Chiacchiere da bar

Mentre i politici si lambiccano il cervello su primarie-pagliacciata, mentre per il signor (o la signora?) Vendola, le priorità del paese sono quelle di renderci tutti uguali, i matrimoni e le adozioni gay, mentre, gli italiani pagano tasse su tasse controllati fin dentro le mutande (sporche o pulite che siano), depredati di ogni cosa, ammorbati con la spending review… i signori del parlamento hanno votato velocemente per aumentare (sebbene si dica solo per un anno) il numero di poltrone (in pelle umana) da regalare ai loro amichetti più cari… mentre nella grande unione (sovi-nazista) europea (già morta prima di nascere ma abbastanza viva da distruggerci tutti) si litiga non si sa bene per cosa fregandosene altamente della crisi (creata ad arte) dei paesi europei, mentre un idiota a capo di uno stato (derubato della democrazia e della sovranità nazionale), tenta di svendere il “territorio” per pochi spiccioli… mater lacrimarum Fornero si blinda e parla con chi le è più comodo, un altro ministro, ci dice che domani sarà una giornata “calda”… (sarà un caso ma domani, al corteo sfilerà anche CasaPound) perchè si teme l’assalto alla zona rossa. Mi auguro una cosa sola, che le forze dell’ordine aprano dei varchi e li facciano arrivare in quei palazzi. Non sarebbe tradimento al proprio stato perchè, lo stato italiano non esiste più da un anno ormai.

Aggiungo; nel caso l’unione (sovi-nazista) europea andasse davvero in pezzi, penso che comprerò una bottiglia del migliore spumante in circolazione e brinderò alla sua dipartita.

E volete anche il voto?

ROMA – L’ultimo a rammaricarsi pubblicamente è stato Gianfranco Fini: «Abbiamo perso una grande occasione. La politica non ha capito che si doveva fare di più, per esempio con il taglio dei parlamentari». Dichiarazione di due mesi fa, quando il presidente della Camera certo ignorava l’esistenza di un’ipotesi suggestiva. Cioè che le politiche di marzo ci potrebbero regalare un numero di eletti addirittura superiore a quello attuale: 1.035 anziché 945. Novanta poltrone in più. Non è uno scherzo. È quello che stabilisce un disegno di legge approvato a razzo dalla commissione Affari costituzionali del Senato con l’unica opposizione dell’Italia dei valori, il cui rappresentante Francesco «Pancho» Pardi ha invano cercato di demolirlo, e subito fiondato in Aula dove giovedì ha rischiato di essere ratificato al volo. Che cosa dice? Prevede semplicemente l’elezione a suffragio universale di una commissione Costituente che dovrebbe occuparsi della revisione della seconda parte della Carta costituzionale. Ne dovrebbero far parte novanta persone, che non potrebbero ricoprire altri incarichi elettivi, come quello di parlamentare o consigliere regionale. Con il risultato inevitabile di far crescere, sia pure per un solo anno (tanto dovrebbe durare l’incarico) il numero delle poltrone.
A loro saranno affidati interventi come il taglio dei parlamentari, l’abolizione del bicameralismo perfetto, i poteri del presidente della Repubblica… Il tutto mentre nei cassetti di Palazzo Madama giacciono proposte di legge a bizzeffe sugli stessi argomenti. Sulla riduzione del numero dei parlamentari si era perfino raggiunto un accordo fra tutti i partiti: 508 deputati e 254 senatori. Poi la cosa era sfumata. Dunque il Parlamento non riesce a tagliare il numero degli eletti, pure in presenza di un accordo, poi però riesce a istituire a tempo di record, guarda caso, una commissione di novanta membri che deve provvedere al taglio. Il disegno di legge è frutto dell’unificazione di numerose proposte variamente datate. E destinate probabilmente a sonnecchiare fino al termine della legislatura se il leader dell’Api Francesco Rutelli, autore di una di esse e relatore insieme a Pasquale Viespoli (prima Pdl, poi Fli, quindi Responsabile), non le avesse improvvisamente rianimate chiedendo e ottenendo il primo agosto scorso la corsia preferenziale della procedura d’urgenza. Che ha però conosciuto un intoppo ieri quando è mancato il numero legale. Se ne riparlerà la prossima settimana, e non si può escludere il moltiplicarsi dei mal di pancia, finora piuttosto isolati. Anche perché c’è la questione dei soldi. Questa commissione Costituente avrà infatti un costo che dovrà essere coperto, in parti uguali, dalla Camera e dal Senato. E lo stipendio dei Novanta? «Il trattamento economico dei membri della commissione Costituente è pari a quello dei membri della Camera dei deputati, ivi comprese le indennità accessorie», hanno proposto Luciana Sbarbati e il suo collega Giampiero D’Alia. Il conto? Una ventina di milioni in un anno. Per fare una riforma che, come ha ricordato Pardi, secondo l’articolo 138 della Costituzione è invece compito del Parlamento. Un po’ caruccio di questi tempi, no?

