Stesso amor patrio dei nazisti


Ho ascoltato in diretta le dichiarazioni della Fornero sugli esodati.
Non me la sono voluta perdere.
Tiene bene il palcoscenico. Come un attore cane tiene un palcoscenico di un piccolo teatro di periferia.
Stessa sicumera, che poi è la caratteristica che contraddistingue lei nella sua azione di governo e tutti quelli che non sanno quello che stanno facendo: LA SICUMERA è l’unica cosa che possono dare a bere al loro pubblico per nascondere l’inettitudine.
Appunto come certi attorucoli d’avanspettacolo che vanno avanti negli anni riscuotendo dal pubblico più lanci di ortaggi e di scarpe che applausi.
Ma questo li tempra.. Ai bravi li temprano le soddisfazioni.. Ai cani li temprano le scarpate in faccia.
E li vedi lì, con i capelli bianchi, o tinti, ormai, non rassegnarsi ancora a una carriera di merda sulle spalle del pubblico capitato per caso o per forza ai loro spettacoli spesso indegni. Quale lo spettacolo della ministressa del Welfare.
Una ministressa che ha passato una vita sprecando le sue ore e gli stipendi percepiti ad insegnare la materia di cui adesso si occupa al governo in prima persona.
Una ministressa che ha studiato e sa perfettamente dell’effeto che produce un innalzamento dell’età pensionabile da un giorno all’altro e non graduale come logica umana vorrebbe. Che sa perfettamente l’effetto dell’eliminazione della pensione d’anzianità, sempre da un giorno all’altro, in termini di gente che rimane senza stipendio e senza lavoro e con l’impossibilità di poter farsi dei versamenti volontari.
Nonostante ciò, chiamata a salvare l’Italia, non ci ha pensato due volte ad affondare gli Italiani.
Ed ecco lì le lacrime di quel famoso giorno.
Non erano lacrime emotive dovute all’occasione.
Erano lacrime di consapevolezza del tradimento che stava perpetrando nei confronti dei cittadini senza casta.
Erano lacrime di consapevolezza perchè stava operando tagli di vite umane come i medici nazisti facevano per accontentare Hitler. Stesso amor patrio.
Sapeva che stava ignorando volutamente il disastro economico e morale che avrebbe causato a centinaia di migliaia di famiglie. Nonostante abbia studuato e insegnato da sempre certi meccanismi.
In ogni caso, dal discorso della Fornero, noi Italiani gabbati un’altra cosa l’abbiamo imparata, che ci sono esodati e esodati.
Ci sono esodati che possono prima essere quantificati nel numero di 65.000, dei quali comunque ha iniziato a “preoccuparsene” solo dietro il malcontento popolare, se no “Ecchissenefrega”. Poi si può correggere il numero aumentandolo di 55.000 unità. Poi si possono fare dei distinguo tra categorie di esodati ed esodati chiamandoli anche, volendo, “Pasqualini”, ma sempre lavoratori senza lavoro e senza pensioni sono rimasti a causa della sua fermezza nel “salvare l’Italia”.
Vogliamo comprenderli tutti in un’unica categoria e smetterla di dare modo alla Fornero di cercare di bluffare in continuazione?
Chiamiamoli, chiamiamoci, SFIGATI.
Così la ministressa non potrà più continuare a cercare di mistificare i numeri.
E gli sfigati, diventati tali anche per opera della Fornero, non sono nè 65.000, nè 120.000 come si è sforzata di ammettere, ma sono anche più dei 400.000 che hanno rivelato i dirigenti dell’Inps e che lei ha voluto chiamare, appunto, con altri nomi, ma sono sempre persone e relative famiglie che, ad opera anche sua, non hanno più niente da mettere nel piatto a mezzogiorno.
IL CRONISTA

Priorità riccardiane, la giusta sistemazione dei profughi

Credo che ormai sia chiaro (anche a chi non ha voluto vederlo finora) che questo governo odia profondamente gli italiani. Odia e disprezza così profondamente gli italiani da voler ignorare i suicidi per mancanza di lavoro e soldi, da voler ignorare la disoccupazione crescente, da voler ignorare gli esodati, da volergli togliere i risparmi e persino le proprie abitazioni e infine, come ammesso qualche tempo fa, dallo stesso premier: “le crisi, servono a generare un’emergenza in nome della quale si impongono a popoli ed elettori norme che altrimenti accetterebbero difficilmente. Quando spingi, a parole, un Paese sul bordo del precipizio puoi ottenere quel che vuoi”…

