Meglio uniti o solo alleati ?

La nascita del PdL era un salto nel futuro che, da subito, con l’ingresso di Fini e l’esclusione di Storace mostrò il suo essere un progetto troppo avanzato per i tempi, ancora fortemente identitari (soprattutto in Italia).
Lo “spacchettamento” del PdL in due o tre differenti partiti è una opzione che consentirebbe a ciascuno di marcare la propria identità, fermo restando l’alleanza di coalizione in una rinata Casa delle Libertà.
Ma la condizione è una legge elettorale che consenta questa operazione di riposizionamento del Centro Destra, perchè se ci sarà un premio (o un “premietto”) al partito che arrivasse primo, allora il PdL dovrebbe trovare, nella attuale struttura, il modo per restare unito.
Senza dar corso, però, alla americanata delle “primarie” e con Silvio Berlusconi come Leader (Presidente, Segretario, Premier … come riterrà più opportuno per capitalizzare al meglio il consenso per il Centro Destra).





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De Profundis per chi si ammala

 
 
 
 
 
Nel 2009 scrissi un post sul controverso ” Problema della morte indotta o facilitata“, sulla scia del caso Englaro e del dibattito sull’eutanasia. Sono passati tre anni, e da allora, sono accadute cose tali da non farmi affatto pentire del mio scritto. Cose che addirittura confermano in pieno quanto allora era ancora allo stadio latente e non perfettamente evidenziato. Se ora uso il drammatico esempio greco sulla salute, è perché la Grecia è il banco di prova di esperimenti generalizzati ad opera delle cricche eurocratiche criminali di Bruxelles, da diffondere via via a macchia d’olio nell’Europa mediterranea e non solo. E tutto ciò, alla luce delle allarmanti dichiarazioni di Monti sulla Sanità.
La sostenibilità futura dei sistemi sanitari nazionali, compreso il nostro di cui andiamo fieri potrebbe non essere garantita se non si individueranno nuove modalità di finanziamento per servizi e prestazioni”. “La posta in palio è altissima“, ha continuato Monti precisando come “anche l’innovazione medico-scientifica, soprattutto nella fase dell’industrializzazione, deve partecipare attivamente alla sfida”.
E’ scoccato un tetro colpo di gong: “il nostro sistema nazionale di cui andiamo fieri” sarà demolito. Conoscendo il linguaggio sibillino degli abusivi di Palazzo, ciò significa… de profundis per chi si ammala. La salute frutta e luccica, specie se poi  è privatizzabile e scalabile in Borsa.
E se sei malato, vecchio e povero…beh, c’è sempre un possibile “aiutino” pronto che ti aspetta. Leggete un po’ qui, in questo pezzo “La Grecia uccide i suoi malati di Alzheimer e di patologie ai reni” dal sito comedonchisciotte :
La salute in Grecia è malata. Malata come le menti di coloro che prendono certe decisioni e costringono migliaia di persone ad una morte dolorosa, dal momento che li privano delle medicine per guarirli. Chiamatelo “Terzo Pacchetto d’Austerità”, chiamatelo “un paese in bancarotta”, chiamatelo come volete, ma il fatto è questo: i ministri ben pagati di questo governo insieme ai ben pagati deputati ed altri funzionari dello Stato che guadagnano diverse migliaia di euro al mese, lasceranno i bisognosi ed i malati senza le medicine essenziali e l’assistenza sanitaria di base.
La scorsa settimana il vice-ministro della ‘sanità’ Salmas (ndr: nomen/omen) ed il ministro del lavoro Vroutsis hanno deciso, indipendentemente dal “pacchetto di austerità”, di imporre una tassa del 10-25% sull’acquisto dei medicinali prescritti ai malati cronici delle seguenti categorie: insufficienza renale, epilessia, Alzheimer, demenza, vasculite di Burger, malattia di Charcot-Marie-Tooth, Parkinson, diversi tipi di diabete, malattia di Wilson ed altre patologie croniche
Contributo dello zero per cento per il cancro, l’HIV ed altre malattie croniche, anche se solo per le medicine direttamente collegate alle loro patologie.

