Caso Marò governo senza vergogna

Doveva ripristinare la credibilità internazionale dell’Italia e invece il governo Monti è riuscito, quasi a tempo scaduto, a far sembrare un atto eroico anche l’8 settembre. Il voltafaccia con il quale i “tecnici” dell’esecutivo italiano hanno deciso di consegnare nuovamente Salvatore Girone e Massimiliano Latorre agli indiani passerà alla Storia come l’atto più ignobile compiuto … continua

I guardoni del fisco

La stampa di ieri riportava la notizia che lo Sceriffo di Nottingham ha firmato gli atti che attivano lo spionaggio dello stato nei nostri rapporti bancari.
Nell’ambito della mia attività professionale ho visto come, negli anni, si è sviluppato il rapporto tra il doveroso segreto e riservatezza bancaria e le richieste di magistratura e guardia di finanza.
C’era grande rispetto, anche solo negli anni ottanta (mica nella Preistoria !), per il privato dei cittadini e anche le banche operavano con rigore nel verificare che tutti gli ordini di esibizione e informazione (puntualmente e tempestivamente assolti con costi interamente a carico dell’istituto) fossero legittimi e provenienti dalla corretta autorità, debitamente firmati e notificati.
Adesso, invece, mentre da un lato si strepita a più non posso invocando la privacy anche quando vi sarebbero giustificati motivi per ignorarla (ad esempio collocando telecamere di sicurezza negli androni dei palazzi senza tanti avvisi) intere banche dati trasmetteranno ogni tipo di informazione sensibile ai guardoni del fisco che, in tal modo, verranno a conoscenza della vita completa di una persona.
Non ci resta che usare il contante, finchè si può, quanto si può e come si può.
Infatti Bersani, con il suo stalinismo di ritorno, vuole impedirci anche quello …





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Il Pensiero Verde 2013-03-27 01:14:00

Rainieri e le quote latte.
Caro direttore, ho letto la lettera inviata da Alberto Silva in riferimento al bilancio che avevo tratto nelle scorse settimane sulla vicenda delle Quote Latte. In questa replica il lettore dice di concordare
con la mia analisi ma termina chiedendo perché durante la scorsa legislatura io non abbia
sollevato questo problema. La risposta è semplice: non è vero che questo problema non sia stato sollevato. Anzi… Il fatto stesso che grazie all’interesse e all’impegno mio e della Lega si sia dato mandato ai carabinieri di stendere una relazione che facesse finalmente chiarezza sulla vicenda la dice lunga. Purtroppo, dopo la Legaè arrivato il Governo Monti che, insieme a qualche partito nemico degli allevatori, ha messo tutto a tacere. O meglio, ha cercato di mettere tutto a tacere.
Da parte mia, come ho sempre fatto, continuerò a sollevare il problema affinché sia fatta finalmente
giustizia. Giustizia con la “G” maiuscola che possa ristabilire la verità e ridare al sistema
agricolo quella dignità che alcuni cercano di strappargli.
Fabio Rainieri
Segretario Nazionale della Lega Nord Emilia

Marzo in poesia

…un marzo controverso e difficile, in realtà,
tra s-governi che non si formano, usurocrazia che opera prelievi forzosi su conti correnti, la vergogna mondiale del caso marò, estreme idiozie istituzionali, sorprese di modernamenti papali, stagione fredda, ma tant’è….
ancora una volta, in un mondo che uccide la bellezza, la verità e la giustizia,
proviamo ad innalzare lo spirito sopra la

Domandare è lecito… ma rispondere?