In barba alla crisi economica, Riccardi pensa ai profughi: “Pronti a sistemarne 20mila”. Scoppia la polemica sulla proposta di Riccardi. Il ministero replica al Giornale.it: “Inserirli nel mondo del lavoro vuol dire sgravare lo Stato di un onere” di Andrea Indini

In piena crisi economica con il tasso di disoccupazione a due cifre, le dichiarazioni del ministro all’Integrazione Andrea Riccardi rischiano di pesare come macigni e destabilizzare i già difficili equilibri tra governo e maggioranza. L’esecutivo guidato da Mario Monti sarebbe, infatti, pronto ad approntare “ottime soluzioni” per gli oltre 20mila immigrati arrivati lo scorso anno in Italia dalla Libia a causa della guerra che ha portato alla caduta del regime di Muammar Gheddafi. Non solo. Per il futuro, il governo ha deciso che non ci saranno mai più respingimenti indiscriminati.
Ieri c’è stato un lungo incontro tra Riccardi e il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri per discutere su come procedere, entro dicembre, alla sistemazione degli oltre 20mila lavoratori libici. A questi il governo vuole garantire una sistemazione dal momento che, proprio a dicembre, scadrà la fase di accoglienza temporanea. Per il momento i profughi, giunti nel 2011 dalla Libia, sono ospitati in centri di emergenza che chiuderanno a dicembre. Intervenendo a Roma alle celebrazioni per la Giornata mondiale del rifugiato, alla domanda su quali siano le soluzioni individuate, il ministro ha preferito glissare sottolineando però che lui e la Cancellieri hanno in mente “ottime soluzioni”. “Il nostro è un Paese che malgrado la crisi e la limitatezza dei mezzi si vuole muovere in modo umano”, ha spiegato Riccardi. Non solo. Dall’ufficio stampa del ministero si sono affrettati a far sapere che “gli immigrati sono attualmente a carico della finanza pubblica in misura di 46 euro al giorno”. “Ragionare sul loro possibile inserimento nel mondo del lavoro vuol dire sgravare lo Stato di un onere – hanno spiegato – e non, come insinuato nell’articolo, il tentativo di ‘sistemarli’ indiscriminatamente ‘in barba alla crisi'”. Resta il fatto che, in un momento di forte recessione economica, l’inserimento di 20mila unità nel mercato del lavoro rischia di gravare pesantemente sul sitema Italia.
Oltre a “sistemare” i profughi già presenti in Italia il governo intende rivedere le politiche migratorie e, in particolar modo, i respingimenti. Insomma, lavora per aprire le frontiere al Nord Africa. “Vogliamo costriure un mondo migliore che intende stare dalla parte del mare e di chi lo attraversa”, ha spiegato Riccardi criticando duramente chi si rifiuta di accogliere gli immigrati clandestini e i profughi. “Dobbiamo scegliere da che parte stare. E se stiamo dalla parte del mare non sbagliamo. Noi abbiamo scelto che non ci saranno respingimenti indiscriminati“, ha concluso il ministro all’Integrazione spiegando che il governo sta lavorando a “un’accoglienza giusta e rispettosa dei diritti di ciascuno” dal momento che “anche una sola vita persa in mare, o nel deserto, è una sconfitta per tutti, che non può e non deve lasciare indifferenti”. Le dichiarazioni di Riccardi piovono come macigni in un momento in cui la crisi economica continua a bruciare posti di lavoro. In una lettera al ministro del Welfare Elsa Fornero, il pdl Maurizio Sacconi sottolinea i rischi connessi alla riforma del lavoro: “Sono a rischio quasi 700mila posti di lavoro”. A questi vanno ad aggiungersi gli esodati che la Fornero non è in grado di salvaguardare. Proprio per questo alle dichiarazioni di Riccardi il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri ha replicato invitandolo a “evitare dichiarazioni inopportune”.

Monti: VATTENE !!! Parte V°

E ricomincio con l’ aggiornamento dell’ elenco delle cose non realizzate dal governicchio tecnico di Monti Mario:

Rendere le parcelle dei professionisti detraibili dal 740.

Allineare lo stipendio dei parlamentari italiani a quelli europei.

