Sindaco dei romani o dei rom ?

I comunisti, nella loro orgia demagogica, hanno ormai “sbracato” con le “primarie”, organizzandole per ogni elezione.
Per gonfiare il numero degli “elettori” votanti, le hanno aperte ad immigrati e sedicenni.
Ieri, proprio dal loro interno, è arrivata una denuncia (poi il tiro è stato corretto …) circa una massiccia e organizzata presenza dei rom ai seggi per le “primarie” che dovevano designare il candidato sindaco di Roma.
Grazie ai comunisti adesso abbiamo un esempio concreto che ci dice come non debba essere concessa, con la facilità che vorrebbero gli immigrazionisti, la cittadinanza agli stranieri e, tanto meno, il voto che deve restare un diritto ed una prerogativa di chi ha la nazionalità italiana.
Ai romani scegliere se vogliono eleggere il LORO sindaco o il sindaco dei rom.







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Il ruolo delle rivoluzioni internettiane

Ecco la rete dei Grillini. La struttura piramidale su cui sono stati progettati
i sistemi di controllo delle masse come Blog e Forum.
 
 

Il World Wide Web (nome di origine inglese), in sigla WWW, più spesso abbreviato in Web,anche conosciuto come Grande Ragnatela Mondiale, è un servizio di Internet consistente in un insieme vastissimo di contenuti multimediali e di servizi accessibili a tutti o ad una parte selezionata degli utenti di InternetSpesso assumiamo certe sigle e acronimi dimenticandone la loro denominazione (e funzione) mondialista. Questo articolo prelevato dal sito Etleboro, ci spiega la natura delle rivoluzioni e rivolte colorate internettiane, chi le promuove e a chi giovano. Ovviamente rientra in questo novero anche il recente grillismo. Non siamo più al todo logo ma al todo avatar. Si pensi ad esempio al V del Vaffan Day a 5 stelle. Un V rossa che emerge anche dalla parola moVimento. Non siamo più al medium come mezzo di comunicazione di massa, ma al mezzo-fine in sé e per sè. Al medium-message al di là del contenuto. Credo che questo pezzo fornisca un’ottima riflessione di quanto stiamo vivendo, dei mezzi informatici adottati che stanno diventando per noi, invasivi come comuni elettrodomestici. Ma anche delle trappole ivi nascoste. Le potenti oligarchie finanziarie ci inoculano il veleno ed esse stesse ci danno l’antidoto. Il loro.




