Le tasse e la pelosa divisione delle ricchezze

L’ultimo è stato, come riporta Il Resto del Carlino cartaceo del 13 agosto 2012 (vedi immagine) uno (a me) sconosciuto scrittore inglese, Mark Haddon, ma prima di lui più noti, uno per tutti Bill Gates, straricchi, soprattutto americani e finanziatori di Obama e dei democratici, hanno ululato, lamentandosi che per loro, troppo ricchi, le tasse erano troppo basse.
Personalmente non credo alla sincerità di ricchi capitalisti o “divini” attori, quando si fanno intervistare per far vedere quanto siano buoni, generosi e vicini al popolo che soffre.
Senza scomodare San Francesco che, ben 800 anni fa, diede un esempio concreto di quel che poteva fare un ricco se riteneva di possedere troppo, quei signori che si lamentano delle loro (peraltro spesso meritate) fortune, dimostrano di non aver capito nulla dei principi etici che dovrebbero informare una società libera e sovrana, in cui l’Individuo sia rispettato nella sua Identità e nella sua Proprietà.
Presumibilmente malati di protagonismo, questi signori che ogni tanto si svegliano schifati dei loro stessi soldi, vorrebbero che altri decidessero sul loro uso, istigando uno stato, che, a qualsiasi latitudine, non si tira mai indietro quando c’è da mettere le mani in tasca ai cittadini,  ad aumentare le tasse.
Questi signori parlano sempre al plurale: NOI paghiamo poche tasse.
Noi chi ?
Vediamo che “ricchi” sono considerati tutti coloro che posseggono una casa, vessati da balzelli di ogni genere (dall’imu alla tarsu, ai consorzi …) e quindi mi sento chiamato in causa: parlino per loro !
Io, di tasse, ne pago sin troppe e come me credo che la stragrande maggioranza dei cittadini del mondo la pensi allo stesso modo.
Gli stati, a cominciare da quello italiano che adesso con Monti ha raggiunto quota 55% di sottrazione dei nostri risparmi e del nostro reddito, sono sin troppo avidi con i nostri soldi il che significa una totale mancanza di rispetto verso l’Individuo, la sua Identità, le sue Proprietà.
Il problema, semmai, è di ridurre drasticamente la rapina ai danni dei cittadini, riducendo altrettanto drasticamente le spese pubbliche e vendendo partecipazioni e beni che lo stato non dovrebbe detenere.
Gli stati dovrebbero lasciare quanto più denaro possibile nelle tasche dei cittadini che saprebbero benissimo come utilizzarli al meglio per le loro esigenze.
Se, poi, gli Haddon o i Gates si ritrovano con troppi soldi, invece di estendere a tutto il mondo questo loro “disagio”, hanno il classico strumento che in tutte le epoche ha contraddistinto l’uso sociale delle ricchezze: beneficenza e finanziamenti alle arti, alla ricerca, borse di studio, fondazioni benefiche.
L’importante è evitare che i nostri soldi siano utilizzati dalle consorterie politiche dei governi per finanziare le loro clientele che, come abbiamo visto noi Italiani scontandolo sulla nostra stessa pelle, non si accontentano mai e chiedono sempre di più.
Haddon, Gates e soci già lo fanno ?
Che aumentino quei finanziamenti allora, invece di chiedere un aumento delle tasse che non sarebbe rivolto solo a loro, ma l’intera platea dei cittadini.
Se hanno la fregola di guadagnare troppo, aumentino la loro beneficenza, non obblighino noi, per le loro paturnie, a sopportare nuove gabelle statali, perchè non si illudano gli estimatori degli Haddon e dei Gates: uno stato non perderebbe l’occasione per “ritoccare” verso l’alto le aliquote, TUTTE le aliquote, non solo quelle dei ricconi.







