Bologna, escalation in nero

Non si saprebbe quale altro titolo trovare dati gli eventi degli ultimi giorni in città:

_ 19 Febbraio : aggredito ad un banchetto del PDL Galeazzo Bignami, preso a calci e pugni, e buttato a terra. L’autore del gesto: un uomo con problemi psichici. Si dice non si tratti di un gesto politico. 
A mio avviso però, un certo tipo di “propaganda” dell’odio, davvero ossessiva specie contro il PDL, causa anche questi gesti, magari intercettando gli animi più instabili, con questi risultati (cfr. duomo in faccia a Berlusconi).

_pochi giorni fa, in un’autofficina di Via Ferrarese, un ragazzo rom nella folle retromarcia fatta con un’auto, una Punto blu, che provava a rubare, ha investito più volte il Sig. Orsi, padre del proprietario dell’autofficina. Ora il ladro omicida è stato catturato.

_ 21 Febbraio: un 68enne di Baricella, invalido al 100% mentre si trovava a bordo dell’autobus 93, partito da Bologna e diretto a Baricella, è stato aggredito da due ragazzi -baby gang, che, dopo averlo insultato, lo avevano preso a pugni in faccia, procurandogli una lesione all’occhio destro, peraltro già affetto da una grave forma di glaucoma. Non si esclude debba nuovamente operarsi fino a eviscerare il bulbo destro.

_Manifestazione di dipendenti Unipol, contro il taglio di oltre 2000 dipendenti dopo la fusione Unipol-Fonsai, al motto di “La vecchia Unipol è morta”. Gli scioperanti hanno sfilato con una bara, e un happening con tanto di finta Messa funebre.
Per i sindacati e i dipendenti : “I 2.240 esuberi possono essere ovunque, chiunque puo’ essere colpito”, _avvertono Fisac-Cgil, Fiba-Cisl, Uilca, Fna, Sfnia_, a fronte pero’ di “bilanci ultra milionari, lauti stipendi agli amministratori”. 
Siamo di nuovo al privatizzare i profitti e socializzare le perdite”. 
Ma non era   “l’ItaGLia giusta?”   …loro sì che sono sempre etici.

_Via Mascarella, secondo episodio in una settimana: E’ stato preso all’improvviso a bottigliate in testa, ma ha reagito e ha messo in fuga il rapinatore. Già lunedì sera nei paraggi una ragazza di 21 anni era stata aggredita e rapinata mentre rientrava nella sua abitazione.
Questa volta ad essere presi di mira sono stati un uomo di 55 anni e sua moglie. La coppia stava rientrando in casa quando l’uomo è stato affrontato davanti al portone da un giovane, descritto come nordafricano. Senza parlare gli ha rotto in testa una bottiglia di vetro, l’ha fatto cadere a terra poi gli ha infilato le mani nelle tasche, per cercare il portafogli. 

_Domenica 24 Febbraio a Budrio (BO), un 54enne originario del Marocco uccide la moglie a coltellate, scappa con i figli, poi si costituisce.

_Aggredito un altro portapizze, con calci, pugni e spray urticante, per rubargli l’incasso. Secondo episodio violento contro i portapizze in pochi giorni.

