Ma si, suvvia…

… pensiamo a scarcerare i delinquenti perchè in carcere, poverini ci stanno male e soffrono… invece, tartassiamo ancora un pò gli italiani onesti, vah.
Dalla prossima settimana gas e luce aumenteranno di 1,1 e 1,4%: in un anno pagheremo oltre 20 euro in più. Sarà un autunno caldo, per colpa delle bollette. Dal primo ottobre sono previsti nuovi ricanri sui prezzi di gas ed energia elettrica. Secondo quanto stabilito dall’Autorità per l’energia, per le famiglie e i piccoli consumatori serviti in tutela, il gas aumenterà dell’1,1% e l’energia elettrica dell’1,4%. La maggiore spesa su base annua sarà rispettivamente di 14 euro per il gas e di 7,6 euro per l’energia elettrica. A influire sulle variazioni, spiega una nota, sono principalmente gli inaspettati rialzi delle quotazioni petrolifere che in meno di tre mesi sono saliti di oltre il 20%. Tuttavia, per il gas, occorre sottolineare che l’applicazione del nuovo metodo di aggiornamento della ‘quota energia’ (Qe), approvato a giugno dall’Autorità, ha consentito di evitare, alla vigilia dei più alti consumi autunnali, un aumento che sarebbe stato dell’1,7% (pari a una maggiore spesa complessiva di 21 euro: l’esborso evitato, quindi, è pari a 7 euro su base annua). Infatti, grazie al nuovo meccanismo, il prezzo della materia prima gas (ovvero la Qe) è stato determinato con un mix di contratti di importazione di lungo periodo e una quota crescente di mercato spot, attualmente più favorevole per i consumatori. E’ prevista una nuova fase di riforma della Qe, già annunciata in Relazione Annuale e operativa dai primi mesi del 2013, che porterà ulteriori ribassi di prezzo alle forniture di gas alle famiglie. Per l’energia elettrica, oltre ai rialzi del petrolio, ha inciso la necessità di aumentare il gettito a copertura della voce A3 degli oneri di sistema per l’incentivazione alle fonti rinnovabili e assimilate nell’anno 2012. Parte dell’incremento della voce A3 legata all’incentivazione delle rinnovabili è attribuibile ad una previsione leggermente superiore alla stima del fabbisogno per l’anno in corso, anche a causa della contrazione dei consumi 2012 assoggettabili agli oneri generali.

Mi scapperebbe di ridere se …

Mi scapperebbe di ridere se non ci fosse da … avere paura.
Mentre in quasi tutti i Paesi islamici sono in corso violente manifestazioni contro l’odiato Occidente, scoppiate prendendo come pretesto un film ritenuto dal offensivo nei confronti del “Profeta” e mentre in Italia si continua ad accusare qualcuno di xenofobia e razzismo senza sapere nemmeno di cosa si sta parlando, si ha la sensazione che non ci si renda conto del serio pericolo che corriamo: il problema non è la forza devastante dell’Islam ma la spesso vigliacca debolezza dei Nostri Governi.
Continuiamo a vedere due pesi e due misure: da una parte c’è chi definisce xenofobo (o diremmo quasi “islamo-fobico”) qualunque provvedimento miri ad arginare l’arroganza di taluni precetti e comportamenti islamici, si vedano per esempio i menù appositi richiesti nelle terre terremotate, dall’altro assistiamo inermi a ciò che quotidianamente accade in Paesi come la Nigeria, il Pakistan, l’Egitto o il Sudan dove si è arrivati ad una sorta di “caccia al cristiano”, quasi come se fosse un gioco a premi.
L’Occidente tace davanti a questi massacri, ma la cosa ancor più grave è l’atteggiamento “occidente-fobico” di alcuni organi di informazione, un atteggiamento spesso ipocrita, assistenzialista, falsamente tollerante con cui si alimenta l’autodistruzione della nostra cultura e dei suoi valori di tolleranza e dignità dell’uomo. Siamo arrivati alla richiesta di leggi liberticide che impediscano il ripetersi di pubblicazioni stile vignette Danesi o Francesi.
E i Governi occidentali stanno al gioco! Quegli stessi Governi filo massonici che vogliono l’ingresso in Europa della Turchia, Paese che (senza entrare nel merito della competizione su “chi sia peggio di chi” tra integralisti e tiranni) molti sostengono sia sostenitore dei ribelli integralisti siriani e che finanzia la continua costruzione di Moschee e di scuole coraniche in tutti i Paesi europei, anche se ufficialmente ci vuol far credere di essere un paese laico e islamico moderato.
Nulla potrà fermare l’inesorabile avanzata dell’Islam e della sharia europea, tranne una nuova consapevolezza dei Governi che devono rendersi conto del fatto che è in gioco la loro stessa sopravvivenza, oltre a quella della loro storia ed identità. Di questo passo non si andrà da nessuna parte, il buonismo e la tolleranza invocata si trasformerà nella peggiore intolleranza verso noi stessi e la nostra storia, la nostra cultura, la nostra identità. La stragrande parte del mondo Islamico lo ha capito, detto e scritto da tempo e ci disprezzano identificandoci con il vuoto morale e l’assenza di fede e di valori. E così si continuano  a ignorare con paurosa miopia i sermoni di imam che ci urlano parole precise: “Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo, grazie alle nostre leggi coraniche vi domineremo.” 
 Disse il sommo poeta: “ Ai posteri l’ardua sentenza”.

