Non importa il nome,ma che sia alternativo al cattocomunismo di Bersani e Casini

Mentre Casini dai microfoni di “Radio anche io “
ufficializza la sua funzione di nuovo sgabello per l’ascesa al potere dei
comunisti (che lui, pudicamente o forse per meglio ingannare i suoi elettori,
chiama “progressisti”) , nel Centro Destra si dividono sul nome del nuovo
soggetto politico che sostituirà il Pdl.
Se il cuore mi porta ad apprezzare la Meloni (“alleati
sempre, sudditi mai”) , la testa mi dice che Berlusconi ha ragione nel
pretendere di scegliere il nome che possa meglio esprimere l’essenza del
partito per condurlo alla vittoria.
Per me, quindi, possono chiamarlo come vogliono e lo voterò
comunque
purchè sia in effettivo contrasto con il nuovo arco costituzionale, il
compromesso storico del terzo millennio tra comunisti e democristiani
suggellato da Casini e Bersani
e salvi le nostre tasche dalle scorrerie
fiscali
, impedendo contemporaneamente la deriva della Nazione con leggi che ne
disgreghino le tradizioni morali e naturali e aprano le porte ad un meticciato
insostenibile.





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E’ vero:Berlusconi fa ancora paura !

Cosa ? Mi dici che appena Berlusconi ha annunciato di candidarsi di nuovo, subito è stato convocato dai giudici di Palermo come testimone (col rischio di eventuali incriminazioni per falsa testimonianza…) e Marcello Dell’ Utri risulta indagato per estorsione ai danni del Cavaliere ?
Ma in Italia la gente quando si sveglierà ???
E quando i giudici pagheranno per i loro errori, come nel caso dell’ ex-Ministro dell’ Agricoltura Saverio Romano ???

Monti: VATTENE !!! Parte VII°

Proseguiamo nell’ elenco delle cose non attuate dal governicchio di Monti Mario:

Mettere all’ asta i beni sequestrati.

Ridurre gli uffici per la Camera.

Comprare da un unico fornitore la cancelleria della Pubblica Amministrazione.

Affidare ai privati la gestione dei Siti Archeologici e Turistici.

Dimezzare le “pensioni d’ oro”.

Monti Mario, a casa !!!

Come cinesi

… e quando il lavoro manca? E quando c’è troppa disoccupazione? E quando resta difficile trovare un posto di lavoro ed è ancora più difficile poterselo tenere stretto?

MILANO – Lavorare di più per uscire dalla crisi, magari accorpando anche le feste «comandate». È la ricetta del sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo dopo l’ipotesi ventilata lunedì in ambienti governativi di un intervento a breve per accorpare le festività. Idea che fa il paio proprio con una recente proposta di Polillo che ha provocato non poche polemiche: lavorare una settimana di più per far ripartire l’economia e far risalire il Pil.
LA PROPOSTA – «Mi auguro che il problema venga preso di petto» perché aumentare le ore di lavoro degli italiani, magari accorpando anche le festività «è una delle chiavi per risolvere la crisi» spiega Polillo. «Sono contento di essere stato seguito in questo indirizzo – aggiunge – l’importante ora è discuterne». Anche perchè «c’è anche, ad esempio, un problema di rapporti con la Chiesa». È comunque certo che nella «ricetta-Polillo» le festività accorpate non dovrebbero essere più pagate facendo ridurre il costo del lavoro.
«In Italia il rapporto tempo libero-lavoro è troppo basso – dice ancora il sottosegretario -. Ad esempio in Alenia è stato firmato un accordo con i sindacati per lavorare 7 giorni a settimana con i turni per un totale utilizzo degli impianti. All’estero già funziona così. Sono andato il Primo Maggio a Londra e l’avevano già celebrato la domenica precedente».
LE REAZIONI – «La sola cosa che viene in mente a Monti è tartassare ancora di più chi già paga tutto, eliminando un po’ di festività per i lavoratori» e mantenendo allo stesso tempo «gli stipendi d’oro dei super-manager di Stato» attacca i leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro. «L’ipotesi di aumentare i giorni lavorativi, accorpando le festività, rappresenterebbe, dopo l’allungamento dell’età pensionabile, un deciso aumento della disoccupazione. Per uscire dalla crisi serve una riduzione dell’orario di lavoro, non l’aumento» interviene il segretario del Prc Paolo Ferrero. Anche l’Anpi interviene del dibattito: «Il 25 aprile, l’1 maggio e il 2 giugno non si toccano. Sono i valori su cui si fonda la Repubblica. Non ci si dica che non ci sono altri strumenti per incrementare la produttività e far crescere il Pil». «Queste festività – prosegue la nota – rappresentano il nostro passato migliore, i valori su cui si fonda la nostra Repubblica: sono, in una parola, la nostra storia. E non vanno toccate». Dello stesso parere i sindacati, che promettono battaglia: il segretario nazionale della Cisl, Luigi Sbarra, descrive il provvedimento come «dannoso e inconcludente ai fini della crescita: è una sciocchezza statistica la relazione tra meno ferie e maggiore produzione in un contesto di assenza di lavoro e di basso livello produttivo, le imprese stanno chiedendo ai loro dipendenti di utilizzare a pieno le ferie, anche quelle non ancora maturate».
ITER – L’idea potrebbe essere esaminata già dal prossimo Consiglio dei ministri di venerdì sulla base del parere di quattro ministeri chiave. Dell’ipotesi di «razionalizzare» le festività, riferiscono fonti ministeriali, si è già discusso nel preconsiglio svoltosi lunedì pomerigio a palazzo Chigi. In particolare, il sottosegretario Antonio Catricalà avrebbe chiesto ai tecnici di diversi dicasteri di presentare entro breve un parere.

