Il suicidio politico del PdL milanese continua.

Eccoci ancora una volta a dover commentare l’ ennesimo suicidio politico del PdL a Milano. Dopo aver regalato la Mia Città a Pisapia per aver nuovamente ricandidato la Moratti, con una virata da moderati ma modesti al centro, non ascoltando le istanze della gente, desiderosa di legalità e sicurezza, oltre che di normalità, con una scelta sbagliata e schizofrenica tra l’ aventino ed il badogliamento tradisce nuovamente le aspettative.
Ecco i fatti. Durante i giorni in cui si è discusso sull’ istituzione del registro delle coppie etero ed omo (ma in realtà vero Cavallo di Troia per queste ultime…), nonostante che molti esponenti Cattolici (cattocomunisti, in realtà,poche storie…) del Partito Democratico avessero manifestato parere contrario e non ascoltando gli ammonimenti della Curia Milanese, finalmente liberata dai Martini e Tettamanzi, per esplicito intervento del Santo Padre che ha voluto uno Scola che mi piace, ecco che quattro consiglieri liberal/libertari del Popolo delle Libertà hanno inizialmente dichiarato la volontà di votare con la maggioranza comunista. Successivamente, dopo l’insorgere della base, il Coordinatore del PdL milanese, Giulio Gallera, e Fabrizio De Pasquale, hanno precipitosamente fatto retromarcia, aggiungendo però errore ad errore, scegliendo di uscire dall’ aula consigliare, volendo continuare a fare un distinguo tra il registro delle coppie di fatto(favorevoli) ed il matrimonio omosessuale(contrari). Facendosene pure un vanto. Gli altri 2, invece, Pietro Tatarella (che continua a definirsi Cattolico)e Luigi Pagliuca hanno votato a favore, per la gioia di arcigay, radicali e libertari di ogni colore.
Se vuole vincere le elezioni, a Silvio Berlusconi non basterà tornare in campo e cambiare nome al PdL, ma dovrà intervenire decisamente su queste questioni di Principi Non Negaziobili, anche energicamente, dando direttive che impediscano scelte diverse da chi li vorrà votare.
Io, da parte mia, continuerò a lottare per una rapida unione di TUTTE le Forze Nazionali di Destra, disposte sì ad una alleanza col centrismo del prossimo PdL, ma fermamente decisa a non arretrare di un metro sui Nostri Valori immutabili.

COSTITUZIONE, VIA LIBERA DAL SENATO AL SEMI PRESIDENZIALISMO

L’aula di Palazzo Madama ha approvato l’articolo 7 del disegno di legge che riscrive l’articolo 72 della Costituzione. Con questo cambiamento, viene abolito il ‘bicameralismo perfetto’ e limita i casi in cui la funzione legislativa, ovvero la facoltà di scrivere e approvare leggi, è esercitata collettivamente da Camera e Senato. Il provvedimento è stato approvato con 120 sì, 23 no e 11 astenuti. I senatori del Pd e dell’Idv si sono assentati per protesta, dopo che l’aula di Palazzo Madama ha bocciato la richiesta di sospensione delle riforme costituzionale.
Ma la riforma più importante che è stata approvata riguarda l’articolo 9 che va a modificare l’articolo 83 della Carta costituzionale: il provvedimento dà il via libera al semi presidenzialismo, con “il presidente della Repubblica eletto a suffragio universale e diretto”. Una riforma che ha visto d’accordo Pdl e Lega Nord.

SCANDALO SANITA’ PUGLIA, PM CHIEDONO RINVIO A GIUDIZIO PER NICHI VENDOLA


Chiesto il rinvio a giudizio per il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e per l’ex direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino. La procura di Bari ha ufficializzato la richiesta nell’ambito dello scandalo sanità che ha colpito la Asl, con le accuse di concorso in abuso d’ufficio per il posto da primario di chirurgia toracica assegnato al professor Paolo Sardelli.
Il 27 settembre il gup del Tribunale di bari terrà l’udienza preliminare in cui si deciderà in merito alle richieste dei pm. Vendola è accusato di aver indotto la Cosentino a rinviare la scadenza per la presentazione delle domande di accesso al concorso.

SPREAD: L’APOTEOSI, MONTI SI CONFRONTA CON BERLUSCONI SU CHI SI E’ BECCATO LO SPREAD PIU’ ALTO E SBAGLIA PURE A FARE I CONTI !!

