Le minacce e le promesse

Le minacce sono quelle del duo Bersani Monti.
Non credo si possano definire in altro modo le proposte di quei due:
– patrimoniale
– “matrimonio” degli omosessuali
– cittadinanza e voto agli imigrati
– ulteriori limiti alla circolazione del contante
– legge contro l’omofobia
– tracciabilità delle operazioni
– cessione di ancor più sovranità all’europa.
In sostanza la loro proposta è quella di uno stato di polizia, non solo fiscale, dove chiunque esprima idee e opinioni libere sia punito e dove tutti saranno più poveri e sudditi della Germania (in fondo ci propongono la riedizione della DDR come conosciuta dalla Merkel).
Le promesse quelle di Berlusconi:
– meno tasse
. abolizione e restituzione dell’imu
– abolizione dell’irap
– aumento del limite per il pagamento in contante
– taglio delel unghie a Equitalia
– impignorabilità per debiti della prima casa.
Forse non le manterrà tutte, ma basta solo che ne mantenga una, come nel 2008 l’abolizione dell’ici, per rendere migliore, più gradevole la nostra vita.







Entra ne

Che cosa nasconde la parola rivoluzione

Le rivoluzioni sono sempre giuste, sacrosante e soprattutto esprimono fino in fondo la volontà popolare e la sete di giustizia degli uomini, o sono espressione di élites ed oligarchie sempre molto determinate a sovvertire l’ordine costituito per loro fini, manipolando ribellioni di massa anche legittime? Mai come oggi è importante fare una disamina degli eventi storici “rivoluzionari” che

Bologna Rugby 1928 contro Città di Castello

Bologna Rugby 1928 vs Città di Castello

 

Domenica scorsa il Bologna Rugby ha battuto Città di Castello per nove mete a una.

Si bissa il successo di domenica scorsa e si sale di classifica con un bel quarto posto.

63 a 8: un risultato finale degno degli All Blacks. In realtà, i Rossoblù giocano con l’ultima squadra del torneo che gioca, però, un partita aggressiva. Soprattutto nel secondo tempo.

È un Bologna che comanda e che snocciola mete a profusione per tutta la prima ripresa: cinque in tutto, anche sul 40’ dopo una serpentina di quasi 50 metri.

Non c’è reazione davanti al successo dei Felsinei: le azioni portano tutte alla marcatura ed alal trasformazione.

Un intervento degli Umbri porta il Bologna nella propria linea dei 22: un’azione bella, sproca e cattiva che mette in luce una squadra di provincia che se vuole sa cosa si deve fare al momento giusto.

Il Bologna sa riprendere il gioco: sfrutta una debolezza avversaria e via con una touche che porta dritto alla meta.

Ancora Città di Castello che prova ad accorciare le distanze: si mettono da parte alcuni punti che non servono a colmare le distanze.

Il Bologna trionfa.

Si potrebbe forse fare

 
Panorama di Varzi – da Wikipedia
 
Anche questa sera i telegiornali sono stati inondati di notizie e di numeri a riguardo della crisi. Si è riparlato di numero di aziende che chiudono, di cassintegrati in continuo aumento, di nuovi poveri, categoria che in Italia assomma ormai a diversi milioni. Ma un segnale di speranza, quasi un aiuto, ci viene dall’Oltrepò Pavese, dove Eugenio Barbieri da Rivanazzano Terme (Pv) ha riscoperto, parlandone in maniera chiara e semplice dell’ economia di sussistenza, la quale può essere d’aiuto a tanti.
Sorvolando la Valle Staffora, sopra Varzi, ha “declamato” la frase di Mario Soldati, dallo stesso “profferita” (così ha ripetuto con forza Eugenio Barbieri) durante uno speciale del Tg1 dell’8 agosto 1975.
 
Frase profetica, da veggente, da mettere in relazione con lo sopolamento avvenuto nei decenni addietro sulle colline dell’Oltrepò Pavese, e la crisi perdurante che stà attanagliando l’Italia e il mondo intero.
 
