Le risorse

Come ci ha detto la ministra dell’integrazione e cooperazione? Che gli immigrati sono una risorsa? No, lo so che non è l’unica a dirlo, ovvio, da immigrata non potrebbe parlare diversamente. C’è chi la stessa cosa l’ha detta e ripetuta fino a fare lavaggi del cervello molto prima di lei… peccato che poi chi fa simili affermazioni, non si guarda in giro e non s’accorge che gli immigrati tutto sono tranne che risorse. Qui il video. No, non è un paese arabo. E’ milano.

Scarpe spaiate, maglie e pantaloni a brandelli, cellulari, cavi elettrici, paccottiglia, sigarette di contrabbando, cibarie, cartoni di birra. La distesa di panni e oggetti inizia nel mezzanino del metrò. San Donato, capolinea della linea gialla, domenica alle 6 del mattino. Il mercato di ambulanti che apriva i battenti nell’autorimessa dei bus, lì di fronte, è stato chiuso due domeniche fa dal Comune di Milano, perché l’associazione che lo gestiva non ha presentato la documentazione richiesta, che ne avrebbe consentito la legalizzazione. Ma, via le bancarelle storiche, i venditori estemporanei che erano soliti assieparsi ai margini del mercato non hanno abbandonato la piazza. Anzi, si sono impadroniti del capolinea, trasformandolo in una via di mezzo tra un mercato delle pulci e un vivace suk metropolitano, sopra e sotto. A mezzogiorno il pienone, impossibile per i mezzi pubblici di superficie arrivare al capolinea e difficile persino camminare tra i tappeti stesi a terra e le montagne di usato che stanno trasformando il confine tra Milano e San Donato in una terra di nessuno.

… e dove stava quando li ha creati?

“Chiedo scusa a tutti coloro ai quali ho creato angoscia.” Lo afferma a Focus economia su Radio 24, l’ex ministro Elsa Fornero. “In quelle giornate mi e’ stato chiesto di fare la riforma delle pensioni- spiega- i risparmi di spesa che venivano fuori sembravano sempre insufficienti anche con le misure che sono state aggiunte, come l’aver tolto indicizzazione alle pensioni salvando soltanto quelle bassissime. Gia’ questa e’ stata una conquista perche’ all’inizio non c’era spazio neppure per salvare dal taglio dell’indicizzazione le pensioni piu’ basse. E quando all’elenco di tutte le persone da salvaguardare chiedo una stima agli uffici e mi viene detto 50.000 e poi portate a 65.000, avrei dovuto dire: ‘fermi tutti, io avrei bisogno di 15 giorni per verificare che questa cifra sia corretta’. Io non l’ho fatto, avrei dovuto, ma non l’ho fatto”, conclude Fornero. “Oggi non c’e’ l’emergenza esodati”. Ha aggiunto la Fornero: “Aver determinato una salvaguardia per 140.000 persone non puo’ piu’ voler dire essere in emergenza. Oggi c’e’ un processo che andra’ governato con equita’ e serieta’– continua l’ex Ministro Fornero- l’Inps ce l’ha messa tutta per far partire le prime 65.000 mila lettere, poi ci sono gli altri 55.000 e mi auguro che arriveranno presto, altri 10.000 della legge di stabilita’ e i 10.000 della mobilita’ Sacconi”.

