Falsi patrioti

L’Inno Nazionale verrà insegnato a scuola e il 17 marzo è stato “santificato” attribuendogli una denominazione festiva che nulla ha a che vedere con il reale fatto storico: proclamazione del Regno d’Italia.
Quegli stessi signori che hanno svenduto la Sovranità e l’Indipendenza Nazionale e berciano per cedere ancora altra Sovranità all’europa;
quegli stessi signori che hanno da sempre perseguito politiche internazionaliste in spregio agli interessi nazionali, ma nell’interesse di potentati stranieri politici o finanziari;
quegli stessi signori che vorrebbero concedere cittadinanza e voto agli immigrati, cancellando le Radici e l’Identità di un Popolo e regalando l’appartenenza ad una Nazione e la proprietà di una Terra,
quegli stessi signori, ora provano ad indossare il vestito del patriota con l’imposizione dell’obbligo di insegnare l’Inno di Mameli.
Fosse accaduto trenta o quaranta anni fa ne sarei stato entusiasta e sarebbe stato utile a creare una coscienza nazionalista.
Ma allora quei signori preferivano altre note.
Oggi è peggio di una beffa è fumo negli occhi per stornare l’attenzione dalla macelleria che viene eseguita contro l’Italia, gli Italiani, l’Idea Nazionale, le nostre Radici e la nostra Sovranità.
Una presa in giro che può ingannare solo i gonzi.







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Di porcata in porcata

 

 

 
La chiamano già la legge ad Grillum o lodo Grillo. Comunque sia, siamo alla solita porcata che non si può nemmeno più latinizzare nel nobile porcellum. Troppa grazia! La verità è che l’ascesa del M5S ha messo in allarme la casta, la quale è corsa subito ai ripari. E come al solito non mancano “le pistole fumanti” di simili misfatti, dato che di questo si tratta. Ecco cosa afferma il senatore Elio Lannutti indipendente nella lista Idv, autore del libro “La repubblica delle Banche” e che ha assistito alle riunioni della Commissione Affari Costituzionali. Le voci  captate all’interno della casta dei politici sono di questo tipo : “Noi pensavamo di aumentare dal 4% al 5% la soglia per accedere al Parlamento, quando abbiamo iniziato questa legge per, diciamo, fare uno sbarramento anti Grillo”, o anche “Attualmente invece poiché l’area di voto di Grillo è intorno al 30% ci dobbiamo attrezzare per evitare quanto più possibile che Grillo possa andare al governo“. In ogni caso, per chi volesse saperne di più,  sul post “Porci senza ali” di Grillo, c’è un video del sen. Lannutti, che reca la sua testimonianza.
 
Ora chiedo a chiunque di voi, comunque la si pensi, comunque si voti o ci si astenga dal votare, se è giusto che per “blindare” Grillo, si blindi la democrazia e si ingannino gli Italiani con una legge elettorale che fa sembrare una sciccheria la vecchia “legge Porcata”.  Col 42, 5 %, non ci sarà nessun reale vincitore e un’unica probabalità che è già una certezza : preparare e concimare (non fatemi scrivere con che materia organica) il terreno, ai prossimi “tecnici” di turno. O creare un’ammucchiata indecente di politicastri supini e proni ai Trattati Ue, ai “mercati finanziari” e alla Troika.

 

Di porcata in porcata, passo a questa pregressa, ma di cui vale la pena di rinfrescare la memoria. Tra amici di blog, ci si reca spesso a far visita, sovente con reciproco e mutuo beneficio. E sul blog “Dalla parte del Torto” dell’amico Johnny Doe, mi imbatto in questo filmato dell’ex assistente personale della bonanima di Enrico Mattei, Benito Livigni. Se avete la pazienza di ascoltare la testimonianza di Livigni, descrive con dovizia di particolari, il rapace Banchetto tra il ’90 e il  ’92, allorché tutta la nostra bella economia pubblica  cadde, grazie al liquidatore Mario Draghi aiutato da Ciampi e Amato, negli artigli degli avvoltoi di JP. Morgan, Merryl Linch e Goldman Sachs. Fu vera mattanza che trasformò la nostra industria in disjecta membra. E  purtroppo continua…

 

Ultima e più recente porcata, eppoi chiudo. Martin Schulz (passato alla cronaca come il kapò) presidente del parlamento Ue, è stato insignito del titolo di cavaliere di Gran Croce da Napolitano, il quale non pago di aver fatto il Caligola della situazione avendo insignito senatore a vita Monti, primo passo per imporcelo quale capo (abusivo) di governo,  ora vuole conferirci pure un Cavalier-kapò di una Ue affamatrice di popoli. Siamo alla strategia dello sfregio, del disprezzo per il nostro popolo e della provocazione permanente. Per stanotte, che è già domani,  ho finito.

