Quando i numeri non contano

Il premier ha perso l’ennesima occasione per tacere. C’è gente che ancora sta in “ferie forzate” e non si sa fino a quando… proprio perchè la ripresa è imminente, ma lui questo non lo sa mica. O lo sa e mente sapendo di mentire.
Il premier Mario Monti ci crede (ancora). Continua a ripetere che la crisi economica è agli sgoccioli, che l’Italia sta uscendo dal tunnel e che il boom è dietro l’angolo. Non solo. A chi gli fa notare che i dati sono allarmanti, spiega con pacatezza che la ripresa non la si vede nei numeri ma io invito a constatare che la ripresa, se riflettiamo un attimo, è dentro di noi ed è una cosa che adesso è alla portata del nostro paese e credo anche che arriverà presto“. In realtà, la situazione economica è tutt’altro che tranquilla. Tanto che, anche oggi, gli industriali hanno lanciato l’ennesimo allarme: “L’autunno non è caldo, è bollente, ci sono casi di crisi aziendali che non finiscono sui giornali”. Intervenendo alla Telefonata di Maurizio Belpietro su Canale 5, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha duramente boccato la politica economica del governo Monti e, prendendo a esempio il caso Sulcis, ha accusato i tecnici di “latitare” nell’adottare “una politica industriale chiara”.
“Ci sono migliaia di piccole e medie aziende che stanno soffrendo mediaticamente in silenzio ma che sono la cosa che ci preoccupa di più”, ha denunciato Squinzi spiegando che le imprese italiane “potranno essere uniche quanto si vuole ma abbiamo bisogno di un paese normale, di semplificazioni burocratiche, se il nostro paese non assicura condizioni competitive, analoghe a quelle del resto d’Europa e del mondo non andremo molto lontano”. Secondo il leader degli industriali, il caso Ilva è emblematico per comprendere “la complicazione normativa e burocratica del Paese, con una regione che può imporre parametri più stringenti di quelli europei”. “Sono problemi che bisogna risolvere per dare una speranza a chi investe nel paese”, ha proseguito il numero uno di viale dell’Astronomia cogliendo l’occasione per bocciare la riforma sul mercato del lavoro firmata dal ministro del Welfare Elsa Fornero. Il presidente della Confindustria giudica, “al momento”, la riforma varata dal governo Monti come “un’occasione persa”, anche se ritiene che “si possa intervenire per migliorarla”. “Non giudichiamo la riforma in maniera positiva in quanto ha tolto molta flessibilità in entrata senza dare una vera svolta alla flessibilità in uscita”, ha spiegato Squinzi a Belpietro. Il calo della produzione industriale italiana è legato principalmente alla flessione dei consumi interni, dovuta in particolare al prelievo fiscale. Proprio per questo, a detta di Squinzi, “uno stimolo dei consumi interni è il modo più diretto e immediato per far ripartire la crescita”. “Bisogna lavorare in modo particolare sulla detassazione dei salari”, ha concluso il presidente di Confindustria auspicando da parte del governo Monti misure a più lungo termine come “il sostegno alla ricerca, per essere capaci di creare innovazione”.

Incompetenti o paraculi?

Era stato annunciato come un passo storico, realizzato anche su richiesta dell’Unione Europea, per evitare una procedura d’infrazione. Ma l’estensione dell’Imu ai beni di proprietà della Chiesa ora rischia di saltare. La causa del probabile stop è da ritrovarsi nella mancanza di un decreto attuativo del ministero dell’Economia, atteso per la fine di maggio. Senza decreto il prossimo anno poco cambierebbe e la Chiesa non pagherebbe l’Imu, come già fa. La notizia viene rilanciata da Milano Finanza. E la risposta del ministero non si fa attendere: “Nessuna proroga all’imposta, il decreto arriverà a breve e poi dovrà passare l’esame del Consiglio di Stato”. Ad aver causato qualche ritardo sarebbe stata la complessità “della materia”. Ma la lungaggine sul decreto “non pregiudica la corretta applicazione della norma, anche perché la scadenza della prima rata è il 16 giugno 2013”. Questo secondo il Ministero. Repubblica fa però presente che per ottenere l’esenzione dall’Imu occorre presentare “apposita dichiarazione”, come scritto nel Cresci-Italia. E la dichiarazione va consegnata entro il 2012, se si intende ottenere l’esenzione per l’anno successivo. Secondo il modello presentato nel decreto, che ancora non c’è. Inoltre spetta al decreto precisare quando scuole e ospedali cattolici possono essere esclusi dall’Imu. E quanto (in percentuale) debbano pagare strutture più difficilmente collocabili sul fronte commerciale o non commerciale delle attività.