I pazienti dovranno pagare un 10% di tasse per le medicine direttamente collegate alle loro malattie ed un 25% per quelle non direttamente collegate e indipendentemente dal fatto che la malattia secondaria, come problemi cardiovascolari, diabeti, ipertensione, sono causate dalla malattia primaria.
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Patologie renali

Per esempio un paziente in emodialisi ha bisogno di medicine per un valore di circa 500 euro al mese. Se dovesse pagare un contributo avendo un reddito basso, il paziente e la sua famiglia sarebbero posti di fronte ad un dilemma: comprare le medicine o morire di fame. Questo dove la maggior parte delle famiglie medie hanno un solo membro che lavora e che guadagna.

Solo i malati terminali in dialisi verranno esentati dalla tassa.

“Ciò è inaccettabile, poiché i pazienti sotto dialisi hanno molti altri problemi gravi di salute, compresi quelli cardiovascolari, glicemia, ipertensione, etc.”, dichiara Gregory Leontopoulos, segretario generale della Federazione Panellenica dei Malati Renali.

Come menzionato, un paziente sotto emodialisi potrebbe aver bisogno di più di 500 euro al mese per comprare le medicine, a seconda della sua condizione di salute. “Non tutti hanno la possibilità di pagare una tale somma di denaro ogni mese per fronteggiare un problema di salute grave”, ha detto Leontopoulos ed ha avvertito: “Se non cambiamo la decisione, ne piangeremo le vittime”.

Malati d’Alzheimer

La notizia sulla tassa per l’acquisto di medicinali per i pazienti assicurati ha diffuso l’orrore tra i gruppi di malati cronici, specialmente tra coloro che sono costretti ad un trattamento quotidiano, come gli affetti da demenza o da Alzheimer. Il presidente dell’Associazione Greca per l’Alzheimer, Magda Tsolaki, ha scritto un drammatico appello al ministro della Salute sottolineando la necessità dell’esenzione di questi pazienti dalla tassa.

Qui sotto alcuni passi dalla lettera:

“I pazienti affetti da Alzheimer sono per lo più anziani e pensionati. Sebbene abbiano un’invalidità del 100%, non ricevono alcun beneficio o sussidio dalla previdenza sociale.

La media delle entrate mensili di questi pazienti non supera i 785 euro, mentre il minimo delle pensioni dell’OGA – Istituto di Assicurazione Sociale e l’IKA – Istituto di Previdenza Sociale non superano, rispettivamente, i 350 ed i 470 euro. Circa 400.000 pensionati ricevono tra i 600 ed i 1000 euro mensili.

Le malattie croniche generative causano il declino progressivo della memoria e di tutte le funzioni associate come farsi il bagno, mangiare, vestirsi e è accompagnato da cambiamenti comportamentali notevoli.

Sottolineando l’alto impatto economico per i pazienti e le loro famiglie, Tsolaki richiede l’esenzione dalla tassa dichiarando che senza risorse disponibili i pazienti verrebbero deprivati delle medicine con la conseguenza di un deterioramento più rapido della loro situazione clinica ed un escalation dei disturbi comportamentali che costringeranno le famiglie e per chi si prende cura di loto a mandare questi pazienti in istituti statali, aumentando i costi del sistema di assistenza sanitaria nazionale”.

I trucchi per i tagli all’assistenza sanitaria

I trucchi usati da coloro responsabili dei tagli all’assistenza sanitaria per le malattie croniche non hanno limiti. Hanno tolto la fisioterapia per i pazienti con sclerosi multipla, trauma cranico, neuropatia, malattie del sistema nervoso centrale, se il paziente è già stato trattato in una clinica, in un centro ospedaliero o in qualsiasi altro programma di riabilitazione. Allo stesso tempo, il paziente assicurato dovrà usufruire del trattamento fisioterapico entro tre mesi dalla prescrizione del medico.

Ricovero a soli 25 euro!

Il nuovo pacchetto di austerità prevede tagli per 1.1 miliardi di euro alla sanità greca, oltre ai salari dei dottori, per poter finanziare l’organizzazione nazionale di assistenza sanitaria (EOPYY), la scandalosa organizzazione di nuova costituzione che ha unificato i fondi assicurativi e che è fallita prima di compiere i suoi due primi anni di vita.
Con il nuovo pacchetto di austerità, i pazienti assicurati dovranno pagare 25 euro per essere ammessi in ospedale per operazioni chirurgiche o controlli medici e pagheranno 1 euro per ogni prescrizione a partire dal 1° gennaio 2014.
Se saranno ancora vivi…

Una legge sull’eutanasia in Grecia ?

