Una "paccata" di tasse per l’auto

Gli enti locali aumentano i balzelli sui veicoli. E tra i continui rincari del prezzo della benzina, l’assicurazione e il bollo, possedere un’auto è diventato un lusso. Come se non bastassero i continui aumenti del prezzo della benzina, a crescere quest’anno sono state anche le tasse. Tra bollo e Rca gli automobilisti nel 2011 hanno sborsato il 15 per cento in più rispetto all’anno precedente. Secondo la relazione della Banca d’Italia, come riporta Repubblica, nelle casse delle amministrazioni locali sono entrati quasi nove miliardi di euro. Le tasse automobilistiche sono cresciute del 14,9 per cento e si sono attestate a quota 6,4 miliardi. La sola imposta sulla Rc auto ha dato un gettito di 2,3 miliardi (più 17,5%). Del resto, molti Comuni e Province hanno aumentato le tasse. Se prima del decreto fiscale il prelievo era del 12,5% ora si può arrivare al 16. E se nel 2011 erano in tutto 36 le Province che avevano lievitato le imposte ora sono 69. Risultato: ogni automobilista pagherà 113 euro contro i 102 dell’anno scorso. Per non parlare poi del bollo e di tutti gli altri balzelli locali.

Profumo di restaurazione

Mariastella Gelmini è stata, dopo Gentile, il miglior ministro dell’Istruzione della storia unitaria dell’Italia.
Ha prodotto le riforme, della scuola e dell’università, con le quali ha reintrodotto merito e selezione tra gli studenti e tra i docenti, scardinando la sclerotica organizzazione che andava sotto il nome di “baroni” nelle università.
E’ quindi con sospetto che guardo all’iniziativa del professor Profumo di una nuova riforma.
Perchè cambiare di nuovo ?
Al solito mi soccorre Andreotti e penso male.
Sarà mica perchè Profumo è professore, i professori sono stati tra quelli che più hanno strepitato contro la Gelmini e adesso che ne hanno l’occasione vogliano ribaltare tutto per tornare come prima ?
Sarà mica che dietro il fumo dei premi per gli studenti migliori e per le università migliori, ci sia un arrosto solo per i soliti noti ?



Entra ne

Monti: VATTENE !!! Parte III°

Continuiamo l’ elenco delle cose non realizzate dal governicchio tecnico di Monti Mario.

Ridurre il Fondo Interventi Strutturali per la Politica Economica.

Abolire la Tassa Deposito Titoli. Anzi, la patrimoniale colpisce anche il Conto Titoli. Da non credere !

Bloccare gli aumenti retributivi ai dipendenti pubblici segnalati per gravi inefficenze.

MONTI MARIO: a casa !!!!

