Ma non era Isabella Ferrari a scandalizzarsi per Berlusconi ?

Restiamo ancora a Piacenza, città ormai sempre più rossa in onor di Bersani, tra mille contraddizioni (l’ Ikea icona della sinistra che mette in cassa integrazione centinaia di lavoratori, provocando pesanti manifestazioni di stranieri appoggiati dai no-global). 

Ricordate un mio vecchio post del 2011, quello:
 “In difesa delle donne chi in passato alzò le gonne..” ???

http://santosepolcro1.blogspot.it/2011/02/in-difesa-delle-donne-chi-in-passato.html 

 In esso ricordavo le suffragette firmatarie per la manifestazione antiberlusconiana per la dignità delle donne, tra le quali non mancava l’ attrice piacentina Isabella Ferrari; la quale, dopo già la prova erotica nel film di Moretti “Caos calmo” (un film con Nanni non si nega a nessuna sinistrorsa…), ora se ne esce con una pellicola dove recita perennemente nuda. 
Cosa che nemmeno un’ Olgettina forse farebbe… 
Ahi ahi ahi, siora Ferrari…  

“E verrà il giorno in cui sarete perseguitati in mio nome…”

Caorso, comune piacentino famoso già in passato non per il suo bel castello, ma per l’ occasione persa di avere una Centrale Nucleare sicura e moderna, ritorna alle cronache per una notizia sconcertante: il dirigente scolastico e preside della Scuola Materna locale, Manuela Bruschini, ex-assessore alla cultura a Piacenza in quota “Sinistra per Piacenza”, ha vietato il Presepe a scuola e qualsiasi riferimento a Simboli Religiosi in occasione delle vicine ricorrenze natalizie, trasformandole in feste dell’ amicizia e della pace, per “rispettare la più recente normativa rivolta a promuovere una scuola interculturale a tutela degli studenti stranieri”. 
Moltissime sono state le proteste, tuttora in atto, da parte dei genitori, ma la preside rossa non sembra voler recedere dalla sua decisione. 
Saremo perseguitati in Nome Suo anche in Italia ?

http://www.liberta.it/2012/11/19/caorso-mamme-in-rivolta-per-labolizione-del-presepe-a-scuola/ 

Gli uomini, gli animali, la società

pushok2

Nel loro mondo non c’è niente di sconveniente. Niente è fuori posto.
Il puro istinto di sopravvivenza è l’unica legge etica degli animali.
Niente cambiali, niente tesori, niente divertimenti artificiali.. Niente prevaricazioni che non siano dovute a leggi esclusivamente naturali

Una informazione nascosta

Il cappellano di San Vittore, carcere milanese, è stato accusato e arrestato per presunti “abusi sessuali” con corollario di altri reati (concussione etc.).
Viene imputato di aver richiesto prestazioni sessuali a detenuti in cambio di “piccoli favori” , sigarette, cioccolata, migliori condizioni di detenzione, segnalazioni di buona condotta.
In tutti i notiziari che ho ascoltato ieri (televisione e radio) ho ascoltato questa ripetitiva descrizione di “abusi sessuali”, molta enfasi è stata posta sul fatto che si trattasse del cappellano del carcere, quindi di un sacerdote cattolico, la reazione della curia milanese.
Non ho però, MAI, ascoltato la informazione che si tratta di un uomo che, in un carcere maschile, chiedeva piaceri sessuali ad altri uomini.
Insomma non sono mai state pronunciate le parole “omosessualità” e “omosessuale”, mentre i termini “prete”, “sacerdote” e “curia” sono state ripetute più volte.
Perchè nascondere la natura omosessuale degli “abusi sessuali” ?


