Il secondo golpe in italia

Non mi stupisce che le Borse salgano dopo la decisione della Bce di procedere ad acquisti illimitati di titoli di Stato di Paesi Ue in difficoltà. E’ quel che chiedeva il mondo finanziario, ma l’accordo annunciato come provvidenziale, benefico, salvifico da certa stampa in realtà è molto preoccupante. Per due ragioni. La prima: procedere ad acquisti illimitati di titoli di debito pubblico da parte di una Banca centrale è un’aberrazione economica. Roba da Unione Sovietica. Allora tanto valeva tenerci la lira e le sue svalutazioni economiche, perchè la Banca centrale da qualche parte deve trovare i fondi per procedere ad acquisti immensi. E dove li trova? Stampando moneta in proporzioni colossali, il che storicamente porta all’inflazione, ma ora  praticamente equivale a nascondere sotto il tappeto problemi che però non vengono risolti. Se la logica è questa, allora facciamo lo stesso per le aziende in difficoltà, per i cittadini indebitati. Stampiamo moneta e distribuiamo… Così semplice… La seconda ragione riguarda le condizioni poste dalla Bce. Qui e lì, sapientemente nascosta negli articoli incensatori su Draghi, emerge la verità. Sul Corriere della Sera, ad esempio, leggo che “Formalmente la domanda va rivolta ai ministri finanziari dell’area euro, per ottenere un programma basato sui fondi salvataggi Efsf-Esm. Ma per poter godere anche della forza schiacciante dell’azione della Bce, la Spagna e l’Italia dovranno sottoscrivere memorandum d’impegni solidi quasi come l’intervento della banca. E dovranno lasciarsi vigilare con puntiglio dalla stessa Bce, dalla Commissione europea e dal Fondo monetario internazionale”. Dunque, cari italiani, lasciatevi “vigilare con puntiglio” dal Fmi. Altro non significa che, prestando il suo generoso aiuto, la Bce di fatto prende il controllo del Paese con la Commissione europea e il Fmi, spazzando via quel poco di sovranità che resta ai Paesi europei. Altro che accordo salvifico, questo è un inganno che, a voler essere pessimisti e malfidenti, potrebbe sembrare a qualcuno un golpe mascherato…

O’ Sgup di Formigli contro Grillo


Vota sondaggio in fondo all’Art.
Cari amici, vi consiglio di leggere questo post del M5S di Brescia (Brescia non è un piccolo paesino sperduto del profondo sud), eccolo: Caro Casaleggio, così non va.
Con questo, in mancanza di vere e proprie dichiarazioni ufficiali da parte di Grillo, pensiamo siano sistemati tutti i vomitatori. Ma le bocche immonde trovano sempre qualcosa da vomitare, quando si tratta di intralciare il percorso dei cittadini che vogliono ribaltare la società.
Come nasce la questione, ecco qua.
Giovedì sera in prima serata ha inizio la nuova stagione della trasmissione Piazza Pulita di Corrado Formigli.
Il “giornalista”, immagino iscritto all’albo per garanzia di tutti noi, è da cinque mesi che pregusta il colpaccio, o come direbbe quell’altro giornalista sportivo napoletano che meno male non vedo da molto tempo sugli schermi, pregusta o’ sgup.
O’ Sgup che serve agli ascolti del Formigli è un fuori onda rubato al consigliere regionale del M5S Giovanni Favia cinque mesi fa, in un contesto confidenziale, in un bar, mentre questo era deluso dall’espulsione da parte di Grillo di Tavolazzi.
Il consigliere quindi, mentre si prendono un caffè, dice delle cose che in effetti lasciano un po’ perplessi riguardo la democrazia interna del M5S, il ruolo di Casaleggio (Esperto in comunicazione nella rete e in pratica co-fondatore del M5S) nel M5S e cose di questo genere..
Dando così fiato alle trombe che già in questi mesi avanzavano dei dubbi sul movimento. Trombe che, manco a dirlo, invitano a non votarlo per salvaguardarsi da “eventuali brutte sorprese” (in effetti bisogna davvero diffidare molto dall’unico partito che non ruba soldi ai cittadini, quando invece abbiamo delle certezze su partitocrazia che si prende ricchi rimborsi elettorali alla faccia di un referendum che li aveva eliminati, per poterseli rubare uno con l’altro alla faccia dei pensionati post-datati da abc e dalla Fornero).
E’ presente come ospite della trasmissione anche Mentana che in un timido tentativo di onestà tenta di dire, inascoltato, che Casaleggio ha lavorato anche per La7 per la sua indubbia competenza.. Aggiungiamo noi che oltre a curare il blog di Grillo ha curato anche il Blog di un certo Antonio di Pietro, facendo arrivare sia uno che l’altro blog ad essere tra i blog più popolari.
Ma il fatto che il tale avesse lavorato anche per La7, oltre ad aver prestato la sua competenza ad altre aziende, per Formigli non significa niente. Infatti “o’ sgup” è che Casaleggio è il consigliere per la comunicazione, o il Guru, di Grillo.
Ok, qualcuno si aspettava che un movimento nato dal niente, senza soldi, e solo dalla buona volontà di cittadini, potesse essere perfetto?
Io certamente no, problemi ce ne sono e ce ne saranno.. figuriamoci, ne hanno molti di più e di più sporchi i partiti che rubano i soldi a noi per condurre vite sfarzose tipo i nobili del 17° secolo francese.
Il movimento insieme al suo fondatore sapranno risolverseli, se esistono davvero, e se non se li risolvono si disferà, chissà.
Al momento è bene che ci sia e non si disfi, perchè è l’unico a non essere una macchina mangiasoldi ed è l’unico che può buttare fuori dal Palazzo i papponi e i parassiti incalliti che cercano di trovare la pagliuzza negli occhi degli altri e non vedono la trave che è nei loro occhi. Come in modo molto più colorito ha detto un ottimo Roberto D’Agostino (DAGOSPIA) senza peli sulla lingua, nella stessa puntata.
Resta il fatto che uno sfogo rubato ad una persona in un momento di delusione di cinque mesi fa e tenerselo in serbo per fare “o’ sgup” alla prima puntata della trasmissione, è una cosa che eticamente mi fa schifo.
Caro Formigli.
E caro direttore del Tg La7.

