Rievocazione della Battaglia di Desio

Desio – Palio degli zoccoli 2012 – da Il Cittadino

Per gli appassionati di storia milanese, è in corso di svolgimento, oggi a Desio, il Palio degli Zoccoli. Giunto alla 24 edizione, è la rievocazione storica della Battaglia di Desio, avvenuta il 21 gennaio 1277 sui suoi campi. Vide fronteggiarsi due eserciti, quello capeggiato dai Visconti, e quello fedele ai Torriani (vedere post Dinastie millenarie, e post Lasco e il suo territorio, ovvero dove ebbero origine i Della Torre) .

La battaglia, combattuta nel mese di gennaio, viene rievocata in giugno per ovviare al problema legato al rigore invernale. E’ utile infatti ricordare che le 700 comparse, suddivise per gruppi, in rappresentanza delle 11 contrade cittadine, sfilano calzando obbligatoriamente zoccoli di legno per tutto il giorno, da mattina a sera.
E non è per caso, se si chiama Palio degli zoccoli. Infatti, nella battaglia del 21 gennaio 1277 fu la popolazione desiana, schieratasi a favore dei Visconti a decretare l’esito a loro favore, e la popolazione desiana in quel periodo calzava zoccoli di legno in qualsiasi stagione. Da qui il nome a ricordo.
Non è facile calzare zoccoli ininterrottamente per un giorno intero, senza pausa: a chi non è abituato vengono le vesciche ai piedi; me l’ha confermato una comparsa di precedenti edizioni.
Dal punto di vista storico, gli esiti della Battaglia di Desio ebbero importanza di portata epocale per la città di Milano, potendo affermare che ne tracciarono la storia.

Contro Monti, ma da barricate distinte

Se esiste qualcuno in grado di rendermi
simpatico e di parteggiare per qualcun altro, questo è la Trimurti
sindacale cgil-cisl-uil
.
Se poi vi aggiungiamo una manica di
violenti che vorrebbe vivere alle nostre spalle e per questo
devasta e cerca di impedire al prossimo l’espressione della
propria libertà di parola, pensiero, opinione, circolazione, lavoro
,
allora la frittata è fatta: io sto con chi costoro additano al
pubblico ludibrio
.
Del resto prima di Seattle (1999) ero (
e ce ne sono le prove in articoli che allora scrivevo per un rivista
regionale
) antiglobalista.
Viceversa ho sensibilmente rafforzato le idee anticomuniste che già avevo, quando mi sono trovato davanti a picchetti che volevano
impedirmi di entrare in aula e, nei primi anni ottanta, anche in
ufficio.
La mia opposizione a chi vuole impormi
le sue idee e il suo modello di vita
è a tutto tondo e si estende agli ambientalisti, agli animalisti, a quelli che vorrebbero leggi
repressive contro le idee, la loro diffusione e i loro simboli.
Seguendo questo filo logico Monti e la
Fornero, dopo le manifestazioni di ieri della trimurti sindacale a
Roma e dei no global (o centri sociali, per me questi o quelli pari
sono) a Bologna, dovrebbero trovare in me un nuovo sostenitore.
Questa volta, però, non è così.
Pur non apprezzando le manifestazioni
di ieri
e, nel caso, escludendo una mia partecipazione ad analoghe
inizitive che coinvolgessero il mio settore professionale
(la mia
opposizione si esprime con le parole, con lo scritto e con il voto,
non con le piazzate
) Monti e la Fornero l’hanno fatta troppo grossa.
Hanno pensato di trasformare (peraltro fallendo miseramente) le loro
statistiche, le loro elucubrazione accademiche in atti di governo

