L’assalto alla diligenza Italia

Foto tratta dal sito Facebook php?fbid=487
Guardate lo scempio. Guardate quanto costano alla povera Italia i fuorusciti della politica. Agli italiani vengono chiesti enormi sacrifici, e loro si spartiscono così spudoratamente i soldi delle tasse. Evviva il M5S che penso si darà da fare per far terminare le rapine legalizzate, mandando avanti, penso, una proposta di legge con effetto retroattivo. Se il M5S manderà avanti una tale proposta, gli italiani aderiranno in massa al movimento fondato da Beppe Grillo, e allora non ce ne sarà più per nessuno. Gli altri partiti sono avvisati. 

Le faccie di tolla

Dietro a questa nick, Marshall, c’è una persona reale in carne ed ossa, e mi è venuto un senso di disgusto nell’ascoltare oggi i tanti ipocriti che si sono avvicendati a parlare all’interno dell’Arena di Massimo Giletti. Tra i pochi altri, hanno parlato con coerenza e si sono comportati per me in maniera lineare e non ambigua Matteo Salvini, collegato dall’esterno, e l’onorevole ora senatrice Michaela Biancofiore, oltre al conduttore. Mi riferisco in particolare alle falsità che ho sentito nell’ultima parte della trasmissione da parte della on. Laura Puppato, parlando di burocrazia, e della difficoltà incontrate nei 18 anni passati di poterla o volerla estirpare da parte degli schieramenti che si sono avvicendati nel periodo alla guida dell’Italia (per superare la quale il cittadino normale spesse volte si trova costretto a “dover” corrompere. n.d.r.).
Ed ecco il fatto. 18 anni fa, poichè non si sbloccava una certa semplice pratica edilizia, dovetti acconsentire a che intervenisse un’amica del futuro acquirente, per perorare la causa presso una sua amica, che era lì lì per diventare sindaco, affinchè facesse in modo di far concedere in fretta il nulla osta per l’inizio lavori. Per mezzo dell’intercessione il permesso fu dato immediatamente, e senza alcuna storia. Storia vecchia direte, perchè da allora son passati diciotto anni, ma credo di non sbagliare dicendo che, in generale, la sostanza sia sempre quella: gli amici son sempre favoriti, chi è amico ottiene in fretta ciò che un cittadino qualunque non ottiene, per esempio un nulla osta. E chi non è amico di nessuno, o aspetta, oppure …

Il trapezista

Snoopy the Great Trapeze Artist

La prima apparizione di Snoopy come trapezista da circo risale al 02/03/1965.

Senza una maggioranza omogenea

Carlo Azeglio Ciampi è il responsabile
dell’attuale stallo, dei danni che ne derivano, della mancanza di
una maggioranza parlamentare chiara e coesa
.
O, precisamente, il predecessore di Napolitano è
responsabile di una legge elettorale che vediamo funziona benissimo
alla camera, ma non altrettanto al senato
.
Ciampi ha infatti imposto che, in
cambio della sua firma per la promulgazione della legge, al senato il
premio di maggioranza fosse frazionato per regioni e non conteggiato
a livello nazionale.
Alcuni “puristi”
dell’assemblearismo e delle chiacchiere che loro chiamano
“democrazia”, storceranno il naso sul fatto che una coalizione,
come quella di sinistra, che non ha raggiunto il 30% dei voti
validamente espressi
e, per di più, ha sopravanzato la coalizione
concorrente di soli 120mila voti, possa governare.
Ma la scelta è tra l’ingovernabilità
della rappresentanza proporzionale e il governo della minoranza più
forte.
Certo, se questa minoranza si propone
azioni devastanti, completamente ostili all’altra grande minoranza
(leggi di privilegio per gli omosessuali, esproprio degli immobili,
taglieggiamento dei redditi, razzie sui risparmi, accoglienza con
tanto di regalia di cittadinanza e voto per stranieri che nulla hanno
a che spartire con la nostra terra e con la nazionalità Italiana,
cessione di larghe fette di Sovranità ad enti internazionali senza
il consenso dei cittadini, introduzioni di leggi punitive della
libertà di opinione
e di manifestarla
) allora molto, ma molto meglio
nessun governo
e quello di Ciampi diverrebbe un merito e non più una
colpa.
Ma in una Nazione veramente tale, dove
le parti, pur differenziandosi su aspetti progettuali, avessero a
base gli stessi Valori e Principi fondanti della comunità, la
governabilità diventa un bene.
Ma tutta questa è pura e semplice
teoria, la politica è l’arte del possibile e cosa c’è di
possibile in Italia oggi ?
L’unica possibilità è un governo
ancora una volta extraparlamentare, una sorta di “governo del re”,

