L’Impero colpisca ancora

I politicamente corretti hanno rispolverato un vecchio reperto archeologico: l’anticolonialismo.
Sulla scia dei vari Chavez e Morales, anche l‘Ecuador fa la voce grossa contro il Regno Unito, concedendo asilo a Julian Assange in procinto di essere estradato in Svezia per essere processato per stupro.
Val solo la pena evidenziare come probabilmente i sostenitori di Assange sarebbero andati in piazza anche se l’asilo fosse stato dato ad un prete cattolico, ma per pretenderne l’estradizione, non per difendere l’extra territorialità dell’ambasciata ecuadoregna.
Il ministro degli Esteri britannico, il Conservatore William Hague, ha minacciato di prelevare Assange anche dall’interno della ambasciata.
L’Ecuador si è messo a strepitare con arroganza, pretendendo di difendere Assange allo stesso modo in cui il Brasile difende  il terrorista rosso, pluriomicida condannato con sentenza definitiva passata in giudicato,  Cesare Battisti concedendogli asilo.
Nel 1982, quando la Thatcher liberò, dopo soli tre mesi, le Falklands dall’occupazione argentina, i giornali titolarono “The Empire strikes back”, L’Impero colpisce ancora, mutuandolo dalla saga di Star Wars.
Mi auguro che l’Impero colpisca ancora oggi, per far rispettare la giustizia e invertire la rotta, il Regno Unito ha spesso fatto da battistrada, che vede le Nazioni Occidentali prigioniere di uno stolto politicamente corretto che impedisce una forte reazione alla sempre più frequenti prevaricazioni di staterelli che pretendono solo e non concedono mai.





Entra ne

Pff, a casa

Vogliamo parlare dell’assoluta inefficienza degli aereoporti italiani? Quello di malpensa semideserto e quello di fiumicino che non ci restituiva due valigie in croce? Vogliamo parlare dell’aereo alitalia vecchio, sporco e che puzzava di piscio e sudore? No, meglio di no. L’impatto col caldo appiccicaticcio è stato terrificante e alquanto triste perchè, si, a Glasgow pioveva fitto fitto ma c’erano almeno una ventina di gradi e si stava davvero una meraviglia. Col piumino leggero e la maglietta a maniche corte sotto. Nel frattempo, sto cercando di scaricare un migliaio di foto… e non so quanto ancora mi ci vorrà. Poi, ovviamente passerò alla selezione. Impressioni? La scozia è stupenda. Molto diversa dall’irlanda. Molto più selvaggia, cruda, verde e frastagliata. La guida ci diceva che ci sono più animali che persone in tutta la scozia… Si, è stato un tour de force, è vero… ma ne è valsa la pena. Da edimburgo ad aberdeen, le highlands, lochness, lochlomond, l’isola di skye… glasgow… le storie di fantasmi e di clan, i kilt, i tartan… il whiskey scozzese, le cornamuse. Si, si… e gli scozzesi che hanno quasi tutti gli avambracci tatuati e non si sa perchè.
Piccola chicca per la mia amica Nessie, questa campana rappresenta il male assoluto, ovvero, lo yacht reale Britannia.
Poi, al castello di Edimburgo, ti capita di partecipare senza invito ad un vero matrimonio scozzese…

… poi ancora, capiti davanti al pub dello zio della Rowling e ti dicono che lì sono nati i primi due capitoli della saga quando lei era povera e non poteva pagarsi il riscaldamento e allora andava a scrivere lì.

E degli animaletti, ne vogliamo parlare? Gran quantità di leprotti (bisestili) in giro quasi dappertutto…
Anatre sul Loch Lomond

E nei castelli, ti capita di incontrare uno scozzese che suona la sua cornamusa…

E Jake, che per il 15 di agosto si veste in maniera tradizionale…
Per le strade di Glasgow…
…  e per Nico, il pensatore di Rodin
Ps: non ho capito perchè le foto si vedono mosse se invece ci si clicca su, si vedono perfettamente…

Il testo delle tre peripatetiche russe: all’ Inferno e stateci.

