Pasqua 2013

the-happy-easter-beagle-easter

Snoopy, bracchetto pasquale

Auguri a tutti, anche ai nani.

Non, però a tutti i nani.

Mi riferisco, in particolare, a quel cane merda di Via Santo Stefano a Bologna che mi deve dei soldi, per il quale, invece, auspico dal profondo del cuore, la peggiore delle diarree, con estensione diretta a tutti i membri della sua famiglia di pezzenti.

Un sincero augurio di grande affetto, invece, ai nostri Marò prigionieri della nostra incapace Res Publica.

Buona Pasqua ai Nostri Profughi.

 Buona Pasqua. 
E Buona Pasqua ai Nostri Profughi, che dovettero lasciare le Nostre Terre dopo il 1945; dell’ Istria e Dalmazia, della Venezia Giulia, della Maddalena, del Col di Tenda, di Tunisi, del Cairo, del Dodecanneso, della Somalia, dell’ Eritrea, dell’ Etiopia, della Libia. Spesso lasciando tutte le loro cose, spogliati ed umiliati. Lasciando anche i propri morti in Cimiteri di cui oggi si son quasi perse le tracce. Accolti spesso, in patria, a Bologna come a Monfalcone, da comunisti e sindacalisti rossi pronti ad insultarvi ed a sputarvi in faccia.
Pace a Voi, Fratelli Italiani, nel Giorno di Cristo Risorto.
Io non vi dimentico.

(nel riquadro, un’ immagine del 1945 dedicata alla Passione dei Nostri Profughi).

Ufficiale: per il Quirinale il voto degli italiani è inutile.

Per la seconda volta, come era successo con il governo tecnico di Monti voluto al posto di quello scelto dagli italiani (Berlusconi), Napolitano ha deciso che il voto (o non voto…) degli italiani sia inutile. Ed invece di decidere per nuove elezioni (con i sondaggi che vedono nuovamente il PdL in testa…), ha deciso per un pateracchio di cui ancor oggi si capisce ben poco, affidando a “saggi” (!?!) ulteriori perdite di tempo. Con una pseudo reggenza di un Monti strasfiduciato.
Se tutto questo non ha profumo di golpe, poco ci manca…

Saggi: partitocrazia ultimo atto

saggi-napolitano

La mossa presidenziale a mio parere può avere solo due sbocchi: l’assopimento della rivoluzione portata avanti dai 5 stelle per riassorbimento da parti dei vecchi partiti, o la fine definitiva, per definitivo sputtanamento, della partitocrazi