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Fini in vacanza: ‘Mettete in conto ad esodati, grazie’


E’ di queste ore la polemica tra Fini e Libero che ha pubblicato a quale spesa fa andare incontro gli Italiani il presidente della camera con vista a Montecarlo per la sua vacanza e quella della famosa arrampicatrice sociale ex compagna del bellissimo e famoso Gaucci ora sua compagna da un paio d’anni.
Infatti Libero ha fatto suo dovere pubblicando la spesa che gli Italiani (anche quelli senza lavoro) pagano coercitivamente per sua vacanza di due mesi e mezzo in un hotel di Orbetello, accompagnato da nove uomini di scorta: € 80.000.
O’ presidente, d’accordo con ministro Cancellieri, ha replicato che queste sciocchezze non sono cose che riguardano lui, ma riguardano solo chi si deve occupare della sicurezza di uomini dello stato, qual’è lui; quindi avrebbe annunciato querela al giornale Libero per averci fatto conoscere queste cifre.
Infatti quando è arrivato in hotel, pare che la prima cosa che abbia detto è stata: “Mettete in conto ai senza pensione e senza stipendio, grazie”
Crissimo Fini, se ti ricordi vedi magari di mandarci una cartolina, grazie a te!

IL CRONISTA

Magistrati indiscutibilmente discussi

La penosa vicenda dell’Ilva di Taranto mi ispira una domanda.
Chissà perchè quando il bersaglio era Berlusconi (o un esponente o un Governatore di Centro Destra) … “i magistrati non si discutono“.
Adesso invece che ad essere presi in mezzo (letteralmente) tra due fuochi sono operai di una regione a guida comunista, o quando è un governatore di sinistra a subire l’attenzione delle toghe, non solo i magistrati si discutono, (o si stende un velo d’oblio sulle vicende giudiziarie senza chiedere dimissioni di alcun genere) ma addirittura si sollecita il governo a prendere quei provvedimenti che, ventilati dai governi Berlusconi, erano il bersaglio di critiche ferocissime e di quotidiane crocifissioni del Centro Destra sulla stampa di regime.
Già … chissà perchè, vero … ?



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Quelli che… stanno sul ponte della nave che affonda


In questa nostra Italia che, come tutti vediamo – ma soprattutto come ormai quasi tutti stiamo vivendo sulla nostra pelle – sta naufragando con l’aiuto di tecnici qualificati assunti, parrebbe, all’uopo, noi italiani siamo divisi in più categorie.

– Quelli che per ignavia hanno deciso di stare sulla nave che affonda senza fare niente.
– Quelli che abbandonano la nave perchè ne hanno la possibilità.
– Quelli che si mettono in mezzo al ponte a gridare che tutti gli altri non stanno facendo niente per salvare la nave, ma non offrono soluzioni, anzi criticano chi si sta dando da fare per salvarla.
– Quelli che tentano di salvare la nave, anche con mezzi di fortuna e non risolutivi, nel senso che pensano prima a tappare le falle e poi, quando la nave starà stabilmente a galla, si potrà allestirla anche per una navigazione più confortevole.

Inutile dire che io mi sento di appartenere a quest’ultimo gruppo.
Perchè non vedo molta differenza tra quelli che mentre l’Italia affonda non cambieranno il loro voto, e quelli che stanno in mezzo al ponte a gridare senza, d’altra parte, offrire una sia pur minima idea costruttiva.
Perchè questi due gruppi in realtà stanno lavorando “in concorrenza e in sinergia” per fare affondare la nave Italia.
Io mi sento dunque di appartenere al gruppo che sta cercando prima di tutto di tappare le falle per poi, una volta che il Paese ricomincia a stare stabilmente a galla, pensare ai vari allestimenti da dargli.
M5S non piace a tutti, d’accordo! Infatti è un Movimento arraffazzonato messo su dagli scontenti, dai delusi, da chi si è rotto il cazzo di farsi sfruttare e di essere ridotto alla fame da una classe politica e dirigente che pensa soprattutto al proprio benessere senza pensare minimamente al bene del Paese.
Ma è il movimento che ci ha permesso di dare una spallata al Palazzo dei parassiti papponi alle elezioni amministrative scorse tanto da mettere tutta partitocrazia in fibrillazione.
Ed è il Movimento che aiutato dal nostro voto metterà la stessa partitocrazia alla gogna definitivamente con le elezioni politiche.
Grillo, non Grillo, mi piace cotta, mi pace cruda, non esiste…
Gli allestimenti da dare alla nave, una volta riparata la tolda, li faremo in seguito, ognuno con le proprie idee ed anche con nuovi movimenti.
Noi per primi!
Perchè adesso ogni movimento o movimentino, partito o partitucolo, lista o listarella, che pretendono di mettersi in concorrenza col M5S, approfittando dello scontento popolare, sono solo nuovi modi per acchiappare farfalle.

