Gli stati crollano ma l’euro è irreversibile…

Un commento: “Un po’ di tempo fa, la Russia si trovava nella nostra situazione di oggi, nel senso che sia all’estero che all’interno i sapientoni dell’epoca facevano a gara ad affermare che sia la politica che l’economia russa erano talmente disastrati e indebitati che non valeva la pena di investire nulla perché prima poi il Paese si sarebbe schiantato. La regnante zarina Caterina II, una sorta di Margaret Thatcher dell’epoca, quando i suoi preoccupati collaboratori le chiedevano che fare rispondeva con fermezza: non prostratevi e non cercate pietà dai briganti nemici della Russia, dategli del legno, se non basta della corda e se non bastasse ancora del piombo. E’ solo una metafora, ma smettiamola di andare a destra e a manca col cappello in mano, smettiamola di fare i compitini. E’ finito anche l’inchiostro ma non deve mai finire la dignità. E se di dignità si può morire, allora moriremo, ma con dignità!”
La Banca centrale europea è pronta ad intervenire per aiutare i Paesi dell’Eurozona in difficoltà, ma solo dopo che è stato attivato i fondo di salvataggio Efsf-Esm. L’operazione consiste nel “condurre operazioni di mercato aperto definitive di entità adeguata a conseguire il proprio obiettivo”, come spiegano dall’istituzione ricordando però che si tratta di “politiche non convenzionali” che “hanno natura solo temporanea e non posso risolvere le cause di fondo degli squilibri finanziari e della differenziazione delle condizioni finanziarie”.
Per questo motivo i fondi Ue non bastano, ma “occorrono correzioni strutturali nell’ambito delle finanze pubbliche, degli squilibri macroeconomici e della stabilità finanziaria, che competono ai governi nazionali dei Paesi dell’area euro”. Nonostante tutto questo, però, la Bce ribadisce che l’euro è “irreversibile” e “i premi per il rischio connessi ai timori sulla reversibilità dell’euro sono inaccettabili e vanno affrontati in modo sostanziale”. Del resto la situazione della Ue non è così rosea: il tasso di disoccupazione “continua ad aumentare”, soprattutto tra i giovani, con “ulteriori perdite di posti di lavoro, a ritmo sostenuto, sia nell’industria sia nei servizi all’inizio del terzo trimestre del 2012”. Lo si legge nel bollettino mensile della Bce. Questo indica che la ripresa sarà “solo molto graduale e i rischi che circondano le prospettive economiche per l’area euro continuano ad essere orientati verso il basso”, con un’inflazione in calo nel 2012 e una stima in ribasso del 2% nel 2013. Se la passa peggio l’Italia, con un “netto deterioramento della valutazione del rischio di credito delle imprese” e un tasso d’insolvenza previsto in aumento “particolarmente pronunciato per le imprese italiane e piuttosto moderato per quelle olandesi e tedesche”. Paure confermate dai dati della Cgia di Mestre, secondo cui le insolvenze bancarie che fanno capo alle aziende italiane hanno sfiorato a maggio gli 84 miliardi di euro, circa 10,1 miliardi di euro in più rispetto all’anno scorso (+13,8%).

Implosione euro?

La notizia, qualche giorno fa, di una fuga dei big di Wall Street dai paesi periferici dell’Unione Europea. E al tempo stesso la corsa a coprirsi con strumenti di natura derivata, come i cds (credit default swaps) prodotti assicurativi utili a tutelarsi dal rischio-Paese e dall’implosione della moneta unica. Ora arriva il dato della ritirata strategica di Goldman Sachs, che ha ridotto la propria posizione sul debito italiano del 92% nel secondo trimestre, dopo averla aumentata nei primi tre mesi.
LA NOTA – Lo comunica la banca in nota alla Sec, nella quale precisa che «l’esposizione di mercato» ai bond del governo italiano è scesa a 191 milioni di dollari alla fine di giugno dai 2,51 miliardi di dollari della fine dei marzo. Goldman aumenta invece la propria posizione sui derivati per assicurarsi da eventuali rischi di default per l’Italia.

