Et maintenant où est la grandeur?

Roma, Stadio Olimpico (03/02/2013), Italia vs Francia

Un’Italrugby così erano anni che non si vedeva. Quella di oggi è stata una partita di emozioni, una più grande dell’altra, che ha fatto la storia dell’ovale nazionale.

L’Italia ha vinto, bissando il successo di due anni fa. Sempre all’Olimpico. Sempre contro la Francia. E non solo si è confermata la vittoria: la si è pure migliorata. Cinque punti, infatti – e non più quell’uno così risicato dell’edizione 2011 – sono questa volta la distanza che separano i cugini d’Oltralpe rispetto agli Azzurri.

Gli antipaticissimi Les Coqsthe Cocks – ritornano a casa senza il Trofeo Garibaldi, e con la coda tra le gambe e, magari, in valigia, hanno piegato ben benino la tracotanza con cui speravano di vincere.

Vacanze romane, pensavano. Ma non è stato così: l’Italrugby fin da subito ha mostrato un carattere intransigente e volutamente finalizzato alla vittoria.

Già nei primi cinque minuti, gli Azzurri sono passati in vantaggio con un’azione corale da manuale portata alla massima evoluzione da Sergio Parisse che realizza una meta meravigliosa dopo il passaggio di Luciano Orquera.

L’incipit del primo tempo è ritmico, calcolato, matematico, preciso. L’Italia domina, la Francia subisce

Certamente i Bleus non amano sfigurare e non intendono rimanere al di sotto: inizia una botta e risposta che porta i Francesi in ripresa: è la mancata trasformazione che non porta al pareggio.

E poi la mischia, si ara. La touche, si sbaglia.

Ancora vanti Luciano Orquera: tenta l’avanzata con il drop. Ci riesce: e l’Italia torna ad allungare le distanze. E dopo questa sarà il man of the match.

Ma il primo tempo finisce quasi come un requiem, con il Galletti che tornano zampettanti nello spogliatoio per un vantaggio acquisito: 13 a 15.

Ma il secondo tempo si apre con il delirio: Martin Castrogiovanni segna la meta dopo un’ennesima azione commovente, a velocità estreme.

La Francia è vicecampione del mondo e non ci sta. Non ammette debolezze, non consente.

Iniziano i cambi: sono tattici quelli italiani. Punitivi i Galletti: servono ad indebolire i padroni di casa. Gli ospiti possono contare su una panchina lunga lunga, dove veri i francesi sono pochi, come nel calcio.

Ma la tattica prevale sulla presunzione: arriva l’ultima meta italiana. Il nostro aussie, Chris Burton, spara un drop che mai ci si immaginava di vedere.

Gli ultimi cinque minuti sono da cardiopalma:  i Bleus vogliono prevalere e si giocano il tutto per tutto nella metà campo italiana. Sono lì ad un passo dalla meta, mentre l’Italia, rimane in quattordici dopo un cartellino giallo.

Di nuovo la mischia a pochi metri dal traguardo: l’Italia lotta con i denti, con le unghie. È un assalto all’arma bianca. Il campo diventa una trincea in cui si combatte all’ultimo uomo, dove i centimetri diventano l’unità di misura per contrastare l’avanzamento francese che si blocca al fischio di chiusura.

Festa di meraviglie: 23 a 18. E l’Italrugby è prima in classifica in questo Sei Nazioni 2013. Non si era mai visto prima (Ed il massimo è che anche le Azzurre stroncano le galline…).

Le menzogne dei rosiconi

Berlusconi, se il Centro Destra vincerà le elezioni, abolirà l’imu sulla prima casa e restituirà quanto razziato da Monti nel 2012 sempre a titolo di imu prima casa.
Monti, Bersani, Casini, Vendola e compagni rosicano.
A loro i soldi pubblici servono, eccome e non ci pensano proprio a ridurre o togliere tasse e, tanto meno, a restituire il maltolto.
Così è iniziata la controffensiva, non con un piano alternativo, bensì affermando che Berlusconi non avrebbe mai mantenuto le promesse.
E l’abolizione dell’ici nel 2008 ?
E l’abolizione della tassa sui morti ?
E le aliquote (quattro in tutto) che ci ha fatto risparmiare qualche centinaio di euro finchè non è tornato al governo la sinistra che, con Prodi e Visco, le ha riviste al rialzo ?
E la riforma costituzionale che già nel 2005 dimezzava i parlamentari, salvo poi essere affossata dalla sinistra con un referendum ?
Berlusconi come ha mantenuto quelle promesse in passato, le manterrà oggi.
Se a Monti, Vendola, Casini, Bersani ed ai loro elettori fa tanto schifo riavere i soldi dell’imu, possono sempre chiedere che siano accreditati sul mio conto, di cui sarò ben lieto di fornire l’iban.