Un’amica mi stava raccontando del continuo aumento dei costi che deve affrontare per i suoi genitori malati, entrambi ultra-ottantenni. Devono chiamare un dottore almeno una volta al mese (60-80 euro). Ogni due mesi uno dei due deve fare le analisi del sangue (80 euro). I pannoloni costano 50 euro. Poi ci sono le tasse per le prescrizioni mediche (almeno 20 euro). Con la nuova regolamentazione, dovrà pagare altri 40-70 euro per le medicine prescritte. Oltre alle spese mediche, dovrà spendere circa 150-200 euro al mese per comprare da mangiare e pagare le bollette. Una delle pensioni dell’anziana coppia malata serve a pagare un badante (400 euro). Deve anche pagare i loro conti e le tasse sulla proprietà di emergenza perché vivono in una casa di 70 mq.

Questa amica ha perso il lavoro due anni fa, usa i suoi risparmi per assistere i genitori. Da parte loro, hanno perso un’entrata di 4.320 euro dopo il dimezzamento dei bonus natalizi/pasquali, quando il sussidio della previdenza sociale è stato eliminato con un click ed hanno dovuto pagare un contributo di 30 auro al mense alla EOPYY. Con il nuovo pacchetto di austerità perderanno almeno altri 1.200 euro all’anno mentre i bonus natalizi rimanenti scompariranno. I pensionati IKA prendono in tutto 1.090 euro.

Forse Salmas (nomen/omen) , Vroutsis & Co. dovrebbero considerare di far passare anche una legge sull’eutanasia, dal momento che i malati cronici e le loro famiglie non saranno in grado di sopportare l’ulteriore onere finanziario.

 

Eutanasia in funzione di “libera nos a Malo”? De te fabula narratur, o Italia

 

Ancora sulla sanità insostenibile e non solo…

(Non vi sarà sfuggito, vero? L’hidalgo de la Sierra, proprio lui, il valvassino poco a suo agio con l’ aritmetica e con la dinamica del debito, ha avanzato ieri l’idea che il servizio sanitario nazionale potrebbe non essere sostenibile, e che, caso strano, potrebbero occorrere capitali privati, e in particolare, indovinate un po’… investimenti esteri, da generare attraverso investimenti in ricerca. Un discorso sconclusionato del quale si capiva benissimo dove volesse andare a parare, tant’è che perfino la ‘zdora, nel solito macabro giochino delle parti, si è adontata: “Io sul tema di tenere un sistema universalistico nella sanità non mollo”… Ecco, brava, non mollare… Soprattutto, che la manica rimboccata non cali, non sia mai! La tua immagine di leader pragmatico ne riceverebbe un colpo immedicabile. E del resto, fra un po’ ti toccherà far la spesa con la carriola, utensile che, notoriamente, mal si sposa coi gemelli da polso…
Segue naturalmente smentita di Balduzzi: ” Abbiamo scherzato“.
Due considerazioni.
La prima è che, come ho cercato di far capire a “L’Ultima Parola” – ma forse sono stato poco efficace – questo tipo di gaffes, come quelle della Fornero, non sono manifestazione di spocchia o ingenuità comunicative, oh no no no, tutt’altro, tutt’altrissimo! Sono invece ben precise, scientifiche, strategie comunicative mirate. Si comincia a far entrare nella testa della gente l’idea che si vuole far attecchire, col principio della vaccinazione. C’è la prima dose, che magari fa venire una piccola reazione allergica – la ‘zdora si adonta – poi ce ne sarà una seconda, una terza, magari aiutate da un piccolo innalzamento dello spread… E la pillola va giù… ma a pagamento!
La seconda è che questo è l’ennesimo quod erat demonstrandum. Il valvassino vuole vendere il nostro paese pezzo per pezzo. E la sanità privatizzata offre ghiotte opportunità per i capitali esteri. Lui dice che sarebbero attirati, questi capitali, dalle nostre politiche di ricerca e di sviluppo – sottinteso: se faremo i bravi, se faremo le politiche giuste, saremo premiati… dalla vendita delle nostre aziende! Andate a dire a un imprenditore che se fa un brevetto deve vendere la sua azienda! Geniale, nemmeno il pezzo di Totò davanti alla fontana di Trevi raggiunge questa comicità. Il problema è un altro. Il problema è che all’estero la nostra sanità pubblica interessa perché molta ricerca, noi, l’abbiamo già fatta, e il nostro sistema non è così disastrato e insostenibile come il Governo vuole far credere. Anzi. Ci sono note eccellenze mondiali, strutture che funzionano, e che possono, se privatizzate, fare bei profitti, da rimpatriare all’estero aggravando la voce “redditi netti” delle partite correnti. Siccome qualcuno che non ci crede in giro si trova, qualcuno che pensa che la nostra sanità sia da tagliare, da amputare in toto, per consentirvi una valutazione spassionata ed informata riposto qui un utilissimo lavoro di Stefania Gabriele. La ringrazio per avermi dato questa opportunità. Alcuni di voi lo conosceranno, perché è stato pubblicato in Oltre l’austerità. Ho pensato che un ripasso non fosse inutile. Enjoy irresponsibly!)

