Da Helmut Schüller a Felix Gmür: ecco 2 Monsignori che hanno remato contro Benedetto XVI.

Ecco 2 dei Monsignori tra i tanti che in questi ultimi tempi hanno remato contro il Santo Padre, con l’ appoggio dei protestanti e dei media a loro collegati, con l’ avvallo della massoneria di lingua tedesca e delle lobbies omofile di mezzo mondo. 
Helmut Schüller, ex-vicario della Diocesi di Vienna, fondatore del movimento dei sacerdoti ribelli “Aufruf zum Ungehorsam” (Appello alla Disobbedienza”) e della Pfarrer Initiative, favorevole ad una radicale riforma del Cattolicesimo, tra cui l’ introduzione delle pretesse. Appello cui aderirono 329 preti, subito richiamati all’ ordine dal Vescovo di Vienna, il Cardinale Christoph Schönborn. Successivamente il ribelle è stato privato del titolo di “Monsignore”. Ma non ridotto allo stato laicale nè scomunicato.  

Felix Gmür, Vescovo Svizzero di Basilea, che recentemente si è espresso più volte a favore delle coppie di fatto e della Comunione ai divorziati, scontratosi apertamente col Vescovo di Coira, Vitus Huonder, quest’ultimo invece su posizioni molto conservatrici e favorevole al dialogo con i Lefevriani. Huonder è in prima linea nella lotta contro l’ aborto e l’ eutanasia. Decisamente ostile alla Comunione distribuita a divorziati e coppie di fatto, tanto che richiamò molti sacerdoti con una nota pastorale sulla materia. Rigettata e contestata da alcuni sacerdoti svizzeri, Gmür in 
testa. 
Il tutto, ripeto, con notevole appoggio mediatico austriaco e svizzero.  
Un mio consiglio ai due cattoprogressisti: fatevi protestanti !!!

Un Grillino, Zeitgeist & Goldman Sachs

Come noto, per conoscere più approfonditamente il mondo di Grillo, bisogna andare a leggere il suo blog, dato il poco spazio concesso a Tv e Giornali italiani, che beninteso anche a mio avviso sono pilotati, in quanto proprietà di poteri forti e banche. 
Grillo non si concede appieno alla stampa italiana (che italiana lo è solo in parte), ma si concede comunque più volentieri sulle testate estere di Murdoch, dei Rothschild, della BBC che imparziali non sono.

L’ultradigitalizzazione grillina taglia fuori poco democraticamente i non digitalizzati, specie di mezza età e anziani, che non usano abitualmente internet.  Mica poco per uno che fino poco fa spaccava i pc in piazza, e ora li adora come dei.
Del resto, internet in sè e per sè, la digitalizzazione di tutta l’esistenza, è uno dei pallini di Grillo & Casaleggio.
In fondo lo stesso Marshall McLuhan  affermava “The medium is the message”, ovvero s’arriva a un punto in cui il mezzo di comunicazione, al di là di ciò che contenga, è lui stesso il messaggio (che ti massaggia il cervello….)

Qualcosa passa però dai giornali italiani, in maniera neutra, su un neoeletto, con parole sue, e stavolta le riportiamo.
Dal Corriere (a circa metà articolo) riporto:

“Paolo Bernini, bolognese smanettone di 25 anni, già pony express: «Dovrò studiare bene la Costituzione.
La politica l’ho scoperta con il documentario Zeitgeist». Di che parla? «È il più visto della rete: parla di tutto quello di cui non si scrive mai, la massoneria, l’11 settembre, le religioni. Quando l’ho visto ci sono rimasto male: mi ha fatto vedere la realtà in un altro modo».


Infatti il punto è anche come se ne parla di religioni, di 11 settembre & co. E non è che ne parli solo Zeitgeist, un po’ aleatoria come “Fonte”.
Come molti italiani, non conosco questo giovane neoeletto, ma con tutta la stima e il rispetto per i Pony express, leggere che ci si appresta ad aprire la Costituzione DOPO esser stati eletti non rinfranca i cuori.  