Entra ne

Terrorismo fiscale

Mamma, ho fatto il redditest di Stefano Filippi
Ho fatto il redditest. Non ho retto alla curiosità di sapere come verrò spolpato nei prossimi mesi. Alle 7,30 di questa mattina mi sono messo al computer. Dopo tre quarti d’ora sono crollato. Se volevo uscirne senza finire al neurodeliri, ho dovuto cominciare a inserire dati verosimili. A occhio, come si dice. Dopo un’altra mezz’ora ho visto apparire la scritta su fondo verde “coerente”. Coerente ma preoccupatissimo. Il via scatta sul sito http://redditest.agenziaentrate.it/. I problemi sono immediati: cliccato sul download appare una schermata inquietante con l’avvertenza che ciò “potrebbe mettere a rischio il computer in uso e le informazioni personali”. Alla faccia della sicurezza e della privacy spergiurate da Attilio Befera. “Eseguire solo se si accetta come sicuro l’autore della pubblicazione“. Appunto, è un salto nel buio. Dalle “ulteriori informazioni” vengo edotto che “l’accesso non è limitato ai file personali”, che “l’autore della pubblicazione è sconosciuto” (meglio per lui) e che “la firma digitale è generata con un certificato non protetto”. E’ un rapporto a rischio, come tutti quelli con il fisco, e bisogna barrare la relativa crocetta. La bugia è doppia: “Accetto il rischio” e “desidero eseguire l’operazione”. No, non lo desidero, sono costretto dal Grande Fratello del Fisco. “Benvenuto” mi dice il programma. “Per stimare la coerenza del reddito familiare devi raccogliere alcuni dati“. Alcuni?? L’elenco è sterminato: dati dell’abitazione principale e delle eventuali altre case, le bollette di luce gas telefono e telefonini, i kw di auto e motorini (ovviamente, tutti si ricordano i cavalli del motore ma non i chilowatt) e i relativi costi assicurativi divisi per Rca e incendio/furto. Le spese scolastiche e universitarie, quelle per “il tempo libero e la cura della persona” (se rientra anche la parrucchiera di mia moglie sono rovinato), le “attività sportive e ricreative“, l’abbonamento a Sky o Mediaset premium. E poi le spese mediche e sanitarie, quelle per cani e gatti, acquisto di gioielli e computer, assegni al coniuge divorziato, prestiti restituiti. Le spese per le vacanze vanno suddivise in viaggi organizzati, alberghi e altre spese. Oddio: e gli scontrini della pizza? Quelli per i regali? Le mance? Le bermuda in saldo? Per fortuna non è prevista la voce “spese per lo shopping delle figlie”: assolutamente insondabile.
Tutto questo è relativo al 2011, non all’anno che si chiude. E dove vado a cercare il necessario per compilare correttamente questa lista interminabile? Dovrò scomodare il commercialista. Anzi, forse è meglio che il redditest lo faccia lui stesso. Ma non è finita. Occorre riportare “investimenti e disinvestimenti“, cioè le spese per terreni, azioni, strumenti finanziari, imbarcazioni, eccetera. Qui però non sono sufficienti i dati del 2011: l’Agenzia delle entrate vuol conoscere anche quelli del 2009 e 2010. Attenzione: siamo ancora ai preliminari di questo rapporto a rischio, alla fase di raccolta dei dati. Ora comincia la compilazione. Altri problemi. Bisogna indicare il reddito familiare complessivo lordo. E dove si trova? Su un rigo del modello Unico? Sull’Isee della regione? Occhio che non basta sommare il lordo del 740, occorre aggiungere i redditi esenti ed esclusi, quelli soggetti a tassazione separata, a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o a imposta sostitutiva. Un rompicapo. E questo è il dato di partenza: sbagliato il reddito, sbagliato il resto. Comunque, avanti. Casa: proprietà, classificazione, metratura, percentuale di possesso. Mutuo estinto anni fa, per fortuna. Spese per la colf. Bollette suddivise tra luce e gas (premio Nobel al consumatore che riesce a distinguere con precisione le due voci nelle carte spedite dalle municipalizzate tra bimestri ballerini, anticipi, conguagli, eccetera). Spese per i telefonini comprese quelle per acquistarli o noleggiarli: fortunati i possessori di apparecchi aziendali. Spese per elettrodomestici, nuovi mobili, oggetti d’arte o antiquariato, che notoriamente sono beni di larghissimo consumo.
Capitolo auto (ma anche camper, roulotte, moto, barche a vela e aerei). Assicurazioni distinte per singole voci, canoni di leasing o noleggio. Assicurazioni: quanto si paga per polizze vita, infortuni, danni a terzi, malattia, altre. Contributi: obbligatori, volontari, previdenza complementare. Bisogna spulciare nelle buste paga, chiedere all’azienda o al commercialista. Ma chi ha tutto questo tempo da perdere? E soprattutto: Befera non ha già tutti questi dati, obbligatoriamente accompagnati dal codice fiscale? Spese per l’istruzione: acqua passata. Veniamo al tempo libero: non ho l’abbonamento allo stadio ma se esulto ogni tanto in curva devo conservare il biglietto? Non amo i cineforum ma il cinema sì, e il dubbio sul tagliando rimane. Non frequento palestre o piscine, ma a volte vado in bici o a correre: rischio qualcosa? Vogliono sapere se ho la pay-tv, se gioco on-line (ma ti pare?) e possiedo cavalli. Devo distinguere con attenzione come ho speso i miei soldi per le vacanze, per i centri benessere e i “servizi di cura alla persona“: ora dovrò conservare anche le ricevute del barbiere. Sono estenuato. L’operazione va ripetuta per ogni componente del nucleo familiare. E qui i dubbi sono tremendi: l’asciugacapelli va registrato da me (che ho pagato) o suddiviso tra il resto della famiglia (che lo usa)? Devo calcolare un “rateo vacanze” per i figli? Sky va attribuito a mia figlia che di fatto è l’esclusivista? E le paghette: devo pretendere ricevuta dai ragazzi? E come faccio a sapere come spendono i loro soldi?
Bisogna avere tempo e buontempo per dedicarsi al redditest. E quando compare la scritta “coerente” non devi abbassare la guardia. Perché il braccio armato dell’Agenzia delle entrate non demorde. C’è un’avvertenza finale: sei sicuro di aver calcolato bene il reddito complessivo? Hai aggiunto i redditi esenti (indennità di accompagnamento, retribuzioni da enti internazionali)? E i redditi esclusi (tipo l’assegno periodico per il mantenimento dei figli)? E quelli a tassazione separata (arretrati, liquidazioni, indennità di fine contratto)? E i redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (interessi bancari, depositi, certificati di deposito)? E quelli soggetti a imposta sostitutiva (cedolare secca, Bot, titoli di stato)? E’ il colpo di grazia. Il redditest è una giungla. Ma questo è uno scherzo: i controlli che scatteranno presto, no. Cominciamo a conservare tutti gli scontrini perché il futuro è imprevedibile.