Caro amico, ti rispondo…


Caro mio giovane amico,
vorrei che le persone fossero tutte come te, con la tua sincerità e con la tua onestà intellettuale. Purtroppo, non è così. Ne so qualcosa in prima persona per tutti gli anni che ho già passato su questa terra. E anche su Twitter, nonostante si possa defolloware o bloccare chiunque, ti ritrovi anche gente che ha solo voglia di fare vedere che si confronta, ma che non si confronta veramente, è solo una moda, quella di twittare.. Mi dirai che anche io forse nn voglio davvero confrontarmi perchè sono assolutamente convinto che ci sia solo una strada, per il momento, da continuare a percorrere x cambiare le cose, come abbiamo iniziato a fare con le amministr di poco tempo fa. Poi, ognuno, ma solo dopo il voto che dovrà mandare a casa la partitocrazia, potrà riunirsi in tutti i gruppi e movimenti che vorrà, ma solo dopo. Altrimenti non verremo mai a capo di niente e lasceremo sempre i soliti a governarci, ovvero a mangiare e rubare sulle nostre spalle. Anche a me nn convince completamente un Grillo, ma è l’unico, al momento, che possa servire davvero per arrivare a una nuova democrazia perchè è l’unico movimento concreto. Gli altri gruppuscoli che cercano voti su Tw mi fanno rabbia perchè approfittano del disagio comune per cercare di costruirsi il loro piccolo orticello togliendo voti all’unica vera rivoluzione già iniziata da chi ha votato per M5S. Sì, sarebbe meglio parlare con le persone dal vero e non da un mezzo in cui ci si conosce solo virtualmente e senza guardarsi negli occhi, ma non aspiro a carriere pseudopolitiche. Quando ero entrato nel sottobosco della politica della mia città a livello di circoscrizione con An, ho fatto qualcosina di buono, ma mi sono subito tirato fuori per l’egoismo che ho visto anche in quel partito che consideravo il più sano e che non c’entrava ancora niente con Berlusconi, a parte le alleanze di cdx. Quindi, ammesso che mi fosse possibile, non ci sarei comunque tagliato.
Grazie per avermi permesso questo sfogo.
A presto.

IL CRONISTA

Doppio suicidio e parlamentari in vacanza

Loro, come già detto qui, se ne vanno in vacanza a spese degli italiani fregandosene di chi ha seri problemi.
Se c’è qualcosa che può lenire la malattia della vecchiaia, come un balsamo a lento rilascio, è assistere alla felicità dei propri figli. Sedersi in poltrona e compiacersi dello spettacolo: tanti sacrifici, tante paure, tante lotte, tutta una vita spesa per loro, ma finalmente vederli sistemati, tranquilli, sicuri.Loro due, che le gelide cronache definiscono solo con le iniziali, lui N.D.E, settantanove anni, lei G.D.D, più giovane di quattro anni, si sono ritrovati al capolinea della vita senza l’ultimo balsamo, senza la consolazione di uno spettacolo familiare edificante. Solo rovina e macerie. Così, non è rimasto altro: solo il coraggio per una fosca decisione. Hanno appeso le corde alla trave del box, quindi si sono impiccati, uniti nell’ultimo abbraccio.E’ il finale penoso e allucinante di una tremenda storia italiana. Sullo sfondo di un matrimonio forte e sventurato, lo spettro sempre più invadente della crisi velenosa, questa grande crisi globale che come la grande storia arriva a provocare danni capillarmente, nelle singole case delle singole famiglie. Questa casa e questa famiglia sono di Ancarano, un paesino del Teramano, profondo Abruzzo. Guai enormi prima dell’epilogo. Uno dei figli, cinquantenne, è la classica vittima soffocata dalla feroce congiuntura. Piccolo artigiano, tempo fa si ritrova in mezzo a una strada, letteralmente, per l’implacabile manovra a tenaglia di banche ed Equitalia, questo mostro a due teste che ormai sconvolge il sonno di tanti lavoratori. Gli chiedono di onorare i debiti, presto, tempo scaduto. Ovviamente è un’operazione impossibile, al di sopra della sua stessa volontà. Scatta così la procedura solita: pignoramento della casa e vendita all’asta. Una tragedia personale, senza via d’uscita. Purtroppo, a quest’uomo fuori controllo e fuori di sè non viene altra idea che la più assurda: tentare un’estorsione contro l’acquirente della casa, per riprendergliela nel modo più veloce e più sbrigativo. Un piano folle, che finisce mestamente come finiscono tutte le imprese improvvisate dai dilettanti del crimine: in galera.I genitori, questi genitori anziani che vorrebbero scaldare gli ultimi anni assistendo al successo dei figli, seduti tranquillamente in poltrona, assistono inebetiti allo sfacelo e alla vergogna. La mamma cade in depressione. Il papà deve sopportare anche questo dolore supplementare. Alla fine, non ci sono più forze, morali e fisiche, per continuare. Non ci sono più motivi. Abbracciarsi e lasciarsi andare del tutto, nel vuoto, per sempre, è la soluzione che può apparire accettabile, certo più della realtà.Tocca in sorte all’altro figlio, che vive con loro, alzare la serranda del box e scoprire l’ultima scena. Sconvolto, urla con voce irreale, lo sentono in tutto il paese, ma ormai non c’è più niente che si possa fare. Qualcuno racconta poi che i genitori avrebbero scelto il suicidio per lasciare la casa al figlio in malora. Ma l’avvocato di famiglia si pronuncia subito in modo molto chiaro: Non esiste. Il figlio perderebbe pure questa casa ereditata. La vendita dell’abitazione pignorata non ha coperto tutti i debiti. Equitalia e le banche pignorerebbero pure questa.Nel gioco impietoso del dare e dell’avere, si potrebbe addebitare anche questa enorme tragedia familiare, l’ennesima del periodo, alla spietata tenaglia banche-Equitalia, che molto sta chiedendo al popolo italiano, improvvisamente e velocemente, senza margini e senza sfumature. Troppa gente sta pagando in proprio le nuove regole di gestione, rigide e implacabili, vera procedura d’emergenza che arriva dalla sera alla mattina, dopo anni di allegria, trasferendo sui piccoli, in basso, il peso gigantesco di colpe grandi, là in alto. Lo chiamano rigore, l’hanno scoperto da pochissimo, dopo un sacco di tempo trascorso nei consigli d’amministrazione a giocare da incoscienti, ebbri di euforia, nel subdolo Monopoli della finanza acrobatica.Quel padre e quella madre appesi alla trave, incapaci di trovare ancora un senso e un motivo per imbastire il loro ultimo futuro, certo pagano anche una propria fragilità. Certo da Equitalia e dalle banche non è arrivato nessun killer a portare corde. Non è giusto diventare così astiosi e così grossolani. Però. Il però di tutte queste storie è molto delicato e molto profondo. Nella lunga catena dei suicidi per crisi, non esiste mai un colpevole ben identificato. C’è un intero sistema, un’atmosfera generale, che lentamente si insinua nelle fessure delle singole case, delle singole esistenze, diffondendo solo ansia, pessimismo, disperazione. In questo irrespirabile sentore di fine, farla finita è un’opzione. Un padre e una madre, di fronte alla rovina di un figlio, possono seriamente considerarla l’ultima possibile, l’unica dignitosa.