Consola meno ancora l’idea che la propria Weltanschauung discenda da un documentario “indipendente” ZEPPO DI ERRORI STORICI come “ZEITGEIST”.

[Su Zeitgeist The Movie, primo episodio della saga, si nota l’inquietante l’inquadramento del Cristianesimo in chiave mitica e non fideistica nè storica, che compara Gesù Cristo a un mito qualunque, come Apollo e Horus, proponendo una lettura esoterico-astrologica delle Scritture, e facendo mettere le mani nei capelli, per gli errori, non solo ai cristiani ma anche a storici, esegeti, storiografi, latinisti ed egittologi, tutti d’accordo con la falsità delle tesi del film]

Seguono anche altri film di Peter Joseph, fino alla fondazione del Movimento Zeitgeist
…che  ha come obiettivo l’eliminazione di concetti quali: istituzioni politiche, religiose, militarizzazione, istituti bancari, e quindi la transizione verso un nuovo modello socio-economico basato su una gestione tecnica e responsabile delle risorse, su una ripartizione ed una distribuzione svolte per mezzo di ciò che viene considerato metodo scientifico del ragionamento sui problemi e della ricerca di soluzioni ottimali. (…)”

E’ chiaro che istituzioni politiche, banche, in alcuni casi siano giunti a una grossa crisi.
Il che dovrebbe portare a riforme e non a una liquidazione di ogni istituto, compresi quelli religiosi (e questa specifica già lascia intendere la forte marcatura ideologica da parte di chi si dice non appartenente a nessuna ideologia).
Invece qui siamo al NeoPositivismo, la scienza-dio-primo motore che risolve tutto (ci fosse uno scienziato dello stesso parere di un altro…ma la pretesa scientificità quindi perfezione dei principi pone l’OBBLIGO DEL CONSENSO), mischiato all’adorazione di Gaia Madre Terra (l‘ecologismo),
con la collaborazione dell’ingegnere sociale Jacque Fresco, ideatore del Venus Project per una “società globale, pacifica e sostenibile”.
(Fresco “Un’economia basata sulle risorse applica il metodo scientifico per l’interesse sociale e questo non è limitato solamente all’efficienza tecnica, ma considera anche il benessere della società dell’individuo e delle sue implicazioni. Questo è un buon sistema sociale se, alla fine produce felicità e coesistenza pacifica; è quindi importante sottolineare che con la rimozione del sistema monetario e le necessità primarie garantite vedremo immediatamente una riduzione globale del crimine…)

In pratica, un NWO globalista-mondialista new age tinto in rosa e verde, più “sistemico” e su grande scala, con “ingegneria sociale” diretta dall’alto degli “scienziati sociali”, benedetto come sempre da Mordechai Levi alias Karl Marx, e forse un po’ anche dalla Fabian Society, in vista del culto esoterico a Gaia – Madre Terra Deificata.

 
Si nota anche come siano cambiate velocemente le posizioni di Grillo nel periodo pre e post elettorale. Ora si dà alla guerra contro tutti gli statali, che siano manager o bidelle o medici o pericolosi uscieri.

PRIMA Grillo parlava:
_di uscita dall’euro/
_contro la Ue del Fiscal Compact e del MES/
_di uscita dall’Eurogulag

OGGI (dopo aver visto in giro Dario Fo & co) nella sua area si dice:
_rimanere nell’euro
_rimanere in Europa
_si dice sì alla patrimoniale
_si dice sì a moneta digitale e scomparsa del contante
_cassare stipendi e pensioni e mettere il preside e il primario chirurgo luminare (vero) e il manager ingiustamente iperpagato dell’ente parastatale pari alla bidella a 800 euro/mese, considerando già chi è proprietario di 1 abitazione (l’80% degli italiani) un pericoloso capitalista da tartassare. (Del resto, nel Venus Project si parla di scomparsa del sistema monetario, delle proprietà comunemente intese e di tutte le istituzioni, per prima se ne andrà la proprietà privata, in vista della “decrescita felice” alias impoverimento coatto per un pianeta fatto di agriturismi tra pale eoliche)

