Napolitano contestato a Mirandola. Ma i TG minimizzano.

Napolitano, in visita ai terremotati di Mirandola, è stato duramente contestato con fischi ed insulti. Nessuna traccia al TG 3, commenti minimizzanti negli altri TG. E non erano pochi giovani dei Centri Asociali, come scritto dall’ Unità, ma tra i presenti vi erano moltissimi abitanti di alcuni paesi che ancora oggi sono trascurati dai soccorsi. Un modo assai singolare di fare giornalismo, che ricorda i tempi dell’ Eskimo in redazione.
La realtà è questa, invece, che c’è una bella differenza con i soccorsi giunti tempestivamente in Abruzzo ai tempi di Bertolaso e Berlusconi e quelli del governicchio di Monti Mario ! Che regala alle banche pure la RAI !

Secondo Veronesi l’attrazione tra uomo e donna sparirà

Leggo sull’inserto Sette del Corriere della sera di venerdi 8 giugno una strana intervista a cura di Vittorio Zincone  del venerabile maestro Umberto Veronesi, oncologo di chiara fama,  e mi vien fatto di pensare che la massoneria non esiste, ma i massoni sì. Essi sono vivi, lottano e sperano di configurare un mondo basato sul progresso continuo. Sono in un certo senso,  dei sacerdoti dell’ingegneria genetica. Soprattutto promuovono  un mondo basato sulla falsificazione del Bene con la B maiuscola. E’ per il Bene che Umberto Veronesi asserisce infatti di preoccuparsi del “vissuto psicologico del cancro” divenuto a detta sua “ancora molto problematico”. In particolare mi piace la frase: “il vissuto psicologico del cancro è ancora molto problematico”. Mmmmh! Così il cancro avrebbe pure una sua vita piscologica.  Poi i “vissuti” gli prendono la mano e asserisce: “Combatto l’uso della parola cancro come metafora”.
 Insomma, se ho ben capito dalla sua intervista la parola cancro, è bene non pronunciarla proprio. Uno la bandisce dal suo vocabolario e …voilà…eccolo guarito come per incanto. “Fosse per me, non si dovrebbero più usare espressioni come “la mafia è il cancro del Paese”. Per chi lotta contro i tumori, l’identificazione del cancro con “il male” è un problema”. Lotta alle metafore, dunque.
 Ora sappiamo pure che Veronesi pretende una chemio  che neutralizzi la  parola “cancro” considerata  non medicalmente né clinicamente corretta.
La Veronesianschauung tocca molti altri argomenti tra i quali quello delle differenze biologiche tra uomo e donna e i loro rapporti sessuali. Alla domanda se l’uomo e la donna stanno cambiando, ecco che cosa risponde:
“Le differenze biologiche rimarranno sempre, ma andranno attenuandosi nel tempo. Non parlo di una mutazione, eh. Siamo in campo antropologico. E le cause del cambiamento sono semplici: all’inizio dello scorso secolo eravamo un miliardo, oggi, siamo sette miliari. E’ difficile pensare che si possano fare più di due figli per ogni coppia”.
E fin qui ci può anche stare, ma poi si fa prendere la mano dalle mutazioni transgeniche.
“Il tramonto delle donne che allevavano dai 10 ai 15 figli ha spinto il mondo femminile a occuparsi dell’attività pubblica. Con grandissimo successo. Contemporaneamente, l’uomo sta perdendo le sue caratteristiche maschili più rozze e tende a trasformarsi un una figura sessualmente ambigua. L’attrazione tra i due sessi si potrebbe attenuare di conseguenza”.
Ci aspetta un futuro con meno sesso? gli chiede Zincone
“No, non con meno sesso. Si svilupperanno alte forme di sessualità”. E alla domanda se cambieranno i modelli familiari risponde convinto: ” Il matrimonio tra omosessuali è già accettato in molti Paesi. E sì certo, si aprono nuovi scenari (non necessariamente negativi) nei futuri assetti socio-familiari”.
Nel mondo ridisegnato da Veronesi ci sono inoltre i cibi transgenici, l’appoggio al nucleare, gli Ogm, l’abolizione della carne (“un pericolo per l’ambiente: occorrono migliaia di litri d’acqua per produrre un chilo di carne”, proclama l’oncologo) e pure il vegetarianesimo come scelta etico-animalista.  
Il suo romanzo di culto ?  L”Uomo senza qualità di Musil . Forse pensava all’Uomo con ambiguità.
Mi domando se Veronesi quando opera oltre al camice bianco, indossi anche lo scolapasta rovesciato in testa.  Un esempio di scienza medica al servizio dell’ideologia, nemmeno troppo singolare, dati i tempi che corrono.