Una traduzione non “purgata” della canzone nella cattedrale

Testo del Punk-Moleben (1) “Madre di Dio, Scaccia Putin” (21 febbraio 2012, chiesa di Cristo Salvatore, Mosca)

Testo russo tratto dal blog del gruppo Pussy Riot: http://pussy-riot.livejournal.com/12442.html
(Хор)
Богородица, Дево, Путина прогони
Путина прогони, Путина прогони
(конец хора)

Черная ряса, золотые погоны
Все прихожане ползут на поклоны
Призрак свободы на небесах
Гей-прайд отправлен в Сибирь в кандалах

Глава КГБ, их главный святой
Ведет протестующих в СИЗО под конвой
Чтобы Святейшего не оскорбить
Женщинам нужно рожать и любить

Срань, срань, срань Господня
Срань, срань, срань Господня

(Хор)
Богородица, Дево, стань феминисткой
Стань феминисткой, феминисткой стань
(конец хора)

Церковная хвала прогнивших воджей
Крестный ход из черных лимузинов
В школу к тебе собирается проповедник
Иди на урок – принеси ему денег!

Патриарх Гундяй верит в Путина
Лучше бы в Бога, сука, верил
Пояс девы не заменит митингов –
На протестах с нами Приснодева Мария!

(Хор)

Богородица, Дево, Путина прогони
Путина прогони, Путина прогони
(конец хора)

(1) Moleben (pron. “Molièben”): termine ecclesiastico per un officio di intercessione e preghiera
(2) letteralmente, SIZO (СИЗО), acronimo di Следственный изолятор, “centro di isolamento penitenziario”
(3) allusione alla reliquia della cintura della Madre di Dio, portata dal Monte Athos a Mosca in pellegrinaggio e venerazione nel 2011

(Coro)
Madre di Dio, Vergine, scaccia Putin
scaccia Putin, scaccia Putin
(fine del coro)

Tonaca nera, spalline dorate
Tutti i parrocchiani strisciano tra gli inchini
Fantasma della libertà nei cieli
Gay Pride spedito in Siberia in catene

Capo del KGB, il loro santo principale
Spedisce chi protesta in prigione (2) sotto scorta
Per non offendere sua Santità
Alle donne tocca figliare e amare

M***a, me**a, m**da del Signore
M***a, m***a, m***a del Signore

(Coro)
Madre di Dio, Vergine, diventa femminista
diventa femminista, diventa femminista
(fine del coro)

Lode della chiesa al marciume del capo
Processione attorno al tempio di nere limousine
A scuola ti raduna il predicatore
Vai a lezione – portagli denaro!

Il patriarca Gundyaev crede in Putin
Meglio, tr***, se credessi in Dio
La cintura della vergine (3) non sostituisce i meeting –
Nelle proteste [sia] con noi la Sempre Vergine Maria!

(Coro)
Madre di Dio, Vergine, scaccia Putin
scaccia Putin, scaccia Putin

Se fosse accaduto in Italia, invece che in Russia……

Ricevo e volentieri pubblico:

ULTIMA ORA, Ag. Antifa: Gruppo femminista punk, “Sommossa vaginale”, entra in San Pietro interrompendo una Messa con una canzone blasfema, tra sputi verso i fedeli ed amenità varie. Arrestate dai Gendarmi Vaticani, vengono prontamente liberate a borsettate da alcuni attivisti gay che manifestavano contro l’ omofobia, 24 grillini in gita, 200 no-tav diretti ai Ministeri. Don Gallo plaude allla liberazione, dichiarando che: “E’ giunto il tempo che la Chiesa apra agli ultimi”. E spera che le cantanti vengano invitate al prossimo “Assisi per la pace”. Vendola dichiara che da Cattolico, si vergogna dell’ azione violenta della Gendarmeria. Parte intanto una inchiesta della Magistratura italiana perchè sembrerebbe che le Chiavi di San Pietro della Bandiera Papalina siano una rivisitazione araldica della Croce Celtica. Scalfaro dichiara che al gioco del massacro delle tre cantanti, “Non ci sta’ !”. Napolitano minaccia interruzione rapporti diplomatici Santa Sede. Cinquecento intellettuali, tra cui Bocca, Fo, Rame, Eco e Saviano firmano manifesto di solidarietà. Il Sindaco di Milano Pisapia dichiara che le cantanti verranno insignite dell’ Ambrogino d’ oro. Quello di San Remo invita il gruppo al prossimo Festival di San Remo. Repubblica ha pronto un dossier su uno dei Gendarmi, ex- di Gladio e cugino di un taxista che trasportò una volta Dell’ Utri ed una volta Berlusconi. Monti Mario è interessato al fatto che i Gendarmi fossero in regola con Equitalia. Intanto lunedì uscirà il CD di “Sommossa vaginale”, in tutte le rivendite autorizzate…