In pratica all’indomani del voto, Grillo si situa intorno ad un Comunismo Riconfezionato (con addentellati no global, mondialisti, nel mito della decrescita e della deindustrializzazione, rivoluzioni colorate con prospettive di “ingegneria sociale” 
con noi pirla come cavie)

IL PD infatti vi vede parte del suo stesso programma (Patrimoniale coatta e W euro/Euroopa, col primo passo del no contante.
“Porco boia direbbe Bersani l’è roba mia ! Ragassi non schersiamo, cos’è sta roba che c’avete voi il mio programma? ).

A ribadire i cambiamenti, 
ci pensa il Prof. Gallegati, mente di area grillina, in questo pezzo sul Corriere.

Gli USA plaudono al “riformatore”, i comunisti esultano al nuovo CHE.

 Per l’occasione, anche Goldman Sachs approva Grillo, dopo aver puntato su Monti, sul PD
(sul suo stesso sito), la stessa da cui uscirono Prodi, Monti, Draghi, Tononi, Papademos
(“urca che compagnia!”- direbbe Bersani),
la stessa che secondo Der Spiegel truccò i conti di Grecia. E’ ovvio che una potentissima banca d’affari si fiondi solo lì dove c’è da mungere e sottrarre dai contribuenti fessi, e che ami, per i suoi affari, ogni situazione di instabilità (in cui giocare sui mercati e acquisire primizie di Stato sottocosto).

Se aggiungiamo un po’ di improvvisazione, un po’ di balle alla Zeitgeist
il fatto di NON AVERE un Programma chiaro, e insieme un progetto MONDIALE, l’idea di rivoluzione continua ora appoggiata da una Banca ben nota
il futuro di scienziati sociali programmatori di esseri tra agriturismi e mafie di pale eoliche, la partecipazione di Casaleggio con le sue strane idee dell’uomo-macchina, idem quelle degli associati Sassoon (verdi americani globalisti, Al Gore) e Artom (decrescita “felice”, chiusura di aziende come punto d’arrivo dell’ode alla bancarotta),
l’instabilità anche gestionale perpetuata dall’idea dei 5 Stelle della rotazione dei ruoli dei suoi eletti ogni 3 mesi, incompatibile sia con le regole del Parlamento italiano, 
sia con qualsivoglia idea di governo stabile,
il caos è servito.

Josh

cfr anche:
 http://www.riscossacristiana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2240:la-settimana-politica-a-cura-di-mauro-faverzani-e-paolo-deotto-lunedi-4-marzo-2013&catid=54:societa-civile-e-politica&Itemid=123

http://www.ilgiornale.it/news/interni/casaleggio-techno-guru-esoterismo-e-fantasy-835557.html

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Solidarietà a parole

Che fine ha fatto la Cartiera di Arbatax in Sardegna? Eppure negli anni ’70 c’erano state tutte le premesse affinchè diventasse tra le prime, se non la prima tra le cartiere tecnologicamente più avanzate d’Europa. Costata centinaia di miliardi delle lire di allora alla Cassa del Mezzogiorno (Smantellamento Ex Cartiera di Arbatax – Dicembre 2008) aveva un solo grande handicap: costi di trasporto via nave dalla Sardegna alla terra ferma che incidevano parecchio sul costo del prodotto finito. Ragion per cui già negli anni ’80 i suoi concorrenti non ne sentivano più parlare; ed io assistetti in diretta alla sua debacle.
Ecco, la vicenda dei minatori del Sulcis – di cui al programma L’ultima parola – di ieri 1 marzo,  mi ricorda parecchio da vicino quella vicenda.
E anche Grillo non può fare nulla per loro, se non l’aver manifestato loro tutta la sua solidarietà. E’ un pò quello che era successo a me, in una mia vicenda personale, raccontata in questo blog, nella quale un politico locale del PD mi ebbe a manifestare tutta la sua solidarietà, ma poi alle parole in tre anni non ha fatto seguire alcun fatto.