Zanonato, la riduzione delle tasse e nessuna alternativa a questo governo…

”La direzione è chiara: vogliamo ridurre le tasse senza tagliare i servizi o aumentare il debito. Il lavoro più difficile sarà quello di reperire le risorse. Ci sono diverse leve su cui si può agire: migliorare la lotta all’evasione fiscale, ottenere un rendimento maggiore del patrimonio pubblico, ridurre la spesa”. Lo afferma il neo ministro allo Sviluppo economico Flavio Zanonato, che in un’intervista a Repubblica spiega l’esigenza di rinegoziare il patto di stabilità con Bruxelles.“Se vogliamo mantenere in Europa una reputazione che ci consenta di tenere basso lo spread e quindi non pagare maggiori interessi sul debito, dobbiamo avere una politica economica credibile. Ma ci interessa anche ricontrattare con l’Unione il patto di stabilità”, dice Zanonato. “Soprattutto deve esserci la possibilità di sfilare dal patto la spesa per investimenti. Senza questa possibilità non si rimette in moto la crescita”. Parlando dell’Imu, spiega: “Se si riesce a rimodulare l’imposta sulla casa in base al reddito, per agevolare quelli più bassi, saremo i primi ad esserne soddisfatti. Ovviamente trovando le compensazioni per i Comuni”. Sulla riduzione del costo del lavoro, “intanto chiariamo che non significa abbassare i salari. Anche qui bisogna usare la leva fiscale e contributiva e puntare a un sistema più efficiente, perché il costo del lavoro si contiene anche tagliando i costi energetici. Ma la cosa più importante è fare in modo che chi assume, chi crea lavoro e quindi ricchezza, abbia dei vantaggi fiscali”, osserva il ministro. Quanto al reddito minimo, “occorre trovare dei meccanismi per collegarlo a delle attività di pubblica utilità”, perché “il lavoro è anche appartenenza a una comunità, è dignità”. Nell’intervista Zanonato esclude un cambio di atteggiamento da parte dell’M55, perché “le cose da fare richiedono una visione istituzionale che loro oggi non hanno”. Per questo, conclude, “è automatico che le forze che sentono una responsabilità istituzionale affrontino la situazione. Non c’è alternativa a questo governo”.

Talebani europeisti

Incassata la fiducia, Enrico Letta ha iniziato il suo tour europeo per rassicurare gli altri Stati membri sulle politiche europeiste del suo governo. Prima tappa: Berlino, dove ha incontrato Angela Merkel. Tra domani e giovedì, il premier vedrà poi François Hollande e gli alti rappresentanti dell’Unione europea.
In Germania, il premier è stato accolto dagli onori militari e dagli applausi di un gruppetto di italiani che lo aspettavano al di fuori della Cancelleria. Letta e la Merkel si sono stretti la mano e hanno scambiato qualche parola in inglese prima del colloquio, durato circa mezz’ora. “Ogni Paese deve fare i propri compiti, l’Italia ha già compiuto un pezzo di strada”, ha detto la Cancelliera alla fine dell’incontro, “Sono molto soddisfatta della nostra collaborazione che inizia con questo bilaterale”. Per la Germania, l’Europa deve proseguire nel “consolidamento fiscale” e conquistare la crescita e la fiducia dei cittadini attraverso riforme strutturali e miglioramento della competitività.“Dopo due mesi di una faticosa crisi politica, l’Italia esce forte”, ha aggiunto il premier italiano, ribadendo l’impegno a “continuare sulle politiche di risanamento, con gli impegni di mantenere i conti pubblici a posto”. Sui rapporti tra i due Paesi, Letta ha aggiunto: “Dobbiamo agire insieme. Nessuno ha intenzione di dire ai cittadini tedeschi cosa devono fare, così come i cittadini tedeschi non hanno alcuna intenzione di dire agli italiani cosa devono fare”. Il presidente del Consiglio ha poi spiegato che “la crisi che ci ha colpito per 5 anni non ha trovato soluzioni sufficienti è perchè non c’è stata abbastanza Europa”. E ha aggiunto: “Non vogliamo un’Europa che consenta di fare debiti a chi li vuole fare. Ora la determinazione con la quale l’Europa ha costruito le regole deve essere pari a quella per portare avanti politiche per la crescita. Se l’Europa è la nostra rotta, a noi sembra che l’Europa debba impegnarsi sulla strada del rigore e del risanamento ma non solo su quello. Serve altrettanto impegno sul terreno della crescita”.

