Boldini, Previati, De Pisis (ed altri) a Ferrara

Per quante idee circolassero in mente in questo periodo da realizzare sul blog, non si può non dedicare un post a questo evento ferrarese, che si estende dal 13 Ottobre al 13 Gennaio.

Per i circa 2 secoli rappresentati alla Mostra presso Palazzo dei Diamanti, sono stati movimentati quadri famosi e meno, comunque piccole e grandi gemme della produzione nostrana, di area specie ferrarese.

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Caos degenerativo

In Sicilia l’astensione è maggioranza assoluta: 53%, ma viene eletto presidente della regione un comunista, omosessuale e cattolico (?) che ottiene il 14% dei voti del corpo elettorale e con la complicità determinante dell’Udc di Casini i cui voti erano considerati “infetti” quando si trattava di votare Cuffaro assieme al Centro Destra mentre adesso sono profumati.
Il primo partito è quello di Grillo (senza programmi, senza idee, solo distruttivo) con il 7% dei voti del corpo elettorale.
Il Centro Destra diviso dalle ambizioni personali divide il suo 20% tra due candidati che si fanno la guerra e, meritatamente, perde.
Il caos provocato dagli antiberlusconiani e dal montismo è degenerativo, perchè dalla fotografia della Sicilia non potrà uscire nulla di buono.
L’Italia del 2012 somiglia alla Bisanzio del 1453 e finì male, molto male.
Il moderatismo non paga.





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No comment di palazzo chigi

Un commento: “Ma insomma cosa si aspettava questo triste fìguro. Ogni volta che ha preso la parola in un consesso economico in Italia e fuori, non ha mancato l’occasione per attaccare il governo precedente reo di tutti i mali italici ed oltre; ogni pazienza ha un limite. E poi lui, con tutti i suoi titoli che risultati può vantare? Uno spread che non si schioda dai 300pt; una recessione come mai si è vista in Italia; un’emorragia di posti di lavoro e una morìa di industrie senza fine; il carico fiscale più alto del mondo; una giustizia che mette sotto tutela tutto e tutti. Ma lui dice che se non fosse intervenuto il suo governo sarebbero successi sfracelli inenarrabili. Forse, ma siamo nel campo delle ipotesi. La realtà dei risultati del governo dei tecnici, invece, è sotto gli occhi di tutti e può essere descritta con una sola parola: DISASTRO.”
Roma – Il gelo di Palazzo Chigi nei confronti dell’ultima zampata berlusconiana si traduce in un blindatissimo «no comment» alle parole del Cavaliere. La situazione, sebbene molto tesa, è ancora molto confusa e il premier non vuole certo dar vita a un botta e risposta con il Cavaliere. Il «momento è troppo incerto» ammettono fonti governative, facendo intendere che Monti attenda una sorta di correzione di tiro da parte di Berlusconi.In fondo il Cavaliere ha soltanto minacciato di riconsiderare la fiducia al governo, cosa che peraltro ha già fatto in passato. Non solo: anche Bersani ha lanciato messaggi bellicosi per cercare di tirare il governo dalla sua parte. Insomma, magari Berlusconi ha dato fuoco alle polveri sull’onda dell’ira funesta dopo una condanna che ritiene assurda e profondamente ingiusta. Una pistola carica sul tavolo, puntata sul governo, da cui tuttavia non è partito alcun colpo. Ma la rivoltella, questa volta, ha il cane alzato; e non è escluso, anche se dal governo tengono la bocca cucita, che in queste ore siano partite frenetiche telefonate diplomatiche per far pressioni sul Cavaliere. E convincerlo all’ennesima rettifica sulla lealtà data al governo. Naturalmente il personaggio chiave dell’operazione moral suasion resta Gianni Letta, da sempre l’uomo che tiene i canali aperti con il Quirinale. Proprio Napolitano, ieri, ha incrociato il premier nella basilica di Santa Maria degli Angeli, in occasione dei funerali del caporalmaggiore Tiziano Chierotti, ma del breve colloquio intercorso tra i due nulla trapela. Probabile, tuttavia, che nelle stesse ore si siano alzate in volo le colombe pidielline per scongiurare lo strappo definitivo. In effetti ci sono segnali evidenti che dimostrano come la posizione strong del Cavaliere non venga sottoscritta dall’intero partito. E anche se arrivasse l’ordine di staccare la spina all’esecutivo, non tutti i pidiellini sarebbero disposti a eseguirlo.Di sicuro la situazione s’è ingarbugliata e l’azione del governo Monti risulta alquanto impantanata. Non solo a causa della linea ondivaga del Pdl, posto che appena una settimana fa era stato Bersani a minacciare il governo di non votare la legge di stabilità. Insomma, il Professore si sente sulla graticola ma soprattutto teme che tutti gli sforzi fatti fino a ora da Palazzo Chigi possano essere vanificati da quella che ritiene essere una campagna populista. Se anche il premier ammette che molte delle sue misure abbiano effetti recessivi sull’economia, è però ancora convinto che non si possa allentare la cinghia del rigore. Per cui mal sopporta le proposte berlusconiane sul dietrofront all’Imu, sull’attenuazione del potere di Equitalia e le vibranti accuse nei confronti della Germania della Merkel. Sono le cosiddette «politiche creative» che continuano a preoccuparlo, a prescindere dallo stato di salute del suo governo.Ma c’è un altro campanello d’allarme che trilla forte nelle orecchie del premier e si chiama «grande palude»: ossia una lunghissima ed estenuante campagna elettorale che duri sei mesi, senza che all’orizzonte si veda lo spiraglio di un esito certo e – agli occhi del premier – auspicabile. Monti continua a vedere il diluvio dopo di sé, scatenato dalle nubi populiste che hanno nomi ben precisi: Grillo, Vendola e, da qualche giorno, anche Berlusconi. Ecco perché qualcuno non esclude l’opzione: scioglimento anticipato delle Camere, elezioni, presa di coscienza dell’ingovernabilità totale e Monti bis. Ma visto che nel partito di maggioranza relativa, il Pdl, continua a regnare il caos, la parola d’ordine è nervi saldi. E silenzio.L’unico a parlare è il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini: «Capisco lo stato d’animo di Berlusconi ma non ho l’ansia che il Parlamento stacchi la spina, non ho il respiratore artificiale e so respirare da solo… – dice con ironia – Berlusconi ha parlato di pressione fiscale e recessione. Ma non è giusto pensare che il governo sia un assatanato tifoso delle tasse».