Resterà una vana illusione la tanto attesa rivoluzione che il cosiddetto ‘movimento del web’ ha previsto, lasciando dietro di sé terra bruciata e delusione in chi ha creduto di poter cambiare il sistema. Questa osservazione non vuole essere un’espressione politica, bensì solo l’amara constatazione scaturita dall’analisi della manipolazione demagogica che è stata effettuata sulle masse, grazie agli efficienti strumenti forniti dal web. Tutto sembra facile, campagne elettorali e conferenze mondiali in streaming senza alcun dispendio di denaro pubblico, comunicazione trasparente e partecipazione collettiva. Un miraggio che diventa realtà, se si pensa che il costo della politica si aggira intorno a 1-2 miliardi di euro. Ma quello che può sembrare un’utopica realtà, alla portata di tutti e a costo zero, si rivela un’arma a doppio taglio, consegnando nelle mani dei ‘nuovi Banchieri’ le chiavi per comprendere e quindi raggirare l’elettorato italiano. L’entità che infatti si annida dietro questo movimento, non è il frutto di un complotto degli Illuminati o del Nuovo Ordine Mondiale, non è una lobby petrolifera o del nucleare.
Il fenomeno del grillismo è davvero il prodotto del Web, e quindi delle lobbies della cybernetica, dell’open source e delle multinazionali dell’informatica. Google, You Tube, Yahoo, Facebook, Skype, ecc., sono i nuovi banchieri, che non avranno bisogno di petrolio perché è cambiato il controvalore economico. “La crisi è proprio questo, è l’ingresso della cybernetica nella produzione reale, la distruzione del controvalore numerario di oro e valuta, per far posto all’unità di valore intellettuale cibernetico, che può essere il click dei banner, il download e il numero delle ricerche: questi saranno i parametri che misureranno le nostre prestazioni intellettive, la compravendita di servizi e merci, e la stessa visibilità sociale” ( Da Etleboro, “ISP e informazioni: banche centrali e moneta del futuro”, 17 dic 2008).
Società come You Tube e Facebook, forniscono in maniera gratuita gli strumenti , per far sì che si vengano a creare dei movimenti spontanei che possano utilizzarli per comunicare. Anche se non si condividono i metodi e gli applicativi imposti, con il tempo non si potrà fare a meno di loro, entrando inevitabilmente negli usi e costumi quotidiani. Non è necessario essere d’accordo con loro, ma impongono che tu gli dia fiducia, anche se loro non si fidano di te. Dovremmo cominciare a fare un po’ di conti, e quantificare il costo ipotetico da sostenere per far riecheggiare nell’etere il suo Tsunami Tour in diretta streaming in HD, con migliaia di utenti collegati in tutto il mondo. L’effetto domino è stato simile a quanto accaduto con la Primavera Araba e i movimenti di Occupy , dove tutto è stato organizzato attraverso blogger e attivisti anonimi, sapientemente addestrati per diffondere idee e simboli sintetici di false rivoluzioni. Il tutto amplificato dall’accreditamento dei media internazionali, che hanno presentato al mondo “il volto della resistenza al regime”, consacrando loro il ruolo di opposizione ufficiale ai poteri da abbattere. Nella realtà, le rivoluzione amare del “Game Over” di Egitto, Libia, Tunisia e Algeria non hanno fatto che riportare la bandiera di Al quaeda nel Nord Africa, fanatici tagliagole e violentatori, che hanno preso il posto di quella che era chiamata democrazia del web (Da Etleboro, “I mercenari della democrazia”, 7 ago 2012 “Un’arma di distruzione di massa digitale, 23 giu 2011 “La rete di Soros che finanzia il crimine invisibile”, 10 mar 2011)
Oggi si è caduti invece nel ridicolo, e si vuole presentare delle società private come un simbolo di garanzia democratica. E pensare che fu proprio la IBM a vendere alla Germania Nazista i sistemi per catalogare gli ebrei, creando le prime macchine di calcolo dei dati, mentre oggi i Mormoni battezzano i morti per ampliare gli adepti che “discendono dalla setta”, grazie alla più grande catalogazione delle anagrafi di oltre 100 paesi, grazie ad un imbroglio informatico. Le società cibernetiche si sono già appropriate dell’esperienza delle sette, e stanno studiando sistemi che consentiranno di aggiornare un profilo anche da morto, manomettendo la vita storica degli esseri umani. Non è altro che business, che va oltre lo Stato, con un piano strategico che porterà ad accumulare soldi e ricchezza, grazie ad un patrimonio inestimabile. “Le masse occidentali infatti credono di avere un potere e dei diritti, ma è così solo in apparenza: con il tempo le loro prerogative sono passate nelle mani di speculatori, delle holding dell’informazione. Questi, tramite il loro potere di comunicazione, muovono le masse facendo leva sui loro consumi. Gli “invisibili” – come chiameremo le entità economiche che gestiscono questo sistema vitale – hanno capito che, nutrendoci con dei beni materiali e culturali medio-bassi, possiamo essere manipolati mediante un piccolo slogan e dei discorsi politici. Le masse, utilizzando Twitter e Facebook, non fanno altro che alimentare i potenti fornendo loro le proprie informazioni. Tali meccanismi ci fanno capire come “emigrano” gli interessi delle grandi multinazionali verso il consumo e le risorse da sfruttare” (Da Etleboro, “La macchina pensante”, 11 dic 2008) .
Di fatti, mentre la democrazia costruita nei secoli dall’umanità è basata sulla fiducia, questi sistemi piramidali – come Facebook, Twitter – consentono un tracciamento di fondo ed automatico, perché ognuno inserisce la propria informazione, fornendo alla società che ne detiene la proprietà e i codici sorgente l’accesso ad un’immensa banca di dati. Attraverso l’analisi semantica, le società di gestione dei dati tracciano i profili degli individui e quindi di intere società: preferenze nei consumi, interessi intellettuali, ma anche frustrazioni, sentimenti, desideri. Una preziosa risorsa, insomma, per creare delle campagne elettorali perfette, sincronizzate e perfettamente aderenti alle prospettive degli utenti (Da Etleboro, “Facebook e il mondo degli inutili”, 29 dic 2008).
Ed in effetti la parola “utilizzatore” e non “cittadino” è più adeguata per definire queste masse informi che popolano forum e blog, accaniti sostenitori di Youporn, scansafatiche e segaioli, che hanno creato il loro alter ego sdoppiato di ipocrisia in Facebook. Tuttavia, questa onda anomala che si vuole provocare può funzionare forse in America, dove le persone sono ridotte al minimo storico di civiltà educativa, non conosco neanche più i sentimenti, si amano attraverso un PC e si nutrono di chimica. Creare dei movimenti di frustrati e di disperati, dei movimenti di cloni di individui mobbizzati dal lavoro, rischia di degenerare in una società come la nostra in “esercito di kamikaze”, e qualcuno dovrà prendersi delle responsabilità.
Ogni pseudo rivoluzione architettata si chiama shock di civilizzazione, e serve quando la bolla sta per scoppiare, e dare l’impressione di cambiamento. Tutto questo è controllato, schematizzato e ben definito, ecco perché non ci crediamo.