Madonna Boldrini si infuria

Qualche commento: “Fatemi capire, mi state dicendo che chi non è d’accordo con il ministro e il presidente della camera è un “razzista”? E’ questa l’idea di democrazia che hanno queste persone? Che propongano le loro leggi nei territori in cui sono state elette, a questo punto chi si è assunto la responsabilità di eleggere queste persone porti il peso delle loro scelte, io personalmente non ho un solo poro della pelle in comune con loro, non per razza, sesso, religione ma per idee, cultura, valori. NON MI RAPPRESENTATE.”

“Ma non era un governo che doveva occuparsi di poche urgentissime cose e poi subito a votare? E il diritto di cittadinanza ai peggiori soggetti piovuti in Italia è urgentissimo?”

“ma questa e’ appena arrivata e dobbiamo gia subire imposizioni che non stanno ne in cielo ne in terra! Con tutti i problemi seri che abbiamo, a questo ministro dovra’ essere data la parola solo se avanza del tempo. E non ne avanzera’ di certo!”

“Abbiamo già lo sfascio economico. Con lo IUS SOLI arriverebbe anche lo SFASCIO SOCIALE. Ci si aspetta che Lega e PDL non facciano passare questa porcheria demagogica, altrimenti entrambi i partiti TRADIREBBERO i loro elettori e darebbero una mazzata al paese. Non sto neanche a commentare la bassezza della sinistra, sia per la nomina in se di un ministro che proviene dal Congo (!) che per le idee che tale ‘ministro’ professa, che sono a totale discapito dell’interesse degli italiani. Il centrodestra ha il dovere di sterilizzare le insensatezze del ‘ministro’.”

Diritto di cittadinanza, la Boldrini difende la Kyenge: “Indegni insulti”. Il ministro dell’Integrazione in campo per cambiare la legge sulla cittadinanza. Piovono critiche e insulti. La presidente della Camera: “Razzismo intollerabile” di Sergio Rame

Il dibattito sull’immigrazione e sulla cittadinanza italiana agli stranieri entra prepotente in parlamento. Un dibattito che rischia di dividere il governo di larghe intese. Non appena Cècile Kyenge, a cui Enrico Letta ha deciso di affidare il dicastero dell’Integrazione, ha iniziato a parlare di ius soli, la Lega Nord e più in generale il centrodestra hanno alzato le barricate. Le posizioni dell’esponente piddì hanno diviso anche i social network. Non sono poi mancati quelli che hanno criticato apertamente il premier per aver nominato il primo ministro di colore. Critiche che non sono affatto piaciute al presidente della Camera Laura Boldrini: “È indegna di un Paese civile la serie di insulti che, soprattutto da alcuni siti in rete, ma non solosi sta rovesciando sulla Kyenge”. Il neo ministro dell’Integrazione è nata a Kambove in Congo, ha 49 anni ed è un medico oculista. Modenese, vive a Castelfranco dell’Emilia, ed è da tempo impegnata in politica, prima nei Ds, poi nel Partito democratico. da subito, la Kyenge ha messo nero su bianco le linee guida del suo dicastero: chiederà l’abrogazione della legge Bossi-Fini e del reato di clandestinità, l’abolizione del permesso di soggiorno a punti, la chiusura dei Cie e il passaggio dallo ius sanguinis allo di ius soli per il riconoscimento della cittadinanza. A marzo è stata una dei quattro firmatari – oltre a Pier Luigi Bersani, Khalid Chaouki e Roberto Speranza – della proposta di legge depositata alla Camera sul riconoscimento della cittadinanza agli immigrati. Proposta che contempla il riconoscimento della cittadinanza per chi nasce in Italia da stranieri residenti da almeno cinque anni e della possibilità di richiederla anche per chi non è nato in Italia, ma vi è cresciuto.
Il segretario della Lega Nord Roberto Maroni ha subito chiesto al Pdl e, in particolar modo, al ministro dell’Interno Angelino Alfano di chiarire qual è la posizione del governo sulla cancellazione della Bossi-Fini e sulo ius soli. Anche ai grillini la nomina della Kyenge non è piaciuta. La stessa capogruppo alla Camera Roberta Lombardi ha spiegato che il M5S non si è rifiutato di applaudirla in Aula: “Ci è parso che venisse esibita…”. Non sono solo le posizioni della Kyenge ad accendere il dibattito. Non è infatti mancato chi ha criticato duramente la nomina con insulti e attacchi personali. L’eurodeputato leghista Mario Borghezio, per esempio, ha bollato la nomina come “un elogio all’incompetenza”. Secondo Matteo Salvini, invece, è il simbolo di “una sinistra buonista e ipocrita, che vorrebbe cancellare il reato di clandestinità e per gli immigrati pensa solo ai diritti e non ai doveri”. Da qui l’invito al ministro di visitare alcune città del Nord per “vedere come l’immigrazione di massa ha ridotto gli italiani a minoranza nei loro quartieri”. Di tutt’altro avviso la Boldrini che, nel veder giurare la Kyenge al Quirinale, ha avvertito che “l’Italia stava facendo un passo avanti importante”. Proprio per questo, il presidente della Camera ha subito avvertito che non può essere tollerata “la volgarità razzista mirata contro una persona per il colore della pelle”. Sul banco degli imputati i siti in cui viene incitato l’odio razziale che resta un reato anche se espresso via web. “Molto gravi sono anche le parole usate da qualche esponente politico, che vanno ben oltre il legittimo dissenso sulle iniziative che Kyenge intende promuovere”, ha concluso la Boldrini ritenendo “inaccettabile che queste bassezze possano, anche grazie alla compiacenza di una parte dell’informazione, entrare nel circuito della discussione politica senza suscitare l’esecrazione che meritano”. Immediata la replica di Borghezio che, ai microfoni della Zanzara, ha detto: “La parola ‘negra’ in Italia non si può dire ma solo pensare. Fra poco non si potrà neanche dire ‘clandestino’, si dirà ‘sua eccellenza’”.

