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Il 90° anniversario della Marcia su
Roma
(28 ottobre 1922) può essere ricordato in vari modi e almeno
tre di base.

Lo si può demonizzare con la bava alla
bocca
come è abitudine della sinistra per tutto ciò che le si
oppone.
Lo si può esaltare acriticamente con
“pellegrinaggi” a Predappio e con coreografie ed espressioni
provocatorie finalizzate unicamente per indurre un travaso di bile
dei sinistri.
Lo si può collocare nel posto che gli
spetta nella Storia
.
A me piace provocare e, quindi, non
perdo occasione per cercare di scrivere (o di esprimermi) con tutti
quegli argomenti e tematiche che so essere particolarmente sgraditi
alla sinistra.
Lo stesso ricordare la ricorrenza di
oggi può appartenere a tale categoria.
Non rinuncio però alla speranza che ci
sia qualcuno che voglia interpretare il Ventennio contestualizzandolo
nel suo periodo storico
, attribuendogli quindi i meriti che gli
spettano che, come per tutti i cicli, le Idee, le persone che hanno
caratterizzato un periodo storico, esistono a volte anche in misura
maggiore dei difetti.
E la negatività del Fascismo si
riassume in poche parole: l’entrata in guerra assieme alla Germania.
Non è poco, perchè ha prodotto lutti
e perdite enormi per il Popolo Italiano
, ma non deve neppure far dimenticare o, peggio, manipolare i meriti che sono attribuibili al Fascismo.
Innanzitutto quello di aver per la
prima volta impostato una coalizione comprensiva non solo dei
Fascisti, ma anche dei Nazionalisti, Liberali, Cattolici come un
blocco sociale e politico che dopo la Grande Guerra salvò l’Italia
dalle violenze socialiste e comuniste
.
Poi le prime leggi sociali (maternità,
limiti orari) e le bonifiche di zone paludosi.
La rinascita dello spirito nazionale
restituendo all’Italia un ruolo di primo piano a livello mondiale e
la lotta alla criminalità organizzata nel sud.
L’istruzione con la riforma Gentile e
il tentativo di trasformarci in un popolo orgoglioso delle nostre
radici e della nostra identità
.
Vero, verissimo che tutto questo fu
progressivamente accompagnato da una sottrazione di quella libertà
di opinione
che, però, anche oggi è messa in pericolo da una
sovietizzazione che ripropone leggi punitive verso le opinioni
, anche
se sono opinioni differente da quelle ostracizzate nel Ventennio.
Come, quindi, tutti i periodi storici
luci e ombre sono presenti ed è diritto di ciascuno considerare
prevalenti le prime o le seconde
esclusivamente in base alle proprie idee e valutazioni e non per adeguarsi ad una massificazione del pensiero.
Un diritto che rivendico a cominciare
dalla scelta di ricordare questo novantesimo anniversario di un
evento storico
che non solo appartiene all’Italia, ma che ha
rappresentato ben più di un mattone nella costruzione di quello che è la nostra Nazione oggi e di quel che siamo noi stessi
.


28 ottobre 2005 La mia Marcia su Roma

28 ottobre 2006 L’eredità del fascismo
28 ottobre 2009 LXXXVII





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Ricevo e pubblico

Ricevo… e pubblico!

Diventa sempre più impellente una ………………………………………………….. con “defenestrazione”,

letteralmente “buttati giù dalla finestra”, come successe a Giuseppe Prina (*) il 20 arile 1814, alla fine del periodo napoleonico, che fu linciato dalla folla milanese inferocita. 
 
NON MERITANO ALTRO!

IN QUESTI GIORNI NON SI FA ALTRO CHE PARLARE DELLE SOZZERIE DEI

NOSTRI PARLAMENTARI… QUI DI SEGUITO UN’ALTRA BELLA NOTIZIA!!!

 

Scandaloso e vergognoso è “veramente dire poco !!!

La scelta della data del 13 aprile, per il voto in alternativa a quella del 6 aprile può apparire

casuale ma non lo è affatto: votando il 6 di aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura

non rieletti non avrebbero maturato la pensione.

Votando invece come stabilito dal Consiglio dei ministri il 13 aprile, ovvero una settimana


dopo, acquisiranno la pensione.

