Dal sito di Mario Giordano

DOPO I FESTINI ALLA ROMANA, ECCO I FESTONI ALLO SPECK.

SEMPRE CON I SOLDI PUBBLICI. LO SCANDALO DI DURWALDER, IL RAS DELL’ALTO ADIGE, CHE GUADAGNA PIU’ DI OBAMA E SI FA PAGARE DA NOI PURE LE CARAMELLE

Dopo i festini alla coda di vaccinara, arrivano i festoni al sapor di strudel e speck. Ad organizzarli niente meno che Luis Durwalder, il ras dell’Alto Adige, l’uomo che da quasi trent’anni domina incontrastato sulla provincia autonoma di Bolzano, garantendosi fra l’altro uno stipendio notevole: guadagna infatti oltre 25mila euro al mese, cioè più del presidente degli Stati Uniti. Ebbene, 25mila euro al mese evidentemente non gli bastano: la Finanza sta indagando infatti sull’utilizzo dei “fondi riservati”, un gruzzoletto di circa 72mila euro l’anno che il presidente dovrebbe utilizzare per spese di rappresentanza legate alla sua funzione. Ecco, il punto è questo: c’è il sospetto che Durwalder quei soldi li abbia spesi per ragioni assai più priv

ate: biglietti aerei, regali di Natale, medicinale, canoni televisivi e persino frutta e caramelle. Caramelle, avete capito? L’indagine cerca di ricostruire tutte le spese fino al 1994. Fra l’altro c’è il sospetto che il potentissimo Landeshauptmann abbia usato quei soldi (soldi dei contribuenti, scusate se lo ricordiamo) anche per organizzare una maxi festa in occasione del suo 70° compleanno. La cerimonia la ricordano tutti: si svolse a Castel Tirolo, nel Meranese, con fior di invitati e lusso senza badare a spese (si parla di una spesa di almeno 40mila euro). Durwalder nega di aver utilizzato fondi pubblici, ma dichiara di averlo fatto in precedenza, per festeggiare i suoi 50 anni e i suoi 60 anni. Starà alla magistratura accertare la verità. Nel frattempo, però, anche fra la sua devotissima gente comincia a farsi strada una speranza: dopo le grandi feste pubbliche, con la qualifica di presidente, per i 50 anni, i 60 anni e i 70 anni, ecco i 71 anni non potrebbe festeggiarli a casa sua? Diciamo davvero: se dopo 30 anni rinuncia allo stipendio di Obama, le caramelle, crepi l’avarizia, questa volta gliele offriamo noi.