Leggi lettera che spiega come Casaleggio nella conduzione del movimento non c’entri assolutamente niente:
Caro Casaleggio, così non va.

IL CRONISTA
Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post’s poll.

Altri articoli…

Tanto per spiarci meglio e per complicarci la vita

Ricordate il tormentone della favola di  Cappuccetto Rosso? Nonnina nonnina, che occhioni grandi che hai…E la nonna: “Per guardarti meglio bimba mia”. Nonnina nonnina che orecchie lunghe hai. “Per ascoltarti meglio, bimba mia” . Nonnina nonnina che dentacci aguzzi…”Per mangiarti meglio bimba mia”. E balzando fuori dal letto  il lupaccio cattivo si mangiò la piccola in un boccone.
 
Oggi tutti i giornali riportavano la lieta novella del decreto Passera. Nuove tecnologie al servizio del cittadino,  un decretuccio passeraceo in 50 articoli “per la semplificazione burocratica” a favore dei cittadini. Ovvero per far credere al povero gonzo che … “sto lavorando per te, cittadino mio”. 
Entro un anno avremo la ricetta medica digitale per farmaci, visite specialistiche e via al macero la cara vecchia ricetta cartacea del buon medico di famiglia, il quale dovrà consorziarsi con almeno 7 soloni e lavorare  in team anche alla domenica. Cartelle cliniche digitalizzate, fascicolo sanitario elettronico, contenente dati  personali e documenti in formato digitale, con buona pace per la privacy, parola vuota di cui si riempiono tanto inutilmente la bocca.
Per non dire dei commercianti vil razza dannata di “parassiti” nonché “evasori”, obbligati a partire dal 1 luglio 2013 coi pagamenti in bancomat e carte di credito, per tutte le spese a partire dai 50 euro. E così la segaligna e ferrigna Gabanelli è stata accontentata. Oddio, non ha fatto che sfondare una porta spalancata, ma è comunque esecrabile che la classe dei giornalisti sia così zelantemente supina, prona e servile nei confronti della giunta bancaria golpista. Ce ne ricorderemo…
 