E’ l’ora del Sole

Finalmente da ieri siamo tornati con l’ora solare, l’ora naturale seguita sin dagli albori dell’Umanità.
E’ un gran comunicare che, con l’ora statale (chiamarla così si rende meglio l’idea della imposizione artificiale) si sarebbero risparmiati miliardi.
E se invece si tornasse alle attività da svolgere, come una volta, durante il ciclo del Sole ?
Cosa cambierebbe ?
In una giornata le ore di illuminazione naturale sono sempre le stesse e sarebbe sufficiente che le attività produttive iniziassero alle otto di mattina anzichè alle nove o anche alle dieci, per risparmiare ugualmente.
Tanto le ore dedicate al lavoro restano sempre otto (circa).
E le attività a ciclo continuo, invece, sfruttano la stessa illuminazione artificiale di sempre, con l’ora statale e con l’ora naturale.
Magari iniziare prima le attività produttive della giornata consentirebbero anche di anticipare le ore del divertimento serale (che restano sempre le stesse, con l’ora naturale o con quella statale) e forse si risparmierebbero eccessi e incidenti.
A ben vedere l’ora statale è un’altra intromissione (pesante) nelle nostre vite da parte del Moloch stato.





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Il misero col bisogno di alleanze per vincere la poltroncina…

“Berlusconi in 24 ore è passato dagli elogi, agli attacchi, alle minacce. Ma la politica non ha bisogno di ricatti”, ha detto Pierferdinando Casini commentando le parole pronunciate dal Cavaliere ieri pomeriggio a villa Gernetto. “Se Berlusconi andrà dritto per questa strada si troverà solo. C’è una grande parte di moderati, anche nel Pdl, che non è disposta a mettere a rischio la tenuta del Paese”, ha aggiunto il leader dell’Udc. “Berlusconi ha devastato, in questi anni, l’unità dei moderati per cui ieri ha dimostrato che su quella base si può creare un partito populista di destra che non ha nulla a che fare con il Partito popolare europeo nè con i moderati”, ha poi detto Casini a SkyTg24. “Mi sembra che siamo in uno stato di confusione generalizzato, ma da questa vicenda penso che i moderati possano uscire rafforzati – ha aggiunto -. Oggi sappiamo qual è la rota e non è questa, è certamente un’altra e io mi auguro che tanti moderati, anche nel Pdl, facciano sentire la loro voce. Il silenzio è già eloquente”.

Deliri di un imbecille

Un commento: “l’unico Governo tecnico sotenuto da tutti, cos’ha combinato? Ha messo gli italiani ancora più in mutande rispetto a prima. Pensioni da fame, giovani a spasso, precari sempre più precari. Le riforme? Non ditemi quelle della Fornero, saranno da rifare. Il resto? Monti, vada a casa noi italiani non la meritiamo.”
Noi abbiamo fatto un vero miracolo, mettendo a lavorare assieme forze che fino lì si consideravano reciprocamente nemiche. Quando è entrato nella grande salal zeppa di genitori e bambini, è stato accolto da un mix di applausi e di fischi. Ma lui, come al solito, non si è scomposto, spiegando che “a questo (tagli, tagli e poi ancora tagli, ndr) si è arrivati perchè in passato sono state fatte promesse che poi non potevano essere mantenute”. Poi ha cominciato a parlare con la flemma di sempre, con quel suo tono pacato (e francamente anche un po’ noioso) col quale è solito parlare in pubblico. Con cui annuncia tasse da estorsione o racconta episodi di gioventù. E con cui ha spesso bastonato la condotta della classe politica della Seconda Repubblica. Lo ha fatto anche ieri, Mario Monti, nel corso del suo intervento al Festival della Famiglia di Riva del Garda. Dove ha affermato di essere nientemeno che il riappacificatore della politica italiana: “Noi – ha detto riferendosi al suo governo – siamo riusciti nell’intento di far lavorare assieme forze politiche del paese che si consideravano come veri e propri nemici. E che ultilizzavano le loro migliori risorse non per fare l’interesse e il bene del paese, ma per cercare di distruggersi”. Il passo di considerarsi il Messia è ormai vicino. Aspettiamo Natale.