Cosa dovrebbe proporre un candidato Cattolico per farci risparmiare.

Sappiamo che molto pochi saranno i candidati che si presenteranno alle prossime elezioni veramente Cattolici ed in linea col Magistero della Chiesa, pronti a battersi a spada tratta contro aborto, matrimoni omosessuali, eutanasia e fecondazione assistita. 
In tempi di gravissima crisi economica, mentre tutti i politicanti promettono mari e Monti per far abbassare le spese, mi permetto di fare oggi un piccolo suggerimento diretto a questi pochi Cattolici. 
Sappiamo che la Sanità ha uno spreco di denaro pubblico allucinante. Ecco allora che sarebbe auspicabile che l’ aborto, attualmente a carico del Sistema Sanitario, diventasse a pagamento, come avviene negli Stati Uniti. Con un risparmio valutabile in 170.000.000 di Euro all’ anno. 
Per esempio, ogni aborto in Friuli ha un costo valutabile tra i 1479 ed i 1814 euro. Nel 2010 in italia ci sono state 115.372 interruzioni di gravidanza praticate negli ospedali pubblici. Ecco che la cifra sarebbe tra i 170 ed i 209 milioni di euro.
Oltre a questo, altri soldi potrebbero arrivare dal risparmio sulla fecondazione assistita, dove i costi ed i metodi variano da regione a regione, creando così una migrazione verso luoghi che permettono cicli di trattamento più lunghi e senza limiti di età, come la Lombardia. Ma assai più costosi per la comunità.
Non sarebbero mica noccioline… 
Con buona pace delle femministe…

Dall’ Oro di Dongo all’ Oro di Siena.

Il Giornale di oggi pubblica un articolo che rammenta l’ episodio della turpe fucilazione dei Prigionieri Fascisti sul Lago di Como da parte dei partigiani comunisti. 
C’è un passaggio che vorrei sottolineare:
 “Ai processi per gli ammazzamenti s’intrecciò l’interminabile e inutile processo sull’oro di Dongo. Insieme al sangue vi furono certamente passaggio e poi dispersione e trafugamento di denaro, bagagli con valori incamerati così come gioielli, sterline d’oro e marenghi a migliaia. Il PCI, che aveva gestito l’operazione Dongo, affettò sorpresa e indignazione quando si trattò di rendere conto del Tesoro”.
 Niente di nuovo sotto il sole, sono e saranno sempre i soliti comunisti. Che si autodefiniscono i migliori, ma poi arraffano a più non posso. Triste che in italia ci sia pure chi li voti. Pericolosissimo poi che vincano le prossime elezioni.

Magistrati o vecchie comari?

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Ma vi pare che questo sia il prologo migliore per chi pretende di impegnarsi in politica per migliorarla?
Vi pare che questo possa essere esempio di etica e correttezza che possano dare i magistrati?.

Dietro la lavagna

Lavagna

Dopo 21 anni vissuti in Italia un operaio marocchino non è stato in grado di pronunciare la formula di rito richiesta dal giuramento per la cittadinanza.

E così il Sindaco di Vigonovo, in provincia di Venezia, rimanda di sei mesi la cerimonia.

Il marocchino, 47 anni, si sarebbe giustificato ammettendo di non essere mai andato a scuola e di non aver potuto imparare la lingua.

Dopo 21 anni…

“Integriamoli”, dicono. Predicano. Parola d’ordine!

Il Sindaco, non ha preso la decisione arbitrariamente: si è consultato con il Responsabile Prefettizio per l’immigrazione, e ha concesso sei mesi di tempo all’immigrato per imparare a leggere l’italiano.

“Il giuramento in queste condizioni – avrebbe riferito il Primo Cittadinonon potevo accoglierlo e non l’ho accolto, semplicemente perché non sapeva proprio leggere, addirittura rigirava tra le mani il foglio dove c’era scritta la formula di rito perché non sapeva da che parte cominciare”.