IL CRONISTA

Legge elettorale

Con tutti i problemi che si dovrebbero affrontare in Italia, a cominciare dalla riduzione massiccia
della spesa e del debito pubblico, Napolitano cerca di stornare
l’attenzione
, tenuta viva da Di Pietro, dalla strana vicenda delle
trattative tra stato e mafia reclamando stizzito una nuova legge
elettorale
.
Sembra che senza una nuova legge
elettorale non si possa votare oggi o nel 2013.
A metà agosto, allora, salpiamo per un
accademico excursus sulla legge elettorale, tanto per parlare d’altro
che non la necessità di impedire la metastasi degenerativa che
subirebbe l’Italia ove la triade Bersani-Casini-Vendola andasse al
governo
.
Del resto la legge elettorale non è
neutra o ininfluente
sul risultato finale e neppure sulle scelte
individuali.
Doverose sono due premesse.
La prima è che qualsiasi legge
elettorale rischia di essere inficiata dal permanere di una
costituzione superata
, scritta nel 1946-1948 da un gruppo di reduci
dell’Italia prefascista, sconfitti dal Fascismo nel 1922, occupati
dalle truppe AngloAmericane nel 1943-1945 e quindi propensi ad
impedire che si potesse governare la nazione nel timore
dell’affacciarsi di un novello Duce.
Come nel costruire una casa si deve
iniziare dalle fondamenta, così per uno stato bisogna iniziare nel
codificare in costituzione principi, valori e regole adatte e
adattabili velocemente al mutare delle epoche
.
In questo senso ha ragione Alfano
quando chiede la riforma in senso presidenzialista della repubblica
che, poi, è quello che noi di Destra chiediamo sin dagli anni
sessanta.
La seconda, doverosa, premessa è che
io sono per il maggioritario secco, uninominale all’inglese:
divisione del territorio in collegi e in ogni collegio vince chi
prende anche un solo voto in più del secondo.
L’Italia, invece, proprio per le scelte
da burocrati pusillanimi dei costituenti
, ha utilizzato per 49 anni un proporzionale
appena scalfito dal sistema di attribuzione dei seggi.
Quando nel 1953 De Gasperi, l’unico
vero statista del primo dopoguerra (dopo di lui citerei solo
Andreotti e Berlusconi, ma unicamente perchè Almirante non ha avuto alcuna
possibilità di governo ..
.) tentò di correggere l’errore cui anche
lui fu indotto dall’inciucio con socialisti e comunisti, la campagna
demonizzatrice, abitudine inveterata della sinistra contro tutti
coloro che la ostacolano,
fece fallire il tentativo del
maggioritario e, così, finita l’epoca d’oro della ricostruzione
fondata sui governi centristi, iniziò lo sperpero del centro
sinistra e l’aumento della spesa pubblica indotta dai ricatti anche
di piccole clientele che, con il proporzionale, potevano far cadere
ogni governo.
Un governo ogni quattro mesi era la
media del proporzionale della prima repubblica, che obbligò a
continui compromessi (che scontiamo oggi nel bilancio dello stato)
tra i maggiori partiti: democristiani, comunisti e socialisti (non a
caso oggi in gran parte uniti nel pci/pds/ds/pd o pronti ad abbracciare questo partito
).
Fino alle elezioni del 1994 si votò