Oh, toh, il rosso si sveglia ora

“Rivolgo un particolare pensiero e incoraggiamento a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ancora ingiustamente costretti lontano dall’Italia e dai propri affetti famigliari”. Nel giorno dell’anniverario della Marina Militare, il presidente del Consiglio, Giorgio Napolitano, manda il suo saluto ai due fucilieri italiani accusati di omicidio in India. Il Capo dello Stato ha inoltre ricordato il ruolo della Marina Militare che “concorre efficacemente all’azione delle organizzazioni internazionali per la salvaguardia dei commerci marittimi e della libertà di navigazione e per il contrasto dei traffici clandestini e dell’emergente fenomeno della pirateria”. Napolitano sottolinea inoltre l’importanza della Marina nelle “missioni per la stabilizzazione e il ripristino della legalità nelle aree di crisi”.

La politica del carciofo degli speculatori

Oggi
avrei potuto scrivere di Monti che frigna perché non ha più
l’appoggio dei “poteri forti”, dimostrando con ciò tutto
quello che in tanti abbiamo sostenuto: la sua nomina trascende il
Popolo, è stata studiata a tavolino e, di suo, Monti ha solo una
fama derivante dai suoi scritti sempre in linea con i “poteri
forti” ma, quando deve confrontarsi con la realtà e agire,
manifesta tutta la sua incapacità e debolezza.
Oppure
avrei potuto scrivere di Napolitano in visita in Emilia, tra i
terremotati, che, ormai, si commuove ogni volta che apre bocca e che
comincia a prendersi la sua (meritata) dose di fischi anche se i
media sminuiscono o addirittura nascondono la notizia sotto il
tappeto.
Credo
invece opportuno riprendere il tema dell’euro e dell’europa,
della speculazione e delle consorterie finanziarie internazionali
che
aggrediscono le nazioni per metterle in ginocchio e asservirle alla
loro volontà.
Qui
ho sempre sostenuto che l’uscita dall’euro sarebbe un bene per
tutti
, perché consentirebbe di recuperare  Sovranità,
Indipendenza e Libertà Nazionale
che ora mancano e sono “calpeste e derise“.
Ma
per limitare, se non annullare, gli effetti negativi sarebbe
opportuno che tale scelta venisse assunta, in modo unitario e
coordinato, dalle nazioni che sono sotto il tiro della speculazione,

a cominciare da Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda e Italia.
Perché
se l’uscita dell’euro fosse spalmata nel tempo e individuale,
allora chi la realizzasse rischierebbe solo danni, esattamente come l’obiezione
fiscale
(ad esempio contro l’imu) che ha senso ed impedisce la
reazione dei gabellieri dello Sceriffo di Beferingham solo se avesse una adesione
massiccia e non fosse frutto di una reazione coraggiosa e meritoria,
ma solo individuale e senza prospettive.
L’aggressione
che oggi si sposta contro la Spagna
(riduzione del rating a livello
di spazzatura, vendita dei bonos e conseguente aumento dello spread)
è quindi solo il secondo passo, la seconda foglia di quel carciofo
che gli speculatori internazionali intendono spogliare una alla volta.
La
Grecia
, fra meno di dieci giorni, sceglierà il suo destino, dopo
averla dissanguata con la politica dell’uomo inviato dai poteri
forti internazionali.
La
Spagna
sembra essere la prossima preda, anche perché il nuovo
governo di Centro Destra ha, finora, resistito all’offerta di
finanziamenti per le sue banche in cambio della loro
contabilizzazione a bilancio dello stato
che renderebbe la nazione
spagnola debitrice insolvente dei potentati europei
.
Le
scelte antispagnole
di questi giorni sono funzionali a destabilizzare
un governo che, ancora, cerca di difendere la sovranità nazionale, per realizzare anche a Madrid operazioni come quella di
Papademos in Grecia o Monti in Italia
.
Dobbiamo
prendere atto che i governanti non agiranno mai per liberare Nazioni
e Popoli europei dal cappio dell’euro, quindi tocca al Popolo
reagire
.
Se
Grecia e Spagna usciranno, ognuna per conto proprio, dall’euro,
pagheranno salata la scelta e il prezzo sarà tanto più alto, quanto
più cercheranno di imporre sacrifici per restare dentro l’euro.
L’Italia
seguirà inevitabilmente
.
L’unica
salvezza è in una uscita contemporanea e coordinata di tutte le
nazioni bersaglio della speculazione
e oggetto delle mire totalitarie
delle consorterie finanziarie internazionali.
Siamo
ancora in tempo. 





