Grillo come Berlusconi

Berlusconi si è spesso lamentato dei suoi parlamentari che prendevano il volo cambiando casacca.
Il caso più eclatante, che lo ha infine costretto a lasciare Palazzo Chigi, quello di Fini e dei suoi, un blocco di una quarantina di parlamentari che hanno cambiato “premier”.
(E il vero scandalo è quello, non un paio di parlamentari che individualmente transitano da sinistra a Destra !).
Ora Grillo critica l’art. 67 della costituzione che rende i parlamentari liberi da ogni vincolo di mandato, cioè liberi di fare il contrario di quello per cui hanno chiesto e ottenuto il consenso del Popolo.
Berlusconi e Grillo hanno ragione.
Gli eletti che cambiano casacca devono decadere immediatamente e automaticamente per il solo fatto di cambiare schieramento.
Scommettiamo che finirebbe lo scandalo dei parlamentari che iniziano sotto una bandiera e finiscono sotto altri colori ?





Entra ne

Il Pensiero Verde 2013-03-06 02:29:00

L’ESTRATTO CONTO DEL FONDO PROGETTI M5S

Regione Piemonte, a pubblicare gli estratti conti degli ultimi tre anni.
Nel novembre 2012, quasi mille euro sono stati utilizzati per buoni pasto e rimborsi spese di cui usufruiscono gli “staffisti” Laura Castelli, Ivan Della Valle, Marco Scibona, Giorgio Bertola, Marco Rodella, Marco Nunnari e Francesca Frediani, rigorosamente retribuiti con soldi pubblici.
E ancora: innumerevoli consulenze legali, sostegni a campagne elettorali, acquisto di materiale propagandistico, persino caschetti bianchi e maschere antigas e lacrimogeni, acquistate nel giugno 2011, durante la calda estate in Val Susa durante le manifestazioni NO-TAV: strumenti non proprio usuali per l’attività di un consigliere regionale.
Il 26 aprile del 2012 invece sono state curiosamente acquistate borse di canapa per un valore totale di 5.300 euro. Ma cosa se ne fanno i grillini? Non dovevano essere soldi da “restituire al territorio”?
Ecco il link degli estratti conti
fonte web        http://fabriziobiole.org/trasparenza/lestratto-conto-del-fondo-progetti-5-stelle/

Quasi di primavera

 

E’ stato un febbraio gelido e atroce. Un mese corto eppure interminabile. Fa pensare ad una concezione soggettiva del tempo che poco ha a che vedere col calendario, i mesi, i giorni.  Ma poi anche l’inverno passa, le nevi si sciolgono. Solitamente vengo colpita dalle prime zolle d’erba che fanno capolino : fili d’erba semplici, quasi senza nome come la Borsa del Pastore, fiorellini