 

“E poi parlano di voler fare l’election day per ridurre i costi della politica!

Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in termini quantitativi, ma anche per

il messaggio dato al paese, perchè questo è il tipico esempio di come

“fatta la legge viene subito trovato l’inganno”.

MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 (sì avete letto bene: TRECENTOMILIONI,
chiaramente di Euro) DI COSTI PER QUESTA GENTACCIA CHE DOPO POCHISSIMI
MESI SENZA FAR NULLA HANNO GIA’ LA PENSIONE CHE E’ DI PLATINO (ALLA FACCIA
DEI PENSIONATI CHE DOPO UNA VITA DI LAVORO PER MANGIARE 
RACCATTANO LA
VERDURA RIMASTA A TERRA NEI MERCATI).

I TELEGIORNALI CORROTTI  E PREZZOLATI NON LO DICONO,

 

I GIORNALI NEMMENO,

 

SOLO INTERNET PERMETTE DI CONOSCERE QUESTA SCHIFEZZA

 

FATE GIRARE QUESTE INFORMAZIONI, TUTTI DEVONO SAPERE !!!

(*) Giuseppe Prina

Libertà di opinione

Ieri a Bologna si è svolta una manifestazione omosessuale.
Per contrastarla Forza Nuova ha inalberato lo striscione di cui alla fotografia, accompagnandolo con una nota che riporto da Il Resto del Carlino online Cronaca di Bologna :

La città che vide, nove secoli fa, la rinascita e lo studio del diritto romano e dove furono inaugurate la scuola dei glossatori e una università che estese l’opera e il pensiero giuridico in tutta Europa, ponendo le basi del diritto vigente, oggi si ritrova assessorati comunali, provinciali e regionali che confondono il significato del termine ‘cultura’ (da loro ridicolmente rappresentata) con un’altra parola che con la prima condivide solo le prime tre lettere”. In “questo clima tragicomico, Forza Nuova invita tutte le persone sane ed oneste a far sentire la propria voce di indignazione contro quest’ennesima offesa”. 

E “soprattutto invita le autorità ecclesiastiche, sempre attente a non urtare la suscettibilità delle comunità ebraiche e dei suoi esponenti, a chiedersi perché l’ambasciata d’Israele -se la notizia riportata dal sito della manifestazione e’ vera – abbia ufficialmente appoggiato questa kermesse”.

Niente di offensivo, solo una opinione che, dai commenti ne Il Giornale, appare ampiamente condivisa.
Eppure è bastato questo per scatenare l’aggressione verbale al movimento politico guidato da Roberto Fiore, con dichiarazioni veementi del sindaco Merola, dei partiti di sinistra  e persino della “cattolica” Silvia Noè che credo sia capogruppo in regione per l’Udc e condivisa dal segretario cittadino del partito di Casini che avrebbe dichiarato che “L’Udc esprime la propria solidarieta’ nei confronti di chiunque è vittima di aggressioni, verbali e non, e auspica che ogni confronto politico sia improntato su valori di ascolto e rispetto reciproco”.
Immagino, quindi, che l’Udc solidarizzi con Forza Nuova per l’aggressione verbale subita dalla sinistra per avere espresso una opinione.
Non si capisce, infatti, perchè debba essere legittimo esprimere l’opinione che l’omosessualità sia un normale stato dell’individuo alla pari dell’essere uomo o donna e invece non sia altrettanto legittimo esprimere l’opinione contraria.



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Per la libera diffusione delle opinioni

L’argomento non l’ho approfondito, ma tutto ciò che può essere utile per difendere e rinforzare la libertà dell’Individuo, a cominciare da quella di opinione e dal diritto inalienabile a diffonderla ed a portala a conoscenza del prossimo, mi trova sensibile.
Invito quindi tutti a leggere il post di Nessie che denuncia come sia in atto un tentativo di sopprimere la libertà di opinione dei blogger all’interno di una legge che dovrebbe garantire la libertà di stampa.