Accendiamo la luce… il tunnel sta per finire

Un commento: “Da un primo ministro che cita ad esempio di onestà, correttezza e paladino anti corruzione un emiro del Qatar possiamo solo sperare che la capacità di leggere la sua “personalissima sfera di cristallo dell’economia” (ricordate rino tommasi?) sia migliore. A Londra credo sia possibile scommettere sulla bontà della previsione, solo solo voci ma sembra sia data 30/1″.
Alla ripresa mancano pochi mesi. Lo ha detto e ripetuto il premier Mario Monti al forum della Coldiretti a Cernobbio. Il presidente del consiglio ha parlato di «pochi mesi, spero pochi, che ci mancheranno all’emergere chiaro di segni di ripresa». «Il paese – ha aggiunto – ha dimostrato capacità di affrontare provvedimenti restrittivi. Ma siamo nella fase nella quale dobbiamo sforzarci perchè nulla vada sprecato in termini di fiducia, toccando con mano benefici che non si vedono e malefici che per fortuna sono stati sventati».
L’EUROPA – Monti a Cernobbio, ha anche parlato di Europa dopo il recente scontro con la Germania sulla questione del supercommissario Ue: «In passato – ha spiegato – l’Italia ha dato grandissimi contributi alla costruzione dell’Unione Europea, ma tante volte ha minacciato l’uso del suo potere di veto e poi raramente l’ha fatto. Non c’è modo migliore per incoraggiare gli altri governi a considerare l’Italia un docile tappetino da calpestare con doppia soddisfazione se si sono minacciate durezze alle quali non sono corrisposti gli atti». Per Monti dunque, in Europa bisogna «picchiare i pugni sul tavolo» ma «ci sono persone che sono più dure di quei tavoli. L’ultimo Consiglio europeo, ma anche gli altri – ha precisato – non hanno mai un risultato completamente soddisfacente, si sa. Ma di nuovo c’è che il gioco dei Paesi è diventato più equilibrato, più simmetrico e meno dominato da un solo Paese, di quanto fosse nel recente passato».
LA LEGGE DI STABILITÀ – È la vigilia di una settimana importante per il professore, che lo vedrà incontrare, in un confronto che verterà anche sulla legge di stabilità, i leader politici Casini (lunedì), Alfano-Berlusconi (martedì) e Bersani, alle prese in questi giorni con le primarie. Sul tavolo del premier e del Governo c’è la legge di stabilità su cui da più parti vengono chieste modifiche. All’indomani dell’apertura dello stesso presidente del Consiglio circa la possibilità di correttivi, purchè «a saldi invariati», lo stesso concetto è stato ribadito dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. «Se il Parlamento vorrà modificare» il ddl stabilità «siamo disponibili come ha già detto Monti» ha puntualizzato. Il termine per le proposte di modifica è fissato al 31 ottobre, ma i partiti stanno già affilando le armi per la battaglia parlamentare. Obiettivo togliere la retroattività delle detrazioni e, se le risorse sono necessarie, sterilizzare completamente l’aumento dell’Iva che scatta a luglio. Ma anche questa volta a Cernobbio Monti ha sottolineato che non bisogna «sprecare la fiducia» raccolta con la «quantità concentrata di provvedimenti restrittivi» che «il Paese ha saputo sopportare, forse comprendendo che ce ne era la necessità».

Imbecillità italica

MILANO – Ha strappato la collanina dal collo di una signora sul pianerottolo di casa; inseguito per strada e infine bloccato da un poliziotto fuori servizio, ha morso al polso lui e un sovrintendente di polizia in borghese, accorso in aiuto del collega. Il tutto nel popoloso quartiere Isola, per strade molto frequentate, tanto che i due poliziotti, oltre che con il giovane egiziano in fuga, hanno dovuto vedersela anche con numerosi passanti. Uno in particolare ha iniziato ad inveire e a parlare di un «pestaggio» di un extracomunitario innocente, radunando un capannello di persone. All’arrivo della volante di rinforzo, l’uomo è stato arrestato per rapina, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. È stata quasi una scena d’altri tempi, all’inizio del Novecento, quando l’Isola era «il quartiere dei ladri» e qualsiasi portone era sempre pronto ad accogliere e nascondere un «malcapitato» in fuga dalla polizia.
SUL PIANEROTTOLO – Tutto è iniziato intorno alle 16.35 di venerdì in via Borsieri, il «cuore» del quartiere Isola. Un 27enne egiziano, operaio, con precedenti, ha adocchiato una collana al collo di una 64enne che era appena uscita dall’ascensore e stava per rientrare in casa. Dopo una breve colluttazione, il giovane ha strappato la collana dal collo della signora ed è fuggito. Un poliziotto fuori servizio, che per caso si trovava nel condominio, ha le grida di aiuto e ha visto il nordafricano che scappava. L’agente, esibendo il tesserino, ha tentato di bloccare il fuggitivo, che lo ha spinto e gli ha sferrato dei calci. Intanto ha perso la collanina, che è caduta a terra.
L’INSEGUIMENTO – L’egiziano è riuscito a liberarsi ed è scappato, inseguito dal poliziotto che non lo ha perso di vista, percorrendo via Borsieri, via Confalonieri, via Volturno e via Sebenico, in direzione di via Sassetti. L’agente è riuscito a riacciuffarlo in via Sebenico, all’altezza del civico 5. Durante lo scontro, entrambi sono caduti per terra. Il nordafricano, tentando di liberarsi, ha conficcato i denti nel polso sinistro dell’agente. E’ sopraggiunto un sovrintendente di Polizia in servizio al commissariato Garibaldi-Venezia, che si è qualificato e ha dato man forte al collega, dopo aver esibito il tesserino: anche lui è stato morso al braccio sinistro dall’egiziano.
«LO STANNO PESTANDO!» – Intanto intorno si erano radunate molte persone, attirate dalle urla dell’arrestato. Un passante ha iniziato ad inveire contro gli agenti, lanciando insulti, attirando altri passanti dicendo: «Guardate, questi poliziotti stanno pestando un povero immigrato». È poi giunta una volante e gli agenti hanno riportato la calma, portando via l’arrestato. L’agente è stato portato al Fatebenefratelli, dove gli sono state diagnosticate lesioni multiple e un morso al polso sinistro. Cinque giorni di prognosi per lui e per il sovrintendente, per il morso al braccio sinistro. La collana è stata recuperata e restituita alla vittima, nel frattempo soccorsa dal 118.