E non è finita qui. L’obiettivo è quello di costringere i cittadini a pagare sempre anche importi minimi  (foss’anche un gelato) con le carte prepagate, o magari col cellulare. Insomma, eliminare il contante dalle nostre tasche per incrementare le banche. Tu chiamala se vuoi, Cashless Society.
Ma questi “nominati” non eletti accelerano a tutto spiano perché hanno un’agenda da far rispettare, l’agenda del NWO, la distopia Orwelliana, il “mondo nuovo” di Huxley.
Pertanto ci sarà la carta di identità elettronica, che sarà incorporata alla tessera sanitaria, in modo da creare un futuro “documento elettronico digitale“. Per non dire poi della schedatura del cittadino a cui sarà possibile comunicare “un domicilio digitale”  con tanto di indirizzo di posta elettronica “trasparente” e non più riservata a cui avere accesso per “eventuali comunicazioni che la riguardano” fin dal primo gennaio 2013. Ma che rivoluzione!
L’Anagrafe non sarà più municipale ma nazionale (primo passo verso un anagrafe Ue), e a partire dal 2016  quel censimento Istat che ci è costato una fatica immane compilare, non sarà più decennale ma annuale. L’anagrafe tributaria vuol ficcanasare su tutti i nostri cambiamenti, anche minimi.
Per non lasciare scoperta nessuna zona franca, foss’anche il divertimento e lo sport, c’è pure un Osservatorio degli striscioni allo stadio dove potranno entrare a fare il tifo solo quelli autorizzati,  una sorta di   registro che vaglia preventivamente i contenuti scritti, all’insegna del correttismo politico. Anche lo sfogo domenicale sarà qundi strettamente regolamentato, per non dire censurato.
Welcome in the New World Order!
 
Le notizie relative al decreto Passera sono state riportate dalla stampa suddita come se si trattasse di grandi conquiste della tecnologia a beneficio dei cittadini,  con l’eccezione di Libero.
Ma come insegna la favola, sotto  il manto d’agnello,  o meglio, della nonnetta in camicia da notte, c’è un lupo  dai denti acuminati pronto a divorarci.
 E’ per il vostro bene, bimbi miei!