Chiuso per ferie

Mentre re giorgio giustifica le mille fiducie a causa dell’emergenza crisi… c’è chi se ne va bellamente in vacanza… (ma le promesse chi le mantiene più?) chi a formentera, chi alle maldive, chi ai caraibi e chi vicino casa. Se questo è il rispetto per l’emergenza crisi e soprattutto per gli italiani… Ma s’era capito da un bel pò che il rispetto degli italiani non esiste più.
Chiuso per ferie. Il Parlamento va in vacanza. Ventisette giorni di relax. Montecitorio riaprirà il 5 settembre, Palazzo Madama il 6. Alla faccia della crisi economica, dei proclami e della speculazione. Per carità, rispetto agli altri anni c’è stata una spending review anche sui giorni di riposo. Infatti i 27 di quest’anno sono il periodo più breve degli ultimi tempi (38 nel 2009, 33 nel 2010 e 31 nel 2011). Tuttavia, dal momento che l’agenda parlamentare prevede per il 5 settembre a Montecitorio solo il question time e qualche ratifica e per il 6 a Palazzo Madama interpellanze e interrogazioni per i senatori non è così impossibile che i parlamentari si prendano ancora qualche giorno in più per rilassarsi. Nel frattempo però la crisi non accenna a svanire ed è ancora presente. Così come erano ben presenti proclami e intenzioni da parte di alcuni politici pronti a sacrificare il proprio svago per la res publica. ”Il presidente Monti non ha previsto ferie per i ministri quest’anno”, aveva annunciato il 3 luglio scorso il viceministro delle Infrastrutture, Mario Ciaccia, spiegando che “considerati i decreti che abbiamo in pista, con un Parlamento che deve lavorare, non penso ci sia molto da rischiare, dobbiamo affrontare problemi seri per il Paese, e quindi non è tempo di vacanze”. Sarà. Intanto l’unico componente del governo che farà meno ferie degli altri pare essere il premier Mario Monti (per lui solo sei giorni di riposo). Il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini era stato ancora più deciso e perentorio: “Altro che vacanze! Per me si può rimanere alla Camera anche a ferragosto!”. Una dichiarazione un po’ prematura, visto che era stata resa su Twitter il 7 giugno scorso. Smentita dai fatti. Venti giorni dopo lo aveva seguito a ruota anche il deputato dell’Udc, Antonio De Poli, secondo cui “il Paese è in crisi e la politica non può andarsene in vacanza”. Anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini si era dimostrato pronto al sacrificio: “‘Se sarà necessario si lavorerà durante il mese di agosto perché nessun italiano sarebbe in grado di capire perché la Camera si ferma e magari non viene convertito un decreto perché è arrivato il mese delle ferie”. Evidentemente non è necessario lavorare in agosto. Tuttavia, i presidenti di Camera e Senato hanno preteso la “reperibilità” di deputati e senatori, che dovranno essere pronti a rientrare in caso di emergenza. “La Camera potrà riunirsi, se necessario, anche nel mese di agosto per l’esame di questioni urgenti o per la presentazione di decreti legge, specie per quanto riguarda le questioni legate alla crisi economica e finanziaria”, ha spiegato Fini. Il più sincero forse è stato il deputato Api, Pino Pisicchio che al quotidiano La Repubblica ha spiegato: “Più stiamo a casa e meglio è per il Paese”. Arturo Parisi si è dimostrato il più illuso invece: “Si potrà arrivare davvero a fare una legge elettorale in tempi brevi solo in un caso: che tutti i capi partito si chiudano in una stanza e ne escano solo facendosi da parte e affidando definitivamente la decisione al Parlamento da impegnare nel caso per tutto agosto”. Alla fine però quelle dei nostri politici non saranno vere e proprie vacanze a sentire il relatore Pdl, Lucio Malan, che a Italia Oggi ha spiegato che “non è vero che andiamo in vacanza, lavoreremo al testo-base tutto agosto, con le e-mail si può”. Scusate se abbiamo pensato male allora… Buon lavoro!