A proposito di spread. Nella sua ultima conferenza stampa il Presidente Monti ha indicato come valore massimo raggiunto dallo spread, durante gli ultimi giorni del governo Berlusconi, 574 punti base. Lo stesso valore è stato ripreso nei giorni successivi e ancora in queste ore da tutti i giornali e dai maggiori commentatori. Errore.
Prima di tutto il picco di 574 è stato raggiunto a metà mattinata, mentre la chiusura dello spread, in quell’ormai famoso 9 novembre 2011 è stato a 553 punti base, non tanto lontano da quello raggiunto martedì scorso dal governo Monti di 536.
Perché diciamo che 574 è un errore? Semplicemente perché il valore da prendere come riferimento non è quello espresso dai picchi giornalieri, ma quello indicato a chiusura dei mercati. Altrimenti sarebbe semplice dichiarare come valore massimo raggiunto dallo spread durante il governo Monti il picco di 550 punti di martedì scorso. Ma sarebbe sbagliato.

Nuovi decreti paralizzanti…

Le storture di un provvedimento assurdo. La rabbia degli imprenditori: “Perché chi è a 5 km da qui non lo deve fare?” L’Emila Romagna devastata dal terremoto rischia anche la paralisi. Il colpevole? Non il sisma in questo caso, ma il governo Monti, che vuole bloccare un’economia già stagnante dopo la tragedia. A rischio paralisi sono le imprese, anche quelle che non sono state costrette ad abbattere capannoni, o a ricostruire, o a spostare la produzione. Il punto è che martedì arriverà in aula al Senato il decreto legge 74, che sarà convertito in legge: è già passato alla Camera e non è possibile modificarlo. Il decreto – oltre a qualche aiuto economico, le esenzioni Imu e agevolazioni varie – stabilisce nuovi requisiti di sicurezza: chi non ha subito danni gravi ha sei mesi per ottenere una “certificazione di agibilità sismica” provvisoria. E gli imprenditori denunciano: “E’ un provvedimento che non esiste nell’ordinamento italiano”. Il decreto prevede che entro 18 mesi tutti i capannoni dovranno avere il 60% della sicurezza richiesta a un ipotetico nuovo edificio, il parametro sono le regole del 2998.
Le assurdità – La legge, però, ha diverse zone buie. La prima: le regole, molto severe, valgono solo per i Comuni inseriti nel “cratere sismico”. Ovvia la rabbia degli imprenditori che non dovrebbero ricostruire, ma si trovano obbligati a rifare i capannoni dalle fondamenta, anche se intonsi. Una rabbia che monta ancor di più perché magari, solo qualche chilometro più in là e fuori dal “cratere sismico”, la concorrenza non deve fare nulla. Inoltre, per paradosso, spesso sono proprio i capannoni più recenti, costruiti secondo le nuove normative, quelli ad essere crollati: poiché si rieneva che l’Emilia non fosse zona sismica, le costruzioni avevano tetti molto pesanti, posati solo sui piloni. Poi il terzo problema: chi tirerà fuori i soldi? Il denaro necessario per la ricostruzione andrà a chi si è visto crollare la casa. Gli altri, al contrario, dovranno farsi carico di tutti i conti.

Santo riccardi (l’antiitaliano) da Sant’egidio…

Domanda: dove stavano il PDL e la LEGA quando transitoriamente entrava in vigore la legge “rosarno”? E dove staranno ancora il PDL e la LEGA quando si voterà la prossima “sanatoria del santo riccardi”?

Riccardi vuole sanare i clandestini e scivola sul conflitto d’interessi. Il ministro chiede aiuto alle onlus come la Comunità di Sant’Egidio per regolarizzare 400mila irregolari Stefano Filippi