presieduto da un soggetto che sarebbe potuto essere, questa volta
legittimamente, un Monti (ma oggi non più Monti Mario che si è bruciato
schierandosi
) che si presentasse in parlamento per ottenere la
fiducia su pochi punti per “mandare avanti” lo stato, senza
intaccare le scelte di fondo e restituire a giugno la parola agli
elettori
.
Quali provvedimenti ?
Il primo e principale per restituire
dignità allo stato è, se non abolire e restituire compito
prettamente politico, sospendere il pagamento dell’imu di giugno,
lasciando al governo che verrà, eletto dal Popolo, deciderne la
sorte definitiva.
Il secondo è riformulare la legge
elettorale
per garantire la governabilità.
Escludendo il ritorno al proporzionale
le strade sono soltanto due:
  • un maggioritario uninominale secco senza alcun
    “recupero” proporzionale e senza la pagliacciata del doppio
    turno che favorirebbe il mercimonio dei voti;
  • un maggioritario, come l’attuale,
    dove vince la coalizione che prendesse più voti, consentendo anche
    al senato il premio in base ai voti nazionali e non regionali
    .
Naturalmente dovrebbe e potrebbe essere
anche introdotta la decadenza automatica per chi, come Fini e i suoi
o a seguito dello “scouting” di Bersani sui senatori grillini ,
cambiasse casacca dopo essere stato eletto per una coalizione o
lista.
Il resto, solo ordinaria
amministrazione
, perché un “governo del re” non ha alcun titolo
per interferire nei rapporti politici o per imporre tasse o
organizzare riforme.
Per un governo del genere credo che
Berlusconi, Bersani e Grillo potrebbero benissimo votare la fiducia
in parallelo, sbloccare lo stallo e affrontarsi in una ordalia
elettorale tra aprile e giugno
.





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Nell’assoluto silenzio dei media