Giornalisti filo-governativi


(Nella foto esempio di giornalismo italiano)
I giornalisti fighi italiani quando si tratta delle rivoluzioni degli altri Paesi tengono evidentemente col popolo perchè noi occidentali “abbiamo il dovere di esportare la democrazia” e di “civilizzare gli altri popoli”, tanto il culo è dei rivoluzionari, mica il loro che se ne stanno bene qui in Italia, coi loro lauti stipendi che gli permettono di andarsene ogni tanto alle Maldive e condurre una vita da semidei in terra.
Non così quando si tratta di difendere la democrazia di casa nostra.
Da noi, grandi esportatori di democrazia, attaccati al culo degli Usa e dei vari Sarkozy di turno, la democrazia spodestata può attendere.
Infatti la partitocrazia italiana pur di continuare a mangiarsi e a sputtanarsi letteralmente i ns soldi e quelli dei ns poveri pensionati ha sospeso la democrazia come se niente fosse e ha dato il mandato per governare a quattro teorici che non hanno mai fatto nella vita altro che cimentarsi con le loro strambe teorie favorevoli solo a quattro(più o meno) grandi finanzieri che vogliono e che stanno controllando tutta la povera gente del mondo, noi tra i primi, che siamo quelli più tar-tassati e i meno stipendiati al mondo se si escludono alcune tribù di indigeni dei vari continenti.
Questo sotto gli occhi, come dicevo, dei nostri giornalisti fighi che fanno a gara non tanto per dare notizie veritiere e stare dalla parte del popolo bistrattato e tar-tassato, quanto per avere stipendi più alti dei loro colleghi.
Stipendi che non hanno niente a che fare con la reltà delle retribuzioni dei cittadini italiani.
E sono tutti stipendi che paghiamo noi tutti, sia sotto forma di contributi di stato (di milioni di euro) ai giornali – che se non erro (ma accetto correzioni) percepiscono in base alle intenzioni di vendita delle copie, e non alle effettive copie vendute, tanto che giornali come l’Avanti, ormai inesistente, di un certo Lavitola, percepisce milioni solo per fare condurre una vita da nababbo a lui soltanto; sia con maggiori costi dei prodotti acquistati perchè gli stipendi di alcuni giornalisti li paghiamo sempre noi sui prodotti reclamizzati dalle varie tv che ce l’hanno nell’organico.
Purtroppo non ci possiamo aspettare da questi nemmeno un moto di orgoglio, perchè la schiavitù al potere, a loro, rende molto bene.
E allora si assiste a teatrini di notizie una più ruffiana dell’altra, come ad esempio quella di ieri, giorno dopo lo sputtanamento di Monti davanti al giornale Der Spiegel con le sue dichiarazioni assolutamente di stampo dittatoriale – anche se uno stampo di 4° categoria – nel quale teatrino i giornalisti fighi si affannavano a dichiarare che l’episodio del giorno prima era stato superato agevolmente dal premier in quanto trattavasi solo di “un polverone d’Agosto”. Ieri, infatti, l’immagine del premier era di nuovo quella del Premier più apprezzato d’Europa… Secondo questa gentaglia che si fa chiamare “giornalisti” e che pretende anche un Albo a protezione della loro professionalità.
Cos’altro aggiungere su di voi?
Credo niente, oltre a un piccolo suggerimento: NASCONDETEVI! CHE è MEGLIO!