Una nuova sanatoria per gli extracomunitari: l’ha decisa il governo Monti in modo inconsueto, con una norma transitoria alla cosiddetta «legge Rosarno» approvata il 6 luglio scorso ed entrata in vigore l’altro giorno. Secondo le stime della Caritas questa «leggina» potrebbe regolarizzare 400mila immigrati privi di documenti. Tecnicamente è un «ravvedimento operoso» per chi ha dato lavoro a clandestini. Imprese e famiglie avranno un mese di tempo, dal 15 settembre al 15 ottobre, per mettere in regola se stesse e gli immigrati privi di permesso o di documenti; in seguito scatteranno sanzioni pesanti per quanti impiegheranno stranieri irregolari, mentre i clandestini che denunceranno uno sfruttamento avranno diritto a un permesso di soggiorno. Fatta la legge, bisogna applicarla.  E qui sta scoppiando un caso all’interno del governo. La legge demanda, infatti, a un successivo «decreto di natura non regolamentare», cioè un decreto attuativo interministeriale, il compito di dettagliare le modalità pratiche della sanatoria, cioè come dovranno comportarsi i datori di lavoro per presentare la dichiarazione di regolarizzazione. Questo decreto è in questi giorni all’esame dei dicasteri competenti, in particolare quelli dell’Interno e della Cooperazione internazionale. E tra i due ministri, Anna Maria Cancellieri e Andrea Riccardi, sono scintille. Il compito di trovare una mediazione è affidato al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Lo scontro riguarda la maggiore o minore severità da applicare nella regolamentazione. Cancellieri è per controlli rigorosi, mentre Riccardi preme per allentare le maglie della sanatoria per allargare il più possibile il numero dei clandestini da regolarizzare. Queste pressioni inducono ambienti governativi a parlare di conflitto di interessi per il titolare della Cooperazione, visto che la Comunità di Sant’Egidio da lui fondata e presieduta per tanti anni è direttamente e largamente coinvolta in questa operazione di «ravvedimento». Per regolarizzare il salariato straniero, la nuova legge prevede che il datore di lavoro (imprenditori nel caso di braccianti e operai, o famiglie nel caso delle badanti) ne attesti «la presenza sul territorio nazionale dal 31 dicembre 2011» attraverso «documentazione proveniente da organismi pubblici». Non è specificato che tipo di documenti: potrebbe essere un timbro sul passaporto, un abbonamento al bus o al treno intestato allo straniero, o altro. Riccardi vuole estendere il più possibile il ventaglio di «organismi pubblici» autorizzati a emettere queste certificazioni: non solo sindacati e patronati, ma anche le associazioni di volontariato e il cosiddetto «privato sociale», come la Caritas, l’infinità di Onlus e appunto anche la Comunità di Sant’Egidio. Questo allargamento, di fatto, trasformerebbe queste associazioni in patronati e contiene il pericolo di innescare un mercato di certificazioni o autocertificazioni più o meno false. È per questo motivo che il ministro Cancellieri si oppone al «buonismo» di Riccardi. C’è un secondo requisito richiesto per la regolarizzazione, cioè un limite minimo di reddito per i datori di lavoro. Il motivo è evidente: essi non possono guadagnare meno dei loro dipendenti irregolari. Questo tema riguarda soprattutto i nuclei familiari, che devono denunciare entrate sufficienti a mantenere se stessi più la badante. Ebbene, Riccardi insiste per abbassare il più possibile questa soglia reddituale. Si parla addirittura di 15mila euro annui, cioè poco più di mille euro mensili per l’intera famiglia. Una somma con la quale si fatica ad arrivare a fine mese, figurarsi pagare una badante, o più di una. Nel governo lo scontro è duro e Riccardi, che potrebbe far rientrare la Comunità di Sant’Egidio in questa complessa operazione, non intende rinunciare alla battaglia per rendere poco più che simbolici i requisiti necessari per legalizzare centinaia di migliaia di lavoratori stranieri clandestini. La mediazione è nelle mani di Catricalà, che sta preparando il testo del decreto da sottoporre al Consiglio dei ministri.