Pussa via, pussy riot

Un trio di contestatrici canore è stato condannato in Russia a due anni di carcere per aver dileggiato il Presidente Putin e chi lo sostiene a cominciare dalla locale chiesa ortodossa.
La loro squallida esibizione è stata aggravata perchè realizzata in una chiesa.
In Occidente i divi canterini e le varie associazioni “politicamente corrette”, in genere l’intero universo delle sinistre, si sono messi a protestare.
Io non mi unisco loro, perchè è ora di smetterla di fare politica dileggiando il prossimo.
Se qualcuno pensa di avere delle idee e dei progetti per la società, li argomenti e chieda su di essi il voto popolare e non si riduca a ironizzare sulle caratteristiche fisiche o sulla fede altrui.
Se, invece, sono solo esternazioni finalizzate ad una facile popolarità, è giusto che quando eccedono, siano punite.





Entra ne

La guerra del soldatino Monti

Il signor Mario Monti, per nostra disgrazia presidente del consiglio imposto perchè mai ha ottenuto un voto popolare a sua investitura, ha ieri dichiarato guerra agli evasori.
Una guerra che si vincerebbe facile.
Dimezzando le tasse.
Tagliando la spesa pubblica.
Allontanando lo stato dalla nostra vita e dalle nostre tasche.
Ma lo vuole veramente o sono solo parole (tra le tante che promanano dal soggetto)  ?





Entra ne

I social rompi

Lo scambio di commenti con Johnny e Gaetano nel mio precedente post Le tasse e la pelosa divisione delle ricchezze mi ha ispirato questa piccola appendice ferragostana, da programmare per venerdì pomeriggio.
Siamo in una epoca in cui tutto è “social”.
Sembra che l’Individuo non conti più nulla, perchè esisti in funzione dell’approvazione altrui.
Almeno tre atleti sono stati esclusi dalle Olimpiadi per un presunto (con tanta fantasia) razzismo, una addirittura per il fatto di avere un fidanzato dirigente del partito nazionaldemocratico tedesco.
Il “politicamente corretto” non ci dà tregua.
L’altro giorno sono stato ripreso (e la mia reazione potete immaginarla …) da una collega perchè ho parlato di “spazzini” (nell’accezione bolognese di “ruscaroli”) invece di usare il termine politicamente corretto “operatori ambientali” (che mi rifiuto scientemente di usare, esattamente come mi rifiuto di utilizzare altri termini “politicamente corretti” al posto dei vocaboli da sempre usati per identificare quelle persone, quei ruoli, quelle situazioni).
Mangiare cheeseburger è out (e se non fosse per l’innocenza dei bambini che costringono i genitori a portarli da McDonald’s la catena chiuderebbe presto o sarebbe vessata da continui picchetti dei salutisti) come fumare, persino nelle proprie abitazioni (i talebani di questa corrente si trovano negli Stati Uniti dove vietano il fumo negli appartamenti privati e persino nei parchi).
Non parliamo della passione di tante donne: le pellicce.
E che dire degli animali utilizzati per garantire alle persone una cura ?
Non si può più.
E’ storia vecchia l’uso del termine “negri” o i tanti modi dialettali per definire un omosessuale.
Ormai passata alla storia è la fola antinucleare (poi però si lamentano se crescono le bollette del gas e dell’elettricità …) e contro la privatizzazione delle strutture potabili (e poi si lamentano dell’aumento della bolletta dell’acqua).
La caccia, poi, è stata forse la prima vittima di questa ondata di social rompi che hanno così rovinato una delle attività basilari dell’Umanità, da sempre.
Siamo in crisi e occorrono soldi: facciamo una bella patrimoniale che colpisca “i ricchi”, dicono con la bava alla bocca quelli che, stoltamente, pensano di essere fuori dal perimetro della rapina (e il responsabile economico del pci/pds/ds/pd invece di pensare a tagliare le spese continua a ribadire che “bisogna colpire i grandi patrimoni” senza però delineare quali siano i “grandi patrimoni” e lasciandosi le mani libere per considerare tali tutti quelli che comprendono anche una sola abitazione di proprietà).
Così i ricchi più ricchi (e annoiati) chiedono di essere tassati, ma non mettono fuori i soldi con donazioni o finanziamenti benefici (o se lo fanno e chiedono di essere tassati allora vuol dire che potrebbero donare molto di più) e neppure dicono “tassate ME“.
No dicono “tassate NOI, coinvolgendo altri che se ne starebbero volentieri tranquilli per i fatti loro.
Costituiscono le “ong” per non essere influenzati dai governi e dalla politica, però poi chiedono i finanziamenti pubblici o il “5 per mille” e se, recandosi in zone da dove dovrebbero tenersi lontani, vengono rapiti, ecco che pretendono il salvataggio da parte del tanto disprezzato stato e governo, a spese di tutti noi che paghiamo il riscatto causato dal loro solipsismo (e non li ho mai sentiti ringraziarci per aver pagato il loro riscatto, anzi le prime loro dichiarazioni sono: voglio tornarci).
Insomma, tutti questi “social” sono solo dei “social rompi ” il cui, sembra unico, scopo è quello di disturbare il godimento della vita da parte del prossimo, scaricandogli addosso le proprie paturnie, i propri limiti, i propri sensi di colpa.
Ecco (anche) perchè sono Individualista e liberalliberista in economia.
Se ognuno svolgesse il proprio lavoro e poi si pagasse quello che desidera (bisogni, hobbies, beneficenza) senza pretendere che anche altri siano presi dal suo stesso “sacro” fuoco e lasciando che ognuno svolga la sua vita facendo ciò che più gli aggrada con l’unico limite di non violare la sfera e la proprietà privata altrui, allora e solo allora potremo dirci Civili. 