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Nell’assoluto silenzio… blogger peggio di stupratori e assassini…

Prelevato e copiaincollato dal blog di Nessie
Ci risiamo. Si sapeva che la rete era sempre nel mirino, e ai vari tentativi di bavaglio ai blog ho già dedicato numerosi post pregressi (*). Ora per completare il paesaggio totalitario di guerra (la pesante guerra finanziaria che ci muovono è pur sempre una guerra scatenata con altri mezzi), rieccoci al punto di partenza. Siamo alla prigione planetaria e passo dopo passo, l’intero pianeta diverrà una gabbia con le sbarre invisibili ma efficaci, dove non sarà concesso più alcuno spazio di libertà. Distopie? no, la distopia orwelliana e huxleyiana è già qui. La casta dei politici e dei tecnocrati si difende da chi osa attaccarli ancora a muso duro. E a muso duro, sono rimasti solo i blogger, visto l’addomesticamento e l’anestesia della stampa ufficiale. Contro la quale, pure ci si accanisce per intimidirla e sottometterla più di quanto non lo sia già, attraverso nuovi pesanti ricatti economici previsti dal recente ddl. Far pagare, estorcere più quattrini possibile, intimidire, reprimere, controllare sembrano i motti maramaldeschi di questo nuovo totalitarismo degli anni 2000. Ecco cosa scrive nel merito il bravo Claudio Messora del videoblog byoblu, un blogger tra i più attivi, che è riuscito a portare le sue tesi perfino in tv (è costante ospite della trasmissione L’Ultima Parola). Ve lo ricordate il diritto di rettifica? Quella norma allucinante contenuta nel Ddl Intercettazioni che estendeva alla rete una serie di obblighi che avevano un senso se pensati nel 1948 per la carta stampata? Avevamo lavorato molto, io e voi, su questo blog, per scongiurarla. E ci eravamo riusciti, riuscendo a a far passare il nostro emendamento in Commissione Giustizia. Ecco l’ultimo l’annuncio che ne avevo dato. Poi il Ddl Intercettazioni si era arenato. Ma non si sono dati per vinti: il diritto di rettifica applicato al web 2.0 è stato ripresentato, grazie al caso Sallusti, ed è più feroce e inconcepibile di prima. E il Senato l’ha già approvato. Abbiamo meno di 24 ore di tempo. E’ la vendetta dei partiti contro il web che gli ha rotto il giochino. Si tratta come dicevo, della vendetta della politica e del giornalismo organico ai politici, sulla rete.
E ancora Debora Billi, nel Blog Crisis, What crisis?:
Sapete che ci sono stati blogger minacciati o trascinati in tribunale per aver detto che al tale ristorante si mangia male? O che la tale marca di jeans non è affatto made in Italy ma made in Bangladesh? O che la tale azienda mobiliera ritarda con le consegne? O che la tale trasmissione TV è brutta? C’è persino gente querelata dalla Massoneria …voi ne parlate sempre bene, della Massoneria? In Rete ci sono migliaia, decine di migliaia di post, magari letti da 4 gatti, che denunciano questo e quello, dalle cozze avariate della pizzeria sotto casa all’amianto nascosto sotto un terreno privato, (…). In altre parole, l’obbligo di rettifica costringe e rettificare anche verità oggettive, lampanti e sacrosante, per non finire nelle pesti. Insomma, chi promuove simili criteri liberticidi ha in mente solo la realizzazione di uno stato di polizia del pensiero. Senza contare che dato che un blog non è una testata, il blogger che se ne va in vacanza e non aggiorna la sua piattaforma, può incappare negli ultimatum delle 24 ore. Insomma, vogliono trasformare a viva la forza i blog in innocui diarietti che parlano di gite scolastiche o mettono fotografie sul cantante preferito, sulla squadra di calcio preferita, ma non devono parlare di politica, di MES, di Fiscal Compact, di Fondo Salvastati, di Troika e di altri argomenti considerati tabù. Salvo poi prelevare coattivamente i profili degli utenti di Facebook (anche se magari vi si parla di hobby, vacanze e tempo libero) per girarli direttamente al Ministero degli Interni, senza nemmeno interpellare il Parlamento, in barba ad ogni legge sulla privacy. Almeno in Usa ci vuole l’autorizzazione del Congresso per poter fare una simile nefandezza da Gestapo, da Ceka e da Stasi. Qui, invece, nisba. Poi però, pretendiamo andare a esportare la democrazia nel terzo e quarto mondo. Forse proprio perché non ce n’è abbastanza a casa nostra. Propongo che gli altri amici blogger, riportino sui loro siti, quanto sta emergendo a loro danno. Più siamo, meglio è.