PRESIDENTE
SIGNORI MINISTRI
SIGNORI DEPUTATI
Con questo intervento portiamo la voce dei cittadini italiani che in rete hanno partecipato al confronto sul tema. Noi del Movimento 5 Stelle siamo arrivati in questa aula Parlamentare per specifica libera e unica volontà del popolo italiano. Noi siamo nuovi! Siamo nuovi e per questo poco esperti delle vostre abitudini, delle dichiarazioni cavillose e dei doppi e tripli giochi. Siamo deputati ma continuiamo ad essere cittadini e pretendiamo di essere informati in modo chiaro e trasparente. Vi abbiamo ascoltato con attenzione, Signori Ministri, senza preconcetti ne pregiudizi anche perché Voi siete tecnici, non politici, dovreste essere professionisti della tecniche che vi distinguono nelle vostre competenze. Abbiamo ascoltato le vostre spiegazioni e le vostre argomentazioni su questa assurda vicenda e non siamo soddisfatti. Non ci bastano le sue dimissioni Ministro degli Esteri. Noi vogliamo capire e capire bene. Questa dei nostri fanti di marina e’ una vicenda oscura, nebulosa, confusa e certamente infelice. E’ una vicenda definita da tutti gli osservatori internazionali una “pagliacciata”, criticata da tutti, dalla pubblica opinione, dagli organismi rappresentativi delle Forze Armate e, da ultimo, dai vertici delle stesse.
In questa vicenda ci sono dentro i nostri fanti con i loro destini, ci sono armatori privati con i loro interessi privati, rappresentanti diplomatici, Sottosegretari e Ministri della Repubblica. C’e’ dentro un Paese come l’India, a cui ci siamo rapportati prima con supponenza e arroganza e poi, dopo il divieto imposto all’Ambasciatore Mancini di lasciare il Paese, evento senza precedenti nella storia, con arrendevole sottomissione. C’e’ dentro la NATO con i suoi programmi. C’e’ dentro la dignità di due pescatori morti e delle loro famiglie, vittime dimenticate di questa assurda storia. C’e’ dentro soprattutto l’onore del popolo italiano. Pertanto Signor Presidente ribadiamo che siamo assolutamente insoddisfatti delle giustificazioni fornite per questa tragica vicenda e chiediamo ai Ministri Presenti che riferiscano in dettaglio e con chiarezza quanto accaduto dal 15 febbraio 2012 ad oggi. Non vi stiamo chiedendo un favore, la trasparenza e’ un vostro dovere nei confronti del vostro datore di lavoro, il popolo italiano, lo stesso popolo che vi ricompensa lautamente per ricevere in cambio pressapochismo e superficialità. Vogliamo sapere se alle ore 17.00 circa la nave “Enrica Lexie” era o non era in acque internazionali. Ad oggi, a quanto ne sappiamo, le uniche certezze sono i dati recuperati dal GPS della petroliera italiana, le rilevazioni del Maritime Rescue Center di Mumbai e l’esame balistico effettuato dai periti indiani che confermerebbero un posizionamento della nave di 20,5 miglia a largo dell’India, ovvero nella zona definita “contigua” e quindi di pertinenza dello stato costiero. Voi Signori Ministri sostenete altro, bene, fornite prove circostanziali e pubblicate online, lo dovete ai cittadini.