Continua la campagna sinistra del “Clan dei camorristi”.

Credevate fosse finita la campagna sinistra sulla fiction di Mediaset, “Il Clan dei cammorristi” ? Sbagliato !
Dopo quanto ho scritto nel mio post del 2 Febbraio, 

http://santosepolcro1.blogspot.it/2013/02/come-una-banale-fiction-possa-fare.html 

ecco che nella puntata di ieri, con la storia arrivata ai tempi di Mani Pulite, gli unici politici buonin buonini, per cui giudice e consorte parteggiano a viso aperto sono sotto l’ insegna delle bandiere rosse e del PCI. 
Nuovamente Vergogna ! Vergogna ! Vergogna !!!
Quello che a volte mi chiedo se Berlusconi, che già edita attraverso la Mondadori una marea di scrittori e giullari comunisti, sia al corrente di certe manipolazioni subliminali che continuano a passare sulle proprie reti.

La differenza tra noi e gli altri

Per esperienza diretta, condivido l’articolo del Sole24 Ore qui di seguito, e che mi è stato inviato. La sedia a rotelle con motore elettrico, in  mia dotazione da circa tre anni (che uso soprattutto durante la bella stagione), non mi ha mai creato problemi. E’ ottima ed è made in Germany, e per l’alta tecnologia di cui è dotata, penso che in rapporto a ciò non costi molto. Penso anche che se fosse stata prodotta in Italia – e le aziende italiane sarebbero capacissime di produrle – sarebbe costata sicuramente di più, non fosse altro che per la maggiore tassazione e le pastoie burocratiche cui sono assogettate le aziende italiane. Maggiori tasse e oneri che al nostro stato servono unicamente per foraggiare e mantenere un apparato politico che è tra i più costosi del mondo (quanta gente si era buttata in politica per fare soldi!).
Io non ho votato Grillo, ma solo per una questione di affezione alla vecchia Forza Italia, che a suo tempo portò comunque un cambiamento di costume nei governi italiani, che fino all’epoca avevano una durata media di pochi mesi. Ora però, con l’avvento di Grillo sulla scena politica, molti cominciano a temere di non potersi più arricchire, o comunque vivere di sola politica.