Giudicocrazia, ora ci siamo.

E’ ufficiale, siamo in giudicocrazia. A pochi giorni dall’ arresto di Sallusti, imminente, ecco che arrivano due sentenze epocali. La prima, nonostante tutti gli scienziati del mondo concordino che i terremoti non siano prevedibili, manda condannati a 6 anni i vertici della Commissione Grandi Rischi. La seconda,odierna, pronuncia la prima condanna di Silvio Berlusconi. Con interdizione a presentarsi alle Elezioni. 
Via libera alle sinistre per trasformarci in Bielorussia.

Dopo Berlusconi la guerra (alla sinistra) continua

E così Berlusconi ci ha fatto la
sorpresa di rinunciare a concorrere per Palazzo Chigi.
Forse … come scrive Feltri e come
spero anche io.
Ma facciamo finta che sia reale la
rinuncia che, comunque, è pienamente comprensibile e giustificabile
sul piano umano.
A Berlusconi vada il ringraziamento
degli Italiani, quelli veri
, che da lui hanno ricevuto, per la prima
volta nel dopo guerra, una speranza di cambiamento nel modo e
nell’interpretare la politica.
Berlusconi esce di scena sicuramente
più povero, economicamente, di quanto non fosse quando fece la sua
discesa in campo
, se non altro per i quasi seicento milioni che la
ostile magistratura lo ha obbligato a pagare al suo arcinemico De
Benedetti e che non avrebbe scucito se avesse seguito le orme
prudenti dei Montezemolo e di tutti gli altri “imprenditori”
che, tenendo famiglia, rifuggono dal dire quello che pensano e,
soprattutto, dall’impegnarsi in prima persona per la collettività
nazionale.
Berlusconi ha riunito il Centro Destra
che, prima, era succube della pregiudiziale antifascista imposta
dalla propaganda comunista.
Berlusconi ha distrutto “l’arco
costituzionale”
una infame costruzione teorica utile solo alla
marcia comunista di occupazione dei centri di potere statale.
Berlusconi ci ha provato e forse poteva
fare di più, ma proprio durante il suo mandato si sono verificati
fatti tremendi come l’attacco islamico negli Stati Uniti dell’11
settembre 2001, il terremoto in Abruzzo e il fallimento di un colosso
come Lehman Brothers’
nel 2008, tutti affrontati, è bene
sottolinearlo, senza mettere le mani nelle tasche degli Italiani,
senza l’applicazione di tasse una tantum o “di scopo”
come
avrebbero fatto a sinistra e hanno effettivamente fatto
con la tassa
“sulla salute” o quella “sull’europa” Ciampi e
Prodi o con la sottrazione del sei per mille, nottetempo, dai conti correnti dei
risparmiatori come fece Amato).
Berlusconi ci ha provato, forse poteva
fare di più, ma da solo, davanti ai tradimenti della Lega nel 1994,
di Casini e Fini poi
, è già molto che abbia governato per poco più
di nove anni regalandoci il miglior periodo di governo da quando i
socialisti furono imbarcati nella maggioranza da Fanfani nel 1962 e
al governo da Moro nel 1963 c
on le successive nazionalizzazioni che
segnarono l’inizio della fine della nostra economia.
Mentono sapendo di mentire quelli che
parlano di venti anni di governo del Centro Destra mentre, purtroppo,
sono stati poco più di nove e neppure consecutivi.
Ma se invece guardiamo all’influenza,
alla caratterizzazione di questo periodo, sì, il Ventennio tra il
1994 e il 2012 andrà sotto il nome di “era Berlusconi”
e
mentre Silvio Berlusconi avrà un capitolo intero nei libri di
storia, i suoi nemici da Ochetto a Prodi, da d’Alema a Casini e Fini,