I numeri che (secondo il bocconiano) non contano…

Italiani, popolo di poeti, santi, navigatori e cretini? Evidentemente, così la pensa Mario Monti, Premier cattedratico senza poesia, santità e rotta storica il quale, dopo essere salito a Palazzo Chigi grazie ad un coro di “ce lo chiede l’Europa dello spread e dell’amico Fritz”, rimprovera ai partiti di ricorrere acriticamente all’asserzione deresponsabilizzante e infingente di cui sopra: “la cosa peggiore che un politico possa fare è dire che si devono fare sacrifici perché sono richiesti dall’Europa” . Peccato che se non fosse stato per le critiche piovute sul nostro Paese da parte di alcuni ambienti europei e mondiali, Monti, definito leader di garanzia e di credibilità sul teatro estero, più che lo statista, starebbe ancora a fare la bella statuina nei vari cda o board di qualche organismo finanziario o accademico internazionale, dove si coltivano relazioni per fottere meglio il prossimo. L’immutabile faccia di bronzo di costui attesta però delle sue vite precedenti. Si, perché il Professore ci è stato imposto dal Presidente della Repubblica proprio con la motivazione o, meglio, con l’apologo che avendo gli italiani vissuto troppo a lungo al di sopra delle loro possibilità occorreva, con immani sacrifici, sistemare i conti per rientrare al più presto, onde evitare il default, nei parametri economici e sociali delle altre aree sviluppate. I tempi delle pacche, dei cucù, delle battute volgari e dei festini erotici dovevano considerarsi finalmente conclusi. Senza l’intervento di un governo forte e attendibile, che ispirasse la fiducia delle borse e dei mercati, l’Italia non avrebbe mai voltato pagina per cui era indispensabile individuare un fantomatico uomo della Provvidenza, il quale avrebbe avuto anche la previdenza di farsi nominare senatore a vita per non incorrere in qualche guaio e godere dell’immunità parlamentare. Mario Monti sapeva benissimo di doversi prestare ad un gioco molto rischioso perché i provvedimenti richiestigli avrebbero generato scollamento sociale e caos istituzionale. Poiché il pericolo non è certo il suo mestiere, nonostante si atteggi a grande personalità di Stato, ha preteso ed ottenuto il privilegio senatoriale col quale mettersi al riparo dall’eventualità di una sollevazione popolare o di vendette di altri drappelli di poteri. I commentatori che avevano spiegato la scelta di Napolitano di nominare il bocconiano senatore a vita, prima di conferirgli la presidenza del consiglio, come atto di legittimazione politica, per rendere il professore libero nella sua iniziativa ministeriale e svincolato dagli intrighi della partitocrazia, non regge alla prova dei fatti. I partiti erano già in disgrazia e piegati ai diktat di emissari continentali ed extra-continentali, per cui l’unica spiegazione ricevibile è un’altra. Il Colle adottò quella decisione per far intendere al mondo politico che l’intoccabilità di Monti era diretta emanazione della volontà del Quirinale, cosicché qualsiasi colpo basso sferrato all’ex commissario europeo sarebbe stato considerato un siluro lanciato contro la più alta Carica dello Stato, la sola capace di garantire, in una fase così delicata, la tenuta istituzionale della nazione, con le conseguenze tragiche del caso. Giorgio Napolitano ha attuato un ricatto perfetto per tirare, servendosi di un burattino amico della Trilaterale, i fili del primo governo presidenziale della “II Repubblica e mezzo” che è in realtà una mezza repubblichina in mano a due quisling anglodipendenti. Se non è attentato alla Costituzione questo…
Dopo dieci mesi dal Pronunciamiento americano-napolitano, la junta civil guidata da Monti, quella chiamata a salvare l’Italia dalla disfatta epocale ecco cosa ha prodotto: “il Pil è peggiorato sette volte, mentre sono aumentati debito (+4%), inflazione (+1,5%), disoccupati (+ 2,7%). È calata invece la produzione industriale (-3,7%). Ed è cresciuto il divario dai Paesi Ue. Il Pil italiano marcia sette volte peggio di un anno fa rispetto alla media dell’area dell’euro. Il rapporto fra debito e Pil è peggiorato di quasi quattro punti percentuali ed è peggiorato di due punti (…) (…) anche rispetto alla media degli altri 16 Paesi che vivono di euro. L’inflazione è cresciuta di un punto e mezzo percentuale ed è più che triplicata la distanza dagli altri paesi. La disoccupazione è cresciuta di 2,7 punti percentuali portando l’unico indicatore che rendeva l’Italia virtuosa rispetto alla media Ue alo stesso livello degli altri. La produzione industriale è caduta in nove mesi di 3,7 punti e si è allargata di due punti anche qui la distanza rispetto alla media dell’eurozona. I numeri di Eurostat sono impietosi… Il Pil italiano un anno fa era 0,3 punti sotto la media europea, ora è distante 2,1 punti (la distanza dagli altri è quindi aumentata sette volte). Il debito pubblico è al 123,3% del Pil e un anno prima era sotto il 120%. L’inflazione è al 3,6% e un anno prima era al 2,1%. La disoccupazione secondo i dati Eurostat era a giugno al 10,8% contro l’8,1% dell’anno prima. Ieri l’Istat ha fornito il dato di luglio: 10,7% con quella giovanile al 35,3%. Sono i numeri di un terremoto, di un completo fallimento politico ed economico.” (Franco Bechis, QUELLO CHE NESSUNO VI DICE DI MONTI, Libero, 1.09.12)
Se costui doveva essere l’esempio della rinnovata sobrietà italiana, figlia di una migliore razionalizzazione delle spese e di investimenti maggiormente orientati alla crescita e allo sviluppo, ha mancato l’obiettivo ed il fallimento è stato su tutta la linea, poiché i parametri con i quali si misura il benessere e la performatività di un sistema-paese sono precipitati, per la Penisola, ai livelli delle economie in profonda recessione. Ma non soltanto di questo si tratta, l’aspetto più grave è che il Belpaese, il quale doveva tornare ad essere preso seriamente sullo scacchiere planetario, sta subendo una retrocessione geopolitica impressionante, con perdita di avamposti strategici nel Mediterraneo e nel Medio Oriente, arretramenti commerciali nelle zone emergenti, obsolescenza delle intese e degli accordi bilaterali ad Est e perdita di influenza negli organismi internazionali. Con certi Gabinetti non resta che tirare subito la catenella dell’acqua.

Sanità toscana

… poi però, in toscana, nella civilissima e rossa toscana, c’è la sanità completamente gratuita ANCHE per i clandestini.