Entra ne

Caro benzina… E Briatore come farà?


Il prezzo della benzina rincara di giorno in giorno. Siamo arrivati a sfiorare i € 2 al litro. Adesso la benzina, quindi, costa il 50% in più di un litro di latte, per dire.
Ma la benzina non è l’unica cosa che è diventata insostenibile per noi povera gente.
Tutto ciò che ci circonda e del quale abbiamo bisogno, o così ci hanno fatto credere per tantissimi anni per il loro interesse in tempi neppure così tanto lontani, è diventato una spesa insostenibile per tanti.
In periodi come questo si fa fatica ad andare avanti fino a fine mese, per chi ha ancora uno stipendio, e le difficoltà si accumulano.
Tantopiù fa fatica ad andare avanti, o non ci riesce proprio, chi non ha più uno stipendio per i più svariati motivi, non ultimo la riforma delle pensioni, che con l’aumento dell’età pensionabile da un mese all’altro imposto dalla Fornero & C. – anche a chi era già in vista del traguardo di una vita o a chi era stato già costretto a lasciare il posto di lavoro con la scusa che era ormai prossimo alla pensione – ha lasciato in mutande e nella più completa disperazione centinaia di migliaia di famiglie.
Ma torniamo a noi, torniamo al titolo di questo articolo.
Infatti sono preoccupato per Briatore, e non solo per lui, ma anche per Fini.. Napolitano.. Berlusconi.. i nostri poveri deputati.. i ministri.. i ricconi in genere, i calciatori di lusso, i mantenuti, le mantenute…
Mi chiedo: ma come cazzo farà tutta questa gente a pagare la benzina € 2 al litro?
Noi siamo bestie da soma, è risaputo.. e anche se non ci facciamo la nostra gitarella fuoriporta con l’auto.. ecchissenefrega..
Ma loro…?
Quando si dice le ingiustizie sociali…

IL CRONISTA

Siam tre piccoli porcellin…

Tocca ad altri PIGS. O PIIGS a seconda dei casi. Ed ora è il turno del Portogallo. Stesso film, stesso copione, stessi mantra: “Avete vissuto al di sopra delle vostre possibiità”. Il bello è che c’è chi ci crede pure, anche se poi in vita sua,  si è sempre fatto un mazzo grosso tanto. Anche se  si è alzato alle sei di mattina, non ha mai perso un giorno di lavoro, e ha nutrito la banca di interessi usurai per pagarle il doppio del valore della propria casa mediante mutuo ipotecario. Ma non basta. Il mantra si deve ripetere tante, troppe volte, in modo da poter essere creduto. Ed ecco che dopo le letterine della BCE modello Trichet dell’agosto 2011,  iniziano per risposta, le lettere di intenti  da parte dei governanti-fantoccio degli stati membri (“saremo buoni e faremo i compiti a casa…”). Indi poscia,  le politiche dette di austerity, lo smantellamento del welfare, la chiusura delle strutture sanitarie (in primis ospedali) con lo slogan del “privato è meglio”, anche se i malati terminali che non possono pagare finiscono dritti a casa loro (sempre che abbiano una casa). E tanto peggio per loro. Prelevo da sito comedonchisciotte la seguente analisi su  che punto è la notte in Portogallo. Film déjà vu et déjà vécu. Ad uno ad uno gli stati-nazione vengono abbattuti come birilli per poter avere, da parte degli Eurocrati oligarchi,  il pretesto di estendere la governance mondialista.

