E’ l’ arroganza, a portar sfortuna…

Come Cattolico non credo alla fortuna ed alla sfortuna. E’ contro il Primo Comandamento. Dunque è altamente opinabile che Monti Mario abbia recato malasorte agli azzurri. Credo invece che il peccare d’orgoglio, con arroganza senza freni, possa portare delle punizioni,e non solo nell’ aldilà.
Mi riferisco al comportamento continuato da parte della dirigenza e dei giocatori juventini, che fomentano la tifoseria bianconera in funzione anti-interista da anni. E che invece di ringraziare il cielo ed i giudici di Calciopoli che li mandarono solo in serie B (come richiesto dai loro stessi avvocati, mentre si paventava la Serie C1 o C2, declassamento che ne avrebbe decretato un probabile fallimento), invece che godersi questo 28° scudetto, non fanno che buttare benzina sul fuoco. Non parlo degli innumerevoli tentativi di portarci via il meritatissimo titolo 2005-2006 (mentre avremmo dovuto avere anche il titolo precedente). Non parlo dei vani tentativi di mettere sulla maglia una improponibile terza stella reale, arrivando a mettere infine la minuscola scritta “30 sul campo” per aggirare il giusto veto della FGCI (mentre su tutto il resto del franchising propongono le 3 stelle farlocche). No. Parlo degli insulti letti in Internet e su Faccialibro a proposito della mancanza di giocatori Interisti in questa Nazionale, accompagnati dall’ arroganza non solo verbale di qualche giocatore bianconero, anche se poi oggi smentita. L’ arroganza, spesso, nasconde la paura. Paura di nuovi sviluppi nelle future inchieste di Scommessopoli. Tanta paura da far nascere devozioni verso Napolitano un tempo impensabili. L’ arroganza spesso viene punita, anche da 4 goal…
Peccato che a rimetterci sia stata la Nazionale.

Non più padroni e schiavi


Le società sono sempre state impostate sul predominio di gruppi di persone su altre.
Questo perchè alcuni si sono arrogati il diritto di decidere cosa è bene per l’uno e cosa è bene x l’altro.
Naturalmente, visto che l’essere umano ha in sè anche egoismo, chi ha potuto decidere per gli altri, va da sè che per sè stesso si è tenuto privilegi e benefici di ogni tipo.
La mentalità con cui l’uomo è stata fatto crescere e progredire ha permesso tutto ciò in quanto siamo abituati a pensare che nella vita c’è anche chi può nascere per essere povero comunque, se non nasce in una certa area terrestre e in una certa area economica.
E nella stessa area terrestre ed economica in cui si possono avere molte probabilità di non morire di fame, si è comunque destinati, se non appartenenti alle “caste superiori”, a condurre una vita di lavoro e di sacrifici, quando non addirittura di privazioni e di stenti, lasciando per gli “amministratori” del nostro futuro ricchezze e vita sfarzosa, spesso non meritate, comunque senz’altro non meritate ai livelli che conosciamo.
Per questo la Rivoluzione degli Ultimi e dei Dimenticati deve avanzare verso l’obbiettivo di rendere tutti davvero uguali, e cioè che ognuno, indipendentemente dalla casta di appartenenza (che non avrà più motivo di esistere) dovrà avere le stesse opportunità di qualsiasi altro cittadino.
Poi ognuno andrà avanti con le proprie capacità che lo porteranno ad essere un dirigente, un amministratore o un Ultimo.
I dirigenti e gli amministratori non percepiranno mai emolumenti tali da far loro perdere di vista la realtà degli ultimi, e gli Ultimi avranno tutti uno stipendio minimo che gli garantirà una vita dignitosa.
Ipoteticamente, stando alle valute attuali, si potrebbe quantificare lo stipendio massimo per dirigenti e amministratori di €. 1.800 e uno stipendio minimo per gli Ultimi di €. 1.500.
In questo modo nessuno vivrebbe più sulle spalle degli altri e non ci sarebbero spese assurde per stipendi e pensioni da mille e una notte.
In questo modo, altresì, ognuno dovrebbe stare attento a come spendere ogni singolo euro, pur avendo assicurata una vita dignitosa, e i dirigenti/amministratori non succhierebbero sangue al popolo come parassiti. Cosa che attualmente avviene regolarmente.
Così tutti si ritornerebbe a fare una vita equa senza disparità che non possono più appartenere all’umanità nel 3° millennio dopo Cristo.
In questo modo non ci potrebbero più essere sprechi di nessun tipo nè favoritismi di alcun genere. Perchè chi prende il massimo dello stipendio (circa €. 300,00 in più degli Ultimi) avrebbe un impegno maggiore considerate le sue capacità. E in questo modo, ancora, sarebbe certo che chi si assume più responsabilità rispetto agli altri, lo farebbe anche e soprattutto per un vero interesse per la società, e non esclusivamente per sè stesso.
BASTA CON I PRIVILEGI E I LATROCINI.
SULLA TERRA NON CI SONO PIù PADRONI E SCHIAVI!