Ultime dal cielo…

Mentre un tornado s’invortica sull’ ILVA di Taranto, abbattendone le ciminiere proprio nel giorno in cui il governo si appresta a decidere il futuro del cancrificio della famiglia Riva, segno di un destino beffardo o piuttosto del fatto che gli strumenti di controllo climatico hanno ormai raggiunto una perfezione in grado di stupire anche il “complottista” più consumato, l’Italia intera continua a girare in tondo, senza trovare una sola coordinata alla quale potersi aggrappare… I dati oggettivi provenienti dalle più svariate fonti, seppur edulcorati nel nome del politicamente corretto, raccontano un paese che sta crollando su sé stesso, vittima di una demolizione controllata messa in atto con cura certosina. Crollano i redditi delle famiglie, crollano i consumi, crollano i posti di lavoro, crollano le imprese, crolla la qualità e la quantità dei servizi pubblici, crollano le prospettive occupazionali e la capcità di arrivare a fine mese attraverso qualche alchimia, crolla la fiducia nel futuro e perfino il convincimento che sia possibile averlo, un futuro. I banchieri golpisti diretti dall’usuraio Mario Monti continuano a dispensare le riforme necessarie per la demolizione controllata, mentre i camerieri politici, recentemente degradati al ruolo d’impiegati le “firmano” senza proferire parola.
Dopo avere eliminato il “fardello” delle pensioni, creando il dramma degli esodati e quello ben più grande di tutti coloro che pur pagando i contributi una pensione non la vedranno mai, lo stesso Monti sembra intenzionato a volgere la sua attenzione verso il sistema sanitario, da lui giudicato economicamente insostenibile per le casse dello stato. Quello stesso stato che senza porsi alcun problema dissipa miliardi per la guerra e per le grandi opere di “mafia” ( gli F35 ed il TAV sono solo due esempi), ma nonostante una pressione fiscale fra le più alte al mondo sembra aver deciso che per garantire la sopravvivenza dei cittadini non c’é più una lira (o meglio un euro), ragione per cui é giunta l’ora che inizino ad arrangiarsi in qualche modo. Smantellate le pensioni e smantellata la sanità pubblica, tramite cessione ai privati, in un paese dove non c’é lavoro e quel poco esistente diminuisce quotidianamente, le prospettive attraverso le quali “arrangiarsi” non sembrano poi molte e il ventaglio delle scelte finisce per ridursi a quella di mettersi un cappio al collo volontariamente o lasciare che l’inedia e le malattie lo facciano per te.
Ma mentre i tornadi imperversano, scuotendo il paese fin nelle fondamenta, il popolo italiano sembra non accorgersi di nulla e continua ad eseguire pedissequamente tutto ciò che gli viene ordinato dalla TV. S’infervora dinanzi alle campagne elettorali dei camerieri degradati, che quando torneranno in parlamento non avranno alcuna voce in capitolo, così come non ne hanno oggi. Corre a milioni alle urne per regalare due euro ad una pletora di buffoni senza arte nè parte. E soprattutto si recherà a votare in primavera una delle congreghe di faccendieri che lavorano per Mario Monti e una volta insediatasi nel consiglio di amministrazione della “banca Italia” di euro ne pretenderà molti ma molti di più, fintanto che il cappio non sarà ben chiuso e la persona deprivata di ogni avere potrà venire smaltita in quanto rappresenta un peso “insostenibile” per la società. In fila per tre, dai qua i due euro, cosa vuoi, Legacoop Bersani, liberista Renzi, reduce della sinistra Vendola, faccia pulita ambientalista Puppato o democristiano pentito Tabacci? Spicciati che il tempo é denaro e tanto si tratta di attori che non valgono un cazzo, vincerà Bersani e la commedia é venuta pure male. Avanti i prossimi, in fila per tre, due euro qui e muovete quelle ginocchia che fra pochi giorni inizia la sceneggiata del PDL e si ricomincia daccapo.
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E mentre succede tutto questo, complottisti o no, il signor Johannes Jooste dice che: “Le prossime elezioni politiche rappresentano un “rischio potenziale” per l’Italia, con i mercati finanziari che sarebbero rassicurati dalla conferma di Mario Monti alla presidenza del Consiglio.” E la rai, (esattamente su rai uno) tv di stato pagata coi nostri soldi, in prima serata trasmette un faccia a faccia di ben 105 minuti di becera propaganda stalinista… delle primarie fuffa del pd. Intanto, la strada verso il baratro è corta e dritta e siamo arrivati. Ah, si, inoltre, qualche notizia in più sull’ ILVA e sulla famiglia fondatrice. Ancora una notizia, per la sanità non ci sono soldi… ma per le (nuove e ulteriori probabili) missioni all’estero, si?