Il nemico è Bersani, non Grillo

Neppure il mio amico Gaetano penserebbe ragionevolmente che io possa, anche solo per un istante, mettere Grillo e il suo movimento tra le mie opzioni elettorali.
Ciononostante credo opportuno stigmatizzare la campagna di stampa promossa anche dai quotidiani di Centro Destra Il Giornale e Libero (più contenuto) contro il comico genovese, proprio adesso che sembra dirigere i suoi strali contro Bersani e i comunisti.
Come in occasione della polemica sulle intercettazioni di Napolitano, il Centro Destra invece di incunearsi, non avendo posizioni da difendere, accentuando le difficoltà dei propri nemici naturali, si schiera al loro fianco.
E’ un errore.
Grillo non ha un programma e quel poco che si capisce dalla valanga delle sue parole (parla troppo chi non ha nulla da dire …) è antitetico al progetto culturale, etico, civile, economico e politico che dovrebbe permeare il Centro Destra.
Ma Grillo, sgomitando come fa, ha abbandonato il suo bersaglio tradizionale, Berlusconi, per incattivirsi contro Bersani e i suoi compagni.
Allora che senso ha scendere in campo contro Grillo e denunciarne le contraddizioni ?
Infatti se i blog sono un sensore del pensiero del Popolo di Centro Destra, non li vedo seguire queso indirizzo.
Al contrario, poiché Grillo, nella sua volgarità, evidenzia delle tare insite nella sinistra sarebbe opportuno coltivare e sviluppare quelle denunce, per mettere sempre più in evidenza le contraddizioni e le negatività della sinistra e dei suoi alleati nonché caudatari.
Quelli vecchi, come gli ex dc già passati armi e bagagli tra le file del pci/pds/ds/pd tipo Franceschini, Bindi, Prodi, Marini, Follini e quelli nuovi come Casini che si preoccupa di difendere il suo nuovo compare Bersani dallo assalto del sindaco di Firenze Renzi.
La stella polare del Centro Destra deve essere il fermare la metastasi rappresentata da Bersani, Casini e Vendola, quindi anche Grillo può essere utile alla bisogna.
A meno che non si pensi che Grillo attirerebbe i voti in libera uscita del Popolo di Centro Destra, ma anche in questo caso ci sarebbe la soluzione corretta: cavalcare gli stessi temi di Grillo e con le stesse modalità se sono produttive per mettere in difficoltà Bersani e compagni.
Perché il nemico è Bersani (ovviamente: ciò che rappresenta …) non Grillo.





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Prendi i soldi e scappa

 
Non è certamente  il titolo della commedia di Woody Allen, ma trattasi di un copione  ben più drammatico. Pare che si stia preparando la fuga dalla Grecia delle banche con camionate piene zeppe di banconote e che a dare la notizia sia stata RaiNews 24  riportando quanto affernato dal NYT,   articolo da me letto per il tramite del blog Crisis what Crisis?. Insomma, se qualcuno osa portare banconote in Svizzera gli mettono i cani labrador anti-contante alle calcagne per snidare il malloppo, ma evidentemente per banche del calibro di Merril Lynch e di Bank of America, si può fare, senza cani né polizia. E tutto questo mentre a noi non è concesso di prelevare più di quanto la giunta golpista dei tecnici non abbia stabilito coi nostri soldi (i fatidici 1000 euro). Ora è  fin troppo chiaro chi sono i “rastrellatori” di soldi veri.
 