La parola “scandalo” non è sufficiente a definire quello che sta accadendo. In un paese prostrato dalla crisi economica, dove solo oggi l’Istat ha comunicato il record ventennale di disoccupati, ci sono migliaia – per l’esattezza 8mila – immigrati giunti in Italia nell’ormai lontano 2011, che percepiscono uno stipendio statale di 1.380 euro. Questi immigrati di professione “profughi”, sono mantenuti da oltre due anni coi soldi delle nostre tasse, in questi due anni sono stati protagonisti di stupri, disordini, pestaggi e spaccio di droga. Ricordiamo che questi individui sono giunti in Italia profittando dei disordini causati dall’intervento in Libia e che, tra loro, non ci sono Libici: ergo, nessuno di loro aveva diritto all’accoglienza. Ma non ostante ciò, per due anni sono stati mantenuti in hotels, centri d’accoglienza a cinque stelle e case sottratte al bisogno di indigenti italiani. Questi stessi personaggi sono ancora in Italia e stanno inscenando violente proteste in tutto il paese – nel silenzio mediatico generale – perché pretendono, altrimenti minacciano azioni violente, dai 1.500 ai 2.000 euro di “buonuscita”.
TRE CASI RECENTI DI VIOLENZE SCATENATE A SCOPO DI RICATTO
Vogliono una sorta di “liquidazione di fine rapporto” dalla loro professione di “profughi”. E questi soldi li vogliono da noi. Ovviamente le amministrazioni istituzioni locali e nazionali guidate da partiti e individui anti-italiani si sono subito messe all’opera e hanno, in alcuni casi, già provveduto a soddisfare queste assurde richieste. Ora si “muove” il governo, quello senza mandato popolare. E si muove – ovviamente – nella direzione sbagliata:
Roma, 1 mar. (TMNews) – “Stiamo lavorando affinché i migranti di quei Paesi ancora in Italia non restino da un giorno all’altro privi di sostegno”. In un’intervista oggi sull’Avvenire, il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri parla del futuro dei circa 13mila migranti arrivati in Italia per la crisi nordafricana del 2011, per i quali domani scadono i 60 giorni per la chiusura del programma che ha consentito di ospitarli.
Ricapitoliamo, questi clandestini sono in Italia da circa due anni, giù due mesi fa scadeva il termine oltre il quale sarebbero dovuto tornare a casa loro. Il governo Monti estese questa permanenza di altri due mesi, con la tacita speranza che poi arrivasse Bersani, e rendesse questa loro permanenza “eterna”. Il ministro chiarisce che “potranno restare le 7.400 persone ancora in attesa di essere sentite dalle commissioni per il rilascio dello status di asilo. E lo stesso vale per i nuclei familiari e gli appartenenti alle categorie ‘vulnerabili’ previste dal sistema per la protezione e l’accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo, che resteranno per almeno altri sei mesi: minori, genitori single con prole, donne in gravidanza, anziani, disabili o vittime di soprusi e torture, mentre i tossicodipendenti verranno assegnati a strutture idonee. Secondo i dati giunti da 50 prefetture, sono già 520 persone: attendiamo i dati delle altre 53. Infine, resteranno quelli in attesa del permesso umanitario o del titolo di viaggio. Sono categorie ampie e dovrebbero includere buona parte dei migranti”.