quindi per circoscrizioni o collegi senatoriali, con attribuzione dei
seggi in base ai quorum “pieni” e relativi resti.
Nel 1994 fu introdotto un maggioritario
parziale
.
A seguito di un referendum abrogativo,
il parlamento fu costretto a inventarsi una nuova legge che prevedeva
i tre quarti dei seggi attribuiti con il maggioritario all’inglese e
il restante con il proporzionale.
Una legge così fu fortemente voluta da
Achille Ochetto allora capo dei comunisti, nella convinzione che
sarebbe stata funzionale al trionfo della sua “gioiosa macchina
da guerra”
.
Ma un certo Silvio Berlusconi scese in
campo e rovinò i progetti dei comunisti
– che non glielo
perdonarono mai – anche se il suo governo fu costretto alle
dimissioni dopo pochi mesi visto che la maggioranza, sia pur con meno
partiti, era sempre legata alla volontà di ciascuno di loro.
Nel 1996 si votò nuovamente e vinse la
sinistra, conquistando con il maggioritario una netta maggioranza parlamentare ma non popolare,
peraltro frazionata la proprio interno e, soprattutto, propiziata
dalla divisione nel campo del Centro Destra
.
Tutti, infatti, lamentano che la corsa
solitaria della Lega
regalò la maggioranza ai comunisti, ma è
opportuno ricordare che anche l’errore di Berlusconi, indotto dal
solito Fini, a rifiutare alleanze con la Fiamma Tricolore di Rauti
,
fece perdere quei collegi che sarebbero stati sufficienti per
conseguire la maggioranza parlamentare.
Capita la lezione, nel 2001 il Centro
Destra ottenne una netta maggioranza,
purtroppo condizionata dalla
presenza dell’Udc di Casini, come nel 2008 fu condizionata dalla
inaffidabilità di Fini e dei suoi (da annotare per un futuro post: dopo la vittoria del 1994 a mettere i bastoni tra le ruote di Berlusconi fu l’alleato Bossi/Lega Nord; nel 2001-2006 fu l’alleato Casini/Udc; nel 2008-2011 fu l’alleato Fini. Probabilmente ha ragione il Cavaliere quando chiede non solo di cambiare la costituzione, ma anche di consentirgli di governare da solo con la maggioranza assoluta senza doversi compromettere con le alleanza. Insomma, come si governa, con efficienza e produttività, un consiglio di amministrazione).
Nel 2006 cambiò il sistema per andare
incontro alle velleità proporzionaliste di Casini
e venne redatto il
cosiddetto “porcellum” che tale, peraltro non è o, se lo
è, lo è per colpa di Ciampi
che impose i collegi regionali al
senato e per la mancanza di una norma che dichiari decaduti i
parlamentari che, eletti in una coalizione, la tradiscano.
Le elezioni furono vinte dalla sinistra
con fortissimi dubbi mai risolti sugli scrutini (determinanti) in
alcune regioni del sud
, ma il suo governo ebbe vita breve per le
lacerazioni interne e la debolezza numerica al senato causata dalla
scelta ciampiana.
Probabilmente l’attuale sistema, con le
due correzioni indicate
, sarebbe quello più adatto all’Italia
.
Garantisce stabilità (con le due
correzioni .
..) e governabilità consentendo un congruo premio di
maggioranza
e cassando le velleità dei piccoli partiti con lo
sbarramento, consentendo peraltro agli elettori di votare il partito