IL CRONISTA

Alex Scwazer, quattro anni dopo.

E’ per me giunto il momento di chiedere scusa: quattro anni fa in un post celebrai la vittoria di Alex Scwazer nella 5o chilometri di Marcia. Scrissi pure: “vedere un alloglotta gioire per la Nostra e la Sua Bandiera e cantare l’ Inno di Mameli tra le lacrime, la gioia e l’incredulità di questo atleta che odia il doping, è un esempio“.
Oggi vedremo quello che dirà nella conferenza stampa, anche se devo riconoscergli un piccolo riscatto nel non aver cercato scuse come la quasi totalità di altri colpevoli. Resta tanta amarezza, Alex:che peccato…chiedo scusa io per te.

http://santosepolcro1.blogspot.it/2008/08/alex-schwazer-insegna-ad-abkhazi-ed.html

Alcuni possono, altri no

ATENE, 06/08/2012 – In quella che e’ la maggiore retata mai compiuta dalla polizia greca contro l’immigrazione clandestina nel Paese, circa 6.000 cittadini stranieri sono stati fermati nelle ultime 24 ore ad Atene perche’ sospettati di essere entrati in Grecia illegalmente. Lo ha annunciato, con un comunicato diffuso nella capitale ellenica, il Direttorato generale della polizia dell’Attica (Gada). Tra i fermati, oltre 1.600 sono stati trovati sprovvisti di documenti e sono stati avviati negli appositi centri di raccolta per i clandestini dai quali saranno rimpatriati verso i Paesi di provenienza. Tutti gli altri, in regola con il visto d’ingresso in Grecia, sono stati rilasciati. All’operazione – denominata in codice “Xenios Zeus” (Giove straniero) – hanno preso parte circa 4.500 agenti di polizia. La Grecia e’, insieme con l’Italia, uno dei Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno dell’immigrazione clandestina proveniente per lo piu’ dall’Africa e dall’Asia. Si calcola che ogni anno almeno 100.000 migranti entrino sul territorio ellenico – dopo aver attraversato la confinante Turchia – in cerca di un avvenire migliore nei Paesi europei.
Notizie che fanno battere forte il cuore a tutti i Patrioti europei giungono dalla Grecia. Il degrado urbano e la criminalità dilagante, dovuti principalmente agli immigrati che utilizzano la culla della nostra civiltà come ponte per raggiungere l’europa occidentale, insieme alla drammatica crisi economica in corso, hanno spinto il popolo greco prima, e le istituzioni poi, a prendere le uniche decisioni sagge che si possano adottare in tale situazione. Blocco dell’immigrazione e rimpatrio degli immigrati presenti, immigrati che ormai sono solo un peso “morto” insopportabile per la società greca. Quella in corso è solo l’ennesima, e certamente non l’ultima, delle operazioni di “deportazione” messe in atto dalla polizia greca negli ultimi giorni. E’ proprio il portavoce della polizia a spiegare, senza giri di parole, i motivi di tali operazioni. Leggiamo con attenzione queste dichiarazioni.
Atene, 4 ago 2012 – La Polizia greca ha radunato circa 2 mila persone in una retata per mandare via dal centro di Atene gli immigrati senza documenti, motivando l’operazione come ”necessaria” per la sopravvivenza nazionale, vista la crisi che sta soffocando il paese. Lo scopo dell’operazione, denominata, ”Xenios Zeus”, ha spiegato il portavoce della polizia Christos Manouras, era quello di rimandare gli immigrati nei loro paesi d’origine, chiudere le frontiere e garantire cosi’ che Atene torni ad essere una citta’ legale con una buona qualita’ della vita. L’operazione ha visto mobilitati 2.000 poliziotti ad Atene e altri 2.500 sul confine orientale della Grecia con la Turchia. Manouras ha spiegato che la deportazione degli immigrati illegali e’ necessaria per la sopravvivenza nazionale: ”Dobbiamo inviare il messaggio che la Grecia non puo’ permettersi di dare lavoro e ospitalita”’ agli immigrati.
Mentre in Italia, a causa dei troppi ”Riccardi”, si continua a discutere di accoglienza del “povero migrante”, in Grecia si parla, e non ci si limita solo alle parole, di rimpatri collettivi, chiusura delle frontiere, deportazione degli immigrati finalizzata alla “sopravvivenza nazionale”. Come sono “razzisti” questi greci, pensano prima alla loro sopravvivenza e poi allo straniero. Grecia e Italia, due mondi così vicini ma anche, in questo momento, così diversi. Alla luce di quello che sta accadendo, le parole da noi pronunciate qualche tempo fa suonano quasi profetiche: Probabilmente è proprio la crisi economica, con il suo carico di sofferenze e con la sua capacità di ricondurre i popoli alla realtà, ad abbattere il muro del politicamente corretto. In Italia siamo ancora storditi dal benessere degli ultimi decenni e dall’attuale propaganda mediatica pro-immigrati”. Non tutti sanno, inoltre, che la Grecia sta anche procedendo alla costruzione di un muro, con tanto di filo spinato e fossato pieno d’acqua, lungo il confine con la Turchia. Una sorta di muraglia greca anti-immigrati.
ATENE, 30 LUG 2012 – Il primo tratto della controversa barriera di fossati e doppio filo spinato lungo 10 km e del costo di oltre tre milioni di euro che fara’ parte di una vera e propria muraglia anti-immigrati sul confine greco-turco sulle sponde del fiume Evros non sara’ ultimato prima del prossimo ottobre, con diversi mesi di ritardo sul previsto. Lo ha annunciato, come riferisce oggi il quotidiano Athens News, Petros Dagres, il responsabile dell’omonima ditta Dagres Ate che sta conducendo i lavori su questo tratto di barriera. Secondo Dagres, il ritardo e’ da attribuire alle pessime condizioni atmosferiche che hanno imperversato sulla zona lo scorso inverno. Il costo totale della barriera – la quale si snodera’ lungo le rive dell’Evros (Maric in turco) che per parecchi chilometri segna la frontiera fra la Grecia e la Turchia – dovrebbe aggirarsi intorno ai 5.5 milioni di euro. Il governo di Atene ha voluto innalzare la barriera di cemento, acciaio e filo spinato lungo il corso del fiume per bloccare la massa dei migranti clandestini provenienti dalla Turchia i quali, attraverso la Grecia, cercano poi di raggiungere altri Paesi europei. La muraglia greca – sulla quale saranno installate anche decine di telecamere a circuito chiuso – si dovrebbe estendere complessivamente per 150 km e comprendere un fossato lungo 120 km, largo 30 metri e profondo sette, riempito d’acqua.
In Italia si utilizzano i soldi pubblici per favorire l’invasione della nostra terra, costringendo i marinai della Guardia Costiera ad un’imbarazzante attività lesiva dell’interesse nazionale; in Grecia invece si utilizzano i soldi dei cittadini per costruire muri anti-immigrati, per i rimpatri collettivi e per riportare le città ad un livello di qualità della vita accettabile. Insomma, quello che dovrebbe fare ogni stato democratico. Democratico nel senso proprio del termine ovvero démos cràtos, governo del popolo, governo nell’interesse del popolo. L’interesse del popolo greco, che poi è anche il nostro, è quello di respingere il “migrante” e liberarsi di tale opprimente presenza; le politiche intraprese dalla Grecia non potrebbero quindi essere più democratiche di così. A questo punto sorge spontanea una domanda: quando, anche in Italia, ci sarà una vera democrazia?Ancora una volta è la Grecia, a distanza di oltre duemila anni, ad indicare al mondo la strada da seguire.