Questi immigrati vengono tutti da paesi come Ghana o Nigeria, paesi dove non esiste la tortura, quindi nessuno avrebbe diritto all’Asilo. Sappiamo inoltre che i cosiddetti “minori”, sono in realtà adolescenti di trent’anni, come abbiamo appreso qualche mese fa: http://xn--identit-fwa.com/blog/2012/10/22/scandalo-profughi-minorenni-le-associazioni-rubano-milioni-di-euro/. Che poi ci si debba sobbarcare anche la cura dei tossicodipendenti nigeriani o ghanesi è cosa fuori dal mondo. Ma come dice la Cancellieri, sono categorie ampie e dovrebbero includere buona parte dei migranti. Infatti l’obiettivo è far si che rimangano tutti qui, a spese nostre. Creando categorie artificiose, e infilandoci anche chi non ne avrebbe alcun titolo. Ci stanno rubando il futuro. E noi glielo stiamo permettendo.

L’ultima spiaggia

Dopo quella discesa in campo del 2006, quando dalle pagine del Corriere scrisse accoratamente di non votare per Berlusconi, ieri sera, e per una volta tanto, mi sono trovato d’accordo con l’autore di quella pagina di fondo, Paolo Mieli.
Durante la trasmissione IN ONDA, Paolo Mieli ha ripetuto due volte d’aver votato Monti; e forse l’avrei fatto anch’io se Berlusconi non si fosse ricandidato, e se Monti, nel corso del suo mandato, avesse operato quei tagli nei costi della politica che noi tutti da tempo agognavamo. E invece c’è voluto Grillo a dar loro la scossa necessaria per intraprendere questa strada.
Ora non c’è più tempo da perdere, l’Italia è in ginocchio, e se ora non faranno subito quei tagli, ed in maniera retroattiva, tanto da non pagare quelle assurde liquidazioni con vitalizi ai vari Fini, D’Alema, Marini, Pisanu, Di Pietro, ecc.ecc. l’Italia andrà veramente a rotoli, e in modo ancora peggiore della Grecia. E allora sì, si salvi chi può.

TORNERA’…

Questo articolo, nel quale profetizzo, sia pure con un linguaggio un po’ goliardico, il ritorno da protagonista di Berlusconi sulla scena politica, è uscito su questo sito la prima volta nel 2011, dunque in tempi non sospetti: il Cavaliere infatti si era appena dimesso da Presidente del Consiglio,veniva quotidianamente sommerso da valanghe di fango che avrebbero spazzato via anche le Piramidi, inguaiato com’era dai cinguettii di uno stormo di troiette da casino e nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul suo futuro politico. Di lì a poco sarebbe iniziato il plumbeo governo Monti, del perbenista Professor Monti che consolava le lacrime da coccodrillo della Fornero in Parlamento, ma intanto si apprestava a risanare l’economia affossandola a furia di tasse e andando a rovistare nelle tasche degli italiani in cerca degli ultimi spiccioli, da sacrificare al Moloch Euro e al suo Cerbero, lo Spread.