BASTA ! Non strumentalizzate la morte ! Vergogna !

E’ bastato un giorno per far saltar fuori quello che già sospettavo dall’ inizio, e cioè che il tragico suicidio di un giovane non fosse dovuto ad un’ inesistente sua omosessualità nè a bullismo. Nonostante la VERGOGNOSA strumentalizzazione di alcune organizzazioni di invertiti e giornalisti compiacenti a caccia di omofobia a tutti i costi. Il ragazzo non era per nulla omosessuale, come dichiarano i suoi compagni di classe, aveva una ragazza ed era sereno. 
Aspettiamo scuse e smentite che non verranno…

http://www.tempi.it/le-lettere-dei-compagni-di-a-non-era-omosessuale-sua-vicenda-strumentalizzata#.UK-K7FKISuI 

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Le primarie non appartengono alla nostra storia.Ma c’è un ma

Ho già avuto modo di esprimermi su questa americanata delle primarie che ritengo appartengano ad un costume politico, ad una storia sociale ed umana differente dalla nostra.
Negli Stati Uniti la partecipazione alle scelte non è una vuota formula liturgica, ma una connaturata espressione della politica e della amministrazione, insegnata ai bambini sin da piccoli, con l’esempio dei loro genitori che si organizzano in comitati e partecipano alle scelte della loro scuola.
Il decentramento e l’autonomia locale, anche e soprattutto nei piccoli borghi, è cosa reale, mentre da noi si tende a delegare, l’intervento popolare che condizioni la corporazione professionale non è gradita e, francamente, molti non saprebbero fare altro che creare confusione.
La politica è spesso indicata come “cosa sporca” e i bambini crescono con simile concetto come se fosse frutto di grande sapienza.
Per questo la nostra struttura politica è sempre stata articolata su partiti organizzati in cui la partecipazione era limitata agli iscritti, ai militanti, a chi “ci metteva la faccia” e nella maggior parte dei casi non solo quella, ma anche tempo e denaro.
A scegliere i dirigenti locali e nazionali, i candidati, erano i militanti, quelli che il partito lo sostenevano nei fatti.
E non era un caso se l’elettorato attivo fosse riservato a chi era iscritto da un certo tempo (sei mesi, un anno) e ancor più quello passivo.
Il voto, la scelta del segretario locale e nazionale era quindi frutto di conoscenza, con gli iscritti che votavano i delegati, fino al congresso nazionale dove una cerchia circoscritta di iscritti eleggeva gli organi nazionali o direttamente, negli ultimi tempi, il segretario.
Era giusto così.
Se fossi iscritto ad un partito che mette in palio Urbi et orbi, in cambio di una firma e di soli due euro, la propria leadership, probabilmente mi sentirei preso in giro e non andrei a votare.
Le primarie “all’italiana”, sono solo uno scimmiottamento propagandistico di qualcosa che appartiene al costume politico altrui, non al nostro.
Spesso sono state occasione per mettersi in mostra (ricordo l’elenco dei “personaggi” come i banchieri Profumo e Bazoli che si mettevano in coda – ripresi dalle televisioni e intervistati dai giornalisti –  per votare il fallimentare Prodi nelle primarie comuniste !) e non hanno mai fatto emergere novità significative e utili.
Non credo neppure che sia un caso che sia stata la sinistra ad iniziare questa parodia democratica, perchè fortunatamente nel Centro Destra la Leadership è (era …) qualcosa di serio ed è (era) connaturata al carisma ed all’autorevolezza del Capo, mentre a sinistra fa aggio l’assemblearismo massificante che, infatti, ha prodotto solo personaggi scoloriti e privi di autorevolezza (Prodi, Veltroni, Bersani) frutto della burocrazia di partito o dello stato.
Ma della sinistra, come ho avuto modo spesso di dire, me ne frego: un comunista vale l’altro e che ci sia Renzi, Vendola, Bersani o Pinco Pallino, per me nulla cambia.
Il fatto di appartenere a quella parte politica ai miei occhi lo squalifica automaticamente.
Mi interesso invece del Centro Destra e soprattutto del partito guida del Centro Destra che, inopinatamente, ha deciso di promuovere le primarie per il 16 dicembre.
Premesso che qualunque candidato fosse eletto per il Centro Destra sarebbe comunque superiore a qualunque candidato fosse eletto a sinistra in base al principio “il peggiore dei nostri è comunque migliore del migliore dei loro“, condivido, se è vero quel che riportano i giornali, l’ostilità di Berlusconi che, ancora una volta, si rivela l’autentico interprete del Centro Destra.
Oltre ai motivi esposti, che ribadisco perchè credo fortemente che dirigenti e candidati di un partito debbano essere eletti dagli iscritti e militanti con una certa anzianità “di servizio”, quando mai il Centro Destra si è affidato all’assemblearismo chiassoso e confuso per eleggere il proprio Leader ?