I saggi…

Altro che dieci “saggi”. Quelli che ha tirato fuori Napolitano dal cilindro per scrivere la road map di riforme essenziali per il Paese sono i soliti noti. Forse il peggio dei soliti noti, se possibile. Eppure, sorprendentemente, saranno loro a dover costituire il “tesoro” di idee e provvedimenti su cui il prossimo Presidente della Repubblica si dovrà basare per formare (forse) un nuovo governo. C’è di che restare senza parole. Sono nomi che rappresentano gli assi portanti di quell’antico sistema politico e istituzionale che ha portato l’Italia nel baratro in cui si trova oggi. Lentamente ma sistematicamente. E adesso siamo di nuovo nelle loro mani. A destare scandalo è soprattutto la commissione cosidetta “politico-istituzionale”. E fatto salvo il nome di Valerio Onida, costituzionalista di area piddina, sugli altri corre rapido un brivido lungo la schiena. A partire da Luciano Violante, con tutto il suo passato partitocratico alle spalle, simbolo della storia più antica (e non sempre limpida) del Nazareno (ma nel suo caso si potrebbe parlare meglio di Botteghe Oscure). E poi Mario Mauro, uomo di Monti (e di Cl vicinissmo a Roberto Formigoni) che qualcuno voleva a presidente del Senato al posto di Pietro Grasso, di cui non si ricordano negli anni particolari exploit legislativi nel segno del cambiamento.
Ma soprattutto Gaetano Quagliariello, ex vicecapogruppo del Pdl al Senato, uomo delle leggi ad personam di Silvio sulla giustizia, dunque personaggio di stretta osservanza berlusconiana, primo tra i soldati di prima fila del Cavaliere e (anche lui) personalità su cui l’intero centrodestra si sarebbe speso per fargli avere una carica istituzionale. Dopo quello che ha fatto per loro. E per il suo Capo. Ecco, Mauro è l’uomo di un Monti che continuerà a governare l’Italia nonostante i disastri economici e le figuracce cosmiche internazionali (i Marò) e Quagliariello è un portabandiera di Arcore. Davvero non c’era nulla di meglio sul mercato? Davvero è questo la summa della intellighenzia politica che Giorgio Napolitano ha saputo esprimere in un momento tanto drammatico per la democrazia? Cosa potranno mai studiare di nuovo queste cariatidi politiche del sistema? Che avranno mai da tessere e rinnovare elementi che mai sarebbero stati eletti davvero dal popolo se non ci fosse stato il Porcellum? L’unica cosa che possono partorire, a ben guardare, è un inciucio codificato sotto forma di programma da servire freddo sul piatto del prossimo presidente della Repubblica come unica via per avere un nuovo governo. D’inciucio, s’intende, non certo di rinnovamento.
Ma anche l’altra commissione, quella chiamata a studiare le emergenze economiche e sociali del Paese, non è meno inquietante. Si parte da Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, istituto che continua a fotografare lo stato del Paese senza aver mai suggerito una misura utile al suo sviluppo neppure per sbaglio e di Giovanni Pitruzzella, presidente del’autorità garante della concorrenza e del mercato, istituto abbastanza inutile se si considera che in Italia, com’è noto, non c’è una legge sul conflitto d’interessi degna di questo nome, per cui l’operato del Garante è stato fino a oggi abbastanza oscuro. Ma si resta ancora senza parole quando lo sguardo arriva ai nomi di due degli altri membri della commissione; uomini strettamente legati uno a Monti e l’altro alla storia del Pci, ovvero ministro Moavero Milanesi e il senatore Filippo Bubbico. E che anche il terzo, Salvatore Rossi, membro del Direttorio della Banca D’Italia, è “cresciuto” dopo l’entrata in scena del governo Monti. Insomma, il “sistema” al potere che viene chiamato a rinnovare se stesso. Un paradosso
Napolitano, proponendo questi nomi, ha certamente deluso le aspettative di chi, soprattutto tra i giovani della politica anche in Parlamento (e non stiamo parlando solo dei grillini) si aspettavano una scossa. Invece, Napolitano oggi è tornato ad essere quel “Mofeo” di grillesca memoria, che trovandosi nell’impossibilità di fare alcunchè per partorire un nuovo governo, ha deciso di “addormentare” il sistema con questa sorta di “bicamerale ghiacciata” composta da chi, come si diceva, è in alcuni casi l’emblema di tutti ciò che gli italiani vorrebbero lasciarsi alle spalle. Insomma, il capolavoro di Napolitano è questo: Monti resta al suo posto (e chissà per quanto tempo) e per il resto è stata mandata letteralmente la palla in tribuna, fermando il gioco. Un’astuzia da antico politico, quale certamente Napolitano è, che ha anche archiviato senza scosse l’era Bersani, facendolo uscire di scena in modo netto, senza appello. Per quanto molto morbido. Intanto, si è aperta ufficialmente la crisi del Pd, i cui esiti saranno certamente drammatici, ma non è questo certo il punto. Il vero scontro, quello più acceso, si giocherà sulla successione al Qurinale. E il Parlamento si trasformerà in un Vietnam. Insomma, il Capo dello Stato, ancora una volta, ha messo la sordina al cambiamento, fischiando il “tutti negli spogliatoi” e lasciando la patata bollente di riscattare, in qualche modo, il Paese dal torpore all’uomo del Colle che verrà. I supplementari, se ci saranno, li giocheranno (loro, i partiti) tutti con un altro arbitro. Che si troverà però vincolato al suo predecessore dal patto di sistema che verrà sancito in questa “bicamerale”. E sarà ancora un inciucio. Senza sbocco. Ma il prezzo di questo stallo e di questo “nuovo” che avanza e continua a dettar legge puzzando di polvere e di muffa ci costerà (a noi, cittadini) ancora moltissimo.