ignorando l’aspetto fondamentale di ogni arte del governo:
l’interesse per le persone
.
Perchè ogni governo nasce per il bene
del Popolo
che lo elegge e non per calpestarne i diritti, il
benessere, le aspirazioni come Monti e la Fornero stanno facendo.
Comprendo, quindi, anche la violenza
dei no global
e la bolsa retorica del trio Camusso, Bonanni,
Angeletti
 e questa volta non sono sufficienti a farmi cambiare
posizione, anche se la mia barricata contro Monti e la Fornero è
distinta e distante dalla loro
.
Ma il mio sentimento verso quei due e i
loro colleghi di governi mi induce a ritenere, anche sentendo quel
che di loro dicono amici e colleghi, che l’odio, sentimento naturale,
in questa circostanza cresce legittimamente e fermenta in ogni
settore della popolazione
, tranne, forse, in coloro che hanno imposto
Monti a capo del governo pensando che avrebbe favorito i loro affari.
Lo stesso snobismo e l’arroganza con la
quale Monti e la Fornero più di altri ministri interloquiscono con
partiti, sindacati, Popolo in genere, alimenta questo sentimento che
ha fondato el sue basi nelle vessazioni fiscali con le quali si sono
subito contraddistinti.
Anche Berlusconi attirava odio, ma
questo proveniva esclusivamente dalla sinistra 
cui il Cavaliere aveva
impedito di occupare il potere in Italia nel 1994 e se c’erano
milioni di Italiani che lo odiavano, ve ne erano altrettanti, sicuramente meno piazzaioli e più rispettosi delle leggi democratiche che si fondono sul voto popolare, che lo
sostenevano
come è stato ripetutamente dimostrato dalle elezioni.
Monti e la Fornero no, l’odio verso di
loro proviene ormai da destra come da sinistra, dall’alto come dal
basso
, anche se bisogna ricordare che, da subito, il gradimento verso
questo governo non eletto fu altissimo da parte degli elettori di
sinistra e bassissimo da parte nostra nonostante l’incauto sostegno
offerto dal Pdl.
Ancora una volta è dimostrato che la
sinistra persevera nel sostenere posizioni sbagliate
 (e i suoi elettori ne seguono tetragonamente, da trinariciuti oserei dire, le indicazioni ufficiali) dalle quali,
poi, con faccia tosta incredibile, si distacca millantando una nuova,
inesistente verginità (e i suoi elettori celebrano la storia manipolata e riscritta, come è già capitato …).
Certamente, però, chi nel novembre
2011 fece la ola e i festeggiamenti in piazza per il golpe contro
Berlusconi, oggi non avrebbe (e non ha) alcun titolo per protestare:
ha solo quello che si merita.
Purtroppo lo abbiamo anche noi (che non lo meritiamo) e così
si manifesta la singolare situazione per la quale in parlamento il
partito che dovrebbe rappresentare il fulcro degli elettori di Centro
Destra è alleato con il pci/pds/ds/pd per sostenere Monti (e perde
meritatamente consensi che vanno ad ingrossare l’astensionismo
).
Tra il Popolo, invece, si manifesta la
situazione opposta per cui gli elettori di Centro Destra sono ostili
a Monti
(da subito, peraltro) come gli elettori di sinistra (quando
hanno visto che la loro ola si era tradotta in un generale
depauperamento
).
Però, tra il Popolo, la divisione
rimane, ognuno resta, per fortuna, sulla sua barricata, esprimendo la
sua opposizione con lo stile e le modalità che gli sono proprie
.




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Il controsenso dei capitalisti comunisti

Mi sono chiesto “cosa sia il comunismo”, e nel sito Guide SuperEva, il cui interlocutore ha a sua volta tratto lo spunto dal sito Marxist.org, ho trovato la seguente risposta:
Principi del Comunismo – Friedrich Engels (1847)