Mater lacrimarum e i dirigenti del ministero

Il ministro Elsa Fornero, davanti alla commissione del Senato, tratteggia il futuro dell’accordo sulla produttività tra sindacati e imprese e ha già pronta una griglia di indicatori cui legare, in un decreto, gli 1,6 miliardi stanziati con la legge di stabilità per incentivare la contrattazione aziendale. Ma è subito polemica con i sindacati: tra i criteri che serviranno a valutare se concedere o meno il beneficio fiscale’promesso agli accordi di secondo livello, infatti, ci saranno non solo il maggior o minor peso della contrattazione aziendale rispetto a quella nazionale, l’utilizzo effettivo dell’apprendistato, la possibilità di utilizzare orari flessibili, la redistribuzione delle mansioni ed il depotenziamento degli automatismi che saranno inseriti negli accordi di secondo livello ma anche, dice Fornero, una eventuale “rinuncia all’indicizzazione ai prezzi in via automatica” che profila la possibilità che, per accedere agli incentivi, i salari di produttività debbano abbandonare l’adeguamento all’Ipca, l’indice di inflazione previsionale.
Legge del contrappasso: Ma la Fornero, che è stata fortemente attaccata dai sindacati su questo punto, è stata costretta, come rivela lei stessa a una sorta di legge del contrappasso proprio sulla produttività ha firmato il premio massimo per tutti i dirigenti del ministreo del Lavoro. E poi piange: “Da ministro è stato umiliante firmare per autorizzare il premio massimo per tutti i dirigenti del mio Ministero”, racconta sempre nel corso dell’audizione al Senato. “Che tipo di selezione ci potrà essere se tutti prendono il massimo?”, si è chiesta, aggiungendo: “mi hanno detto che quelli erano gli indicatori dell’anno precedente e che potevo solo ratificarli”.

No, macchè motivi religiosi… scherziamo?

Il padre assassino di Umbertide avrebbe premeditato la morte dei suoi figli, di otto e 12 anni. Mustapha Hajjaji, cittadino marocchino che martedì sera ha sgozzato Ahmed e Jiahane nel bagno della casa della moglie Naoual Belgotte, dalla quale si stava separando, ha infatti lasciato una lettera scritta in arabo nella quale avrebbe tra l’altro scritto: «Ho fatto la cosa che ci vuole».
TAGLIERINI PORTATI DA CASA – Il 44enne , inoltre, si era portato da casa delle lame di taglierino che gli sono state trovate in tasca, mentre sotto ai corpi dei due bambini sono state rinvenute altre due lame, e lì accanto un coltello sporco di sangue. Ma le lame in più contribuiscono a costruire l’ipotesi della premeditazione.
LA FUGA DA CASA – Questo è quanto emerge dalle indagini condotte dal pubblico ministero Mario Formisano che quindi ha chiesto al gip la convalida del provvedimento restrittivo nei confronti di Hajjaji e l’emissione a suo carico di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. A inizio novembre la donna, con i bambini, aveva lasciato la casa coniugale a Città di Castello e si era trasferito nella vicina Umbertide. In passato aveva già denunciato il marito per una lite, e per questo Formisano è stato affiancato dal sostituto procuratore Massimo Casucci, titolare di quel fascicolo.
«COME UNA SCHIAVA» – Hajjaji, che dopo il duplice infanticidio aveva tentato il suicidio, si trova ricoverato all’ospedale di Città di Castello e venerdì dovrebbe essere trasferito in quello di Perugia. Non ha ancora parlato con gli inquirenti. La signora Belgotte, invece, avrebbe ammesso di essere «trattata come una schiava» e di essere stata «terrorizzata» dal marito.
«LA RELIGIONE NON C’ENTRA» – Parrebbe invece escluso il movente religioso: si ipotizzava, inizialmente, che le liti fossero legate al rifiuto di Belgotte di indossare il velo islamico. «Quella che si è consumata è purtroppo una tragedia familiare, maturata all’interno delle mura domestiche – ha spiegato Valerio Collesi, legale della donna – Non ha nessun legame con motivi religiosi». In ogni caso il Centro culturale islamico di Umbertide ha espresso dura condanna per l’accaduto: «Un principio fondamentale dell’Islam è che “chiunque uccida un essere umano sarà come se uccidesse tutta l’umanità e chiunque salvi una vita sarà come se salvasse la vita a tutta l’umanità”, pertanto quanto accaduto è contrario a qualsiasi principio della religione musulmana», è stato sottolineato in una nota.

Barzellette tristi

In una italia dove gli italiani per pagare le tasse, devono tagliare le spese del cibo (e, anche se sono pessimista, spero davvero che sia una falsa notizia), dove, grazie alla spending review (revisione di spesa in italiano), si tagliano oltre settemila posti letto, dove non esiste più la sovranità nazionale, dove s’è fatto ampiamente scempio della costituzione italiana (primo tra tutti, il presidente della repubblica che preferì, un anno fa circa, di portare monti al governo invece che istituire democratiche elezioni), dove si svende il patrimonio nazionale, dove non si possono abbassare gli stipendi della magistratura e nemmeno quelli dei parlamentari… oggi, il senato ha approvato una legge per cantare l’inno di Mameli nelle scuole. Ha inoltre istituito la giornata dell’unità d’italia e della costituzione. Tutto questo fa schifo e fa ridere insieme.