Solo voci?

Il governo di Mario Monti è pienamente operativo e a breve varerà una serie di provvedimenti anti-crisi. Queste sono state le parole di Napolitano apparse sui giornali di oggi. Mercato libero ha ricevuto poco fa una telefonata da un amico importante a roma avvisando che mario monti sta pensando ad un blocco della libera circolazione dei risparmi. Ecco una possibile serie di misure su cui si sta lavorando:
1) non sara’ possibile trasferire PIU’ di 2000 euro al mese all’estero per persona
2) non sara’ possibile trasferire all’estero quote di sicav, obbligazioni, azioni etf ne altri strumenti finanziari.
3) non si potra’ prelevare piú di 250 euro al giorno con un massimo di 3000 euro al mese.
Queste sono le indicazioni che mi sono arrivate da roma – sembra che ci sia un ristretto comitato al lavoro per verificare le implicazioni negative di una tale decisione. Al tavolo di studio sono state invitate anche le forze dell’ordine che dovranno controllare che non ci siano focolai di rivolta e che dovranno difendere le filiali delle banche da possibili assalti.

Il Pensiero Verde 2013-03-30 22:23:00

Chissà cosa vorreste trovare dentro all’uovo di cioccolato

magari un lavoro, un po’ di serenità, un sogno, un amore,

un viaggio, una nuova possibilità. La vita è come un uovo 

di cioccolato quando lo apri la sorpresa può anche non

piacere, comunque sia …



Buona Pasqua.


Tasse e abitazioni

MILANO – Un conto insostenibile per 3 milioni di famiglie. Non le vacanze, le uscite al ristorante o i diversivi rispetto alla routine quotidiana. C’è una buona fetta di italiani che non riesce ad affrontare i costi per un bene primario come la casa. Spese, bollette, tasse, mutuo o affitto combinati rendono il costo del semplice abitare assolutamente insostenibile proprio per una faetta così ampia di individui. Secondo un report della Cgil, dal titolo “Costi dell’abitare, emergenza abitativa e numeri del disagio”, si rileva come la spesa che incide maggiormente nelle famiglie italiane è proprio quella per la casa: in media è infatti pari al 31,2%, ma supera il 40% per oltre tre milioni di famiglie. Il problema è talmente urgente che il sindacato lancia l’allarme: nei prossimi tre anni, “senza disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili e forme di sostegno ai redditi, 300mila famiglie potrebbero perdere la propria casa in proprietà o in affitto, a causa di esecuzioni immobiliari o di sfratti”. Dall’analisi del sindacato emerge che le spese mensili per il mantenimento di un appartamento in proprietà e in affitto ammontano oggi, in media, rispettivamente a 1.150 euro nel primo caso e 1.515 nel secondo. “Cifre lievitate negli anni anche a seguito dei continui aumenti delle tariffe (luce, riscaldamento, gas e acqua – che dovrebbero allentarsi da aprile) e della recente introduzione dell’Imu”, afferma la responsabile politiche abitative della Cgil Nazionale, e curatrice dello studio, Laura Mariani, secondo la quale, tali costi, “rischiano di lievitare ancora a causa degli aumenti previsti con la nuova Tares e con l’incremento dell’Iva che inciderà sui costi connessi alle spese di manutenzione”. Nella sezione “numeri del disagio abitativo” contenuta nello studio Cgil si legge inoltre che nel corso dell’ultimo decennio gli affitti sono incrementati del 130% per i contratti rinnovati (per arrivare alla cifra media di 740 euro mensili nel 2012) e del 150% per i nuovi contratti (1.100 euro mensili), mentre i costi degli immobili hanno registrato aumenti del 50% fino a +100% nei grandi centri.
“Pur a fronte di una significativa flessione delle compravendite di abitazioni, i prezzi non hanno subito un calo equiparabile”, spiega ancora Mariani. Incrementi esponenziali si sono registrati anche per gli sfratti per morosità, aumentati del 100%: secondo lo studio infatti gli alti costi legati alla casa hanno concorso ad aumentare le morosità, pari all’87% degli sfratti emessi nel 2011, per un totale di 240 mila negli ultimi 5 anni. I dati evidenziano l’aumento di “morosità incolpevoli”, legate a condizioni economiche particolarmente critiche di chi non riesce più a sostenere le spese per l’abitazione. Nel monitoraggio si rileva che i giovani, con età inferiore a 35 anni, rappresentano il 21% del totale delle famiglie con sfratto per morosità. Si tratta perlopiù di lavoratori precari o che hanno perso nel corso dell’ultimo biennio il posto di lavoro. Le famiglie di migranti rappresentano invece il 26% del totale. Infine i nuclei composti da anziani rappresentano il 38% del totale delle famiglie. In generale il 35% dei casi riguarda nuclei in cui il percettore ha perso il posto di lavoro. Ma non c’è solo la dinamica degli affitti. Il report segnala che sono aumentati anche i pignoramenti “perchè diventa sempre più insostenibile il pagamento del mutuo”. Tra il 2008 e il 2011 i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari sono aumentati di circa il 75% (arrivando a sfiorare i 38.000). Per ultimo una proiezione contenuta nello studio Cgil prevede che, senza disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili e forme di sostegno ai redditi, 300 mila famiglie potrebbero perdere nel prossimo triennio la propria causa in proprietà o in affitto, a causa di esecuzioni immobiliari o di sfratti.