MILANO – Si sta rivelando un vero e proprio boomerang la decisione della Regione Toscana di applicare un contributo fisso di 10 euro per la digitalizzazione delle procedure diagnostiche per immagini (Rm, Tc, scintigrafie, radiografie, ecografie). Un boomerang di immagine, per un’amministrazione che è sempre stata un esempio in materia di sanità in Italia e all’estero. Ma, soprattutto, un boomerang per le tasche dei cittadini più indifesi e bisognosi. Vogliamo raccontarvelo attraverso due segnalazioni che ci sono arrivate. Entrambi riguardano pazienti inseriti nel circuito dei Centri oncologici di riferimento dipartimentale toscani. Si tratta di malati di tumore, in altre parole. La prima riguarda un pensionato di 83 anni che si è presentato in ambulatorio per ritirare il referto dell’ultimo esame diagnostico effettuato. La figlia ci ha raccontato che il papà è dovuto tornare a casa a prendere i soldi, perché nel portafogli aveva solo 6 euro. Ha raccontato anche dell’imbarazzo di medici e infermieri presenti. Qualcuno voleva dare all’anziano i quattro euro mancanti, ma temeva di offenderlo. L’uomo, oltre all’imbarazzo, è sembrato quasi scusarsi: «Non pensavo di dover pagare: noi siamo sempre stati esenti noi perché malati di cancro». Il secondo caso, invece, riguarda una donna di 42 anni malata di tumore e anche di Chron, una patologia infiammatoria cronica dell’intestino: tre esami la settimana. Il problema è che lavora come cassiera in un supermercato, con uno stipendio di 1.100 euro al mese. Il problema è che ne deve pagare 550 al mese di affitto. Il problema è che ha un figlio ipovedente a carico. Per lei, dunque, pagare 30 euro la settimana diventa un ostacolo insormontabile. Ecco perché, quando ha sentito dal suo medico che avrebbe dovuto pagare 10 euro per la sua ecografia di controllo, ha quasi pianto dalla disperazione.
L’ALLARME DI CITTADINANZATTIVA – È chiaro che qualcosa non sta funzionando. Se ne sono accorti subito i rappresentanti di Cittadinanzattiva che hanno lanciato l’allarme. «Il contributo di 10 euro per il ritiro del referto di esami con immagini è particolarmente iniquo – dice Domenico Gioffrè responsabile di Cittadinanzattiva/Tribunale per i diritti del malato della regione Toscana -. Colpisce tutti qualunque sia il reddito, salvo alcune categorie protette. Non si può chiedere persino questo, non trattandosi nemmeno di prestazione sanitaria vera e propria, tanto che il suo inserimento nella delibera n. 753 del 10 agosto 2012 risulta incoerente con lo stesso provvedimento che rimodula i livelli di compartecipazione ai costi delle prestazioni sanitarie. Pagare la digitalizzazione degli esami con immagini equivale a portare il gesso a scuola, altrimenti non si può far lezione. Siamo davvero arrivati a questo punto?». Cittadinanzattiva allarga però la valutazione all’intera manovra sanitaria regionale. «Anche se la Regione Toscana, diversamente da altre Regioni che non hanno fatto differenze di reddito, ha cercato di rapportare i ticket alle potenzialità economiche dei contribuenti, con i nuovi ticket sanitari, siamo al limite del sistema di protezione sociale – aggiunge Gioffrè -. Occorre fissare un limite non più valicabile. Con i nuovi ticket, per i redditi appena superiori a 36.151,98 euro, 46 euro complessivi (26 del precedente ticket, 10 di ticket attuale e 10 per il referto digitalizzato) per una risonanza magnetica o una Tac diventano insostenibili. Attenzione il riferimento è al reddito lordo. Non quello reale che entra nelle tasche dei cittadini. Inoltre, per alcuni esami il costo delle prestazioni è superiore a quello che, senza dover attendere, offrono le strutture private. Tutto ciò comporta il duplice rischio di arrecare un danno economico al sistema sanitario ed un suo indebolimento in favore della sanità privata. Alla luce delle nostre osservazioni, riteniamo che sia quanto mai opportuno un sollecito riesame del provvedimento». Gioffrè lo ha ribadito in un incontro con l’assessore alla Salute, Luigi Marroni. Una situazione imbarazzante, quella sul ticket di 10 euro per la digitalizzazione, anche perché a detta di Cittadinanzaattiva finora nessun’altra Regione lo avrebbe introdotto. «Ci sembra un’assurdità – sottolinea Giuseppe Scaramuzza, coordinatore nazionale del Tribunale del Malato- Cittadinanzattiva -. E solo un ulteriore balzello. C’è la crisi, d’accordo, ma non e possibile che alla fine siano sempre e solo i cittadini a dover pagare».
LA REGIONE – E l’assessorato regionale che dice? Abbiamo fatto presente i due casi, chiedendo una spiegazione. L’assessore Marroni preferisce non intervenire e lascia rispondere i suoi uffici. «Al numero verde attivato proprio per i nuovi ticket stanno arrivando telefonate di questo tipo – confermano -. Secondo quanto stabilito finora, i casi delle due persone segnalati rientrano tra quelli che devono pagare. Quasi sicuramente ci saranno aggiustamenti e correzioni in corso d’opera, come del resto è già successo venerdì scorso proprio a proposito del contributo di 10 euro per la digitalizzazione: in un primo tempo dovevano pagarlo tutti, poi sono state individuate alcune categorie di esenzione. Molto probabilmente altre categorie verranno escluse da questo contributo e questo dovrebbe avvenire entro la fine del mese». Ma qui nascono ulteriori domande. Un paziente è allora obbligato a ritirare il cd con le immagini digitalizzate? Non è possibile per il medico di famiglia o lo specialista che avessero bisogno di consultare non solo il referto ma anche le immagini degli esami del paziente, farlo attraverso il Sistema informatizzato regionale e il fascicolo sanitario? «Il contributo di 10 euro non è legato al ritiro o meno del cd con i risultati digitalizzati – è la risposta degli uffici dell’assessorato -. La digitalizzazione avviene a prescindere, indipendentemente dal fatto se poi il cittadino vuole o meno il cd. Il contributo sulla digitalizzazione non si inquadra come contributo alla consegna del cd bensì come contributo sulla digitalizzazione delle procedure di diagnostica per immagini e si inserisce nel programma regionale di miglioramento della qualità dei servizi offerti ai cittadini nel campo della radiodiagnostica che ha come obiettivo la massima fruibilità delle immagini mediante la messa in rete, a regime, dell’intero sistema degli erogatori. Il fascicolo sanitario deve essere attivato dal cittadino».
Ruggiero Corcella

