Passera solitario

Pare che il ministro Passera non si sia reso disponibile all’alleanza tra Monti , Bagnasco, Casini e Fini.
Dignità personale per non essere accomunato a simili figuri o astuta mossa della Spectre finanziaria internazionale per avere una carta di riserva nel caso in cui, nonostante la potenza di fuoco a disposizione, Monti facesse fiasco ?





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Bersani e le nuove Pecorarie

 
 
 
 
Povero Culatello Bersani nato a Bettola, eppure sotto sotto va capito! Ha oliato diligentemente gli ingranaggi della sua “gioiosa macchina da guerra” con lunghe estenuanti Pecorarie insieme a Renzi, cercando con ogni mezzo riflettori e vetrine mediatiche e ora che è a un passo dal traguardo, non ci vorebbe altro che un Rigor Mortis a rubargli la vittoria a portata di mano. Sarebbe il colmo!
E ora cosa s’ inventerà Bersani di così peggio da potersi distinguere da Monti? Ha dichiarato che la sua agenda sarà la stessa di Monti con qualcosa in più. E sappiamo già cos’è quel “qualcosa in più”: Pacs, matrimonio gay, ius soli per gli immigrati e loro diritto al voto nonché messa a regime della moneta elettronica con contante limitato a 50 euro.  Della serie, quando i servi cercano di superare in zelo,  i  loro padroni.
Domenica mattina inizieranno nuove Pecorarie parlamentari decembrine, alla vigilia del veglione di S. Silvestro. Ce la mettono tutta per autopromuoversi sul piano mediatico, anche al freddo e al gelo, poveracci!
Eppoi , suvvia, guardate un po’ come sono altamente democratici! Questo sì, vuol dire “salire in alta politica”:  candidano in primarie la  futura casta parlamentare. Non possono rottamare direttamente le brutte, antipatiche e arroganti Rosy Bindi e Livia Turco, perché sarebbe “femministicamente scorretto” farlo. E allora ricorrono alle Pecorarie di mandria e di gregge. E’ il popolo ovino coi due euro in mano che lo vuole. Nel mentre, viene candidato l’ennesimo esponente del Toga Party: il procuratore Pietro Grasso, un valore aggiunto, perbacco!
Chi vota Bersani vota Monte dei Paschi (a proposito di pecore, non c’è pecora senza pascolo). Chi vota l’Agenda per Monti, vota Monte dei Paschi  pure, appena foraggiati, pasciuti e ingrassati con le nostre IMU.

Abbiamo una vasta gamma di opzioni, con l’eurocrazia, non c’è che dire

La difficile ascesa al Potere

 




 

La "nuova formazione politica"…

Qualche commento: “E’ inutile dire che a questo individuo è consentito tutto, ma la legge elettorale attualmente in vigore, il tanto vituperato porcellum non consentirebbe la manovra che questo bieco individuo vorrebbe fare, ma lo farà perchè lui può.”
“Semplicemente osceno, in quanto si tratta di un vero e proprio attentato alla democrazia, attraverso un pesante ridimensionamento del voto popolare, probabilmente suggerito anche dagli amici del signor Monti a Bruxelles. Sicuramente non verra’ valutato come tale dalle presunte grandi firme giornalistiche italiane, nella realta’ assolutamente inesistenti.”
Non ha in mente un vero e proprio partito, piuttosto una federazione delle forze centriste che possano portarlo nuovamente sullo scranno di Palazzo Chigi. Così, per mera opportunità, il premier dimissionario Mario Monti ha deciso di correre al Senato con una lista unica, mentre alla Camera si presenterà con una coalizione di liste. “Non immaginiamo alleanze con gli uni o gli altri – ha spiegato il Professore – questa è una operazione di rinnovamento nel profondo della politica italiana che deve avere un giorno vocazione maggioritaria”. Tuttavia, per provare ad essere rieletto premier, si è visto costretto ad allearsi con Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini e Luca Cordero di Montezemolo. “Oggi nasce una nuova formazione politica”. Dopo oltre quattro ore, il vertice tra il Professore e le forze centriste si conclude con l’archiviazione dell’idea di scegliere, come modalità operativa della aggregazione centrista, un nuovo partito da presentare a entrambe le Camere. “Non ho mai pensato di creare un nuovo partito, non sono l’uomo della provvidenza”, ha spiegato lo stesso Monti che, nei giorni scorsi, aveva sollecitato l’opzione di creare una lista unica anche a Montecitorio. Ci sarà dunque una sola lista, che si richiamerà a Monti, al Senato e più liste alla Camera (una dell’Udc e una civica) così da accantonare i personalismi della politica e, al tempo stesso, rispettare diverse storie. L’idea, di per sé, è piuttosto semplice: aggregare le forze di centro in modo da essere alternative al bipolarismo tra destra e sinistra e creare un terzo polo, appunto, che raccolga il consenso di movimenti, spicchi della società civile e individui singoli che si riconoscono nell’agenda presentata settimana scorsa dal Professore. A Enrico Bondi ha affidato una sorta di due diligence per valutare i candidati. Tuttavia, alcuni nomi è lo stesso Monti a snocciolarli: oltre agli scontatissimi centristi (Pier Ferdinando Casini, Benedetto Della Vedova, Linda Lanzillotta e Nicola Rossi), si sono già schierati il piddì Pietro Ichino, il ciellino Mario Mauro, i vertici di ItaliaFutura (all’incontro erano presenti Carlo Calenda e Andrea Romano), il presidente della Provincia Autonoma di Trento Lorenzo Dellai e il presidente delle Acli Andrea Olivero. Dei tecnici, invece, erano presenti Corrado Passera, Andrea Riccardi, Ezio Moavero Milanesi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà.
Durante il vertice di oggi pomeriggio i centristi hanno preparato uno statuto che permetterà la coesistenza tra forze politiche, associazioni, movimenti e individui. E sta tutto qui il “trucchetto” del Professore che potrà contare su una macchina ben oliata per fare la campagna elettorale senza partecipare ai comizi, su cui ammette di non aver molta pratica. “La mia terzietà nell’esercizio dei poteri dell’ordinaria amministrazione non verrà assolutamente messa in gioco”, ha continuato Monti, convinto di aver dimostrato in questi mesi di “essere fuori dalla pressione degli interessi di parte”. Dribblando abilmente l’endorsement fatto nelle ultime ore dal Vaticano e la marcata componente cattolica presente tra i suoi sostenitori, il premier ci ha tenuto a sottolineare che si tratta di movimento teso a persone credenti e non credenti. “Credo che le questioni etiche siano fondamentali, non le considero meno importanti delle situazioni dell’economia ma non è su queste questioni che si articola questa formazione e questo impegno”, ha aggiunto rimandando alla coscienza personale e alle sedi parlamentari il confronto.
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Nel frattempo, in rai per par condicio, succede anche questo.