Un paio di notizie…

L’altro giorno c’è stata la notizia della “svendita italiacon grilli in prima linea disposto a regalare a chiunque i beni dello (anzi, di quello che fu) stato italiano, oggi, dopo gli elogi della fornero per gli immigrati che blabla, dopo il continuo tentativo di lavaggio del cervello da parte di quel mezzo prete di riccardi a noi che vediamo ancora (e grazieaddio) il diverso, di terzi l’altro ieri che ci diceva che noi no, non abbiamo problemi o paure ad accogliere ondate (ci dice però che sono limitate) di “migranti” (ovviamente, i problemi non ce li ha lui, miliardario blindato in villa e autoblù insieme agli altri assassini di governo),  oggi ci toccano le dichiarazioni della cancellieri che solo fino a qualche settimana fa ci diceva che era meglio dare uno stop ai flussi migratori…
Palermo, 16 lug – ”L’Italia garantira’ il massimo agli immigrati che arrivano nel nostro Paese, ma occorre tener conto di situazione di bilancio molto delicate”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, intervenendo al ‘Cara Fest 2012′ a Mineo (Ct). Una visita lampo dai toni gialli, quella del responsabile del Viminale, tenuto conto che ha lasciato per far ritorno a Roma anticipatamente, rispetto al previsto, la manifestazione catanese, non potendo cosi’ visitare, come programma, il centro accoglienza richiedenti asilo di Mineo. Nulla e’ trapelato sull’anticipata partenza. ”Dobbiamo impegnarci molto – ha aggiunto la Cancellieri – affinche’ quanti hanno richiesto e ottenuto asilo possano avere una collocazione degna di un’accoglienza civile e di una possibilita’ di vita dignitosa e giusta. E’ una tema sul quale stiamo lavorando, tenendo conto di situazioni di bilancio molto delicate”. Infatti, per il ministro ”stiamo chiedendo al popolo italiano grandi sacrifici e la situazione economica non e’ molto serena per cui noi dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo”.

Dalla concertazione italiana alle tredicesime spagnole

Ogni
tanto persino Monti ne azzecca una e recentemente ha smontato il mito
della concertazione.
Non
si capisce, infatti, a quale titolo la trimurti sindacale dovrebbe
interferire con la politica economica del governo.
Tutti
i sindacalisti e i loro iscritti votano
e per quale ragione
dovrebbero esercitare un secondo diritto di voto e di veto con la
concertazione ?
In
Spagna
il Premier (di Centro Destra) ha deciso una politica di
risparmi e tagli alla spesa che comporterà anche la soppressione
delle tredicesime per i dipendenti statali
.
In
Italia i sindacati contestano la decisione di ridurre a sette euro
(ben più di quanto percepiscono i dipendenti di molte banche che
sono più produttive e in utile dello stato
) i buoni pasto degli
statali
e nessuno beneficiato dai contributi vuole rinunciarvi.
Non
vi rinunciano gli statali (tanti, troppi …).
Non
vi rinunciano i ricercatori.
Non
vi rinunciano gli editori dei giornali.
Non
vi rinunciano registi e attori.
Tutti,
a parole, dicono che la spesa deve essere ridotta, nei fatti pensano
a ridurre quel che percepisce il proprio vicino.
E’
umano, ma così non si risolve il problema.
In
altre nazioni la politica di risparmio e taglio della spesa colpisce
giustamente i settori della spesa pubblica
.
In
Italia, invece, se si tocca la spesa statale la trimurti
sindacale reagisce come non ha mai fatto quando ad essere colpita con
le tasse e l’imu è l’intera popolazione.
I
sindacalisti vengono poi presi dal ballo di San Vito se si osa
smontare la fiera delle chiacchiere chiamata concertazione.
Ecco
perché arriviamo in ritardo e a fatica al punto in cui altri sono
giunti da tempo (ricordiamoci le epiche battaglie della Thatcher di
ben trenta anni fa, che ora dobbiamo fare anche noi latini …
).





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Gli Americani sparano, ora l’ India vada a prenderli…

Una nave da guerra americana, dopo le procedure di norma, ha sparato contro un barchino di pescatori indiani, simile però a quelli dei Pasdaràn iraniani e dei pirati che infestano la zona. Un morto e tre feriti.
Partirà un’ agguerritissima flotta dai porti indioti per farsi dare i Marines per incriminarli ? Manderemo il ministro Terzi ed il vice De Mistura a mediare ???

Intanto la barca che poteva scagionare i Nostri Marò è affondata.
ANDIAMO A PRENDERLI, PORCA PALETTA !!!!

Meritevole di intercettazione

E’ più meritevole di intercettazione (perchè più attinente alla gestione dello stato) Napolitano che parla con Mancino di presunti patti con la mafia negli anni novanta o Berlusconi che parla con Emilio Fede di belle ragazze ?
Allora perchè Berlusconi è stato crocefisso da quella stessa stampa oggi schierata come una guardia pretoriana attorno a Napolitano ?





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La Romania è più avanti di noi…

Il Presidente Basescu è stato dimissionato il 6 Luglio: Violazione della Costituzione, in particolare della Separazione dei Poteri dello Stato e usurpazione del ruolo del Primo Ministro, sono le accuse al Presidente, che avrebbe anche ignorato il ruolo di mediatore costituzionale tra le istituzioni.
Qui in Italia invece qualcuno crede di essere in una repubblica Presidenziale.