Vogliamo sapere se a bordo della stessa nave vi erano solo i due fucilieri della marina, La Torre e Girone o se invece la scorta era composta anche da altri uomini. In tale eventualità vogliamo sapere chi era il comandante responsabile di questo reparto e cosa abbia fatto per tutelare i suoi sottoposti. Vogliamo vedere i documenti che regolamentano l’utilizzo di professionisti militari italiani su navi private. Vogliamo sapere dettagliatamente le “disposizioni d’ingaggio” consegnate ai militari a bordo. Vogliamo sapere, Signori Ministri, quale sia stata l’autorità nazionale che, consultandosi con gli armatori della Lexie ha consentito l’inversione di rotta della nave come intimato dalle autorità indiane, inversione effettuata dopo circa due ore dall’incidente. Inoltre vogliamo conoscere il nome, il cognome e il grado dell’autorità militare che ha ordinato ai nostri due fucilieri di scendere a terra e consegnarsi, di fatto, alle autorità indiane dello Stato del Keralam violando le norme a tutela dei diritti umani secondo cui nessun individuo deve essere consegnato ad un Paese dove rischia di essere sottoposto a pena di morte. Ed ancora Signor Presidente e Signori Ministri, vogliamo sapere se ci sono state dazioni di denaro a favore della autorità indiane o dei loro singoli rappresentanti, l’esatto ammontare di tali eventuali dazioni, le precise motivazioni e se, per puro caso, ci sono stati riferimenti diretto o indiretti con la vicenda FINMECCANICA. Il sospetto e’ condiviso. Il fatto che il Ministro della Difesa di New Dlehi abbia sbloccato l’accordo commerciale da 300 milioni di euro con la Wass di Livorno per la fornitura di siluri ad alta tecnologia c’entra qualcosa con la consegna dei nostri soldati? Gli affari sono più importanti delle vite umane Signori Ministri?
Pretendiamo inoltre che il documento scritto dal Ministero degli Esteri Indiano che attesta che non ci sarà la pena di morte per i nostri soldati e che ha visionato il Sottosegretario De Mistura sia reso pubblico immediatamente chiarendo ogni dubbio sulla sua reale esistenza. Per concludere vogliamo sapere chi ha avuto l’originale intuito di ideare e proporre ed articolare questo tipo di soluzione maldestra, ambigua, furbastra e caratterizzata da doppi, tripli e quadrupli giri di valzer. Chi ha avallato tutto ciò? Chi ha avallato tra le nostre autorità diplomatiche, militari e politiche questa meravigliosa strategia che tra parole date e ritirate, promesse fatte e non mantenute, impegni scritti e rinnegati ha sacrificato la libertà e, Dio non voglia, la vita stessa di due soldati obbedienti agli ordini ricevuti? Comportamenti del genere enfatizzano purtroppo le convinzioni, sbagliate, di chi all’estero ci riconosce soltanto come mafia, intrallazzi e irresponsabilità, come anziani corteggiatori di nipoti di capi di stato esteri, come aguzzini diretti o indiretti di Dittatori in fuga che pensavano di potersi fidare dei loro baciamano amici italiani. Comportamenti del genere mettono in pericolo la vita di tanti altri nostri connazionali in India oggi accusati ingiustamente e indiscriminatamente di essere inaffidabili. Approfittiamo inoltre di questo intervento per ricordare al Governo che gli oltre 2900 nostri connazionali detenuti all’estero meritano la stessa attenzione istituzionale e anche mediatica riservata ai nostri fanti della marina. Chi ha avallato ha fatto perdere la faccia all’Ambasciatore Mancini e ha gettato discredito sul nome dell’Italia nel mondo. Chi ha avallato, Signori Ministri, e’ responsabile e chi e’ responsabile deve andare a casa! Accogliamo con soddisfazione le sue dimissioni. Noi siamo nuovi Signori Ministri, siamo nuovi e siamo giovani. Ci siamo chiesti, in questi primi giorni di lavoro se saremo all’altezza del compito che il popolo ci ha affidato, beh, se voi siete i tecnici, se voi siete i cosiddetti esperti non abbiamo dubbi che i cittadini nelle Istituzioni sapranno fare molto meglio!
I cittadini-portavoce del M5S alla Camera dei Deputati