Il Pensiero Verde 2012-08-07 19:00:00

Bitonci – spending review:
“la realtà è che il vostro Governo non ha alcuna intenzione di cambiare le cose; a voi questo baraccone chiamato Italia sta bene così com’è!”
IL MIO INTERVENTO DI OGGI IN DICHIARAZIONE DI VOTO ALLA CAMERA:
Signor Presidente, con revisione della spesa pubblica, in inglese spending review, si in tende quel processo diretto a migliorare l’efficienza e l’efficacia della macchina statale nella gestione della spesa pubblica.
Dovrebbe significare, e non bisogna essere dei grandi esperti di economia, che i capitoli di spesa di uno o più ministeri vengono passati al setaccio per vedere cosa può essere tagliato, per scoprire se ci sono sprechi da eliminare.
Ma in realtà questa è una mini manovra finanziaria, non una spending review, venduta come un’importante operazione di razionalizzazione della spesa pubblica, ma che poi scopriamo essere, esigua, tanto che se si vanno a vedere i saldi effettivi, c’è una riduzione della spesa di circa 4 miliardi di euro, appena sufficienti per sterilizzare l’aumento dell’IVA a breve termine.
Mentre la vera spesa pubblica, quest’anno, secondo il bilancio presentato dal Vostro Governo, aumenta di 10 miliardi.
La priorità da affrontare è quello dell’immenso debito pubblico, con un valore pari quasi 2.000 miliardi, mentre ci attestiamo al 123% sul PIL: stiamo superando ogni record.
Le previsioni del FMI sono pessime anche per il 2013 e 2014, insomma la recessione non se ne va, e questo ce lo ricorda continuamente anche l’Europa.
La Troika (UE-BCE_FMI) e sopratutto la Germania ci spingono sempre più verso degli aiuti, verso il fondo salva stati e anti spread che ci obbligherebbe ad una ulteriorecessione di sovranità e controllo da parte di tutti gli stati membri.
Vede signor Presidente, c’è una preoccupante analogia con le spinte che vengono dalla Germania e un recente passato. I tedeschi devono capire che se si vuole un Europa che conti di più, un Europa unita, lo si può fare solo attraverso un Unione Confederalee non un Europa sotto la guida a stile Terzo Reich.
Noi signor Presidente, condividiamo lo spirito di questa manovra, ma le vere riforme, il vero controllo spesa, il pareggio di bilancio si ottiene solo con l’attuazione del federalismo, con i costi standard, ossia un controllo diretto della spesa pubblica fatto dai cittadini.
Questo era un percorso importante cominciato con la legge n. 42 del 2009, poi l’approvazione dei decreti attuativi, ma Voi con il Vostro Governo avete, fin da subito deciso di iniziare una nuova fase, centralista e antifederalista.
Prima introducendo l’IMU sulla prima casa, e incamerando alle casse Statali il 50 per cento delle entrate sulle II° Case e fabbricati delle aziende, poi la cancellazione della compartecipazione IVA a favore degli enti locali e cancellato il federalismo demaniale, bloccando la valorizzazione dei beni.
Potevate rivedere il Patto di stabilità dei Comuni, patto che sta bloccando la possibilità di investimento dei nostri Enti Locali, frenando i pagamenti agli artigiani e alla imprese fornitrici di servizi, e invece con bluff si prendono in giro i Sindaci, impiegando 800 milioni in manovra, ma che in realtà sono 500 perchè 300 vengono presi da un capitolo che riguarda il rimborso alle imprese, che sono proprio quelle che avanzano i pagamenti dalle pubbliche amministrazioni: quindi, una mera partita di giro.
Ma c’è di peggio: si ritorna a premiare gli enti non virtuosi, perché di questi 800 milioni, ben 171 vanno alla Sicilia,32 alla Calabria, 58 alla Campania, 79 al Lazio, 82 alla Sardegna e solo 29 al Virtuoso Veneto.
Ancora risorse per la sprecona Sicilia, la Sicilia, secondo la Corte dei conti, dei 17 mila dipendenti regionali, con 1500 dirigenti, uno ogni 10 dipendenti, una assurdità se questi dati li mettiamo in confronto con le regioni del Nord.
La Sicilia ha più regionali di Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Liguria e Friuli tutti insieme.
E’ qui che dovete fare una vera spending review, signori miei! E’ qui che bisogna applicare i costi standard e bloccare l’assunzione sui dipendenti effettivi, non sulle piante organiche.
