Doppio suicidio (con l’aiuto dello stato)

Un commento: “Purtroppo questi due ragazzi non facevano parte delle fasce deboli e bisognose così come elencate ed enumerate da Laura Boldrini nel suo discorso di insediamento (clandestini, zingari, gay etc…). Erano solo due italiani. Vediamo fin quando il popolo italiano si farà impunemente prendere in giro dai bei discorsi…”
“Siamo senza lavoro”. Il messaggio scritto in due lettere vergate dalla stessa mano potrebbe spiegare, almeno in parte, la motivazione di quello che appare un doppio suicidio. Due ragazzi, di 33 anni, sono stati trovati intorno alle 13 in un appartamento di piazza Tommaseo. Erano stesi su due letti differenti, ciascuno con un sacchetto intorno al collo contenente gas a uso domestico. A spiegare il gesto le due lettere, dove si lamenta anche la mancanza di relazioni famigliari. Ad allertare le forze di polizia è stata la madre di uno dei due uomini che non riusciva ad entrare in contatto con il figlio. Intervenuti i vigili del fuoco, poiché l’appartamento era chiuso dall’interno, gli agenti hanno trovato i due cadaveri.

Nel caso non si fosse capito…

[…] L’Eurostat stima un deficit italiano al 3 per cento del Pil nel 2012, in rialzo di 0,1 punti dalla stima provvisoria di febbraio. Bruxelles ricorda quindi che, mentre l’Italia non ha ancora un nuovo governo, la strada economica per il prossimo esecutivo è stretta e in salita. E risulta quindi difficile pensare che le proposte di diminuzione delle tasse come l’abolizione dell’Imu e la cancellazione del punto in più di Iva – puntualmente elencate da chi chiede ai partiti di fare in fretta – potranno essere raggiunte nel breve termine. [continua qui]

Il presidente della partitocrazia e delle banche. In arrivo la violenza di stato di Marco Della Luna

“Tutto ciò che fa il parlamento è democratico” rassicura Stefano Rodotà, dall’alto delle sue rendite pubbliche. “Soprattutto se quel parlamento è un parlamento di nominati, nominati da non più di venti persone delle segreterie/cda dei partiti” – ha dimenticato di aggiungere. Napolitano, già sottoscrittore, col Prodi, della privatizzazione di Bankitalia nel 2006 e corresponsabile politico del governo Monti, si conferma garante, all’interno, della coesione della partitocrazia necessaria alla tutela degli interessi della partitocrazia stessa; e all’esterno, garante della obbedienza dell’Italia a una politica economico-finanziaria che avvantaggia il capitalismo bancario straniero a danno degli italiani. E’ a questo che deve il suo successo e la sua ri-elezione, a questa capacità di duplice e congiunta garanzia, che gli assicura il sostegno “delle cancellerie che contano”. Ci manca solo che ora anche Bersani faccia il sacrificio di rimanere in carica e che Berlusconi accetti un Amato a Palazzo Chigi. La partitocrazia, traballante per la sua delegittimazione e i disastri delle sue scelte, rinuncia a ogni finzione di cambiamento invocato dalla gente, modifica quanto serve la costituzione, e si prende qualche mese aggiuntivo ricompattandosi e mummificandosi. Ha un anno e mezzo al massimo, per realizzare due cose:
– o rilegittimarsi attraverso un rilancio dell’economia e dell’efficienza del sistema paese,
– oppure allestire un apparato autocratico di repressione e di intimidazione poliziesche dell’inevitabile rabbia di popolo, che potrebbe sfociare nella prima rivoluzione italiana (la quale sarebbe anche la prima azione collettiva unificante e fondatrice di una unità nazionale italiana, sinora n on realizzatasi).
Qualcuno pensa che, fra altri sei mesi di peggioramento economico quale stiamo avendo da anni, si potrà governare gli italiani col loro consenso e con le buone, senza ricorrere alla violenza di Stato? Ricordo che in Italia la ragion di Stato è ricorsa alle stragi terroristiche per delegittimare il dissenso radicale su temi socio-economici. Vorrei poter pensare che un governissimo di scopo possa rilanciare l’Italia, ma so che gli strumenti per la prima possibilità mancano, essendo stata ceduta la sovranità non solo monetaria, ma anche fiscale e finanziaria, ed essendo stato eretto a norma costituzionale il dogma monetarista. Gli strumenti per la seconda, invece, ci sono tutti, grazie al MES, al Trattato di Lisbona e all’Eugendfor, che è il sistema di polizia europea, composta esclusivamente di corpi militari e non civili, sottratta alla normale responsabilità e giurisdizione, e senza limitazioni nei tipi di armi che può usare contro i civili – vedi gas letali ed armi elettromagnetiche e acustiche subletali. Sapendo che l’economia italiana non ripartirà, è ovvio che il governo delle larghe intese avrà come asse portante l’organizzazione dell’apparato autoritario e repressivo, iniziando con un adeguato battage mediatico preparatorio. “Il dissenso può essere espresso solo nelle forme della legalità”, continua la rassicurazione di Rodotà, dall’alto dei suoi redditi. Ma che fare se le forme della legalità vengono svuotate e calpestate dal palazzo che difende i suoi interessi contro quelli di un popolo che non rappresenta, anzi tradisce? Emigrare o insorgere o aspettare che lo schifo marcisca del tutto e cada da sé?