E mentre il Bologna perde, l’Imola sale

Imola, 24/03/013: Imola Rugby vs Bologna Rugby 1928

Detto in maniera del tutto goliardica, si può perdere dappertutto, ma non ad Imola.Ed, invece, questo bel derby tutto rossoblù è andato proprio ai padroni di casa, di certo più attenti e aggressivi dei bolognesi.

Inizio di gara lento su di un terreno buono nonostante la pioggia: già al 5° della prima ripresa Imola guadagna un calcio di punizione da facile posizione e centra i pali. Il Bologna reagisce immediatamente e segna una bellissima meta sulla bandierina, dopo una bella azione corale.

Ma Imola non ci sta: molteplici le incursioni nel territorio felsineo e marca la sua prima meta.

Batti e ribatti ed Bologna si spinge in attacco: dopo una mischia, il Bologna segna un’altra meta.

Sotto solo di due punti il Bologna preme, ma in contropiede è ancora Imola a segnare e del tutto aggressiva si dimostrerà nella seconda ripresa: dopo due minuti dall’inizio del tempo, le distanze sono già ampie: 22 a 10.

Bologna non ammette la sconfitta: tre sono le mischie che si contano al 25° e si concludono con un’altra meta.

CI potrebbero essere ancora delle speranze per i felsinei: ma niente da fare. I padroni di casa resistono e si vede.

E con un bel 22 a 15 si chiude il match e l’Imola sale di classifica. Ad un punto dai Rossoblù.

Fine legislatura…

Roberta Lombardi, capogruppo M5S alla Camera, ieri sera alle 20, ha presentato una video-relazione della giornata trascorsa nei palazzi tra riunioni e incontri, in cui smaschera la porcata di fine legislatura. Di seguito l’estratto del suo intervento.
“Ieri alle 17 si è tenuta la riunione dei capigruppo con tre atti da approvare in tempi brevi per scadenze di legge o per urgenza. Visto che le commissioni non partono per problemi di poltrone, si deve istituire una Commissione speciale. L’atto più importante è la relazione al Parlamento del Governo sull’allentamento del vincolo di bilancio e la revisione (in negativo) dei saldi di finanza pubblica, per un futuro decreto legge che stanzi i soldi creati con nuovo debito pubblico, per i pagamenti dei crediti delle imprese verso la PA.  Si tratta di 40 miliardi: 20 miliardi per il 2013 e 20 per il 2014. Bisogna allentare il Patto di stabilità per un decreto legge visto che la materia è urgente. Fermo restando che siamo assolutamente a favore del pagamento dei crediti alle PMI, non ci hanno convinto due punti della relazione di Grilli”.
Il primo: “una parte dei pagamenti alle imprese confluirà immediatamente al sistema creditizio [..] se da un lato questo aspetto diminuisce l’impatto sul sistema economico, dall’altro contribuisce a ridurre le tensioni all interno del sistema creditizio. […] si attende una riduzione dei tassi d interesse alla clientela e un’attenuazione delle tensioni sull’offerta di credito”. Ossia: “i cittadini prendono un impegno per 40 miliardi di debito pubblico, di cui una parte (nessuno sa quanta) andrà direttamente alle banche e da questa generosa, ennesima, regalìa ci si aspetta che subito erogheranno prestiti e finanziamenti alle PMI italiane. L’esperienza di questi anni ci ha reso cauti sugli effetti nell’economia reale dei finanziamenti alle banche”.
L’altro punto: “gli interventi programmati prevedono il pagamento di una quota dei debiti relativi alle spese di investimento nell’ordine dello 0,5 punti percentuali di PIL, per cui il livello programmatico dell’indebitamento netto per l’anno 2013 si dovrebbe attestare al 2,9% del PIL, rispettando in tal modo i vincoli di bilancio imposti a livello europeo”. Il 2,9% del PIL, come indebitamento netto, è sotto il famoso 3% del rapporto deficit/PIL. Ossia con questo decreto legge, approvato dal Consiglio dei Ministri, presentato in una Commissione speciale che avrà 3 – 4 giorni per curarne la fase istruttoria, presentarlo in aula e votarlo velocemente, ci stiamo giocando tutto l’indebitamento che possiamo stanziare per la crescita per il 2013 e per il 2014. Un decreto fatto in fretta e furia nelle segrete stanze come è solita fare la politica per una porcata di fine legislatura. Noi ci siamo opposti. Questa questione deve venire in aula e seguire un iter normale. Chiediamo alla presidente Boldrini di istituire le Commissioni permanenti e permettere il dibattito in aula in sedute pubbliche, di modo che tutti possano capire cosa sta succedendo con i soldi dei cittadini.”
Roberta Lombardi, capogruppo portavoce del M5S alla Camera.