più identitario e corrispondente alle proprie idee
, senza indebolire
la complessiva coalizione di appartenenza.
Ma anche questo sitema non sembra
andare bene.
Gli “sherpa” dei partiti
stanno studiando “alta” ingegneria elettorale e, come è
ovvio e naturale, ciascuno punta al sistema che, sulla carta,
favorirebbe la propria parte politica
.
I comunisti vorrebbero il maggioritario
con doppio turno oppure un proporzionale in collegi separati tipo
provinciali con premio di maggioranza alla coalizione e senza
preferenze, mentre il PdL punta alle preferenze anche come strumento
per aumentare la capacità di propaganda e con premio di maggioranza
per il primo partito.
Il motivo è sotto gli occhi di tutti.
Stando ai sondaggi attuali la
coalizione Bersani-Casini-Vendola otterrebbe la maggioranza, mentre
il PdL può sperare, con una buona campagna elettorale, di recuperare
gli astensionisti e di ridiventare il primo partito.
In ambedue i casi, però, sarebbe solo
una pezza che dovrebbe essere rivista per il futuro, non garantendo
quindi quella stabilità e univocità di indirizzo di cui l’Italia ha
bisogno.
Non si può peraltro chiedere ai
partiti di suicidarsi e quindi aspettiamo quel che verrà e che
prescinde dai nostri auspici.
E’ evidente peraltro che il sistema
elettorale che sarà votato influirà direttamente sulle scelte di
ciascuno di noi.
Se rimarrà l’attuale sistema o venisse
parzialmente modificato mantenendo comunque il premio alla
coalizione
, è probabile che il Centro Destra faccia di necessità virtù e trovi il modo per
tornare a coalizzarsi nel tentativo di fermare la sinistra metastasi.
Presumibilmente quindi, all’interno
della stessa coalizione
e con la medesima opportunità di sostenere
un unico fine (sbarrare il cammino a Bersani-Casini-Vendola) si potrà
scegliere
tra il PdL (o come si chiamerà dopo la cura ricostituente
cui sarà sicuramente sottoposto), la Lega, La Destra e, magari,
Forza Nuova e numerose altre liste civiche e/o civetta.
Il voto sarebbe più “facile”,
perchè consentirebbe a ciascuno di noi di esprimersi con “il
cuore” senza venir meno alla “ragione”
.
Se avremo un sistema elettorale più
orientato al proporzionale con premio al partito e con uno
sbarramento feroce, le scelte si restringeranno drasticamente,
probabilmente fino ad una sola: il partito che più potrebbe
raccogliere voti e sbarrare la strada al primato dei comunisti
.
Senza alcuna altra opzione alternativa.
Magari sperando che, per calcolo
elettorale, quel partito inglobi movimenti e partiti minori, tra i
quali quelli a noi più affini.
In base a quel che si legge sui
giornali le due opzioni sono quelle sul tavolo e non ne sussitono altre, per cui è inutile ipotizzare scenari “altri”.
Dobbiamo quindi aspettare per vedere
cosa salterà fuori dalla fantasia degli ingegneri elettorali dei
partiti, per riprendere il discorso sul “chi” votare, fermo
restando che se vogliamo evitare la metastasi degenerativa della
triade Bersani-Casini-Vendola, dovremo scegliere chiunque potrà
meglio sbarrare loro la strada
.