Il partito delle tasse rialza la cresta

C’era da aspettarselo.
Le ambiguità espresse da Letta in merito ad un improbabile, ambizioso e troppo costoso programma di governo emergono sull’unico provvedimento che sembrava chiaro: l’eliminazione dell’imu.
Letta, invece di parlare di abolizione, cancellazione o simili, ha parlato di sospensione della odiosa tassa patrimoniale che colpisce la casa degli Italiani (quelli veri non quelli “nuovi”) dando l’opportunità al partito della tasse che si annida a sinistra (Delrio, Bindi, Franceschini) di sbraitare che è solo un rinvio per non far pagare la tassa “ai più poveri” ma che, in realtà, vogliono togliere denaro agli Italiani di nazionalità per accontentare gli immigrati con il reddito di cittadinanza e gli omosessuali con il “matrimonio” che imporrebbe anche assistenza sanitaria estesa al “coniuge” e reversibilità della pensione.
Bene ha fatto Berlusconi a rimarcare come senza abolizione dell’imu il PdL direbbe addio al governo.
Credo che Berlusconi, con la sua coerente politica svolta durante la campagna elettorale e la lineare condotta del dopo voto, abbia dimostrato che la sua non è una minaccia fondata sulla sabbia.
Letta abolisca l’imu hic et nunc oppure non trasferisca neppure i bagagli  a Palazzo Chigi, perchè la sua permanenza sarebbe brevissima.





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Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento

Il Cardinale Pietro Bembo (Venezia 1470-1547, poi vissuto a Padova, a Roma) fu scrittore, grammatico, umanista. La sua opera fu vastissima, dall’elaborazione di una importante fase della lingua italiana, che fissò sui maggiori scrittori toscani del Trecento, alla diffusione del modello poetico di Petrarca, alla rielaborazione in musica della forma del madrigale del XVI secolo, alla rivalutazione

La Caritas, Marx & Engels, Profughi in famiglie private e Dottor Zivago

Ai tempi di K. Marx (alias Mordechai Levi) e F. Engels si volle affrontare il tema case. Ne scrisse il sodale di Marx nell’opuscolo “La questione delle abitazioni”, 3 articoli del 1872 pubblicati a Lipsia che si richiamano allo scritto “La situazione della classe operaia in Inghilterra”.
Gli scritti si rivolgevano contro le tesi dei socialisti utopistici alla Proudhon, che riteneva sbagliato l’affitto e ne proponeva come soluzione l’abolizione, mediante riscatto dell’appartamento (creando cioè una proprietà).