1. Che cos’è il comunismo?

Il comunismo è la dottrina delle condizioni della liberazione del proletariato.
2. Che cos’è il proletariato?
Il proletariato è quella classe della società, che trae il suo sostentamento soltanto e unicamente dalla vendita del proprio lavoro e non dal profitto di un capitale qualsiasi; benessere e guai, vita e morte, l’esistenza intera della quale dipende dalla domanda di lavoro, cioè dall’alternarsi dei periodi d’affari buoni e cattivi, dalle oscillazioni d’una concorrenza sfrenata, il proletariato o classe dei proletari è in una parola la classe lavoratrice del secolo decimonono.
Premesso questo, mi sono allora chiesto cosa centri Carlo De Benedetti col comunismo, poichè lo stesso è titolare della tessera n.1 del Partito Comunista Italiano, partito che anni addietro ha cambiato dicitura, facendosi chiamare Partito Democratico.
Per gli autori de Il Castello 1 la vicenda della tessera n.1 del PCI, intestata a Carlo De Benedetti, non è una novità, ma per molti, soprattutto qui al nord, è stata una novità assoluta, fino a pochi giorni fa. Costoro hanno sempre sparlato di Berlusconi e dei componenti del suo partito, ma l’Ingegnere non l’hanno mai attaccato. Che grande ipocrisia da parte di cotale sinistra: una marea di controsensi! Ed è un pò come la storia dei Colaninno, raccontata in vari post di questo blog.
Colaninno senior, grande raider di borsa degli anni ’90 – primi 2000, aveva la stessa spregiudicatezza e scaltrezza di Soros, ma dopo l’acquisizione di Piaggio si è calmato. Forse perchè ha scoperto che non ha più tanti accoliti gonzi da spolpare. Anch’io, nel mio piccolo, avevo sottoscritto azioni Piaggio, forse perchè mi fidavo ancora della borsa, e della gente che opera in borsa, ma visto che le azioni Piaggio presero a muoversi come le Telecom dei tempi suoi, me ne liberai subito, con una lieve perdita. Quel Colaninno, cresciuto alla scuola del De Benedetti, era stato accolto tra le braccia di quella sinistra, e il suo gradimento deve essere stato grande, tanto che suo figlio ora milita tra le loro fila (vedi anche post Matteo Colaninno a L’ultima parola). Per il PD mancavano forse altri buoni elementi, disgiunti però dal mondo degli affarismi? Insomma, un controsenso assoluto per il PD ex PCI. In pratica è il capitalismo più scaltro che va a braccetto con la sinistra! Gramsci a questo punto si rivolterebbe nella tomba.
Tornando all’Ingegnere, tessera n.1 del PCI, si chiedano sue notizie agli ex azionisti e dipendenti di codeste società: Vecchio Banco Ambrosiano, Cartiere Sottrici Binda, Olivetti, Telecom, Omnitel, Tecnost, e tante altre che non sto qui ad elencare. Sembrava prassi consolidata dell’Ingegnere che quando da una società da lui acquisita, non c’era più nulla da guadagnare, abbandonava così su due piedi la “preda” al suo triste destino. Così è stato per il Vecchio Banco Ambrosiano, per Sottrici Binda, ed altri casi. Eppure, per la sinistra ha fama di essere un salvatore di aziende. Per lui il blogger Siro aveva coniato il soprannome di “Imprenditore senza rischio d’impresa”. Troppo comodo, in questo modo sarebbero capaci tutti di inventarsi imprenditori. Ma pare che anche per lui la buona stella si sia un pò offuscata.
Con la scusa della paura dei rapimenti, l’Ingegnere aveva trasferito a suo tempo la residenza in Svizzera. In realtà credo l’abbia fatto perchè in Svizzera il massimo della tassazione è del 30%, mentre qui in Italia non c’è limite al massimo, e sappiamo tutti a che percentuali arriva la tassazione. Eppure lui è osannato dal PD, e il suo nome non potrà mai figurare nell’elenco degli evasori, per il semplice motivo che per il fisco italiano è inesistente; anche se è proprio grazie all’Italia e agli italiani che ha fatto tanti e tanti soldi. E questa non è forse furbizia? Grande furbizia? E i fessi ci cascano in pieno. E’ ora che la sinistra, certa sinistra, tagli i legami con simili personaggi, se vuol recuperare credibilità agli occhi di chiunque sia bene informato.