Accorpare i referendum nelle giornate elettorali.

Annullare l’ anticipo delle tasse per l’ anno successivo.

Monti Mario, a casa !!!!!!!!!!

Le Mille e Una Notte o il trionfo dei contrari

Le mille e una Notte è un labirinto narrativo dove ogni racconto si
biforca in altri racconti, dando origine a infinite metamorfosi di situazioni,
di generi, di personaggi; la realtà si confonde spesso col sogno, ogni cosa è
quella cosa ma anche, prima o poi, il suo contrario. Dalle spoglie di un
uccello si materializza un principe, ogni animale può nascondere un uomo, ogni
uomo può

Monti, la gente non ha più il salame negli occhi

Dal sito NoCensura.com – di Orazio Carabini – Pubblicato da ADMIN

Si fa un gran parlare di ‘spending review’, ma poi si ha paura a intervenire su quelle strutture e su quegli enti che servono soltanto alla politica per garantirsi poltrone, clientele e voti. Ecco qualche esempio, facile facile

di Orazio Carabini


Il documento, lungo nove pagine, si può leggere a questo link. Uno dopo l’altro vi sono elencati tutti gli enti e le società che fanno parte del settore pubblico. Non solo lo Stato centrale con i suoi ministeri, quindi, ma anche le Aziende sanitarie locali, gli istituti di previdenza, gli enti territoriali (regioni, comuni, province), le autorità di sorveglianza (dalla Consob all’Antitrust), le Agenzie fiscali e una serie infinita di organismi nati con i più disparati mandati. Che, tutti insieme, compongono la Pubblica amministrazione, quel corpaccione di strutture burocratiche attraverso il quale ogni anno lo Stato e le sue propaggini spendono 800 miliardi di euro: 13.300 per ciascun italiano, dai neonati agli ultracentenari.

Dentro c’è di tutto: sicurezza, difesa, giustizia, istruzione, sanità, previdenza, interessi sul debito pubblico. Ma quella somma è cresciuta continuamente a partire dagli anni ’70 fino a raggiungere il 50 per cento del Prodotto interno lordo. Trascinandosi dietro sempre più tasse da pagare. Già, perché man mano che la spesa cresce anche le entrate dello Stato devono aumentare se non si vuole (o non si può, come di questi tempi) chiedere altri soldi al mercato finanziario collocando titoli del debito pubblico.

Il governo Monti si è dato come primo obiettivo il pareggio di bilancio, un risultato importante per la stabilità finanziaria dell’Italia che dovrebbe essere raggiunto nel 2013. Per centrarlo ha costretto il paese a pagare un prezzo altissimo sotto forma di nuove tasse o di inasprimento di quelle esistenti: dall’Imu alle addizionali Irpef, dalle “patrimonialine” mirate all’Iva (forse, da settembre). Anche grazie alla pressione dell’opinione pubblica si è però reso conto di aver spinto troppo su quel pedale e ora sta provando a correre ai ripari. Poiché la riforma delle pensioni solo tra parecchi anni darà frutti in termini di contenimento della spesa, il ministro Piero Giarda si è messo al lavoro per la cosiddetta ” spending review”,
la revisione dei meccanismi di spesa che dovrebbe consentire di risparmiare 4,2 miliardi nel 2012 intervenendo su voci che valgono 100 miliardi nel complesso. Con qualche conflitto all’interno del governo tra lo stesso Giarda e il superconsulente Enrico Bondi che ha stabilito il suo quartier generale al Tesoro dove lavora a stretto contatto con il capo di gabinetto Vincenzo Fortunato e il Ragioniere generale Mario Canzio.

Gli obiettivi di riduzione della spesa sono ambiziosi. Nel Documento di economia e finanza le uscite correnti, esclusi quindi gli investimenti, al netto degli interessi, scendono di due punti entro il 2015 in rapporto al Pil: dal 42,5 al 40,5 per cento. Dopo che per anni erano costantemente aumentate. Ma raggiungere questi risultati non sarà facile. Soprattutto se l’economia non tornerà a crescere.