Leader è chi proietta sul prossimo il proprio carisma, la propria autorevolezza, il proprio progetto.
Come possono essercene dieci o dodici con la ambizione di essere eletti ?
Vero che ci sono persone capaci e meritevoli (Santanchè, Meloni, Cattaneo, Galan, Crosetto) ma non mi pare che, forse Santanchè a parte, abbiano quel carattere, quel “quid” per potersi definire “Leaders”.
La Meloni e Cattaneo per via dell’età (credo che fra quattro o cinque anni lo potranno essere realmente) ma agli altri due il carisma manca proprio e pure sono più conosciuti degli altri.
Una scelta, tra l’altro secca, senza ballottaggio, in contemporanea, impedisce inoltre quel che negli Stati Uniti è una naturale selezione, con i candidati la cui proposta viene nelle prime votazioni bocciata dagli elettori che “confluiscono” su candidature affini, più forti.
Alfano ha sbagliato nel non ascoltare Berlusconi e temo che si ritroverà con una patata bollente in mano (e forse non solo lì …).
Se, come scrivono oggi i pettegoli nei giornali, Berlusconi avesse già deciso di formare una sua lista, sbarazzandosi di tutto l’apparato, l’appuntamento del sedici dicembre non avrebbe più alcun senso, se non quello di far uscire allo scoperto l’ala montiana (e senza voti popolari) del PdL.
Vi sono quindi numerose e validissime ragioni per non perdere tempo ad andare a votare il sedici dicembre, ma c’è un grande, grandissimo “ma”.
Nonostante tutto quello che ho scritto, nonostante l’ostilità filosofica all’importazione di simile americanata e nonostante la praticità zero della stessa, il PdL è, ad oggi, il partito guida del Centro Destra, quello attorno al quale dovrà necessariamente costituirsi l’opposizione ai comunisti ed alla “agenda Monti”.
Nessun altro partito è in grado di svolgere quel compito, non la Lega, non La Destra, ancor meno Forza Nuova.
Il Centro Destra non può prescindere dal PdL (o da come si chiamerà) come forza centrale della Coalizione.
Meglio sarebbe se il PdL fosse ancora il “partito di Berlusconi”.
Ottimo se Berlusconi decidesse di costituire una sua lista personale.
Finchè però tale ipotesi sarà solo frutto degli scritti pettegoli di qualche giornalista “bene informato”, non può rientrare nelle valutazioni politiche e, quindi, si deve ragionare come se alle prossime elezioni il PdL ci fosse e ci fosse con il candidato scelto dalle primarie.
Esposti quindi tutti i motivi per cui le primarie sono una corbelleria, è da valutare se, al modico costo di due euro, non sia invece opportuno esprimere il proprio voto per la scelta del candidato di Centro Destra che, in alternativa a Berlusconi, preferiremmo vedere alla guida della nostra Coalizione.
La mia risposta è ““.
Sì, è opportuno che, in questa situazione, l’elettore di Centro Destra faccia uno sforzo, faccia violenza sulle sue abitudini e scelga bene.
Scelga un candidato che possa il più possibile sostenere quell’Italia contro le tasse, contro il meticciato, contro la degenerazione e la perversione nei costumi che invece rappresenta la sinistra e, in parte, il montismo
Con tutto il rispetto per Galan e Crosetto che mi sembrano ottimi nel profilo economico, troppo liberali su quello dei costumi e non conoscendo Cattaneo, la scelta si restringe a due soli nominativi: Giorgia Meloni che, già ora, rappresenta la continuità della vecchia Fiamma e che sicuramente otterrà il voto di tanti della mia generazione e Daniela Santanchè la cui età ed esperienza (anche come candidato Premier nel 2008) ne rendono più autorevole la candidatura.
Personalmente non ho ancora deciso.
La Santanchè meriterebbe il riconoscimento per le battaglie cui ha dato luogo – spesso da sola ma mai intimidita – nei dibattiti televisivi rappresentando l’Italia che non si riconosce nel degrado comunista e in quello montiano e anche perchè ha un linguaggio più simile a quello di Berlusconi e, quindi, risulta di gran lungo più invisa alla sinistra (e questo è un punto enorme a suo favore).
La Meloni però rappresenta la Storia di una Comunità, oggi dispersa, ma che nel suo nome potrebbe ritrovarsi.
La Meloni, secondo i sondaggi (non so quanto credibili) apparirebbe inoltre più votata e, quindi, più favorita nel suo ruolo di antagonista di Alfano e se i sondaggi fossero fondati, sarebbe fondamentale per il futuro del PdL e del Centro Destra sostituire il filomontiano Alfano con un candidato Premier che metta la parola “fine” all’ “agenda Monti”.
Ancora una volta vedrei benissimo una confluenza su un unico candidato prima del sedici dicembre, perchè l’elettorato di Centro Destra è antimontiano e lo sarà ancora di più a metà dicembre dopo aver pagato il saldo dell’imu, la tassa rapina voluta da Monti sulle nostre case.