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Ma quanto ci costa ?

Per risparmiare sono stati soppressi 31 tribunali, anzichè 37.
Sei tribunali salvati dai tagli: tutti al sud.
La scusa: la “lotta contro la mafia”.
Mi si è affacciata una domanda: ma quanto ci costa il mantra della “lotta alla mafia” ?



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Villaggio globale con Usura

I Poeti…Se non ci fossero bisognerebbe inventarseli. Chi ha mai avuto l’ardire di trasformare in poesia (sebbene trattasi di un’invettiva poetica) l’economia e il suo concetto odierno di speculazione, di signoraggio o  più semplicemente di usurocrazia? Ai tempi di Ezra  Pound (nella foto) non c’era l’IMU per costringere molti pensionati a vendersi la casa a banche e a immobiliari mediante la nuda proprietà o altra truffa bancaria, poiché non sanno più come pagare le tasse. Eppure apre il suo celebre canto XLV con “Con Usura non hai una solida casa…”. E ancora: usura appesantisce il tratto,/falsa i confini,/ con usura nessuno trova residenza amena
Le case d’asta di Sotheby’s e Christie’s stanno facendo affari d’oro per confiscare tutto il patrimonio artistico italiano, l’oggettistica di valore, il vasellame ecc. E non venitemi a obbiettare la solita sòla che prima di tutto hanno smantellato le fabbriche e gli impianti industriali, che con l’arte non si mangia,  perché so già da me che siamo in fase di deindustrializzazione; che dalla crociera del Britannia del 1992 in poi, hanno svenduto i nostri migliori asset industriali e che scarseggia il lavoro per molti italiani (il caso dell’Ilva, è solo l’ultimo esempio). Ma le razzie più simboliche, i saccheggi  ai danni di un popolo e di una nazione sono  dati proprio dal suo patrimonio artistico (bottino di guerra, guarda caso). E Pound, innamorato dell’Italia lo sapeva bene. Da qui la sua citazione sul Beato Angelico, il riferimento a  Duccio Boninsegna, a Piero della Francesca, a Pietro Lombardo.  E la frase non si dipinge per tenersi arte/in casa, ma per vendere e vendere/presto e con profitto sta a dimostrare che le  grandi case d’asta battevano i loro superprofitti già allora, ai suoi tempi. Così come oggi continuano a farlo coi nostri Tiepolo, Guido Reni, Canaletto…

Sempre più forti, severe e attuali rimbombano le sue parole, oggi che le agenzie di rating (succursali di potentissime Banche d’Affari) declassano gli stati, scommettendo sul loro fallimento come avide prefiche dal facile piagnisteo  per anticiparlo,  allo scopo di impossessarsi dei loro beni (impianti industriali, ferrovie, ospedali, regioni, sanità, scuole, beni culturali, aziende agricole, artigianato, risparmio privato dei singoli cittadini, case, vite altrui ecc.).
Debito pubblico, è la solita scusa ripetuta ad nauseam come un mantra. Ma di chi? e verso chi? In un sistema nazionale si tratta di un  investimento dello Stato nei confronti dei propri cittadini; ciò che un tempo si chiamava  “nazione”. Quindi trattasi di un provvedimento che, se attuato con lungimiranza, potrebbe generare ricchezza. Viceversa nell’attuale  sistema internazionale si tratta di un eterno debito (irredimibile e inestinguibile)  che lo Stato contrae verso gli investitori stranieri. L’aumento costante del debito punta al fallimento a catena di tutti i sistemi nazionali, i quali crollano ad uno ad uno, come birilli di un osceno giuoco: prima la Grecia, poi la Spagna, quindi il Portogallo e noi in Italia. Per non trascurare l’Irlanda.
Ogni forma di esproprio diventa così,  perfettamente legittima e legale in una guerra finanziaria senza tregua e senza frontiere di cui non si sa chi sia il Nemico. Esproprio finanziario, fiscale, economico, trasferito nel MES e nel Fiscal Compact, strumenti di superpolizia tributaria della Ue.  Espropri patrimoniali, morali, istituzionali, familiari. Imposizione di tassazione,  grazie ad autentici strumenti-mannaia quali Equitalia, aumenti di tariffe, piani di dismissioni di beni dello Stato ad opera degli squallidi servi  dell’attuale giunta tecnico-golpista di Mario Monti:  Alfano per il PdL e Amato-Bassanini per il Pd; concorrenza sleale, criminalità importata, gioco d’azzardo con la complicità di uno stato biscazziere, traffici di droga, prostituzione, immigrazione illegale e massiva che sovente campa di espedienti e di loschi traffici, ma che ci costringono ad accettare nel nome del dogma ‘”accoglienza” ad ogni costo.
 Il tutto per creare un’Uguaglianza nella Miseria e una Miseria dell’Uguaglianza che, oltre a fare il tornaconto degli oligarchi della Finanza, viene pure salutata con simpatia come una rivincita del marxismo su scala mondiale da parte dei  soliti sinistri postcomunisti. Un vero incubo, dal quale sarebbe ingenuo pensare di uscirne con la semplice opzione elezioni. Anche perché quando ce le concederanno, i dadi da gioco saranno debitamente truccati a priori. Peggio della peste è usura…Carogne crapulano ospiti d’usura.
 