Non si tratta di discriminazione come la solita sinistra vorrebbe mascherare: è la volontà di far rispettare le Istituzioni, come del resto recita la formula che l’uomo avrebbe dovuto leggere secondo la legge del nostro Paese: “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare lealmente la Costituzione e le leggi”.

E bravo Signor Sindaco! Coraggioso, se non altro.

Non si può invocare il disagio, la timidezza, una connaturata introversione a giustificativi della condotta dello straniero.

Non ci si può appellare al razzismo, alla xenofobia, al pregiudizio per qualificare il comportamento corretto del Sindaco.

Se in 20 anni il marocchino non ha imparato l’italiano significa che la cittadinanza non la merita: non si è semplicemente voluto integrare.

Mi viene in mente che per diventare cittadini canadesi prima bisogna ottenere il permesso di residenza temporaneo, dimostrando di avere particolari competenze lavorative in quei settori dove c’è grande richiesta di mano d’opera al punto che non basta quella locale.

Dopo questo primo passo si deve acquisire la c.d. residenza permanente.

Dopo tre anni dall’acquisizione di quest’ultima – netti e non lordi in quanto vengono contati i giorni in cui ci si allontana per viaggio – si deve fare il test linguistico, dimostrando di conoscere la lingua inglese o francese (per il Quebec).

Superato positivamente il test, è previsto il giuramento ufficiale di fedeltà alla regina d’Inghilterra che è ancora oggi il capo dello Stato.

Qui invece prendiamo tutti…

Venghino, Siori e Siore, venghino… avanti che c’è posto (dietro la lavagna)!

Bersani capeggia il partito delle tasse e della spesa

Mentre il programma di Berlusconi prevede tagli alla spesa pubblica per ottanta miliardi e con la riduzione delle spese e del debito pubblico, anche la riduzione delle tasse, Bersani annuncia che i primi provvedimenti del suo governo saranno due leggi di spesa e una di tasse:
cittadinanza e voto per gli immigrati (spesa)
legalizzazione statale delle unioni omosessuali (spesa)
patrimoniale (tasse).
La Camusso rincara la dose e chiede ben sessanta miliardi per “la crescita” … della spesa e del debito pubblico, perchè quei sessanta miliardi (che non ci sono) verrebbero razziati dai risparmi degli Italiani le cui condizioni peggiorerebbero.
La domanda è sempre quella: con quale governo pensiamo di poter vivere meglio ?
Con un governo che fa razzia dei nostri risparmi e redditi o con un governo che riduce la presenza e i costi dello stato ?





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Scalata la classifica, persa la partita

Bologna Terni

(Fonte imamgine: http://www.bolognarugby1928.it/index.php/component/content/article/1-ultime/498-emil-banca-bologna-perde-di-misura-con-terni-16-a-19.html)

Il Bologna Tugby 1928 ha giocato un’ottima partita con Terni, senza mai arrendersi.

E così si sale di classifica anche se perdenti in questo scontro domestico: tutta colpa dei falli felsinei. Tanti. Troppi, a dir la verità.

Rossoblù determinati fin dall’inizio partita: un primo tempo che inizia con una speranzosa azione che porta i padroni di casa in vantaggio, nonostante la prima meta sia proprio degli ospiti.

Attacchi su attacchi, azioni matematiche, senza troppi pensieri, lisce che portano ad un bel pareggio.

Poi il Terni emula.

Attacchi su attacchi umbri, questa volta e con un notevole raddoppio delle distanze tra gli avversari. Con la prima ripresa che finisce a vantaggio dei Draghi Rossoverdi.

Il Bologna non ci sta: apre il secondo tempo con un calcio piazzato.

Il Terni risponde con alcuni errori e le distanze si raccorciano: solo un punto separa i contendenti.

I Rossoblù prendono coraggio e pressano gli avversari, arrivando con la mischia a 5 centimetri dalla meta.

Niente da fare. Un calcio di punizione dei Draghi e la loro meta.

Un grave errore felsineo che costringe i padroni di casa ad un arrembaggio che non arriva più.