IL CRONISTA

Imagine

Dalle feste estive alle ricorrenze sacre per annuum, Pasqua e Natale compresi,
non trascorre occasione che non venga proposta e riproposta la famosa canzone di John Lennon “Imagine” (1971), quasi fosse portatrice di una forma di sacralità.
Oramai c’è stato anche chi l’ha cantata davanti ai papi, giusto per intendere a che punto siamo arrivati.
“Imagine” è considerato (non da me) uno dei pezzi

Il silenzio di (quasi) tutti

Roma – Alla fine Francesco Storace è esploso su Facebook : «È da stamane che solo La Destra protesta. Tutti zitti, Lega compresa…. ». Si poteva dire: sarà l’ansia da partita. Ma neppure il Carroccio, notoriamente non interessato alle sorti calcistiche della Nazionale, in effetti ieri commentava. La notizia dell’indagine aperta dalla Procura di Biella sul ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera per reati fiscali, anticipata dal quotidiano La Stampa , è passata sotto silenzio. Zitti tutti. Nessuna reazione da Pdl, Pd e Udc. Voci di critica e richiesta di chiarimenti arrivano soltanto, appunto, da La Destra e dall’Italia dei valori. L’entourage del ministro più potente del governo Monti aveva puntualizzato sabato che nessuna indagine risultava in corso sul ministro. Ma qualora fosse in atto «un accertamento di legalità», sarebbe «del tutto normale per chi ricopre incarichi di questo livello». Vero è anche che dalla Procura di Biella non è arrivata nessuna smentita ai giornali che hanno riportato la notizia. Non smentita uguale conferma, vuole la prassi.
Secondo le indiscrezioni, l’ex amministratore delegato di Intesa Sanpaolo è sospettato di «dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici» e di dichiarazione infedele in merito ad alcune operazioni di arbitraggio fiscale internazionale compiute tra il 2006 e il 2007 da una ex controllata del gruppo Intesa, Biverbanca. Secondo i magistrati, Passera deve rispondere in quanto rappresentante firmatario della dichiarazione fiscale del 2006. Nel silenzio generale, ci pensa l’Idv a chiedere che il ministro riferisca in Aula, e, in caso non lo faccia, che rassegni le dimissioni immediate: «Il ministro Passera venga in Parlamento e chiarisca in modo convincente la sua posizione. In caso contrario le sue dimissioni sono inevitabili», afferma il vice presidente del gruppo Idv alla Camera Antonio Borghesi. Il dipietrista sottolinea come sia il ruolo chiave del superministro tecnico a imporre un chiarimento in tempi rapidissimi: «Il nostro Paese non può avere un ministro che riunisce su di sé incarichi tanto rilevanti indagato. Chi ricopre quei ruoli delicatissimi deve essere esente dal sospetto di aver truffato il fisco per milioni di euro». Storace parla non solo da segretario nazionale de La Destra, ma soprattutto da ex ministro che, indagato, a suo tempo nel 2006, si dimise: «Caro ministro Passera – gli si rivolge direttamente- ora che lei è indagato per frode fiscale, si dimetterà come feci io sei anni orsono? O non vale per i tecnici?». Storace fece un passo indietro quando esplose il «Laziogate», l’inchiesta sulla presunta intrusione informatica degliuomini dell’allora governatore per svolgere verifiche sulle firme raccolte da Alessandra Mussolini. Una vicenda per la quale «di recente l’accusa ha chiesto l’assoluzione», precisa Storace, ricordando le sue dimissioni a inizio inchiesta: «Questi ministri sembrano aver comprato anche l’onore della politica – scrive ancora il leader della Destra su Facebook- Stupisce e indigna che non si levi una sola voce a reclamare chiarezza, verità, dimissioni di Corrado Passera, il ministro del governo antievasione indagato per frode fiscale».