Quaranta anni fa le colline della Valle Staffora erano tutte popolate e coltivate, e chi scrive aveva avuto modo di appurarlo più volte. Oggi quelle colline sono spopolate e incolte, e proprio per questo potrebbero diventare fonte di sostentamento per molti nuclei familiari, fornendo loro la soluzione del problema. E in questo caso, il primo che arriva meglio s’accomoda. Perchè, non facciamoci illusioni, la crisi che stiamo vivendo sarà lunga, dura, e senza soluzione di continuità.    
 
Questo il messaggio profetico di Mario Soldati, estrapolato da Linea Verde del 17 febbraio 2013. 
 
“Io sento che verra un giorno in cui ci sarà una catastrofe ecologica, forse il mondo andrà male, e allora la gente sarà obbligata a disperdersi, a rifugiarsi qua e la in posti selvaggi, e allora tornerà di nuovo a capire qual’è la bellezza, qual’è la gioia della vita. Un giorno avremo per caso, e attraverso la sconfitta, attraverso un disastro, avremo quello che non abbiamo avuto il coraggio di darci per noi stessi: il rifugio dell’eremitaggio, di un ritorno alla natura.
… Sento questa gioia meravigliosa di vivere  … Questo sole, questa gioia meravigliosa che è vivere fra queste cose povere … Si potrebbe forse con un pò di buonsenso organizzare … per tutti … la vita … una vita che andrebbe bene, si potrebbe forse fare. Si potrebbe forse fare”.
 
Da Rai Replay, replica della puntata, visibile fino a lunedì 25 febbraio 2013 

La Merkel vede materializzarsi l’incubo Berlusconi

Vostra Eccellenza che mi sta in cagnesco e mi gabella per antitedesco perchè metto le birbe alla berlina ...”, ricordate ?
E’ l’incipit di Sant’Ambrogio del Giusti, in piena epoca risorgimentale e già ci diceva quanto i tedeschi ci fossero sullo stomaco (tanto per essere eleganti).
I tedeschi hanno perso tutte le guerre e il principale errore del Duce fu di aver ignorato l’insegnamento della Grande Madre Storia scendendo in guerra con i tedeschi.
E perse, perdemmo.
Nel calcio, poi i tedeschi sono quasi commoventi.
Corrono, di dannano, spendono ma, quando si tratta delle partite che contano, contro l’Italia perdono.
Adesso la Germania sta informando a se stessa tutta la costruzione europea, imponendo i suoi voleri davanti a governi nazionali imbelli e codardi.
E quando i governi resistono, attraverso le varie istituzioni, cercano di ribaltarli, a volte riuscendovi come in Grecia e in Italia.
Poi, come sempre, al “dunque” perdono.
In Italia la Merkel ha puntato su Monti, poi ha cercato di costruire l’alleanza tra Bersani e Monti.
Ma il diavolo, come la Germania e la Merkel, fa le pentole ma non i coperchi.
Berlusconi, l’incubo della governante tedesca, rimonta e non viene più esclusa a priori la sua vittoria.
Monti rischia di restare fuori dal parlamento (non lui, ma i suoi adepti) se non raggiungerà il 10% e questo dovrebbe suggerire a chi, nel Centro Destra, fosse intenzionato a votarlo, di ripensarci e votare per il vero Centro Destra, quello con il PdL, con Fratelli d’Italia, con la Lega, con la Destra, per sbarrare la strada ai comunisti, perchè il voto a Monti rischia di essere buttato al vento.
E tutti brinderemo, pensando anche alla Merkel, se Monti, Fini e Casini resteranno fuori dal parlamento.





Entra ne

Tagliare le unghie ad Equitalia

Berlusconi ha affrontato la campagna elettorale con il piglio ed il passo di un bersagliere.
Mentre Bersani insegue le proposte del Cavaliere senza averne una sola che sia di utilità per gli Italiani e mentre Monti si è ridotto ad elemosinare un dibattito (e nessuno lo ca.a neanche di striscio  !) , Berlusconi ha inanellato una serie di proposte fattibili e concrete.
Eliminare l’imu sulla prima casa e restituire il maltolto montiano del 2012.
Innalzare il limite del pagamento mediante contanti.
Abbassare di un punto all’anno l’irpef e elimnare in quattro anni l’irap.
Infine tagliare le unghie ad Equitalia che si comporta con i cittadini, presunti colpevoli anche solo di errori nella dichiarazione dei redditi, come gli sgherri dello sceriffo di Nottingham si comportavano con i sudditi inglesi.
All’interno del progetto Equitalia, sottolineo l’importanza di impedire il pignoramento della prima casa per debiti fiscali.
Vorrebbe dire che il cittadino vessato dal fisco potrà affrontare la lunga querelle giudiziale senza il pericolo che arrivino a buttare lui e la sua famiglia per la strada.
E non è poco !