O la Troika o la vita!

Gira per la rete un importante video del bravo Claudio Messora del videoblog  ByoBlu, che solitamente è anche ospite in studio nel programma L’Ultima Parola (venerdi Rai 2 h. 23, 30) condotto da Gigi Paragone. Il pezzo su come la Troika (FMI, BCE e commissione Ue) ricattò e minacciò il governo italiano in carica affinché lasciasse il posto a Monti e ai suoi, è stato replicato in tv ierisera. Non me  l’aspettavo. O meglio, ci speravo, ma non ci  contavo che potesse essere tirato fuori dal ghetto dell’Internet.
E invece mai perdere la speranza, è il caso di dirlo.
A parlare nel video è il senatore della Lega Massimo Garavaglia  che in soli due minuti e mezzo racconta come la BCE l’estate scorsa del 2011, abbia letteralmente ricattato il Parlamento per far cadere Berlusconi e mettere al suo posto Mario Monti, suo uomo di fiducia .
Garavaglia spiega in sintesi che la Troika (che ora tiene sotto il suo ferreo tallone Grecia e Spagna)  ha minacciato di far fallire il Paese bloccando l’acquisto di BTP nel caso  non si fosse appoggiato il futuro governo dei “tecnici”.

Beh, almeno la Lega ha cantato. Poteva farlo prima? Certamente sì, ma c’è chi non l’ha fatto subito, né adesso, né dopo, né lo farà mai. Intanto i giornali preferiscono occuparsi dei soliti ladri di galline, lasciando impuniti i delinquenti ricattatori europei. Nel corso della puntata in tv del programma sopra citato, è intervenuta anche l’economista Lidia Undiemi che ha tuonato contro quel MES (Meccanismo Europeo di  Stabilità) del quale i giornalisti non sanno manco cos’è.
Ecco dunque nel video, la pistola fumante sul golpe tecnofinanziario voluto dalla Troika.

Fini chi? Quello dei tortellini?

“Fli non si scioglie e, a quanto mi risulta, nemmeno l’Udc. Vedremo se presentare il simbolo”. Non ha dubbi il presidente della Camera, Gianfranco Fini parlando a Otto e mezzo su La7 delle prospettive di quello che era il Terzo polo. Poi il leader di Fli ha spalleggiato il Monti-bis: “Tanti italiani attendono dalla politica più responsabile un riferimento con una cultura di governo per rendere possibile un assetto politico che sia all’insegna dell’interesse nazionale. Il presidente del Consiglio più idoneo a fare ciò è Mario Monti”. Per quanto riguarda il centrodestra, Fini si è autoproclamato insieme a Casini come l’alternativa credibile: “Il Terzo Polo non c’è più ma ciò che abbiamo detto Casini ed io a Chianciano e ciò che spero Casini dirà ad Arezzo significa che c’è un obiettivo comune: costruire un’alternativa credibile di governo di centrodestra a Bersani e a Berlusconi. Una aggregazione che vada molto oltre Fli, che non si scioglie come mi risulta si sciolga l’Udc, ed altre eventuali altri liste di cui si parla”.