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Per questo si sognano le albe dorate

alba-dorata

Cara Fornero e caro Monti, capisco che è dura fare i ministri, come disse la Fornero a quel malato di SLA in carrozzella al quale stava togliendo ulteriori possibilità per poter continuare a vivere.
Ma anche essere semplici cittadini, spesso, non è semplice…

Nuovi mostri bancari…

Prima qui e poi anche qui. Passando anche per di qua

Stato di polizia ad alta produttività di Marco Cedolin

“Non possiamo consentire alla piazza di fare delle scelte che deve fare la politica” esclama il ministro Cancellieri durante il proprio intervento al senato, aggiungendo che “sono mesi che ci stiamo preparando a momenti difficili” e “tutti dobbiamo renderci conto che siamo chiamati a fare sacrifici”. Il momento è molto delicato e occorre “fare quadrato attorno alle istituzioni”. Insomma, senza fare troppi giri di parole, il dipartimento del regime deputato alla repressione fisica di ogni forma di dissenso, avoca alla politica (nella fattispecie rappresentata dal governo dei banchieri che mai nessuno votò) il diritto di fare qualsivoglia scelta ritenga congrua, senza che “le piazze” abbiano a lagnarsi. Preconizza l’approssimarsi di momenti difficili sotto il profilo dell’ordine pubblico, causati dalle intemperanze dei molti che non accetteranno di buon grado di venir messi in mutande ed incolonnarsi ordinatamente sotto i ponti e chiama gli taliani “buoni” a sacrificarsi in silenzio, facendo quadrato intorno alle istituzioni bancarie… In tutta evidenza il ministro Cancellieri ritiene (anche se non lo dice esplicitamente) che in breve tempo l’Italia somiglierà in tutto e per tutto alla bolgia di uno stadio di calcio, messa a “ferro e fuoco” da manipoli di cittadini ultras, trasformatisi in teppisti dopo che Equitalia ha portato loro via ogni avere. Proprio nel solco di questo pensiero la Cancellieri ha infatti confermato la volontà di estendere in brevissimo tempo alla società italiana due norme importate direttamente dal “mondo del calcio”, come il Daspo e l’arresto differito, allo scopo di meglio fare fronte alle future battaglie. Per la tessera del tifoso probabilmente ci vorrà ancora tempo, dal momento che non è ancora stato deciso se integrarla nella tessera sanitaria o nella carta d’identità, ma inevitabilmente prima o poi arriverà anche quella.
Se da un lato il regime gonfia i muscoli nell’ambito della repressione delle “piazze”, dall’altro la polizia fiscale agli ordini di Attilio Befera è ormai pronta per la conta dei peli nel naso di tutti gli italiani, giù giù fino all’ultimo dei disoccupati e dei pensionati sociali. Nell’inaugurare il nuovo redditometro, la sanguisuga di stato ha infatti stigmatizzato il fatto che almeno un milione di italiani siano a reddito zero, ma continuino comunque a spendere, a mangiare, a bere, a riscaldarsi ed a usare l’elettricità, ravvisando in questo loro agire il germe della disonestà. Se fossero italiani onesti si lascerebbero onestamente morire, senza disturbare la Cancellieri e senza ostinarsi a sopravvivere comunque. Ed invece continuano a spendere a dispetto della matematica beferiana che li vorrebbe già almeno un metro sottoterra. Affrettatevi a morire, fatelo in silenzio, ma restando ben stretti intorno alle istituzioni, dopo avere trovato qualche parente che paghi le spese del funerale e relative tasse naturalmente, dal momento che le banche sono qui per governare e non certo per fare beneficenza.