Quando si vuol far credere che “è la società civile che sceglie”, e che la democrazia diretta ti porta al potere facilmente, è lì che bisogna riflettere. Anni fa ci chiamarono complottisti, perché parlavamo della crisi moderna causata dall’ingresso non regolamentato della cybernetica nei nostri sistemi industriali. Abbiamo avuto il coraggio di resistere, tra il male e il bene, tra il Bianco e il Nero, ma pochissimi ci hanno capito. Purtroppo l’ignoranza dei cittadini deve confrontarsi con il mondo reale, e vedremo solo allora se Facebook darà la soluzione. Lasciate quindi tastiera e Ipad, riaprite i libri nelle biblioteche, e leggerete la vera scienza.

Da Ci chiamarono complottisti  a cura di Etleboro

 

 
 

La confisca dei risparmi

Il capo della principale banca italiana a Vienna: “ma non si devono toccare i conti sotto i 100mila euro o quelli assicurati, e deve essere un sistema comune in tutta Europa, solo per le banche a rischio fallimento”  Fitch lancia un allarme sul settore del credito italiano… I risparmi che non sono garantiti da alcuna tutela potrebbero essere usati in futuro per contribuire al salvataggio delle banche a rischio fallimento, a patto che diventi una soluzione unica in Europa. Lo ha detto Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit. “Far partecipare i risparmi non assicurati al piano di salvataggio delle banche e’ accettabile”, posto che sia un opzione comune in Europa, ha dichiarato ieri a Vienna il manager del principale istituto italiano. L’Unione Europea, ha spiegato il 57enne banchiere, dovra’ pero’ introdurre leggi identiche e condivise nei vari stati membri. “Non possiamo accettare una differenza tra paese e paese all’interno della stessa area. Bisogna che questa decisione venga presa non solo a livello europeo ma all’interno del Comitato di Basilea dove sono rappresentati tutti i Paesi. Altrimenti apriremmo le porte ad arbitraggi”. A suo avviso i depositi delle banche fallite possono essere eventualmente toccati solo quando i bond non sono più sufficienti. E comunque i depositi sotto 100mila euro devono rimanere off-limits. Intanto Fitch lancia un allarme sul settore del credito del nostro paese. Per l’agenzia di rating, infatti, l’aumento degli oneri legati al deterioramento dei crediti, conseguenza di un’economia debole, “continuerà per tutto il 2013” per le banche italiane. Fitch ha confermato l’outlook negativo per i gruppi nazionali, che “dovranno affrontare un altro anno difficile dominato dalle incertezze dell’economia”. Secondo gli economisti, l’economia italiana “comincerà a riprendersi nella seconda parte dell’anno” ma ogni rinvio della ripresa indebolirà le prospettive della qualità degli asset e la redditività delle banche. L’unica concessione è sui miglioramenti dal punto di vista della capitalizzazione; le stime di Fitch sul Paese sono di un’economia in contrazione dell’1,8% quest’anno, dopo il -2,2% del 2012.