Le valute nazionali non ci sono più. I debiti però ci sono sempre, e il vincolo della bilancia dei pagamenti pure. I paesi che l’euro ha costretto al deficit si sono indebitati, hanno collocato all’estero titoli, e quindi i mercati hanno un potere di ricatto molto forte: invece di vendere valuta nazionale (che non c’è più), vendono i titoli nazionali in loro possesso (sono denominati in euro, certo, ma sono sempre un’attività emessa dal paese). Il crollo del corso dei titoli (o l’impennata degli spread) mette in difficoltà i mercati e in generale l’economia locale, e quindi i capitalisti del Nord, venduti i titoli, possono comprare in cambio tante belle aziende private o pubbliche a prezzi stracciati. Va da sé che i sagaci governanti locali, opportunamente insufflati dai capitalisti del Nord, provvedono a promuovere grandi politiche di liberalizzazione e di compressione dei diritti, onde rendere più facile l’acquisto delle imprese nazionali da parte degli investitori esteri, e renderne anche più profittevole l’esercizio. Nelle crisi tradizionali lo stock di riserve valutarie prima o poi finiva, ma oggi, prima che un intero paese venga venduto, ce ne vuole, e la crisi può durare praticamente ad libitum. Questo è il gioco che Monti fa in Italia, com’è evidente e “>come abbiamo detto più volte, ma non è il solo. Guardate cosa succede in Portogallo…

Ricevo da Massimo De Maria di Informação Incorrecta e molto volentieri pubblico perché capiate meglio (ma voi avete già capito benissimo):
Nel corso dell’ultima settimana il governo ha ufficializzato l’intenzione di vendere la ANA (gestione aeroportuale) e la TAP, la compagnia aerea di bandiera. Ed é di oggi la notizia (ancora non confermata ma giá da tempo “nell’aria”) per cui anche il secondo canale televisivo pubblico, RTP 2, sará venduto ai privati.
Ció é frutto della quarta revisione da parte della Commissione Europea del memorandum firmato dal governo portoghese e dalla cosí chiamata “troika” (gli inspettori dell’Unione, del FMI e della BCE). Le nuove privatizzazione si sommano all’anteriore disimpegno dello Stato nell’area dell’elettricitá (imprese REN e EDP, inizio di quest’anno).
Ma il caso TAP é interessante: utili di 7.3 milioni di Euro nel corso del 2007, 32.8 milioni nel 2008, 57 milioni nel 2009, 62 nel 2010, 3.1 milioni nel 2011.
Fernando Pinto, Presidente Esecutivo della compagnia, recentemente ha affermato che l’impresa tornerá ad un risultato positivo nel corso del 2012. Ció significa che il governo privatizza una impresa che ha fornito utili nel corso degli ultimi anni (malgrado la “frenata” del 2011) e che vedrá gli stessi aumentare nuovamente al termine del presente anno.
Previste per l’anno prossimo la vendita della CTT (Poste), CP Carga (trasporto merci delle Ferrovie), Águas Potáveis (acque) e l’apertura ai privati nel settore dei trasporti pubblici (giá parzialmente privatizzati).
Interessante anche notare che la privatizzazione non é una novitá in Portogallo. Giá i precedenti governo Cavaco Silve (economista e attuale Presidente della Repubblica), Guterres (ora Alto Commissario per le Nazioni Unite), Durão Barroso (Presidente della Commissione Europea) e Sócrates (ora in Francia) privatizzarono numerose imprese pubbliche, ottendendo un utile di 28.039 milioni di Euro e senza que questo apportasse evidente benefici: nello stesso periodo (1987-2008) la divida pubblica portoghese passava da 18.049,4 milioni a 110.346,6 milioni.
L’attuale governo, che mira ad eseguire alla lettera le indicazioni della troika perché “é importante l’idea che all’estero hanno di noi”, ha intenzione di proseguire sulla strada delle privatizzazioni con la vendita di INAPA (carta), Edisoft (hardware e software), EID, Empordef (industria pesante), Sociedade Portuguesa de Empreendimento, parte da Caixa Geral de Depósitos (banca), e la privatizzazione parziale di Galp (energia, una impresa molto nota nel Paese, con utili che sono cresciuti del 56.7% nel primo semestre, raggiungendo 178 milioni di Euro:), Companhia de Seguros Fidelidade-Mundial (assicurazioni), Império Bonança (banca) e Emef (ferrovie). Oltre alle imprese citate in apertura.
L’idea é sempre la stessa: uno Stato piú “magro” significa uno Stato piú efficiente, anche se ció implica rinunciare ad alcune imprese che forniscono utili, sembra di capire.
D’altronde, il mantra che si trova alla base del pensiero unico dominante é quello secondo cui i Portoghesi hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilitá nel corso degli ultimi anni (o decenni, non é ben chiaro), cosa che ha provocato una spesa incontrollata dello Stato e l’aumento del debito pubblico.
Ora é necessario fare sacrifici per poter stare meglio in seguito (parole del Primo Ministro). E fare sacrifici significa distruggere lo Stato, rinunciare ai sussidi delle ferie (13ª e 14ª dei dipendenti pubblici giá tagliata), chiudere ospedali (diverse decine fino ad ora, se ricordo bene), servizi pubblici a pagamento (teoria dell’utilizzatore-pagante).
Questo é quanto.
(Chiaro, no? Chissà come si chiama il Giavazzi portoghese? Devo fare una telefonata a Coimbra: uno ce l’avranno pure loro, stai sicuro…).
Alberto Bagnai
6.08.2012