Monti straparla anche sulla sanità

Con la sua tipica verbosità involuta ed oscura, Mario Monti ieri ha prima annunciato che non ci sono finanziamenti pubblici sufficienti per sostenere la sanità pubblica, poi ha girato le parole per dire che rimarrà il finanziamento pubblico ma che dovranno trovarsi fonti di finanziamento “integrative”.
Se quelle fonti “integrative” non saranno pubbliche non potranno che essere private.
In sostanza Monti ci dice che oltre ad essere rapinati a titolo SSN (Servizio Sanitario Nazionale), dovremo anche pagare di tasca nostra, con quello che ci rimane in tasca, se vorremo essere realmente curati e assistiti.
Perchè, non è già così ?





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Magistratura italica

Gli arresti domiciliari disposti per Alessandro Sallusti continuano ad alimentare polemiche: ora a lamentarsene publicamente c’è anche l’intero Foro milanese, sia dalla parte della Procura che della Camera Penale, che vedono nel provvedimento con il quale al direttore del Giornale è risparmiato il carcere un “trattamento speciale”. I pm della Palazzo di Giustizia, che si sono visti imporre una scelta straordinaria del Procuratore Capo Edmondo Bruti Liberati, sono pronti a inviare ai giudici della sorveglianza centinaia di fascicoli relativi a condannati che avrebbero diritto ai domiciliari come Sallusti, ma per i quali non è stata fatto valere dal Procuratore Capo lo stesso metro di giudizio. Insoddisfatti per la stessa ragione sono anche gli avvocati, che vorrebbero che con altrettanta semplicità pene alternative alla detenzione in progione vengano concesse a imputati o condannati meno rinomati di Sallusti. La sostanza è che a pm ed avvocati la decisione di Liberati non sta bene: vogliono Sallusti in carcere.
Malumori in Procura – Tra gli scontenti ci sono Chiara De Iorio, pm titolare del fascicolo Sallusti, e i suoi colleghi dell’ufficio esecuzione. Il malumore viene dalla decisione di Bruti Liberati, dopo che erano scaduti i termini di sospensione della carcerazione senza che i legali del direttore del Giornale presentassero domanda per scontare la pena di anno e 2 mesi con misure alternative al carcere, di far valere la cosiddetta legge “svuota-carceri”. Norma che consente di concedere i domiciliari al condannato senza che lo stesso ne faccia richiesta. Per il Procuratore Capo il caso presenta i presupposti perché Sallusti ne benefici, ma la decisione è venuta senza che l’accordo della pm titolare dell’inchiesta nè dei suoi colleghi. L’intervento di Bruti Liberati, fanno sapere dagli ambienti vicini alla Procura, è il primo del suo genere, mentre decisioni dello stesso calibro non sono mai state prese per condanati con situazioni processuali simili. Per questo i pm stanno pensando di chiedere per altre centinaia di condannati i domiciliari, così da far valere la decisione del Procuratore Generale in maniera unanime per tutti.
Avvocati indispettiti – Proprio su quest’ultimo passaggio si innesta lo scontento della Camera Penale di Milano, che in una nota ufficiale sostiene che gli arresti domiciliari a Sallusti dimostrano “il binario differenziato adottato talvolta, e sempre in favore di chi ha una posizione privilegiata, in evidente contrasto con la scritta la legge è uguale per tutti”. Gli avvocati milanesi non desiderano vedere il direttore in prigione, chiariscono, ma si augurano che lo stesso metro di giudizio venga utilizzato anche per gli altri casi all’attenzione della Procura milanese. “L’unico modo per togliere il sospetto di una decisione presa solo in considerazione del clamore della vicenda processuale – si legge ancora nella nota -, non può che individuarsi in una generalizzata applicazione di questa linea interpretativa”.