Bank America e Merrill Lynch stanno preparando piani  per “riempiere camion di contante da mandare fuori da confini della Grecia così che i loro clienti possano continuare a pagare dipendenti e fornitori anche nel caso che la moneta non fosse più a disposizione”.
Mentre la Ford, continua ancora il giornale newyorkese, “ha configurato gia’ i propri sistemi informatici per poter eventualmente gestire una nuova valuta greca”. Inoltre le “banche e le società di consulenza stanno fornendo consulenze ai propri clienti su come
prepararsi ad una zona euro spaccata”, aggiunge il NYT …

E ancora:
 
Le aziende americane si stanno preparando per quello che tempo fa era impensabile: al fatto che la Grecia possa essere presto costretta a lasciare l’eurozona. (…) Le filiali di Bank America e Merrill Lynch stanno preparando piani per riempiere camion di contante da mandare fuori da confini della Grecia.
Heirner Leistein, della Boston Consulting Group di Colonia che, come altre societa’ di analisti, ha stimato che l’annuncio di un eventuale uscita dall’euro di Atene potrebbe avvenire di venerdì notte, quando i mercati globali sono
chiusi…

 
Insomma, mentre noi stiamo  qui ad ascoltare i Tg sui vari incontri-melina fra Monti , Merkel, Hollande e altri  traccheggiatori sul tema Grecia sì, Grecia no, Grecia dentro e Grecia fuori, i banksters come al solito non perdono tempo e fanno i fatti, della serie piglia i soldi e scappa.
Ai poveri Greci toccherà un ristretto corralito  all’Argentina. Don’t cry for me…
Anzi no, Eun fiume amaro dentro me…

Vota sondaggio: Chi è più comico tra Renzi e Grillo?


E’ da una settimana circa che il sindaco per grazia ricevuta Renzi ha deciso di scendere in campo senza più nascondere le sue ambizioni che comunque erano chiarissime da tempo anche ai più ingenui.
Insomma il nostro vuole diventare premier!
Benissimo!
Vediamo allora qual’è il cavallo di battaglia per la sua propaganda che utilizza ogni volta che vede una telecamera:

Il grillismo è un fenomeno da baraccone! Se il Pd mette nel suo programma di eliminare indennità ai parlamentari, dimezzare parlamento, eliminare contributi elettorali ai partiti (e altre cose di questo genere), il fenomeno grillismo si sgonfia subito!

Ah ahah ahahahah…
A me fa ridere peggio che una barzelletta dei carabinieri questa cosa..
Insomma, per sgonfiare il fenomeno da baraccone chiamato grillismo, la mente aguzza del sindaco non sa partorire nient’altro che l’idea di mettere in pratica quello che vuole fare il M5S..
Ah ahah, ahahah..
Io gli consiglierei una cosa, spassionatamente..
Se oltre a fare quello che vogliamo fare noi si cambia anche il nome in Beppe, ha risolto il problema alla radice.
Votate il sondaggio: Chi è più comico Renzi o Grillo?
A Voi!

IL CRONISTA
Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post’s poll.