Grecia, Spagna, Portogallo, Italia, Irlanda… Morale: De nobis fabula narratur!  

Per favore tirare lo sciacquone!


E’ semplice signori! Chi gioca vince!
Il gioco è semplicissimo! Si tratta di immaginarsi un enorme sciacquone posto sul parlamento, sul Quirinale, su palazzo Chigi e su tutti i palazzi romani del potere.
Tutti palazzi ormai pieni esclusivamente di merda.
Dopodiché, il giorno in cui verranno fissate le elezioni politiche – giorno in cui noi tutti avremo naturalmente bene in mente quello sciacquone virtuale di cui vi parlavo – avremo finalmente la possibilità di tirarlo per mandare via tutta la merda, finalmente nel posto dove deve stare: la fogna. Il tutto si conclude versando poi un bel po’ di acido muriatico per disinfettare da eventuali residui più resistenti alla semplice acqua.
Azionarlo è semplicissimo, basta non sprecare il voto dandolo chi a un partito chi all’altro della vecchia partitocrazia ladrona. Non sprecarlo neppure dandolo a qualche lista nuova messa lì dai vecchi volponi, e non sprecarlo neppure dandolo a nuovi movimentini acchiapppafarfalle che approfittano del malcontento e disagio comune per farsi i cazzi loro.
Molti di noi lo hanno già fatto con le elezioni amministrative, che sono state un bel test per vedere se la teoria dello sciacquone funziona, ed in quell’occasione, sia pure come piccolo test (ma neanche tanto piccolo) ha funzionato, risultato: partitocrazia e palazzi in fibrillazione per scossa inaspettata avuta e rispettivi elementi diventati improvvisamente come formiche impazzite che non riescono più a trovare la strada di casa.
Il premio, se riusciremo a fare questa semplice operazione, sarà di poter ricostruire una nuova società, ribaltando la vecchia, “ormai vecchia di millenni”, nella quale era scontato che l’umanità doveva essere schiava di pochi furbi che si arrogavano il diritto di comandare e arricchirsi smisuratamente alle spalle di coloro che continuavano a mantenere nella povertà e nell’indigenza o anche nell’apparente benessere di chi si accontentava di avere qualcosa in più del fratello indigente.
Forza ragazzi! E’ l’ora della riscossa degli Ultimi e dei Dimenticati!
Non lasciamoci sfuggire questa grande occasione!
Potrebbe essere l’ultima fermata!
Non lasciamoci sfuggire la possibilità di dire ai parassiti papponi: ” Signori, si scende! Siete arrivati al vostro capolinea!

IL CRONISTA