Grazie,  vecchio Ezra!

CANTO XLV

Con Usura nessuno ha una solida casa

di pietra squadrata e liscia
per istoriarne la facciata,
con usura
non v’è chiesa con affreschi di paradiso
harpes et luz
e l’Annunciazione dell’Angelo
con le aureole sbalzate,
con usura
nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
non si dipinge per tenersi arte
in casa, ma per vendere e vendere
presto e con profitto, peccato contro natura,
il tuo pane sarà straccio vieto
arido come carta,
senza segala né farina di grano duro,
usura appesantisce il tratto,
falsa i confini, con usura
nessuno trova residenza amena.
Si priva lo scalpellino della pietra,
il tessitore del telaio

CON USURA
la lana non giunge al mercato
e le pecore non rendono
peggio della peste è l’usura, spunta
l’ago in mano alle fanciulle
e confonde chi fila. Pietro Lombardo
non si fé con usura
Duccio non si fé con usura
né Pier della Francesca o Zuan Bellini
né fu la “Calunnia” dipinta con usura.
L’Angelico non si fé con usura, né Ambrogio de Praedis,
Nessuna chiesa di pietra viva firmata: Adamo me fecit.
Con usura non sorsero
Saint Trophime e Saint Hilaire,
Usura arrugginisce il cesello
arrugginisce arte e artigiano
tarla la tela nel telaio, non lascia tempo
per apprendere l’arte d’intessere oro nell’ordito;
l’azzurro s’incancrena con usura; non si ricama
in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling
Usura soffoca il figlio nel ventre
arresta il giovane drudo,
cede il letto a vecchi decrepiti,
si frappone tra i giovani sposi

CONTRO NATURA
Ad Eleusi han portato puttane
Carogne crapulano
ospiti d’usura.

Ezra Pound

Qui, il filmato con la recita del Canto 45 da parte del  Poeta.