Crescita difficile…

… e non a breve termine. Dice il criminale che no, non siamo usciti dalla crisi, anzi, ci siamo rientrati (semmai ne fossimo usciti con un solo piede) perchè se prima eravamo sull’orlo del cratere, ora il cratere s’è allargato… E intanto, il debito pubblico cresce in maniera esponenziale.
Alcuni commenti: “In sequenza e’ andata e dobrebbe finire cosi’: 1) gli stati specialmente l’italia si indebitano. 2) Qualcuno cambia le regole e i titoli di stato possono essere comprati dai fondi esteri e poteri cosidetti forti (anche usando i nostri soldi quindi geniali) 3) Tramite le borse e i suoi su e giu’ si maneggia il mercato e si ripulisce la gente 4) Si aprono le frontiere a merci e persone quindi non si controllano nemmeno piu’le entrate e le uscite 5) Si crea ad arte una crisi perfetta e globale 6) Si ricattano gli stati ormai incatenati con spread e non spread 7) La banda dei sobri (Ocse, FMI e varie gangs) chiedono di rientrare e pretendono la vendita dei gioielli di famiglia … al mercato 8) I sobri sono li per questo tutte le leggi sono state promulgate i mercati non sono controllati qualcuno diventera’ ricco e la maggioranza sara’ poverissima e non solo in italia. Sbaglio?
Effetti positivi se ci saranno ci saranno fra più di tre mesi, ci siamo tolti dall’orlo del baratro ma il baratro si è allargato e così siamo di nuovo sul medesimo orlo; agli italiani è permesso sperare ma sono caldamente invitati a non farsi illusioni; ieri la versione era che non c’è mai stata una fase uno e una fase due perchè il governo ha sempre pensato alla crescita, oggi invece la versione è che siamo entrati nella fase due ma questo non significa che si cominci a allontanare la crisi… Ma se le sparo io tutte queste baggianate, quanto mi danno? Mi accontento di un decimo dello stipendio di Monti e non ho nemmeno bisogno dell’ausilio di un governo e di un parlamento, riesco a inventarmi queste panzane anche da solo, anzi forse riuscirei a essere perfino un po’ meno ridicolo…
No, asino che non sei altro. Con te e la tua ciurma di bucanieri in giro la crescita non sarà faticosa, semplicemente non ci sarà. Crescerà solo il numero di poveri!”
All’indomani del passaggio in Consiglio dei ministri del testo del decreto Sviluppo, il premier Mario Monti, presente all’inaugurazione del nuovo Vodafone Village a Milano, traccia una bilancio della situazione economica italiana. “Il governo è entrato nella fase due”, sottolinea Monti. E “adesso coltiva la crescita”. Ma crescere non sarà facile. Anzi, si tratterà “di un fenomeno che richiede molto molto tempo. A breve potrà esserci qualche effetto, ma non possono essere misurati su un mese o su un trimestre”. Ma poi aggiunge: “Non voglio dare illusioni, né togliere speranze”. La crisi economica? Non è ancora passata. È vero, “l’Italia si è spostata dall’orlo del precipizio, ma il cratere si è allargato e ora siamo di nuovo in crisi”. Monti contesta quanti parlano dell’approvazione del dl Sviluppo come di un cambio di passo. La linea su cui si è mossi è anzi, a suo dire, di “assoluta continuità” rispetto all’operato del governo, “non c’è stato un cambio di agenda, un cambio di passo o di priorità, lavoriamo sempre per la crescita ma in un Paese con la finanza disastrata bisognava prima di tutto mettere in sicurezza i conti”. Riguardo alle dismissioni presenti nel testo, il premier sottolinea l’opportunità di mettere in atto l’operazione in questo momento e non prima. Farlo prima di oggi sarebbe stato un errore, una mossa che i mercati avrebbero interpretato male. Discutibile l’idea di vendere a breve le aziende pubbliche: si perderebbe “la possibilità di fare un minimo di strategia industriale e in un momento in cui i prezzi sono così bassi”. Il premier si è poi spostato a Bologna, per partecipare a un dibattito nell’ambito dell’iniziativa La Repubblica delle idee, realizzata dal quotidiano di Ezio Mauro. L’arrivo di Monti è stato accolto dalle proteste di centri sociali e collettivi bolognesi, che hanno organizzato due cortei di protesta. La polizia ha condotto alcune brevi cariche contro i manifestanti.

Una Madre Coraggio: Chiara Corbella.