Napolitano non sceglie e fa ammuina

All’ora di pranzo Napolitano ci ammannisce il suo verbo: non c’è possibilità di fare un governo, non mi dimetto, non ci saranno elezioni a breve.
C’è, viceversa, un governo che ha mostrato Urbi et Orbi la sua inettitudine (per non dire peggio).
Ci sono due valorosi e onorabili Militari Italiani sequestrati da un governo banditesco.
Ci sono ai confini orde di immigrati pronte ad approfittare di ogni debolezza per occupare la nostra terra e pretendere diritti e addirittura cittadinanza per poter poi se non comandare subito, partecipare alle scelte della nostra (non loro !) Nazione.
Ci sono consorterie economiche bramose di approfittare delle nostre debolezze e delle complicità degli Efialte interni per impossessarsi, con poco, delle nostre residue imprese produttive.
E Napolitano che fa ?
Rispolvera il vecchio ordinamento borbonico, di cui ho già parlato in passato e fa ammuina imponendo una commissione di “saggi” (?) per predisporre quel programma che i partiti non riescono a condividere.
In questo modo perde tempo, necessario ai comunisti per leccarsi le ferite e prepararsi con una nuova guida (Renzi ?) alle elezioni e impedisce che gli Italiani, tornando a votare, rimedino all’errore fatto con la valanga di voti assegnati a Grillo o con quei pochi – ma sufficienti per fare danno – andati a Monti o con l’astensione per fare un dispetto al Cavaliere, dandosi però una martellata nelle parti nobili.
Beh, probabilmente martedì si potrà comprare molto bene in borsa.
Buona Pasqua.





Entra ne

Caso Maro’: Governo Monti indifendibile

A un Governo composto da personalità di sperimenta competenza tecnica dovrebbe essere naturale esprimersi ai massimi livelli, quando le situazioni da affrontare richiedono  perizia e conoscenze specifiche. Indubbiamente il caso dei nostri due marò Girone e Latorre esigeva abilità diplomatiche e capacità di gestione delle crisi in misura ben al di là dell’ ordinario. Ad … continua