Neurodeliri a 5 Stelle

 
 
 
 
Io ti ho votato perché pensavo che l’unica divisione che conta fosse quella tra persone oneste e no. Dimmi, mi sono sbagliato? E comunque, se il mio voto ti faceva tanto schifo, potevi dirmelo prima delle elezioni, non il giorno dopo“.
Questo che avete letto è solo uno dei commenti di un dipendente pubblico risentito, preso dal blog di Beppe Grillo, ovvero la “nuova democrazia internettiana che avanza” in uno dei suoi ultimi post dal titolo Gli Italiani non votano mai a caso.
Un post nel quale Grillo ha messo furbescamente la faccia di Massimo Fini, quasi a smarcarsi. Non che Fini si sia comportato da cima ad aggregarsi al Movimento 5 stelle. Per uno studioso di Spengler, Nietzsche e Junger, poteva cercare di meglio in fatto di filosofi, che non Casaleggio & Associati. Ma il  testo del pezzo che leggete è roba inequivocabilmente sua, di Grillo. E lo ha scritto con estrema disonestà l’indomani della sua vittoria elettorale, ingannando i suoi elettori. Perchè non l’ha fatto prima?
E’ presto detto: sarebbe stata un pericoloso boomerang per lui e per il suo movimento. Una pessima propaganda elettorale.
In detto post, Grillo divide gli Italiani in modo assai rozzo e approssimativo nel gruppo A e nel gruppo B. Al gruppo A appartengono “gli  esclusi, gli esodati, coloro che percepiscono una pensione da fame e i piccoli e medi imprenditori che vivono sotto un regime di polizia fiscale e chiudono e, se presi dalla disperazione”.
Estraggo  un passaggio relativo al gruppo B:
Il secondo blocco sociale, il blocco B, è costituito da chi vuole mantenere lo status quo, da tutti coloro che hanno attraversato la crisi iniziata dal 2008 più o meno indenni, mantenendo lo stesso potere d’acquisto, da una gran parte di dipendenti statali, da chi ha una pensione superiore ai 5000 euro lordi mensili, dagli evasori, dalla immane cerchia di chi vive di politica attraverso municipalizzate, concessionarie e partecipate dallo Stato.
Non male  questo moralismo per un uomo ricco che possiede tre lussuose magioni nei luoghi più invidiati del Pianeta: a S.Ilario sopra Nervi, sull’Isola di Santa Maria all’arcipelago della Maddalena (ora parco acquatico), e in Svizzera a Lugano dove pare abbia preso la residenza, ma non vuol dirlo chiaramente: http://www.cdt.ch/mondo/politica/78627/ma-grillo-ha-la-residenza-in-svizzera.html
Ora Grillo mi deve spiegare quanti sarebbero in Italia quelli che percepiscono una pensione di 5000 euro. E dopo aver fatto un sondaggio obiettivo vedrà che sono una minoranza nella minoranza, non un gruppo B.  Se pensa dunque di “fare cassa” abolendo questo genere di cittadini , non riuscirebbe mai eppoi mai a pagare i “redditi di cittadinanza” ai non abbienti.
Poi questo odio verso i “dipendenti pubblici” mi sa di vecchia demagogica risciacquatura di piatti nonché di pretesto  per inutili guerre civili tra lavoratori. Dipendente pubblico è anche un impiegatuccio delle poste, una maestra d’asilo, un ferroviere, un bidello. Dipendente pubblico è un vigile del fuoco, un poliziotto, un carabiniere, un impiegato dell’anagrafe. Che facciamo? Gli togliamo lo stipendio o la pensione che tra bollette, consumi di base, benzina per l’auto, spese per la casa e spese alimentari, gli bastano malapena per tirare avanti, per dargli in cambio il suo  “reddito di cittadinanza” di 800 euro?
Queste mi sembrano proposte alla Fausto Bertinotti, in versione addirittura peggiorativa. In altre parole, un abuso. Senza contare quel suo violento aizzare i più giovani nei confronti dei più anziani, come fosse colpa di questi ultimi, se dopo una vita di lavoro e di sacrifici, si possa disporre di  una qualche sicurezza. Lo sa o no, questo stolto improvvisatore che se non ci fossero le famiglie a fare da ammortizzatore sociale, molti giovani (grillini e non ) sarebbero  totalmente alla deriva?
Ecco la reazione in un altro dei commenti di protesta prelevati dal suo blog:

Ah! Adesso i dipendenti pubblici li associamo agli evasori? o a chi vive di “consociate” ai margini della politica? e che vogliono mantenere il loro status quo? Caro Fini (ndr: Massimo) non so chi sei e che ruolo hai nel movimento ma se i vertici la pensano come te,il mio voto non lo avrai più.
Togli nel tuo post “e la maggior parte dei dipendenti statali” e chiedi scusa.

Un’ultima cosa. Questo delle 5 Stelle, doveva essere un movimento considerato secondo il  Grillopensiero   né di destra né di sinistra. “Noi siamo in alto” era solito declamare. Il suo spin doctor   Gianroberto Casaleggio va anche più in là dicendo che non esistono idee di destra o di sinistra, ma idee buone e idee cattive.  Ebbene, è un inganno perché  così non è. Molte di queste proposte sono organiche all’area antagonista della sinistra più radicale condite di ecologismo con relativo programma utopico-demenziale   con elementi presi da Serge Latouche (il teorico della “decrescita felice”).
Inoltre a chi  stava per commettere l’errore di votare M5S è bastato osservare durante il raduno a Milano in Piazza Duomo, la mossa di Grillo  quando fece salire sul palco quell’altro guittone  rosso di Dario Fo, che ora vorrebbe rifilarci come il successore di Napolitano. Cioè un’altra  vecchia Cariatide rosso antico.
Se questo è il nuovo che avanza, meglio mandare tutto in rottamazione fin da subito, prima che sia troppo tardi. Un leader non premier che non può andare in Parlamento per motivi legali (l’omicidio colposo col SUV a Limone Piemonte nel 1981 che gli valse la condanna di un anno e tre mesi di carcere (mai scontati) per aver distrutto un’intera famiglia composta da marito, moglie e un bimbo di 8 anni), che coordina il suo “formicaio” virtuale dall’esterno attraverso la rete Matrix considerata onnipotente, è, malgrado le ovazioni degli intellettuali cortigiani usi a saltare sul carro del vincitore dell’ultima ora, qualcosa di inquietante.

Come li chiameranno ora i nuovi eletti? Onorevoli grillini?  On. Cinquestellini? E che faranno gli on. grillini nell’aula parlamentare? Si collegheranno via streaming alla loro Formica Regina, ogni qualvolta dovranno prendere delle decisioni politiche importanti?
Speriamo che la primavera ci porti vere cose belle e non  solo degli insetti con le antenne che fan cri-cri,  con risse, alterchi a base di belìn e instabilità politica a gogò. Non ne sentiamo proprio il bisogno, dopo il febbraio feroce e gelido che già abbiamo vissuto.