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Montsferatu vs popolo


Ieri Monti ha sfogato quel po’ di amarezza che ha dovuto accumulare in questi mesi.
Montsferatu ha detto che i poteri forti lo hanno abbandonato, intendendo per poteri forti gli indicatori del consenso che gli era stato dato: partiti, giornali, industriali, insomma, chi conta in questa società.
Per giustificarsi ha aggiunto che, sì, il suo governo ha dovuto agire in fretta e che molte cose si sarebbbero potute fare meglio, ma, ha detto anche con una certa fierezza non dissimulata che, in pratica, si vanta di essere riuscito a rompere dei tabù che altri, in tanti anni, non si sarebbero neppure sognati di toccare.

Ora, quando uno si vanta di essere riuscito a rompere dei tabù intoccabili sui lavoratori, è chiaro che si rivolge con fierezza ai suoi mandanti, perchè non avrebbe nessun senso che uno ti dicesse: “Però, nonostante sia considerato un tabù sono riuscito bellamente a romperti il culo”, vi pare? Quindi è chiaro che lui lavora per i suoi mandanti e non per il popolo.
Da quel punto di vista, caro Montsferatu, puoi stare tranquillo, hai lavorato assolutamente bene, non c’è alcun dubbio.
Poi, per quel che riguarda il fatto che avete dovuto fare in fretta e certe cose avreste potute farle meglio, non ti preoccupare, tanto il culo è il nostro..
E magari se avessi potuto lavorare con più tempo saresti riuscito ad azzerare completamente i diritti e la dignità dei lavoratori, come ti sei avviato irrimediabilmente a fare, con l’ausilio della tua socia in affari anche lei dedita alla soddisfazione dei vostri mandanti, come una troia è dedita alla soddisfazione di chi la paga.
Anche se avete dovuto agire in fretta siate soddisfatti, del vostro misfatto.
L’inferno è lì pronto ad accogliervi a braccia spalancate, e non vede l’ora di conoscervi personalmente.
E noi tutti per una volta vogliamo che l’Inferno venga esaudito in questo suo desiderio.
Amen.

IL CRONISTA

Monti e Napolitano contestati… sssttt…

Oggi nei tg non hanno voluto dirlo. Anzi, hanno detto che il presidente rosso è stato accolto con calore… peccato però che stamattina stava ancora in quel di bologna. Qui il video del regalo per Monti nell’hotel dove si terrà una cena di gala…
Il Capo dello Stato si commuove nella tendopoli di Mirandola e ringrazia i volontari per il loro lavoro. Fischi e contestazioni all’arrivo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella tendopoli principale di Mirandola. Quando è sceso dall’auto, il capo dello Stato è stato subissato da un folto gruppo di persone, dai centri sociali agli sfollati, che ha iniziato a urlare: “Vergogna”, “Buffone”. Ma non solo. La contestazione non ha riguardato soltato un limitato gruppo di cittadini. Il comune, colpito duramente dai terremoti del 20 e el 29 maggio, era tappezzato di cartelli e striscioni con le scritte: “Napolitano noi non la stimiamo per quello che ha fatto per il terremoto”. Gli sfollati sono sfiduciati. Non credono che lo Stato li aiuterà veramente perché finora, dicono, non è stato ancora fatto niente di concreto per loro. Chi li sta sostenendo sono i volontari. Il loro lavoro è stato riconosciuto anche dal Capo dello Stato che appena ha fatto ingresso nella tendopoli, accompagnato dal governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani, si è commosso e ne ha fatto l’elogio. “L’Italia della solidarietà”, ha detto il capo dello Stato, “è veramente l’Italia migliore”. Poi, ricordando il sisma del Friuli Venezia Giulia ha detto: “Si rialzerà anche l’Emilia. Siete gente forte, che ha il senso dello stare insieme”.
Ma le proteste non hanno risparmiato il presidente del Consiglio Mario Monti. Oggi c’è stato un blitz all’Hotel Monaco di Venezia contro la presenza domani del premier e del ministro Clini per il 23esimo workshop del Consiglio per le relazioni fra Italia e Usa. I contestatori hanno gettato nella hall dell’albergo letame, cibo avariato, vermi e calcinacci e hanno esposto uno striscione con la scritta “Terremoto, crisi, grandi navi niente da festeggiare”. I responsabili appartengono ai centri sociali del Nordest: “Le cene di gala – spiega il loro portavoce Tommaso Cacciari – sono quantomeno di cattivo gusto in un Paese segnato dalla crisi economica e dal terremoto”.