Contenti loro, contenti tutti…

Non sappiamo se sia un bene o un male, ma è un fatto che non è più la Chiesa di una volta: ha perso la capacità di nuotare sott’acqua. Non è colpa sua: sono cambiati i tempi e i prelati si adeguano, molto in fretta. Mario Monti in VaticanoSessant’anni orsono, le cose della politica erano drammatiche (scontro tra Occidente e Unione Sovietica) ma semplici, direi schematiche: gli elettori decidevano se stare di qua o di là, ed era finita lì. I partiti che contavano erano due: la Democrazia cristiana e il Partito comunista. Tutti gli altri movimenti erano di contorno. Ovvio che la Chiesa confidasse nella Dc, alla quale non lesinò aiuti e appoggi, dalla Madonna Pellegrina portata in giro per l’Italia alle prediche domenicali dei parroci, quando le parrocchie erano affollate e guidavano, oltre alle anime, anche le matite copiative in cabina elettorale. Oggi il costume dei cattolici, nel senso di battezzati, è profondamente mutato: la maggioranza di essi, pur rispettosi della tradizione, ascoltano poco o nulla i sermoni (specialmente se scivolano in politica) e assistono raramente alla messa domenicale. Agiscono di testa loro, non danno retta al prevosto e al curato, salvo in punto di morte: nel caso, diventano osservanti, si confessano e accettano, anzi chiedono, l’estrema unzione. Non si sa mai. Basti pensare che il 90 e rotti per cento dei defunti vengono portati in chiesa prima di essere trasferiti nella dimora definitiva.
Cosicché le parrocchie pesano assai meno, quasi zero, nelle scelte elettorali dei cittadini. I quali però sono influenzati dai mezzi di comunicazione, in particolare dalla tivù. Ovvio. La parola delle gerarchie ecclesiastiche, se divulgata da giornali ed emittenti, riesce ancora a persuadere una buona percentuale (15-20 per cento?) di persone, che possono determinare la vittoria e la sconfitta alle urne. Ecco perché ogni partito si preoccupa di avere la benedizione del Vaticano. Il quale, consapevole di ciò, in occasione di consultazioni, si sbilancia verso quelle forze che garantiscono (almeno sulla carta) rispetto per il proprio verbo. Dato che la Dc (esclusa la particella infinitesimale denominata Udc) è svaporata, i cardinali hanno il loro bel daffare a identificare il gruppo politico da sponsorizzare, e spesso falliscono l’obiettivo; ma questo è un altro discorso. Con l’avvicinarsi del 24 febbraio, i porporati hanno sentito l’esigenza di esprimersi: l’uomo su cui hanno posato gli occhi, sperando di averlo azzeccato, è – manco a dirlo – Mario Monti, che ha il pregio di essere credente e apprezzato in alto loco (banche e finanza rapace). La nostra non è indiscrezione, ma una notizia pubblicata dall’Osservatore Romano, la voce del Papa e del suo entourage. L’articolo è un elogio del premier dimissionario e può anche essere letto quale incitamento ad andare avanti nei suoi propositi: coagulare consensi attorno alla famosa Agenda, una specie di Vangelo in cui si spiega come procedere nella spoliazione degli italiani usando la garrota fiscale. Un bestseller per chi nella povertà vede una virtù (povertà degli altri, s’intende).
Non ci stupisce la santa indicazione, ma le tribolazioni da cui è sortita: non tutti i principi della Chiesa erano della stessa opinione. E le divisioni sono rimaste. Normale che tra i prelati ci sia chi giudica in un modo e chi in un altro; meno normale è che ultimamente quanto avviene nelle segrete stanze si sappia. Diciamo che ha prevalso il parere di Angelo Bagnasco, erede di Camillo Ruini alla guida della Cei, quello che accettò le dimissioni di Dino Boffo dalla direzione di Avvenire per la nota vicenda della quale mi sembra si sia discusso abbastanza. Transeat. Il succitato Ruini all’epoca dei cinque referendum (uno di essi riguardava la fecondazione assistita) passò per un grande politico perché avrebbe convinto gli aventi diritto al voto a non recarsi al seggio, causando così il mancato raggiungimento del quorum. Sottolineiamo che quella legge era stata approvata dal centrodestra, «regnante» Silvio Berlusconi, considerato nella circostanza, quindi, il premier della Provvidenza. La quale evidentemente è di umore mutevole, dato che ha cambiato idea: ora predilige Monti, semi-leader del semi-centro destinato a trasformarsi in un centro forte e potente al punto da obbligare Pier Luigi Bersani a soccombere. Sarà come Dio vorrà e può darsi che Bagnasco si debba rassegnare alla volontà celeste, che spesso non coincide con quella dei porporati: e non è solo un problema cromatico. Intanto un miracolo il Professore lo ha già compiuto: l’ospedale Gaslini di Genova (sta a cuore ad Angelo Bagnasco) e l’ospedale Bambin Gesù di Roma (sta a cuore a Tarcisio Bertone) hanno ricevuto dal pio governo Monti, in articulo mortis, un finanziamento rispettivamente di 5 e 12 milioni di euro. Incoraggiante.