Immigrazione e follie

Di per sé sembra più una notizia «curiosa» che un fatto importante. Un dipendente del famoso albergo Danieli di Venezia, egiziano di religione musulmana, si licenzia per non ricevere ordini da una donna, una governante anch’essa dipendente del Danieli. In seguito, però, non essendo riuscito a trovare un altro lavoro, si ripresenta all’albergo e l’amministrazione lo riassume con un accomodamento: la governante sarà affiancata da un collega di sesso maschile il quale farà da tramite nelle comunicazioni. Il Danieli è un albergo internazionale per definizione, storicamente il più illustre albergo di Venezia, nel quale scendono ospiti provenienti da tutte le parti del mondo, con le loro culture e le loro religioni: il caso viene risolto con rapidità. Una riflessione però s’impone. L’Europa, l’Italia si avviano ad essere sempre di più affollate da musulmani e la questione dell’uguaglianza maschio-femmina non può essere affidata a soluzioni estemporanee, ma affrontata a livello teorico sia da parte nostra che da parte islamica. Facile a dirsi, sembrerebbe, ma quasi impossibile a realizzarsi. Impossibile perché fino ad oggi nessuno ha voluto soffermarsi a riflettere sulle differenze culturali affidandosi con eccessivo semplicismo all’olio sparso a piene mani del “politicamente corretto”, evitando quello che invece è indispensabile, è giusto fare: sapere davvero, conoscere davvero quanto è scritto nel Corano e quali siano le regole di vita e di mentalità che ne discendono.
Prima di tutto dobbiamo convincerci che i musulmani sono credenti in assoluto e che la loro fede non somiglia neanche lontanamente alla nostra. Il Corano è stato modellato da Maometto sui primi libri dell’Antico Testamento, quindi i più antichi e aderenti al pensiero e ai comportamenti di pastori nomadi del deserto vissuti diverse migliaia di anni prima di Cristo. Sono in gran parte proprio quelli che Gesù ha eliminato: la legge del taglione, il sistema dell’impurità, l’inferiorità delle donne. Nel Corano questi concetti e queste norme sono espresse nella “sura della vacca” dove si afferma che gli uomini hanno sulle donne un grado di superiorità, che non debbono avvicinarsi alle donne durante il mestruo e altri comandamenti del genere. Tutta una cultura, quindi, è modellata su questi principi tanto che, come ben sappiamo, per non mancare a queste regole il mondo medio orientale, e fino al 1700 anche la Grecia e la Russia, ha stabilito spazi separati (il gineceo) per le donne, un abbigliamento che copre totalmente il corpo e il volto, e soprattutto l’esclusione femminile dalla scuola, dalla vita sociale e dalle istituzioni di potere. Le donne d’Europa non debbono dimenticare poi che, malgrado il Vangelo, la mentalità ebraicizzante dei discepoli di Gesù, a cominciare da quella autoritaria di San Paolo, il contatto con il mondo musulmano dato dai viaggi, dai commerci, dalle crociate, hanno impedito praticamente fino al 1900 una piena parità psicologica e sociale delle donne anche in Occidente. In Italia ai primi del ‘900 quasi tutte le donne erano analfabete: è stato il socialismo a mandarle per legge alle elementari.
Gli italiani hanno fino ad oggi sottovalutato gli effetti di una fede religiosa di tipo antico e che obbedisce perciò alla lettera ai precetti, ai rituali, agli insegnamenti del libro sacro; ma i musulmani che vediamo (cui permettiamo) interrompere il lavoro per pregare ovunque si trovino sono gli stessi musulmani che si ritengono “di un grado superiore alle donne, che non possono avere contatti con le donne mestruate, ecc. ecc.” E’ una convinzione religiosa, ma è simultaneamente una forma mentis , un sistema di pensiero, una struttura giuridica, un carattere psicologico. Nell’immediato futuro in Italia e in Europa il numero dei musulmani crescerà in maniera esponenziale tanto per il continuo sopraggiungere di immigrati quanto per l’altissima natalità di coloro che già vi risiedono. Non sembra che i nostri politici se ne preoccupino: si sono abituati a credere che la “cittadinanza” sia “integrazione”. Ma noi, le donne soprattutto, dobbiamo invece guardare in faccia la realtà perché non sarà necessario che i musulmani abbiano la maggioranza numerica per imporre a tutti la loro fede e i loro comportamenti. Quello che conta è la forza di ciò in cui si crede, la volontà di combattere per affermarlo, cose di cui gli europei, gli italiani non sono più capaci.
****************
… e c’è ancora chi continua a berciare quell’orrido mantra che “gli immigrati arrivano per lavorare e fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare“… qui i dati istat, diminuiscono gli immigrati “economici” e aumentano gli immigrati richiedenti asilo.