Re Giorgio bis, due notizie

Chiusura in rialzo per Piazza Affari. Il Ftse Mib segna a fine seduta +1,65% a 16.021 punti seguito dall’All Share che registra +1,37% a 17.004. Gli acquisti premiano anche i listini europei, dopo che i ministri finanziari del G20 hanno riaffermato «la determinazione a sostenere la crescita e creare lavoro» e si sono impegnati a cancellare i disallineamenti dei tassi di cambio, evitando la svalutazione competitiva delle valute. All Share ha guadagnato l’1,48% a 17.021 punti.
I BANCARI – Tra gli istituti di credito, guidano i rialzi Banco popolare (+4,46%), Ubi (+4,41%), Bpm (+3,25%), Unicredit (+2,70%). Mediobanca +1,96%, Intesa sp +1,78%, poco sotto la parità Mps (-0,20%). Tra gli assicurativi, molto bene Generali (+5,15%) sostenuta anche dalla promozione (da ‘equal weight’ a ‘overweight’) di Barclays. Bene l’energia con A2a (+4,87%), Enel (+2,70%) e Saipem (+1,65%), che si è aggiudicata nuovi contratti E&C offshore in America Latina per un valore totale di circa 500 milioni di dollari. Eni +0,46%. Nell’industria, in rialzo Fiat (+1,72%). Sugli scudi Mediaset (+5,07%). Parmalat guadagna l’1,52%, dopo che il cda ha deliberato di ritirare il progetto di bilancio 2012 in seguito alla sentenza del tribunale che ha decretato la restituzione della Centrale del Latte di Roma al Comune. Fuori dal Ftse Mib, segno meno per Rcs (-2,98%), dopo le dimissioni di Andrea Bonomi dal cda.
I DATI MACRO – Sul fronte macro, gli occhi sono puntati in settimana sui dati americani, in particolare sul pil che verrà pubblicato venerdì.
Distrutti. Tutti i file delle conversazioni tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino, registrate nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, sono stati cancellati. Lo ha disposto il giudice per le indagini preliminari di Palermo, Riccardo Ricciardi.
I FILE – La distruzione dei file audio è avvenuta, lunedì mattina, nel carcere Ucciardone, dove si trova il server in cui i file erano conservati. Alle operazioni ha partecipato il tecnico della Rcs, la società che gestisce gli impianti di intercettazioni per conto della Procura di Palermo.

Parma sale in B, il Bologna scende in classifica

Parma Rugby vs Bologna Rugby 1928

Bologna (21/04/013), Bologna Rugby 1928 vs Rugby Parma

Bologna Rugby in panne oggi: tre mete (da fotocopia) subite nei primi 8 minuti del primo tempo.

Sfacelo totale: i Rossoblù provano un contrattacco.

Niente da fare: il Parma torna all’assalto e trova i padroni di casa del tutto spaesati.

Errori difensivi a tutto andare. I Gialloblù sono dappertutto: ma quando il punteggio è 20 a 6 per gli ospiti, il Bologna si sveglia e segna la prima meta al limite del primo tempo.

La ripresa vede i Rossoblù riprendersi con un calcio piazzato.

Ma il Parma segna ancora e trasforma.

Finale di partita al cardiopalmo, con Bologna che fa entrare tutti i giocatori in panchina e tenta il recupero.

Arriva la meta per impedire il disonore: ancora a meno 4.

Ma arriva il fischio finale e si chiude una brutta parentesi.

Ed anche quest’anno non arriva la B a cui, invece aspirano gli avversari odierni: il Bologna perde la posizione acquisita in classifica.

Governo subito, voto ad ottobre

Napolitano è stato rieletto.
Non ha bisogno di altri minuetti: ha già il programma e la maggioranza parlamentare.
Subito il governo.
Subito un decreto per abolire l’imu (prima rata a giugno !).
Poi una legge per tagliare le unghie ad Equitalia.
Quindi l’abolizione del premio maggioritario regionale per il senato per trasformarlo in premio nazionale e la decadenza immediata dei parlamentari che cambiano casacca.
Votare a ottobre si può.





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Napolitano chi? Quello del Golpe?

saggi-napolitano

Scusate, io sono notoriamente un po’ ritardato e non arrivo a capire certe logiche. Per esempio non ho ancora capito, ma ho speranza che qualche illuminato del Pdl mi faccia capire, come fino all’altro ieri Napolitano fosse considerato (penso giustamente) l’autore del Golpe contro Berlusconi nel novembre 2011

A letto col nemico

A sinistra dovranno farsene una ragione: o un governo con Belzebù Berlusconi, oppure nuove elezioni che porteranno quello stesso Belzebù a non aver bisogno dei loro voti per stare al governo.
Non piace a loro, non piace a noi.
Ma non esiste una terza via.
Abbiamo perso quasi due mesi dal voto che ha sancito numeri inequivocabili.
L’incognita è data dall’affidabilità di quello che fu uno dei partiti più organizzati e monoliti d’Italia, i cui resti si chiudono senza speranza nei palazzi che avevano occupato con tracotante sicurezza.





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Di male in Grillo

Ho ascoltato alcune interviste fatte ieri ai grillini che manifestavano davanti a Montecitorio.
Il filo conduttore era la litania secondo la quale Rodotà sarebbe stato il prescelto dai “cittadini”, dal Popolo.
Ho qualche dubbio che candidare chi è arrivato terzo in una consultazione alla quale hanno partecipato quarantottomila persone dia la patente di “voluto dal Popolo”.
Come non credo che la maggioranza del Popolo sia rappresentata da chi urla più forte.
La politica è ben altro e deve avere come obiettivo il Benessere di tutti, non la rivalsa di alcuni.
Berlusconi, in tal senso, ha dato una lezione di politica non solo a Bersani, ma anche a Grillo che sembra stia raccattando il peggio del vecchio ribellismo comunista, tanto da essere raggiunto a sostegno in piazza da rifondazione comunista e in aula da Vendola.
In compenso i comunisti sembra abbiano assorbito il peggio della vecchia dc.







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