Il successo di monti…

Monti di menzogne di Paolo Barnard
Il cosiddetto successo di Mario Monti al vertice europeo di venerdì scorso è una montagna di menzogne che questo indecente tecnocrate dell’economicidio italiano vende a un’intera nazione a rischio, e a imprese al collasso, solo perché i miei colleghi giornalisti sono spazzatura. E solo per calmierare la giusta esasperazione che serpeggia fra noi italiani minacciati oggi nella sopravvivenza economica e dunque democratica. Basta studiare quello che si dovrebbe conoscere se si fa questo mestiere per smascherare ogni singola strombazzata di Monti e l’intero racconto teatrale che ne hanno fatto i giornali, Repubblica in testa. Ed è dagli strilli di questo foglio che parto:
Repubblica: L’intesa prevede che il fondo salva-stati dell’Unione (MES) intervenga in maniera automatica nel caso in cui gli spread di una nazione virtuosa superino una determinata soglia ancora da stabilire. Sul piano tecnico ottiene che lo scudo scatti dopo la firma di un apposito memorandum con Bruxelles, ma senza obblighi di riforme lacrime e sangue in stile Grecia monitorate dalla famigerata troika Ue-Bce-Fmi. Una umiliazione che Monti non vuole in nessun caso subire.
Barnard: Questo è tutto falso. Ma prima ci sbarazziamo della vittoria-pagliacciata numero uno ottenuta da Monti, che cioè il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità, o fondo salva Stati) da oggi interverrà a comprare titoli di Stato di un Paese i cui spread e tassi superino il livello di guardia. Monti dice che questo avverrà se il Paese ha i conti in ordine. Nulla di nuovo, tutto era già previsto dal Trattato MES da mesi, dove si legge che “Il MES può comprare i titoli di Stato del Paese in difficoltà direttamente all’emissione (mercato primario). O sul mercato secondario (titoli già emessi)”, nell’Art. 17-18, e anche qui solo se il Paese ha i conti in ordine. Monti vi dice di aver vinto una concessione che era già scontata. Ora sull’automatismo dell’intervento del MES e sulla millantata esclusione per l’Italia dalle “umilianti” condizioni della Troika sui prestiti eventuali. L’intervento non è automatico se prima va firmato un memorandum. Il memorandum di cui si parla era già specificamente previsto nel testo del MES da tempo, e dice cose precise: Lo Stato che chiede soccorso finanziario deve scrivere, in accordo con la Commissione Europea, col FMI e con la BCE (Troika), un Memorandum dove si vincola a obbedire a tutto ciò che il MES e FMI gli richiederanno, a tutti i Trattati, a tutte le condizioni del prestito, persino a critiche e suggerimenti dei sopraccitati (Art. 13-3). Il MES è già stato firmato dai capi di governo dell’Eurozona il 2/2/2012 e sarà ratificato questo mese. Come si legge nel testo del MES, l’intervento della Troika è assolutamente previsto, e per evitarlo i leader dell’Eurozona dovrebbero riscrivere e ri-firmare l’intero Trattato europeo che ha creato il MES. Impossibile entro questo mese. Ciò che Monti ci ha venduto come una vittoria dell’orgoglio italiano è una menzogna ad uso dell’opinione pubblica che lo stava abbandonando.
Ma c’è molto di più e di peggio. L’umiliazione di cui parla Mario Monti è già stata inflitta all’Italia, via Trattati europei sovranazionali e vincolanti come il Patto di Stabilità, Il European Semester, il Preventing Macro Economic Imbalances, l’Europact, il Fiscal Compact ecc. di cui ho già scritto. Il MES dice specificamente che gli Stati firmatari sono obbligati al rispetto di questi Trattati. Il Fiscal Compact, un Trattato firmato da Monti il 2 marzo scorso, e che entrerà in vigore il primo gennaio prossimo, stabilisce che:
1) La sovranità di spesa dell’Italia è soppressa. Ogni sua decisione di spesa sarà giudicata, e correzioni possono essere imposte dall’esterno. Le correzioni saranno dettate dalla Commissione Europea di tecnocrati non eletti (che, come ampiamente dimostrato, rispondono alle lobby finanziarie di Bruxelles, nda). Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 3/1 e) – 3/2.
2) Se l’Italia disobbedisce sarà multata dalla Corte Europea di Giustizia per 2 miliardi di euro. Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 5/1 a) – art. 8/1 – 8/2.
3) Dalla firma di questo Fiscal Compact in poi, uno Stato della zona Euro, come l’Italia, dovrà chiedere un’approvazione alla Commissione Europea e al Consiglio Europeo prima di emettere i propri titoli di Stato. Qui la funzione primaria di autonomia di spesa dello Stato sovrano è cancellata, con una umiliazione indicibile. Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 6.