Spending review… e clandestini

Un taglio senza motivo. E i poliziotti protestano con il loro sendacato: “Aiutateci, non ci fanno lavorare”. Tagli su tutto. La spending review non ha pietà. E non distingue cosa taglia. Fra le sforbiciate una pesante si abbatterà sulla polizia di stato e sulla sezione “Catturandi” di Palermo. E’ una sezione della squadra mobile specializzata nel catturae i boss mafiosi di primo piano. per intenderci è quella che ha portato in carcere Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo i due capi dei capi che hanno preceduto l’attuale Matteo Messina Denaro. A lanciare l’allarme è stato il Siap, il sindacato della polizia. Con un comunicato pungente i poliziotti ce l’hanno contro la scure dei tagli senza quartiere che si stanno abbattendo su tutta la macchina pubblica dello stato. “Questore e Dirigente della Mobile di Palermo iniziano a smantellare di fatto la catturandi. Già la mitica catturandi, squadra formata da quegli uomini sulle cui fatiche e sacrifici si sono, anche, fondate le carriere e le fortune di molti Dirigenti. Sarà un caso che lo smantellamento di questa squadra avvenga per mano del primo che non ci ha ricavato un ragno dal buco? Motivazione ufficiale? Spending review, tagli. Tagli? La crisi economica è un toccasana per le mafie che riciclano ed investono nei settori in crisi e a Roma che fanno? Tagliano i fondi alla giustizia, alla struttura voluta da Giovanni Falcone, la DIA, alla Catturandi di Palermo. Non tagliano la mala-amministrazione, le poltrone in più, gli sprechi, gli F-35. No. Tagliano i letti d’ospedale, le borse di studio e chiudono la Catturandi”. Insomma per il governo Matteo Messina Denaro è un semplice ladro di polli. E la polizia ora vuole delle risposte dal questore e dal Ministro Cancellieri. Risposte che spieghino “perchè uomini e donne, proprio mentre si sta cercando ad un tiro di schioppo l’ultimo grande latitante, vengono destinate altrove”.
Immigrati: Severino, clandestini potenziali detenuti, lavorare a integrazione

 

C’e’ una stretta correlazione tra immigrazione clandestina e carceri, per cui e’ necessario intervenire con politiche di integrazione e sostegno perche’ “mantenere un clandestino significa mantenere un potenziale detenuto e creare occasione di guadagno alla criminalita’ organizzata”. E” il monito lanciato dal ministro della Giustizia, Paola Severino, nel suo intervento alla Conferenza dei dipartimenti dell’Amministrazione penitenziaria dei Paesi europei e del bacino del mediterraneo, in corso al Campidoglio. “E’ a monte che si deve intervenire per evitare che l’immigrazione diventi fonte di criminalita’”, ha sottolineato il ministro, ed e’ necessario uno sforzo comune: “nonostante lo straordinario impegno dell’Italia per gestire i flussi di stranieri, occorre mettere insieme le forze dei vari Paesi” per non correre il rischio che i clandestini “finiscano per essere abitanti delle nostre carceri”. E’ evidente, ha poi aggiunto il guardasigilli, “che l’emarginazione dello straniero, soprattutto clandestino, e’ occasione per la criminalita’ perche’ si tratta di persone senza punti di riferimento, che hanno bisogno di tutto, e questo provoca danni a cascata”.