Cappuccetto rosso e il lupo

“Ohhh, nonna ma che occhi grandi che hai”. “E’ per guardarti meglio, Cappuccetto rosso”. E così, quando Cappuccetto rosso s’accorse che quella non era la nonna, ma era il lupo, estrasse la pistola. Sei colpi le bastarono.
Se ne parla già da un po’: monete e banconote hanno i minuti contati. La battaglia del governo contro l’evasione fiscale passa dai portafogli di tutti, nel nome della trasparenza e della tracciabilità di ogni movimento. Così, se dal 1° luglio 2013 potrebbe essere obbligatorio per negozianti e professionisti accettare il pagamento con bancomat o carta di credito per importi sopra i 50 euro, dal 2014 anche i tesserini magnetici potrebbero sparire. Come riporta ItaliaOggi, infatti, l’ultima bozza del decreto sviluppo spinge all’iperdigitalizzazione del cittadino: i pagamenti si potranno effettuare con il telefonino, la carta d’identità elettronica diventerà obbligatoria e gratuita e integrerà anche la tessera sanitaria, le ricette mediche saranno digitali. Contemporaneamente, tutti i pagamenti verso le pubbliche amministrazioni dovranno essere fatti con strumenti elettronici o bonifici, mentre ricette e cartelle cliniche potranno essere consultate online. Novità anche nelle scuole, dove i libri diventeranno digitali a partire dall’anno scolastico 2014-2015 e nelle piccole scuole si sperimenterà l’e-learning, con un insegnante collegato in videoconferenza.
Una rivoluzione degna di un film di fantascienza, in un Paese in cui il digital divide è ancora un problema. Basti pensare che sono ancora molte le zone non coperte da Adsl e dove una connessione veloce è quasi un sogno. Senza contare che secondo l’Istat il 41,7% delle famiglie italiane non è ancora in grado di usare sufficientemente un computer: siamo al 22esimo posto in Europa per diffusione delle tecnologie digitali e, con una velocità media di 5,5 Mbps, addirittura all’80esimo posto a livello globale per quanto riguarda la diffusione della banda larga. Non parliamo nemmeno della diffusione degli smartphone dotati di dispositivo di pagamento e soprattutto dei meccanismi per ricevere denaro dai telefoni di cui dovrebbero dotarsi i negozianti.  Eppure il governo ci prova e nel 2014 un decreto stabilirà la soglia minima per cui sarà “raccomandato” il pagamento elettronico, tramite carta di credito o cellulare. Ma oltre ai problemi tecnici, resta il problema delle risorse per consentire il passaggio al digitale. Adesso, nei Comuni in cui è possibile ottenere la carta d’identità elettoronica, il documento ha un costo a carico del cittadino. Se dovesse diventare obbligatorio a pagare dovrà essere lo Stato. Una parte dei soldi saranno presi dai 20 milioni di euro stanziati per la produzione e il rilascio della tessera sanitaria (già elettronica e gratuita). Si partirà con circa 30 milioni di euro per arrivare a un finanziamento dal 2014 di circa 82 mln di euro l’anno.