Lilli Gruberberg ed Enrico Letterberg

Ormai circola da tempo sul web (meno male che c’è) la notizia che Lilli Gruber quest’anno è invitata speciale del Bilderberg Club. Però! Allora non è vero che i giornalisti siano banditi da questi consessi di poteri ultra-forti. Qualche fidato gatekeeper (sentinella)  c’è. Da giovedi a domenica 3 giugno a Chantilly in Virginia gli illuminati si sono riuniti. La lista non è più un mistero. Per ciò che concernono gli Italiani oltre agli aventi diritto per “divina dinastia” John Elkann,  ci sono Franco Bernabé, Fulvo Conti; le due new entry Gruber(berg) ed  Enrico Letta detto Lettino per distinguerlo dallo zio, ora  ufficialmente anche lui un neo Letter(berg). Colui che si scambiava i pizzini con Monti dove appariva scritto: Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall’esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono.
Eccome se esistono! E ti portano pure dritti dritti al Bilderberg  Club, caro Letta jr, nipote di cotanto zio!
Protetti da imponenti misure di sicurezza volte a tenere lontani giornalisti e manifestanti, i dirigenti delle grandi banche e multinazionali occidentali, accompagnati da leader politici e ministri delle Finanze, economisti e giornalisti ‘opinion maker’, discutono a porte chiuse, nella massima riservatezza, dei principali problemi globali del momento e delle politiche da promuovere nelle sedi internazionali ufficiali (Ue, Fmi, Nato, G8, G20, ecc).
Dopo decenni di segretezza assoluta su argomenti e partecipanti di questi meeting annuali, iniziati nel 1954, da tre anni gli organizzatori – i fondatori David Rockefeller (JP Morgan, Exxon Mobil) e la regina Beatrice d’Olanda, e il presidente in carica dal 2001, conte Henri de Castries (Axa) – rendono pubblici i temi in discussione e la lista degli invitati.
Quest’anno si discute di “austerità e crescita economica, sicurezza informatica, sfide energetiche, futuro della democrazia, Russia, Cina e Medio Oriente”. Indicativa la presenza al meeting dell’intellettuale della diaspora siriana Bassma Kodmani, e del leader dell’opposizione russa Garry Kasparov.
Tra i partecipanti figurano il direttore del Wto Pascal Lamy, il capo della Nsa e della Cyber Command Usa generale Keith Alexander, il commissario europeo per la Concorrenza Joaquin Almunia, la vicepresidente della Commissione europea e commissaria all’Agenda digitale Neelie Kroes, il lord cancelliere e ministro della Giustizia britannico Kenneth Clarke, la vicepremier spagnola Soraya Saenza Santamaria, il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Thomas Donilon, ed ex protagonisti della vita politica Usa, ancora molto influenti, come Henry Kissinger, Richard Perle e John Kerry.
Tra i banchieri spiccano il presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick e i rappresentanti di Goldman Sachs, Citigroup, Deutsche Bank e Hsbc. Per le grandi multinazionali ci sono top manager di Google, Micorsoft, Linkedin, Bp, Shell, Siemens, Vodafone, Unilever, Novartis, Dow Chemicals, Michelin, Alcoa, Allianz. E poi i vertici di influenti testate giornalistiche come il Washington Post, il Wall Street Journal, l’Economist, il Financial Times, Le Monde, El Pais, Die Zeit.
Per l’Italia quest’anno ci sono habitué come il presidente Fiat John Elkann, l’ad di Telecom Franco Bernabè e quello dell’Enel Fulvio Conti, più due interessanti new entry: il vicesegretario del Pd Enrico Letta, e la giornalista di La7 Lilli Gruber.
Pensate forse che l’elettorato di sinistra aprirà  finalmente gli occhi sui loro uomini ? Si accettano scommesse…

 


Perchè Grillo può farcela


Abbiamo già detto come chi abbia votato per il M5S di Grillo, l’ha fatto per dare un forte scossone alla politica attuale fatta di scandali e di “magna tu che magno anch’io”.
Abbiamo anche detto che non ci aspettiamo certo che il voto a Grillo sia la soluzione dei problemi, ma soltanto la scossa che ci vuole per potere risolvere i problemi.
Adesso vi spieghiamo, come, secondo noi, Grillo può farcela a FARE CROLLARE LA PARTITOCRAZIA DEL MAGNA-MAGNA.
Il sistema italiano: esecutivo, amministrativo, legislativo, ha perso la verginità da tempo. Lo sappiamo tutti in Italia e lo sanno tutti anche all’estero. Da qui la totale perdita di ogni credibilità del sistema Italia.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il governo che si è instaurato alla faccia della volontà del popolo, che serve soltanto a cercare di mantenere le cose come stanno, esercitando una dittatura sul popolo della gente che non è mai appartenuta ad alcuna casta.
Mi direte, ma perchè mantenere le cose come stanno, quando le cose non vanno bene?
Risposta semplice, quindi inimmaginabile: perchè le cose che non vanno bene per noi popolo, vanno al contrario bene per i papponi parassiti delle classi dirigenziali, in quanto, appunto, parassiti e quindi vivono sul lavoro e sul male degli esseri umani.
Perchè Grillo può scardinare questo sistema? Perchè ci vuole uno che lo disprezzi a tal punto che possa fare leva sul disprezzo che ormai molti Italiani hanno nei confronti di questa vecchia partitocrazia..
Perchè il sistema è incancrenito a tal punto che si preferisce lasciarlo morire piuttosto che dargli le medicine per curarlo.
Perchè abbiamo cristallizzato l’Italia con tutti i suoi malaffari e li consideriamo come normali.
Grillo l’ha capito e ci ha proposto una leva da porre alla base di questa cristallizazione.
Sta a noi afferrarla e spingerla giù fino a quando questo palazzo cristallizzato, con tutte le sue storture e le sue pappatoie non si s’infranga in miriadi di pezzettini come un parabrezza quando si rompe.
E poi, da lì ripartiremo per la ricostruzione.
Proprio come dopo un terremoto.
IL CRONISTA