Che gli sprechi ci siano è peraltro abbastanza evidente. E l‘elenco degli organismi che fanno parte del settore pubblico ne è la conferma. Più complicato è eliminarli perché c’è sempre un buon motivo per non toccare la spesa: si devono licenziare le persone che l’amministrano, si devono chiudere aziende che forniscono servizi non indispensabili o che ricevono sussidi, si deve rinunciare a obiettivi culturali, sociali, religiosi che solo lo Stato, secondo le consuetudini di questi anni, può perseguire. E allora si indigna il sindaco, se la prende il governatore, si mobilitano deputati e senatori, si firmano appelli. Alla fine la spesa non si tocca.
Come insegna l’esperienza degli enti inutili che, soppressi da leggi a ripetizione, sono ancora vivi e vegeti. E soprattutto costosi. A ridurne il numero ci hanno provato in tanti: più volte i governi Berlusconi, quello di Prodi. Il parlamento ha regolarmente approvato. Ma per un motivo o per l’altro di effetti concreti quei provvedimenti non ne hanno avuti. Solo un po’ di pubblicità per ministri in cerca di gloria. Come Roberto Calderoli che ne aveva fatto un suo cavallo di battaglia. Alcune vicende sono grottesche. Quella dell’Ice, per esempio. Soppresso dall’ultimo governo Berlusconi, l’Istituto per il commercio estero, che si occupa della promozione dei prodotti made in Italy sui mercati internazionali, è stato riportato in vita da Mario Monti.

fonte: l’Espresso

Polillo: ‘Italiani troppe ferie!’


Vi giuro che ho incrociato io stesso questi tweet, dei quali vi faccio il copiaincolla nel quale il sottosegretario all’economia Polillo ha espresso il suo pensiero sulle ferie degli Italiani:

“Gianfranco Polillo ‏@polillog
Se per i lavoratori dipendenti tre mesi di ferie l’anno in media vi sembran pochi #polillo

Gianfranco Polillo‏ @polillog
Basta piagnistei l’alternativa e’ tra l’ulteriore riduzione dei consumi o lavorare tutti un po’ di piu’ #polillo”

Naturalmente non mi sono potuto trattenere dal rispondergli dove cazzo li avesse visti i tre mesi di ferie in media degli Italiani, quando io, al colmo dell’anzianità di servizio ero arrivato ad averne cinque settimane.
Ma potete leggere il Polillo pensiero nel sito del Fatto Quotidiano, qui.
A meno che come ferie non intenda anche i giorni di Natale o di Pasqua, che comunque non ci fanno arrivare ai tre mesi da lui denunciati, e magari può sempre suggerire alla Nana Bastarda di togliere ai lavoratori anche le tradizioni millenarie.
A meno che, ancora, dicendo “tre mesi in media” non intenda la media, appunto, di quelle che facciamo noi lavoratori con quelle che fanno lor signori parassiti..
Insomma, fatto sta, che i componenti di questo governo mantenuto invita da ABC non hanno niente non solo di umano, ma neppure di terrestre.
Comunque per il benemerito del governo, questa soluzione che lui suggerisce alla Nana Bastarda servirebbe a tirare su il Pil di un punto.
Dimostrazione che questi elementi, che sarebbe stato meglio perderli che trovarli, usano un bilancino per fare quadrare i conti, che non tiene il minimo conto della PERSONA UMANA, ma tende invece a considerarci come dei ROBOT al loro servizio, utili solo a far quadrare i loro conti bancari personali.
BASTARDI!
Ma la rivoluzione va avanti!
E se non riusciremo a completarla con le elezioni politiche, alle buone, passeremo a soluzioni alternative, meno indolori.
Fanculo a tutti loro, all’Europa politica come concepita da questi incapaci, alla Culona figliastra di Adolf, e a tutti i suoi maggiordomi del cazzo.
IL CRONISTA

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Troppe ferie… ah, ah, ah…

Ma sul serio, ‘sto deficiente lo paghiamo noi togliendoci soldi di tasca? … e perchè non parlare dei (pochi, pochissimi) giorni lavorativi delle caste italiche? Ma poi, quale azienda privata fa lavorare i propri dipendenti SOLO 9 mesi l’anno? Io so che nelle aziende private, si lavora tutto l’anno tranne le 2/3 settimane d’agosto… o magari mi sbaglio io ed era solo la mia azienda (prima del fallimento) a far lavorare la gente 11 mesi e qualcosa su 12.