4) Se uno Stato dovesse aver bisogno di sostegno finanziario europeo attraverso un salvataggio da parte del Meccanismo Europeo di Stabilità, non avrà un singolo Euro se prima non avrà firmato il Fiscal Compact e non lo avrà obbedito in toto in tutte le clausole di perdita di sovranità umiliante di cui sopra. Sancito dal Fiscal Compact nella premessa a pag. 4
Il teatro a uso e consumo dell’opinione pubblica continua sul giornale di Scalfari in toni da soap.
Repubblica: La giornata è stata lunghissima. Monti ha negoziato dalle nove del mattino, prima al telefono, poi di persona. Contatti anche con la Merkel e i vertici delle istituzioni europee. Ma da Berlino fino alla svolta è stato sempre e solo un “nein”… Ce n’è abbastanza per puntare i piedi. E infatti lo fanno. Mentre a Varsavia si gioca la semifinale tra Italia e Germania, Monti pone il veto sull’intero pacchetto Europa… Rajoy lo segue a ruota. Il francese Hollande li appoggia, ma senza tirare troppo la corda. La Merkel resta comunque di stucco, spiazzata… La Cancelliera è nell’angolo… Uno smacco. Quando anche lei lascia il palazzo della Ue è terrea in volto.
Barnard: Sembra una partita di calcio, ed è commedia. Questi leader sanno alla perfezione cosa hanno già firmato, e sanno di aver venduto al disegno Neomercantile e Neoliberista europeo – per mezzo di Trattati europei sovranazionali e vincolanti – tutte le sovranità primarie che erano degli Stati prima della creazione dell’Eurozona, da quella parlamentare (Trattato di Lisbona) a quella monetaria (Trattati Maastricht –Eurozona). Infatti…
Repubblica: La frenata di Merkel – Arrivando questa mattina al Consiglio europeo per la ripresa dei lavori, Angela Merkel aveva rilasciato una dichiarazione in apparente contraddizione con le conclusioni riassunte alla stampa da Monti: i Paesi i cui bond verranno acquistati dai fondi Esm/Efsf, aveva detto la cancelliera tedesca, dovranno rispettare condizioni che saranno verificate dalla troika Ue-Bce-Fmi.
Barnard: Non si tratta di contraddizione o di incomprensione, ma della verità che la Merkel ha incisa nella sua memoria dei Trattati già approvati, come setto sopra. E’ stata una gaffe, cioè la verità detta per sbaglio. Uscendo dalla ‘vittoria’ da teatro dei burattini (noi) di Mario Monti, va specificato che neppure la tanto strombazzata novità del MES che da ora potrà ricapitalizzare le banche europee è una novità. Tutto già scritto e firmato nel MES a febbraio nell’ Art. 15. In particolare la novità per la Spagna non esiste, o meglio, esiste e sarà una trappola ancora peggiore della condizione presente. Cioè: le banche spagnole saranno ricapitalizzate oggi con lo stesso metodo già previsto dal MES nell’Art. 15, dove il MES presterà al governo spagnolo e questo ricapitalizzarà le banche, con più debito per Madrid, ma salvataggio banche fraudolente. L’idea che il MES ricapitalizzi le banche spagnole direttamente, senza quindi aggiungere debito su debito a Mariano Rajoy, sarà possibile solo dopo che si sarà istituita un’Unione Bancaria europea con poteri ancor più sovranazionali di quelli presenti. Quindi, in sostanza, una concessione da 5 soldi contro una da un miliardo.
Repubblica: Squinzi e l’abisso. “La recessione c’è, il debito in crescita c’è, l’abisso…”. Non prosegue Monti replicando alle parole del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Poi aggiunge: “Mi sto imponendo una moderazione interpretativa sul linguaggio del presidente della Confindustria”. Per poi aggiungere: “Siamo sulla strada per un avanzo strutturale nel 2013”.
Barnard: Come già scritto ieri in questo sito, la cosa tragica è il balletto dell’inconsapevole e del distruttore. Squinzi ignora la macroeconomia più elementare, e pur lamentando i mali veri delle imprese italiane giunge alle medesime terapie dell’economicidio di Monti. Troppo desolante per continuare.
Conclusione: ho già detto infinite volte che rimedi come quello sbandierato dal vertice europeo di venerdì sono concime biologico sparso su orti all’ombra di Seveso. La struttura monetaria dell’Eurozona significa che ogni singolo euro speso dagli Stati membri per qualsiasi cosa, dalla Funzione Pubblica alla crescita nazionale, deve essere poi restituito a mercati di capitali privati da cui questi Stati sono oggi costretti ad approvvigionarsi di moneta (cosa che non era prima dell’euro), e che applicano tassi usurai a loro (truffaldina) discrezione. Quindi lo Stato di Monti se vuole ripagare i debiti dovrà venire poi a trovare gli euro uno dopo l’altro nella tasche di cittadini e aziende con tasse da economicidio e tagli alla spesa pubblica. Quindi crollo dell’economia, deflazione dei redditi, dei consumi, fallimenti di aziende… ecc. ecc. Il resto l’ho già scritto tante volte.