Si chiude con un brutto, immeritato, 16 a 19.

Lo spettro di Occhetto turba i sogni di Bersani

Nel 1994 la chiave di volta che costruì il risultato (a sorpresa) elettorale con la vittoria di Berlusconi e la rotta della “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto, fu il confronto diretto, a due, in televisione.
Il paludato, grigio, cupo, incavolato Occhetto fu travolto dalla simpatia solare, dalla verve, dall’ottimismo e dal sorriso del Cavaliere.
Bersani, grigio topo come il suo predecessore, del resto ambedue cresciuti all’ombra di falce e martello nelle Botteghe Oscure (nomen omen) lo sa e le sue paure sono aumentate dopo la prestazione di Berlusconi in campo nemico, da Santoro e Travaglio.
Non che Bersani non saprebbe esporre le sue posizioni: noi Italiani siamo in grado di argomentare tutto e il suo contrario come ci hanno dimostrato i comunisti, che dopo anni di internazionalismo antinazionale hanno di recente riscoperto il Tricolore; come ha provato il signor Fini passato dal “Duce più grande statista del secolo” al “Fascismo male assoluto” o, in questi giorni, Mario Monti che in poche ore ha trasformato la sua invettiva contro chi voleva abolire l’imu (dopo un anno la si sarebbe dovuta reintrodurre raddoppiata) alla strage delle tasse con tagli all’imu, all’irpef, all’irap.
No, Bersani ha paura del CONFRONTO  di personalità e per questo ha posto una condizione inaccettabile: la presenza di leaders delle altre coalizioni creando il presupposto per il “no” di Berlusconi.
Non sarebbe infatti serio un confronto a cinque (o sei se veramente considerano persino Giannino e, allora, perchè non Roberto Fiore ?) dove il tempo per ciascuno sarebbe limitatissimo e quel che uno dice si perderebbe nei successivi sproloqui altrui.
Bersani sembra aver imparato la lezione di Occhetto: ma … gli basterà ?



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Da 21 anni in italia… e non parla l’italiano

“Ritorni quando avrà imparato bene l’italiano”. Damiano Zecchinato, sindaco leghista del comune di Vigonovo (in provincia di Venezia), ha rifiutato la cittadinanza italiana a un marocchino che, seppure in Italia da 21 anni, non sa ancora leggere l’italiano. Come riporta oggi il Gazzettino (leggi l’articolo), un operaio marocchino di 47 anni si era presentato davanti al primo cittadino di Vigonovo (Venezia) per la cerimonia di ottenimento della cittadinanza italiana. “Tutta la documentazione era a posto e la cerimonia di giuramento era stata fissata per ieri alle 10 nell’ufficio del primo cittadino, alla presenza dell’ufficiale d’anagrafe comunale e di una dirigente del settore socio-assistenziale che aveva curato tutto l’iter burocratico della domanda presentata dal cittadino marocchino”, racconta il Gazzettino. Ma, quando si è trovato tra le mani il foglio con le poche righe predisposte dall’ufficiale d’anagrafe, il marocchino che da 13 anni risiede nel comune di Vigonovo non ha saputo leggerle provocando la decisone di Zecchinato di sospendere l’atto. Il primo cittadino, come indica il Gazzettino, dopo essersi consultato con il responsabile prefettizio per l’immigrazione ha concesso sei mesi di tempo al marocchino per imparare a leggere l’italiano rinviandolo ad una nuova cerimonia in estate. L’operaio, che risiede a Vigonovo con moglie e due figli di 9 e 6 anni, si sarebbe giustificato ammettendo di non essere mai andato a scuola e di non aver potuto imparare la lingua.

Boccassini, Ingroia: questione di stili

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Non riesco ad immaginarmi la Boccassini appoggiare la toga su una scrivania di un tribunale con un biglietto “FORSE TORNO SUBITO”, e mettersi a fare da capo popolo come sta facendo il suo collega siciliano.
No! Nonostante tutto non ce la vedo