passando per Scalfaro, Ciampi e Napolitano
avranno (forse …) solo una riga come nota a piè di pagina.
Berlusconi ci ha provato, forse poteva
fare di più, anche a riformare lo stato e qui siamo mancati noi
elettori che abbiamo bocciato la riforma costituzionale del 2005.
Berlusconi ci ha provato, anche se
forse poteva fare di più, a difendere i nostri risparmi e la nostra
libertà di opinione e di comunicazione dalle pesanti intromissioni
dello stato.
Lui è stato il primo a ridurre le
tasse, ad abolire la tassa sui morti, ad abolire l’ici
, poi, però,
gli altri le hanno ripristinate appena tornati al potere.
Adesso Berlusconi (forse …) si
riposerà e gli auguro di godersi in piena salute per decenni i suoi soldi, a noi il compito di fare un altro passo in avanti con la
realizzazione di quello che è stata l’incompiuta di Berlusconi: la
creazione di un Centro Destra solido che possa realizzare il
programma riformatore solo abbozzato da Berlusconi
, restituendo i
risparmi ai cittadini, garantendo la libertà individuale,
allontanando lo stato dalle nostre tasche e dalla nostra vita.
Berlusconi con la sua rinuncia ha
proposto le “primarie” del Centro Destra.
Personalmente sono contrario a tale
strumento
perchè credo che a decidere chi debba essere il capo di un
partito e, quindi, il candidato alla presidenza del consiglio debbano
essere gli iscritti, i militanti, i sostenitori,
coloro cioè che con
l’impegno personale, mettendoci la faccia, con una adesione in tempi
non sospetti o finanziando le iniziative del partito, hanno
contribuito alla sua azione.
Non mi piace che possa decidere, con
parità di voto, un illustre sconosciuto che si presenta magari
all’ultimo momento e poi non si fa più vedere, non ha distribuito
volantini per strada non ci ha messo e non ci metterà la faccia.
Non è un discorso personalista perchè
anche io non sono iscritto e, quindi, secondo le mie regole non
dovrei votare
.
E, al momento, non penso che andrò a
votare neppure se mi fosse concesso.
A meno che la situazione non fosse tale
da indurre a sostenere uno specifico candidato per la sua storia e
per quello che rappresenta e potrebbe realizzare con la sua vittoria.
Ho letto tanti nomi, tante
autocandidature, tante segnalazioni che poi non trovano riscontro
neppure dal diretto interessato.
Inutile dire che il mio candidato
ideale sarebbe un Berlusconi di venti o trenta anni più giovane
.
Ma non c’è.
Sicuramente tutti i nomi che appaiono
nel Pdl sono di caratura di gran lunga superiore ai Bersani, ai
Renzi, ai Vendola,
quindi non c’è un problema di persone, ma c’è il
problema di avere qualcuno con il “quid“, di cui parlava
Berlusconi, che poi altro non è che il carisma e l’autorevolezza per
trascinare un popolo
, come quello di Centro Destra, che ha
nell’individualismo la sua più grande virtù e il suo maggior
difetto e per muoversi a favore di qualcuno deve essere fortemente
motivato e trascinato.
Vedremo in questo mese e mezzo che ci
separa dalle ipotetiche “primarie” quali saranno le regole
e chi sarà realmente candidato.
L’importante, comunque, è che sia uno
che riprenda i temi di Berlusconi sulle tasse, sulla libertà
individuale, sull’anticomunismo
.
Perchè dopo Silvio Berlusconi la
guerra, alla sinistra, continua
, con quel che verrà dopo il Pdl se risulterà idoneo o congelando il proprio voto con Forza Nuova.