Altri articoli…

Sulla luce in fondo al tunnel… ah ah ah

Eccoci al dunque di Marco Cedolin
Esauriti Nerone, Scipione e tutta la carneade di anticicloni africani che hanno canicolato la nostra estate, il cielo si è fatto cinericcio e le prime piogge ci hanno trasportato d’imperio all’interno di un autunno che in molti vaticinano caldo, se non caldissimo, guardandolo da un’angolazione più sociale che non metereologica. Almeno metà degli italiani ha passato le ferie a casa, dividendosi fra il ventilatore e l’aria condizionata del centro commerciale, ma anche molti fra coloro che in vacanza ci sono andati hanno fatto timide toccate e fuga, dal momento che a furia di raschiare il fondo del portafoglio troppo spesso rimangono solamente la patente e la tessera sanitaria in cui specchiarsi. Così il comparto turistico, intorno al quale un paese “da cartolina” come l’Italia dovrebbe basare la propria economia ben più che sull’industria siderurgica, ha subito l’ennesimo tracollo nell’ordine del 15% che tradotto nella vita reale (quella regolarmente dimenticata dagli economisti di ogni razza che preferiscono occuparsi di borsa e di spread) significherà migliaia di aziende che chiuderanno i battenti e centinaia di migliaia di lavoratori che verranno a fare compagnia a noi disoccupati… Nonostante molti benpensanti sostengano che l’effetto taumaturgico delle riforme portate avanti dal governo di Goldman Sachs non si sia ancora manifestato, in realtà la “cura” Monti sta uccidendo il malato con eccellente tempestività e chi ancora promette e sproloquia riguardo ad immaginifiche riprese economiche e fantasmagoriche luci alla fine del tunnel, in realtà parla di fantasmi e fuochi fatui, ma lo fa con la consapevolezza di mentire.
Non occorre certo essere economisti e neppure avere una laurea, per comprendere come sia stato ormai superato il punto di non ritorno e in mancanza di un improbabile radicale sovvertimento del modello sociale basato sulla crescita, il destino di buona parte di noi non possa essere che quello di albergare sotto ad un ponte, alla perenne ricerca di un desco caldo e di qualcosa con cui coprirci. Quest’ultima esternazione potrebbe venire stigmatizzata come un mero esercizio di pessimismo, ma è sufficiente leggere la realtà, dopo averla spogliata delle sovrastrutture posticce create dalla manipolazione dei mestieranti finanziari, per comprendere che trattasi esclusivamente di sano realismo che non necessita neppure di una capacità di lettura estremamente raffinata. Il costo della vita continua ad incrementare in maniera esponenziale (il superamento dei due euro al litro del costo della benzina è solo la punta dell’iceberg), mentre la capacità di costruire reddito da parte dei cittadini diminuisce di pari passo.
Le retribuzioni dei salariati ed i profitti degli imprenditori si riducono, i grandi gruppi industriali e non licenziano a ritmo forsennato, dal momento che si tratta dell’unica via per consentire dei momentanei successi sul mercato azionario. Le piccole imprese e le attività commerciali chiudono i battenti (150mila attività commerciali stimate per il solo 2012) e lasciano a casa i dipendenti, privi di qualsivoglia ammortizzatore sociale. Il 35% dei giovani sono senza lavoro e la maggior parte di coloro che hanno trovato una qualche occupazione, non appena arrivata a 30 anni si aggiungerà al gruppo, perché una volta terminati gli incentivi verranno mandati a casa ad alta velocità. Chi perde il lavoro dai 40 anni in su non ha alcuna speranza di recuperare un’occupazione che prescinda da qualche lavoretto part time buono forse per comprarsi le sigarette, se i banchieri non decideranno di aumentarne il prezzo ulteriormente. Ne consegue che il gap fra il reddito che gli italiani sono in grado di realizzare e quello necessario per condurre una vita dignitosa (pagare mutui, affitto, bollette, riscaldamento, generi alimentari, mantenimento dell’auto ecc) continua ad approfondirsi sempre più. Mentre al contempo il governo Monti continua a varare nuove riforme che di fatto trasferiscono risorse dai cittadini al sistema bancario, drenando qualsiasi bolla di sopravvivenza ancora esistente.
In parole povere sempre più cittadini stanno perdendo il lavoro, senza speranza di recuperare una qualche prospettiva occupazionale, molti fra coloro che ancora lavorano non realizzano più un reddito necessario al sostentamento, i consumi di conseguenza si riducono progressivamente, generando nuove chiusure e nuovi licenziamenti, mentre al contempo il governo continua a perseguire una politica di aumento della tassazione, destinando gli introiti (comunque calanti a causa della riduzione dei consumi e dei contribuenti) a rimpinguare le casse del sistema bancario, ormai diventato un organismo autoreferenziale che sta dismettendo le aperture di credito alle famiglie ed alle imprese. E praticando la progressiva eutanasia dei servizi al cittadino (sanità, scuola,trasporti pubblici ecc) con conseguente aggravio dei costi per ciascuno di noi. La maggioranza delle famiglie sta ancora riuscendo a sopravvivere grazie alla stampella costituita dalle pensioni di genitori e nonni, alla vendita del patrimonio immobiliare privato, al depauperamento di quelli che usualmente venivano chiamati “risparmi di una vita”. Ma ogni giorno che passa un numero crescente di persone non riesce più a pagare tutto quello che gli viene richiesto, entra nel novero degli evasori fiscali (per qualche cartella esattoriale che non può onorare) ed inizia ad essere perseguitato da Equitalia, che gli porterà via la casa in cui sopravvive o quel che resta della pensione, del salario o del conto in banca. Sarebbero queste le basi sulle quali poggiare la prospettiva di una ripresa economica prossima ventura ed i presupposti per sproloquiare su fantomatiche luci che magicamente comparirebbero in fondo al tunnel? In fondo al tunnel l’unica luce è quella del bidone con il quale tenteremo di scaldarci, avvoltolati dentro ad un cartone consunto. Forse è arrivato il momento di prenderne coscienza ed iniziare a reagire, anche se potrebbe già essere troppo tardi.