… chissà Emiliano (e altri) prima dov’erano…

BARI – Attimi di tensione, tanta rabbia e un confronto che è destinato a essere sempre più acceso. Il vertice convocato nella sede di Confindustria Bari per affrontare la vertenza Bridgestone si è aperto con la protesta di centinaia di operai pronti a incrociare gli sguardi dei manager aziendali. Ovvero l’amministratore delegato dell’azienda, Roberto Mauro, il direttore del personale, Nicola Raspone, e Girolamo Porta, capo delle relazioni industriali. Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, va all’attacco: «Siamo pronti a occupare la fabbrica».
L’ATTESA – I giornalisti sono stati mandati fuori dalla sala incontri prima dell’arrivo dei rappresentanti aziendali. «Non vogliono farsi fotografare e vogliono parlarci di spalle», ha scritto su un cartello un rappresentante degli operai dall’interno dell’aula. La riunione tarda ad iniziare e fuori si fa fatica a trattenere la rabbia.
IL SINDACO DI BARI E IL GOVERNATORE – «Nel caso in cui il sindacato dovesse decidere per forme di lotta più incisive, come l’occupazione dello stabilimento, la città e il sindaco in persona saranno dalla parte degli operai e occuperanno la fabbrica», ha fatto sapere Emiliano che nel pomeriggio ha partecipato presso la sede del ministero del Lavoro all’incontro sul caso della multinazionale Bridgestone, pronta a licenziare 950 operai. Il governatore della Puglia, Nichi Vendola, invece, contesta il fatto che «non vi sia stata alcuna comunicazione da parte dell’azienda prima di mollare gli ormeggi, come invece è abitudine che vi sia». «Abbandonare il campo senza avvisare è un atteggiamento che manifesta arroganza e violenza inaccettabili», dice il leader di Sel, anche lui oggi a Roma per il primo vertice delle istituzioni interessate al caso della multinazionale.
L’APPUNTAMENTO – Entro la prossima settimana sarà convocato un incontro con il board di Bridgestone Europa per affrontare il problema dello stabilimento di Bari, fa sapere il ministero dello Sviluppo economico alla fine dell’incontro che si è tenuto oggi a Roma per il caso. «Nella riunione – si legge nella nota – è stato deciso di convocare entro la prossima settimana un incontro con il board di Bridgestone Europa e le parti istituzionali. Sono inoltre già stati attivati i contatti tra governo italiano e la casa madre giapponese. Immediatamente dopo verrà convocato il tavolo Bridgestone presso il Ministero, alla presenza delle parti sociali e delle istituzioni». All’incontro, che ha avuto luogo nella sede del dicastero del Welfare, hanno partecipato il viceministro al Lavoro Michel Martone, il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, il presidente Vendola e il sindaco Emiliano.
LA CONTRATTAZIONE – Il vertice si è concluso in serata: l’azienda conferma la decisione di chiudere dello stabilimento di Bari entro i primi sei mesi del 2014 ma accetta di sedersi ai tavoli di contrattazione. I sindacati hanno confermato che la produzione continuerà ma dall’azienda non uscirà un solo pneumatico.
Michela Ventrella

Arriverà prima il nuovo Papa o il nuovo Premier ?

La chiesa è considerata la massima espressione della liturgia, della lentezza, della pedissequa osservanza di riti e comportamenti sempre uguali.
Le elezioni politiche si sono svolte il 24 e 25 febbraio.
Benedetto XVI ha abdicato il 28 febbraio, tre giorni dopo.
Eppure qualcosa mi dice che la chiesa cattolica rischia di arrivare “prima” della repubblica italiana “nata dalla resistenza antifascista”.
E dobbiamo dire “grazie” a quei parrucconi che continuano ad esaltare la costituzione del 1948.





Entra ne

Teorema

Ricevo e pubblico.
 
C’è gente che si sente spesso dare gratuitamente del razzista. Finora non aveva ribattuto, accettando passivamente tutto ciò che gli veniva inculcato in tema di accoglienza. Ma ora, precipitato nella dura povertà, s’è messo a ragionare, ed è arrivato al seguente enunciato. Come vedrete non fa una grinza. 
 
 

Camerata Lucio, Presente !

Mi piace e mi è sempre piaciuto Dalla. Un po’ meno la sua riscoperta forzata da parte della comunità invertita dopo la morte; proprio lui che visse la sua Croce in totale riservatezza. Senza clamori. Senza pizzi e tulle. In questi giorni molti, ne hanno ricordato il compleanno di ieri.
Però trovo indecente che oggi media, cantanti, nani e ballerine abbiano pressochè dimenticato che sarebbero stati 70 anni anche per il grandissimo Lucio Battisti. Che ha accompagnato la mia giovinezza e quella di tanti altri.
Troppo a Destra ? Troppo anticomunista dichiarato ???
VERGOGNATEVI !!!
Ciao, Lucio !!!! Presente !!!!