L’agenda Monti (e quella Bersani)

Obbediente vassallo, Monti propone in Italia l’agenda Monti, traduzione dalla tedesca “agenda Merkel“.
In cosa consiste ?
Più tasse.
Esproprio dei risparmi, delle case e del patrimonio degli Italiani.
Più iva.
Più disoccupazione.
Meno pil.
Più stato.
Più inflazione.
Asservimento all’europa germanocentrica.
In sostanza più miseria.
Gli stessi contenuti (che abbiamo già provato nel 2012) che troviamo nell‘agenda Bersani che, di suo, aggiunge:
più omosessuali.
Più immigrati.





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Lerici anticlericale. Ma Bagnasco appoggia Monti.

C’era da aspettarselo: oggi a Lerici previste 2 manifestazioni contro Don Piero Corsi. Una fiaccolata dei fedeli (???) ed una delle neo-femministe di “Se non ora quando”. Evidentemente, dopo una mia critica iniziale (non approvo il sito Pontifex…), stanno facendo proprio di tutto per rendermi simpatico il povero Parroco, reo in fondo di aver detto cose che molti Imàm in tutto il mondo ripetono quasi ogni venerdì. Nello stesso tempo il Cardinal Bagnasco (che ha condannato duramente il Sacerdote), ospite del sindaco comunista di Genova, Doria, ribadisce l’ appoggio a Monti. Dimenticando che Monti, come Prodi (già appoggiato in passato) non ha fatto nulla per difendere le Radici Cristiane nell’ Europa neo-bolscevica.
Noi Cattolici meritiamo forse di essere spazzati via…

The Wolf strikes back

La Croda del Lupo ritorna on-line. L’attacco perpetrato a danno della precedente piattaforma open source Dblog ha causato molteplici danni: al blog, ai singoli post, ed, in generale al dominio che ha subito numerosi guasti. Difficile pensare cosa possa essere … Continua a leggere

Provano ad imbavagliare Berlusconi

Da ottobre a novembre abbiamo avuto una orgia a reti unificate dedicata ai comunisti ed alle loro “primarie”.
Questo ha consentito al pci/pds/ds/pd di crescere nei sondaggi con il complice silenzio dei sacerdoti della par condicio.
Da un paio di settimane Silvio Berlusconi ha iniziato una offensiva mediatica fatta di tesi chiare e talmente convincenti che i sondaggi registrano un deciso recupero del PdL.
Zavoli e Gubitosi, obbedienti valvassini dei vassalli (Bersani e Monti) dei principi stranieri, intervengono e provano ad imbavagliare Berlusconi, “concedendo” altrettanto spazio agli altri partiti.
Un motivo in più per sostenere la privatizzazione della rai.
Così lo stato non dovrà più coprirne i passivi, anzi incasserà denaro sonante dalla vendita, anche a “spezzatino” e, soprattutto, gli Italiani non dovranno più pagare il canone rai (che Monti ha aumentato !) terza tassa più odiata, dopo l’imu sulla casa e il bollo auto.



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