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Ricominciamo l’avventura

C’era una volta un blog in cui mi dilettavo a discettare di massimi sistemi. Questa avventura mi portò fino a discettare di codesti in un blog di alta finanza. Il fatto di scrivere per quel blog mi portò addirittura a collaborare con una nota testata online. Questa collaborazione portò alla fine alla chiusura del mio precedente blog. Dato che sempre più spesso scrivevo le stesse cose dall’una e dall’altra parte ritenevo i “doppioni” sostanzialmente disutili. Per cui mi son detto, facciamo una bella cosa, chiudiamo baracca e burattini e rimaniamo a scribacchiare dove ho un po’ più di visibilità. Passando il tempo però l’entusiasmo mi è francamente passato.

Con tutta la stima anche personale per Paolo Rebuffo, il sottoscritto non è francamente adatto a quel tipo di blog. Uno che odia la finanza, che manderebbe gli speculatori a zappare la terra e guarda con malcelata ostilità il liberismo e i suoi accoliti (1) su un blog così non si trova bene. Oggettivamente sono incompatibile con il pensiero di “Rischio Calcolato” e con tutta la stima per alcuni degli autori (2) proprio non mi trovo libero di esprimere la mia opinione in cotal loco.

Semplicemente, non è il mio genere. Inoltre a un certo punto il blog ha preso una piega filo-tedesca e filo-Euro che proprio non riesco a digerire. Francamente non ho nulla contro i tedeschi (3) ma quanto sta facendo la classe dirigente teutonica, in primis Frau Merkel, è francamente aberrante. Si accusano spesso i politici italiani d’esser menzogneri professionisti, cosa verissima per carità, ma che dire dei politici tedeschi?

Caro Paolo, questa discussione l’abbiamo fatta mille volte ma, visto che non ti entra in testa lo faccio di nuovo e per una volta in pubblica piazza (e magari in maiuscolo e in grassetto, non mi ascolterai come sempre ma tant’è): 

LA MERKEL STA DA TRE ANNI MENTENDO AI SUOI CITTADINI! 
DA TRE ANNI LA CLASSE POLITICA TEDESCA STA SCARICANDO I SUOI PROBLEMI SUI COSIDDETTI “PIIGS” OMETTENDO COSTANTEMENTE DI DIRE AI SUOI CITTADINI CHE SE SALTANO I PIIGS I LORO CREDITORI, OVVERO LE BANCHE TEDESCHE, SALTANO PER ARIA. E SE CIO’ ACCADESSE “WEIMAR” SEMBREREBBE UN PRANZO DI GALA AL CONFRONTO! DA TRE ANNI LA CLASSE POLITICA E MEDIATICA TEDESCA VOMITA OFFESE SUI “PARTNER” (4) EUROPEI IN DIFFICOLTA’ SALVO POI LAMENTARSI CHE NEI PAESI IN QUESTIONE I TEDESCHI SIANO “MALVISTI”. PER LA SERIE LE LACRIME DEL COCCODRILLO. 
LA COSA PIU’ COMICA E’ CHE ITALIANI E SPAGNOLI SI FANNO DARE DEI “MAIALI” DAI TEDESCHI E POI SGANCIANO FIOR DI QUATTRINI A GRECIA, IRLANDA (5) E PORTOGALLO SOLDI CHE POI FINISCONO AI CREDITORI DEGLI STESSI OVVERO… LE BANCHE TEDESCHE (E FRANCESI; E INGLESI; E OLANDESI) 

Detto questo e scusandomi con Paolo per lo sfogo pubblico, ma credo che la mia esperienza con RC sia sostanzialmente conclusa. Non ho nessun rancore, solo che oggettivamente, non sono compatibile con quel tipo di blog.

Oltre alle divergenze politiche, beh, francamente mi sono un po’ stufato della politica. Non che non ne parlerò, per me è impossibile non parlarne, ma oggettivamente credo sia giunta l’ora di parlare anche d’altro e su RC la cosa non m’era “permessa” (6). Per cui da questa seconda avventura aspettatevi più cinema, più libri, più musica, più video e meno politica. E proprio per questo anziché semplicemente riaprire il mio vecchio sfogatoio, riparto semplicemente da capo. D’altronde ogni tanto è bene premere il tasto “reset” e ripartire dal principio, nella vita come sul web

Porgo quindi i miei saluti a chi vorrà unirsi a questa avventura, sperando di risultare un utile intrattenimento. Spero di farvi pensare o ridere.
PS
Per i commenti userò fin dal principio la moderazione, la qual cosa mi dispiace perché è una seccatura immane. Senza offese per nessuno ma la rete è piena zeppa di buzzurri, incivili ed emeriti cretini, per cui qualora dovessero ripresentarsi zecche fastidiose userò l’insetticida (=ban) istantaneamente e senza alcuna remora. Se non vi piace ciò che scrivo, me ne farò una ragione. La rete è grande e se quanto scrivo non è di vostro gradimento potete benissimo prendere e andare da un’altra parte.