Dopo Santa Gianna Beretta Molla, medico canonizzata da Giovanni Paolo II nel 2004, morta di cancro per non aver voluto accettare le cure per non recare danno al bambino che portava in grembo (e come sanitario sapeva che sarebbe andata incontro a morte certa), ecco che un’ altra Grande Donna si aggiunge ai Martiri Cattolici nella interminabile lotta contro il Maligno che ispira l’ aborto: si sono celebrati a Roma, nella Chiesa di Santa Francesca Romana, i funerali di Chiara Corbella. Anche lei morta per non aver voluto accettare cure pericolose per la vita di Francesco, come si chiama oggi il suo bambino.
Io, che spesso penso a quasi tutti in Purgatorio od Inferno (e che il Signore mi perdoni…), oggi credo proprio che Chiara stia varcando quella Splendida Porta che conduce a Cristo. In attesa un giorno di ricongiungersi a Suo Figlio Francesco ed a Suo Marito Enrico Petrillo, conosciuto durante un viaggio a Medjugorje.
Che iddio Ti Benedica, Chiara !

http://www.avvenire.it/Vita/Pagine/Rinuncia-cure-nasce-bimbo-sano-muore-di-cancro.aspx

Un, due, tre

Bologna città è stata solo lambita dal terremoto, anche se qualche monumento ha avuto danni ed una antica ciminiera (al Molino Parisio) è stata praticamente abbattuta (in sicurezza).
Del resto Bologna è cronicamente disastrata di suo, essendo amministrata da quasi settanta anni dai comunisti, con una sola, breve pausa tra il 1999 e il 2004.
Così noi bolognesi continuiamo nell’abituale “andazzo” che, lentamente – mica poi tanto negli ultimi tempi ! – ma inesorabilmente ci sprofonda nella decadenza.
Cittadinanza e appartenenza
Un indice di questo progressivo abbandono è il conferimento, che un sindaco campano elargisce ad un altro campano, della cittadinanza onoraria di una città cui nessuno dei due appartiene.
E’ lo specchio della nostra società, dove la deriva morale porta una parte ideologicamente schierata a voler concedere cittadinanza e voto agli immigrati che nulla hanno a che spartire con la nostra Storia, la nostra Tradizione, la nostra Religione, la nostra Cultura, financo la nostra Cucina.
Insomma non appartengono alla nostra comunità ma, grazie alle quinte colonne, potranno autoalimentarsi, fino ad espellerci dalla nostra Terra, come in molte tendopoli del modenese viene denunciata la massiccia presenza di immigrati invece dei terremotati locali.
Assalto ad Equitalia
Un gruppo di estremisti ha violato una proprietà, dove ha sede Equitalia, portando in strada mobili e strumenti di lavoro.
Sono totalmente contrario alle vessazioni fiscali, all’imu e alle tasse utili solo ad alimentare il debito e la spesa pubblica.
Ma non è quello il sistema per bloccare la deriva fiscale di Monti e dei suoi tirapiedi.
Anche perché tutte le distruzioni saranno riparate e sostituito non certo con una riduzione dello stipendio dello Sceriffo di Beferingham e dei suoi gabellieri, ma con le nostre tasse.
Giunta horror
La vice Merola, entusiasta per il fatto che una cittadina abbia lasciato al comune le sue sostanze, ha lanciato un appello di pessimo gusto ai bolognesi: fate testamento a favore del comune !
Per poi vedere i propri beni assegnati a chi bolognese non è ?
Oppure per pagare gli inutili spettacolini, buoni solo per compiacere nani e ballerine vicino al partito (ma chi ha pagato e quanto è costato quell’obbrobrio di palco in piazza Maggiore, realizzato anche in questo anno in cui le strade sono sempre più sconnesse ?) ?
I beni di famiglia (che dovrebbero essere esentasse !) devono restare in famiglia e, sicuramente, almeno io, non li donerò ad un comune che minaccia di restare ancora a lungo nelle mani della sinistra.