Cu’ mmé

Ho rivisitato alcuni post del gruppo Esperidi del recente passato, soffermandomi su quello di Hesperia del maggio 2008. Un post che parla di canzoni: Sette note per sette canzoni. Leggendo un commento di Sympatros mi sono soffermato su una canzone da lui segnalata, ed ho così riscoperto il fantastico motivo interpretato dal trio Mia Martini, Roberto Murolo, Enzo Gragnaniello.
Ebbe un intuito sorprendente Sympatros nell’indicarlo: l’ho riascoltato ed è bellissimo.
Credo che Cu ‘mme in napoletano voglia dire Con me, e scusate tanto se invece mi sarò sbagliato. Riascoltatelo pertanto con me. Buon ascolto. Ecco il link:
 
 

In alternativa c’è quest’altra interpretazione:

Arroganza e disonestà al governo

…e tralasciamo che la fiducia nel premier (mai eletto), secondo la swg era al 39% fino a pochi giorni fa… e poi un commento: “Vorrei ricordare per chi ha poca memoria, che il prof. Monti è stato consulente economico di Cirino Pomicino, dal 1989 al 1992, al Ministero delle Finanze, e che il debito pubblico di quel triennio aumentò del 44,5%. Questo ricordo, certo, non per gettare la colpa tutta sul bocconiano, ma per ricordare, con un po’ di coerenza, a chi lo esalta di rigore e serietá, che anche lui partecipò a quella sciagurata stagione di spese. E, che adesso, con le sue esternazioni, sembra dimenticarsene.”
In un sondaggio, realizzato da Swg per la trasmissione di Rai3 Agorà, la fiducia degli italiani nel presidente del Consiglio Mario Monti è in calo di due punti dopo la presentazione della legge di stabilità: nel giro di una settimana, si è infatti abbassata dal 39 al 37%. Mentre il Partito democratico prende le distanze dalle ultime misure economiche varate dal governo, Monti prova a ostentare ottimismo, ripetendo per l’ennesima volta che la crisi è finalmente passata, ma ammette che l’esecutivo da lui guidato ha fatto “di sicuro” errori. Tuttavia, a detta del Professore, ma non c’è “alcun motivo di rammarico o pentimento per aver sbagliato politica economica”.
“Siamo fiduciosi che la crescita ci sarà”. A Bruxelles Monti non è disposto a cedere nemmeno di un millimetro. Gli errori ci sono stati. Ma la ricetta dei tecnici per combattere la crisi economica e la recessione che sta mettendo in ginocchio il Paese e che sta facendo lievitare il tasso di disoccupazione resta buona. Come, sempre a detta del premier, resta buono l’impianto della legge di stabilità che – ci tiene a ricordarlo – “non è una manovra aggiuntiva di finanza pubblica”. In realtà, proprio la legge di stabilità, che introduce misure per almeno una decina di miliardi di euro, ha incontrato forti resistenze in parlamento. “Siamo pronti a valutare modifiche, ma senza variare i saldi”, spiega il presidente del Consiglio ricordando che non tutte le modifiche sarebbero accettabili. Tuttavia, il Prof non è intenzionato ad “assistere a modifiche dei saldi”. Il saldo non è il solo caposaldo a cui i tecnici non sono disposti a rinunciare. “Pur rispettando i saldi, certe modifiche ci vedranno d’accordo, altre potranno trovarci in disaccordo”, chiarisce pur rimanendo convinto del fatto che la combinazione di misure sia la migliore.
Monti è intenzionato ad andare avanti. Non un passo indietro. Pur ammettendo di aver fatto qualche errore, non dà spazio ai mea culpa. Così, difende il lavoro fatto in questi mesi dal governo e promuove i risultati raggiunti al vertice europeo. “Anziché sovraccaricare la disciplina di bilancio come se vivessimo in cattiva fede – spiega – abbiamo pensato di valorizzare l’incoraggiamento sulle riforme strutturali su cui i Paesi sono indietro”. A preoccupare il presidente del Consiglio non sono i dati sul sistema Italia che parlano di un pil in ribasso e di un mercato del lavoro in forte difficoltà, ma l’euroscetticismo che passa attraverso “rigetto dell’integrazione, populismo, nazionalismo odio per il diverso, e si sta aggravando via via per la crisi ha effetti sociali e psicologici”. Proprio per questo Monti rilancia l’idea di un summit ad hoc da tenersi in primavera, possibilmente a Roma. “L’aumento dei populismi euroscettici riguarda anche l’Italia, anche se meno che in altri Paesi”, avverte il premier spiegando di aver constatato in prima persona l’insofferenza per un’Unione europea che “viene vista come un po’ opprimente nel limitare spazi alle politiche interne”.