Matrimonio e Patrimonio

In un periodo di crisi che, indotti
dalla propaganda, vede 
nell’economia il fulcro dell’attività
umana, disumanizzandola
(veggasi alla voce esodati, pensionati,
licenziati, tassati, disoccupati
) , si è persa la sostanza di quella
che dovrebbe essere la base sulla quale costruire una società
civile.
Sin dai tempi antichi, ogni civiltà è
cresciuta basandosi su un binomio inscindibile: Famiglia e Proprietà
.
La Famiglia che è il nucleo sociale di
base, naturale
, sin da Adamo ed Eva o, se vogliamo andare oltre la
mitologia ebraico-cristiana, Deucalione e Pirra.
Un Uomo e una Donna che, assieme, hanno
dato vita all’intero Genere Umano, miti differenti, ma ambedue che
ricordano come la nostra Storia ebbe inizio da quel nucleo fondante
costituito da un Uomo e una Donna,
creando quella che poi sarebbe
stata chiamata Famiglia e senza la quale non esisteremmo.
Una Famiglia che, poi, ha visto
regolati i suoi rapporti con il Matrimonio
, diverso nelle epoche e
nelle civiltà, ma sempre fondato su quel nucleo essenziale composto
da un Uomo e una Donna
senza i quali non può esistere Famiglia.
Ma gli uomini e le donne hanno bisogno
di sostentarsi per vivere e progredire, hanno bisogno di produrre,
hanno bisogno di mettere da parte, per se stessi e per la propria
Famiglia, il necessario per potersi riparare dalle intemperie, per
sopravvivere nei momenti di difficoltà, per poter allevare altri
figli e nipoti.
E’ così che è nata la Proprietà,
derivante dal possesso continuato ed esclusivo, delimitata dai
confini, difesa con le armi dalle aggressioni altrui, oggetto della
concupiscenza di chi vuole impossessarsene per incrementare la
propria ricchezza.
Una Proprietà che è personale ma si
tramanda di Padre in Figlio
e rappresenta il filo conduttore di una
Stirpe e questo è il Patrimonio.
Il Matrimonio e il Patrimonio, quindi,
come pilastri fondamentali di una società civile e che portano nel
loro nome stesso le radici in cui trovano la loro legittimità: Mater
e Pater, Madre e Padre.
La Madre che, fecondata, crea la vita
delle generazioni future cui il Padre destina le Proprietà di
Famiglia perché i suoi discendenti possano avere una vita sempre
migliore.
Siamo in crisi anche perché la
demolizione del nichilismo materialista di stampo marxista-leninista
ha cercato, nella sua rincorsa al potere, di cancellare dalla nostra
memoria, dalla nostra legislazione, dal nostro animo i due pilastri
fondamentali: Famiglia e Proprietà, Matrimonio e Patrimonio
.
E i tristi epigoni di quello che fu il
peggiore e più disumano regime che l’Umanità abbia mai
conosciuto, continuano, presumo da untori inconsapevoli, a infliggere
picconate ai due pilastri civili, non comprendendo che più
demoliscono, più la società entra in crisi
.
Come, infatti, definire la ricerca di
nuove forme di Famiglia” che trascendono da quella composta da
un Uomo e una Donna, Adamo ed Eva, Deucalione e Pirra, applicando il
Matrimonio persino a coppie che nulla hanno a che spartire con tale
Istituto naturale
?
E come definire la furia fiscale, con
l’imposizione di tasse infami sul Patrimonio, anche su quello che
non produce reddito ma solo costi, con la finalità di sottrarlo ai
legittimi Proprietari
per consegnarlo ad estranei che non possono né
apprezzarlo, né ricondurlo alla propria stirpe ?
Le scelte che, ormai da anni, siamo
chiamati a fare per il governo dello stato, non possono eludere la
domanda se vogliamo proseguire il cammino millenario della nostra
società civile fondata su Matrimonio e Patrimonio, Famiglia e
Proprietà,
oppure se vogliamo innescare il suicidio dell’Umanità,
abbandonando, stravolgendo, calpestando i due Istituti che,
dall’inizio, sono stati le colonne portanti della nostra Storia
.