I bancheri e il (mal)augurio del monti-bis

a parte che anche Draghi fa i suoi interessi… per mantenere “vivo” il cancro Ue e moneta unica… ma tant’è che in pochi se ne accorgono di quello che sta succedendo davvero. Infatti, piovono elogi da dovunque alla mossa “strategica” di Draghi. Coglioni.
L’intellighenzia finanziaria italiana, come di consuetudine all’inizio di settembre, si riunisce al workshop Ambrosetti di Cernobbio. E dal “conclave” dei banchieri si alza forte il grido: “Vogliamo un Monti-bis”. Chiaro, le banche auspicano che il loro uomo, Mario Monti, resti al timone dell’Italia anche dopo il 2013. Il sentimento è diffuso, ma ad esternarlo senza pudori è stato Enrico Cucchiani, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, di fatto l’erede del ministro tecnico Corrado Passera: “Una conferma di Mario Monti alla premiership dopo le elezioni del 2013 sarebbe fondamentale per il futuro del Paese”, ha spiegato a margine del suo intervento. Il top manager ha poi rincarato: “Non solo lo ritengo fondamentale, ma anche altamente probabile, nel senso che soluzioni alternative potrebbero comportare grossi rischi per il Paese”.
Nuovo delirio di Monti – In parallelo paralva il diretto interessato, il premier Monti, che evidentemente scottato dalla “scoppola” presa da Mario Draghi (lui sì, il vero Super Mario, in grado di salvare Italia ed Europa), si è prodotto in un’intricata e surreale dichiarazione: “Molte delle cose fatte credo abbiano sofferto di angustia se prese tutte insieme, ma hanno permesso di evitare che l’Italia avesse un tracollo forse per lungo tempo irreversibile, e con essa l’Europa”. Insomma (tralasciando la supposta “angustia” di cui avrebbero sofferto le riforme), Monti si intesta non soltanto il merito di aver “salvato l’Italia”, ma addirittura l’Europa. Una completa follia, simile a quella che ci aveva “regalato” mercoledì, quando affermò chela ripresa non si vede nelle cifre, ma è dentro di noi“.
“Grandi sacrifici” – Il premier ha parlato a Bari in occasione dell’apertura della Fiera del Levante, e ha aggiunto: “Preferisco aver schivato, credo, il precipizio e fatto del nostro Paese una forza viva e creduta dall’Europa. Un Paese che ha molto concorso a dare la svolta, anche a prezzo, mi rendo conto, di grandi, severi sacrifici per i cittadini e le imprese”. Poi la consueta battuta sulla “guerra”, ossia la lotta all’evasione fiscale, una “guerra contro fenomeni che minano alla radice la fiducia di ciascuno verso il vicino e il lontano. Se guerra è stata – ha aggiunto – è una guerra per la civiltà”.