Infibulazione in italia

MILANO – «Secondo l’Oms, sono 135 milioni nel mondo le bambine che sono sottoposte ad infibulazione. Solo in Italia si calcola che le vittime siano circa 40mila. È il dato più alto in Europa, che in totale conta 500mila casi. L’infibulazione ha gravissime conseguenze sia fisiche che psicologiche». Parole scritte in una interrogazione di Antonio Palagiano, capogruppo Idv in Commissione Affari sociali alla Camera e responsabile Sanità del partito, indirizzata al ministro della Salute Renato Balduzzi. «Il problema dell’infibulazione investe pienamente anche il nostro Paese. Secondo l’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (Inmp), in Italia, ogni anno ci sono 2-3mila bambine a rischio di essere infibulate e nella sola capitale, dal 1996 ad oggi, sono state curate oltre 10mila donne immigrate vittime di questa pratica» scrive Palagiano.
LA LEGGE – «In Italia la legge n. 7 del 9 gennaio 2006, vieta la mutilazione genitale femminile, punendo chi la pratica con pene fino a 12 anni di reclusione e, per il medico che ne fosse autore, con l’interdizione dalla professione. Secondo l’Inmp, nel nostro Paese ci sarebbero ancora alcuni medici e anziane donne delle comunità migranti che, a pagamento, praticano l’infibulazione, spesso senza anestesia e con strumenti non sterili. Per aggirare le misure previste dalla nostra normativa, le bambine vengono spesso ricondotte nel Paese d’origine per subire l’orrenda procedura. In molti Paesi europei le mutilazioni vengono eseguite nei centri di chirurgia estetica vaginale o in quelli che effettuano piercing e tatuaggi – spiega il capogruppo Idv in Commissione affari sociali -. Per questo, chiediamo al ministro della Salute Balduzzi se non intenda avviare uno studio per definire il fenomeno dell’infibulazione in Italia anche in rapporto a quanto previsto dalla legge 7/2006 e promuovere campagne di sensibilizzazione nei confronti di un fenomeno che pare tutt’altro che superato, con particolare attenzione alle scuole e quindi a giovani e adolescenti». Pochi giorni fa all’Onu è stata discussa un proposta di risoluzione contro le mutilazioni genitali femminili avanzata dal gruppo dei Paesi africani e che potrebbe essere approvata entro l’anno.