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Peccato che poi, molti dei clandestini arrivino qui con l’idea di delinquere in qualsiasi modo per fare più soldi possibile… esattamente come questo eroe qui. Che proprio eroe eroe non era visto che dal 2003 al 2006 era ospite delle nostre carceri e, dopo l’eroico gesto, proprio la cancellieri gli regalò un permesso di soggiorno e poco dopo venne beccato a spacciare. Se venisse “integrato” sarebbe un delinquente allo stesso modo.

E’ bastato appena un anno…

“La sostenibilità futura del Servizio sanitario nazionale potrebbe non essere garantita”. A lanciare l’allarme è il presidente del Consiglio Mario Monti che, intervenendo in videoconferenza a Palermo alla presentazione del progetto del nuovo Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica della Fondazione Rimed, ha ricordato l’importanza della ricerca per attirare nuovi capitali. “Il premier non può permettersi certe preoccupazioni sulla sostenibilità del sistema sanitario nazionale dopo averlo ridotto all’osso – ha ribattuto duramente la Cgil – se il governo ha intenzione di privatizzare, come denunciamo da mesi, lo dica”. “Non sono tante le occasioni per me e per i ministri per guardare l’oggi con conforto e il domani con grande speranza, anche per questo mi dispiace non essere stato con voi”. Il quadro tratteggiato dal Professore è tutt’altro che ottimista. Secondo il premier, infatti, la crisi economica ha colpito tutti. E il settore sanitario non fa eccezione. “La sostenibilità futura dei sistemi sanitari nazionali, compreso il nostro di cui andiamo fieri – ha avvertito il presidente del Consiglio – potrebbe non essere garantita se non si individueranno nuove modalità di finanziamento per servizi e prestazioni”. “La posta in palio è altissima”, ha continuato Monti precisando come “anche l’innovazione medico-scientifica, soprattutto nella fase dell’industrializzazione, deve partecipare attivamente alla sfida”. Ciò considerando il parametro costo-efficacia un parametro di valutazione non più residuale, bensì di importanza critica.
A fronte di queste criticità la ricerca e l’innovazione nel campo delle scienze della vita sono, a detta del premier, i presupposti per un sentiero di crescita virtuoso, in grado di generare investimenti esteri, miglioramenti, e occupazione di qualità. Per lanciare l’appello a investire in questo settore Monti non poteva, infatti, scegliere un’occasione migliore della presentazione del progetto del nuovo centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica della Fondazione Rimed che nascerà vicino Palermo. “Si tratta di un processo di sviluppo che tutti sottoscriverebbero come miglior lascito per le future generazioni – ha spiegato il premier – siamo contenti di aver creduto come governo in questo progetto”. Il Professore ha, quindi, sottolineato come siano soprattutto i giovani ricercatori che lavoreranno nel nuovo centro i protagonisti di questa iniziativa, che porterà alla messa a punto di nuove terapie e nuovi presidi per migliorare la qualità di vita dei malati. Il centro della Fondazione Rimed rappresenta, appunto, uno “slancio in avanti dell’Italia, in stretta collaborazione con gli Stati Uniti”. “È anche un punto concreto di riferimento per un paese come l’Italia che ha dovuto negli ultimi 12 mesi concentrare le proprie energie per rivedere la luce dopo una fase che ha rischiato di vederci travolti dall’emergenza finanziaria”, ha concluso Monti parlando del nuovo centro come l’esempio di “un’Italia d’avanguardia e che sa distinguersi nel mondo”.
Come nella Seconda guerra mondiale. “Le misure di austerità varate dal governo Monti hanno causato il maggior calo dei consumi registrato in Italia dal secondo conflitto mondiale”. A emettere la sentenza ci ha pensato l’Ocse, che ha scattato una fotografia impietosa del nostro Paese. Disoccupazione alle stelle, crescita che non si vede, pil tagliato e incertezza politica. Tutti elementi presenti e segnalati dall’Organizzazione parigina nel suo nuovo outlook.