Fine del segreto bancario

Possiamo dire addio alla nostra privacy bancaria. Conti correnti, depositi, ma anche contratti derivati, fondi pensioni e acquisti di oro e preziosi. Arriva l’Anagrafe dei rapporti finanziari: il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha firmato il provvedimento che rende operativo l’anagrafe. I primi dati inizieranno ad affluire a fine ottobre e saranno relativi al 2011. Poi a marzo 2014 quelli del 2012. Quindi di aprile in aprile quelli dell’anno precedente. In nome della lotta all’evasione, tutte le spese effettuate con la carta di credito finiranno sotto la lente del Fisco. Uno screening a trecentosessanta gradi. In questo modo lo Stato avrà accesso a tutti i dettagli della nostra vita privata, anche quelli più insignificanti. A questo punto manca solo l’indicazione relativa ai controlli sui conti scudati, quelli che nel passato hanno utilizzato la sanatoria per il rimpatrio e la regolarizzazione di fondi esportati illegalmente all’estero. “Una nota aggiuntiva – assicurano i tecnici – arriverà a giorni”. Da oggi il Fisco avrà a disposizioine tutti i movimenti delle carte di credito. Ma non si fermerà certo qui. Sul tavolo dell’Agenzia delle Entrate finiranno, infatti, anche i conti correnti, i conti di deposito titoli e obbligazioni, i conti di deposito a risparmio libero o vincolati, la gestione patrimoniale, i buoni fruttiferi postali, le azioni, le cassette di sicurezza, i bancomat, i contratti derivati, le garanzie, i crediti, i finanziamenti, i fondi pensione, le partecipazioni, i prodotti assicurativi e, dulcis in fundo, l’acquisto di vendita di oro e metalli preziosi. Nulla più sfuggira all’occhio indiscreto del Grande Fratello tributario. Ecco cosa prevedono le nuove norme che, in linea con le indicazioni dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, utilizzano per l’integrazione dell’archivio dei rapporti finanziari, il Sid (Sistema di Interscambio flussi Dati), nuovo canale di trasmissione di dati dell’Agenzia delle Entrate.
Il sistema per scambio dati: Ogni singolo operatore finanziario deve avviare la procedura di registrazione al Sid secondo le modalità descritte sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Il canale Sid prevede l’interconnessione application-to-application tra sistemi informativi e apposite misure di sicurezza di natura tecnica e organizzativa.
L’invio dei dati: I dati e le informazioni relativi all’anno 2011 vanno inviati entro il 31 ottobre 2013. Quelli relativi all’anno 2012 vanno, invece, inviati entro il 31 marzo 2014. A regime, gli operatori finanziari dovranno effettuare la comunicazione annualmente e trasmetterla entro il 20 aprile dell’anno successivo a quello al quale sono riferite le informazioni. Un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia individuerà i criteri per l’elaborazione di specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione.
I dati da comunicare: I dati da trasmettere con la comunicazione integrativa annuale sono quelli identificativi del rapporto finanziario, quelli relativi ai saldi iniziali e finali del rapporto riferiti all’anno interessato dalla comunicazione e i dati degli importi totali delle movimentazioni distinte tra dare e avere per ogni tipologia di rapporto, conteggiati su base annua.

Il deus in terra

 
 
Foto e articolo da Libero Quotidiano.it
 
Personalmente, della sua arte, dei suoi aforismi, delle sue frasi ad effetto intercalate nelle interviste, dopo quanto sotto, d’ora in poi me ne farò un bafo. E poichè a pensarla così penso di non essere il solo, i mass-media sono tutti avvisati, e prima d’invitarlo nuovamente valutino bene l’impatto che potrà avere la sua presenza con la raccolta pubblicitaria. Ma lui, che deve avere il dente avvelenato con quelli di destra, in una intervista televisiva ha già detto che tanto di soldi ne ha già guadagnati abbastanza, e quindi potrà permettersi di non guadagnarne più altri. 
 