MILANO – «Aumentare il tempo di lavoro per far ripartire la produttività». È la ricetta del sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo. «Nel brevissimo periodo, per aumentare la produttività del Paese – ha spiegato – lo choc può avvenire dall’aumento dell’input di lavoro, senza variazioni di costo; lavoriamo mediamente 9 mesi l’anno e credo che ormai questo tempo sia troppo breve». Secondo Polillo, «se noi rinunciassimo ad una settimana di vacanza avremmo un impatto sul pil immediato di circa un punto».
L’INDUSTRIA – Il sottosegretario, parlando a margine di un convegno a Roma, non vede particolare difficoltà né da parte dell’industria, né da parte dei sindacati. «Da parte dell’industria – ha precisato Polillo – questo non deve essere un accordo generalizzato ma può essere fatto per le aziende già ristrutturate che hanno mercato e quindi puntare principalmente sui contratti di secondo livello. Per quanto riguarda i sindacati, ha continuato Polillo, è una fase di riflessione, ma devo dire che non sono contrari a questa ipotesi, almeno la parte più avveduta del sindacato che sta riflettendo per conto suo su questo; all’interno di tutte le sigle, compresa la Cgil, ci sono settori illuminati e riformisti che vi ci stanno ragionando».

L’euro ottiene una proroga

In Grecia ha vinto la paura.
Invece di affrontare coraggiosamente il mare aperto del ritorno alla dracma, gli elettori ellenici hanno preferito credere alle promesse della Merkel, eleggendo una maggioranza a lei prona.
In altri tempi la vittoria di Nuova Democrazia, di Centro Destra, mi avrebbe fatto piacere, oggi meno.
Sempre meglio, intendiamoci, della sinistra, ma l’appiattimento sulle posizioni pro euro non promette nulla di buono.
Difficilmente la Grecia riuscirà a risollevarsi e la sua uscita dall’euro (sua e di altre nazioni) è inevitabile.
Il rinvio di tale passo comporterà solo un maggior costo sia per la difesa della permanenza dell’euro che nelle conseguenze quando ne uscirà.
Esattamente come accadde nel 1992 all’Italia con Amato e Ciampi che sperperarono miliardi di riserve valutarie per difendere la parità della lira nello sme (serpente monetario europeo) salvo poi essere costretti ad uscirne comunque.
Probabile, se i socialisti non avanzeranno troppe pretese, un governo tra Nuova Democrazia e i socialisti che pare godere di una maggioranza di una decina di voti.
Da notare, peraltro, che esisterebbe una maggioranza ancora più ampia di destra tra Nuova Democrazia, gli Indipendentisti e Alba Dorata.
A proposito di questo ultimo movimento, nonostante il tentativo, interno ed esterno, di demonizzarlo, ha praticamente confermato il risultato di maggio (nonostante i due primi partiti abbiano “succhiato” voti fino anche al 10% ) segno evidente che l’elettore greco comincia a non cascarci più nella trappola del “politicamente corretto” e della manipolazione mediatica.
Esattamente come in Francia accade verso il Fronte Nazionale che, per la prima volta con un maggioritario a doppio turno, ha eletto tre deputati (anche se non rappresentano il 17% che “pesa” il partito di Le Pen).
Anche in Francia i successori di Sarkozy nell’Ump dovranno decidere da che parte stare: se cominciare una collaborazione con il Fronte Nazionale o, per colpa della loro ostinazione a dividere la Destra, lasciare che siano i socialisti a governare.
Socialisti che ogni tanto si riaffacciano al governo, fanno i loro danni abituali e ne vengono estromessi.
Peccato che gli elettori si dimentichino così facilmente dei danni dei vari Mitterand, Papandreu, Schroeder, Prodi, Gordon Browne e compagni.
Ultima annotazione.
Nuova Democrazia, dopo essere stata data per spacciata due anni fa, è tornata ad essere il primo partito in Grecia.
Anche il Pdl è dato per spacciato nei sondaggi, ma quando si tratterà di votare e non di esprimere un sondaggio le cose cambieranno, ma soltanto se Alfano riaprirà alla Lega, staccando la spina a Monti.
E anche in Italia abbiamo una Destra che ambisce ad essere il Fronte Nazionale o l’Alba Dorata tricolore e attende il momento dell’exploit: Forza Nuova.



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Come non essere d’accordo con Grillo?