Boldrini ci mette la faccia (come il culo)

La presidente della Camera, Laura Boldrini, al suo arrivo al Comune di Civitanova Marche dove si è svolta una riunione aperta in memoria di Romeo Dionisi, Anna Maria Sopranzi e il fratello di lei Giuseppe, morti suicidi perché non riuscivano ad arrivare a fine mese, è stata contestata da alcune persone. Dalla folla presente si sono levate grida come : «È un omicidio di Stato», «Omicidio della politica», «Ladri», «Vergogna» e «Neanche gli animali sono trattati così». Ma qualcuno tra la folla ha anche applaudito il Presidente.
CRITICHE – Critiche alla Boldrini sono arrivate anche dai familiari delle vittime. «Faceva meglio a non venire». Questa infatti è la frase che la sorella di Dionisi, una delle vittime, ha pronunciato all’arrivo della Boldrini. Uno sfogo, quello dei parenti, confermato da più fonti. I conoscenti intanto ripetono che nessuno aveva capito il loro dramma: «li ha uccisi la dignità». Lo sfogo della sorella di Romeo Dionisi contro Laura Boldrini è stato rivolto al personale del servizio di sicurezza della Camera che stava facendo un sopralluogo in vista della visita della presidente.
LA REPLICA – «Bisogna dare più misure di protezione sociale in un momento in cui la crisi è pesante» ha spiegato successivamente la presidente della Camera. «Ero nelle Marche quando ho saputo e non potevo non venire. È una tragedia che ha sconvolto il Paese». E ha continuato: «Non mi sono accorta di alcuna contestazione, nè all’ingresso, nè all’uscita dal Comune di Civitanova». Il presidente rivendica che «il primo dovere delle istituzioni è esserci, “metterci la faccia”, tanto più nei momenti duri. Sarebbe troppo comodo, e per quanto mi riguarda inaccettabile, scegliere di essere presenti soltanto dove è garantito l’applauso». Per concludere che, comunque «chi sopporta il peso di queste tragedie ha tutto il diritto di esprimere come ritiene il suo dolore e la sua indignazione, che non hanno niente a che vedere con le strumentalizzazioni politiche imbastite da qualche frangia estremista».

… che almeno taccia

«Sono profondamente addolorata per questo fatto tremendo. E per la solitudine che devono aver vissuto queste tre persone. Evidentemente hanno sentito troppo forte il peso della crisi che stiamo vivendo. Adesso, dobbiamo onorare la loro memoria lavorando in modo costruttivo, tanto più che ci sono piccoli segnali di ripresa». Lo afferma al quotidiano «La Stampa» il ministro del Welfare, Elsa Fornero, dopo i suicidi di due coniugi e del fratello della donna nelle Marche.
EPISODIO – «Un drammatico episodio – osserva Fornero – che aggiunge dolore al mio stato abbastanza pesante di questi giorni in cui ho continuato a lavorare con il massimo impegno. E sia chiaro: non per creare problemi, ma per risolverli. Perchè oggi – aggiunge – chi punta il dito contro di me e il governo che rappresento, accusandomi di eccessiva rigidità, se non avessi fatto quello che ho fatto, per esempio l’innalzamento dell’età per la pensione, mi avrebbe attaccato per inefficienza». Sulle riforme del lavoro e delle pensioni, il ministro conferma la sua linea, rivolta alla tutela e alla salvaguardia «non dell’Italia – spiega, – ma delle famiglie italiane che ho avuto e che ho a cuore. Perchè se non ci fossimo impegnati in quella direzione, se non avessimo fatto quelle scelte sarebbe stato un disastro per tutte le famiglie del nostro Paese».