Nota aggiuntiva dopo la sentenza di condanna in primo grado da parte del Tribunale di Milano. 
Ancora una volta abbiamo dimostrazione che non è possibile avere fiducia nella giustizia italiana.
La condanna di Berlusconi da parte del Tribunale di Milano troverà estimatori (a sinistra) e difensori del Premier eletto dagli Italiani nel 2008 (nel Centro Destra)

Chissà che questa condanna non spinga Berlusconi a ripensare al ripensamento e scendere nuovamente in campo per una battaglia campale contro il suo e nostro nemico di sempre: la sinistra.



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Accanimento contro i blog e la rete

 
 
Ci risiamo. Si sapeva che la rete era sempre nel mirino, e ai vari tentativi di bavaglio ai blog ho già dedicato numerosi post pregressi (*). Ora per completare il paesaggio totalitario di guerra (la pesante guerra finanziaria che ci muovono è pur sempre una guerra scatenata con altri mezzi), rieccoci al punto di partenza. Siamo alla prigione planetaria e passo dopo passo, l’intero pianeta diverrà una gabbia con le sbarre invisibili ma efficaci, dove non sarà concesso più alcuno spazio di libertà. Distopie? no, la distopia orwelliana e huxleyiana è già qui. La casta dei politici e dei tecnocrati si difende da chi osa attaccarli ancora a muso duro. E a muso duro, sono rimasti solo i blogger, visto l’addomesticamento e l’anestesia della stampa ufficiale. Contro la quale, pure ci si accanisce per intimidirla e sottometterla più di quanto non lo sia già, attraverso nuovi pesanti ricatti economici previsti dal recente ddl. Far pagare, estorcere più quattrini possibile, intimidire, reprimere, controllare sembrano i motti maramaldeschi di questo nuovo totalitarismo degli anni 2000. Ecco cosa scrive nel merito il bravo Claudio Messora del videoblog byoblu, un blogger tra i più attivi, che è riuscito a portare le sue tesi perfino in tv (è costante ospite della trasmissione L’Ultima Parola).
Ve lo ricordate il diritto di rettifica? Quella norma allucinante contenuta nel Ddl Intercettazioni che estendeva alla rete una serie di obblighi che avevano un senso se pensati nel 1948 per la carta stampata? Avevamo lavorato molto, io e voi, su questo blog, per scongiurarla. E ci eravamo riusciti, riuscendo a a far passare il nostro emendamento in Commissione Giustizia. Ecco l’ultimo l’annuncio che ne avevo dato. Poi il Ddl Intercettazioni si era arenato. Ma non si sono dati per vinti: il diritto di rettifica applicato al web 2.0 è stato ripresentato, grazie al caso Sallusti, ed è più feroce e inconcepibile di prima. E il Senato l’ha già approvato.

Abbiamo meno di 24 ore di tempo. E’ la vendetta dei partiti contro il web che gli ha rotto il giochino. Si tratta come dicevo, della vendetta della politica e del giornalismo organico ai politici, sulla rete.
 

E ancora Debora Billi, nel Blog Crisis, What crisis?:
 
Sapete che ci sono stati blogger minacciati o trascinati in tribunale per aver detto che al tale ristorante si mangia male? O che la tale marca di jeans non è affatto made in Italy ma made in Bangladesh? O che la tale azienda mobiliera ritarda con le consegne? O che la tale trasmissione TV è brutta? C’è persino gente querelata dalla Massoneria …voi ne parlate sempre bene, della Massoneria?
In Rete ci sono migliaia, decine di migliaia di post, magari letti da 4 gatti, che denunciano questo e quello, dalle cozze avariate della pizzeria sotto casa all’amianto nascosto sotto un terreno privato, (…).
In altre parole, l’obbligo di rettifica costringe a rettificare anche verità  oggettive, lampanti e sacrosante, per non finire nelle pesti. Insomma, chi promuove simili criteri liberticidi ha in mente solo la realizzazione di uno stato di polizia del pensiero. Senza contare che dato che un blog non è una testata, il blogger che se ne va in vacanza e non aggiorna la sua piattaforma, può incappare negli ultimatum delle 24 ore.
Insomma, vogliono trasformare a viva forza i blog in innocui diarietti che parlano di gite scolastiche o mettono fotografie sul cantante preferito, sulla squadra di calcio preferita, ma non devono parlare di politica, di MES, di Fiscal Compact, di Fondo Salvastati, di Troika e di altri argomenti considerati tabù.
Salvo poi prelevare coattivamente i profili degli utenti di Facebook (anche se magari vi si parla di hobby, vacanze e tempo libero) per girarli direttamente al Ministero degli Interni, senza nemmeno interpellare il Parlamento, in barba ad ogni legge sulla privacy. Almeno in Usa ci vuole l’autorizzazione del Congresso per poter fare una simile nefandezza da Gestapo, da Ceka e da Stasi. Qui, invece, nisba.
Poi però, pretendiamo andare a esportare la democrazia nel terzo e quarto mondo. Forse proprio perché non ce n’è abbastanza a casa nostra.
Propongo che gli altri amici blogger, riportino sui loro siti, quanto sta emergendo a loro danno. Più siamo, meglio è.

Qui sul videoblog Byoblu, troverete l’elenco di tutte “le stramaledette leggi contro la rete”.