Josh

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Destra vs sinistra

Nonostante le gufate di Monti e di tutti coloro che sono interessati ad omogeneizzare  e massificare per controllare meglio, ancora una volta, domenica e lunedì, voteremo e la scelta è tra Destra e sinistra che rappresentano due poli inconciliabili, due visioni del mondo, della società, tra loro in perenne contrasto.
Anche se la sinistra è piegata dal suo fallimento e trova la sua ridotta sul limite delle consorterie finanziarie internazionali, negli spazi che le restano concessi da poteri forti esprime tutta la sua vena distruttiva e apocalittica.
Così vediamo che i primi provvedimenti di Bersani sarebbero:
“matrimonio” degli omosessuali
legge che punisca il libero pensiero
concessione della cittadinanza e del voto agli immigrati
aumento della spesa pubblica a danno di tutti i cittadini.
Se i poteri forti, dei primi due punti, non hanno alcun interesse, gli ultimi due sono funzionali al loro disegno oppressivo perchè l’arrivo di una gran massa di diseredati rafforza il loro potere scatenando la “guerra tra poveri”, per la sopravvivenza, mentre una Italia con una spesa pubblica dilatata diventerebbe sempre più asservita e debitrice delle istituzioni sovietiche europee.
Ma anche Bersani dovrà accettare e concedere spazi alle esigenze dei suoi strani alleati.
Quindi un Monti o un Prodi al Quirinale,
un aumento della imposizione fiscale perchè i cittadini abbiano da pensare a come sbarcare il lunario e non a contestare la politica dei potenti,
tracciabilità e limiti ai contanti per poter meglio controllare i novelli sudditi,
leggi di controllo contro la libertà individuale,
liturgiche esaltazione della più aberrante scelta di rinuncia alla Sovranità e all’Indipendenza di un Popolo: l’unione sovietica europea.
Di suo Bersani ci aggiunge anche la sovietizzazione dei partiti che dovranno dimostrare di essere come il pci/pds/ds/pd a pena dell’esclusione da ogni elezione e questo per evitare che emerga un personaggio carismatico, autorevole, di carattere che possa contrastare gli gnomi che vogliono comandare senza mostrare il loro volto.
Tutto questo ci porterà all’elezione del nuovo parlamento.
Tutto questo è già rappresentato nelle altre nazioni.
Destra contro sinistra, Berlusconi contro Bersani, tertium non datur.
Gli altri non contano, possono solo, a seconda delle circostanze, sottrarre voti ad uno dei principali contendenti, favorendo la vittoria dell’altro.
In questo momento storico ad esserne danneggiato è il Centro Destra di Berlusconi, che vede fiorire soggetti politici minori che gli sottraggono consensi, puntando alla sua stessa base elettorale utilizzando le stesse argomentazioni, anche se prive di quella concreta fantasia che contraddistingue il progetto berlusconiano.
Chi non vuole le tasse e l’oppressione rappresentata da una sinistra collusa con i poteri forti, può solo votare per uno dei partiti e movimenti che si sono raccolti nella coalizione di Berlusconi.





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Italia – Galles: indietro tutta!

Roma, 23/02/2013 (Stadio Olimpico): Italia vs Galles.

Con la partita di oggi contro il Galles, l’Italrugby, ormai dallo scorso incontro con la Scozia, è tornata al suo ordinario standing di squadra di provincia.

Va bene: non c’era il capitano, squalificato nel corso del match dello Stade Francais del Top XIV francese.

Facciamo ci poche illusioni: non ci sarà per tutto il resto del torneo, dal momento che la sanzione dura 30 giorni.

Non è Sergio Parisse il problema.

Né lo è stato Martin Castrogiovanni, promosso per l’occasione al rango: forse, perché, come ha avuto modo di far notare lo stesso Jacques Brunel, con il campero in questo ruolo, l’Italia ha sempre vinto.

Se serve per un conforto, si potranno pure seguire altre statistiche, pensando che queste erano a nostro sfavore: su 19 incontri, 2 sole vittorie azzurre – 2003 e 2007, entrambe nel Torneo, consumate tra le familiari atmosfere del Flaminio – ed uno storico pareggio nel 2006 che lasciò di stucco il Millennium Stadium di Cardiff.

Ma ciò è davvero inutile.

Il Galles, che aveva già vinto ambedue i precedenti incontri, questa volta si può concedere la tripletta e deludere tutti quelli che, solo per il fatto che si sarebbe giocato in casa, le opportunità di vincere sarebbero state più alte.

Ma non è stato così.

Si è trattato di un’Italia non convincente e foriera di errori (anche banali):  mischia non efficace, piazzati che non entrano, uso smodato del piede, gioco aereo preferito alle incursioni di terra, partita spezzettata in micro-azioni che non sono in grado di creare delle distanze di punteggio, vuoti che lasciano spazio agli attacchi degli ospiti.

Queste performance non piacciono: dagli Azzurri ci si aspetta di più. Ogni mischia è una sofferenza: l’ovale diventa una saponetta che scivola spesso in direzione proibita e nello scontro delle prime linee sono i Dragoni a dettar legge.

La mischia che doveva essere il piatto forte azzurro non è stata in grado di persuadere:  Gethin Jenkins e Adam Jones fanno scricchiolare le ossa di Andrea Lo Cicero che oggi ha totalizzato i 101 caps , raggiungendo il record azzurro finora detenuto da Alessandro Troncon.

E se si è cominciato tutto con una dignitosa posizione di pareggio, ed il primo tempo vede distanze ridotte, ed il secondo doveva essere l’occasione per una rimonta onorevole, la differenza l’ha fatta il Galles: spietato, cinico, tetragono nel suo piano di gioco.

Agli Azzurri è mancato tutto ciò che si era visto contro la Francia.

Un vero e proprio passo indietro.