Lettera aperta alla Boldrini

LETTERA APERTA ALLA BOLDRINI . NON ESISTONO SOLO GLI IMMIGRATI , ESISTONO ANCHE GLI ITALIANI .

Copia-incolla dal sito  Dietro Le Quinte

Presidente Boldrini non esististo solo gli immigrati, esistono anche gli italiani

Presidente Boldrini , apprendo come la maggior parte degli Italiani che in passato non lontano ebbe a dire di essere nata nel paese sbagliato , quindi mi domando: come può lei rappresentare la mia terra ( l’ Italia ) se lei non la ama ?
io sono cittadina Italiana , di nascita Italiana e figlia di genitori Italiani , amo la mia terra e ne vado orgogliosa , quando sento l’inno d’Italia mi alzo in piedi e ancora oggi mi emoziono . L’Italia è la terra più bella del mondo , non solo per la sua arte e magnificenza , non solo perchè è tra le maggiori potenze mondiali , non solo per la pizza e gli spaghetti al pomodoro , ma per la gente che la popola , gente orgogliosa delle sue radici , delle sue origini , orgogliosa della sua storia , orgogliosa di un’Italia che tutto il mondo ci invidia . Vede Presidente , l’ Italia è un paese ospitale , noi accogliamo tutti , nonostante ci chiamiate razzisti , ma le domando : Cos’è il razzismo ? Non è forse razzista quella graduatoria per l’assegnazione delle case popolari dove l’80% degli aventi a diritto sono immigrati ? Non è forse razzismo obbligare gli anziani che hanno lavorato per 40-50 anni a percepire una pensione di 300 euro mentre un immigrato ne percepisce 500 senza aver mai versato una sola ora di contributi ? Non è forse razzista un ricorso del TAR che obbliga un comune ad occuparsi di una famiglia Rom milionaria ? Non è forse razzismo recarsi dagli assistenti sociali per chiedere aiuto e sentirsi rispondere che prima ci sono gli stranieri e poi gli italiani ? Forse lei Presidente è distratta e non si accorge di troppe cose , non si accorge delle contestazioni a Civitanova , non si accorge che la maggior parte degli Italiani vivono in condizioni di estrema povertà e scommetto che ignora anche che gli italiani vivono una sensazione di razzismo al contrario , ma questo non dipende dagli immigrati , che tutto sommato ci marciano sopra , ma dipende da voi , dalle istituzioni che tutelano tutti tranne che noi Italiani . Perchè non si domanda come mai sbarcano tutti qui ? Non creda che sia esclusivamente per un discorso geografico , perchè una volta sbarcati , se non si trovassero bene si sposterebbero in paesi più lontani … invece restano , restano qui perchè si accorgono subito che loro hanno più diritti di noi . E’ ammirevole occuparsi di immigrazione , ma lo è meno quando si volge l’occhio troppo lontano senza guardare dentro casa propria , ai propri figli che arrivano persino a chiedere di avere gli stessi diritti degli stranieri , ed ad altri a togliersi la vita …. Questa è la mia Italia , la terra che amo con tutto il cuore e che mai mi sognerei di abbandonare , l’Italia che mi scorre orgogliosamente nelle vene per senso di appartenenza . Ma c’è anche l’altra faccia dell’ Italia che di Italiano ha perso molto , l’Italia che ti fa sentire ospite a casa tua , l’Italia che ti toglie il Natale perchè offende gli ospiti stranieri , ti toglie le Chiese e gli oratori e li rimpiazza con moschee , ti toglie il Crocefisso dal muro perchè potrebbe turbare qualche fanciullo di religione diversa …… La verità è che a loro non importa affatto se noi festeggiamo il Natale o se il Crocefisso stà appeso alla parete , è a voi che disturba non a loro , e siete voi che ci mettete gli uni contro gli altri facendogli credere che noi siamo gli intolleranti …. Abbiamo convissuto con i Testimoni di Geova (che non sono a favore di Natale e Crocefisso ) per decenni senza che questo turbasse la sensibilità di nessuno , ed ora , ecco che stranamente turba oggi per favorire falsamente una minoranza a discapito della maggioranza . Dov’è finita la DEMOCRAZIA ? Dove sono finiti i diritti degli Italiani ? Possibile che abbiamo solo doveri e nessun diritto ? Ieri ai funerali di Civitanova la gente si è fatta sentire , peccato che lei non se ne sia accorta , peccato che lei Presidente sia stata così distratta da non essersene accorta …………
Vede , la missione non è prettamente dell’Africa , abbiamo bisogno di missionari anche in Italia perchè l’Italia lentamente muore e voi non ve ne accorgete neppure .