Entra ne

Primarie Pdl: concorrenti allo sbaraglio

mussolini

Ma l’Italia non è la Corrida di Corrado..
I Pidiellini residui non sono così “esigenti” (per dire) come il pubblico scanzonato di quello spettacolo divertente.
C’è il serio rischio che prendano la cosa sul serio e che ne facciano uscire anche un vincitore da proporre alla presidenza del consiglio.

Dieci piccoli indiani

Se si esclude Alfano, front runner, nel PdL si sono dichiarati disponibili dieci candidati, rappresentativi delle varie anime del Centro Destra.
Se si esclude Alfano, sostenuto dagli attuali dirigenti e dai politici di lungo corso, dieci candidati si sono schierati contro la prosecuzione del governo Monti e l’alleanza contro natura con i comunisti.
Il sentimento degli elettori di Centro Destra è in gran parte in sintonia con i dieci candidati alternativi.
Ma se resteranno in dieci, sono destinati a far vincere Alfano.
Soprattutto se si dividono i candidati rappresentativi della Destra, Giorgia Meloni e Daniela Santanchè, il rischio è di rimanere tutti, pur maggioranza, con un pugno di mosche.
I dieci piccoli indiani possono evitare una sconfitta annunciata solo riducendosi di numero volontariamente, magari con un solo rappresentante della Destra e uno solo dell’ala liberale, uniti da una visione contrapposta a quella di Monti e a quella che vorrebbero propinarci Montezemolo, Casini e Fini.







Entra ne

Proteste, forze dell’ordine e violenza

«Il disagio è frutto di un diffuso malcontento, di una situazione generalizzata di degrado, di problemi sociali irrisolti, che diventano irrimediabilmente problemi di polizia». Il capo della Polizia, Antonio Manganelli, in un’intervista a Ballarò, non nasconde i timori di un’escalation di violenze. E che le proteste di questi giorni siano solo l’inizio. «Quando nell’estate scorsa individuammo dei momenti di criticità nelle piazze, in genere collegati a vertenze irrisolte, pronosticammo che questo avrebbe provocato un escalation di tensioni sociali puntualmente verificatisi». Per il capo della Polizia il problema arriva «anche dall’area antagonista, dall’area anarco-insurrezionalista in particolare, che rappresenta una sorta di terrorismo odierno».
I TIMORI– Gli ambienti italiani, avverte, si possono saldare con quelli stranieri. «Abbiamo delle investigazioni condotte dall’Arma dei carabinieri, dalla polizia nel nostro Paese che dimostrano che le cellule di cospirazione di fuoco (un’organizzazione greca di anarchici), hanno proposto in alcuni paesi tra cui la Spagna, l’Italia e alcuni del Sud America di formare una sorta di network e di scambiarsi linee programmatiche e favori operativi». Poi, Manganelli dice di temere «in forma minore rispetto all’area antagonista cosiddetta di sinistra» un risveglio anche dell’estrema destra. «Però siccome questi ambienti di estrema destra hanno cominciato progressivamente a toccare temi che erano tradizionalmente propri della sinistra, bisogna tenere gli occhi aperti».
GLI AGENTI– Ma Manganelli parla anche dei comportamenti degli agenti. «Io sono favorevole a sanzionare gli interventi scorretti, a punire tutto ciò che alimenta la tensione in piazza, ciò che non è adeguato o che è fuori dalle regole». Il capo della Polizia ha voluto sottolineare che, oltre a sanzionare giustamente chi sbaglia, «dobbiamo anche saper sottolineare le gesta di sacrificio, di forza e determinazione indirizzate al miglioramento dei rapporti col cittadino, attraverso un percorso di mediazione, di dialogo. Credo che camminare su questo doppio binario, la punizione quando serve, il premio quando è opportuno, sia la cosa migliore da farsi».
NUMERO IDENTIFICATIVO– Per quel che riguarda il «simbolo identificativo sui caschi è tra i temi oggetto non ancora di una trattativa ma certamente di un dibattito. Il discorso che fa l’operatore di polizia è: io mi faccio identificare perchè tutto sommato lo ritengo giusto, ma ritengo che sia giusto anche identificare chi sta in piazza cioè chi costituisce l’altra metà del cielo. Credo che sia un dibattito destinato a risolversi. Credo che si troverà un punto d’incontro che possa essere un segnale di predisposizione al dialogo, di saper affrontare in modo adeguato certi temi».