A volte il caso…

Il tetto consentirebbe un risparmio di 2,3 miliardi di euro l’anno solo sulle pensioni pubbliche. Lungi da noi dire che, nel dire no al taglio delle pensioni d’oro, i membri dell’esecutivo Monti abbiano guardato in primis alle loro tasche, presenti o future. Ma, come si dice, i numeri non mentono. E in questo caso dicono che alcuni membri dell’esecutivo si troverebbero la pensione che già percepiscono severamente decurata dal proposto tetto di 6mila euro netti al mese. E altri, secondo quanto scrive Il Fatto quotidiano, se la troverebbero in futuro, visto quanto guadagnano oggi.
L’emendamento taglia-pensioni d’oro, presentato dal parlamentare del Pdl Guido Crosetto e che consentirebbe un risparmio di 2,3 miliardi solo sulle pensioni pubbliche e di 15 se fosse applicato anche al settore privato, è stato ritirato dopo le insistenti “pressioni” da parte del governo e degli stessi colleghi di Crosetto. “Smuovi un campo troppo ampio” gli aveva detto in Commissione il sottosegratario all’economia Gianfranco Polillo. Proprio lui che è titolare di una pensione di 9.541,13 euro netti al mese percepita dall’ottobre del 2006 dopo oltre 40 anni di servizio come funzionario della Camera. E che col tetto fissato a 6mila euro si troverebbe a perdere 3.541 euro al mese. Tra i beneficiati dal mancato tetto ci sarebbe anche Elsa Fornero. Il ministro del Lavoro nel 2010 ha dichiarato un reddito di 402mila euro lordi annui, per cui non è difficile prevedere per lei una pensione al limite della “soglia Crosetto”. Il ministro Anna Maria Cancellieri dal novembre 2009 è titolare di una pensione di 6.688,70 euro netti al mese, frutto di una lunga carriera nell’amministrazione statale con l’ingresso al ministero degli Interni nel 1972. Il ministro della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola, percepisce 314.522,64 euro di “pensione provvisoria”, pari a circa 20mila euro mensili. Il sottosegretario allo Sviluppo economico Massimo Vari percepisce 10.253,17 euro netti al mese, frutto di una lunga attività di magistrato fino a ricoprire la carica di vice-presidente emerito della Corte costituzionale.