Femminicidio, boiata sinistra.

Prende sempre più piede, con l’aiuto dei soliti giornalisti sinistri, l’ orrendo neologismo “Femminicidio”. E c’è chi addirittura vorrebbe aumentare la pena per questi tipi di omicidio. Discriminando gli uomini potenziali vittime di assassinii. In realtà non è altro che il solito intervento malcelato delle femministe per dare una mano ai loro amici pederasti, lesbiche e trans per arrivare a leggi contro l’ omofobia, dividendo l’umanità non nei 2 unici sessi naturali, ma inventandosi i generi più svariati. 
L’ omicidio è il peggior reato che esista, dal concepimento alla ultima parte della vita, da punire anche con la Pena di Morte. Senza nessuna distinzione. 
Poi, se a morire sono migliaia di Cristiani ammazzati, in Italasia il silenzio diventa assordante…

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La panchina della tortura

 
 
 
 
 
 
 
 

E’ una bella giornata di sole, e c’è un Tizio (o una Tizia) che si fa un giretto in un parco , poi si siede al fresco degli alberi, tra fiori, farfalle variopinte che volano e uccellini che cinguettano. Apre il giornale per una lettura all’aria aperta, quand’ecco che al malcapitato che si siede, sembra di avere dei pungiglioni nel sedere. Che sia qualche insetto schiacciato inavvertitamente, chessò, un calabrone?
No, si tratta di spunzoni metallici creati per l’uopo, tanto per ricordare a chi si è seduto “gratis”,  che d’ora in poi non ci si può sedere senza mettere i soldi in apposita cassettina sottostante la panchina. “L’idea è semplice: perché non creare delle panchine da mettere nei giardini pubblici dove per sedersi, bisogna pagare? Basta mettere un raccoglitore di monetine. Ma come assicurarsi che le persone che vogliono accomodarsi paghino la cifra stabilita? Bisognerà invogliarle in qualche modo…. Appena si inseriranno i 50 centesimi nella fessura, si attiverà il meccanismo che farà ritrarre le punte all’interno della struttura in legno. E finalmente la panchina potrà essere comodamente utilizzata.
Ecco dunque, un oggetto assai “convincente”, creato in Germania da un artista e fotografo tedesco a nome Fabian Brunsing. Qui in questo link del sito Fiori e Foglie, già segnalato dalla blogger Cristina Agnello, il resto delle notizie e la descrizione della panchina alla Torquemada.

 

Si tratta di un ennesimo esempio di “privatizzazione del mondo” a partire da oggetti di prima necessità: una panchina nella quale sedersi, quando si è stanchi. 
Ma che cos’è questo strano ronzio? Ah certo, è l’avviso sonoro che indica che le punte di metallo stanno per… tornare fuori! Quindi sarà meglio alzare il sedere, prima di ritrovarsi con qualche doloroso ricordo nel didietro.
 