Il Massacro di Tepich contro la popolazione bianca dello Yucatan..

Uno dei pilastri della cosiddetta “Leggenda Nera” anticattolica è quello che continuamente propina lo sterminio delle popolazioni indie nel centro-sudamerica da parte dei Conquistadores. Niente di più falso, in passato ho spiegato che la Chiesa Cattolica considerava Figli di Dio le nuove popolazioni, con grande impegno atto alla loro conversione. I responsabili della decimazione dei popoli precolombiani furono in realtà le malattie e le popolazioni da loro sottomesse, che si ribellarono, approfittando della loro decadenza e della presenza degli Spagnoli, vendicandosi dei torti subiti. Perchè bisogna ricordare che le antiche civiltà del centro-sudamerica erano fortemente sanguinarie e praticavano orrendi sacrifici di bambini, donne e prigionieri. Spesso il cuore veniva strappato dal corpo delle vittime e mangiato dai sacerdoti. Ed altre amenità.
I Maya, quest’ anno balzati all’ onore delle cronache per la bufala delle profezie e le varie simpatie che i sinistri e gli antiCattolici mostrano nei loro confronti, non furono da meno, anche in epoca relativamente recente. La storia messicana, poco conosciuta in Italia, ci insegna che la Guerra delle Caste, una vera guerra civile combattuta nella Repubblica dello Yucatàn (per breve periodo indipendente dal Messico), iniziò il 30 Luglio 1847 con il massacro da parte del Cacicco (capo-tribù…) Maya Cecilio Chi dell’ intera popolazione bianca della cittadina di Tepich. Un solo ragazzo fortunato fu lasciato in vita, per poter raccontare il massacro: donne, vecchi, bambini furono sterminati senza pietà, ed il loro cuore strappato ritualmente come avveniva nei secoli precedenti secondo il rituale Maya. Seguirono altri massacri in diverse località, come a Izamal, Bacamal, Valladolid. La Guerra, nonostante fagocitasse via via i vari capi Maya come durante la Rivoluzione Francese, durò fino al 1901/1902 con la caduta di Bacalar e Chan Santa Cruz, senza colpo ferire.
Decine di migliaia furono i morti di origine spagnola, centinaia le Chiese incendiate (anche con dentro i Fedeli). Morti, appunto, Dimenticati.

(nell’ immagine, un demone Maya).

Ray Bradbury R.I.P.

Solo due anni fa, nell’agosto 2010, gli auguravamo  buon compleanno per i suoi 90 anni.
Oggi apprendiamo che un altro “grande vecchio” della fantascienza mondiale è morto: Ray Bradbury a quasi 92 anni ha lasciato questo mondo per avventurarsi nei cieli infiniti.
Ovviamente la morte di un novantenne colpisce per la fama che questi ha, ben sapendo che a quell’età il ciclo della propria vita è ormai compiuto, ma questo non toglie che la notizia della morte di Bradbury, come di qualunque altra persona le cui opere hanno rappresentato una porzione del nostro divertimento e della nostra adolescenza, maturità e cultura, porti un velo di tristezza.
Credo che in tutti noi ci sia l’idea dell’immortalità (propria) che viene scossa dalle malattie e dalla morte (altrui).
Sicuramente però chi ha scritto Cronache Marziane e Fahrenheit 451 vivrà per sempre nel ricordo di tutti coloro che negli anni a venire prenderanno in mano quei libri e si immergeranno nelle storie di Ray Bradbury.



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