I recenti avvenimenti mi hanno dato abbondantemente ragione: Berlusconi dopo le recenti elezioni è tornato da vincitore sulla scena politica, togliendosi anche parecchi sassolini dalle scarpe, come l’uscita di scena di traditori come Fini e di ex magistrati forcaroli come Di Pietro. E il futuro, con un Grillo gigante dai piedi d’argilla e un Bersani che presto farà a coltellate con Renzi, sembra appartenergli in toto, se solo continuerà a giocare le carte giuste, da quel vincitore nato che è.

Insomma voglio ascrivermi il merito di averci visto giusto e di aver avuto il coraggio, o forse l’incoscienza, di sostenere una tesi talmente scomoda da sembrare pazzesca, ed è per questo che mi permetto di riproporre questo articolo, con in aggiunta un’altra piccola profezia, sussurrata a bassa voce: se Berlusconi riuscirà a coalizzare le altre nazioni in grave crisi economica, ovvero la Spagna, la Grecia e il Portogallo, in un fronte compatto anti Euro, assumerà ben presto la statura di un leader di stampo mondiale.

Buona lettura!

 

 

“Si non caste, tamen caute”
(Se non castamente, almeno con cautela)

Già, mai come adesso il celebre adagio di Adalberto da Brema arriverebbe a proposito, visto il casino, e non solo in senso metaforico, che sta succedendo attorno a Berlusconi.
Dico infatti che se c’è un peccato che il Cavaliere ha commesso, forse è stato quello di ingenuità, quanto ai cosiddetti peccati carnali non sarà certo un sito libertario e libertino come questo a dargli contro, anzi…
O meglio: un brutto peccato lo ha commesso anche il Cavaliere, ma solo perché ha concesso a una come la Minetti di fare carriera politica scavalcando chi, nel PDL, ha fatto tanta gavetta seria; peccato grave perché, così facendo, Berlusconi ha calpestato proprio i diritti e la dignità dei suoi sostenitori.
Ma quanto ai peccati carnali…Andiamo, da che mondo è mondo si sa che i letti dei politici sono sempre caldi, basterà citare Kennedy, Clinton, Gheddafi o Marrazzo, tanto per rimanere agli anni più recenti.
Per ciò che riguarda Ruby, se davvero “La Legge è uguale per tutti”, la magistratura si preoccupi innanzi tutto di indagare chi ha davvero sfruttato sessualmente la ragazza in altre occasioni, incominciando dai gestori dei locali notturni nei quali la “minorenne” si è esibita in spettacolini di finto sado – maso, che non sono propriamente recite da Orsoline.
Dunque l’intenzione di certa magistratura di dare addosso al Tiranno prima che a tutti gli altri è palese, e qui Berlusconi ha ragione da vendere quando lancia i suoi strali contro i giudici. Che poi il potere celebri i suoi fasti (o allevi la sua solitudine) con buffoni di corte, menestrelli, orge e cortigiane, è cosa risaputa, che non deve stupire. Anzi, arrivo persino a pensare che Berlusconi abbia intuito, col finissimo e istintivo senso del potere che lo contraddistingue, che questo si consolida proprio mettendo bene in chiaro che, in termini edonistici, il Capo è tale proprio perché ciò che si può permettere è fuori dalla portata della gente comune.
E poi il Capo deve dimostrare, o almeno far credere, di essere un grande amatore, come ha narrato magistralmente Brancati, nella scena del “Bell’Antonio” ambientata nel bordello.
Insomma, gente, preparatevi: in caso di elezioni il Cavaliere si prenderà l’ennesima valanga di voti, mentre ai Procuratori della Legge andrà una sonora trombata da parte dei Procacciatori di Fica.
Battute goliardiche a parte, se invece il mio teorema psicopolitico dovesse dimostrarsi fallace, rimarrebbe sempre l’opzione numero due, ovvero quella che lo stesso Berlusconi ha espresso nella sua ormai celebre frase “Aprés moi le déluge”.
Ovvero, in caso di sua caduta, una situazione di ingovernabilità e di impantanamento nella crisi economica fatali all’Italia, che invece ha voglia di uscire presto e bene dai vortici della recessione, costi quel che costi.
Come ha dimostrato il voto di Mirafiori, un chiaro messaggio partito democraticamente dai lavoratori, ovvero la parte più sana della popolazione, che ci ha detto qual è la vera forza che muove questa Nazione. Una forza che non verrà mai scalfita né dalle ragazze squillo un tanto all’ora né dalle prediche dei bacchettoni e dai cavillosi “distinguo” dei “Men in Black”, Preti o Procuratori che essi siano.
Una forza, quella dei lavoratori, composta e tranquilla che, come premio per il suo lavoro e i suoi sacrifici, chiede in cambio una sola ricompensa: quel federalismo che garantirà alle prossime generazioni una più equa redistribuzione della ricchezza e che, a lungo andare, avrà certamente ricadute positive anche nei confronti dei più deboli.
E invece proprio questa riforma viene negata al popolo, con un golpe paludato da odioso moralismo che nulla ha a che fare con la grande politica, da quei poteri sclerotizzati che fanno di tutto per frenare un processo socio-politico inarrestabile. Un processo che si sta realizzando non solo in Italia ma in tutto il Vecchio Continente: ovvero l’emergere di istanze regionali, o macroregionali, che saranno la nuova forza propulsiva di un’Europa ancora tutta da costruire.
Come aveva ben intuito il grande sociologo olandese Pim Fortuyn, a torto definito “xenofobo e populista”, ma in realtà capace di guardare nel futuro e di indicare una via d’uscita dalla crisi, anche di valori, che noi europei stiamo vivendo.
Né questo popolo italiano si farà fermare dalla Premiata Ditta “Fighe di Legno”, messa in campo per l’occasione da certa sinistra bacchettona, alludo ovviamente alla “Bindi & Binetti SRL”. Una sinistra che si indigna a senso unico per la presunta pedofilia del Premier, ma che trasforma la pedofilia in rispettabile orientamento sessuale quando a usufruirne sono i gay progressisti, come dimostra Adriana Bolchini in un suo articolo molto interessante, al quale Vi indirizzo volentieri:

http://www.lisistrata.com/cgi-bin/lisistrata3/index.cgi?action=viewnews&id=635

E che ridere vedere mezza sinistra in attesa, con la bava alla bocca, di una preziosa scomunica politica del Vaticano contro il Cavaliere, dimenticandosi delle accuse di interferenza ch rivolge al Papa allorché dice la sua su aborto, eutanasia, omosessualità ed etica sessuale in genere.
Insomma, alla sinistra sembra vadano bene solo i porci con le ali, ma se al posto delle ali hanno i soldi…
Crucifige! Crucifige!
A onor del vero c’è anche un’altra sinistra, capeggiata da quel Bersani cervello fino, che ha preferito sorvolare sugli aspetti scandalistici della vicenda e limitarsi a neutrali ammonimenti al rispetto delle Istituzioni, della Magistratura e così via.
Perché i più intelligenti sanno benissimo, da che esiste la politica, che alle persone comuni non è mai fregato nulla, e giustamente, di come si diverte il Capo, purché abbia cervello da vendere, non rubi e sappia garantire stabilità di governo. Tutte qualità che il Cavaliere ha largamente dimostrato di possedere e tanto gli basterà per uscire forse addirittura consolidato da questa crisi.
Tali spettacolari colpi di coda del leader politico che sembra sul punto di crollare, apparentemente in balia della sensualità senile, ma che trova proprio nella legittimazione popolare l’occasione di una seconda giovinezza, ci vengono narrati da Garcia Marquéz, in quell’ intenso affresco sulla solitudine del potere che è “L’autunno del Patriarca”:
“…lo facevano felice con l’inganno come lo fu in tanti pomeriggi della sua vecchiaia con le bambine in uniforme che lo avrebbero accontentato fino alla morte se lui non avesse avuto la cattiva idea di domandare ad una di loro cosa ti insegnano a scuola e io gli risposi la verità che non mi insegnano niente signore, io non sono altro che puttana del porto, e lui se lo fece ripetere per essere sicuro di aver capito bene quello che lesse sulle mie labbra e io gli ripetei chiaro e tondo che non sono scolara signore, sono puttana del porto, i servizi di sanità l’avevano lavata con la creolina e col ranno (…), disse , avvolta nell’aureola lugubre del vecchio insondabile che ascoltò la rivelazione senza batter ciglio pensando madre mia Benedicion Alvarado perché mi mandi questo castigo, ma non fece un solo gesto che denunciasse la sua desolazione e invece si incaparbì in ogni sorta di indagini circospette (…), ma non fece un solo gesto che permettesse di intravedere le sue intenzioni, invece avvolse Saenz de la Barra in una aureola materna, non si preoccupi Nacho, sospirò, abbiamo ancora molto tempo per pensare senza che nessuno ci impedisca di sapere dove cazzo si trovava la verità in quella fangaia di verità contraddittorie che sembravano meno vere che se fossero bugie, (…), lei sembra più prete di un prete, Nacho, ma Saenz de la Barra soffocava inzuppato da un sudore di ghiaccio che non riusciva a dissimulare con la sua dignità incolume nel forno crematorio dell’ufficio, (…), sono le dodici, disse, ormai non le rimane nessuno al mondo, generale, io ero l’ultimo, ma lui non si mosse nella poltrona fintanto che non avvertì il tuono sotterraneo dei carri armati di guerra nella piazza d’Armi, e allora sorrise, non si sbagli, Nacho, mi rimane ancora il popolo, disse, il povero popolo di sempre che prima dell’alba si riversò nelle strade istigato dal vecchio imprevisto che attraverso la radio e la televisione dello stato si diresse a tutti i patrioti della patria senza discriminazioni di nessuna indole e con la più viva emozione storica, (…), al grido di viva il generale, viva il maschio che finalmente si è reso conto della verità, perché tutti dicono che lei non sapeva nulla signor generale, che la tenevano tra le nubi abusando del suo buon cuore, (…) e lui approvò, d’accordo, commosso dalle campane di giubilo e dalle musiche di libertà e dalle voci di gratitudine della folla concentrata nella Piazza d’Armi con grandi cartelli di Dio conservi il magnifico che ci ha redento dalle tenebre del terrore…

(Gabriel Garcìa Màrquez: “L’autunno del patriarca” – Feltrinelli)

Insomma in Berlusconi, in quest’uomo che viene impietosamente messo alla berlina e crocefisso mediaticamente nei telegiornali e su Internet, si potrebbero ancora celare una forza e un titanismo inaspettato che i tecnocrati del potere, da troppo tempo abituati a frammentare le loro forze e non a catalizzarle come ha saputo fare lui, non riescono neppure ad intuire.
Senza contare, ammesso e non concesso che ci siano stati davvero dei rapporti sessuali tra la marocchina e il Premier, che Ruby era sì minorenne, ma non dal punto di vista sessuale, basta vedere cosa dice la legge sul concetto di età del consenso:

http://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_consenso#cite_note-1