Marinella Tomasi

La difficile arte del governo

Matteo Renzi non mi piace, non lo considero affidabile, se anche fondasse un suo partito non lo prenderei neppure in considerazione per il voto e considererei dei “babbei” gli elettori del Centro Destra che si lasciassero irretire dai suoi modi da San Luigino.
Però, come capita a tutti, anche lui ogni tanto (non troppo spesso, però …) riesce ad esprimere concetti che non si prestano a doppie o triple interpretazioni.
Renzi, infatti, ha sintetizzato le possibilità alternative dopo il voto del 24 e 25 febbraio:
– o si forma un governo tra i comunisti e i grillini
– o si lanciano le larghe intese tra Centro Destra e comunisti
– o si torna al voto.
La mia idea l’ho già espressa prima di Renzi e con motivazioni e prospettive ben differenti da quelle del putto fiorentino, anche se apparentemente uguale: nuove elezioni.
Non posso però dispiacermi o criticare Berlusconi e il PdL che perseguono una ipotesi di larghe intese con i comunisti.
Mi è piaciuta (anche questo l’ho già scritto) la Carfagna che, tradotta nel mio linguaggio, ha detto che governare con i comunisti fa ribrezzo, ma l’Italia deve essere governata.
La politica è, da sempre, l’arte del possibile e governare non è come scrivere un saggio o un articolo sul Corriere della Sera come ha imparato a sue e soprattutto nostre spese Mario Monti, il cui governo è stato il più grande bluff e il più grande fallimento degli ultimi venti anni.
Governare vuole dire avere una visione progettuale, ma anche della società che vogliamo e che cerchiamo di realizzare per il benessere e la sicurezza degli associati allo stato, cioè dei cittadini.
Berlusconi, per centomila voti, uno 0,3%, non ha vinto le elezioni, quindi è imprescindibile la presenza del pci/pds/ds/pd per qualsivoglia scelta di governo che possa essere, anche per un limitato periodo di tempo, prima di tornare al voto.
Berlusconi ne ha preso atto, si è dichiarato disponibile a sedersi ad un tavolo per concordare come gestire e cosa fare in questo periodo di uno o due anni.
Berlusconi e il Centro Destra non caleranno le braghe, ma richiedono (giustamente visto l’esito del voto) la partecipazione alla scelta del nuovo presidente della repubblica e alla gestione del governo.
E’ una posizione logica, che non significa accettare le posizioni del nemico, ma solo addivenire ad un armistizio avendo come obiettivo un risultato positivo per tutti (legge elettorale, riforme costituzionali, riduzione di una imposizione fiscale che supera il 50%, revisione della politica di repressione fiscale, recupero di una politica crescita economica affossata dai provvedimenti merkeliani di Monti e della sua combriccola).
Se avessi io la responsabilità (che non ho non ricoprendo alcun incarico elettivo e quindi posso continuare a ricordare la retta via: mai con i comunisti !) di dare una voce ai dieci milioni di voti ottenuti dal Centro Destra probabilmente farei altrettanto, come scriveva Montanelli, tappandomi la bocca e turandomi il naso, perchè l’alternativa sarebbe un governo manifestamente di sinistra che assumerebbe provvedimenti che andrebbero ad incidere pesantemente sul nostro futuro, come la concessione di cittadinanza e voto agli immigrati (e questo gli elettori del Centro Destra dovranno sempre ricordarselo, evitando di essere troppo …. choosy).
Perchè anche la strada maestra del voto, senza l’assenso dei comunisti, non sarebbe praticabile.





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