulla Tabella H per capire questi contributi a sei cifre come vengono utilizzati e da chi”.
Nel frattempo però enti come la fondazione Federico II tirano un sospiro di sollievo: alla fondazione molto cara al deputato del Pdl Francesco Cascio saranno destinati 264 mila euro per “lo svolgimento dei propri fini istituzionali”. Quali fini istituzionali? Le visite a Palazzo dei Normanni. Contributo confermato, ma ribassato di duecentomila euro, anche per il Coppem: il Comitato permanente per il paternariato euro mediterraneo incasserà quest’anno 470 mila euro per “promuovere la cooperazione e lo sviluppo locale”. Quasi un regalo alla precedente maggioranza dato che sul sito web dell’ente si scopre che il presidente è stato, finché è rimasto in carica, l’ex governatore siciliano Raffaele Lombardo, attualmente imputato per mafia a Catania. L’accusa di riciclaggio è finita invece in prescrizione già nel 2009 per il professor Sandro Musco, già consulente dell’ex presidente siciliano Rino Nicolosi, oggi fondatore e presidente dell’Officina di Studi Medievali, associazione a cui spetteranno 250 mila euro di soldi pubblici. Settantotto mila euro invece saranno elargiti all’associazione Lapidei Siciliani, mentre all’associazione siciliana Emigrati e Famiglie spetteranno 45mila euro. Sessantasei mila euro garantiranno anche l’esistenza dello storico Istituto Internazionale del Papiro, mentre 84mila euro rimpingueranno invece le casse della sede palermitana dell’essenziale Società Siciliana di Storia Patria presieduta dall’onnipresente Gianni Puglisi, recordman italiano degli incarichi. Il parlamento non ha dimenticato l’importanza dell’Istituto superiore del giornalismo, finanziandolo con 343mila euro, quasi la stessa cifra devoluta all’Autodromo di Pergusa.
Trentamila euro serviranno invece per il funzionamento del centro regionale della fauna selvatica mentre ammonta a ben 415 mila euro il contributo per far sopravvivere la sagra del mandorlo in fiore, i carnevali di Sciacca, Acireale, Termini Imerese, Misterbianco, Barcellona Pozzo di Gotto, Trecastagni e Partanna Mondello, e il leggendario presepe vivente di Custonaci. Esiguo, appena 20 mila euro, il contributo al museo delle ceramiche di Burgio, piccola cittadina di duemila abitanti in provincia di Agrigento, che ha dato i natali a Nelli Scilabra, giovane assessore alla formazione di Crocetta. Al centro Ettore Majorana di Erice finiscono invece ben duecentomila euro: il fondatore del centro è Antonino Zichichi, l’ex assessore ai beni culturali silurato da Crocetta dopo poche settimane dalla nomina. Il governatore avrebbe voluto sostituirlo con il mecenate Antonio Presti, che però ha rifiutato. In compenso nella Tabella H ci sono anche 80 mila euro per l’associazione Fiumara d’Arte che fa capo proprio a Presti, padrone di casa di Crocetta, dato che il governatore ha fissato la sua residenza all’Atelier sul Mare di Tusa, l’incantevole albergo museo realizzato dal mecenate messinese. Chiude l’elenco delle maxi mance l’Accademia dei zelanti e dei dafnici di Acireale che beneficerà di ben 96mila euro. Qualcuno potrebbe chiedersi: a cosa serve l’Accademia? Il presidente Giuseppe Contarino lo spiega zelantemente sul sito web. “Mette a disposizione di tutti ciò che possiede per fermare l’imbarbarimento e aiutare a crescere. L’Accademia vuole offrire a tutti solidarietà e incentivi per realizzare un nuovo umanesimo”. Chapeau.

Non servono ricerche, basta guardare i fatti

I suicidi legati alla crisi sono aumentati del 10-15 per cento negli ultimi due anni. La stima è stata fatta da Maurizio Pompili, direttore del servizio per la prevenzione del suicidio dell’ospedale S.Andrea di Roma, evidenziando una concentrazione maggiore tra gli italiani in età lavorativa, soprattutto uomini dai 25 ai 69 anni. “A innescare i pensieri di morte e la soffocante sensazione di non farcela più possono essere problemi economici di entità molto diversa”, ha spiegato all’Adnkronos, “poche migliaia di euro in alcuni casi, debiti milionari in altri”. “Non è mai facile avere dati precisi su questo fenomeno drammatico”, ha precisato l’esperto, “perché al di là delle notizie di stampa l’associazione tra crisi economica e suicidio non è immediata o univoca e possono esserci anche altri fattori che hanno contribuito a portare una persona a togliersi la vita”. Ma – ha aggiunto – ”il monitoraggio che stiamo conducendo da tempo conferma per l’Italia negli anni della crisi quanto osservato in precedenza in frangenti di pesante difficoltà economiche, come gli anni della grande recessione in America”. Pompili ha poi fatto un appello. “Le richieste di aiuto sono fondamentali, perché i suicidi si possono prevenire”, ha detto. “Il nostro Paese vive un momento particolarmente difficile e lo testimonia l’aumento del 40 per cento delle richieste di aiuto che abbiamo ricevuto nei primi tre mesi del 2013 al centro. Richieste che arrivano da dipendenti che hanno perso il lavoro o rischiano di perderlo, e che non sono più in grado di mantenere la famiglia. Ma anche imprenditori che devono affrontare un fallimento e il peso che questo avrà sulla vita di altre persone”.
Il direttore del servizio per la prevenzione del suicidio del S.Andrea ha spiegato infine che finora nei primi tre mesi del 2013 al Centro di prevenzione suicidi sono state fatte 140 visite, per un totale di 7-800 interventi nel 2012. “A chiamarci sono familiari preoccupati, ma anche i survivors, i sopravvissuti a chi si è dato la morte”, ha raccontato. “E proprio da queste telefonate emerge che a far saltare l’equilibrio di persone magari più vulnerabili in un particolare momento della loro vita possono essere piccole, come grandi cifre: da poche migliaia di euro a milioni di debiti”.