(1) Senza offesa gente, ma quando austriaci, libertari etc. dicono che questa non è la crisi del liberismo a me viene da ridere. Con tutta la simpatia che ho ad esempio per Ron Paul, ma francamente sembrate i trotzkisti che sostengono il crollo dell’URSS non sia imputabile al marxismo in quanto quello sovietico non era il “vero comunismo”

(2) E totale disistima per un certo autore della redazione. Non faccio nomi, dico solo che è un personaggio solito corredare le sue invettive con la bava alla bocca, invettive spesso vicine al delirio puro, con immagini inquietanti.

(3) Ricordiamo sempre, quando lanciamo invettive anti-teutoniche che pure i tedeschi si son presi delle belle mazzate con la storia dell’Euro (Vedi la macelleria sociale dei governi di “sinistra” di Schroeder, la deflazione salariale, l’Agenda 2010 e la riforma Hartz) e che la maggioranza dei tedeschi, se avesse potuto esprimere un voto sull’Euro, avrebbe detto “NEIN”

(4) Bwahahahahahahahahahahahahahahaha! Meno male che siamo “Alleati” non oso immaginare fossimo nemici!

(5) Irlanda e Spagna che, caro Paolo, voi liberisti e i vostri megafoni (BCE; FMI etc) ci avete venduto come modelli di successo fino a cinque anni fa per poi regredirli a maiali appena son saltati per aria. (E non parliamo della Grecia che cresceva del 4% all’anno prima del crack. Sarebbe curioso vedere come era apostrofata dai liberisti la Grecia del “miracolo” prima del “crack”, ma non ho tempo. Comunque son sicuro che quei cazzari patentati di Alesina e Giavazzi sicuramente qualcosa avran detto)

(6) Non che mi era “vietato” solo che era oggettivamente inopportuno in un sito del genere scrivere le recensioni dell’ultimo libro letto, dell’ultimo film visto o dell’ultima canzone ascoltata etc. etc.

Le armi servono, eccome !

Nomade tenta furto in una villetta: avvocato gli spara contro 5 colpi

Il ladro 29enne, raggiunto all’addome, è in coma farmacologico. Adesso il professionista potrebbe essere accusato di lesioni gravi

Le urla della moglie lo hanno fatto accorrere al pianterreno con la pistola in mano.
Ieri sera, intorno alle 22, il bandito si è introdotto con alcuni complici nell’abitazione dell’avvocato, ma le urla della moglie hanno svegliato il proprietario che ha impugnato la sua arma, una semiautomatica calibro 7.65, regolarmente detenuta, e ha sparato. Il complice del rapinatore ferito, scappando, avrebbero esploso a loro volta alcuni colpi di pistola, senza ferire nessuno, ma al momento l’esatta dinamica è ancora al vaglio dei carabinieri di Monza, che conducono le indagini. Il nomade ferito si trova ricoverato in coma farmacologico all’ospedale San Carlo di Milano. L’avvocato che ha sparato, interrogato dai carabinieri in caserma, è un legale molto noto nella zona, e si trova in attesa delle valutazioni dell’autorità giudiziaria.Al piano di sotto un nomade aveva appena forzato la porta finestra. A quel punto Mario G., un avvocato 61enne, ha sparato colpendo il malvivente per cinque volte. È successo sabato sera in una villetta monofamiliare di Parabiago (in provincia di Milano).
Tale la notizia riportata ne Il Giornale online
Se non avesse sparato, adesso potremmo essere a commentare di un nuovo, barbaro omicidio da parte di chi ha violato la intimità di una casa, la proprietà privata altrui.
Come si diceva quando ero in servizio di leva e dovevamo iniziare un turno di guardia: meglio un brutto processo, che un bel funerale.



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Nel segreto dell’urna

Se non sbaglio da stasera è vietato
diffondere i sondaggi.