A Franco Battiato la politica deve aver dato alla testa. La spocchia e l’aria di superiorità del cantante di sinistra entrato a Palazzo dei Normanni, però, hanno superato i limiti della tollerabilità. Intervenendo oggi, martedì 26 marzo, al Parlamento europeo per promuovere il turismo in Sicilia, il cantautore ha ricoperto di fango milioni d’italiani: “In Italia si sta avverando una profezia biblica. Parliamo la stessa lingua ma non ci intendiamo. Ognuno è artefice del proprio destino, questa Italia così fa schifo”. Perché fa schifo? Semplice, perché milioni di persone hanno votato il Pdl di Silvio Berlusconi.
“Quante troie in Parlamento” – Ma questo non è niente se paragonato a quello che il cantautore ha riferito nei confronti dei parlamentari. Donne, ma non solo. Un crescendo rossiniano d’insulti agli azzurri da fare invidia al turpiloquio di Vittorio Sgarbi. “Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa, aprano un casino”. Eccolo, il “pensiero politico” del cantante radical-chic, emblema di quel mondo della cultura e dello spettacolo che sbanda a sinistra e, senza remore, dà della “troia” a chi non la pensa come lui. “Da lui parole volgari e insultanti per le donne”, l’ha redarguito il presidente della Camera Laura Boldrini. E Battiato, ecumenico: “Non volevo offendere, mi riferivo alla prostituzione sia maschile sia femminile…”.
Battiato 2003 vs Battiato 2013 – A Parigi, pochi giorni fa, a margine di un concerto ha detto: “La destra italiana è una cosa che non appartiene agli esseri umani”. Eppure i soldi della destra appartengono agli esseri umani: il cantautore siciliano, infatti, prese un bel cachet per una serata ad Anagni, cittadina laziale, allora amministrata da Franco Fiorito, “Er Batman”, simbolo incarnato degli scandali sull’utilizzo dei fondi pubblici nella regione Lazio. Si tratta solo di un episodio? Non proprio. Sempre in quei mesi, Battiato cantò alla festa di Alleanza Nazionale e, a chi lo accusava di essere un voltagabbana rispondeva: “Vado a cantare il mio repertorio (lo stesso che canto in tutte le occasioni) davanti a un pubblico che non va discriminato. Non sono solito chiedere la tessera di partito a chi viene ai miei concerti”. Parole condivisibile, da vero democratico, su cui però il Battiato del 2013 non si trova molto d’accordo. Fa un certo effetto che in due occasini distinte abbia cantato per una platea di subumani.
I lombardi sono ignoranti – Battiato continua poi la sagra dell’insulto spostando il fuoco sulla Lombardia, dove la vittoria di Roberto Maroni a suo parere è frutto dell’ignoranza dei provinciali. Parlando delle ultime regionali, dove si sono imposti Bobo e il Pdl, l’assessore di Crocetta, intervistato da Il Fatto Quotidiano, ha dichiarato: “A Milano ha vinto Ambrosoli, è la provincia a essere ancora ignorante”. Il giornalista prova ad esrimere qualche dubbio sull’analisi politica di Battiato, e chiede: “E se invece che ignoranti volessero semplicemente indietro l’Imu?”. Poco cambia per il cantautore: “Ecco, sono ignoranti. Perché l’Imu l’ha votata anche Berlusconi e non avrebbe nessun modo per restituirla. Ma se ascoltano solo le informazioni veicolate dalle sue tv non miglioreremo”. Battiato, ovvero la presunta superiorità antropologica della sinistra.

Troppo tardi per le dimissioni

Al ridicolo ministro della… difesa Di Paola direi solo: “Meglio tacere e dare l’impressione d’essere scemo piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio”.
Un commento: “Tecnici barzelletta, che continueranno a guadagnare milioni. Questo è un dato di fatto: nel momento più delicato della nostra storia nazionale recente, abbiamo affidato il governo del Paese a questo genere di tecnici del tutto incompetenti, a guardare i risultati ottenuti. Questo grazie soprattutto l presidente Napolitano, non dimentichiamolo. Quello che fa rabbia è che questi tecnici continueranno a guadagnare milioni e uno di loro, Monti, sarà pagato a vita dai contribuenti italiani con stipendio da senatore a vita. Un cittadino viene eletto senatore a vita per dei meriti straordinari verso il Paese: quali sono i meriti straordinari di Monti?”