Governo bocconiano

Disse un giorno lo “statista” bocconiano salvatore dell’italia: “Perchè questo governo, non tira a campare“… Il governo no, non tira a campare… ma gli italiani si.
Roma – Dietrofront sui beveraggi. The freddi, bibite annacquate all’arancia rossa e frizzanti non saranno tassate. Ormai va così: il governo tecnico si barcamena tra decreti ritirati e un’economia in recessione. Non c’è un dato economico in positivo, falli-Monti (copyright Maroni) non sa più che pesci prendere, i conti non tornano e stiamo molto peggio di un anno fa. Crollano Pil, consumi, occupazione e crollano mercati floridi come l’immobiliare che per tigna tiene (almeno a Roma) i prezzi alti. Ma, mistero, aumentano i giorni di sciopero: più 55 per cento in 5 anni! (aerei esclusi). Mancano i soldi e anche la voglia di lavorare. Altro che riforma Monti. Dicevamo dell’economia. Mentre il premier fa capire di aver preso l’ennesimo abbaglio sanitario con i frizzanti (nel decretone di mercoledì potrebbe sopravvivere solo la norma contro le ludopatie che mette limiti alle presenze delle sale da giochi) ieri sono arrivati dati Istat da brivido. In cinque anni gli occupati under 35 sono diminuiti di 1.457.000 unità, con una riduzione del 20 per cento. Nel secondo trimestre di quest’anno i lavoratori tra 15 e 34 anni sono così scesi a 5.876.000 unità, mentre erano 7.333.000 unità nello stesso periodo del 2007. Un periodaccio. Il debito pubblico sfiora i 2.000 miliardi e ha vanificato gli effetti dell’Imu e dell’aumento delle accise. Per non parlare dei consumi, ormai i supermercati campano solo con le offerte. Tra l’altro, Coldiretti denuncia un aumento «ingiustificato» del 40 per cento del prezzo dei mangimi (soprattutto mais e farina di soia) che metterebbe a repentaglio la produzione futura di latte e carne.Ma è il surplus di spesa che gli italiani dovranno affrontare da settembre che terrorizza il contabile, il potere d’acquisto diventa irrisorio, mentre fare un pieno alla macchina diventa roba da ricchi. Ieri l’ennesimo appello-minaccia da parte delle associazioni dei consumatori che propongono per il 19 la giornata dello sciopero della spesa. Tutto fa brodo. «Questa politica economica non riesce a dare risposte positive alla crisi che attraversa il paese» fanno sapere da Adusbef e Federconsumatori. Calcoli alla mano, l’aumento dei prezzi, delle tariffe e delle tasse porteranno a far spendere alle famiglie un surplus di 2.333 euro annui, una settimana ai tropici. La spesa maggiore per l’acquisto di alimenti sarà di 392 euro; per le bollette è previsto un incremento di 308 euro; mentre i costi energetici, tra carburanti e riscaldamento, registreranno aumenti vertiginosi (+471 euro). Senza dimenticare le tassazioni, l’Imu, l’addizionali Irpef e il carico economico per mandare un figlio a scuola. «C’è da rimpiangere il governo Berlusconi – fa notare Maroni – Soprattutto per quanto riguarda la gestione della crisi economica. Peggio di così è impossibile. Ci sono i dati a dirlo, dalla disoccupazione all’aumento del debito, l’aumento della pressione fiscale e l’inflazione. Monti ha fallito, prima va a casa, meglio è».