Unico elemento positivo: il figiano azzurro Manoa Seru Vosawai, flanker del Benetton Treviso, il migliore in campo (con la maglia di Sergio Parisse). Chris Burton ed Edoardo Gori, invece, due delusioni in calzoncini e tacchetti ai piedi.

PdL al senato e La Destra alla camera

Non ho mai nascosto le mie preferenze ed i miei voti e non lo farò neppure oggi, anche se, per me, l’invito è votare per la coalizione di Centro Destra perchè è l’unica che canti in modo difforme dal coro dei vari Bersani, Grillo, Monti, Ingroia. (Quello del master mai preso neanche l’ho mai considerato).
Il Centro Destra con tutte le sue anime, le sue priorità, le sue litigiosità, i suoi individualismi, resta comunque la maggiore espressione di Libertà e di Nazione che si possa avere.
Gli altri parlano sempre la stessa lingua della povertà e della dittatura, sia che derivi dal rifiuto delle innovazioni (nucleare, tav) sia che promani da un controllo repressivo di carattere fiscale o sulle opinioni (tasse, patrimoniali, leggi contro l’omofobia, leggi che limitano l’uso del contante e tracciabilità dei pagamenti).
Bersani, Grillo, Monti e Ingroia, se non è zuppa è pan bagnato.
Votare uno qualsiasi tra questi è indifferente.
La differenza la fa votare per il Centro Destra dove ognuno di noi può trovare la sua casa ideale.
Così voterò PdL al senato per riconoscenza, gratitudine e ringraziamento al suo capolista, Silvio Berlusconi, per questi 19 anni in cui, sceso in politica, ha provocato innumerevoli travasi di bile ai comunisti, contendendo loro anche questa volta, quando tutti lo davano per spacciato, il voto e dimostrando di essere un gigante nelle Lilliput della politica italiana.
E voterò,  a conferma di quanto fatto nel 2008, La Destra di Storace per la camera, nonostante lo scivolone dell’offerta di alleanza ai radicali di Pannella, perchè rappresenta il sentimento di quello che è il mio impegno politico e, se i vari format della serie “tu dove sei ?” dicono il vero, è anche la lista più vicina alle mie idee.
Ma quale lista della coalizione si voti non ha importanza, ha importanza portare il voto al Centro Destra, per sbarrare la strada alla deriva morale, politica, economica, sociale incarnata dagli altri partiti e movimenti.
Messi al sicuro i nostri risparmi e i nostri redditi, poi si potrà discutere e stimolare meglio Berlusconi e i suoi alleati per riprendere il cammino interrotto nel novembre 2011 da quello che appare, sotto tutti gli aspetti, come un colpo di mano orchestrato da kapò e governante tedesca.
Votare la Coalizione di Centro Destra con Berlusconi Leader vuole anche essere una affermazione di Sovranità e Indipendenza, un secondo Risorgimento contro l’invadenza tedesca in Italia.



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Le istanze di Grillo

Ricevo e pubblico
…”Comunque sia, sarò costretto a votare ancora PDL, perchè, con buona pace di tutti, in ogni caso Berlusconi non potrà più fare il presidente del consiglio. A me che interessa più di tutto è che, votando PDL sarò sicuro che, se vincesse il PDL, sulla prima casa non avranno più niente da pretendere. Se devono tirar su dei soldi lo facciano da altre  parti, oppure risparmiando sulle spese, come per esempio rivedere e farsi restituire i soldi dati alle varie ciccioline, ai vari capanna, ai vari battista, ai vari toni negri, ecc.ecc. Perchè, comunque sia, e chiunque vada al governo, a far rientrare queste strampalate elargizioni dovrà provvedere. Chiunque sarà a governare, non potrà più far finta di niente su questi inconsulti fatti. In buona sostanza, dovranno prendere in seria considerazione – mediandole per quanto lo si voglia – tutte le istanze del Movimento 5 Stelle, visto che ieri sera a Roma erano in 800.000 ad applaudire Beppe Grillo”.