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Però, resta in italia e gli paghiamo le terapie mediche…

In risposta alla magnanimità del rosso presidente della repubblica italica…  il tizio, infatti è parte integrante e attiva del tessuto sociale e culturale italiano. O è il solito classico fenomeno isolato?
Macerata, 12 giugno 2012 – GAS, lattine di benzina e una cintura da kamikaze. Una bomba umana, pronta a farsi saltare in aria inneggiando a Bin Laden e maledicendo l’Italia e il fatto di non avere un lavoro. Sarebbe stato un botto senza precedenti quello tentato da un afghano di 24 anni a Macerata l’altra notte, se solo non fossero arrivate due volanti della polizia. Sarebbe bastata una sola volante in servizio, e forse l’epilogo sarebbe stato diverso. Ma grazie alle nuove disposizioni del questore Roberto Gentile gli agenti in giro erano quattro. Sono circa le 4.20 di venerdì quando arriva una chiamata al 113. È il compagno di appartamento del ragazzo afghano. Le due volanti si precipitano al civico 8 di contrada Pieve, una casa di campagna isolata. Dietro al cancello c’è Alizada Hismatullah. In mano ha un accendino, stretta intorno alla vita una cintura di contenitori pieni di liquido infiammabile e davanti un bombola di gas e otto lattine di benzina. Sia la bombola che le lattine sono avvolte in stracci imbevuti di benzina. Il ragazzo è fuori di testa, vuole farsi saltare in aria. Urla, inneggia ad Osama Bin Laden, ce l’ha con l’Italia, con gli italiani che non lo aiutano e col fatto che non ha un lavoro.
I POLIZIOTTI cercano di calmarlo. Ma ogni volta che tentano di avvicinarsi sono costretti a indietreggiare, perché lui apre la bombola e avvicina l’accendino. Si avanti così per mezz’ora, fino a quando l’afghano non decide di farla finita. A questo punto gli agenti tentano la mossa decisiva. Mentre due lo distraggono, gli altri due fanno il giro della casa e si accovacciano senza farsi vedere alle spalle del ragazzo. Lui intanto apre la bombola e da fuoco al gas. Le fiamme iniziano ad avvolgere gli stracci imbevuti di benzina intorno alla bombola. Gli agenti così gli piombano addosso, lo immobilizzano e gli tolgono l’accendino. Un secondo in più e sarebbero saltati tutti in aria. Il ragazzo però ancora non si calma continua ad inneggiare a Bin Laden. E non si calma nemmeno all’ospedale, dove poi è stato portato, tanto che c’è stato bisogno di sette, otto infermieri per sedarlo. Al momento sarebbe ricoverato al reparto di psichiatria dell’ospedale di Tolentino. Una settimana prima gli agenti lo avevano trovato dentro casa, con il corpo cosparso di alcool e l’accendino in mano. Quella volta riuscirono a calmarlo e dopo un breve ricovero al pronto soccorso fu rimandato a casa.

Vendere, non svendere

Dopo
averci provato con le tasse, adesso Monti cerca di rappattumare
quattrini con la vendita
dei beni pubblici.
In
teoria una ottima scelta, bisogna però vedere in pratica come viene
realizzata
.
Prodi
ci aveva provato ed aveva elargito beni non suoi a prezzi stracciati.
Vediamo
come si comporterà Monti, anche se dovrebbe prima rimuovere molti
ostacoli
per rendere celere l’incasso e, comunque, è inutile fare
cassa se, preliminarmente, non si chiudono i rubinetti della spesa
.
Sarebbe
come cercare di riempire una vasca senza prima tappare lo scarico.
E
qui è tutto il mio “pensare male” andreottiano verso questa
strombazzata iniziativa.
Monti
non ha minimamente inciso sulle spese
.
Finora
ha aumentato le tasse e ne ha reintrodotta una, la più odiosa
e
adesso vende i gioielli di famiglia.
Ma
se la spesa continua ad essere agli attuali livelli, ci troveremo ben
presto senza gioielli e con gli stessi debiti di prima
.
E,
poi, ancora.
Perché
non pensare di vendere i monumenti ?
Ne
abbiamo tanti che spesso neppure curiamo (anche perché non ne
abbiamo le ppossibilità).
E
la rai ?
Ho
sentito parlare di aziende, di immobili, ma della rai assolutamente
nulla.
Eppure
vendere, anche a spezzatino, la rai consentirebbe di incassare dei
quattrini sonanti, di evitare esborsi per ripianarne i debiti e anche
di abolire il canone rai
che, assieme alla tassa Monti sulla casa e
al bollo auto, è una delle tre tasse più odiose che ci siano.
Non
vorrei che Monti, da fedele gauleiter delle consorterie finanziarie
internazionali
, intendesse vendere ai soliti noti gli asset di loro
interesse, senza poi toccare i centri di spesa e clientelari della
politica e senza abbattere la spesa pubblica.
Il
fallimento di Monti e dei suoi compagni di viaggio continua, a nostre
spese.