Nuovi salari in grecia

Lavorare o non lavorare? Lavorare in Grecia o emigrare all’estero? Questo è il dilemma a cui migliaia di giovani Greci al di sotto dei 25 anni dovranno rispondere prima di iniziare la loro vita professionale nel paese oberato dai debiti. Ma anche per quelli sopra i 25 anni che trovano un lavoro in tempi di austerità e disoccupazione la vita non è molto rosea. Il nuovo pacchetto di austerità stabilisce un salario minimo di 510,95 euro lordi al mese per i dipendenti sotto i 25 anni. In un paese dove la disoccupazione giovanile è sopra il 55%, i più fortunati che trovano un posto di lavoro si troveranno nella invidiabile posizione di guadagnare 660 € lordi al mese dopo aver lavorato per lo stesso datore di lavoro per quasi 10 anni. Il salario minimo per quelli sotto i 25 anni prevede il 10% di aumento ogni tre anni per 3 volte. Dopo 9 anni di lavoro si guadagneranno 660 € lordi al mese. In una posizione molto migliore e con una reale prospettiva di prosperità si trovano quelli sopra i 25 anni: Il salario minimo è fissato a 586,08 euro lordi al mese. Essi riceveranno un 10% di aumento di stipendio ogni tre anni e fino a 3 volte. Dopo 9 anni di lavoro di quelli che oggi iniziano con il salario minimo, riceveranno 761 € lordi
Il minimo di retribuzione giornaliera per i lavoratori non qualificati sarà:
Per i lavoratori sotto i 25 anni: 22,83 euro e aumenti del 5% ogni tre anni per 2 volte. Un totale di un 10% di aumento per 6 anni di lavoro per il fortunato lavoratore, con 24,83 € al giorno.
Per gli addetti sopra i 25 anni: € 26,18 e aumenti del 5% ogni tre anni per 6 volte. Un totale del 30% in 18 anni di lavoro. Ciò significa che il lavoratore riceverà lo straordinario compenso giornaliero di 33,80 euro al giorno dopo 18 anni di lavoro.
I dipendenti a tempo parziale saranno beneficiati con la somma eccezionale di 255 euro al mese, che è di 2 × 100 banconote in euro o 4 × 50-euro banconote. Per un lavoro di almeno 40 ore alla settimana: 510 €: 4 settimane = 127 euro a settimana: 40 ore = € 3,18 all’ora lordi
Non importa se uno ha un diploma universitario o di un istituto tecnico, non importa se ha un primo lavoro senza precedenti esperienze o ha lavorato per dieci anni in un campo ben conosciuto – sarà pagato con il salario minimo. In tempi in cui i posti di lavoro sono rari come il denaro, molte persone lavorano senza assicurazione e senza sicurezza sociale, il lavoro part-time è in aumento, al fine di evitare il pagamento dei contributi. I lavoratori part-time hanno zero possibilità di ricevere un’indennità di disoccupazione. Un numero crescente di persone lavorano e aspettano di essere pagati per più di 6 mesi. Impossibile? In Grecia è possibile. Come si può vivere e anche creare una famiglia con 510/580 euro al mese? Probabilmente nello stesso modo in cui lui/lei potrà avere una pensione di 200 euro dopo 40 anni di lavoro. Se ancora siamo vivi … Nello stesso tempo, il disegno di legge prevede che il salario minimo è determinato dal Ministro del Lavoro e non tra i sindacati e le associazioni dei datori di lavoro, come in passato. Il presente regolamento resterà valido fino a che il tasso di disoccupazione non scenderà al 10%. Attualmente, la disoccupazione è al 25% con una tendenza all’aumento. E qui siamo orgogliosi di annunciare che i dipendenti e i lavoratori di un paese dell’UE ritornano alle tristi condizioni di lavoro del periodo pre-industriale. Abbiamo bisogno di un Charles Dickens che scriva il dramma greco moderno. Prendendo in considerazione che i prezzi al consumo (cibo, servizi, biglietti tariffe ecc) rimangono elevati, credo che sarà una questione di tempo perchè costruiscano case per i poveri ad Atene e in altre città in tutto il paese. A condizione che la troika lo permetta.
PS. Quando scrivevo nel mese di febbraio 2012, che i Greci avrebbero lavorato per 2 euro l’ora, qualcuno dubitava dei miei calcoli… Qui lo avete nero su bianco.

Evviva Obama !

E in due giorni le borse hanno perso più del 3%, lo spread è risalito oltre 360 punti e i nostri risparmi si sono assottigliati ancora una volta.
Viva le geniali intuizioni del “politicamente corretto” !



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