L’ultima balla dello smacchiatore di giaguari

Il piccolo Lenin di Bettola (PC … che non vuol significare, in questo caso partito comunista, ma Piacenza e approfitto dell’occasione per esprimere solidarietà e comprensione agli amici piacentini che hanno la doppia sfortuna di essere conterranei di Bersani e avere una così brutta sigla di provincia) , dicevo che il piccolo Lenin (tale per il taglio di capelli) di Bettola ha ieri concluso a Roma la sua campagna elettorale.
Alcuni telegiornali hanno trasmesso brani del suo discorso (noioso come sempre) in cui emerge l’ennesima balla comunista: noi – dice Bersani – non abbiamo bisogno di nemici.
Allora per tutti questi 19 anni hanno scherzato nel demonizzare Berlusconi ?
E Togliatti che voleva cacciare a calci nel sedere De Gasperi da Palazzo Chigi ?
E la campagna contro Tambroni nel 1960 ?
E quella contro Fanfani nel 1974-1975 ?
E la lunga stagione dell’antifascismo con la caccia ai “Fascisti” per le strade e le spranghe, le chiavi inglesi … i morti ammazzati ?
Se c’è qualcuno che ha bisogno di nemici questa è la sinistra, perchè non ha alcun progetto se non quello distruttivo della società civile e tutti coloro che vi si oppongono, nel nome della Civiltà e della Libertà, vengono trattati come nemici e chi si mette a capo della resistenza anticomunista diventa “il” nemico.
Bersani deve ricordarsi che ai tempi del computer, delle dirette televisive, ad ascoltare le sue sparate non ci sono solo i suoi compagni che crederebbero ai coccodrilli che volano se lo dicesse il partito !





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Una settimana da Oscar/Argo

ARGO

Regia di Ben Affleck

Distribuzione: Warner Bros

Cast: Ben Affleck; John Goodman; Alan Arkin; Bryan Cranston; Victor Garber; Kyle Chandler; Tate Donovan; Clea DuVall

Sceneggiatura: Chris Terrio

Costo di Produzione: 45 mln di $

Incassi ad oggi: 205 mln di $

Ci sono casi in cui la realtà supera la fantasia e il caso di “Argo” è uno di questi.
Come credo sia noto a qualunque persona con un discreto bagaglio culturale nel 1979 l’ambasciata americana a Teheran venne assaltata e per diversi mesi i suoi dipendenti vennero tenuti in ostaggio. La faccenda fu una figuraccia di proporzioni bibliche per l’amministrazione Carter che venne ricoperta di ridicolo per la gestione del dossier. La crisi dell’ambasciata a Teheran fu una delle cause che contribuirono alla caduta di Jimmy Carter e all’elezione di Ronald Reagan l’anno successivo.
Quello che forse alcuni non sanno è che non tutto il personale venne fatto prigioniero. Sei dipendenti scamparono durante l’assalto e vennero nascosti dall’ambasciata canadese. I sei fuggiaschi vennero poi rimpatriati grazie a una bislacca operazione di salvataggio. Credeteci o meno, ma i sei vennero fatti fuggire inscenando un film fittizio, intitolato per l’appunto “Argo”. I sei vennero assunti come membri della troupe di questa finta produzione di fantascienza e poterono così rimpatriare sotto falsa identità, sfuggendo ai controlli delle autorità iraniane. Le rocambolesche modalità di salvataggio vennero svelate solo vent’anni più tardi e nel 2012 l’agente della CIA che si occupò in prima persona della faccenda, Tony Mendez, ha pubblicato un libro descrivendo gli eventi.

La carriera artistica di Ben Affleck è strana come la vicenda che ci racconta nella sua terza opera dietro la macchina da presa. Inizialmente era una promessa di Hollywood, poi una lunga serie di fiaschi al botteghino (Daredevil; Jersey Girl; Amore Estremo) l’avevano reso una specie di paria nel mondo del cinema. Quindi, una volta capito che recitare non era proprio il suo forte, ha deciso di mettersi dietro la macchina da presa con risultati sorprendenti. Tanto in passato è stato schifato dalla critica come attore, tanto è oggi osannato come regista. Il successo crescente di critica e pubblico rende oggi Affleck uno dei registi più interessanti del panorama hollywoodiano e anche qui, come nei precedenti “Gone Baby Gone” e “The Town”, Affleck dimostra di che pasta è fatto.

“Argo” comincia ricostruendo a fumetti le vicende che hanno portato alla rivoluzione iraniana e alla cacciata dello scià, quindi si arriva all’occupazione dell’ambasciata USA e alla fuga degli ostaggi. Dopodiché comincia l’operazione di salvataggio e ci si sposta a Hollywood. Tony Mendez (Ben Affleck) incontra il produttore Lester Siegel (Alan Arkin) e il truccatore John Chambers (John Goodman) con cui inscena la produzione del finto film. Qui la parte comica del film, in cui i veterani Arkin e Goodman intrattengono gli spettatori formando una memorabile coppia comica. Quindi Mendez si sposta in Iran, e qui comincia la parte “thriller” del film. Affleck riesce a non far mai calare la tensione e a tenere gli spettatori letteralmente incollati alla poltrona. Nei trenta minuti finali, in cui i sei riescono finalmente a fuggire si tocca l’apice del film e della classe di Affleck. Sebbene si sia già a conoscenza del “lieto fine” la scena della fuga in aeroporto è al cardiopalmo e la tensione rimane altissima. Senza nemmeno sparare un colpo di pistola Ben Affleck riesce a tenere i suoi spettatori col fiato sospeso per mezzora. Un film memorabile e da vedere, per me il migliore del lotto degli Oscar di quest’anno.