Un’altra delle buffonate di quel
sistema legislativo che è stato costruito per ingabbiare la politica
dietro i parrucconi del passato e che ha il suo fulcro nella
cosiddetta “par condicio“.
Naturalmente chi li commissiona, chi
opera nell’informazione, chi si inventa corse all’ippodromo e chi ha
qualche strumento (come la “app” dell SWG) riesce ad avere
una informazione, peraltro non sempre attendibile.
Quando ero un ragazzino sentivo
continuamente ripetere (anche nelle scenette comiche televisive) che
a parole nessuno votava dc, poi allo spoglio risultava sempre il
partito più votato.
Oggi, forse, accade altrettanto con
Berlusconi
.
Una campagna denigratoria nei suoi
confronti ha creato la percezione che non sia opportuno dichiarare il
proprio voto al Centro Destra, così abbiamo una abbondanza di
astensionisti e indecisi.
Fa molto “fino” dichiararsi
snobisticamente per Monti
, quasi a rimarcare la propria superiorità
nei confronti del Popolo che lavora, fatica e paga le tasse.
E’ sempre stato considerato
giovanilistico e intellettualoide definirsi di sinistra, magari
persino comunista
, anche se, di questi tempi, con il Monte dei Paschi
di Siena che incombe e con tutti quei banchieri sotto tiro e che
facevano la coda per mettersi in mostra alle “primarie”
comuniste, oggi forse è meno di moda.
Sin da ragazzo, invece, ho sempre
percepito un brivido nel mio interlocutore quando mi definivo “di
Destra”.
Per non parlare del fatto che ogni
mattina compro il Carlino e il Giornale e qualche volta mi è
capitato di rimbeccare uno sconosciuto: ma come si fa a leggere quel
giornale ? Una parola dopo l’altra …
Ma torniamo ai sondaggi che, nel
momento del loro “fermo legislativo” danno la sinistra in
testa ma in calo e il Centro Destra in recupero
, con gli
astensionisti/indecisi ancora al 35-40%.
Ed è a quella parte della cittadinanza
che rivolgo l’invito di riflettere su quale possa essere il loro
interesse personale e il nostro interesse nazionale.
E’ loro e nostro interesse continuare
ad alimentare la spesa pubblica attraverso le tasse, la patrimoniale,
la razzia dei risparmi e l’esproprio delle case ?
E’ loro e nostro interesse continuare a
far parte di una unione politica asservita alle convenienze della
Germania e della Francia
, pur se il nostro contributo finanziario è
superiore a quanto ci ritorna in casa ?
E’ loro e nostro interesse concedere in
massa la cittadinanza e il voto agli immigrati ?
E’ loro e nostro interesse promuovere
leggi che sradicano le nostra morale tradizionale e ancestrale e che,
per di più, sono anche leggi che aumentano la spesa pubblica ?
E’ loro e nostro interesse continuare
ad avere un sistema giudiziario in cui i magistrati interpretano le
leggi in base alle proprie convinzioni e ideologie e poi si candidano
in politica ?
E’ loro e nostro interesse continuare
ad avere un sistema istituzionale ingessato che assorbe risorse per
alimentare i privilegi di casta ?
Se la risposta è “no”, non è
loro e nostro interesse tutto ciò, allora hanno già deciso di non
votare Bersani e Monti che sono due facce della stessa medaglia.
Ma non votarli non basta.
Occorre scegliere di nuovo il Centro
Destra
che, pur con tutti i difetti, le mancanze e gli errori
compiuti, ha garantito uno sbarramento alla deriva che
rappresenterebbero Bersani e Monti.
Ho scritto Centro Destra, non ho
scritto PdL.
Perchè se è vero che Silvio
Berlusconi resta il Leader indiscusso della coalizione
, le
possibilità di scelta sono ampliate dal sistema elettorale e oltre
al PdL è possibile optare per la Lega Nord e per Grande Sud, per
Fratelli d’Italia e per La Destra, come pure per i Pensionati e per
un movimento civico neonato come il Mir.
All’interno della grande famiglia del
Centro Destra, quindi, ognuno può scegliere il partito e movimento
che più gli è congeniale, più identitario
, portando comunque tutti assieme il nostro
contributo per fermare la devastazione
che subiremmo dai Bersani, dai
Monti, dai Vendola, dai Casini, dagli Ingroia, qualora riuscissero ad
occupare anche il potere politico.
Parafrasando quello che si diceva una
volta: nel segreto dell’urna il tuo vicino non ti vede, ma la tua
coscienza sì.