“Aberrazioni teutoniche”, si penserà. Ma non è mica poi così vero. Alla sottoscritta è capitato qualcosa del genere,  anche senza i minacciosi “spunzoni”… persuasivi.
Io e i mie parenti, durante un viaggio in Inghilterra avevamo girato in lungo e in largo per parchi reali londinesi. In alcuni c’erano panchine, in altri vediamo sedia a sdraio gialle e pensando che non volessero occupare troppo spazio verde ci sediamo ingenuamente, quand’ecco che spunta un pachistano con una macchinetta per emettere i biglietti e ci spara la tariffa oraria in sterline. Al che schizziamo su, tutte e tre come saette. Roba da perfida e mercantile Albione? Mica poi così vero…
Che fine hanno fatto anche in Italia le fontanelle che allietavano i giardinetti nei quali bambini, gente accaldata, anziani e cani assetati andavano ad abbeverarsi? Tutte smantellate da municipalità in crisi. “Dar da bere agli assetati”  recitavano  le cristianissime Opere di Misericordia Corporale.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta – diceva S. Francesco.
Povero S. Francesco, ignaro che la sua Laude oggi viene recepita da chi si sente Re Mida e quel che tocca, trasforma in oro per sé. Se avete sete,  camminate al chiosco più vicino (se lo trovate) e compratevi una bibita o una bottiglietta d’acqua… “multinazionale”.
Succede  inoltre che davanti al minimarket della mia città dove si fa la spesa, un bel giorno oltre a pagare la spesa, il sacchetto di plastica biodegradabile, la benzina dell’auto ecc… arriva pure il parcheggio a pagamento. Il disco orario (dove già ti davano la multa se ti attardavi più del necessario) non basta più. E allora ti ritrovi a pagare anche  un “balzello”  in più  (dai 50 centesimi a 1 euro sulla spesa)  alla faccia dei fanatici del “privato è bello”.
 
Le città italiane diventano sempre più trappole acchiappasoldi e se si va in pizzeria, preparatevi a pagare oltre ai diciotto euro di pizza (se siete in due) , almeno 2 di parcheggio. Se andate al cinema sono 15 euro più almeno 2 di parcheggio. I parcometri funzionano giorno e notte, senza tregua, dato che il denaro non dorme mai. E così via.
 
E quando ci avranno ammazzato di tasse, angariato di redditometri, stressati dai redditest, e da altre boiate disumane, ecco allora esigere un tariffario anche per l’aria che respiriamo (la carbon tax); ecco razionarci l’acqua domestica che consumiamo e già paghiamo, i parchi, i boschi, le risorse naturali e tutto l’esistente. Nel mentre, i prodotti agroalimentari schizzeranno alle stelle.
Sì, perché il progetto di privatizzazione del pianeta è questo e non si fermerà… L’esproprio criminale di tutto l’esistente consiste nell’impossessarsi a man bassa della vita degli esseri umani. Sta a noi cambiare il corso di  tutta questa brutta storia.
 

Femminicidio: boiata sinistra.

Prende sempre più piede, con l’aiuto dei soliti giornalisti sinistri, l’ orrendo neologismo “Femminicidio”. E c’è chi addirittura vorrebbe aumentare la pena per questi tipi di omicidio. Discriminando gli uomini potenziali vittime di assassinii. In realtà non è altro che il solito intervento malcelato delle femministe per dare una mano ai loro amici pederasti, lesbiche e trans per arrivare a leggi contro l’ omofobia, dividendo l’umanità non nei 2 unici sessi naturali, ma inventandosi i generi più svariati. 
L’ omicidio è il peggior reato che esista, dal concepimento alla ultima parte della vita, da punire anche con la Pena di Morte. Senza nessuna distinzione. 
Poi, se a morire sono migliaia di Cristiani ammazzati, in Italasia il silenzio diventa assordante…

Alemanno ed il Festival…

Dopo aver parlato di Isabella la Rossa, mi chiedo inoltre come mai il Sindaco Alemanno, sempre pronto a lamentarsi per i soldi mancanti, non abbia chiuso un Festival inutile (e doppione di Venezia) come quello cinematografico di Roma, che non solo ha costi altissimi, ma è l’ unico in Europa ad invitare SPESATI di tutto i critici cinematografici…
Festival inventato da Veltroncinolupodelupis !