Occhio non vede cuore non duole



Governo vacante sì, ma con Monti ancora strettamente in carica e quel che è peggio, operativo. Pochi se ne sono accorti, tra i media.  Troppo preoccupati, evidentemente,  a  inseguire il Grillo mascherato per elemosinare interviste. Pochi, anzi quasi nessuno, parla dello scandalo delle regolarizzazioni per migliaia di “migranti”. Silenzio aureo, ovviamente, per i partiti quale che  sia il colore politico. Ma anche per il neonato movimento con velleità indipendentiste.
Ce lo chiede l’Europa, l’ONU & brutta compagnia: l’accoglienza prima di tutto anche a costo  di bancarotta.  Intanto nei pressi della grilleria e dintorni si parla di “governo in prorogatio“. Mentre il comico paventa comicamente un altro passeraceo governo “tecnico”. Direi che dopo l’annus horribilis 2012, se ne sentiva proprio il bisogno. Nel mentre, ecco l’ultimo schiaffo del governo Monti: accoglieremo 8mila “profughi”. I TG parlano addirittura di 14 mila. Prelevo l’articolo  dal blog Identità.com per il tramite di Grotesque di Eleonora. Un’ultima notazione.. Quando era in carica il precedente governo Berlusconi con Maroni agli Interni, non passava giorno che le tv non facessero servizi diretti da Lampedusa, Linosa, e altri CIE della Sicilia: uno stillicidio continuo di sbarchi e operazioni di soccorso. Ora invece c’è Monti e tutto va bene madama la marchesa. L’importante è che non si sappia in giro.


 

La parola “scandalo” non è sufficiente a definire quello che sta accadendo. In un paese prostrato dalla crisi economica, dove solo oggi l’Istat ha comunicato il record ventennale di disoccupati, ci sono migliaia – per l’esattezza 8mila – immigrati giunti in Italia nell’ormai lontano 2011, che percepiscono uno stipendio statale di 1.380 euro. Questi immigrati di professione “profughi”, sono mantenuti da oltre due anni coi soldi delle nostre tasse, in questi due anni sono stati protagonisti di stupri, disordini, pestaggi e spaccio di droga. Ricordiamo che questi individui sono giunti in Italia profittando dei disordini causati dall’intervento in Libia e che, tra loro, non ci sono Libici: ergo, nessuno di loro aveva diritto all’accoglienza. Ma non ostante ciò, per due anni sono stati mantenuti in hotels, centri d’accoglienza a cinque stelle e case sottratte al bisogno di indigenti italiani. Questi stessi personaggi sono ancora in Italia e stanno inscenando violente proteste in tutto il paese – nel silenzio mediatico generale – perché pretendono, altrimenti minacciano azioni violente, dai 1.500 ai 2.000 euro di “buonuscita”.
TRE CASI RECENTI DI VIOLENZE SCATENATE A SCOPO DI RICATTO
Vogliono una sorta di “liquidazione di fine rapporto” dalla loro professione di “profughi”. E questi soldi li vogliono da noi. Ovviamente le amministrazioni istituzioni locali e nazionali guidate da partiti e individui anti-italiani si sono subito messe all’opera e hanno, in alcuni casi, già provveduto a soddisfare queste assurde richieste. Ora si “muove” il governo, quello senza mandato popolare. E si muove – ovviamente – nella direzione sbagliata:
Questi immigrati vengono tutti da paesi come Ghana o Nigeria, paesi dove non esiste la tortura, quindi nessuno avrebbe diritto all’Asilo. Sappiamo inoltre che i cosiddetti “minori”, sono in realtà adolescenti di trent’anni, come abbiamo appreso qualche mese fa:
 http://xn--identit-fwa.com/blog/2012/10/22/scandalo-profughi-minorenni-le-associazioni-rubano-milioni-di-euro/.

Che poi ci si debba sobbarcare anche la cura dei tossicodipendenti nigeriani o ghanesi è cosa fuori dal mondo. Ma come dice la Cancellieri, sono categorie ampie e dovrebbero includere buona parte dei migranti. Infatti l’obiettivo è far si che rimangano tutti qui, a spese nostre. Creando categorie artificiose, e infilandoci anche chi non ne avrebbe alcun titolo. Ci stanno rubando il futuro. E noi glielo stiamo permettendo.