Placido, Rossi Stuart e Vallanzasca

Allora, quando ero una adolescentina, ero leggermente irrequieta e, di tanto in tanto, si, ne combinavo una tanto che, a seconda di quel che combinavo, mia nonna e mia madre mi dicevano che “o ne facevo più io che Carlo in francia“, oppure (non ricordo di preciso però), “ero come o peggio di Vallanzasca“. Di  “Carlo” non ho mai saputo quale re fosse perchè non ce n’era soltanto uno e, sinceramente, non ho mai voluto approfondire. Di Vallanzasca, conoscevo la storia e in effetti, mi ci incazzavo parecchio sulla cosa. Era si, il bel Renè… ma era un assassino efferato. Qualche sera fa, complice il fresco, ho deciso di vedermi il film di Placido su, appunto, Vallanzasca. Non è come Romanzo Criminale. Purtroppo, in Vallanzasca si lascia trasportare un pò troppo dall’ “umanità” del bel Renè che di umano non ha assolutamente niente ma, il film si apre con una semplicissima e altrettanto chiarissima frase: “C’è chi nasce santo, chi nasce per essere una guardia… Io sono nato per fare il ladro”. Insomma, a me il film è piaciuto così come mi piacque Romanzo Criminale. L’ha esaltato? Senza dubbio si, e ha ragione la critica ad averlo stroncato e che forse di un film dove si esalta troppo il criminale non ce n’era alcun bisogno. Tuttavia, ad esempio, il giudizio che ho dato all’ex bel Renè, non è cambiato di una virgola e, invece che 4 ergastoli mai scontati, ne doveva avere uno ma vero e fino alla fine dei suoi giorni. Ma, credo che la sorpresa più grande del film e di questo a Placido lo ringrazio per davvero, è stata la grandissima interpretazione di Kim Rossi Stuart. Anche se ho sempre pensato che fosse uno dei migliori attori italiani. Comunque, qui la recensione del film. E dico che, nonostante tutto, vale la pena di vederlo.

Non nel mio giardino

Se spendiamo più di quel che guadagniamo, dobbiamo ridurre
(tagliare) le spese
.
Oppure incrementiamo gli incassi rubando in casa altrui.
Quasi tutti dicono che l’Italia deve tagliare le spese, a
parte
la Camusso e Bersani che, traviati dal perverso demone dell’ideologia
marxista
di cui al momento sono i maggiori rappresentanti, berciano di
patrimoniale, pensando di poter spendere all’ infinito mettendo le mani nelle
nostre tasche
.
Purtroppo così alimentano l’invidia della parte meno evoluta di chi non ha o ha di meno
e che ragiona solo in termini di rivalsa, mentre non vanno considerati, essendo evidentemente irrecuperabili, quelli mirabilmente ritratti nella barzelletta sui coccodrilli che
volano  … se lo scrive l’Unità.
E’ però da stigmatizzare anche l’atteggiamento di chi sa che
bisogna tagliare le spese, ma … quelle di cui beneficiano gli altri.
Non nel mio giardino, cioè tagliare si deve, ma nei giardini
altrui.
Purtroppo non è possibile.
Le spese vanno tagliate e i servizi pagati al loro costo da
chi ne usufruisce
, non accollate genericamente alla collettività.
E le aziende che maggiormente sono passive, maggiormente
devono tagliare
, anche sul personale.
E lo stato è un’azienda fortemente passiva (e inefficiente).
O liberi con la virtù del sacrificio e del risparmio, oppure
sudditi
della Germania (e compagni) con l’indolenza degli schiavi ben pasciuti, ma alla
completa mercede del padrone
, come all’epoca di Roma Caput Mundi
.


Entra ne

Napolitano tiene i Marò nel core…

Notizia d’ agenzia: Roma, 26 lug – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Presidente della Repubblica dell’India, Pranab Mukherjee, il seguente messaggio: ”In occasione della Sua elezione alla carica di Presidente della Repubblica indiana desidero farle pervenire, a nome del popolo italiano e mio personale, le piu’ vive felicitazioni e i piu’ fervidi voti per il suo prestigioso incarico. L’India, che rappresenta la piu’ grande democrazia del mondo, si e’ affermata come attore indispensabile per la pace e stabilita’ in Asia e su scala globale e per uno sviluppo economico e sociale sostenibile. Auspico che la Sua illuminata guida dia un forte impulso ai nostri storici e intensi rapporti bilaterali, in un rinnovato spirito di amicizia e comprensione reciproca. Con questi sentimenti formulo i migliori auspici di benessere per la sua persona e di prosperita’ per l’amico popolo indiano”. Lo rende noto un comunicato del Quirinale…..

Sui due Nostri Marò detenuti illegalmente dallo Stato Canaglia del Kerala, neanche una parola, un accenno, una noticina. Ma lui, tranquillo, come se niente fosse, se ne va a Londra alle Olimpiadi.

Ma uno così, può essere il mio presidente ???