Berlusconi scalda i motori

Ieri, durante la presentazione del saggio di Brunetta, Silvio Berlusconi è tornato il Leader che vorrei, quello che seppe impedire la deriva marxista nel 1994 e registrare un poderoso recupero nel 2006.
I quotidiani di oggi sono pieni di commenti (per lo più acidi e terrorizzati) sulle parole del Premier eletto dal Popolo nel 2008 e i punti caldi sono stati l’attacco allo “stato di polizia fiscale” che deriva dalle troppe tasse e dal comportamento dei gabellieri di Befera riuniti sotto le insegne di “Equitalia” e la forte critica all’euro, alle modalità della sua introduzione (volute da Ciampi e Prodi), alla guida tedesca dell’unione, all’unione stessa e alla funzione esclusivamente antinflazionistica della Bce.
Un piccolo passo e Berlusconi arriverà a promuovere il ritorno alla Lira, come da tempo auspico.
I temi toccati da Berlusconi sono sensibili e consentono di rimarcare la differenza tra il Centro Destra e la sinistra, ormai prona ai voleri delle consorterie finanziarie internazionali che temono il ritorno di un Berlusconi euroscettico e sosterranno il pci/pds/ds/pd alle prossime elezioni.
Ma Berlusconi, nello scambio di battute con i giornalisti, ha anche detto una cosa molto importante: vedremo come sarà la legge elettorale.
Perchè è proprio sulla legge elettorale che si giocheranno le possibilità del Centro Destra e la futura geografia politica.
Se ci sarà un ritorno al proporzionale, con un premio di maggioranza al partito, è infatti obbligo non solo mantenere unito il Pdl, ma possibilmente aggregarvi ulteriori movimenti per superare i comunisti ed incamerare il premio che potrebbe anche, con un risultato intorno al 35% , consentire di conseguire la maggioranza assoluta.
Se, invece, il premio di maggioranza sarà attribuito ad una coalizione, non vedrei di cattivo occhio una nuova divisione del Pdl tra i liberaldemocratici di provenienza Forza Italia e la destra nazionale di provenienza Alleanza Nazionale che potrebbe riunificarsi con la Destra Radicale (La Destra, Fiamma, Forza Nuova e altri con esclusione netta dei finioti) per ridare vita al vecchio Msi e poi coalizzarsi con il centro sotto la leadership comune di Silvio Berlusconi.
Nell’un caso e nell’altro mi aspetto un forte recupero di consensi di Berlusconi, soprattutto se proseguirà sulla strada intrapresa ieri e, alla prima occasione utile che potrebbe anche essere la fiducia posta dalla Severino sul cosiddetto disegno di legge “anticorruzione”, mandare a casa Monti e i suoi che devono guadagnarsi il voto popolare per governare e non la semplice investitura dagli oligarchi speculatori internazionali.
Un recupero che ritengo pressochè certo perchè l’elettore Italiano è in maggioranza di Centro Destra e se anche è intellettualmente più libero e flessibile di quello che si ammassa a sinistra e ripete a pappagallo le parole d’ordine dei guru del politicamente corretto, al momento della decisione sa quale è il suo interesse.
E l’interesse degli Italiani, di tutti gli Italiani, non solo quelli di Centro Destra, è di difendere i propri guadagni dalla voracità del fisco e dalle clientele stataliste pagate con la rapina dei nostri redditi e dei nostri risparmi.
L’Italiano sa che con Berlusconi la rapina subirebbe una frenata e, forse, anche una retromarcia, mentre con la triade Bersani-Casini-Vendola o con il “tecnico” Monti la rapina ai nostri danni si perpetuerebbe e si allungherebbe di nuove torture.
Berlusconi sta già scaldando i motori per una campagna elettorale all’attacco, presumibilmente con qualche fuoco d’artificio che entusiasmerà e caricherà l’elettorato di Centro Destra facendo contemporaneamente schiumare i talebani della sinistra.
Ma prima di tutto occorre sapere con quali regole, con quale legge elettorale si andrà a votare.







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No all’ Aborto ! Milioni di Angeli in Paradiso lo urlano !

Partecipiamo in massa oggi alla Giornata di Preghiera e protesta contro la Giornata Mondiale pro-Aborto, insieme a “Voglio Vivere”, “Il Timone” e tanti volontari che oggi, in tutto il mondo stanno aderendo a questa iniziativa, anche inondando di mail le redazioni di tanti giornali. Alle 15 momento di solenne preghiera riparatrice in tutta Italia, insieme ai milioni di Angioletti Mai Nati che, dal Paradiso ci guardano e ci ammoniscono: “IO AVREI VOLUTO VIVERE…”
NO ALL’ ABORTO !!!!

Indagine conoscitiva. Niente di più utile da fare ?

Ascolto il Gr1 e imparo che una procura piemontese ha disposto una “indagine conoscitiva” sulle spese dei gruppi nella regione Piemonte.
Non ci sono indagati, non ci sono notizie di reato, se fosse realmente una indagine conoscitiva come dice la giornalista, sembrerebbe più una volontà di emulazione per quanto accaduto in Lazio (su denuncia reciproca, peraltro, di due “fratelli coltelli” del medesimo partito) e in Campania.
E la domanda sorge spontanea.
Ma la procura che promuove “indagini conoscitive” senza notizie di reato, non ha proprio nessun vero criminale da perseguire ?
Nessun processo da accelerare ?
Niente di più concreto e utile che trastullarsi con “indagini conoscitive” ?





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