TEX fuorilegge ???

ULTIMA ORA: Bilitz congiunto di Carabinieri, Digos e Forestale, arrestato il disegnatore di fumetti Fabio Civitelli e sigillata a Milano la sede della Sergio Bonelli Editore. Il reato ipotizzato è ricostituzione del Partito Fascista, Banda Armata e violazione delle Leggi Scelba e Mancino. Nell’ ultimo Texone 27 uscito a Giugno, a pag. 33 (2 volte) e pag. 39 campeggia una Croce Celtica. Tex e Kit Carson si dichiarano prigionieri politici. Alemanno si dissocia ed ha affermato che butterà la collezione di Tex nel Tevere.

L’uomo nero

Libero, il quotidiano fondato da Vittorio Feltri e diretto ora da Maurizio Belpietro, è uscito in edizione straordinaria di lunedì con la prima pagina che ho scansionato e che correda questo post.
Mario Monti, come il più banale dei funzionari della politica, si è presentato a Kiev, dopo aver proposto di sospendere il calcio in Italia per due o tre anni, per incassare i dividendi di una vittoria sperata.
Il risultato è stato quello perfettamente inquadrato dalla prima pagina di Libero.
Ben gli sta.
Il disgusto che personalmente provo verso Monti è crescente.
Per le sue tasse.
Per il suo modo di proporsi.
Per la sua spocchia.
Per il suo snobismo verso il Popolo che paga le sue sporche tasse.
Per essersi sempre appoggiato ai poteri forti e mai aver rischiato di persona (ricordiamo sempre che prima di accettare di formare il nuovo governo ha preteso la nomina a senatore a vita !).
Per l’incapacità di realizzare quello che aveva lasciato intendere di poter fare, lasciando l’Italia nella stessa situazione di prima, anzi peggio, più povera e stremata di prima.
Per la supponenza con la quale insiste nel perseguire una politica dannosa, che azzera le speranze di crescita.
Per galleggiare grazie al continuo sostegno dei poteri forti finanziari che continuano a pompare articoli apologetici verso la sua persona, quando, per molto ma molto meno di niente, avevano crocefisso Silvio Berlusconi.
Leggendo altri post mi rendo tra l’altro conto che il mio disgusto verso quel signore è anche molto sobrio rispetto a quanto manifestano altri e questo la dice lunga sul sentimento del Popolo.
Ma la repulsione che in tanti proviamo verso Mario Monti ne fa il più autorevole candidato alla guida della sinistra, perchè solo a sinistra ci sono elettori che riescono ad ingoiare qualunque cosa.
E infatti sulla stampa odierna si legge di una ipotesi che Casini e il rieccolo D’alema avrebbero intenzione di perseguire per continuare con Monti anche dopo il 2013.
Così potranno realizzare lo scenario prefigurato da Confindustria che aveva per tutto il 2011 attaccato Berlusconi dicendo che eravamo sull’orlo dell’abisso e a giugno 2012, con Squinzi presidente, ha attaccato il governo Monti dicendo che l’Italia era nell’abisso: evidentemente con Monti abbiamo fatto un passo avanti …
E a Berlusconi, che rimane, nonostante le opinioni di tanti amici, l’unica alternativa cui rivolgersi, ricordo che le lettere che riceve perchè resti in campo presuppongono la sua contrapposizione ai comunisti, non la previsione di larghe intese.
Contrapposizione che, dovesse venire a mancare, porterebbe a scegliere inevitabilmente un voto di bandiera (Forza Nuova o La Destra) anche se non produttivo di risultati.
Ed in questo lunedì reso amaro e più pesante dalla sconfitta della Nazionale e dal caldo africano, non è possibile non citare la Lega che si è data un nuovo leader nella persona di Roberto Maroni verso il quale confermo tutta la mia diffidenza.
Va bene il Nord, ma più chiarezza verso le alleanze e più chiarezza nell’escludere ogni compromesso con i comunisti.
Diversamente, potranno anche presentare il miglior progetto secessionista, ma varrà per Maroni lo stesso discorso fatto per Berlusconi: se occhieggia alle larghe intese con i rossi, meglio un voto di bandiera che un voto alla Lega.
Lo spartiacque, per me, resta sempre quello: prima di tutto sulla barricata opposta alla sinistra, su tutto il resto si può discutere.