Mi si risponderà che il reato, sempre che ci sia stato, è stato consumato col pagamento di denaro in cambio di favori sessuali, proibito per legge se la persona pagata ha meno di diciotto anni. Ma come si può accusare di induzione alla prostituzione, corruzione, ecc., chi è semplicemente generoso e brillante con gli amici? E’ notorio infatti che Berlusconi è stato sempre molto prodigo con i suoi ospiti, a cominciare dalle donne che magari poi lo hanno poi pugnalato, vedi tale Stefania Ariosto. Chiunque entri in casa Berlusconi, ne esce con le tasche piene, perché l’uomo è un generoso e, cosa ancor più apprezzabile, generoso del suo. Dunque il confine che separa il cliente da “Cinquanta di bocca e cento col guanto” dal nababbo che tiene a libro paga un’intera corte di giullari, menestrelli e donnine già in pole position per la corsa al talamo, è semplicemente abissale.
Ma, “last but not least”, c’è un altro aspetto che mi preme sottolineare e che è forse il più interessante per un sito come questo: nessuna delle numerose ragazze che hanno inguaiato il Premier fino ad ora ha avuto la spudoratezza della marocchina Ruby, e non parlo solo del grottesco tentativo di sfruttare il fattore età, ma delle richieste assurde di denaro, dei video che la ritraggono come una star mentre vive quei cinque minuti di fama che, come sosteneva Andy Warhol, la televisione assicurerà a tutti quanti.
Una che ieri si presentava come manager rampante del sesso e oggi come vittima di stupri e violenze famigliari…
Una che dice di essersi voluta convertire al cristianesimo ma che si è ben guardata dal farlo sul serio…
Una bugiarda incallita che crede di manovrare chissà chi e invece è ben manovrata da chi ben sappiamo…
E se è vero che i magistrati dovrebbero fare una tara enorme sulle registrazioni telefoniche di ragazze giovani, spregiudicate, che si esprimono in un linguaggio gergale pieno di battute, doppi sensi, esagerazioni dovute all’età, al contesto, ecc, si immagini un po’ che razza di tara dovrebbero fare sulle dichiarazioni di una poveraccia mitomane, una morta di fame e ladra recidiva con un cervellino messo lì apposta per dividere le orecchie.
E allora, davanti a tale mancanza di stile, causata da un mix squallido di miseria atavica e rampantismo selvaggio, lontano mille miglia dalla vera arte del meretricio (un’arte fatta anzitutto di intelligenza, tatto e discrezione), la persona comune non potrà fare a meno di mormorare, crollando il capo:
“Puttane e buoi, paesi tuoi!”
Comunque tornerà, il Berlusca, statene certi, e più forte di prima!

 

Islam in italia

Drammatici copioni letti e riletti, storie sentite e risentite. Eppure terribilmente “singolari”, ogni volta che avvengono. Storie di padri-padroni islamici i quali si accaniscono contro figlie che vogliono solo vivere libere, come le loro amiche italiane, occidentali. Magari desiderano uscire con loro, o scegliere di chi innamorarsi (anche di un ragazzo italiano e non musulmano, com’era successo ad Hina e Sanaa, sgozzate dai padri rispettivamente l’11 agosto 2006 ed il 15 settembre 2009). A poche ore di distanza l’una dall’altra, sono assurte agli onori della cronaca due vicende di questo tipo, una a Padova e una a Castenedolo (Brescia). Nel primo caso, una 14enne di origine marocchina è stata picchiata a sangue dal padre perché voleva andare in centro città con le compagne di scuola (le lezioni erano finite prima per uno sciopero e la ragazzina aveva chiamato a casa per avvertire). Il pestaggio è avvenuto proprio davanti agli amici. Alcuni testimoni hanno sentito queste parole, tra gli insulti che l’uomo ha gridato alla figlia, un po’ in arabo, un po’ in italiano: “Non diventerai mai come loro, non lo permetterò. Andrò in prigione, ma non ti lascerò fare quello che vuoi”. Dopo che lui l’aveva riempita di botte, la ragazzina è stata portata all’ospedale con un trauma cranico e leggere contusioni, e l’uomo denunciato per lesioni volontarie aggravate. Non era la prima volta che si accaniva contro la figlia ed anzi, pochi mesi fa, la polizia l’aveva diffidato di avvicinarsi a lei. Invece a Castenedolo (Brescia), un’adolescente di origine africana, 17 anni, è scappata da Piacenza, dove vive con i genitori, perché questi ultimi la volevano costringere a sposare un connazionale. Allora lei è fuggita, rifugiandosi a casa della sorella, 23 anni. Quando i carabinieri sono riusciti a rintracciarla, la ragazzina ha raccontato loro tutto quanto. I genitori, che avevano denunciato la sua scomparsa, avevano parlato solo di un “rapporto conflittuale” con lei. Quanti, quanti casi del genere rimangono nell’ombra nel nostro Paese? Quanti padri e genitori musulmani condividono l’operato di questi o fanno lo stesso? Quante ragazze di religione islamica o comunque musulmane di nascita vivono nel terrore di finire come Hina e Sanaa?