La giornata del Denaro Contante

In
principio fu la legge Scelba con la quale, in attuazione alla XII
disposizione transitoria della costituzione del 1948, non solo si
vietava la presenza di un partito denominato “Fascista”, ma si
puniva anche l’espressione visiva e scritta che richiamasse il
Ventennio
.
Per
lungo tempo tale legge rimase pressochè isolata e giustamente
disapplicata.
Con
la diffusione della metastasi comunista nel corpo una volta sano
dello stato, si sono però accentuati gli attacchi alla Libertà Individuale.
E’
così uscita la c.d. legge Mancino che, oltre a punire chi usa
violenza
(giusto, ma il codice penale era già in vigore per i
medesimi reati, se proprio si voleva, bastava aumentare le pene e,
soprattutto, applicarle
) con la scusa della “istigazione” vengono
punite determinate manifestazioni visive, scritte e verbali di idee
.
La
istigazione”, poi, rappresenta qualcosa di molto soggettivo e
che può essere interpretata per gli amici come per i nemici in modi
differenti.
Adesso si inventano che chi volesse esporre uno striscione allo stadio deve prima registrarlo .
Una
censura preventiva che, quando era applicata ai film (basti pensare
alla cagnara fatta a difesa di “Ultimo tango a Parigi”
), aveva
sollevato le ire di tutti coloro i quali oggi la pretendono per i
tifosi.
Ultima
“chicca” la ipotesi di ulteriori limitazioni all’uso del
contante
, con la scusa della lotta all’evasione, che, non paghi di
averlo ridotto a 1000 euro, vorrebbero addirittura portare a soli
cinquanta euro
: non si potrebbe più pagare in contanti neppure una
cena al ristorante con la famiglia o quella di saluto ai colleghi
pensionandi.
Ma
l’aspetto più grave è che, come la rinuncia di uno stato a
battere moneta è la svendita della Sovranità Nazionale, così la
imposizione di usare moneta elettronica e tracciabile è una
violazione dei diritti di libertà dell’individuo, della
riservatezza dei suoi spostamenti, acquisti, gusti, orientamenti,
opinioni
.
E’
una intromissione moralmente, ancorché non fisicamente, violenta nell’intimo di una persona equiparabile
ad uno stupro
.
Intanto
continuano ad aleggiare nell’aria norme ulteriormente repressive della libertà
di opinione, di pensiero, di stampa, di diffusione delle idee
come
quelle ventilate circa l’introduzione di un reato di
“negazionismo”
, che punirebbe chi vuole rivedere la Storia della
seconda guerra mondiale
senza fare passiva acquiescenza a quanto
tramandato e del reato di “omofobia”, che colpirebbe chi non
ritiene di dover subire la propaganda delle lobby omosessuali
tacendo
il suo disgusto verso quella pratica e il suo rifiuto a finanziare le
loro pretese.
Tutti
questi provvedimenti in essere o solo annunciati, hanno un unico filo
conduttore: quello di comprimere, limitare se non sopprimere del
tutto la libertà individuale, per trasformare i cittadini in sudditi
e gli Uomini Liberi in schiavi che

non
devono pensare,
non
devono porsi domande,
non
devono cercare altre interpretazioni e altre verità che non siano
quelle rivelate dalla oligarchia di una unione che si scrive europea
e si legge sovietica
.
Ma
la Libertà non è un accessorio superfluo, è l’essenza stessa
della nostra Civiltà, un Valore indisponibile e non negoziabile
,
neppure in cambio dell’acquisto dei nostri btp, neppure per far
pagare a tedeschi, olandesi e finlandesi il nostro enorme debito
pubblico (creato proprio dai nuovi censori).
Tra
le tante “giornate” che si celebrano, quella della Libertà deve
durare un anno intero
, pur suddivisa nei suoi tanti aspetti.
Perché
quindi non iniziare con una “giornata del denaro contante” nella
quale tutti gli Uomini Liberi lasciano a casa bancomat e carte di
credito, per usare solo e soltanto la moneta contante ?



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Il Fascista che morì due volte: Ugo Franzolin.

E’ morto a 82 anni lo scrittore e giornalista (di quelli veri…) Ugo Franzolin. Morto 67 anni dopo il suo decesso, che lui, Fascista convinto, annunciò essere avvenuto il 25 Aprile 1945, quando tutto quello in cui credeva crollava insieme alla dignità di una intera nazione. Lui,corrispondente di guerra della X° Mas, quel giorno finì in cella a San Vittore, e da allora, scrivendo, raccontava il dramma dei “VINTI” prima che quel raccontar diventasse una moda; quando a farlo si rischiavan denunce e botte, oltre alla censura. Scrisse, tra l’ altro, “I Giorni di El Alamein”, che piacque molto a Montanelli.
Non volle mai abiurare la sua fede, per questo dovette rifugiarsi a Roma, diventando presto giornalista de “Il Secolo d’ Italia”.