La corsa di “Argo” verso l’agognata statuetta è stata strana come la storia che racconta. Inizialmente l’inspiegabile esclusione di Ben Affleck dalla cinquina del premio alla regia sembrava aver condannato “Argo”. Paradossalmente però l’esclusione di Affleck dalla nomination ha provocato quasi una “rivolta” a Hollywood e tutti i “precursori” degli Oscar hanno, quasi per ripicca, premiato Affleck. Ragion per cui domenica probabilmente “Argo” diventerà il secondo film della storia a vincere l’Oscar come Miglior Film senza avere una candidatura alla regia. L’unico precedente di questa evenienza risale al 1990 quando “A Spasso con Daisy” si aggiudicò il premio come Miglior Film senza che il regista, Bruce Beresford, fosse candidato. A meno di sorprese domenica “Argo” sarà il secondo film a realizzare questa impresa. Ben Affleck ci ha scherzato su, ritirando il Golden Globe per la miglior regia ha ironicamente detto “nessuno ha detto che sono stato snobbato quando non mi hanno candidato come miglior attore” (effettivamente neanche in questo caso l’interpretazione di Affleck è al massimo NDA). Insomma, nonostante “Argo” si aggiudicherò la più ambita statuetta anche quest’anno Affleck non stringerà un Oscar alla regia che, a mio avviso, sarebbe più che meritato, ma credo che, se continuerà a sorprenderci come sta facendo Affleck avrà certamente altre occasioni. Ottimo lavoro Ben, continua così!

Voto: 8.5

Premi e Candidature

Oscar

Candidature

Miglior Film
Miglior Attore Non Protagonista: Alan Arkin
Miglior Sceneggiatura Non Originale
Miglior Colonna Sonora
Miglior Sonoro
Miglior Montaggio Sonoro
Miglior Montaggio

Golden Globe

Vinti

Miglior Film Drammatico
Miglior Regista: Ben Affleck

Candidature

Miglior Attore Non Protagonista: Alan Arkin
Miglior Sceneggiatura
Miglior Colonna Sonora

BAFTA

Vinti

Miglior Film
Miglior Regista: Ben Affleck
Miglior Montaggio

Candidature

Miglior Attore Protagonista: Ben Affleck
Miglior Attore Non Protagonista: Alan Arkin
Miglior Sceneggiatura Non Originale
Miglior Colonna Sonora

Critics Choice

Vinti

Miglior Film
Miglior Regista: Ben Affleck

Candidature

Miglior Cast
Miglior Attore Non Protagonista: Alan Arkin
Miglior Sceneggiatura Non Originale
Miglior Colonna Sonora
Miglior Montaggio

Sindacati

Vittorie

Sindacato dei Produttori-Miglior Film
Sindacato dei Registi-Miglior Regista: Ben Affleck
Sindacato degli Attori-Miglior Cast
Sindacato degli Sceneggiatori-Miglior Sceneggiatura Non Originale

Candidature

Sindacato degli Attori-Miglior Attore Non Protagonista: Alan Arkin

Se non puoi batterlo, eliminalo

In altri tempi era l’omicidio del concorrente.
Oggi, anche se sono convinto che in qualcuno l’idea di eliminare fisicamente il Cavaliere sia venuta, è l’utilizzo degli strumenti legislativi e delle interpretazioni amicali che Bersani e Monti studiano per spartirsi il potere.
Berlusconi ha dimostrato di avere un seguito consistente nel Popolo.
Allora togliamo al Popolo la possibilità di votarlo con una bella legge ad personam che sia cucito addosso al Cavaliere.
Si rispolvera così il “conflitto di interesse” a senso unico e i due alleati in pectore preparano l’opa sul parlamento: Bersani sui parlamentari grillini e Monti su quelli del Pdl.
Ma il diavolo fa le pentole, non i coperchi.
Il 24 e 25 febbraio gli Italiani potranno rivendicare il diritto a votare ed a scegliere liberamente, senza la dettatura tedesca e la dittatura di burocrati di partito o dell’europa.
Il più sonoro schiaffo che si possa dare a Bersani e Monti è votare Berlusconi.
Togliamoci questa soddisfazione



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