Comicismi islamici

Ha una fama sinistra ma la fatwa, alla fine, è solo una prescrizione che orienta la vita di tutti i giorni e, se uno se la sente, non è nemmeno obbligatorio rispettarla. Per avere valore deve uscire dalla bocca di un’autorità religiosa e fare riferimento alla legge islamica. In molti casi vale come una scomunica, una condanna, una messa all’indice. E che a volte ha come punizione la morte. In altri fa la morale alla vita di tutti i giorni come quella che vieta i gadget, quella che vieta di leggere gli oroscopi e quella che proibisce la riproduzione di cd e dvd. Abbiamo raccolto le fatwe più curiose degli ultimi anni. Roba da non credere…
IL GRANDE FRATELLO: A nominarlo sono stati i giuristi sauditi di stretta osservanza islamica. Il Grande Fratello arabo trasmesso dal network libanese Lbc, 280milioni di spettatori, nonostante uomini e donne fossero divisi e si pregasse tutti i giorni, è stato «scomunicato» perché «programma culturalmente inappropriato». Da un certo punto di vista tutti i torti non ha…
I POKEMON: Pikachu, Meowih, Bulbasaur, accusati di complotto giudaico-massonico, sono stati messi al bando dallo sceicco saudita Yusuf al-Qaradawi, l’ideologo dei Fratelli musulmani. Anche per questo è vietata la loro vendita in tutta l’Arabia Saudita da anni. I Pokemon, sentenzia la fatwa, si sono coalizzati per far diventare ebrei i musulmani. I Pokemon. Manco fossero i Fantastici Quattro…
L’ECLISSE: Una fatwa lanciata dal gran mufti d’Egitto proibisce ai musulmani di osservare l’eclissi. «Mette in pericolo la vista dell’essere umano e poiché l’islam proibisce all’uomo di mettere in pericolo la sua vita è peccato guardare l’eclisse». Semplice e chiaro. «Lo faceva anche Maometto quando il sole si oscurava». Se lo dice lui…
IL CALCIO: La fatwa dello sceicco Abdallah Al Najdi è basata sul principio che vieta ai musulmani di imitare cristiani ed ebrei. Si può giocare ma solo con regole diverse: niente linee bianche in campo, niente squadre di 11 giocatori, porte senza traverse, chi grida gol va espulso e niente arbitro perchè superfluo. Dubbio quest’ultimo che ha volte è venuto anche a noi occidentali…
LE STATUE: Il grande Mufti d’Egitto, lo sceicco Ali Gomaa, basandosi su un editto del profeta secondo il quale «gli scultori saranno tormentati nel giorno del giudizio» ha emesso una fatwa che proibisce l’esposizione delle statue sia in pubblico che in privato. Non solo: anche chi si dedica alla scultura va «scomunicato». Per questo non hanno mai avuto Michelangelo.
LE SIGARETTE: Il Grande ayatollah iraniano Nasser Makarem Shirazi, prima ancora che ci pensasse Sirchia, ha individuato un nemico mortale per i suoi fedeli: le sigarette. Dice che il fumo nuoce gravemente alla salute. Ma se è per questo bastava leggerlo sul pacchetto.
ROMA: Lo sceicco Yussef Kardawi ha sempre avuto le idee chiare. Da quando confidò ad Al Jazeera e al popolo tutto che era stata «lanciata una fatwa su Roma». Cioè che «la città sarebbe stata riconquistata». C’è solo una buona notizia: «La riconquista non sarà con la spada, ma con la preghiera e l’ideologia». Preghiamo che non sia così.