Su di lui, Pietrangelo Buttafuoco scrisse:

“Avendo ancora la divisa, sarebbe tale e quale Bepi Faliero, il soldato raccontato da Hugo Pratt, quello di Sirat al Bunduqiyyah, e cioè Eja eja alala, la Fiaba di Venezia, la storia di Hipazia e la Clavicola di Salomone. Inchiodata sul palmeto, «con quel deserto che arriva fino al mare», veglia immobile la sua luna di «figlio della Serenissima in terra calda». I cieli del Veneto, le passeggiate ai Colli, la campagna che abbaiava rotolando fino in Laguna. Venezia città dei mari: «Con noi altissime personalità del censo nobiliare: il conte Foscari, il figlio di Nazario Sauro, Urbano Rattazzi». Acque sulla sabbia. Tripoli, Bengasi, Tobruk, Marsa Matruk, i ragazzi dell’Afrika Korps. Vivere non è più vivere: «Nel bene e nel male abbiamo conosciuto dei giganti». L’universo di Franzolin è costellato di giovinezze, di «fratelli d’arma», di «giornate durissime» e di dolcezze fatte scivolare nei ricordi dell’infanzia: «il mio paese in Veneto, Villa del Bosco, e poi Viadana, vicino Mantova, sfiorata dal Po». E stato un amico di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, i due incolpevoli tenebrosi prestati a Salò, quel mondo strafottente di ex-combattenti portati dal destino per condividere sberleffo, eroismo e forse finzione. Marinetti ovviamente, Marco Ramperti, il poeta delle dive cinematografiche. Tanti gli attori: Walter Chiari, Giorgio Albertazzi, Enrico Maria Salerno, un ambiguo Dario Fo, e giustamente Ugo Tognazzi, fascistissimo Primo Arcovazzi, nel film di Luciano Salce, “Il Federale”. Arcovazzi, mani sui fianchi, fa un ritmato e marziale piegamento in basso, un-duè. Su e giù, su e giù come da esercitazione. A chi gli chiede , «cavalleria?», lui risponde: «No, c****** sudati». A Franzolin piace una scena, quella del professore antifascista desideroso di un sospiro di tabacco che, pur di non fumarsi le sigarette regalate dagli americani, strappa la pagina de “l’Infinito” dal libro di Leopardi, arrotola e fuma paglia. «Tanto lo conosco a memoria», dice. Proprio come gli aveva insegnato l’Arcovazzi Primo. Ognuno insegna ciò che può. E spésso, i morti, insegnano ai vivi.”

Ugo Franzolin: PRESENTE !!!!

L’Etica a senso unico di Facebook

Avete mai provato a pubblicare una composizione politicamente “seccante” a sinistra? Personalmente ho alle spalle una vita di bannaggi (limitazione temporanea del servizio di Facebook alla sola lettura), dato che immediatamente FB raccoglie le segnalazioni dei vostri ineffabili censori, abituati a tallonare gli avversari più attivi. Qui sotto vi includo l’esempio di un’immagine duramente “punita”.
Benissimo, ora, più in basso, dopo la predicozza di Facebook, trovate invece quello che vi passa il convento…


L'Etica a senso unico di Facebook

Fornero: riduz. stipendi 50enni (2)

Proseguendo il discorso iniziato ieri con questo Art.: Fornero: ridurre stipendi dai 50 anni soluzione alla quale starebbe seriamente pensando quella che ormai si può chiamare “Ministressa dei licenziamenti” e non ministro del lavoro, si potrebbe anche starci, con vari se e ma ed altrettanti distinguo se la filosofia che ispira una soluzione del genere non fosse quella dell’odio nei confronti dei lavoratori e il relativo olocausto dei diritti maturati nei secoli scorsi. E quindi se oltre a diminuire lo stipendio in base ad una presunta, mera capacità produttiva inferiore, si attivassero dei benefit sociali per gli stessi soggetti. In modo da poter dire: “Sono arrivato a 50anni, e adesso una piccola percentuale del mio stipendio viene devoluto a favore di noi tutti anziani lavoratori sotto forma di servizi ad hoc”.
Questa, forse, potrebbe essere chiamata civiltà!
Tutto questo sempre se e ma.. e soprattutto se la ministra fosse in grado di parlare come un essere umano dicendo qualcosa tipo:
“Cari lavoratori anziani, è giunto il tempo di pensare al vostro benessere. Abbiamo in progetto di migliorare la qualità della vostra vita perchè gli anziani sono la ricchezza della società per la loro saggezza e per la loro esperienza sia nel lavoro che nella vita sociale. Vi saranno erogati servizi per riconoscimento degli anni passati a lavorare facendo sacrifici. Tutto questo richiederà solo un minimo contributo che sarà prelevato direttamente dalle vostre buste paga, un po’ come quello che vi viene richiesto dai sindacati per rappresentarvi (Sic!?) “.
Ma quella non è un essere umano, quella al contrario gode se può fare qualcosa contro i lavoratori.

IL CRONISTA

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