Questa è un’altra delle prese in giro di questo decreto, perché se tagliate il 20 per cento dei dirigenti e il 10 per cento del personale, calcolati sulle piante organiche e non sui dipendenti effettivi, non otterrete alcun beneficio.
E’ noto a tutti, infatti, che le piante organiche sono sempre superiori al numero effettivo di dipendenti.
Per essere seri, avreste dovuto tener conto di un semplice parametro da costi standard, il rapporto dipendenti in relazione agli abitanti, dove ci sono comuni al nord che hanno meno della metà dei dipendenti di quelli con pari numero di abitanti al sud.
E attenzione signor Presidente, che dalla Sicilia è in arrivo un altro regalino per le casse dello stato, altro che pareggio di bilancio!!
Sempre dall’audizione della corte dei conti Siciliana, in commissione bilancio, scopriamo che ci sono 15 miliardi di residui attivi, molti di questi molto vecchi di anni. Saranno tutti esigibili??
Ovviamente no, la Corte dei conti parla solo di 4/500 milioni non esigibili, in realtà sono di molto di più – il 22 per cento sono tributi – e se sappiamo che a livello nazionale, l’Agenzia delle entrate riscuote dal 15 al 20 per cento di questi tributi residuali – allora presto fatti sono i calcoli: parliamo di altri tre miliardi e mezzo di tributi che non saranno mai riscossi, ma vengono mantenuti in bilancio per non evidenziare la mancanza di entrate.
È così anche per quanto riguarda le entrate in conto capitale. Le entrate in conto capitale della regione Sicilia sono il 47 per cento dei residui, sono fondi vincolati, derivano da finanziamenti europei e nazionali.
Molti di questi progetti non verranno mai iniziati o completati, così oltre al danno la beffa: finanziamenti sprecati e buco di bilancio assicurato che non pagherà l’ex Governatore Lombardo di turno, ma proprio noi, cari colleghi e cittadini del Nord, sempre il solito Nord che ripiana l’allegra gestione meridionale.
E intanto il momento è drammatico per il tutte le nostre imprese e per tutti i settori.
Nel 2012 le chiusure di negozi, nel commercio al dettaglio, potrebbero superare le nuove aperture di circa 20.000 unita’, secondo Confcommercio, nel 2011 le chiusure di negozi è stato di 105.831 contro 71.792 nuove aperture.
Questa è recessione vera, e Voi Professori dovreste pensare come ridurre il cuneo fiscale, perchè con questo livello di tassazione, il più alto in assoluto in Europa ed al Mondo, la ripresa ce la sogniamo. E senza ripresa, che può partire solo dalle nostre aziende del nord, non c’è crescita e sviluppo, senza crescita si contraggono consumi ed entrate, niente pareggio di bilancio o utopica riduzione del debito pubblico.
Dovevate colpire i privilegi dei dipendenti pubblici, dovevate equiparate i contratti del pubblico con quelli del privato, imporre un tetto agli stipendi dei dirigenti statali e dei manager pubblici, ridimensionare il numero dei ministeri, delle Prefetture, privatizzare la Rai e chiudere i poltronifici pubblici, queste sono cose che vogliono tutti gli italiani!
Così per le pensioni d’oro, ne parlate da molto, ma nulla ancora è stato fatto, forse perchè quelli delle pensioni d’oro siete proprio voi?
Potevate risolvere il problema degli esodati, sopprimendo gli enti inutili che avete ripescato al Senato, magari senza dare ancora finanziamenti a Roma, potevate utilizzare i 500 milioni per i clandestini nordafricani. Per loro, il vostro Ministro Riccardi i soldi li trova sempre! Una vergogna!
Ora, chiuso il provvedimento, proponete di risolvere il problema esodati con nuovi giochi d’azzardo! Non avete rovinato abbastanza famiglie con le slot machines, il gioco via internet e il poker sportivo?
Concludo signor Presidente, il nostro parere è assolutamente negativo: poteva essere fatto molto di più. Vi sono, nel bilancio dello Stato, una miriade di sprechi da tagliare, non ci vuole un nuovo ministro dell’economia e un codazzo di tecnici, basta una massaia, una casalinga o un buon padre di famigli con in tasca l’esperienza di fa economia domestica tutti i giorni dell’anno per tirare avanti.
Ma la realtà è che questo Governo non ha alcuna intenzione di cambiare le cose, e a voi questo baraccone chiamato Italia sta bene così com’è!