Entra ne

E’ ora di rimandarli a casa

ROMA – Rivolta al Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, alle porte di Roma, che ospita gli stranieri in attesa di essere rimpatriati. Alcuni immigrati sono saliti sul tetto, altri hanno dato fuoco a coperte, materassi e vestiti e si sono asserragliati all’interno. L’incendio ha sprigionato una lunga colonna di fumo nero che ha reso inagibile una parte della struttura. La rivolta non è che l’ultimo degli episodi di scontri interni al Cie, dove nel marzo 2012 c’è stato un lungo sciopero della fame per protestare contro il suicidio di un ex recluso catturato e picchiato dopo che era fuggito. Mentre Il 14 settembre del 2011 alcuni ospiti sono stati protagonisti di evasioni di massa che alla fine hanno portato ad una modifica degli apparati di sicurezza del centro.
IMMIGRATI ASSERRAGLIATI – I vigili del fuoco hanno fatto fatica a farsi strada nel Cie per via del fumo. Solo dopo tre ore sono riusciti a spegnere l’incendio. Sul posto anche alcuni contingenti del reparto mobile della Questura e del commissariato di Fiumicino, che hanno tentato una mediazione con gli ospiti. Una funzionaria di polizia si è rotta una mano, ma la frattura non è da attribuire agli immigrati in rivolta.
IL RIFIUTO DEL NIGERIANO – A originare la violenza, secondo la ricostruzione del garante dei detenuti, Angiolo Marroni, è stato «il rifiuto, da parte di un ospite nigeriano del centro, di essere rimpatriato per effetto di un decreto di espulsione. La sua resistenza alle forze dell’ordine ha causato la loro reazione e gli altri nigeriani che hanno assistito alla scena, hanno protestato e messo a ferro e fuoco il settore maschile, causando ingenti danni». I nigeriani sono gli immigrati più presenti al Cie: rappresentano il 40% della popolazione maschile, con 43 ospiti su 132. «Per tutta la durata degli incidenti – prosegue Marroni – gli ospiti delle altre nazionalità sono rimasti alquanto indifferenti all’accaduto. Alla fine il giovane nigeriano,Victor, di 29 anni, non è stato rimpatriato e otto suoi connazionali sono in stato di fermo».
LA TESTIMONIANZA – «I nigeriani sono entrati alle 10 e mezzo nelle celle e ci hanno preso tutti i materassi – racconta Hichar Abdendi, marocchino, da due mesi al Cie -. Si sono ribellati al decreto di espulsione. Ora però non abbiamo più niente nelle celle, tutti i materassi sono andati in fumo. E con i materassi anche le coperte e tutto il resto. La protesta è andata avanti fino alle 13. Questo rende la condizione di ci sta dentro il Cie ancor più dura».
«STRUTTURE DA CHIUDERE» – Immediate le polemiche: «La rivolta conferma l’emergenza e la drammaticità delle condizioni di detenzione all’interno del Cie di Ponte Galeria – attacca Gianluca Peciola, di Sel -. I centri di identificazione ed espulsione sono disumani luoghi di privazione delle libertà fondamentali. Persone che non hanno commesso alcun reato sono private della libertà personale, solo perché si trovano nel territorio del nostro Paese senza un permesso di soggiorno. Sinistra Ecologia e Libertà continua a battersi perché i Cie vengano chiusi e perché venga riformata la nostra legislazione sull’immigrazione».
«SITUAZIONE PRECARIA» – Il Cie di Ponte Galeria, situato tra Fiumicino e la Magliana, ospita centinaia di immigrati irregolari in attesa di esplusione «in precarie condizioni di vita – spiega il Garante dei detenuti, Angiolo Marroni -. Una situazione estremamente complessa e precaria dove basta poco per scatenare la miccia della protesta e della contestazione».