La pancia, la testa e il cuore

Tutte
le vicende che ci toccano in qualche modo, provocano delle reazioni
che vengono solitamente definite usando parti anatomiche del nostro
corpo.
In
politica non vi è nulla di diverso.
Si
spera in un certo risultato, nel conseguire un certo traguardo e si è
delusi se non lo si raggiunge.
Si
ha fiducia in un personaggio e quando si scopre che è umano come
chiunque altro, la delusione è cocente.
Ecco
che scatta la reazione emotiva.
Nei
mesi scorsi, nell’ultimo anno, abbiamo assistito ad una reazione
di pancia
di molti elettori del Centro Destra che,
maggioritario nei sondaggi fino all’aprile 2011, dopo aver vinto le
politiche del 2008, le europee del 2009 e le regionali del 2010
, ha
subito una progressiva erosione nelle intenzioni di consenso e nelle
elezioni locali.
Non
per aumentare quelli della sinistra, ma per rifugiarsi
nell’astensionismo e, anche, sotto le bandiere di chi sa solo
criticare in modo corrosivo
.
La
reazione emotiva è stata, per l’appunto, “di pancia” perché
ha seguito l’istinto di punire chi ha deluso, con il risultato di
aver resuscitato le ambizioni della sinistra e persino Casini e il
neodoroteismo
.
Posso
però immaginare che quando ci sarà da scegliere l’Italia dei
successivi cinque anni, il voto sarà di testa”, cioè
ragionato
, soppesando le conseguenze delle proprie decisioni.
Come
sempre, non solo nell’ambito della politica, la scelta migliore non
è quella che dia le maggiori soddisfazioni immediate, ma quella che porta ai
migliori risultati
che, in certi momenti, possono anche essere i meno
peggiori
.
Se
gli elettori del Centro Destra continuassero nel loro Aventino (che
mai ha portato bene a chi lo ha messo in opera
) il risultato sarebbe
quello di consegnare l’Italia alla triade composta da Bersani con
il suo pci/pds/ds/pd, Casini con una riedizione in trentaduesimo
della peggiore dc dorotea e di sinistra e da Vendola che rappresenta
l’ala più estrema e distruttiva della sinistra, sotto ogni profilo
(economico, culturale, civile)
.
Con
Bersani-Casini-Vendola al governo avremmo la patrimoniale, tasse
infame
che si aggiungerebbe a quelle già infami di Monti (sulla
casa, sui risparmi).
Con
Bersani-Casini-Vendola in maggioranza verrebbe approvata una legge
che legittimerebbe il “matrimonio” tra omosessuali
, devastando
l’istituto di base di ogni società civile che è la Famiglia
composta da un uomo e una donna e distruggendo le fondamenta della
nostra società.
Con
Bersani-Casini-Vendola in maggioranza verrebbero regalati la
cittadinanza e il voto agli immigrati
, sconvolgendo secolari rapporti
etnici, religiosi, di costumi, civili, sociali, economici, con la
prospettiva di fare dell’Italia un gigantesco meticciato, privo di
qualsivoglia legame culturale e di sangue.
Il
voto “di testa
non può quindi che scegliere quella che sarà
l’alternativa a tale degenerazione politica, anche se sarà
incarnata da un deja vù che già ci ha deluso.
In
un simile quadro c’è anche spazio per la scelta “del cuore,
quella, cioè, che privilegia, anche quando non corrisponde
pienamente alle proprie idee razionali, il sentimento del proprio
appartenere
.
Normalmente
è una scelta di principio priva di efficacia pratica e talvolta
utile al prevalere delle posizioni in netto contrasto con le proprie.
Ma
in determinate situazioni si può fare, come personalmente feci nel
2008 votando La Destra
(in un quadro in cui tutti i sondaggi
davano un confortante vantaggio a Berlusconi
) o nel 2006 quando votai
Alternativa Sociale
(l’alleanza tra i movimenti nati dalla
estinzione dell’Msi
) che era parte della Coalizione di Berlusconi.
Lo
consentiva la legge elettorale.
E
sarà la legge elettorale che verrà utilizzata per votare che
determinerà la possibilità di dare un voto “del cuore” funzionale a quello “di testa”
, perché con certi meccanismo
elettorali, come mi accadde nel 2006, il voto “del cuore” è
anche il voto “di testa”
che resta ineludibile per impedire la
diffusione della metastasi degenerativa rappresentata dalla triade
Bersani-Casini-Vendola
.
Quello
che contraddistingue gli Uomini dalle Bestie è la capacità di
ragionare: dimostriamolo !





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Islam, italia e integrazione

Ha sempre espresso la sua contrarietà a portare il velo e a non sposare l’uomo che la famiglia aveva scelto per lei. E ne ha pagato le conseguenze. Una neodiciottenne marocchina è stata aggredita e picchiata dal padre, incontrato casualmente al centro commerciale GrandEmilia di Modena. Calci, pugni, ginocchiate al volto e frattura del setto nasale: una prognosi di oltre 21 giorni e la denuncia d’ufficio da parte delle forze dell’ordine per lesioni aggravate. La ragazza – come riferiscono le Gazzette di Modena e Reggio – ancora minorenne era stata allontanata dalla famiglia, dopol’intervento dei servizi sociali, e collocata in una comunità nel Modenese. Raggiunta da poco la maggiore età, ha lasciato la struttura e probabilmente vive da amici, senza contatti con la famiglia. Fino all’altra sera, quando padre e figlia si sono incontrati per caso al centro commerciale e l’uomo l’ha aggredita davanti ai clienti del market. All’arrivo dei vigilantes, il maghrebino è uscito e se n’è andato in auto, mentre la ragazza è stata medicata all’ospedale.