“Il consolidamento fiscale, pari quest’anno a quasi il 3%, ha indebolito la domanda interna, e i consumi privati sono scesi al tasso maggiore dalla Seconda Guerra Mondiale”, ha affermato l’organizzazione. Che poi ha parlato di un “tasso di disoccupazione in Italia, stimato al 10,6% nel 2012, destinato a salire all’11,4% nel 2013 e all’11,8% nel 2014”. È quanto prevede l’Ocse. Se ciò non bastasse, ad aggravare la situazione, c’è anche il deficit del paese che, secondo l’Ocse, sarà “pari al 3% del Pil nel 2012 e al 2,9% nel 2013”. Stime riviste radicalmente al ribasso (la precedente previsione era di un deficit/Pil allo 0,6% per il 2013). Insomma, la crescita non c’è. E stenterà ad arrivare nel 2013, al contrario delle previsioni del ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. La vera sorpresa risiede però nella soluzione prospettata dall’Ocse, ossia continua con l’agenda Monti e varare una nuova stretta fiscale nel 2014 per rispettare l’obiettivo di una riduzione del debito al 119,9% del Pil nel 2015. Una nuova manovra, dunque. Perché “le riforme varate dal governo Monti, in particolare quella del mercato del lavoro, riusciranno a sollevare l’Italia da una decade di stagnazione economica e l’esecutivo che gli succederà dovrà proseguire sulla stessa linea di riforme strutturali e consolidamento fiscale” dal momento che “una marcia indietro danneggerebbe sia la fiducia dei mercati che la crescita”.
Bisogna affrettarsi, secondo l’Ocse, perché “nonostante le riforme strutturali in Italia per il ritorno alla crescita e il risanamento dei conti pubblici sono ben avviate, l’attività economica in Italia dovrebbe continuare a contrarsi nel breve tempo come conseguenza della stretta di bilancio, dell’indebolimento del clima di fiducia e della stretta creditizia”. In serata, Palazzo Chigi ha diramato un comunicato che non tiene in considerazione le cose negative del rapporto Ocse, ma si concentra solo su quelle (poche) positive. “Il governo prende atto della valutazione positiva dell’Ocse, in particolare per quanto riguarda il risanamento del bilancio, gli effetti delle riforme e la conferma che l’Italia raggiungerà il pareggio di bilancio in termini strutturali nel 2013 e nel 2014, come questo governo si era impegnato a fare e come richiesto dalle norme Ue. Unito al sostegno fornito all’attività economica, questo significa che Italia è stata in grado, fino a questo momento, di evitare lo scenario peggiore, in altre parole un circolo vizioso tra austerità e recessione”. Il governo, d’accordo con l’Ocse, sottolinea come “l’occupazione sia rimasta notevolmente resiliente fino a questo momento” e che “il tasso di disoccupazione è aumentato soprattutto perché più persone, in particolare le donne, stanno entrando nel mercato del lavoro”.

Nel frattempo, il parere di Goldman Sachs: “Italia: la vera sorpresa del 2013″… qui.

Altro consiglio a Berlusconi, se vuol vincere le elezioni…

Massimo in un suo post di due giorni fa su Blacknights ha ricordato giustamente a Berlusconi di inserire nel programma l’ abolizione dell’ IMU. Accodandomi, aggiungo un altro consiglio. Dovrebbe abbassare al minimo l’ IVA dei prodotti per il riscaldamento, oggi al 21 % (come se fosse un prodotto voluttuario e non invece indinspensabile   !!!). Tassa che colpisce in modo parziale solo una parte dell’ Italia, con una disparità ingiusta tra chi sia costretto a riscaldare per lunghi periodi dell’ anno e chi per pochissimi giorni. Gabella che colpisce un prodotto continuamente in ascesa di prezzo, come il GPL. E che sicuramente incide parecchio nei conti familiari al centronord.