“La differenza tra noi e gli altri

 Dal sole 24 ore
Le aziende tedesche pagano bonus e aumentano gli stipendi. Ecco perché
Disoccupati in continuo calo, inflazione sotto il 2%, esportazioni a prova di cambio, prodotti di qualità e aziende leader. Mentre tutta Europa si chiede come recuperare competitività, le aziende tedesche, che già pagano stipendi più alti della media, si preparano a concedere nuovi aumenti salariali. Di più. Volkswagen ha appena annunciato che verserà un premio di produzione di 7.200 euro ai suoi circa 100mila dipendenti. E non è nemmeno stata di manica larga: nonostante il 2012 si sia chiuso con un utile netto record di 22 miliardi, il bonus è più basso di quello del 2011 (7.500 euro). Volkswagen può permetterselo: in barba alla crisi dell’auto che colpisce tutta Europa, punta a vendere 10 milioni di veicoli l’anno prima del 2018.
Stipendi su, inflazione giù
Mentre Volkswagen annunciava il suo bonus, Ig Metall, il più grande sindacato dell’industria tedesca, metteva sul tavolo le rivendicazioni salariali per il 2013, chiedendo un aumento del 5,5%, dopo averne incassato uno del 4,3% l’anno scorso, il più alto da 20 anni. Il sindacato Verdi ha a sua volta chiesto aumenti del 6,5% per i dipendenti pubblici, che nel resto d’Europa stanno perdendo pezzi di retribuzione e impiego.
Dieci anni di moderazione
La stagione delle rivendicazioni arriva dopo circa dieci anni di salari fermi o quasi, in cambio della difesa dei livelli occupazionali. Ora però il clima è cambiato. La Germania attraversa la crisi dell’Eurozona senza soffrire troppo e sia la Spd che la Cdu sono pronti ad appoggiare l’aumento dei redditi dei lavoratori in vista delle elezioni di autunno. La moderazione salariale è stata accompagnata da riforme che hanno risanato il vecchio “malato d’Europa”. Come ha ricordato il ministro del Lavoro Ursula von der Leyen in un’intervista a Les Echos: «Prima di tutto abbiamo stabilito che ogni disoccupato abbia diritto a un impiego o alla riqualificazione piuttosto che a un sussidio. Poi abbiamo reso il mercato del lavoro più flessibile. Il nostro credo è esigere e incoraggiare: si può costringere un disoccupato ad accettare un lavoro, ma in compenso sarà aiutato”.
Disoccupazione e inflazione scendono
Per tutti questi motivi la Germania può contare su un mercato del lavoro granitico, che negli ultimi anni non ha praticamente mai smesso di creare occupazione, nemmeno nei periodi di recessione. L’ultimo dato, quello di febbraio, lo prova una volta di più. Il numero dei senza impiego è sceso di 3mila a 2,92 milioni di persone, con un tasso di disoccupazione fermo al 6,9%. Certo, la contrazione del Pil nel quarto trimestre del 2012, quando è sceso dello 0,6%, si è fatta sentire: Commerzbank ha annunciato il taglio di 6mila dipendenti e Deutsche Telekom 1.200 esuberi. Ma la tenuta generale del mercato del lavoro non è stata scalfita.
Effetto euro e qualità dell’industria
C’è anche l’euro a spiegare la diversità tedesca. Le aziende macinano utili record anche grazie a una moneta che, vista da Berlino, è addirittura sottovalutata. Con il marco, auto e macchinari tedeschi costerebbero dal 15 al 20% in più e secondo Citigroup, l’effetto cambio da solo regala alla Germania 100 miliardi di euro di esportazioni in più all’anno. Ma a sostenere l’export tedesco è soprattutto la qualità dell’industria, che può contare su un efficiente sistema di formazione dei suoi tecnici e ingegneri. Le aziende lavorano a stretto contatto con gli istituti tecnici, spesso finanziando programmi scolastici in modo da mettere agli studenti in grado di accedere al lavoro appena diplomati, con un sistema di apprendistato tra i migliori d’Europa”. 

The Economist preferisce Gargamella

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Evidentemente loro preferiscono i Gargamella posizionati ad angolo retto (90°) nei confronti di chi, in Italia e in Europa, ci sta spolpando.
Pare che la cosa piaccia a molti, a quanto pare.

Il solito film: Berlusconi indagato

Tanto per cambiare alcuni magistrati indagano Berlusconi a Reggio Emilia e a Napoli.
Dov’è la novità ?
La novità è che l’indagine è avviata quando il Cavaliere dimostra di avere un seguito elettorale nonostante l’ostilità di:
magistratura
poteri forti interni e internazionali
consorterie finanziarie raccolte attorno all’unione sovietica europea a dominio germanico
interferenze del kapò di Strasburgo, suoi conterranei germanici e di tutta l’internazionale socialcomunista
la parte peggiore delle gerarchie cattoliche
la stampa nazionale e internazionale
la trimurti sindacale
l’America ormai in ginocchio dell’ “abbronzato”.
Contro una simile coalizione che avrebbe preferito un governo comunista a lui, un cospicuo numero di elettori, nove milioni, gli ha nuovamente dato fiducia.
Allora le nuove indagini che lo coinvolgono assumono la prospettiva di una reazione meschina e inattendibile di chi ha visto la loro parte soccombere senza appello, avendo il Cavaliere ottenuto un consenso superiore di almeno quindici volte i magistrati che, candidatisi con Ingroia, Di Pietro e De Magistris (naturalmente imbarcando le scorie più estreme della sinistra) hanno ottenuto appena il 2% contro quasi il 30% del Centro Destra a guida Berlusconi.
E questa è la sentenza che più conta, perchè è la sentenza emessa dal Popolo cui appartiene la Sovranità.





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