Il Pensiero Verde 2012-06-03 23:04:00

Il cardiochirurgo che ha salvato migliaia di bambini

Lo chiamano «ambasciatore di pace». Ribatte che la sua missione è far vivere i bambini, perché «per i bambini non esistono colori, razze, religioni, politica». Di bimbi, nel mondo, ne ha salvati 1.200. Tanti di più tra Milano, patria adottiva, e Vicenza, la sua terra, in quarant’ anni di sala operatoria, a ritmi di 90-100 ore a settimana. Alessandro Frigiola, 65 anni, pioniere della cardiochirurgia pediatrica, oggi riceverà l’ Ambrogino. «Una sorpresa, non me lo aspettavo – dice con sincerità -. È un riconoscimento importante anche per quei cento medici che mi hanno seguito nell’ Associazione bambini cardiopatici e che oggi dedicano il loro tempo libero a curare piccoli pazienti in diciotto paesi del mondo». Perché, ricorda Frigiola, ogni anno, del «milione di bimbi che nasce con una malformazione al cuore solo il 10 per cento ha una possibilità di essere operato e sopravvivere». È stata la lettura di un libro, La cittadella di Cronin, che racconta la storia di un medico tra i minatori del Galles, a cambiare la rotta della sua vita: «Ero iscritto a ingegneria e avevo dato tutti gli esami del primo anno…», confida. Poi, già specializzato nelle patologie del cuore, un viaggio in Vietnam, nel 1983, ha chiuso il cerchio: «Ho visto situazioni inaccettabili, ho visto morire bambini di 7, 10, 12 anni che noi qui avremmo guarito senza problemi». E ha deciso: «Tre settimane di lavoro in ospedale (al Policlinico San Donato) e una dedicata ai progetti umanitari». A formare chirurghi, a costruire ospedali (in Ghana, Siria, Etiopia, Kosovo i più recenti). A operare piccoli cardiopatici (l’ ultimo record: 40 interventi in una settimana in Iraq). «Quando giro per il mondo non sono Frigiola, rappresento l’ Italia», aggiunge, pensando ai 4 milioni di bambini che aspettano di essere operati. E pensa a nuovo progetto Children for Africa: «Formare cento medici in sette anni per cambiare le sorti di un continente, dove oggi per 900 milioni di abitanti ci sono solo 5 centri dedicati ai bambini». Solo così la dichiarazione per i diritti umani che «parla di diritto alla salute per tutti» avrà un senso. 
D’ Amico Paola

Monti: VATTENE !!! Parte II°

Continuiamo l’ elenco delle cose non realizzate dal governicchio tecnico di Monti Mario.

Terminare la Salerno-Reggio Calabria. Per il tratto dal km. 222 al 225,8 sono stati stanziati 146 milioni e 600.000 euro; per lo svincolo di Firmo rescissi due appalti. Tutto langue…

Rendere i Consiglieri regionali proporzionali alla popolazione.

Negare le auto blu a chi è fuori mandato.

Istituire in ogni Regione un centro di consulenza per l’ utilizzo dei fondi europei.

MONTI MARIO: a casa !!!!