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Di bici a Milano si continua a morire


Di bici a Milano si continua a morire

14 giugno 2012 – Ciclista investito viale Bligny, morto uomo di 65 anni sotto tram …
17 febbraio 2012 – Travolto da un camion, muore ciclista, un uomo di 70 anni …
5 novembre 2011 – Ciclista 12enne ucciso da un tram La causa della tragedia …
7 ottobre 2011 – Incidente in Viale Sarca, morto ciclista I soccorritori del 118 …

Questa è la cronaca degli ultimi mesi, ma è sufficiente che vi fermiate due minuti in una qualsiasi strada, e raccoglierete immagini di infrazioni come queste, riprese al primo semaforo che avevo sottomano, a pochi secondi l’una dall’altra.
Si eliminano posti auto, si aumenta il prezzo dei mezzi pubblici, si vieta a calendario l’uso dell’automobile con la demagogia delle campagne “a spasso”; ma come si spinge all’uso della bicicletta? Coccolando e viziando i ciclisti perché andare a passeggio in bici fa molto “arancione”? Tenendo i vigili sempre impegnati a far cassa sui divieti di sosta?
In questi mesi, sia per le continue progressive restrizioni comunali, sia per la riduzione dei consumi di benzina, in parecchie zone di Milano il traffico è calato a favore dei mezzi pubblici e delle biciclette. E’ troppo pretendere che di contro non aumentino gli incidenti mortali? Vogliamo spiegare alla gente, che evidentemente da sola non ci arriva, e qui in queste foto lo si vede benissimo, che la strada non è il cortile di casa propria?

La chimera della felicità diffusa

Un mio amico sente insistentemente parlare di un ritorno di Prodi sulla scena politica, e a lui andrebbe anche bene perchè così risolverebbe i problemi legati al sonno, senza dover ricorrere a sonniferi, dagli effetti collaterali insidiosi. Mi racconta, infatti, che quando ascoltava i discorsi di Prodi, riusciva ad addormentarsi quasi subito.
Anch’io ricordo di questo particolare: quando Prodi parlava in Tv, mi conciliava il sonno. Quel mio amico ha quindi pienamente ragione.
Con le sue belle teorie, pronunciate con l’enfasi del salumaio di quartiere, ricordo che Prodi metteva sonno anche a me, e come se mi metteva sonno. Di Prodi mi torna in mente la bella e poetica frase pronunciata alla fine dell’incontro/scontro con Berlusconi, al termine della campagna elettorale 2006: “Saremo felici, se saremo felici tutti” (Vedi post)
A proposito di chimera della felicità, credo che a furia di dare addosso alla parte imprenditoriale/produttiva del paese, strangolandola e vessandola in tutti i modi con tasse, assurda burocrazia e quantaltro, e sul fatto che una parte politica considera l’arricchimento privato, frutto però di laboriosità, alla stregua di un furto  (conosco molti che per questo han voglia di piantare lì tutto, e altri a cui non passa neanche più per l’anticamera del cervello di andarsi ad imbarcare in un avventura imprenditoriale: presagio questo ad una futura miseria diffusa), alla fine non resterà più nessuno a sostenerlo: resteranno solo i parolai, i politici “fancazzisti magnaccioni”, per usare parole sue, e il popolo bue. E così, stando ai vecchi desideri di Prodi, saremo felici tutti, arriveremo alla sua tanto agognata felicità diffusa.