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Sabina Guzzanti al terremoto in Emilia


Sabina Guzzanti al terremoto in Emilia

Dov’è la stampa? dove sono i contestatori de l’Aquila?
Questa è una foto scattata ieri domenica, dai nostri volontari in Emilia, in pieno pomeriggio, con zone che toccano i 48°, durante la guardia ai campi dei materiali.
… in Emilia, dove i nostri volontari della protezione civile mi confermano che una certa Sabina Guzzanti, quest’anno, lì, è proprio una sconosciuta …

La Spagna non è la Germania

L’Italia è stata meritatamente sconfitta, anzi affondata dalla Spagna che, purtroppo, non è la Germania.
Gli Spagnoli, infatti, a differenza dei tedeschi, di nazionalità o acquisiti, non hanno alcun timore o sudditanza psicologica nei confronti degli Italiani.
In fondo siamo molto simili, furbeschi mediterranei entrambi e questa volta si dimostra come il Paròn Nereo Rocco avesse ragione nel rispondere “speremo de no“, a chi lo salutava dicendogli “vinca il migliore“.
Ognuno di noi poi farà le sue considerazioni su come e con chi ha giocato l’Italia e personalmente credo che Prandelli abbia sbagliato nel non attuare un buon turn over dando il cambio a giocatori stanchi come Marchisio e che già in precedenza avevano mostrato segni di logoramento per un campionato e un europeo giocato con grande dispendio di energie.
Si sa, però, che ogni allenatore “battezza” una formazione e a quella resta fedele.
Penosa la telecronaca di Bruno Gentili che, nelle fasi finali, implorava “pietà”.
Meritato sfottò infine per Mario Monti (non ha neppure cantato l’inno nazionale a inizio partita !!!) che sperava, dopo aver proposto di sospendere il calcio in Italia per due o tre anni, di incassare i dividendi di una sperata vittoria agli europei come fece la sinistra nel 2006 (con la Melandri che dopo aver sostenuto l’idea di non andare ai mondiali per la vicenda relativa ai presunti condizionamenti arbitrali, andò a prendersi – me la ricordo sul campo con le infradito !!!!!!! – i suoi applausi a rimorchio dei campioni del mondo) riesce solo a qualificarsi come portatore di sf … ortuna (sconfitta, infortuni, prima a Chiellini, poi a Motta che lascia la squadra in dieci, quindi Balzaretti, Abate e Bonucci che resistono ma non possono apportare contributi validi).
L’Italia sotto lo sguardo spento e il sorriso vacuo di Monti,  ha chiuso male un campionato europeo nobilitato, mentre Monti guardava ed era altrove, dalle partite contro l’Inghilterra (che però ci ha costretto ai rigori praticando un sano gioco all’italiana) e la Germania, nostra eterna benefattrice,  almeno nel calcio.



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