«Ero contrario a rimandare in India i marò, ma la mia voce è rimasta inascoltata». Alla Camera, al termine dell’audizione urgente riguardante il caso dei marò, il ministro degli Esteri Giulio Terzi annuncia le dimissioni. Un gesto che spiega prospettando anche una pesante divergenza d’opinioni all’interno del Governo: «Mi dimetto perchè per 40 anni ho ritenuto e ritengo oggi in maniera ancora più forte che vada salvaguardata l’onorabilità del Paese, delle forze armate e della diplomazia italiana. Mi dimetto perchè solidale con i nostri due marò e con le loro famiglie».
DI PAOLA: «FACILE ORA ABBANDONARE» La decisione squassa il governo Monti ancora in carica. Conclusa l’audizione di Terzi, alle Camere parla il ministro alla Difesa Di Paola che al collega dimissionario indirizza queste parole: «Sarebbe facile oggi lasciare la poltrona, ma non sarebbe giusto e non lo farò». Frase che viene accolta dall’applauso corale dell’aula di Montecitorio. Terzi non applaude. «Non abbandonderò la nave in difficoltà con Massimiliano e Salvatore a bordo fino all’ultimo giorno di governo, verrei meno al senso del dovere delle istituzioni che ho sempre servito e alle scelte del governo che ho condiviso», dice ancora Di Paola.
POLEMICHE IN AULA – Le dimissioni di Terzi inevitabilmente hanno acceso la tensione in Aula. «Speriamo che Monti sia assolutamente chiaro perchè il fallimento della credibilità internazionale è sotto gli occhi di tutti» è l’attacco del segretario Pdl Alfano a cui si accoda tutto il centrodestra. «Le dimissioni equivalgono a straordinario gesto morale» dice il vice presidente della Camera Lupi mentre l’ex governatore della Lombardia, ora senatore Pdl, Formigoni twitta: «Il governo chiarisca chi ha voluto rimandare i marò in India».
TERZI: «IO INASCOLTATO» – E’ al termine dell’audizione alla Camera che Terzi spiega quanto fosse distante dall’idea di rimandare in India (per la seconda volta) i due fucilieri del San Marco. A palazzo Chigi (è la ricostruzione quasi «in diretta» di quei concitati momenti ) «esprimo la mia riserva per la repentina decisione del loro ritrasferimento in India, la mia voce è rimasta inascoltata. Finalmente avevamo in patria i due fucilieri di marina». La voce di Terzi è però rimasta «inascolta», puntualizza in Aula.
«NIENTE PROVE ATTENDIBILI» – «È risibile e strumentale sostenere che la Farnesina ha agito per fatti suoi. Io ho dato informazioni a tutte le autorità di governo sugli aspetti critici del negoziato con l’India» sostiene Terzi che poi senza mezzi termini afferma che l’accusa ai marò italiani di aver sparato e ucciso i due pescatori indiani «non è mai stata suffragata da prove attendibili, mentre loro negano ogni addebito». Mentre riguardo alla recente decisione di trattenere in Italia i marò, approvata da tutti l’8 marzo, «tutte le istituzioni erano informate e d’accordo».
«SULL’AMBASCIATORE RITORSIONE» – Terzi è esplicito anche sulla blindatura dell’ambasciatore Mancini a Delhi: «La decisione indiana di sospendere l’immunità del nostro ambasciatore è stata interpretata come un atto di ritorsione che ha indebolito la legittimità del governo indiano, siamo davanti a una palese violazione della convenzione di Vienna».

Alessandro Fulloni