Le meschinità del re Travicello

Ieri ho rinunciato a infierire su Monti dopo il suo eccesso di zelo servile che lo ha portato ad incrementare l’odio che gli Italiani senzienti (e paganti …) provano nei suoi confronti e ad essere ridicolizzato dai tedeschi che, giustamente, provano per lui il tipico disprezzo che si ha verso i servitori sin troppo zelanti e untuosi.
Oggi, però, non si può non stigmatizzare la dichiarazione, priva di qualsivoglia fondamento, attribuita (e non smentita) a Monti sul fatto che, con Berlusconi Premier, “lo spread sarebbe a 1200”.
La volgarità, la meschinità, la supponenza che troviamo in questa dichiarazione, illustra perfettamente la bassa qualità e profilo umano di chi l’ha pronunciata.
Con Berlusconi lo spread, fino ad aprile 2011, era sotto i 200 punti (160).
Solo a seguito dell’indebolimento interno del Premier causato da una campagna mediatica e giudiziaria a senso unico, è cominciato a salire, come peraltro ha fatto anche in altre nazioni.
Se a causare l’aumento dello spread fosse stata la presenza di Berlusconi, allora a novembre sarebbe dovuto calare istantaneamente.
Così non è, come non lo è stato in Spagna.
Monti deve pur difendere il posto tanto agognato, ma ogni giorno che passa rende sempre più manifesta la sua incapacità non solo tecnica, ma anche politica, diplomatica e, soprattutto, umana per poter aspirare ad essere un Leader.
Prima questo re Travicello, forte con i deboli e debolissimo con i forti, sarà tolto di mezzo, meglio sarà per tutti noi Italiani, sperando che gli Italiani capiscano in maggioranza che passare da Monti alla triade Bersani-Casini-Vendola, sarebbe però come passare dalla padella alla brace.





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