Pazza idea

Berlusconi richiama una antica canzone di Patty Pravo e mette
nuovamente in fibrillazione comunisti e affini
.
Una settimana fa la proposta di una riforma costituzionale
in senso presidenzialista,
venerdì la “pazza idea” di mandare educatamente a
quel paese gli gnomi di Bruxelles e stamparsi gli euro necessari in casa o,
meglio ancora, ricominciare con la Lira.
Naturalmente era solo una “battuta” ma intanto il tabù
si è rotto: non è più vietato, neppure ai leaders come Berlusconi, “scherzare”
sull’uscita dall’euro.
Da notare che Berlusconi ha anche aggiunto che se la
Germania vuole continuare con la politica del braccino corto, allora potrebbe
essere lei ad uscire dalla moneta unica e, francamente, sarebbe piacevole
vedere i crucchi arrabattarsi a ristampare marchi.
Ma, come insegna la saggezza popolare, ridendo castigat
mores
.
Scherzando si dicono verità altrimenti nascoste
E’ anche vero, però, che Berlusconi è circondato da troppi conigli (un nome per tutti: Gianni Letta sempre pronto a gettare ponti verso i “moderati” identificati con Casini) e pochi leoni (un nome per tutti: Daniela Santanchè che esprime il Pdl che vorrei).
L’euro e l’europa sono, oltre ad un intollerabile limite
alla Libertà, Indipendenza e Sovranità dei Popoli e delle Nazioni
, a tutta
evidenza, la grande palla al piede di ogni crescita economica con le loro
direttive e i lacci e laccioli che impongono agli stati.
Sempre più consenso ha l’ipotesi di uscita dall’euro per
ripristinare quell’europa comune, il MEC, anni sessanta e settanta che era
opportunamente il massimo necessario di integrazione.
Se per Grillo l’uscita dall’euro è una tigre da cavalcare
per alimentare la rabbia dei cittadini e incrementare il proprio consenso, per
Berlusconi può avere un duplice scopo.
Da un lato lanciare alcune parole d’ordine che raccolgano
adesioni per eventuali novità
(liste civiche ?) alle prossime elezioni:
presidenzialismo, fuori dall’euro, non pagare l’imu (sostenuta da Daniela
Santanchè anche con intere pagine di giornali).
Dall’altro lanciare un avvertimento ai sacerdoti della
moneta unica
tipo Monti.
Penso che Berlusconi avrà tirato le somme di sei mesi di
Monti.
Bin Loden non solo non ha risolto alcun problema, ma li ha
aggravati con una valanga di tasse
che è stata l’unica cosa che abbia saputo
fare, oltre ad una riforma delle pensioni e del mondo del lavoro con la quale
ha ormai tolto le castagne dal fuoco di qualsiasi governo successivo.
Berlusconi per fare posto a questo nume salvifico si era
messo da parte.
Però sono continuate le aggressioni medianiche e giudiziarie
e la speculazione finanziaria internazionale non
ha allentato la presa sulle sue aziende
come dimostra il loro andamento
borsistico.
A questo punto ha reagito: perché restare in disparte visto
che in cambio non si ottiene proprio nulla ?
Allora ribalta il tavolo.
Con molta sobrietà, che è di gran moda.
Non ha sfiduciato Monti, ma lo ha inchiodato allo spread che
Bin Loden avrebbe dovuto con la sua sola presenza portare a 200 punti come
giurvano e spergiuravano i vari Letta, Bersani, Casini e compagni.
Nel parlare di riforme ha lanciato quella più efficace, il
presidenzialismo, ma anche quella che sfilerebbe il controllo dalle mani dei
burattinai delle varie Trilateral, Bilderberg, Commissione europea, BCE,
Goldman Sachs e che, pertanto, è vista dai Bersani, Casini e compagni come un
toro può vedere agitare un drappo rosso.
Infine ha velatamente minacciato il cuore del disegno
egemonico dei poteri finanziari internazionali
con l’uscita dall’euro.
E’ chiaro che se la Grecia uscisse dall’euro perché
costretta e l’Italia facesse altrettanto per autonoma scelta, Spagna,
Portogallo, Irlanda, Polonia non resterebbero a guardare e l’effetto domino
farebbe crollare sulla testa degli gnomi della finanza la loro stessa
costruzione.
Pazza idea  …





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Monti: VATTENE !!! Parte I°

E’ giunto il momento di dire basta al governicchio Monti, incaricato dal comunista che crede di essere in una Repubblica Presidenziale, prima che faccia ulteriori danni. E diciamolo elencando le cose che un governicchio tecnico avrebbe dovuto fare e non ha fatto.

Usare meglio i fondi europei. L’ Italia deve ancora programmare l’impego di 4.326 miliardi di euro dal Fondo Regionale Europeo e 3.674 miliardi del Fondo Sociale.

Tagliare di almeno del 3 % gli stipendi dei funzionari pubblici.

Vendere buona parte del patrimonio immobiliare pubblico. Sempre fermo alla Camera il decreto legge per attuare la dismissione.

MONTI MARIO: a casa !!!!

I miti greci hanno ancora molto da raccontarci

Il ratto d’Europa – Tiziano

Vorrei parlare della Grecia per quello che è stata e non per come la stanno attualmente riducendo. La Grecia dei miti, della grande scultura e architettura, di Omero e dei suoi poemi, delle tragedie teatrali,  della radici culturali occidentali che si stanno perdendo per un manipolo di rapaci quanto ottusi economisti e finanzieri  incapaci di esprimere