Alla questione, Marx ed Engels risposero invece con l’abolizione della proprietà stessa, così come per loro si doveva abolire anche la proprietà di TUTTI i mezzi di produzione (macchine da cucire private delle sartine casalinghe comprese, in omaggio alla presunta “lotta di classe” e “lotta contro i padroni”, facendo poi gli interessi di tutt’altri veri padroni, come evidente in “Lenin a Zurigo” di Solgenitsin).
 
Con questo spirito tragico, 
in cui ogni problema è trasformato nella sua parodia,
in URSS furono così requisite le case di proprietà, 
e ad ogni “compagno” fu assegnata un certa metratura, circa 25 mq., attraverso l’istituzione di un’apposita Commissione, come è ricordato anche dal celebre romanzo “Il dottor Zivago” di Boris Pasternak.

Al termine della leva, anche nel romanzo Yuri ritorna a Mosca dove fa la conoscenza del figlio, ma la “rivoluzione” ha ormai modificato la società e lo stile di vita possibile della famiglia Gromeko: Tonya infatti, insieme all’anziano padre, può occupare solo due stanze del loro antico palazzo, gran parte delle proprietà sono state confiscate e date ad altri.
Questo avveniva allora, nell’immensa Russia, sotto il folle, espropriante e protervo Comunismo.  

L’Italia invece è un piccolo paese, non tutto abitabile perchè per lo più anche montuoso. Ha superato i 60 milioni di abitanti con una densità abitativa esosa di oltre 230 abitanti/kmq. La densità abitativa russa era ed è molto minore.

Possibile che dobbiamo accogliere popolazioni, incessantemente, e spesso mantenerle, fino a questo punto? Può la piccola Italia contenere tutta l’Asia, tutta l’Africa, tutta l’America Latina, tutto l’Est-Europa? 
Uno sguardo alle cartine geografiche no?

Il Cristianesimo apre giustamente la salvezza e la vita eterna a tutti. 
Gesù Cristo è morto e risorto per tutti senza distinzione. Tratta di salvezza spirituale, eterna, che dona a tutti, e quando possibile
aiuto anche materiale da parte dei fratelli, anche fino all’estremo sacrificio.
Ma ci siamo già all’estremo sacrificio!
Eppure il Cristianesimo non dice in nessun punto dei Testi Sacri nè nella Sacra Tradizione che tutto il mondo indistintamente debba trasferirsi in Italia (anche perchè non ci sta)

E’ possibile, 
in un’Italia con industrie e pmi che chiudono a raffica, a migliaia di migliaia, 
con operai, impiegati, quadri e imprenditori che si suicidano indistintamente, 
oberati di tasse, senza lavoro nè pensioni decenti, che dobbiamo continuare ad accogliere miriadi di persone?
Si tratta di genti cui va il mio rispetto umano, anche loro spesso usati dalla Finanza che ne ha distrutto la moneta o le nazioni nei paesi d’origine: ma è di altro, di area economico-gestionaleamministrativa, quel di cui si parla qui. 
E invece ecco un’altra proposta.

“Rifugiato a casa mia”

la Caritas presenta il progetto di accoglienza in famiglia per rifugiati e titolari di protezione internazionale.
Iniziativa sperimentale in 13 diocesi per 40 rifugiati.
 
“Rifugiato a casa mia”, promossa da Caritas Italiana, coinvolge 13 Caritas diocesane di tutta Italia al fine di sperimentare una forma di accoglienza diffusa in famiglie di rifugiati e titolari di protezione internazionale.
In una nota della Caritas si legge che nella consapevolezza che il sistema nazionale di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e rifugiati mostra diverse criticità sia in riferimento alla capienza che alla qualità dell’accoglienza, si intende intervenire con una proposta volta a sperimentare un approccio innovativo attraverso il coinvolgimento della comunità cristiana”.