(Immagine tratta dal blog di Beppe Grillo)
Lo so, non statemela più a menare con la storia del comico diventato capopopolo e degli Italiani che pendono dalle parole, appunto, del comico.
Il fatto è, per chi non lo avesse ancora capito, che a fare i benpensanti.. quelli che giustificano tutto e tutti.. quelli che dicono che in fondo non sono tutti marci…
Insomma fare quelli che: “Alla fine voterò il mio partito perchè in fondo è l’unico che porta avanti i miei ideali” è la cosa peggiore che si possa fare per aiutare l’Italia.
E’ proprio quello che non si deve più fare!
Insomma, questo lasciatelo fare solo ai trinariciuti del Pd che quando il segretario gli dice di votare Pd, loro vanno sempre in fila indiana a obbedire, qualsiasi sia il segretario di turno, poveracci 🙁
Ecco allora che bisogna seguire il comico.
Perchè è l’unico che parla senza peli sulla lingua e senza timori reverenziali per nessuno.
Oggi il Beppe ha pubblicato sul suo blog un post dal titolo “NORIMBERGA ALL’ITALIANA“, nel quale dice che in pratica tutta la classe dirigente politica italiana dovrà essere processata e rendere conto al popolo delle ricchezze accumulate nel periodo in cui sono stati in politica.
Specifica che non dovrà esserci violenza, nè ghligliottine, e in questo è molto più bravo di noi che invece auspichiamo processi con ghigliottina finale, se e quando meritata.
Ghigliottina finale per chi s’è arricchito alle spalle dei cittadini pretendendo da noi sempre maggiori sacrifici, anche insopportabili, fino a portarci al sacrificio estremo: il suicidio o peggio “il tirare a campare” quando non al “brigantaggio” (più o meno in cravatta) non degno della società civile del terzo millennio dopo Cristo.
In ogni modo, con o senza ghigliottina finale, la Rivoluzione è partita, e i sondaggi danno M5S a circa il 20%, subito dopo il Pd, che nonostante Bersani sia la gamba sinistra (?) di Monti e Fornero, continua ad essere votato dai suoi iscritti, come dicevo, poveri trinariciuti.
Quindi continuo nelle mie raccomandazioni: non fate gruppi e gruppetti, liste e listine controproducenti alla Rivoluzione culturale in atto.
Sfondiamo le porte del Palazzo tutti con lo stesso ariete!
Poi a porte aperte e buttato fuori il marcio, ci potremo organizzare ognuno con i propri principi e ideali, sapendo benissimo che Grillo e il suo Movimento non potrà rappresentare tutti e probabilmente non ne sarebbe neppure in grado dal punto di vista pratico. Ne siamo perfettamente consapevoli.
Ma l’Ariete della Rivoluzione deve essere UNO SOLO!
IL CRONISTA

European Redemption Fund, che cos’è?

Sarà vero? Ecco una nuova sigla scaturita dalla fucina infernale della Ue, l’ERF ovvero European Redemption Fund.  Se va in porto questa nefandezza oseranno  arrivare perfino alla confisca dello stipendio e delle pensioni per motivi di bilancio, di austerità, di redenzione? E di redenzione da che? Da quali peccati? Da quali reati?

Questo filmato ha davvero dell’incredibile e nel vederlo e nel sentirlo sono rimasta senza parole. Se questa è l’Europa credo che tutti noi abbiamo l’obbligo morale di  ribellarci in massa e uscire da questo gulag infernale. Come ho già detto e ripetuto infinite volte, meglio una fine horror che un horror senza fine. Poiché è questo che vogliono, un horror senza fine allo scopo di annichilirci e di trasformarci in non persone. E’ l’Europa delle sigle  e degli acronimi truffaldini che nascondono altre truffe a catena: MES, ESF (Fondo Salvastati), l’ERF, Fiscal Compact  e sempre nuove altre alchimie da tortura usuraia. Peggio della garrota dei quadri di Goya.


El Agarrotado di Goya

Intanto in Grecia hanno vinto i partiti pro Euro, il  che significa che per questi poveretti l’horror senza fine continuerà. Che i Greci si sottoporranno ancora al salasso voluto e ordinato dal FMI, dalla BCE e dalle varie commissioni e sottocommissioni della pletorica e assuda Ue.    Ma guardate voi stessi questo filmato e dite pure la vostra.

E per chi vuole saperne di più sul folle e spietato mondo di Goldman & Sachs, si legga questo interessante articolo di Marc Roche da Le Monde Magazine. Roba da far rizzare i capelli sulla testa!

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