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Restituire il maltolto

Non solo abolizione dell’imu sulla prima casa, ma anche restituzione di quanto sottratto da Monti nel 2012.
Questa la proposta, concreta, del Centro Destra.
Per la prima volta si propone di restituire integralmente quello che è stato razziato con le tasse.
E c’è da credere a Berlusconi che già nel 2008 abolì l’imu sulla prima casa.
Mentre non c’è da credere alla sinistra che ha sempre criticato le riduzioni delle tasse decise dal Centro Destra, salvo poi rivedere le aliquote e aumentare la pressione fiscale.
Un unico neo.
La copertura verrà trovata con un accordo con la Svizzera per colpire i risparmi degli Italiani ivi depositati.
A me sarebbe piaciuto se la copertura fosse stata trovata nel Monte dei Paschi di Siena e nel patrimonio personale di Monti e dei suoi ministri e sottosegretari.



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Quando Siena aveva un’anima

In questi giorni si sente molto parlare del Monte dei Paschi di Siena, ma poco o niente si sente parlare della sua città, della sua storia e della sua gente. Ci ha pensato Antonio Socci, con la news La mia bellissima Siena alla ricerca della sua anima, pubblicata da Libero il 27 gennaio 2013. La news si riallaccia alla questione dei derivati, che anche il Monte dei Paschi aveva sottoscritto.
 
La questione dei derivati è tra l’altro descritta molto bene nel libro/saggio di Giulio Tremonti Uscita di sicurezza.

Derivati, una  mina vagante, una bomba ad orologeria ad elevato potenziale dirompente, in grado di provocare un cataclisma a livello planetario, di mano in mano che essi giungeranno a scadenza. Nel libro Giulio Tremonti ne indicherà poi anche la via d’uscita, che in fondo, e con ogni probabilità, sarà molto simile a quella indicata da Socci nella news per la sua città di Siena. Dei tempi in cui i senesi si affidavano alla Madonna, e il Monte di Pietà, il loro Monte di Pietà era il vero Monte di Pietà, quello che avevano inventato loro frati alla fine del Quattrocento, e che fu poi copiato da tutto il resto del mondo.

Quando Siena aveva inventato il Monte, e tale si era mantenuta fino all’immediato dopoguerra, i senesi erano considerati italiani di alto rango, perchè la città aveva avuto un’anima.  

E’ il Mercato, a volere i matrimoni Contro Natura.

 La Francia tenta di risollevare il paese con leggi innaturali. Gli omosessuali, chicchissimi, pronti a spendere in vestiti da sposa firmati da sarti invertiti che da sempre cercano di imporre modelli di donne efebizzate ed uscite da Dacau. L’ Airfrance farà come la Qantas e l’ Airnewzealand, compagnie aeree già da molto amichevoli verso i pederastini e le lesbicone (gayfriendly, se dis…). Ristoranti rosa e lilla pronti ad accogliere torme di festanti arcobaleno. Forse nasceranno anelli speciali; agenzie di viaggio pronte ad investire in viaggi di nozze a Mikonos, San Francisco ed Ibiza. Chiese riformate od autocefale pronte a chiudere 2 occhi per i nuovi fedeli di un loro dio privato. Il mercato, sempre il mercato, gongola per nuovi affari.

Poi, dopo le elezioni, succederà anche da noi, se vinceranno le sinistre.
Veri Cattolici, pensateci bene !

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Interesse Nazionale

Secondo Napolitano, spurgato dalla paludata verbosità del politichese, la stampa dovrebbe tacere sulle vicende del Monte dei Paschi, rinunciando a riportare indiscrezioni (poche, perchè stranamente questa volta dalle procure non esce nulla …) e calibrando i commenti.
Secondo Napolitano si tratterrebbe di “interesse nazionale“.
Quando però venivano spifferate intercettazioni, verbali, accuse, concesse interviste (a pagamento) contro il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi la libertà di informazione era intangibile e non ho mai sentito il Napolitano invocare l’ “interesse nazionale”, tanto che francesi e tedeschi si sentirono in diritto di motteggiare il nostro Premier e, ancora una volta, Napolitano non insorse a difesa dell’ “interesse nazionale” che, in quel caso, era significava anche difendere l’onore e la dignità della Patria (da lui tardivamente riscoperta evidentemente solo a parole).
Tutto questo mi fa dubitare che Napolitano sia mai stato il “presidente di tutti”, ma solo quello di una parte che, oggi, soccorre.
E tutto questo mi porta a rafforzare l’auspicio che gli Italiani il 24 e 25 febbraio ribaltino le previsioni, anche per poter, finalmente !, eleggere un Presidente degno della maiuscola, dopo tre individui faziosi e non rappresentativi dell’intero Popolo Italiano.





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