Al di là del fatto che l’Italia è un paese che accoglie molto, e molto al di sopra delle proprie capacità, offrendo anche tantissimi servizi gratis come casa, sanità, mantenimento
a spese spesso molto alte dei soliti contribuenti, 
ora si mandano anche nelle famiglie privatamente, per farsene carico direttamente
con i chiari di luna che abbiamo?
“Criticità di capienza e qualità dell’accoglienza” non sono in calo, ma se lo fossero è perchè sono troppi. Non riusciamo numericamente ad accoglierne, a sostenerli e mantenerli tutti. 

Ci arrivate a capirlo?  Forse no, se sussistono troppi condizionamenti e forzature ideologiche, quelle della terra che deve essere di nessuno, che deve essere senza confine, senza proprietà.

Tanto più che in molte famiglie italiane medie ed ex benestanti c’è o il figlio, o un fratello o una sorella o un nipote o uno zio disoccupato o precario da aiutare prima 
e spesso da mantenere per anni,  
e chi non li ha in famiglia, sono nella cerchia degli amici stretti, ugualmente da aiutare, altrimenti finiscono in guai seri. A parte le pensioni da miseria degli anziani, addirittura ora si reintroduce il cumulo coniugale (con annullamento dell’assegno) anche per le pensioni di invalidità grave.
O ci vuol poco oggi a perdere il lavoro, o pur avendolo, restarsi in mano nulla tra Equitalia, Agenzia Entrate, Tasse esose.

Eppure la Caritas porta avanti l’ennesimo progetto di accoglienza di extracomunitari addirittura in famiglia, per richiedenti protezione internazionale e/o di rifugiati da attivare nel 2013
senza che i problemi degli italiani, sempre più gravi e diffusi, siano mai stati risolti.

Il progetto, dicono, è rivolto da un lato, ai richiedenti protezione internazionale e i rifugiati, ai quali si proporrà una forma di accoglienza alternativa ai circuiti istituzionali; dall’altro, alle famiglie che “potranno sperimentarsi nell’accoglienza di persone provenienti da contesti e culture diversi.”


 La notizia è QUI:
http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=005262

L‘accoglienza del rifugiato in casa propria è per ora su base volontariavorrei vedere fosse obbligatorio, stile esproprio da Soviet

Vien da chiedersi….la prossima sarà che saremo buttati fuori da casa nostra direttamente.
Magari ce lo chiede l’EurOOpa. O l’ONU.
E gli italiani …chi li mantiene e chi li ospita? Non è dato sapere. 
Infatti c’è una marea di suicidi a cadenza quotidiana.

Del resto anche l’IMU (e succedanei) è una tassa espropriativa volta ancora allo stesso fine, 
di distruzione della proprietà privata e contro l’inalienabilità del (salatissimo e ipertassato) bene denominato: “casa mia” (e sacrosanta libertà individuale nelle cose proprie).

E’ sempre lì che i mondialisti di ogni risma, mai paghi, 
vogliono venire a sottrarre, rosicchiare, erodere 
fino al diritto alla tua stessa esistenza.

Josh

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Letta stamperà euro in cantina

Niente imu a giugno.
Niente aumento dell’iva a luglio.
Reddito di sostegno per le famiglie più povere.
Detassazione per chi assume.
Mi sembra un programma ambizioso e costoso.
O Monti si era inventato le tasse per puro sadismo verso gli Italiani, oppure Letta promette ciò che non ha ed ha aperto una zecca in cantina.
Non sarebbe stato meglio limitarsi ad eliminare l’imu, scrivere una legge elettorale migliore e poi tornare al voto invece di darsi una improbabile prospettiva pluriennale con le inevitabili delusioni ?
Anche Monti era entrato in carico tra gli “ola” dei gran parte degli Italiani.
Poi ne è uscito a pezzi e totalmente “nudo” davanti alla sua personale inettitudine e impotenza …





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