IL ROCK: L’ha decisa la Commissione del consiglio per gli affari islamici secondo la quale la musica rock va spenta perché fa male allo spirito. E c’è una variante, il black metal, che essendo dominata dall’immaginario occulto, ha il potere di traviare e stravolgere le anime dei giovani musulmani. L’editto pretende l’abolizione di questo genere musicale solo dalla Malaysia. Suonati completi.
IL SESSO: Fare l’amore si può. Ma non nudi. «Esserlo durante l’atto sessuale invalida il matrimonio» la fatwa imposta dallo sceicco Rashar Hassan Khalil. Non tutti sono d’accordo però. Il presidente del comitato delle fatwa di alAzhar, Abdullah Megawer, ha corretto, come si suol dire, il tiro: nudità ammesse, ma a patto che i partner non si guardino. Dipende chi è il tuo compagno/a…
LA BICI: A lanciarla non è stato un imam qualsiasi. Ma la guida suprema della Repubblica islamica, l’ayatollah Ali Khamenei in persona: proibisce nel modo più assoluto la bici alle donne iraniane. Ma pedala, va…
MCDONALD’S: Il leader sciita radicale iracheno Muqtada Sadr ha emesso una fatwa per affermare che è proibito dall’Islam, frequentare i fast-food McDonald’s e anche lavorarci, sia a causa del cibo che vi viene consumato, da animali macellati senza rispettare la tradizione, sia perchè di proprietà «ebraica». Non si salvano però neanche le patatine.
I GRANCHI: Anche i nuovi gusti dei consumatori iraniani si scontrano con i divieti religiosi. Diversi ayatollah hanno messo al bando dalla tavola via fatwa le aragoste e soprattutto i granchi, che hanno invaso il mercato della Repubblica islamica in confezioni in barattolo importate illegalmente dall’estero. Gli iraniani masticano amaro.
IL CANE: Nonostante sia per l’Islam un animale impuro, il cane si sta diffondendo sempre più come animale domestico in Iran. Così il grande ayatollah Nasser Makarem-Shirazi ha emesso la sua fatwa: «Non c’è dubbio che il cane sia un animale immondo» pur ammettendo che il Corano non dice nulla in proposito. Con i cani è meglio avere un po’ di coda di paglia.
LO YOGA: Oltre 10 milioni di persone hanno partecipano nell’India centrale a una lezione di massa di yoga destinata ad entrare nel Guinness dei Primati. La cosa però non è piaciuta ai vertici religiosi musulmani di Bhopal che hanno lanciato una fatwa per condannare l’esercizio come «antislamico» e «pagano» per il riferimento al dio Surya. Reazioni? Molto rilassate…
LA CASSIERA: «Non è permesso alle donne lavorare nei luoghi dove possano trovarsi con gli uomini» ordina la fatwa decisa dal comitato dell’Ifta che dipende dall’alto comitato degli ulema sauditi. Morale: è vietato lavorare come cassiera. «Le donne devono cercare impieghi dove non possono essere attirati dagli uomini ne attirarli».
LA FESTA DI COMPLEANNO: Celebrare compleanni e anniversari di nozze non può avere spazio nell’Islam. Lo dice il Gran Muftì dell’Arabia Saudita, Sheikh Abdul Aziz Al-Alsheikh. «Un musulmano dovrebbe solo ringraziare Allah se i suoi figli stanno bene e se la sua vita matrimoniale è buona». Ringrazia invece che non ti riempiono di botte…